Archive for marzo 2015

REGIONE ABRUZZO :DETERMINAZIONE MOBILITA’ IN DEROGA ANNUALITA’ 2013

29/03/2015

Mobilità in Deroga annualità 2013

Determinazione dirigenziale n. 9/DL30 del 20.03.2015 di autorizzazione di concessione e pagamento del trattamento di mobilità in deroga in favore dei lavoratori interessati – riferite all’annualità 2013.
Data pubblicazione:  2015-03-24

Documenti ed altre informazioni

Per informazioni in proposito i lavoratori possono rivolgersi alla Regione Abruzzo  Direzione Politi

CONSULTA CONFERMA LEGITTIMITA’APPLICAZIONE SOCI LAVORATORI COOPERATIVE TRATTAMENTI ECONOMICI PREVISTI ART.7,c.4 DEC.LEG.N.248/07

29/03/2015

Premesso che la norma  di cui al  titolo recita:”Sino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 3 aprile 2001, n. 142, i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria».

Considerato che con ordinanza del 24 gennaio 2014, il Tribunale ordinario di Lucca ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 39 della Costituzione, dell’art. 7, comma 4, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,essendo stato adito  da un socio lavoratore, con mansioni di lavoratore facchino, della società cooperativa Il Castello, per ottenere la condanna, in applicazione del citato art. 7, comma 4, del decreto-legge n. 248 del 2007, della predetta società al pagamento delle differenze retributive correlate all’applicazione del CCNL unico della logistica, trasporto, merci e spedizione, sottoscritto in data 9 novembre 2006, da CONFETRA, CONFTRASPORTO, ANITA, ANCST LEGACOOP, CONFARTIGIANATO ed altri (parte datoriale) e da FILT CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI (parte dei lavoratori), anziché del diverso CCNL applicato dalla convenuta (CCNL multi servizi, stipulato da UNCI-FESICA-CONFSAL;

si richiama l’attenzione sulla  sottostante sentenza della Corte Costituzionale che ha respinto la richiesta del citato Tribunale ,confermando la legittimita della  dell’art.7 ,,comma 4 del dec.legge n.248/07

——————————————————————-

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 26 marzo 2015, n. 51

TRIBUNALE TORINO:CONVOCAZIONE ASSEMBLEA LAVORATORI SPETTA MAGGIORANZA COMPONENTI RSU

29/03/2015

Con la sottoriportata sentenza ,il Tribunale di Torino ha rspinto il ricorso  per condotta antisindacale della Fiom  avverso la decisione aziendale di non negare lo svolgimento dell’assemblea dei dipendenti  a richiesta  di  singoli compenenti della RSU ,affermando che detta prerogativa  spetta  alla maggioranza dei componenti dell’citato organismo .

———————————————————————

TRIBUNALE DI TORINO – Sentenza 10 marzo 2015

 

 

RISPOSTE ESPERTI DOMANDE JOBS ACT (PARTE TERZA )

29/03/2015

Dopo  la parte prima , riportata sul blog del 23 marzo 2015,    di seguito si pubblicano le ulteriori risposte fornite  dagli esperti  ai quesiti posti   nel corso del Videoforum 2015 sul jobs act

oooooooooooooooooo

 

 

OFFERTA CONCILIATIVA

Domanda 

L’art. 6, comma 3 del dlgs n. 23/2015 introduce una nuova comunicazione telematica di cessazione del rapporto di lavoro entro 65 giorni per indicare l’avvenuta ovvero la non avvenuta conciliazione.

Si chiede, qualora alla scadenza del termine sia in corso la procedura,

se occorra comunque inviare la comunicazione nei termini, indicando

evidentemente che la stessa non è ancora avvenuta.

Infatti, l’art. 6, comma 1 del decreto stabilisce che «il datore di la-

voro può offrire al lavoratore» una somma di denaro, «entro i termini

di impugnazione stragiudiziale del licenziamento ( 60 giorni)»,

ma questo non significa che l’intero procedimento conciliativo si esaurisca entro i 60 giorni

Ciò in quanto, l’offerta conciliativa potrebbe essere regolarmente presentata nei termini, ma il lavoratore accetti la stessa

in una o più riunioni successive in relazione anche alla complessità della conciliazione.

Risposta

Nel caso prospettato, la comunicazione di avvenuta/non avvenuta

conciliazione potrà essere spostata, al giorno immediatamente successi-vo alla conclusione della proceduradi conciliazione e comunque non oltre il quinto giorno successivo. Ciò è confermato per ipotesi di analoga

impossibilità ad adempimenti comunicazionali, prese in considerazione

dal ministero del lavoro nelle circolari del 4 gennaio 2007, prot. n. 440 e 14 febbraio 2007, n. 4746

Domanda 

In caso di proposta di conciliazione da parte del datore di lavoro a seguito di licenziamento discipli-

nare illegittimo, l’art. 6 del decre-to legislativo 4 marzo 2015 n. 23

prevede un’offerta di una mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di due e un massimo di 18.

È possibile per il lavoratore rinunciare a questo diritto e transare per un importo inferiore?

Risposta

Fermi restando i paletti delle 2 e delle 18 mensilità, alla luce dell’esenzione fiscale e contributiva, è possibile conciliare per un importo inferiore,

anche se sembra difficile ipotizzare una tale conciliazione in considerazione dell’offerta che deve

avvenire come primo atto del datore di lavoro, che deve già presentarsi con assegno circolare. Prudenzialmente, in attesa di riflessioni e di confronti con le autorità fi

scali, è consigliabile ritenere assoggettate a imposizione fiscale le somme corrisposte in via ulteriorerispetto a quelle collegate alle annualità di servizio

 

 

INDENNITÀ CONTRATTO DI LAVORO A TUTELE CRESCENTI

Domanda

L’offerta conciliativa fa riferimento a un’indennità commisurata «all’ultima retribuzione di riferi-

mento per il calcolo del trattamento di fine rapporto».

È corretto ritenere che la stessa sia quella dell’ultimo anno o frazio-ne da rapportare a mese.

Pertanto, per esempio, un licenziamento illegittimo effettuato il 31 dicembre 2015, porterebbe a in-

dividuare la retribuzione utile ai fini del Tfr nel periodo 1° gennaio /31 dicembre dello stesso anno rap-

portata a mese (retribuzione annua/12 per il numero di mensilità previste dal decreto).

Un licenziamento effettuato il 3 marzo 2016, porterebbe a individua-

re il periodo di riferimento tra il 1° gennaio/31 marzo 2016 rapportata anch’essa a mese (retribuzione del

periodo/3 per il numero di mensilità previste dal decreto).

Risposta

A parte la ricostruzione. La soluzione proposta appare corretta, in quanto

non si tratta di calcolare l’accantona-mento al Tfr (per il quale il divisore

di riferimento sarebbe viceversa 13,5), ma di individuare la retribuzione di

riferimento per il calcolo del Tfr.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI IN CASO DI REINTEGRAZIONE

 Domanda

L’articolo 2 del dlgs 23/2015 prevede che nella ipotesi di reinte-

grazione del lavoratore, è previsto che il datore di lavoro è condanna-

to, altresì, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali

dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione,

senza applicazione di sanzioni per omissione contributiva.

L’articolo 18 della legge 300/1970 per il lavoratore senza tutele cre-

scenti prevede che il datore di lavoro è condannato, altresì, al versa-

mento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenzia-

mento fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi

 Risposta

Il regime di tutela in conseguenza di un licenziamento dichiarato nullo,

perché discriminatorio o irrogato in forma orale, è

quello che ha subito meno modifiche dall’intervento di riforma che ha attuato la de-

lega in materia del cosiddetto «contratto a tutele crescenti».

L’art. 2 del dlgs n. 23/2015 conferma l’assetto della tute-la reale piena, con la garanzia

della conservazione del posto di lavoro ed il risarcimento in-tegrale del danno conseguente,

parametrato alla retribuzione del lavoratore.

 

 

Domanda

 

Le nuove norme si applicano ai contratti di lavoro subordi-

nato a tempo indeterminato stipulati dal 7 marzo, data di entrata in vigore del decre-

to legislativo, anche quando, ai sensi del secondo comma dell’art. 1, le nuove assunzio-

ni siano dovute a «conversione» a tempo indeterminato

di un contratto a termine o di apprendistato.

Risposta

L’adozione generica del termine, induce

a riflettere sulla possibilità di intendere come tale, e quindi suscettibile dell’applicazione

delle nuove norme, anche la conversione conseguente ad una azione ispettiva o ad un

contenzioso per l’illegittimità dell’apposizione del termine,

oltre a quella spontanea convenuta d’accordo tra le parti.

Qualche dubbio di opportunità pare legittimo per il riferimeno, ancora della conversione,

all’apprendistato, rapporto che, in realtà, nascerebbe proprio quale contratto a tempo in-

determinato, fisiologicamente destinato a un impiego senza apposizione di termine, una

volta completata la fase caratterizzata dalla formazione.

 

 

 Domanda

 

Il regime in esame riguarda il licenziamento nullo per-

ché discriminatorio a norma dell’art. 15 legge n. 300/70, ovvero perché riconducibi-

le agli altri casi di nullità espressamente previsti dalla

legge (art. 2, comma 1), oltre al licenziamento dichiarato inef-

ficace perché intimato in forma orale. Il legislatore delegato

abbandona la formulazione e la puntualità analitica dei primi tre commi dell’art. 18 dello

Statuto dei lavoratori, che individua in dettaglio la casistica

che determina la natura discriminatoria del licenziamento e

le diverse fattispecie afflitte da nullità.

Risposta

 

Si tratta di una modi-fica evidentemente formale, ma dalle ricadute sostanziali non importanti; infatti il rinvio

all’art. 15 consente di ricomprendere, grazie all’ampiezza

della norma, confermata dalla giurisprudenza di legittimità ormai consolidata in tal senso,

ogni forma di discriminazione del licenziamento, comunque connessa alle ragioni note (ra-

gioni di ordine sindacale, poli-tico, religioso, razziale, orienta-mento sessuale, handicap, età,

convinzioni personali…), intese nel senso evolutivo e non tassativo che l’esperienza delle corti ci ha consegnato.

 

Rimangono ferme la necessità che la natura discriminato-ria sia provata dal lavoratore e la distinzione tra la fattispecie

in esame ed il licenziamento semplicemente ingiustificato che, anche se pretestuoso, in assenza della ragione discri-

minatoria, non consente di accedere alla tutela reale.

Anche il riferimento agli altri casi di nullità previsti dalla legge non pare presentare criticità particolari nell’in-

dividuazione della casistica concreta, dovendo ragionevolmente ritenere inopportuna,

e contraria alla ratio legis, una eccessiva valorizzazione dell’avverbio espressamente, atteso che non sono confi

gurabili nullità che non siano comminate dalla legge. Da segnalare che tra le fattispecie destinatarie

del regime in og-getto vengono fatti rientrare adesso pure quei licenziamen-ti in cui sia accertato il difetto

di giustificazione per motivo consistente nella disabilità fi-sica o psichica del lavoratore (art. 2, comma 4), che perciò

viene sottratta all’ambito del licenziamento per motivo og-gettivo e ricondotta in questo alveo di maggior tutela.

 

 

Domanda .

 

Esattamente identico a quello conosciuto il regime della tutela reale:

il giudice dichiarando la nullità del licenziamento ordina

al datore di lavoro, anche non imprenditore, la reintegrazio-

ne del lavoratore nel posto di lavoro, indipendentemente dal motivo formalmente ad-dotto, con l’onere

di invitare il lavoratore a riprendere servizio e l’obbligo, per quest’ulti-mo, di aderire all’invito entro

trenta giorni o, in alternativa di comunicare la scelta

dell’indennità alternativa aggiuntiva di quindici men-silità, pena la risoluzione definitiva del rapporto di lavoro.

Alla tutela reale si accompagna il risarcimento del danno che, come già dalla disciplina precedente, riguarda tutto il

periodo dal licenziamento alla effettiva reintegrazione nel posto di lavoro, detratto quanto eventualmente per-

cepito da un’altra attività lavorativa svolta nelle more, oltre al versamento dei relati-vi contributi previdenziali.

Risposta

Per la prima volta dalla introduzione della tutela reale, il legislatore abbandona il concetto di «retribuzione

globale di fatto», alla cui definizione pacifica si era giunti con l’ausilio della giurispru-denza, prevedendo adesso che

il risarcimento del lavoratore deve essere rappresentato da una indennità commisurata

all’ultima retribuzione di ri-ferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto (confermato l’importo minimo di cinque mensilità).

La nuova formulazione darà la stura ad interpretazioni connesse alla portata

concreta dell’innovazione in ordine al metodo di calcolo da adottare. In ogni caso dal

raffronto tra l’art. 2120 c.c., che individua a tal fine tutte le somme non occasionali

riconosciute in dipendenza del rapporto di lavoro, e l’arresto giurisprudenziale che riferisce del «coacervo delle

somme dovute in via non occasionale», si rinviene l’evidente assonanza ontologica,

tale che la nuova terminologia adottata non può che costituire un apprezzabile riferimento ad un dato nor-

mativo oggettivo, prima assente.

 

 Domanda

Se i i contributi afferiscano ad altra gestione previdenziale, essi sono

imputati d’ufficio alla gestione corrispondente all’attività lavorativa

svolta dal dipendente licenziato, con addebito dei relativi costi al datore di lavoro.

Ciò sta a significare che per il contratto a tutele crescenti non si tiene conto dei contributi versati a

un’altra gestione?

 Risposta

Siamo nell’ambito del licenziamento per giustifi

cato motivo e giusta causa. L’articolo di riferimento, per

quanto riguarda il dlgs n. 23/2015, è il 3. La differenza normativa esiste e la questione andrà approfondita al

fine di scongiurare eventuali disparità di trattamento.

PARASUBORDINATI

Domanda

 

Le collaborazioni a progetto in atto alla data di entrata in vigore

del decreto avranno efficacia an-che successivamente alla data del 1° gennaio 2016?

Risposta

Sì, nei limiti di durata del progetto che accede alla collaborazio-

ne e sempre che non integrino i requi-siti declinati dall’art. 47, comma 1.

 Domanda

Ai fini della distinzione tra su-bordinazione e parasubordinazione

verrà fatto riferimento agli indici empirici elaborati dalla giurispru-

denza (es. orario di lavoro, soggezione a direttive, assenza di rischio,modalità della retribuzione ecc.)?

Risposta

Oltre all’art. 2094 c.c. abbiamo una nuova norma di legge (l’art. 47 del prossimo dlgs) che fornisce gli

indici in presenza dei quali si applica la disciplina del lavoro subor-

dinato. Non è una presunzione, né il legislatore potrebbe qualificare in astratto una prestazione lavorativa

(indisponibilità del tipo contrattuale anche per il legislatore). Gli indici elaborati dalla passata giurispru-

denza (alla luce dell’art. 2094 c.c.) sono ora «acquisiti» anche dal legi-slatore. L’elaborazione giurispruden-

ziale degli indici di subordinazione continua ad avere valore ai fini della distinzione in

concreto tra lavoro dipendente ed automomo

Domanda

Il concetto di «esclusivamente personali» di cui all’art. 47, va inte-

so nel senso che si esclude la subor-dinazione in caso in cui il prestatore si avvalga di apporto altrui?

 Risposta

La norma non stabilisce chi è subordinato o autonomo. Il riferimento serve

solo per delimitare le ipotesi in cui va certamente applicata la disciplina del

rapporto di subordinazione unitamente agli altri requisiti previsti. Se ricorrono tutti gli indici si applica la disciplina

della subordinazione. Nelle ipotesi diverse, l’accertamento sarà sempre sulle concrete modalità esecutive della pre-

stazione. Quanto al quesito, «prestazioni esclusivamente personali», sembra riferirsi alle ipotesi in cui l’apporto di

attrezzature e materiali sia assente o considerabile irrilevante. La prestazio-ne di lavoro autonomo da parte di chi si

avvalga di apporto altrui, collocherebbe tale posizione nell’alveo di un’ipotesi in-terpositoria, se non è assunto

il rischio in proprio nell’esecuzione dell’opera o del servizio, ovvero sarebbe riconduci-

bile alla genuina posizione di un arti-giano, un professionista, etc.

 Domanda

Ai fini della riconduzione al lavoro subordinato i requisiti di cui

all’art. 47 (prestazioni esclusivamente personali, continuative, di conte-nuto ripetitivo e la eterodetermina-

zione) devono essere tutti presenti?

 Risposta

Non si tratta di riconduzione. Nessun elemento è essenziale o decisivo. Per esem-

pio, se il contenuto non fosse ripetitivo, ma fossero presenti tutti gli altri indici,

potrebbe ipotizzarsi comunque la subor-dinazione. Se ci sono

tutti si deve applica-re la disciplina del-la subordinazione.

Tuttavia anche se fosse presente uno solo degli elementi, potrebbe, dalle con-

crete modalità esecu-tive della prestazione, accertarsi, in sede ispettiva o giudiziale, il rapporto subordinato

oppure, al contrario, il rapporto autonomo o quello pa-rasubordinato. Il tutto non per una

qualificazione operata dalla legge, ai per legge, ma per accertamento sulle concrete modalità esecutive della

prestazione.

 Domanda

L’art. 47 amplia il concetto di lavoro subordinato di cui all’art. 2094 cc.?

Risposta

Non pare che sia ampliativo. Piuttosto si tiene conto dell’espe-

rienza delle collaborazioni coor-dinate e continuative non genuine,

individuando gli indici di queste, utilizzandoli ai fini dell’amplia mento dell’ambito applicativo

della disciplina del lavoro subordinato.

 Domanda

L’art. 47 si applica sia alle collaborazioni a progetto in atto al momento di entrata in vigore del

decreto sia alle collaborazioni ex art. 409 cpc?

Risposta

Sia le collaborazioni a progetto, relative a contratti in corso di esecuzio-

ne all’entrata in vigore del decreto le-gislativo, sia le co.co.co. sono soggette al vaglio di cui all’art. 47, a partire

dal 1° gennaio 2016. Dalla data di entrata in vigore del decreto legisla-tivo sulle tipologie contrattuali, gli

articoli in materia di lavoro a pro-getto si applicano solo per i contratti tipulati

anteriormente all’entrata in vigore del decreto legislativo stesso.

 Domanda

Nelle collaborazioni legittime di cui all’art. 47, comma 2, non

si ripropongono quelle svolte dai pensionati. Trattasi di una dimen-ticanza?

 Risposta

Indipendentemente dalla dimenticanza, esse non sono presenti e quindi sono fuori dall’esenzione.

Domanda

Gli atti di conciliazione di cui all’art. 48, comma 2, lett. a, impedi-scono anche un eventuale recupe-

ro contributivo da parte degli enti previdenziali e assistenziali?

Risposta

Manca l’accertamento, pertanto non si va nemmeno a vedere se vi è contribuzione da recuperare. Inoltre

è scritto che è estinta la violazione e non la sanzione.Se la violazione è estinta sono

estinte anche le conseguenze, tra cui i recuperi contributivi. Altrimenti si sarebbe scritto «estinzione delle san-

zioni».

 

CONTRATTO DI RICOLLOCAZIONE

Domanda

Chi sono i soggetti accreditati che possono gestire il contratto

di ricollocazione?

Risposta

I Centri per l’impiego, le agenzie per il lavoro di cui alle lett. a), b), c), d) ed e), art. 4, dlgs n. 276/2003 e i soggetti

specificamente accreditati secondo le regole contenute negli artt. 6 e 7, dlg

  1. 276/2003.

 

Domanda

È possibile nelle more delle attività del contratto di

ricollocazione, effet-tuare lavoro accesso-rio con i voucher?

 Risposta

In attesa di chiari-menti formali, sembra

potersi affermare la compatibilità, alla luce di quanto previsto, per esempio, in ma-

teria di percezione di ammortizzatori sociali.

 Domanda

In termini di decadenza della dote individuale, cosa si intende per «congrua offerta di lavoro»?

Risposta

Un chiarimento sui contenuti dell’offerta congrua sarà possibile a solo a seguito dell’emanazione del

dlgs sulla riforma dei servizi per l’im-piego, di cui all’art. 1, comma 4, legge n. 183/2014 (Legge di delega)

REVISIONE MANSIONI

Domanda

 

Il sesto comma dell’art. 55 dello schema di decreto concer-nente la revisione delle mansione,

prevede la possibilità di stipulare accordi individuali di modifi

ca delle mansioni nelle sede di cui all’art. 2113 o avanti alle com-

missioni di certificazione. Questi accordi possono prevedere un demansionamento del lavoratore

a un qualsiasi livello inferiore, o deve essere mantenuta la previ-

sione di cui al comma 2 (al livello inferiore)?

Risposta

Solo per un livello inferiore.

 Domanda

 

In caso di accordo individua-le di modifica delle mansioni pre-sentato avanti alle commissioni di

certificazione, lo stesso deve essere certificato, o le commissioni

di certificazione devono operare in sede conciliativa come previsto dal decreto legge 183/2010?

Risposta

Basta la conciliazione. Ovviamente la certificazione non è vietata, ma non è obbligatoria

 

 

 

Il lavoro all’estero blocca l’incentivo

Domanda

In relazione all’esonero contributivo per le nuove assunzioni a

tempo indeterminato di cui art. 1, comma 118, legge 190/2014, è prevista la seguente ipotesi di

esclusione: «Il lavoratore, nel corso dei sei mesi precedenti l’assunzione, è risultato occupato,

presso qualsiasi datore di lavoro, in forza di un contratto di lavoro subordinato a tempo indetermi-

nato».

 

Si chiede se tale ipotesi di esclusione ricorre anche nel caso in cui il lavoratore neo assunto è

stato occupato, nei sei mesi prece-denti all’assunzione, con contratto di lavoro subordinato a tempo

indeterminato all’estero.

Risposta

La norma non prevede distinzioni sul luogo in cui il contratto di lavoro

è stato instaurato, dunque si ritiene che anche se il rapporto di lavoro si è svolto all’estero non è possibile fruire

dell’incentivo.

 

I contratti a termine non sono ostativi

Domanda

Si puo’ assumere a tempo determinato un dipendente che oggi ha maturato cinque mesi di disoccupazione e fra un

mese trasformarlo a tempo indeterminato usufruendo dello sgravio

Risposta

Lo svolgimento di rapporti di lavoro a tempo determinato non costituisce causa ostativo per

l’accesso allo sgravio triennale.

 

 

 

.

 

Per i vecchi contratti rimane la conciliazione

Domanda

La comunicazione preventiva alla Dtl è stata abrogata per tutti i licenzia-

menti, sia in caso di tutela reale sia in tutele crescenti?

 Risposta

No, la procedura prevista dall’articolo 7 della legge 604/1966 è stata abroga-

ta solo per il contratto di lavoro a tutele crescenti. Per i lavoratori assunti in precedenza in regime di tutela reale,

continua ad applicarsi la conciliazione presso la Dtl.

 

L’anticipo del tfr a tassazione separata

Domanda

La richiesta di anticipazione del tfr nella misura massima del 75%, può sempre essere sempre chiesta non assoggettandola a tassazione ordinaria?

Risposta

La tassazione ordinaria riguarda il tfr mensile in busta paga ai sensi della legge 190/14, le anticipazioni ai sensi

dell’articolo 2120 c.c. continuano ad essere assoggettate al regime di tassa-zione separata.

 

Non conta l’incremento occupazionale

 Domanda

Il diritto allo sgravio triennale è concesso se si verifica un incremento

occupazionale rispetto al 12/2014 oppure no?

.Risposta

 

Lo sgravio triennale non costituisce un incentivo condizionato all’applicazione dei regolamenti comunitari

e pertanto non è prevista alcun incremento occupazionale. Lo ha confermato anche l’Inps nella circolare n.

17/2015.

 

Possibile il recupero del versato a gennaio

 Domanda

Per il mese di gennaio, sono state inevitabilmente versate regolar-

mente le contribuzioni in assenza di istruzioni.

Come ci regoliamo per la trasmissione degli uniemens di gennaio?

Come provvederemo al recupero d quanto versato in eccesso sul mese di gennaio?

Risposta

Il messaggio Inps n. 11433/2015 fornisce le istruzioni anche per il recupero dell’agevolazione del mese di gennaio.

 

Sì all’assunzione di una partita Iva

 Domanda

Un titolare di partita Iva può essere assunto con l’agevolazione triennale?

 Risposta

L’esercizio di un’attività di lavoro autonomo non costituisce causa ostativa per l’accesso al

beneficio in quanto rilevano i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato intrat-tenuti nei sei mesi

precedenti la data di assunzione.

 

 

 

ll bonus spetta anche per il part-time

Domanda

Il bonus spetta anche in caso di assunzione part-time?

 Risposta

Si, l’Inps con la circolare n. 17/2015 da un lato ha confermato tale possi-

bilità ma puntualizzato che occorre procedere al riproporzionamento del massimale annuo previsto ordinariamente

 

 

 

 

 

 

Co.co.co. ancora prorogabili

 Domanda

Un contratto di collaborazione con un pensionato in scadenza il 20 marzo

può essere prorogato?

Risposta

Lo schema di decreto legislativo approvato dal consiglio dei ministri del

20 febbraio scorso non è ancora vigente e pertanto la disciplina è quella con-

tenuta agli articoli 61 e seguenti del dlgs 276/2003.

 

  Nel LUL i contributi a carico lavoratore

 Domanda

Non è chiaro come trattare la contribuzione a carico del lavoratore as-

sunto: va trattenuta nel Lul e versata all’Inps senza considerare ovviamente la contribuzione a carico

del datore di lavoro che non va versata, in quanto in

possesso del c.a. 6Y ?

Risposta

La contribuzione a carico del lavoratore non risulta agevolata per cui nel Lul lo sgravio triennale non comporta alcuna particolarità espositiva.

 

 

L’intermittente senza sgravio

 Domanda

Si ha diritto a fruire dello sgravio contributivo totale sulle assunzioni con contratto di lavoro intermittente atempo indeterminato?

Risposta

No. L’Inps non lo riconosce nel caso di assunzioni intermittenti e ha

giustificato l’esclusione sulla base della finalità del contratto: far fronte

a prestazioni lavorative di natura discontinua. Dunque, in contraddi-

zione con la finalità dell’incentivo che è, invece, incentivare l’adozione

di rapporti contrattuali per natura caratterizzati da requisiti di stabi-lità (cioè il tradizionale contratto a

tempo indeterminato)

 

Associati solo di capitale

Domanda

Ho letto che la riforma del Jobs Act pre-

vede la fine dei contratti di associazione in partecipazione. Da quando andrà in vigore la norma? E i contratti già sottoscritti come andranno trattati?

Risposta

Per ora si tratta di una misura pre-vista dalla bozza di decreto legislativo attuativo del Jobs Pertanto, se la nor-ma viene confermata, la fi

ne dei con-tratti di associazione e partecipazione avverrà dall’entrata in vigore di tale decreto legislativo. In particolare, la

riforma stabilisce che da tale momen-to in poi sarà possibile sottoscrivere nuovi rapporti di associazione in par-

tecipazione solamente «con apporto di capitale». I contratti già i erssere potranno continuare fino alla loro naturale cessazione

 Riforma delle collaborazioni

Domanda

Quali collaborazioni coordinate e conti-

nuative andranno convertite in rapporto di lavoro dipendente?

.Risposta

Al momento non è previsto alcun obbligo di «conversione» delle collabo-

razioni in lavoro di tipo subordinato (o dipendente). L’unica norma che  abbina

le co.co.co. al lavoro dipendente

è quella che stabilisce che, a partire dal 1° gennaio

2016, alle collaborazioni vada applicata la stessa

«disciplina» del lavoro subordinato (che non significa,

dunque, «convertire» i rapporti dall’area della

parasubordinazione a quella della subordinazione).

Peraltro, la norma è ancora in bozza per cui deve essere approvata definitivamente. E

poi non tocca tutte le collaborazioni ma soltanto quelle aventi particolari

caratteristiche. Ossia che realizzino prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, di contenuto

ripetitivo e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente

anche con riferimento ai tempi e luogo di lavoro (si tratta, in sostanza, degli

indici «critici» di autonomia delle collaborazioni, costruiti nel tempo dalla

giurisprudenza).

 

Opzione donna in stand by

 Domanda

Sono una lavoratrice dipendente

con possibilità di andare in pensione con l’opzione per il contributivo poiché

maturo i requisiti quest’anno. L’Inps ha sbloccato i pensionamenti? Posso fare la domanda?

 Risposta

La domanda si può fare, ma se poi seguirà l’effettivo pensionamento an-

cora non si sa nulla per certo. Di sicuro, infatti, ci sono due cose: 1) che l’Inps ha

riaperto i termini fino al 31 dicembre

2015 per fare le domande di pensionamento alle donne con l’opzione per

il contributivo che hanno maturatoi requisiti (57 anni e tre mesi di età e

35 anni di contributi) al 31 maggio 2014 per le lavoratrici autonome, al

30 novembre 2014 per le dipendenti del privato e al 30 dicembre 2014 per le

impiegate statali. Queste lavoratrici, pertanto, possono fare domanda e pos-

sono andare in pensione;

2) che l’Inps sta accettando anche le domande delle lavoratrici che maturano

i requisiti quest’anno, ma senza garantire il pensionamento. Le domande, in altre

parole, le sta accettando a solo scopo cautelativo, in attesa che il ministero

del lavoro si pronunci nuovamente e definitivamente sull’ammissibilità (o

meno) al pensionamento delle lavora-trici che maturano i requisiti nell’anno

2015

 

 

Sgravio, recupero entro aprile

Domanda

Un’azienda ha fatto a febbraio due assunzioni per le quali è possibile fruire

del nuovo sgravio contributivo triennale.

Occorre fare la domanda all’Inps? Entro quale termine? Si può recuperare lo sgra-

vio per febbraio e marzo?

 Risposta

I datori di lavoro che hanno titolo allo sgravio devono inoltrare all’Inps una specifica richiesta di attribu-

zione del codice di autorizzazione «6Y», avente il signifi

cato di «Esonero contributivo articolo unico, commi 118 e seguenti,

legge n. 190/2014».

La richiesta va inviata per il tramite del cassetto previdenziale aziende,

indicando nell’oggetto «esonero contributivo triennale legge n.

190/2014 utilizzando la seguente locuzione:«Richiedo l’attribuzione del codice

di autorizzazione 6Y ai fini della fruizione dell’esonero contributivo

introdotto dalla legge n. 190/2014, art. 1, commi 118 e seguenti, come da

circolare n. 17/2015». Non è previsto un termine; tuttavia è necessario

che la richiesta venga inviata prima della trasmissione della denuncia

contributiva del primo mese in cui

s’intende esporre il bonus su Uni-Emens. L’Inps attribuirà il codice

autorizzazione con validità dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2018.

Per quanto riguarda gli arretrati di bonus, l’Inps ha stabilito che il

recupero potrà avvenire nei flussi UniEmens di competenza di febbraio

2015, relativamente all’arretrato

del precedente mese di gennaio (scadenza 31 marzo), oppure di marzo

2015, relativamente all’arretrato dei precedenti mesi di gennaio e/o febbraio

(scadenza 30 aprile).

 

Doppio bonus per i giovani

 Domanda

Se si assume un giovane di 28 anni ho diritto a fruire dello sgravio contributivo

totale? E dell’incentivo triennale di 650 euro mensili?

 Risposta

Si ha diritto a entrambe le agevolazio-ni, ma con qualche correttivo. La cumula-

bilità del bonus di 1/3 della retribuzione lorda fino al massimo di 650 euro mensili

(per le assunzioni a tempo indetermina-to di giovani entro i 29 anni di età di cui

all’art. 1, del dl n. 76/2013) con l’esonero contributivo triennale è ammessa limi-

tatamente, cioè sull’eventuale quota di contribuzione a carico del datore di lavo-

ro superiore alla soglia mensile di euro 671,66 (euro 8.060,00/12). Per esempio,

a fronte di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro pari,

nel mese, a euro 800, il datore di lavoro fruisce dell’esonero contributivo

(legge Stabilità 2015) per un importo massimo di euro 671,66 e dell’incentivo sperimentale (76/2013) per un importo pari a euro 128,34, corrispondenti alla differenza

fra l’importo dei contributi previden-ziali (euro 800,00) e quello dell’esonero

fruito per effetto della misura in oggetto (671,66)

 

Le nuove regole per le associazioni

Domanda

Si legge che non sia  più possibile la sti-pula di associazioni in partecipazioni in

quanto non sono più legittime. Volevo sapere da quando non è più possibile stipularle .

Risposta

Il riferimento è all’attuazione del-la delega in materia di riforma dei

contratti. In effetti è vero che il decreto legislativo è stato approvato dal con-

siglio dei ministri del 20 febbraio scor-so, ma occorre tenere presente che si

tratta di uno schema che dovrà essere sottoposto al parere della camera dei

deputati e del senato. Le camere espri-mono un parere non vincolante entro 30

giorni. Una volta acquisito il parere, il consiglio dei ministri dovrà approvare

definitivamente il provvedimento e il presidente della repubblica promul-

garlo. Solo esaurita tale fase, il decreto potrà essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

. Va evidenziato che l’entrata in

vigore sarà il giorno successivo alla pre-detta pubblicazione così come previsto

dalla legge n.183/2014. In definitiva,

in questo momento in materia di contratti di associazioni in partecipazione

rimane il quadro regolatorio attuale,

peraltro con le limitazioni introdotte in particolare dalle legge Fornero e dal dec.legvo n.276/03

 

La Naspi in vigore dal 1° maggio

 Domanda

L’azienda dove lavoro è in crisi e mi ha annunciato il licenziamento per il pros-

simo 30 aprile. Dovendo fare la domanda per la disoccupazione, quale indennità

dovrò chiedere, l’Aspi o la Naspi, visto che la domanda la presenterò a maggio?

Risposta

Dovrà richiedere l’Aspi. Questo perché, come stabilisce l’art. 1 del dlgs n. 22/2015

(Jobs act), la nuova Naspi è istituita a decorrere dal 1° maggio 2015 in sostituzione

delle prestazioni di Aspi e miniAspi con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015.

Poiché il suo evento di disoccupazione si colloca prima (cioè al 30 aprile), allora avrà anco-ra diritto all’Aspi

 

Mansioni inferiori su accordo delle parti

 Domanda

La revisione delle mansioni è previsto che possa essere effettuata anche su

accordo tra le parti. In tal caso, è possibile la riduzione della retribuzione?

 

Risposta

Sì, se verranno stipulati accordi tra le parti che prevedono una modifi

ca in peius delle mansioni è previsto che ne consegue un nuovo livello di inquadra-

mento e della relativa retribuzione. Va tuttavia ricordato che ciò è ammesso nell’interesse del lavoratore alla con-

servazione dell’occupazione, all’acqui-sizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di

vita Inoltre, l’accordo venga effettuato nelle cd. sedi protette previste dall’art. 2113 c.c. ovvero presso le commissioni

di certificazione costituite ai sensi dell’articolo 76, dlgs 76/2003

 

Aspi e Naspi,requisiti diversi

Domanda

I requisiti per maturare il diritto alla nuova Naspi sono gli stessi dell’Aspi?

Risposta

No, sono simili ma non gli stessi.

L’Aspi è riconosciuta in presenza di questi requisiti: stato di disoccupazio-ne (che vuole dire «aver perso un lavoro

dipendente»); involontarietà dello sta-to di disoccupazione (che vuol dire che

il lavoro è stato perso non per volontà propria cioè di dimissioni, ma perché si è stati licenziati o

perché l’azienda ha chiuso); due anni di anzianità di iscrizione previdenziale; un anno di contribuzione previdenziale.

Ai fini Naspi, invece, è richiesta la perdita involontariamente dell’occupazione; l’es-sere in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera c,

del dlgs n. 181/2000; almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo

di disoccupazione; almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo

di disoccupazione. Sia per l’Aspi sia per la Naspi i requisiti devono essere verificati tutti congiuntamente

 

 

 

 

Quando si applica la tutela reale

 Domanda

Che cosa succede se un datore di lavoro occupa oggi 15 lavoratori e as-

sume successivamente altri lavoratori superando la soglia e quindi entrando

nel regime di tutela reale?

Risposta

Si tratta di una ipotesi disciplinata dall’articolo 1 del dlgs 23/2015. In

buona sostanza si applica il regime previsto in relazione al numero di

dipendenti occupati al momento del licenziamento. Tuttavia, per tutti

i lavoratori, anche quelli occupati prima del 7 marzo 2015, la tutela non è quella prevista dall’articolo

18 dello Statuto dei lavoratori, ma le tutele crescenti previste dal dlgs n. 23/2015

 

 

Bonus, non conta lo status di disoccupato

Domanda

Per fruire dell’esonero contributivo triennale previsto dalla legge n. 190/2014,

è necessario che il lavoratore sia iscritto al Centro per l’impiego?

 Risposta

No, non occorre alcun requisito relativo allo status di disoccupato o inoc-

cupato. Le cause ostative sono quelle previste dal comma 118 art. 1 e cioè che non abbia avuto contratti a tempo

indeterminato con qualunque datore di lavoro nei sei mesi precedenti la

data di assunzione (requisito mobile).

Ulteriore preclusione riguarda i lavoratori che siano stati occupati a tempo

indeterminato nel periodo ottobre-dicembre 2014 con lo stesso datore di lavoro ovvero nel caso di società

collegate o controllate (requisito fisso).

Infine, che il lavoratore non abbia già fruito dello sgravio con lo stesso datore di lavoro

 

 

La stabilizzazioone delle co co pro

 

 Domanda

Un’azienda  intende    assumere un ,lavoratore ora cocopro ,in scadenza il 31b masrzo 2015Inmnanzitutto volevo sapere se posso trasformarlo oppure portare a a scadenza la collabiorazione e poi procedere con l’assunzione.Inoltre,sono obbligasto a fare la conciliazione in dtl prima dell’assumìnzione?Nelo corso del 20215,posso continuare a stipulare contratti a progetto?

 Risposta

Nessun obbligo di aspettare la scadenza del cocopro per eventuale

stabilizzazione.Sarebbe opportunio prima deòlla cstabilizzazionme ,

procedere alla regolarizzazione prevista dallo schema di decreto legislativo di revisione delle tipologie contrattuali ,se confermato nel testo attuale.Solo le cocopro in atto alla data di entrata in vigore dello dschema di cui sopra saranno ancora valide.

 

Garanzia Giovani senza incremento dei posti

Domanda

Per il progettto Garanzia Giovani serve sempre il requisito dell’incremento

occupazionale Ula?

Risposta 

Nessun incremento occupazionale è previsto per il progetto Garanzia Giovani

 

 

Assunzioni progetto Garanzia Giovani

 Domanda

E’ confermato che l’assunzione del giovane iscritto a Garanzia giovani

nelle more della profilazione del C.I. da’ comunque diritto al bonus per l’assunzione stessa?

 Risposta

Si’ è previsto dall’art.2 ,comma 4,del decreto direttoriale ,che in mancanza

della profilazione ,provvedera’ il ministero ad attribuilìre il profilo d’ufficio

decorsi 15 giorni dalla diffida alla Regione

 

Riassunzione del lavoratore

 Domanda

Si chiede se l’azienda che ha riassunto a tempo indeterminato un dipendente aassunto a

tempo determinato sino al 31 dicembre 2014 ,

ha diritto al recupero del maggior contributo aspi pagato ,oltre allo sgravio triennale

 Risposta

Non esiste impedimento normativo

Domanda

E’ possibile assumere il figlio con diritto all’esonero inps triennale?

Risposta

Non esistono incompatibilita’ specifiche

 Domanda

In caso di trasformazioni di contratti stipulati prima dell’1.1.2015 spetta l’agevolazione legge 190/14

Risposta

Si’, purche’ la trasformazione avvenga entro il periodo gennaio-dicembre 2015

 

L’Associazione in partecipazione

Domanda

Dopo l’entrata in vigore del decreto delegato sulla revisione delle tipologie contrattuali ,contìnuera’ ad essere

valido il contratto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro gia in atto ?

Risposta

Sì ,se resta l’attuale testo dello schema di decreto delegato citato-.

 Domanda

Il titolare di rapporto cocopro puo’ iscriversi a Garanzia Giovani ?

 Risposta

Al progetto citato si  possono iscrivere i giovani non dìoccupati o disoccupati a norma del dec.legvo

n.181/00 e sm

 Domanda

L’esonero della legge n.190/14 si applica anche in caso di assunzione dei giornalisti iscritti all’Inpgi?

Risposta

Sono in corso contatti tra Mlps ,Inps e Inpgi per stabilire se sia poissibile estendere l’esonero

anche ai giornalisti

 Domanda

 

Si chiede se il contributo al fondo residuale pari al 0,50 % puo’ esere decontributivo per la quota c/ditta

 Risposta

Non è decontribuito e va versato per intero ,se dovuto.

RISPOSTE ESPERTI DOMANDE JOBS ACTS(PARTE QUARTA)

29/03/2015

Dopo quelle  precedenti    , registrate  sul blog  il 23 e 29  marzo 2015,    di seguito si  riportano  ulteriori risposte fornite  dagli esperti  ai quesiti posti   nel corso del Videoforum 2015 sul jobs act

OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

 

Lo sgravio segue l’azienda trasferita

Domanda

In caso di scissione d’azienda,la new co puo’ continuare a beneficiare dello sgravio triennale per il personale dipendente che passa dalla societa’ scissa alla societa’ neo costituita ?

Risposta

Secondo le regola generali applicate per la legge n.407/90, in caso di trasferimento d’azienda senza soluzione di continuita’,la subentrante continua ad usufruire dello sgravio per la parte residua

Le conseguenze del licenziamento

Domanda

Con il nuovo contratto a tutele crescenti se un datore di lavoro licenzia un dipendente per superamento del periodo di comporto ed il giudice ritiene ingiustificato il licenziamento ,quali sono le conseguenze?Puo’ essere disposta la reintegrazione?

Risposta

Per le assunzioni effettuate dal 7.3.2015,la disciplina applicabile è quella del dec.legvo n.23/15,che prevede quale unica forma di tutela per i licenziamenti economici la tutela indennitaria.I licenziamenti disposti a norma del’art.2110 c c per il superamento del periodo di comporto rientra tra gli stessi ,come conferma la relazione di accompagnamento al suddetto decreto legvo.

Aziende che superano i 15 dipendenti successivamente al 7 marzo 2015

Domanda

Cosa accade in caso di licenziamento dichiarato illegittimo per aziende occupanti sino a 15 dipendenti alla data del 7 marzo 2015 che successivamente superano il suddetto limite di 15?Il nuovo lavoratore e’ stato assunto prima del 7 marzo 2015.

Risposta

Il comma 2 dell’art.1 del dec.legvo n.23/15 prevede, nell’ipote di cui alla domanda,che a tutti i dipendenti in caso di licenziamento si applica la normativa sulle tutele crescenti,anche se assunti antecedentemente al 7 marzo 2015

Una deroga per le vecchie co co pro

Domanda

Una collaborazione a progetto gia’ in essere alla data di entrata in vigore del decreto lergvo d revisione dei contratti di lavoro continuera’ ad avere efficacia anche dopo il 1° gennaio 2016 ?

Risposta

La risposta affermativa è prevista dall’asrt.49 dell’apposito dec.legvo in corso di approvazione definitiva ,da integrare pero’ con quanto stasbilisce l’art.47 dello stesso provvedimento legvo di riforma ,secondo cui dall’1.1.2016 si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinatpo aiìnche aii rappporti di collaborazione che si concretizzano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali,continuative ,di contenuto ripetitivo e le cui modalita’ di esecuzione siano organizzate dal committente in riferimento anche ai tempi ed al luogo di lavoro.In presenza di tali condizioni ,alla collaborazione andra’ applicata la disciplina del lavoro dipendente.

 

Partite Iva ed indennita’ di disoccupazione

Domanda

Il titolare di partita Iva con iscrizione alla gestione sepasrata Inps ha diritto all’indennita’ di disoccupazione per i parasubordinati denominata Di.Coll. ?

Risposta

No! Infatti, il decreto n.23/15 prevede espressamente l’esclusione ,tra i beneficiari,della Dis.Coll.dei soggetti in possesso della partita Iva.

 

Calcolo indennita’ per licenziamento

Domanda

Come si calcola l’indennita in caso di licenziamento dichiarato dal giudice illegittimo?in particolkare ,cme considerare il caso di un rapporto di lavoro trasformato da pieno a parziale da poco tempo?

Risposta

Il dec.legvo n.24/15 prevede espressamente un ‘indennita’ che va calcolata all’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR. Inoltre, l’art.2120 cc individua quale periodo di riferimento un periodo annuale .

Il combinato disposto delle due norme porta a ritenere che la retribuzione cui fare riferimento è quella dell’ultimo anno o frazione di anno dovuta ,pur se non corrisposta ,al lavoratore ,rapportata a mese.

Pertanto ,un licenziamento effettuato il 31 marzo 2016 porta ad individuare la retribuzione dovuta nel periodo tra il 1° gennaio ed il 31 marzo 2016 rapportata a mese(retribuzione del trimestre divisa per tre)

 

Effetti sulla Naspi della malattia lunga

Domanda

Parlando di Naspi,in riferimento ai 30 gg di effettivo lavoro nell’anno di licenziamento ,cosa accade in caso di malattia lunga.

Risposta

In merito si richiama ,il comunicato emesso in data 20.3.2015 dal MLPS ,in attesa che sia emanata apposita circolare dell’INPS su tale aspetto ,con cui ha rappresentato che .in riferimento al diritto alla nuova prestazione NASpI ,che come è noto riguardera’ i lavoratori rimasti involontariamente disoccupati dall’1.5.2015,in presenza di periodi di malattia senza integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro che risultino immediatamente precedenti la cessazione del rapporto di lavoro ,quanto al nuovo requisito introdotto dalla recente disciplina, consistente nel poter far valere almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo verrà ricercato nei dodici mesi immediatamente precedenti gli eventi sopra richiamati, considerati periodi neutri. .

La valutazione della cig a zero ore e la Naspi

Domanda

Come andranno considerati i periodi di cig a zero ore e quelli senza requisiti contributivi nei periodi mmediatamente precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

Risposta

Per rispondere compiutamente al quesito si fa riferimento al comunicato del MLPS di cui alla domanda precdedente ,secondo cui :in riferimento al diritto alla nuova prestazione NASpI ,che come è noto riguardera’ i lavoratori rimasti involontariamente disoccupati dall’1.5.2015,in presenza di periodi di Cassa Integrazione a zero che risultino immediatamente precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, il decreto legislativo 22/2015 rinvia, per questi casi, alla normativa vigente. Gli eventi sopra richiamati saranno quindi considerati, come avveniva in precedenza, periodi neutri e determineranno un ampliamento, pari alla loro durata, del quadriennio all’interno del quale ricercare il requisito necessario di almeno tredici settimane di contribuzione.

La dote individuale per la ricollocazione

Domanda

La dote individuale del contratto di ricollocazione di cui al dec,legvo n,22/15 sara’ erogata al lavoratore che poi acquistera’ in proprio servizi per ricercare nuovo lavoro?

Risposta

La dote e’ del lavoratore ,ma e’ erogabole soltanto a favore dei soggetti privati accreditati che provvederanno a porre in essere ogni azione di politica attiva per la ricerca di un’occupazione a favore del soggetto occupato,Soltanto al raggiungimento del risultato occupazionale,secondo modalita’   stabilite autonomamente dalle Regioni ,verra’ erogata la somma prevista per la ricollocazione.

 

Sanatoria solo per gli assunti

Domanda

Ho due collaboratori a progetto con contrratti che scadranno a giugno.Posso adire alla sanatoria del Jobs Act mettendomi al sicuro da una vertenza sindacale o devo per forza assumere i due lavoratori?

Risposta

Lo scudo di protezione a tutela (a fronte dei contratti a progetto non genuini )si attivera’ soltanto con l’assunzione dei due collaboratori a progetto occupati dal datore di lavoro dalla data d’ entrata in vigore dello specifico decreto delegato sino al 31.12.2015

 

La riassunzione del lavoratore

Domanda

Nel caso di di assunzione di lavoratore occupato da un datore di lavoro fino al mese di gennaio 2015 , ‘possibile usufruire dell’agevolazione prevista dalla legge n.190/14,se il lavoratore venisse riassuntoi una volta che siano trascorsi sei mesi?

Risposta

Quando il lavoratore risulta occupato a tempo indeterminato nel periodo da ottobre a dicembre 2014 non si potra’ usufruire dell’agevolazione ,in quanto espressamente indicata tra le cause ostative e ,come indicato dalla circolare Inps n.17/2015,la condizione ostativa opera anche se l’assunzione viene effettuata dal medesimo datore di lavoro.

 

L’art.18 non risulta abolito

Domanda

L’entrata in vigore delle tutele crescenti ha abolito l’art.18 sui licenziamenti ? L’azienda con 20 dipendenti a quale disciplina è soggetta? e l’azienda con 10 dipendenti?

Risposta

Il decreto sulle tutele crescenti nei licenziamenti non ha abolito l’art.18 dello statuto dei lavoratori in materia .

In base alla   previsione  della    disciplina normativa antecedente  ed in applicazione del   decreto n.23/15 ,rispetto al quale  è da  dire che esso prescinde dalla dimensione aziendale ,nel senso che ,grazie a quanto  dispone il  comma 2 dell’art.1 del decreto n.23/15 ,nella riforma convivono i seguenti diversi regimi di tutela:

  imprese non agricole con oltre 15 unita’ o imprese agricole con oltre 5 dipendenti: per i vecchi assunti si applica la tutela dell’art.18 legge n.300/70,invece ,per i nuovi assunti si utilizza il regime del decreto in esame;

– imprese non agricole sino a 15 o imprese agricole sino a 5 dipendenti  : sino al superamento dei predetti limiti  non sussiste alcuna nuova  tutela per i vecchi assunti ,mentre ai nuovi si applica il nuovo regime

 imprese che  superano  i 15 o i  5 dipendenti con le nuove assunzioni realizzate  dall’entrata in vigore del decreto:si applica il nuovo regime per i vecchi ed i nuovi.

Liquidazione anticipata Aspi

Domanda

Il beneficiario dell’Aspi puo’ richiedere la liquidazione in unica soluzione dell’indennita’ per dar corso ad un rapporto di cocopro.A chi deve fare domanda e quando?

Risposta

Si rinvia alla consultazione della Circolare Inpsn. 62 del 19-03-2015 avente per Oggetto: Liquidazione anticipata in un’unica soluzione degli importi non ancora percepiti delle prestazioni di disoccupazione ASpI e mini-ASpI al fine dello svolgimento di attività di lavoro autonomo. Precisazioni sulla natura giuridica dell’istituto e sulla disciplina di riferimento. Istruzioni operative e aspetti procedurali

Disoccupati al lavoro in edilizia

Domanda

Un muratore licenziato se apre la partita iva perde il diritto all’indennita’ speciale di disoccupazione per l’edilizia?

Risposta

Il trattamento di disoccupazione speciale edile è cumulabile con il lavoro autonomo, a precisarlo è stato l’INPS con il Messaggio n. 501/2015, l’INPS in risposta ai quesiti formulati dalle strutture periferiche e dagli utenti. Più in particolare l’Istituto ha confermato la compatibilità e cumulabilità dello svolgimento di lavoro autonomo con la percezione dei trattamenti speciali di disoccupazione edile, così come avviene per l’indennità di disoccupazione ASpI, non essendo stato previsto dal legislatore il reddito da lavoro autonomo come causa di decadenza dall’indennità.

Perché l’indennità e il lavoro autonomo sia compatibili e cumulabili è tuttavia necessario che il reddito da lavoro autonomo non superi il reddito minimo escluso da imposizione fiscale (4.800 euro per lavoro autonomo, 8.000 euro per attività di collaborazione coordinata e continuativa). Questo perché superando tale limite, il lavoratore non potrebbe mantenere reddito lo status di disoccupato.

Doppie agevolazioni per assumere disabili

Domanda

L’assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore disabile permette di usufruire sia dell’esonmero contrbutivo triennale che delle agevolazioni di cui alla legge n.247/07?

Risposta

Le due agevolazioni sonpo cumulabili

 

Esonero contributivo alla societa’ semplice

Domanda

Una societa’ semplice con attivita’ di gestione immobiliare vuole assumere un impiegato a tempo indeterminato .Ha diritto all’esonero contributivo triennale?

Risposta

Tutti i datori di lavoro privati ,a prescindere che siano o meno imprenditori hanno titolo per l’esonero triennale inps

Demansionamento di due livelli

Domanda

Con la nuova disciplina delle mansioni ,sara’ possibile, onde evitare il licenziamento per soppressione del posto di lavoro,un demansionamento pari a due livelli?

 

Risposta

Se lo schema di decreto legislativo sara’ confermato, il demansionamento di cui alla domanda potra’ essere concordato

Le mensilta’proposte con la conciliazione

Domanda

In caso di òlicenziamento riconosciuto illegittimo la conciliazione che il dastore di lavorom puo’ proporre al lasvoratore deve necessariamente essere pari alle mensilita’ previste dal decreto ovvero ci si puo’ discostare ?

Risposta

Devono essere rispettate quelle previste dal decreto delegato

L’esonero nel contratto ripartito.

Domanda

Un condominio vuole assumere marito e moglie con contrsattio ripartito ;la donna non ha mai avuto rapporti di lavoro a t.i. ,mentre il marito è stato appena licenziato per gmo da una ditta dove lavorava da 20 anni.Si puo’ usufruire dell’esonero triennale Inps?

Risposta

No ,perche ‘entrambi i lavoratori del rapporto ripartito devono essere in posseso dei requisiti previsti dalla legge di stabilita’ 2015 .

ACCORDO QUADRO RELATIVO TFR IN BUSTA PAGA

26/03/2015

 

Il     20 marzo 2015  il  MEF ., il  MLPS e , l’Associazione Bancaria Italiana hanno sottoscritto l’Accordo per il finanziamento dei datori di lavoro con meno di 50 dipendenti che non intendano provvedere con risorse proprie e che consentira’   a quelle delle suddette che dovessero registrare problemi nei flussi finanziari necessari a far fronte al maggiore esborso mensile a seguito delle richieste di erogazione mensile dell’importo altrimenti destinato al trattamento di fine rapporto, potranno accedere a finanziamenti a tasso agevolato.

– sezione dedicata

INPS:MODALITA’ TECNICHE E PROCEDURALI ELENCHI LAVORATORI AGRICOLI ANNO 2014

26/03/2015

Con  il Messaggio sottostante  l’Inps fornisce indicazioni circa le modalita’ tecniche e procedurali per la formazione degli elenchi  nominativi dei lavoratori agricoli inerenti l’anno 2014 ,da  pubbblicare entro il 31 marzo 2015.

———————————————————————–

messaggio n. 2129 del 25 marzo 2015 

AGENZIA ENTRATE:COMUNICAZIONE TELEMATICA SEDE ENTRO 15 APRILE P.V.

26/03/2015

Con la risoluzione n. 33/2015 si avvisa che i sostituti d’imposta che non hanno presentato il modello disponibile dal 2011 o non hanno trasmesso il quadro CT o l’hanno fatto dopo il 12 marzo (ultima data utile per eseguire gli invii), possono effettuare la comunicazione della sede telematica dove ricevere i dati delle dichiarazioni fino al 15 aprile 2015, utilizzando il modello Cso, approvato con provvedimento del 22 febbraio 2013 (va utilizzato anche dai sostituti d’imposta che devono comunicare variazioni

—————————————————-

   Agenzia delle Entrate, risoluzione 25/03/2015, n. 33/E

MISE:ISTRUZIONI PER ISPEZIONI STAORDINARIE COOPERATIVE E RELATIVA MODULISTICA

26/03/2015

Quanto specificato nel titolo risulta trattato dal sotto riportat decreto del MISE

————————————————

 MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO – Decreto ministeriale 23 febbraio 2015

RIVALUTAZIONE ANNO 2015 ASSEGNO FAMIGLIE NUMEROSE E MATERNITA’

26/03/2015

Si richiama l’attenzione sul sotto indicato provvedimento che concerne quanto previsto nel titolo.

————————————-

La variazione nella media 2014 dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato con le esclusioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 81, da applicarsi per l’anno 2015 ai sensi dell’art. 13, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159 (assegno al nucleo familiare numeroso e assegno di maternità) è pari allo 0,2 per cento (comunicato ufficiale dell’ISTAT del 14 gennaio 2015).

Pertanto:

a) l’assegno mensile per il nucleo familiare ai sensi dell’art. 65 della legge 23 dicembre 1999, n. 449 e successive modifiche e integrazioni, da corrispondere agli aventi diritto per l’anno 2015, se spettante nella misura intera, è pari a € 141,30; per le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente è pari a € 8.555,99;

b) l’assegno mensile di maternità ai sensi dell’art. 74 della legge 26 marzo 2001, n. 151, da corrispondere agli aventi diritto per l’anno 2015, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, se spettante nella misura intera, è pari a € 338,89; per le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente è pari a € 16.954,95.

Provvedimento pubblicato nella G.U. 25 marzo 2015, n. 70.