SENTENZA CASSAZIONE RIGUARDANTE STRUTTURA COMPETENTE OPPOSIZIONE SANZIONI AMMINISTRATIVE

Con la sentenza sotto riportata ,la Corte Suprema ha dichiarato inammissibile il ricorso della Direzione Provinciale del Lavoro di Milano e rigettato  il ricorso del Ministero del Lavoro ,posto che:

a)la Corte d’Appello  aveva  dichiarava inammissibile l’appello proposto dal solo Ministero del Lavoro avverso la sentenza di primo grado, che aveva revocato, in accoglimento della relativa opposizione, l’ordinanza della Direzione Provinciale del Lavoro di Milano di ingiunzione ad e del pagamento della somma di € 65.024,00 per sanzioni amministrative comminate sull’erroneo presupposto dell’esistenza di un rapporto di lavoro tra la società e terzi soggetti;

b)la Direzione Provinciale del Lavoro   non si e’ costituita parte nel giudizio di appello, nel quale è stato presente soltanto il Ministero del Lavoro, pur privo di legittimazione

c) nel giudizio di opposizione è passivamente legittimata la sola autorità amministrativa che abbia emesso l’ordinanza ingiunzione, la quale è pure l’unica attivamente legittimata all’impugnazione della sentenza conclusiva del giudizio (Cass. 11 agosto 2008, n. 21511; 30 maggio 2007, n. 12742). E ciò anche nell’ipotesi in cui l’autorità sia organo periferico dell’amministrazione statale, il quale agisce in virtù di una specifica autonomia funzionale che comporta deroga a quanto stabilito dall’art. 11, primo comma, r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611 (come sostituito dall’art. 1 della legge 25 marzo 1958, n. 260), in tema di rappresentanza in giudizio dello Stato e della speciale sanatoria prevista dall’art. 4 della citata legge 260/1958; tale legittimazione resta ferma anche nella successiva fase di impugnazione davanti alla Corte di cassazione, giacché nella disciplina dell’art. 23 della legge 689/1981 non sì rinviene alcun elemento da cui possa desumersi che alla legittimazione in primo grado dell’autorità che ha emesso il provvedimento sanzionatorio subentri nella fase di impugnazione la legittimazione del Ministro, secondo la regola ordinaria (Cass. 26 marzo 2015, n. 6316; Cass. 7 luglio 2006, n. 15596; Cass. 18 maggio 2006, n. 11752; Cass. 9 febbraio 1999, n. 1091).

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 luglio 2015, n. 15169

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