Archive for febbraio 2015

CASSAZIONE:VIOLAZIONE CODICE STRADA ESCLUDE CONFIGURABILITA’ ED INDENNIZZABILITA’ INFORTUNIO IN ITINERE

24/02/2015

Nei termini di cui al titolo si e’ espressa la Suprema Corte con l’Ordinanza sotto richiamata , che,tra l’altro ,afferma:Le  considerazioni (svolte dalla parte ricorrente) depongono, dunque, per l’infondatezza dei rilievi attinenti all’argomentare della Corte (“l’infortunio è stato patito dallo Z. per sua colpa lo Z. ha certamente tenuto una condotta che, in violazione di norme fondamentali del codice della strada oltre che di basilari regole di prudenza, è da riconoscersi causativa di rischio talmente esorbitante dalle finalità proprie della tutela del rischio lavorativo da escludere la stessa tutela”) costituente autonoma ratio decidendi idonea a sorreggere la motivazione del rigetto e rendono superfluo l’esame delle censure relative alla ritenuta mancanza di prova della diretta eziologia tra causa di lavoro ed evento infortunistico.

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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 febbraio 2015, n. 3292

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

24/02/2015

Di seguito ,l’elenco delle aziende operanti in Abruzzo ,per cui,nel periodo dal 16 al 23 febbraio 2015,hanno conseguito dal MLPS il provvedimento per l’intervento della CIGS

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Denominazione azienda: HATRIA

Con sede in: TERAMO Prov: TE

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: TERAMO Prov: TE

Settore: FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CERAMICI NON REFRATTARI, NON DESTINATI ALL’EDILIZIA, E DI PRODOTTI CERAMICI REFRATTARI

Unità di: MODENA Prov: MO

Settore: FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CERAMICI NON REFRATTARI, NON DESTINATI ALL’EDILIZIA, E DI PRODOTTI CERAMICI REFRATTARI

Decreto del: 19/02/2015 N. 88096

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/09/2014 al 31/08/2015

Pagamento diretto INPS: No

 

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Denominazione azienda: ISCOT ITALIA SPA C/O UO QUARTIGLIA PESCARA

Con sede in: TORINO Prov: TO

Causale di Intervento: Crisi aziendale

Unità di: PESCARA Prov: PE

Settore: SERVIZI N.C.A.

Decreto del: 19/02/2015 N. 88059

Approvazione del programma C.I.G.S. dal: 09/06/2014 al 31/10/2014

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 09/06/2014 al 31/10/2014

Pagamento diretto INPS: No

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Denominazione azienda: M. BUSINESS

Con sede in: IMOLA Prov: BO

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: SAN GIOVANNI TEATINO Prov: CH

Settore: Grandi magazzini

Unità di: PINETO Prov: TE

Settore: Grandi magazzini

Unità di: COLONNELLA Prov: TE

Settore: Grandi magazzini

Decreto del: 19/02/2015 N. 88080

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 21/05/2014 al 20/05/2015

Pagamento diretto INPS: No

 

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Denominazione azienda: M.I.V.V.

Con sede in: SANT’OMERO Prov: TE

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: SANT’OMERO Prov: TE

Settore: FABBRICAZIONE DI PARTI ED ACCESSORI PER AUTOVEICOLI (ESCLUSI QUELLI IN LEGNO) E PER I MOTORI DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI

Decreto del: 18/02/2015 N. 87967

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/10/2014 al 30/09/2015

Pagamento diretto INPS: No

 

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Denominazione azienda: PILKINGTON ITALIA

Con sede in: SAN SALVO Prov: CH

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: SAN SALVO Prov: CH

Settore: Fabbricazione del vetro piano

Decreto del: 19/02/2015 N. 88076

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/09/2014 al 31/08/2015

Pagamento diretto INPS: No

 

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Denominazione azienda: SAES ADVANCED TECHNOLOGIES

Con sede in: AVEZZANO Prov: AQ

Causale di Intervento: Contratti di solidarieta

Unità di: AVEZZANO Prov: AQ

Settore: FABBRICAZIONE DI TUBI E VALVOLE ELETTRONICI E DI ALTRI COMPONENTI ELETTRONICI

Decreto del: 19/02/2015 N. 88117

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 01/09/2014 al 31/08/2015

Pagamento diretto INPS: No

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Denominazione azienda: SANTINO & BRUNO IEZZONI SRL

Con sede in: ATRI Prov: TE

Causale di Intervento: Concordato preventivo

Unità di: ATRI Prov: TE

Settore: Fabbricazione di porte e finestre in legno (escluse porte blindate)

Decreto del: 18/02/2015 N. 87957

Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal: 24/07/2014 al 23/07/2015

Pagamento diretto INPS: Si

 

AGENZIA ENTRATE:ACCESSO 730 PRECOMPILATO CONTRIBUENTE E SOGGETTI DELEGATI

24/02/2015

Nella sottostante circolare dell’Agenzia dell’Entrate sono contenute le istruzioni ed informazioni da seguire per accedere personalmente  o tramite delega ai soggetti abilitrat9i alla consultazione ,completamento e trssmissione  on line della dichiasrazione dei redditi del 2014-

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AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 23 febbraio 2015, n. 25992/2015

MLPS:RIPARTIZIONE RISORSE FORMAZIONE APPRENDISTATO ANNUALITA’ 2014

24/02/2015

Si segnala ilDecreto Direttoriale n. 1/II/2015 del 22 dicembre 2014 – Riparto delle risorse per il funzionamento delle attività di formazione nell’esercizio dell’apprendistato – annualità 2014 ,

Le risorse ripartite dal Mlps  ammontano a 100 milioni di euro,di cui 1.242.752 assegnati alla Regione Abruzzo  per n.8.479 apprendisti occuèpati e n.1833 formati

INCERTEZZE RIGUARDANTI ASSUNZIONI T.I.CON ESONERO CONTRIBUTIVO TRIENNALE

24/02/2015

Qualche giorno fa sul blog erano  state evidenziate    incertezze operative  ,in materia  di  assunzioni a t.i. con l’esonero contributivo inps  di cui alla legge di stabilita’n.190/2014 , relative a   tre questioni da chiarire.
La prima si riferiva alla    modalita’ con cui il datore  ,ai fini di non essere escluso dall’esonero,riesce  ad avere la certezza che, nei sei mesi antecedenti l’assunzione, il lavoratore interessato non ha  avuto alcun rapporto a tempo indeterminato.

 La seconda discende dalla disposizione del comma 118 della legge 190/14 ,secondo cui l’esonero contributivo non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio  sia gia’ stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato.,per cui si pone  la domanda: come farà il datore di lavoro ad essere sicuro che per quel lavoratore nessun altro datore di lavoro ha gia’ beneficiato dell’agevolazione?


La terza fa riferimento al caso di un lavoratore il cui rapporto a tempo indeterminato con l’esonero contributivo, dopo qualche tempo, cessa (per licenziamento o dimissioni).
In tal caso, ci si chiede se un altro  datore di lavoro che voglia assumere  quel lavoratore a t.i, possa beneficiare o meno della parte residua  dell’esonero di 36 mesi non usufruita, fermo restando il rispetto della norma secondo cui il lavoratore da assumere non deve essere stato dipendente a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti la nuova assunzione.

Tempestivamente interessato  in merito  alle suddette questioni ,da  professionisti di questa regione ,il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti  ha comunicato  quanto segue:

“Le domande che sono state poste, hanno già trovato risposta.
Sulla prima, Inps non è competente in quanto la certificazione è a cura dei CPI, per cui  si sta valutando di prendere contatti col Ministero per attuare una modulistica unica da utilizzare in ogni regione.
La seconda è la terza sono collegate e sono frutto di un equivoco parecchio diffuso. Il vincolo che vuole il beneficio in capo al lavoratore solo per una volta attiene allo stesso datore di lavoro.
Quindi se assumo un beneficiario e questo si dimette dopo un giorno, a vita non potrò più assumerlo con lo sgravio. Un altro datore, invece, potrà assumerlo, dopo i sei mesi ovviamente, usufruendo di tutti i 36 mesi”
In riferimento a quanto precede,si osserva che le questioni poste hanno una loro ragione e  dunque  ben  venga  una  specifica  indicazione in proposito da parte del Ministero  del Lavoro,che in modo formale ed ufficiale ,”a fronte dell’equivoco parecchio diffuso” ,precisi l’interpretazione  corretta ed univoca della frase  ,prevista dal comma 118 della legge di stabilita’ 2015  , in cui si afferma :”L’esonero di cui al presente comma    non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio di cui al presente comma sia gia’ stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato” ,atteso che, in mancanza di specificazioni normative, da un punto di vista amministrativo sono possibili risposte diverse.
  Infatti , non occorre trascurare la circostanza  che  sinora  non è’ stato chiarito da  organi istituzionali  competenti in  materia se il nuovo datore può usufruire dei 36 mesi o dei mesi rimanenti detratti quelli riferiti al primo datore , non trascurando ,  peraltro,   che    l’Inps, nella circolare n.17/2015 ,riferendosi alla somministrazione (che  ha una normativa specifica), ha affermato che l’Agenzia può assumere a tempo indeterminato un lavoratore usufruendo dell’esonero e può affittare lo stesso a tempo determinato ad un utilizzatore. Se quell’utilizzatore intende assumere a tempo indeterminato quel prestatore lo può fare ma gode dell’esonero in maniera ridotta, in quanto sono detratti i mesi goduti dall’Agenzia.

INPS:NUOVE SOGLIE ISEE ASSEGNO NUCLEO FAMILIARE CONCESSO COMUNI

23/02/2015

Si richiama  l’attenzione sulla sottostante circolare dell’Inps relativa all’assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità concessi dai Comuni ,con riferimento alle nuove soglie ISEE  ed agli  Importi delle prestazioni sociali e nuovi limiti di reddito applicabili per le domande riferite all’anno 2014, ma presentate successivamente al 1 gennaio 2015.

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Circolare numero numero 48 del 20-02-2015

 

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CDM:ESAME PRELIMINARE DECRETO LEGVO CONCILIAZIONE TEMPI VITA E LAVORO

23/02/2015

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali,  nella  20.2.2015  ha approvato un decreto legislativo contenente disposizioni in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, a norma dell’articolo 1, commi 8 e 9 della legge n. 183 del 2014.

Si tratta di un provvedimento che interviene, prevalentemente, sul testo unico a tutela della maternità (n° 151 del 26 marzo 2001) e reca misure volte a sostenere le cure parentali, a tutelare la maternità delle lavoratrici intervenendo, in alcuni casi, anche in settori che già erano stati oggetto di intervento da parte della Corte Costituzionale e non ancora recepiti in norma.

Il decreto interviene, innanzitutto, sul congedo obbligatorio di maternità, al fine di rendere più flessibile la possibilità di fruirne in casi particolari come quelli di parto prematuro o di ricovero del neonato. Nel primo caso, infatti, i giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto sono aggiunti al periodo di congedo di maternità post partum anche quando la somma dei due periodi superi il limite complessivo dei 5 mesi; nel secondo caso si prevede la possibilità di usufruire di una sospensione del congedo di maternità, a fronte di idonea certificazione medica che attesti il buono stato di salute della madre. Entrambe le soluzioni sono dirette a favorire il rapporto madre-figlio senza rinunciare alle tutele della salute della madre.

Il decreto prevede un’estensione massima dell’arco temporale di fruibilità del congedo parentale dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12. Quello parzialmente retribuito (30%) viene portato dai 3 anni di età del bambino a 6 anni; quello non retribuito dai 6 anni di vita del bambino ai 12 anni. Analoga previsione viene introdotta per i casi di adozione o di affidamento, per i quali la possibilità di fruire del congedo parentale inizia a decorrere dall’ingresso del minore in famiglia. In ogni caso, resta invariata la durata complessiva del congedo.

In materia di congedi di paternità, viene estesa a tutte le categorie di lavoratori, e quindi non solo per i lavoratori dipendenti come attualmente previsto, la possibilità di usufruire del congedo da parte del padre nei casi in cui la madre sia impossibilitata a fruirne per motivi naturali o contingenti.

Sono inoltre state introdotte norme volte a tutelare la genitorialità in caso di adozioni e affidamenti prevedendo estensioni di tutele già previste per i genitori naturali.

Oltre agli interventi di modifica del testo unico a tutela della maternità, il decreto contiene due disposizioni innovative in materia di telelavoro e di donne vittime di violenza di genere.

La norma sul telelavoro prevede benefici per i datori di lavoro privato che vi facciano ricorso per venire incontro alle esigenze di cure parentali dei loro dipendenti. In particolare, per il riconoscimento dei benefici si esclude dal computo dei limiti numerici previsti dalle leggi e dai contratti i telelavoratori che rientrino nella fattispecie individuata dal decreto.

La seconda norma introduce il congedo per le donne vittime di violenza di genere ed inserite in percorsi di protezione debitamente certificati e, quindi, si prevede la possibilità per queste lavoratrici dipendenti di imprese private di astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi, per motivi legati a tali percorsi, garantendo l’intera retribuzione, la maturazione delle ferie e degli altri istituti connessi. Viene anche introdotto il diritto di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale a richiesta della lavoratrice.

Le collaboratrici a progetto hanno diritto alla sospensione del rapporto contrattuale per analoghi motivi sempre per un massimo di tre mesi.

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CDM:DISEGNO LEGGE PROGRAMMA ANNUALE MERCATO E CONCORRENZA

23/02/2015

Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per lo sviluppo Economico,  nella riunione del 20.2.2015, ha approvato un disegno di legge che dà attuazione, per la prima volta, al provvedimento annuale sulla concorrenza previsto dalla legge con l’obiettivo di stimolare la crescita economica frenata dalla scarsa concorrenza nel settore dei servizi. Le liberalizzazioni fanno crescere del 3,3% il Pil in 5 anni secondo le stime del Fondo monetario internazionale, migliorano la credibilità del Paese ed il suo rating e costituiscono un elemento importante nel giudizio della Commissione europea sulle riforme italiane.

Questi, in sintesi, i contenuti del provvedimento.

Assicurazioni. Viene previsto l’obbligo di sconti significativi nel campo della RC Auto se l’automobilista accetta clausole finalizzate al contenimento dei costi o al contrasto delle frodi come l’installazione della scatola nera e di rilevatori del tasso alcolemico, ispezioni preventive dei veicoli e il risarcimento presso officine convenzionate. Altre norme riguardano l’obbligo di indicare i testimoni, in caso di incidenti con soli danni alle cose, non oltre il momento della denuncia, la possibilità di recesso dalle polizze accessorie allo scadere della polizza principale, il conferimento all’IVASS dei poteri di controllo e monitoraggio sull’attuazione delle nuove norme.
Fondi pensione. Viene prevista la piena facoltà di portabilità per i lavoratori dei propri contributi pensionistici, eliminando la possibilità per i contratti di lavoro nazionali di inserire vincoli e condizioni anche in relazione alla quota di spettanza del datore di lavoro. Viene rimosso anche il vincolo, per il fondo di trovare sottoscrittori solo all’interno della categoria professionale di riferimento.

Comunicazioni. Per favorire la mobilità della domanda nei mercati della pay-tv, della telefonia fissa e mobile e di Internet, vengono semplificate le procedure di identificazione dei clienti per la migrazione e viene prevista la trasparenza sulle penali in caso di recesso anticipato dal contratto. L’entità della penale, inoltre, dovrà essere legata ai costi effettivamente sostenuti dall’operatore in caso di promozioni.

Poste. Per allargare ulteriormente la concorrenza viene eliminata la riserva di Poste Italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche di sanzione da parte della Pubblica amministrazione.

Energia elettrica, gas e carburanti. Allo scopo di superare le residue regolamentazioni di prezzo, viene previsto: a) per il gas naturale, la graduale eliminazione della “tutela” a decorrere dal 2018 nel mercato domestico (prezzi fissati dall’Autorità per l’Energia per i consumatori che non hanno scelto un fornitore sul libero mercato); b) per l’energia elettrica la graduale restrizione dell’attuale perimetro di tutela (pmi e famiglie che non hanno scelto un fornitore sul mercato), sempre a decorrere dal 2018. c) per i carburanti si vieta l’introduzione, in particolare da parte delle Regioni, di norme discriminatori ad esempio a carico dei nuovi entranti.

Banche. Per garantire la piena mobilità della domanda vengono previste norme come: i costi delle chiamate per l’assistenza ai clienti non potranno superare le tariffe per l’ordinaria chiamata urbana; saranno introdotti strumenti di comparabilità delle offerte di servizi; un apposito sito Internet dovrà garantire la trasparenza nella vendita di polizze assicurative accessorie ai contratti di finanziamento e ai mutui.

Avvocati. Il disegno di legge elimina il vincolo di appartenenza ad una sola associazione professionale, introduce l’obbligo di presentare un preventivo (oggi solo su richiesta dell’assistito) e consente le società multiprofessionali e l’ingresso di soci di capitali.

Notai. Il provvedimento elimina il divieto di pubblicità, allarga il bacino di competenza (dal distretto di Corte d’appello a tutto il territorio regionale) ed elimina il reddito minimo di 50 mila euro. Vengono ridotti gli atti per i quali è richiesta l’autentica notarile e si individuano i casi nei quali questa può essere concessa anche da altri soggetti come avvocati e commercialisti. In questo modo sarà consentito anche ad altri professionisti di redigere atti per transazioni immobiliari di modesta entità e relative ad unità immobiliari non ad uso abitativo; si eliminerà l’obbligo di atto notarile per la costituzione di società a responsabilità limitata con capitale fino a 20 mila euro; si estenderanno gli atti per i quali il passaggio notarile potrà essere sostituito dalla sottoscrizione digitale.

Ingegneri. Le società di ingegneri potranno assumere commesse da privati superando una disciplina oscura e anacronistica risalente agli anni ’40.

Farmacie. Viene eliminato il limite di titolarità di 4 licenze in capo ad un unico soggetto e viene consentito l’ingresso di soci di capitale.

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Disegno di legge concorrenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SENTENZA CASSAZIONE RELATIVA LICENZIAMENTO PER RIFIUTO PASSAGGIO FULL TIME

23/02/2015

Si richiama l’attenzione sulla sottostante decisione della Corte Suprema riguardante una fattispecie di  licenziamento con proposta transattiva e  rifiuto di passare da part-time a tempo pieno con conseguente  risarcimento ridotto.

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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 febbraio 2015, n. 3486

PILLOLE NORMATIVE

22/02/2015

Si ritiene confacente richiamare l’attenzione su taluni aspetti normativi di particolare interesse , considerato che fano riferimento a strumenti di cui i datori di lavoro si avvalgomno per gestire le  riospettive difficolta’ produttive e lavorative e che  in tempi recenti  hanno richiamato la  attenzione degli addetti ai lavori,preoccupati per un eventuale  ridimensionamento degli stessi ,che di seguito sono evidenziati

 1)MISURA CIGS CONTRATTI SOLIDARIETA’  LEGGE 863/84 NEL 2015

La  normativa  legislativa generale prevede che ai lavoratori coinvolti nel CDS ex art.1 legge n.863/84  spetta un trattamento corrispondente al 60 % della retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro,
In merito a quanto sopra ,si evidenzia peraltro che:
a) sino al 31.12.2013 , in via sperimentale il trattamento di cigs per i contratti i solidarietà è  stato aumentato dal 60% all’80% della retribuzione persa     ,applicando  le modalità previste in apposito decreto emanato dal   Ministro del Lavoro di concerto con quello dell’Economia   ;

b)la legge finanziaria anno 2014 (L. 147/2013) ha prorogato anche per l’anno 2014 l’aumento della misura di integrazione salariale nel caso di ricorso ai contratti di solidarietà ex art. 1 della L. 863/84. Accanto alla proroga del trattamento, tuttavia, si è registrato  anche una sua diminuzione ,poiché l’art. 1, comma 186, della richiamata legge stabilisce che l’integrazione base ,pari al 60% “è aumentato nella misura del 10 per cento della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario, nel limite massimo di 50 milioni di euro per lo stesso anno 2014.” ,ricordando ,come gia’ prima detto,che sino al 31 dicembre 2013 la percentuale di integrazione era stata pari all’80% della retribuzione persa per via della riduzione di orario.

Occorre subito registrare che il trattamento complessivo in vigore dal 1 gennaio scorso pari al 70% della retribuzione persa    prevedeva una validità soltanto per l’anno 2014,il che  significava che nel 2015,  in mancanza  di ’ un ulteriore provvedimento legislativo di proroga ,   la misura di integrazione dal 70%,  quindi   sarebbe tornata  ad  assestarsi all’ordinario parametro del 60%.

 Per0′  in sede di conversione in legge del decreto milleproroge , gia’ approvata dallaCamera ,risulta inserito l’art.2 bis ,secondo cui :

1.L’intervento della cigs per i contratti di solidarieta’ e’ prorogato per il 2015 nel limite di 50 milioni di euro A tal fine l’ammontare del trattamento d’integrazione relativa ai contratti di solidarieta’ ex art.1 legge n.863/84 e’ aumentato nella misura del 10% della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario .

2.Le risorse di cui al primo comma sono destinate in via prioritaria ai trattamenti dovuti nell’anno 2015 in forza di contratti di solidarierta’ stipulati nell’anno 2014.

 2) A PROPOSITO DI CONTRATTI SOLIDARIETA SENZA CIGS

 Oltre ai contratti di solidarieta con l’intervento  dellas Cigs , esiste  una seconda tipologia di contratti di solidarietà  “difensivi”,che  si applica  alle imprese non  destinatarie della disciplina della cigs, che risulta prevista e disciplinata prevista  dall’art.5,comma 5, del decreto legge n.148/93,convertito in legge n.236/93,  i cui aspetti sono stati illustrati con la circolare del Ministero del Lavoro n.20/ 2004,

Anche  tali contratti,  caratterizzati dalla riduzione dell’orario di lavoro in azienda,perseguono lo scopo     di     evitare o ridurre le eccedenze di personale   attraverso la corresponsione per un periodo massimo di 24 mesi di un  contributo ,  non avente natura di retribuzione ai fini contrattuali e di legge,compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali,di ammontare pari alla metà  del monte retributivo non dovuto dalle imprese a seguito della riduzione  di orario,e che va  ripartito  in parti uguali tra le stesse imprese ed i lavoratori interessati.

Di  recente   è stato evidenziato che per l’anno 2015 non risulta disposta  l’assegnazione delle risorse finanziare  per i contratti di  solidarietà  senza l’intervento della cigs ,ma con il contributo del MLPS.

A conferma di quanto sopra ,al fine d’informazione e valutazione,si richiama l’attenzione di quanti  sono  interessati all’argomento  sul  sottostante comunicato ,pubblicato sul sito ministeriale:

Avviso del 12/01/2015 :
Si comunica che – allo stato – le attività relative al contributo di solidarietà ex art. 5, commi 5 e 8, legge n. 236/1993 sono sospese per le necessarie verifiche contabili annuali dell’ufficio competente.
Relativamente all’anno 2015, poiché non è stato previsto con legge un rinnovo del contributo di solidarietà ex art. 5, commi 5 e 8, legge n. 236/1993, le relative domande non potranno essere prese in considerazione qualora dovessero pervenire.

 

3))Limitazione intervento CIGS per cessazione attività aziendale

Come è noto ,una sub-causale   della crisi aziendale , che consente    l’intervento della cigs , è costituita  dalla  cessazione di attività,  sottolineando  che ,potendo  la stessa  riguardare anche un settore ,uno o piu’ stabilimenti o parte degli stessi, la normativa (art.1 dec.legge n.249/04 ,convertito in legge n.291/04) dispone che spetta all’impresa presentare  un piano di gestione dei lavoratori in esubero teso a ridurre il ricorso alla mobilità,mentre la concessione della cigs presuppone il ridimensionamento o la  stabilità dell’organico aziendale.La durata della cigs  anche per  i casi di cessazione di attività,  fissata  in  un periodo non superiore a 12 mesi,previa consultazione sindacale in sede istituzionale (Provincia ovvero Regione)può essere prorogata al massimo per  un pari periodo  sulla base di  accordi  in sede ministeriale.

In ogni caso, tanto per gli accordi relativi  all’intervento  non superiore  a 12 mesi, quanto per quelli che contengono la  previsione di proroga per  un  pari periodo,   devono essere  presentati piani     di attività formativa ,se necessaria ,  e di ricollocazione per i lavoratori esuberanti.

Pertanto ,stante la suddetta previsione normativa, in presenza delle condizioni fissate e delle disponibilita’ finanziarie   assegnate ,la cigs per cessazione ,anche parziale ,di attivita’aziendale , e’ stata  prorogata sino a 24 mesi .

Si  evidenzia però  che  in materia  è intervenuta la legga di stabilita’ n.190/14 , che al comma 110 dell’art.1 prevede :”Al fine di consentire il  completamento  nel  corso  dell’anno 2015 dei piani  di  gestione  degli  esuberi  di  personale  relativi all’anno 2014, il finanziamento di cui  all’articolo  1,  comma  183,della legge 27 dicembre 2013, n. 147, previsto per  le  proroghe  dei trattamenti di cui all’articolo  1,  comma  1,  del  decreto-legge  5ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  3 dicembre 2004, n. 291, e successive modificazioni, e’ esteso all’anno 2015 nel limite di 60 milioni di euro. L’onere derivante dal  periodo  precedente e’ posto a carico del  Fondo  sociale  per  occupazione  e formazione,  di  cui  all’articolo  18,  comma  1,  lettera  a),  del  decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.”

In pratica la suddetta disposizione stabilisce che   la disponibilità  di 60 milioni di euro sara’ destinata dal MLPS   alle   imprese in crisi aziendale per cessazione totale  di attivita’ ,   che abbiano presentato istanze relative alle  proroghe  a 24 mesi, che abbiano avuto inizio entro e non oltre il 31.12.2014, a motivo delle contingentate risorse finanziarie ,

Le istruzioni  per l’attuazione della  suddetta  disposizione risultano fornite dal Ministero del Lavoro con la sottostante circolare n.1/2015 , ,in cui, tra l’altro, si legge  che:

a) le  istanze  , riguardanti crisi aziendali per cessazione di attivita’,ma  riferite a programmi di proroghe decorrenti dal 1 gennaio 2015 non potranno essere prese in esame;

b) le   domande  prese in considerazione saranno istruite e definite seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse e sino a concorrenza delle risorse finanziarie previste nel comma 110 dell’art.1 della legge n.190/2014

 

Clicca per scaricare il documento:

circolare n. 1 del 19 dicembre 2014

 

 4) Lavoro accessorio beneficiari ammortizzatori sociali

Sino al 31 dicembre 2014  è stato previsto con disposizione legislativa ,confermata anno per anno, che i beneficiari degli ammortizzatori sociali potessero cumulare gli stessi con i voucher del lavoro accessorio  nel  limite massimo di 3 mila euro annui

Tale possibilita’ ,  allo stato della legislazione vigente ,non risulta prorogata per l’anno 2015