RIFORMA MADIA:CONCILIAZIONE TEMPI DI VITA E LAVORO DIPENDENTI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

All’argomento di cui al titolo è dedicato l’art.14 della legge di riforma della p.a. n.124/15 ,che entrera’ in vigore il 28.8.2015 ,prevedendo quanto di seguito  risulta   evidenziato

1)Attuazione telelavoro

Si stabilisce che le pp.aa.adottano misure organizzative volte a fissare obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro e per la sperimentazione, anche al fine di tutelare le cure parentali, di nuove modalita’ spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa che permettano, entro tre anni, ad almeno il 10 per cento dei dipendenti, ove lo richiedano, di avvalersi di tali modalita’, garantendo che i dipendenti che se ne avvalgono non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalita’ e della progressione di carriera. L’adozione delle misure organizzative e il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente comma costituiscono oggetto di valutazione nell’ambito dei percorsi di misurazione della performance organizzativa e individuale all’interno delle amministrazioni pubbliche. Le amministrazioni pubbliche adeguano altresi’ i propri sistemi di monitoraggio e controllo interno, individuando specifici indicatori per la verifica dell’impatto sull’efficacia e sull’efficienza dell’azione amministrativa, nonche’ sulla qualita’ dei servizi erogati, delle misure organizzative adottate in tema di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti, anche coinvolgendo i cittadini, sia individualmente, sia nelle loro forme associative.

2. Asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di supporto genitorialita’ 

Le  amministrazioni pubbliche   procedono, al fine di conciliare i tempi di vita e di lavoro dei dipendenti, a stipulare convenzioni con asili nido e scuole dell’infanzia e a organizzare, anche attraverso accordi con altre amministrazioni pubbliche, servizi di supporto alla genitorialita’, aperti durante i periodi di chiusura scolastica.

3 Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri,

Il Presidente del C.M. ,sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  definisce  indirizzi per l’attuazione   dei punti  1 e 2  e linee guida contenenti regole inerenti l’organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti.

4. Modalita’ e criteri per il personale degli   organi costituzionali,

Nell’ambito della loro autonomia, possono definire modalita’ e criteri per l’adeguamento dei rispettivi ordinamenti ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3. 5.

5.Modifiche alla  disciplina del Fondo previsto dall’art.596 del dec.legvo n.66/2010

Premesso che l’art.596 deòl dec.legvo n.66/2010 prevede e disciplina il Fondo per l’organizzazione e il funzionamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia destinati alla popolazione minorile presso enti e reparti del Ministero della difesa  .disponendo:.

1. Per l’organizzazione e il funzionamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia destinati ai minori di eta’ fino a 36 mesi, presso enti e reparti del Ministero della difesa, e’ istituito un fondo con una dotazione di euro 3 milioni per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. 2. La programmazione e la progettazione relativa ai servizi di cui al comma 1, nel rispetto delle disposizioni normative e regolamentari vigenti nelle regioni presso le quali sono individuate le sedi di tali servizi, e’ effettuata in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, sentito il comitato tecnico-scientifico del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l’infanzia e l’adolescenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103. 3. I servizi socio-educativi di cui al comma 1 sono accessibili anche da minori che non siano figli di dipendenti dell’Amministrazione della difesa e concorrono a integrare l’offerta complessiva del sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia e del relativo Piano straordinario di intervento di cui all’articolo 1, comma 1259, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come modificato dall’articolo 2, comma 457, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

All’articolo 596 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. Il fondo di cui al comma 1 e’ finanziato per l’importo di 2 milioni di euro per l’anno 2015 e di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, della quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020, di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. A decorrere dall’anno 2018, la dotazione del fondo di cui al comma 1 e’ determinata annualmente ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196»; b) al comma 3, le parole: «anche da minori che non siano figli di dipendenti dell’Amministrazione della difesa» sono sostituite dalle seguenti: «oltre che da minori figli di dipendenti dell’Amministrazione della difesa, anche da minori figli di dipendenti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, nonche’ da minori figli di dipendenti delle amministrazioni locali e da minori che non trovano collocazione nelle strutture pubbliche comunali,». 6. Dopo il comma 1-bis dell’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente: «1-ter. La dipendente vittima di violenza di genere inserita in specifici percorsi di protezione, debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza, puo’ presentare domanda di trasferimento ad altra amministrazione pubblica ubicata in un comune diverso da quello di residenza, previa comunicazione all’amministrazione di appartenenza. Entro quindici giorni dalla suddetta comunicazione l’amministrazione di appartenenza dispone il trasferimento presso l’amministrazione indicata dalla dipendente, ove vi siano posti vacanti corrispondenti alla sua qualifica professionale». 7. All’articolo 42-bis, comma 1, secondo periodo, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di sostegno della maternita’ e della paternita’, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e limitato a casi o esigenze eccezionali».

Il comma 5 dell’art.14 del legge n.124/15 stabilisce che sono apportate le  seguenti
modificazioni: al predetto art.596:
a) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Il fondo di cui al comma 1 e’ finanziato per l’importo di 2
milioni di euro per l’anno 2015 e di 5 milioni di euro  per  ciascuno
degli anni 2016 e  2017.  Al  relativo  onere  si  provvede  mediante
corrispondente riduzione, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e  2017,
della quota nazionale del  Fondo  per  lo  sviluppo  e  la  coesione,
programmazione 2014-2020, di cui all’articolo 1, comma 6, della legge
27 dicembre 2013, n. 147. A decorrere dall’anno  2018,  la  dotazione
del fondo di cui al comma  1  e’  determinata  annualmente  ai  sensi
dell’articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre  2009,
n. 196»;
b) al comma 3, le parole: «anche da minori che non siano figli di
dipendenti dell’Amministrazione della difesa» sono  sostituite  dalle
seguenti:   «oltre   che    da    minori    figli    di    dipendenti
dell’Amministrazione  della  difesa,  anche  da   minori   figli   di
dipendenti delle amministrazioni centrali e periferiche dello  Stato,
nonche’ da minori figli di dipendenti delle amministrazioni locali  e
da minori che non  trovano  collocazione  nelle  strutture  pubbliche
comunali,».

6)Tutele dipendenti vittime violenze di genere

In materia il comma 6 dell’art.14 in esame dispone:

“La dipendente vittima di violenza  di  genere  inserita  in
specifici percorsi di protezione, debitamente certificati dai servizi
sociali  del  comune  di  residenza,  puo’  presentare   domanda   di
trasferimento ad altra amministrazione pubblica ubicata in un  comune
diverso   da    quello    di    residenza,    previa    comunicazione
all’amministrazione di  appartenenza.  Entro  quindici  giorni  dalla
suddetta comunicazione l’amministrazione di appartenenza  dispone  il
trasferimento presso l’amministrazione indicata dalla dipendente, ove
vi  siano   posti   vacanti   corrispondenti   alla   sua   qualifica
professionale».

7)Integrazione art.42 bis dec.legvo n.151/01

Il comma 7 dell’art.14  della legge in esame ,migliora  la tutela dei genitori dipendenti delle pp.aa.,prevedendo l’inserimento alla fine del comma 1 dell’asrt.42 bis del dec.legvo n.151/01 delle seguenti parole:”«e limitato
a casi o esigenze eccezionali».Pertanto il testo definitivo di tale disposizione dal 28.8.2015 risultera’  il seguente:

Art. 42-bis 
((  (Assegnazione   temporanea   dei   lavoratori   dipendenti   alle
                    amministrazioni pubbliche) )) 
 
  ((1. Il  genitore  con  figli  minori  fino  a  tre  anni  di  eta'
dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,  comma
2, del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive
modificazioni, puo' essere assegnato,  a  richiesta,  anche  in  modo
frazionato e per un periodo  complessivamente  non  superiore  a  tre
anni, ad una sede  di  servizio  ubicata  nella  stessa  provincia  o
regione nella quale l'altro genitore esercita  la  propria  attivita'
lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto  vacante  e
disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo  assenso
delle amministrazioni  di  provenienza  e  destinazione.  L'eventuale
dissenso deve essere motivato. L'assenso o il dissenso devono  essere
comunicati all'interessato entro trenta giorni dalla domanda "e limitato
acasi o esigenze eccezionali".    
  2.  Il  posto  temporaneamente  lasciato  libero  non  si  rendera'
disponibile ai fini di una nuova assunzione.))

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