ESAME DECRETO DELEGATO ARMONIZZAZIONE TEMPI VITA E LAVORO

Introduzione

Sul S.O.n.34 alla Gazzetta Ufficiale n.144 del 24 giugno 2015 risulta pubblicato il DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 80  ,che ,entrato in vigore dal giorno successivo ,disciplina le “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183., prevedendo negli artt. da 1 a 28  specifiche disposizioni di modifica, sostituzione e/o integrazione al dec.legvo n.151/01 in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternita’ ,che si esaminano di seguito

-Tuttavia preliminarmente si richiama l’attenzione sul sottostante art.25 ,che recita

a) Le disposizioni del presente decreto, si applicano in via sperimentale per il solo anno 2015 e per le sole giornate di astensione riconosciute nell’anno 2015 medesimo.

b)L’eventuale riconoscimento dei benefici ad anni successivi al 2015 è condizionata alla entrata in vigore di decreti legislativi attuativi dei criteri di delega di cui alla legge 10 dicembre 2014, n. 183,che individuino adeguata copertura finanziaria

 

A) Modifiche all’ 16.T.U.circa “divieto di adibire al lavoro le donne”

Come è noto, il comma 1 dell’art.16 del t.u. disponeva che :

“E’ vietato adibire al lavoro le donne: a) durante i due mesi precedenti la data presunta del parto, salvo quanto previsto all’articolo 20; b) ove il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto; c) durante i tre mesi dopo il parto, salvo quanto previsto dall’articolo 20;   d) durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta.Tali giorni sono aggiunti al periodo di congedo di maternita’ dopo il parto.

L’art.2 della bozza in esame interviene sul predetto   articolo  disponendo  :

1) anzitutto ,la sostituzione   del contenuto  della lettera d) ,che, pertanto, dall’entrata in vigore,  avra’ il seguente testo ,che  dovrebbe portare  chiarezza ,  stanti   le incertezze  per il   calcolo dei periodi di astensione derivanti dalla presenza  nella parte iniziale del   precedente testo   del termine “ulteriori”  :

” d) durante i giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta. Tali giorni si aggiungono al periodo di congedo di maternità dopo il parto, anche qualora la somma dei periodi di cui alle lettere a) e c) superi il limite complessivo di cinque mesi.”

La riscrittura del comma d) dell’art. 16 del D.lgs. n. 151/2001, di fatto, introduce una maggiore tutela per i parti fortemente prematuri prevedendo che, nel caso di nascita avvenuta più di due mesi prima del parto presunto (quindi con parto effettivo antecedente l’inizio del congedo obbligatorio), le giornate antecedenti l’inizio del congedo obbligatorio ricalcolato in base al parto effettivo non fruite si devono aggiungere in coda al periodo di congedo calcolato sulla base del parto presunto, anche qualora la somma dei due periodi superi il limite complessivo di cinque mesi.

Esempio

Data presunto parto: 10 marzo 2015.

Inizio congedo obbligatorio presunto: 10 gennaio 2015.

Parto effettivo: 02 gennaio 2015 .

Inizio congedo obbligatorio ricalcolato in base al parto effettivo:

2 novembre 2014.

Giornate antecedenti l’inizio del congedo obbligatorio ricalcolato non fruite: 2 mesi (2 novembre 2014-2 gennaio 2015).

Termine periodo congedo obbligatorio teorico: 10 giugno 2015.

Termine congedo obbligatorio effettivo: 10 agosto 2015

(aggiungo in coda ai 3 mesi successivi al parto presunto i due mesi antecedenti il parto effettivo non goduti).

Durata totale congedo: 7 mesi e 8 giorni.

 

2) inoltre, tenuto conto che la Corte Costituzionale, con sentenza 4 – 7 aprile 2011, n. 116 (in G.U. 1a s.s. 13/4/2011, n. 16), ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’articolo 16, lettera c), del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nella parte in cui non consente, nell’ipotesi di parto prematuro con ricovero del neonato in una struttura sanitaria pubblica o privata, che la madre lavoratrice possa fruire, a sua richiesta e compatibilmente con le sue condizioni di salute attestate da documentazione medica, del congedo obbligatorio che le spetta, o di parte di esso, a far tempo dalla data d’ingresso del bambino nella casa familiare“,l’aggiunta dell’art.16 bis ,secondo cui ,appunto: la madre , se il/la neonato/a è ricoverato/a in una struttura pubblica o privata, ha diritto di si puo’ chiedere la sospensione del congedo di maternità per il periodo previsto per il post parto e dei giorni aggiuntivi spettanti  a causa di parto intervenuto prima della data prevista nella certificazione sanitaria ,cosi’ da goderne in tutto o in parte, dalla data di dimissione del/la bambino/a, durante il quale il medesimo avra’ bisogno effettivamente della cura e presenza materna

Peraltro,  occorre tener conto  che  il  comma 2 dell’art.16 bis prevede  che il predetto diritto

a) può essere esercitato una sola volta per ciascun figlio;

b)deve sussistere specifica attestazione sanitaria circa la compatibilità tra stato di salute della donna e ripresa anticipata dell’attività lavorativa. da parte della stes

B) Modifiche art. 24 T.U. n. 151/01 in materia di prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico per maternita’

Premesso che il comma 1 dell’art.24 nel testo previgente ,recitava: ” L’indennita’ di maternita’ e’ corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dall’articolo 54, comma 3, lettere b) e c), che si verifichino durante i periodi di congedo di maternita’ previsti dagli articoli 16 e 17″,si rimarca che ,dalla data di entrata in vigore ,l’art.3 del dec.delegato in esame prevede che l’indennita’ di maternita’ spettera’ anche nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro previsto dalla lettera c) del comma 3 dell’art.54 .

In pratica , ,dal giorno in cui è in vigore il provvedimento n.80/15 ,l’indennita’ di maternita’ spettera’, non solo come prima, nei casi di licenziamento della lavoratrice di colpa grave a suo carico , costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro(lett.a) e di cessazione dell’attivita’ dell’azienda cui essa e’ addetta (lett.b) ,ma pure nell’ipotesi di ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice e’ stata assunta o di risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine (lett.c

C) Modifiche all’articolo 26 T.U. 151/01 in materia di congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento

A seguito dell’inserimento ,del comma 6 bis al testo dell’art.26 del T.U. 151/01 ,ad opera dell’art.4 del decreto delegato in esame ,dalla data d’entrata in vigore dello stesso, anche nei casi di adozione e affidamento trovera’ applicazione quanto previsto alla suddetta lettera A), punto 2, della presente esposizione .

Vale a dire che ,nel rispetto delle condizioni stabilite ,  la madre adottiva o affidataria , se l’adottato/a o affidato/a è ricoverato/o in una struttura pubblica o privata, ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità per il periodo spettante post parto e dei giorni aggiuntivi a causa di parto intervenuto prima della data prevista nella certificazione sanitaria ,cosi’ da goderne in tutto o in parte, dalla data di dimissione del bambino,in cui il medesimo avra’ bisogno effettivamente della cura e presenza matern

D) Modifiche all’articolo 28 T.U. n. 151/021 in materia congedo di paternità

Si  ricorda che l’art.28 del T.U.,in materia di tutela della paternita’ recita:

“1)Il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternita’ o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di morte o di grave infermita’ della madre ovvero di abbandono, nonche’ in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre”.

“2). Il padre lavoratore che intenda avvalersi del diritto di cui al comma 1 presenta al datore di lavoro la certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono, il padre lavoratore ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”.

Premesso quanto sopra, si segnala che ,l’art.5 del provvedimento all’esame, modifica il richiamato art.28 ,prevedendo

a) dopo il comma 1 (secondo cui il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternita’ o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di morte o di grave infermita’ della madre ovvero di abbandono, nonche’ in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre),l’inserimento di due nuovi commi ,ossia:

 

-il comma “1-bis. con cui le disposizioni di cui al predetto comma 1, si applicano anche qualora la madre sia lavoratrice autonoma avente diritto all’indennità di cui all’articolo 66 ,che prevede una indennità giornaliera per il periodo di gravidanza e per quello successivo al parto calcolata ai sensi dell’articolo 68 ;

 

-1-ter. L’indennità di cui all’articolo 66 sopra precisata spetta al padre lavoratore autonomo, previa domanda all’INPS, per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre”

b) la sostituzione del comma 2 con il seguente:

“2. Il padre lavoratore che intende avvalersi del diritto di cui ai commi 1 e 1-bis presenta al datore di lavoro la certificazionerelativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono, il padre lavoratore ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. L’INPS provvede d’ufficio agli accertamenti amministrativi necessari all’erogazione dell’indennità di cui al comma 1-te

E) Modifiche art. 31 T.U. n. 151/01 in materia di congedo di paternità in casi di adozione e affidamento .

Evidenziato che gli artt 26 ,comma 1 ,e 28 del T.U n.151/01 recitano rispettivamente

-art.26,comma 1:” 1. Il congedo di maternità come regolato dal presente Capo spetta, per un periodo massimo di cinque mesi, anche alle lavoratrici che abbiano adottato un minore”

Si richiama l’articolo 31 del T.U. secondo cui: ” “1. Il congedo di cui  all’art. 26, comma 1,  , che non sia stato chiesto dalla lavoratrice, spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore. 2. Il congedo di cui all’articolo 27, comma 2, spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore. 3. Al lavoratore, alle medesime condizioni previste dai commi 1 e 2, e’ riconosciuto il diritto di cui all’articolo 28″

rappresentando   che l’art.6 del dec.delegato dispone la sostituzione del comma 2 sopra riportato con il seguente:

“2. Il congedo di cui all’articolo 26, comma 4, spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore anche qualora la madre non sia lavoratrice. L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero del lavoratore”.

Pertanto ,dall’entrata in vigore ,il testo dell’art.31 risultera’ essere il seguente:

1. Il congedo di cui agli articoli 26, comma 1, , che non sia stato chiesto dalla lavoratrice, spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore. 2. Il congedo di cui all’articolo 26, comma 4, spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore anche qualora la madre non sia lavoratricAl lavoratore, alle medesime condizioni previste dai commi 1 e 2, e’ riconosciuto il diritto di cui all’articolo 28, precisando che esso stabilisceIl padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternita’ o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di morte o di grave infermita’ della madre ovvero di abbandono, nonche’ in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre. 2. Il padre lavoratore che intenda avvalersi del diritto di cui al comma 1 presenta al datore di lavoro la certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono, il padre lavoratore ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

 

F)Modifiche all’articolo 32   T.U.n. 151/01 in materia di congedo parentale

Il congedo parentale, gia’ denominato astensione facoltativa ,è un diritto spettante sia alla madre  che  al padre di godere di un periodo  pari a dieci mesi di astensione dal lavoro ,da ripartire tra i due genitori  , attualmente   fruibile nei primi otto anni di vita del bambino. Se il padre fruisce del congedo parentale per almeno tre mesi, il periodo complessivo dei congedi per i genitori è elevato a undici mesi complessivi

Riguardo a tale congedo , l’art.7 del  decreto delegato n.80/15 prevede le seguenti  novità; a)  fruizione dello stesso  non   gia’  entro i primi otto anni del bambino ,come prevede attualmente il vigente T.U., bensì  entro il  dodicesimo anno del medesimo;

b)ricordato che  la legge n. 228/2012  attribuisce alla    contrattazione collettiva di settore  stabilire  le modalità di fruizione del congedo anche su base oraria, si  stabilisce che  ,in mancanza   della   regolamentazione  collettiva ,anche aziendale ,la fruizione del congedo parentale da parte di ciascun genitore  puo’  avvenire  non solo  in forma giornaliera  ,ma anche oraria

c) se la fruizione avviene su base oraria , la stessa è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di  paga quadrisettimanale o  mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale

d)  si esclude la possibilita’ di  cumulare la  fruizione oraria del congedo parentale con permessi o riposi di cui al T.U.

e) per  la fruizione del  congedo parentale , ciascun   genitore ,salvo casi di oggettiva impossibilita’,è tenuto a preavvisare il datore di lavoro ,conformandosi alle modalita’ed ai criteri  di cui alla  contrattazione collettiva e comunque   rispettando  un termine ,che  non è piu’    ,come  stabilito dalla norma previgente   ,di 15 giorni  , bensì  non inferiore a cinque giorni, nel caso di fruizione giornaliera e di due giorni per quella oraria ,  indicando l’inizio e la fine del periodo di congedo.

.

G)Modifiche all’articolo 33 T.U n. 151/01 in materia di prolungamento del congedo parentale per genitori di  minori in condizione di gravita’

Il congedo parentale spettante a ciascun genitore per la presenza di minori portatori di handicap in condizione di gravita’,che   l’ articolo 33, comma 1, del T.U. attualmente consente di fruire al compimento degli otto anni del/la bambino/a , secondo l’art.8 della bozza del decreto delegato   diventa utilizzabile sino  al compimento del dodicesimo anno di vita del/la bambino/a

H) Modifiche all’articolo 34 del T.U. n.151/01 in materia di trattamento economico e normativo per congedo parentale

Le modifiche di cui al titolo ,previste dall’art.9 della bozza del decreto delegato,dispongono

a) Per i periodi di congedo parentale alle lavoratrici e ai lavoratori e’ dovuta ,non gia’ come attualmente dispone  il comma 1 dell’34 del T.U. fino al terzo anno di vita del bambino, bensi’ sino al sesto anno di vita del bambino ,un’indennita’ pari al 30 per cento della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi , a prescindere dal reddito degli stess

b) risulta abrogato il comma 3 dell’34 del T.U. ,secondo cui: “3. Per i periodi di congedo parentale di cui all’articolo 32 ulteriori rispetto a quanto previsto ai commi 1 e 2 e’ dovuta un’indennita’ pari al 30 per cento della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito e’ determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo.”

 

I) Modifiche all’articolo 36 del T.U.n. 151/01 in materia di congedo parentale nei casi di adozione e affidamento

Le modifiche di cui al titolo sono contenute nell’art.10 del decreto delegato e prevedono che

a) il congedo parentale può essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l’età del minore,non gia’,come dispone attualmente il comma 2 dell’articolo 36, entro otto anni ,bensì entro 12 anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.,

 

b)l’indennità di cui all’articolo 34, comma 1, pari al 30 per cento della retribuzione , è dovuta , entro i sei anni dall’ingresso del minore in famiglia, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi,a presciondere dal reddito degli stess

L) Modifica all’articolo 53 del T.U. n. 151/01 in materia di lavoro notturno

La modifica di cui al titolo ,prevista dall’art.11 del provvedimento in esame ,stabilisce ,a seguito dell’inserimento della nuova lettera b-bis) al comma 2 dell’art.53 del T.U. , che , nell’ambito dei soggetti esonerati dalla prestazione del lavoro notturno ( dalle ore 24 alle ore 6), sono da comprendere “la lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il dodicesimo anno di età o, in alternativa ed alle stesse condizioni, il lavoratore padre adottivo o affidatario convivente con la stessa”

M) Modifiche all’articolo 55 del T.U. n. 151/01 in materia di dimissioni

Alle modifiche di cui al titolo provvede l’art.12 della bozza del decreto delegato ,disponendo

a) la sostituzione dell’attuale testo del comma 1 con il seguente:

“1. In caso di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per cui è previsto, a norma dell’articolo 54, il divieto di licenziamento, la lavoratrice ha diritto alle indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento. La lavoratrice e il lavoratore che si dimettono nel predetto periodo non sono tenuti al preavviso

b) l’abrogazione del comma 5 ,secondo cui:” Nel caso di dimissioni di cui al presente articolo, la lavoratrice o il lavoratore non sono tenuti al preavviso

N) (Modifiche all’articolo 64 T.U.n.151/01 relativo lavoratrici iscritte alla gestione separata

Le modifiche in questione sono previste dall’art.13 del decreto delegato ,prevedendo l’inserimento, dopo l’art.64 – del T.U. ,degli artt.64-bis e 64-ter .

Il primo dispone che :

“Art. 64-bis (Adozioni e affidamenti) In caso di adozione, nazionale o internazionale, alle lavoratrici di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non iscritte ad altre forme obbligatorie, spetta, sulla base di idonea documentazione, un’indennità per i cinque mesi successivi all’effettivo ingresso del minore in famiglia, alle condizioni e secondo le modalità di cui all’apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.”

Il secondo recita:

Art. 64-ter (Automaticità delle prestazioni)

1.I lavoratori e le lavoratrici iscritte alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335,non iscritte ad altre forme obbligatorie, hanno diritto all’indennità di maternità anche in caso di mancato versamento alla Gestione dei relativi contributi previdenziali da parte del committente

O) Modifica rubrica del Capo XI del T.U. n. 151/01

L’art.14 del dec.delegato provvede a sostituire l’attuale rubrica del Capo XI del dec.legvo n.151/01,”Lavoratrici autonome” con la seguente: “Lavoratori autonomi

P) Modifica art 66 T.U.n. 151/01 in materia di indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole

Premesso che l’art.68 del dec.legvo 151/01 prevede al comma 1 che : ” Alle coltivatrici dirette, colone e mezzadre e alle imprenditrici agricole e’ corrisposta, per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla stessa, una indennita’ giornaliera pari all’80 per cento della retribuzione minima giornaliera per gli operai agricoli a tempo indeterminato, come prevista dall’articolo 14, comma 7, del decreto-legge 22 dicembre 1981, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1982, n. 54, in relazione all’anno precedente il parto” ,si richiama l’attenzione sull’. art.15 del dec.delegato che ,circa la modifica di cui al titolo, dispone l’aggiunta all’articolo 66 del T.U. ,dopo il comma 1, il comma 1-bis.,che recita : “L’indennità di cui al comma 1 spetta al padre lavoratore autonomo, per il periodo in cui sarebbe spettata alla madre lavoratrice autonoma o per la parte residua, in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre”

 

R) Modifiche all’articolo 67 del T.U.n. 151/01 riguardante modalità erogazione indennità maternità per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole

Con l’art.16 del dec.delegato si dispongono le seguenti modifiche all’art.67 del T.U.:

a)si aggiunge il comma 1-bis , con cui si stabilisce che l’indennita spettante alle coltivatrici dirette, colone e mezzadre e alle imprenditrici agricole e’ corrisposta, per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla stessa, una indennita’ giornaliera pari all’80 per cento della retribuzione minima giornaliera per gli operai agricoli a tempo indeterminato, come prevista dall’articolo 14, comma 7, del decreto-legge 22 dicembre 1981, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1982, n. 54, in relazione all’anno precedente il parto , che è erogata previa domanda all’INPS, corredata dalla certificazione relativa alle condizioni ivi previste ,mentre in caso di abbandono il padre lavoratore autonomo ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 44

b) l’attuale testo del comma 2 ,secondo cui:” In caso di adozione o di affidamento, l’indennita’ di maternita’ di cui all’articolo 66 spetta, sulla base di idonea documentazione, per tre mesi successivi all’effettivo ingresso del bambino nella famiglia a condizione che questo non abbia superato i sei anni di eta’, secondo quanto previsto all’articolo 26, o i 18 anni di eta’, secondo quanto previsto all’articolo 27″ ,viene sostituito con il seguente:”In caso di adozione o di affidamento, l’indennità di maternità di cui all’articolo 66 spetta, sulla base di idonea documentazione, per i periodi e secondo quanto previsto all’articolo 26″

S) 17 Modifica del Capo XII T.U. n. 151/01

L’art.17 della bozza del dec.delegato provvede a sostituire l’attuale rubrica del Capo XII del dec.legvo n.151/01,”Lavoratrici professioniste”, con la seguente: “Lavoratori professionisti”

 

T) Modifica all’articolo 70 T.U.n.151/01 riguardante l’indennita’ di maternità per le libere professioniste

La modifica ,di cui si occupa l’art.18 della bozza del dec.delegato ,consiste nell’aggiunta dopo il comma 3bis dell’art.70 del T.U. il comma 3-ter ,che recita:

“L’indennità di maternita’ spettante alle libere professioniste, iscritte ad un ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza per i due mesi antecedenti la data del parto e i tre mesi successivi alla stessa , spetta al padre libero professionista per il periodo in cui sarebbe spettata alla madre libera professionista o per la parte residua, in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.

U) Modifiche all’articolo 71 del T.U.n.151/01 circa termini e modalità domanda per indennità maternità libere professioniste)

Le modifiche di cui al titolo sono apportate dall’art.19 del decreto delegato che dispone l’aggiunta dopo il comma 3 dell’art.71 del T.U. ,il seguente ” comma 3- bis :L’indennità di cui all’articolo 70, comma 3-ter ,novellato dall’art.18 del decreto delegato,è erogata previa domanda al competente ente previdenziale, corredata dalla certificazione relativa alle condizioni ivi previste.

In caso di abbandono, il padre libero professionista ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.”

 

V) Modifiche all’articolo 72 T.U. n. 151 circa indennità di maternità libere professioniste in v caso adozione e affidamento

Le modifiche di cui al titolo,apportate dall’art.20 della bozza del dec.delegato, prevedono le seguenti sostituzioni

a) il testo del comma 1 dell’art 72 con il seguente: “1. In caso di adozione o di affidamento, l’indennità di maternità di cui all’articolo 70 spetta, sulla base di idonea documentazione, per i periodi e secondo quanto previsto all’articolo 26.”;

 

b)il testo del comma 2 dell’art.72 con il seguente: “2. La domanda deve essere presentata dalla madre al competente ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza in favore dei liberi professionisti entro il termine perentorio di centottanta giorni dall’ingresso del minore e deve essere corredata da idonee dichiarazioni, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestanti l’inesistenza del diritto a indennità di maternità per qualsiasi altro titolo e la data di effettivo ingresso del minore nella famiglia.

Z) Modifiche all’articolo 85 del T.U.n. 151/01 recante disposizioni in vigore

 

L’’art.21 del dec.delegato prevede l’abrogazione delle lettere m) e z) dell’art.85),comma  1, il cui contenuto si evidenzia

m) la lettera d) del comma 1 dell’articolo 4 del decreto-legge 4 agosto 1987, n. 325, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 40z) l’articolo 18 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135

z)al comma 2, la lettera h) ,riguardante il comma 2 dell’articolo 54 della legge 1° aprile 1981, n. 121, è sostituita dalla seguente: “h) il decreto del Ministro della sanità 10 settembre 1998

K) Disposizioni in materia di telelavoro

L’art.22 del dec.delegato individua una nuova fattispecie di lavoratori che sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti,che riguarda i dipendenti  utilizzati dai datori di lavoro privati nel telelavoro per motivi legati ad esigenze di cure parentali in forza di accordi collettiv

W) Congedo per le donne vittime di violenza di genere

Il congedo di cui al titolo e’ disciplinato dall’art 23 del dec.delegato ,che dispone quanto di seguito si riportat :

1) Diritto di astensione dal lavoro per un periodo massimo di tre mesi per la dipendente di datore di lavoro pubblico o privato imprenditore e per la collaboratrice a progetto inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dai Centri antiviolenza o dalle Case rifugio di cui all’articolo 5-bisdecreto legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119,

2.Per esercitare detto diritto l’interessata ,salvo casi di oggettiva impossibilita’, deve comunicare l’astensione al datore di lavoro con  un preavviso non inferiore a sette giorni ,indicando l’inizio e la fine del periodo di congedo e deve produrre idonea certificazione

.

3.All’interessata è dovuta l’intera retribuzione durante il periodo di congedo in questione ,che è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, nonché ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto.

4.Il congedo può essere fruito su base oraria o giornaliera nell’arco temporale di tre anni secondo quanto previsto da successivi accordi collettivi nazionali,mentre in mancanza di regolamentazione collettiva circa le modalità di fruizione del congedo, la dipendente può scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria

5,La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo.

 

6.La lavoratrice inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere ha diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale, verticale od orizzontale. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere nuovamente trasformato, a richiesta della lavoratrice, in rapporto di lavoro a tempo pieno

7,Comunque restano salve disposizioni più favorevoli previste dalla contrattazione collettiva 

 

 

 

 

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