SENTENZA CASSAZIONE RIGUARDANTE INTERPOSIZIONE FITTIZIA MANODOPERA

Con la sentenza sotto riportata ,inerente il ricorso avverso una decisione  in materia di interposizione fittizia di manodopera ,la Suprema  Corte individua le responsabilita’ che sono a carico rispettivamente del committente  o dell’appaltatare .sull’obbligo contributivo ,prevedendpo che:

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Al contempo la giurisprudenza di questa Corte ha avuto modo di affermare che, in ipotesi di interposizione nelle prestazioni di lavoro, non è configurabile una concorrente obbligazione del datore di lavoro apparente con riferimento ai contributi dovuti agli enti previdenziali, rimanendo tuttavia salva l’incidenza satisfattiva di pagamenti eventualmente eseguiti da terzi, ai sensi dell’art. 1180 cod. civ., comma 1, nonché dallo stesso datore di lavoro fittizio, senza che abbia rilevanza la consapevolezza dell’altruità del debito, atteso che, nell’ipotesi di pagamento indebito dal punto di vista soggettivo, il coordinamento tra gli artt. 1180 e 2036 cod. civ., porta a ritenere che sia qualificabile come pagamento di debito altrui, ai fini della relativa efficacia estintiva dell’obbligazione (con le condizioni di cui all’art. 2036 cod. civ., comma 3), anche il pagamento effettuato per errore (cfr., ex plurimis, Cass. n. 12509/04; Cass. n. 12735/06; Cass. n. 1666/08; Cass. n. 3707/09).

Più in particolare è stato osservato che “L’applicazione del principio ora esposto all’ipotesi dei contributi pagati dal datore di lavoro fittizio comporta l’irripetibilità da parte sua dei contributi già versati (così come delle retribuzioni corrisposte ai lavoratori), poiché non può considerarsi scusabile l’eventuale errore sull’identità dell’effettivo debitore di chi è corresponsabile della violazione della L. 1369 del 1960, art. 1, peraltro sanzionata come contravvenzione dall’art. 2” (cfr. Cass. n. 12509/04 cit., in motivazione).

In adesione a tali principi, cui va data continuità, i motivi in esame devono essere accolti, con conseguente cassazione della sentenza impugnata e con rinvio, per il riesame, al giudice indicato in dispositivo, il quale, nell’adeguarsi ai criteri sopra enunciati, dovrà provvedere anche sulle spese del presente giudizio.

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 settembre 2015, n. 17516

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