CORTE COSTITUZIONE ANNULLA BLOCCO PEREQUAZIONE AUTOMATICA PENSIONI ANNI 2012/13

Gli aumenti a titolo di perequazione automatica delle pensioni previdenziali ed assistenziali si applicano, con decorrenza dal 1994, sulla base del solo adeguamento al costo vita con cadenza annuale ed effetto dal primo novembre di ogni anno, Tali aumenti sono calcolati applicando all’importo della pensione spettante alla fine di ciascun periodo la percentuale di variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’aumento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente.

Uno dei temi ricorrenti nel dibattito politico inerente il sistema pensionistico obbligatorio, riguarda la possibilità o meno da parte dello Stato di bloccare la perequazione delle pensioni nel caso di squilibrio del bilancio dello Stato italiano.

La necessità sorge dall’osservazione che le pensioni si pagano con le imposte e che non vi è alcuna capitalizzazione dei contributi obbligatori versati.

La riforma delle pensioni Fornero, per risolvere i gravi problemi finanziari dello Stato italiano durante il 2011 ha operato su molteplici fronti per il contenimento della spesa pensionistica.

Uno dei provvedimenti ad effetto immediato è stato il blocco selettivo della perequazione disposto dal comma 25 del dec.legge n.201/11 ,convertito in legge n.2014/11,secondo cui:

“25. In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e’ riconosciuta per gli anni 2012 e 2013 esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 100 per cento. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps e inferiore a tale limite, incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante ai sensi del presente comma, l’aumento di rivalutazione e’ comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato. L’articolo 18, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni e integrazioni, e’ abrogato”

Nel luglio 2014 la Corte dei Conti della Liguria, in sede giurisdizionale, ha deciso di sollevare la questione di legittimità dinanzi alla Corte Costituzionale, per il blocco delle perequazioni operato dalla riforma Fornero

 Secondo i magistrati contabili la normativa “mina il sistema di adeguamento di tali trattamenti pensionistici sganciandoli, per un tempo considerevole, dalle variazioni derivanti dal costo della vita, con conseguente violazione dei principi di sufficienza e adeguatezza”, causando “effetti sul patrimonio dei destinatari, dal momento che i mancati aumenti sono perduti per sempre”

La suddetta richiesta risulta accolta dalla Corte Costituzionale che con la sentenza sottostante ha dichiarato illegittima la previsione contenuta nella disposizione sopra riportata,che si applicava alle pensioni d’importo mensile superiore ad euro 1.441,59 lordi e ad  euro   1.217 netti.

A seguito di tale decisione ,occorrera’ riconoscere ai pensionati non solo  la rivalutazione per gli anni 2012 e 2013,rispettando la previsione legislativa originaria, ma  pure la rivalutazione della rivalutazione ,che peraltro  entrano a far parte a pieno titolo delle pensioni per il biennio 20124/15

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