LEGGE STABILITA’ 2015:NESSUNA PENALITA’ PENSIONE ANTICIPATA PRIMA 62 ANNI

Le pensioni anticipate   decorrenti dal 1° gennaio 2015, non saranno soggette ad alcuna penalizzazione, anche se l’accesso avviene con meno di 62 anni di età.

In tal senso dispone  l’articolo 1, comma 113, della legge du stabilita del 2015 n. 190/2014, in vigore   dall’1.1.2015  ,precisando che le  norme relative alla  riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici non troveranno applicazione limitatamente alle persone che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017,eliminando la  precisazione che, oltre  la contribuzione per lavoro effettivo,potesse essere inclusa anche quella  periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria, nonché per la donazione di sangue e di emocomponenti, per i congedi parentali di maternità e paternità nonché per i congedi e i permessi concessi ai per assistere i disabili (articolo 33 della legge 104/1992).

 

Evoluzione normativa

. La legge 214/2011 (e successive modifiche) ha stabilito  che per coloro che accedono alla pensione anticipata prima dei 62 anni si applica, sulla quota di trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, una riduzione pari a un punto per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a due punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto ai 60 anni.

È da sottolineare, che la riduzione si applica sulla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo. Ne deriva, che per chi ha un’anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011; mentre, per coloro che hanno un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 1995

La penalizzazione è stata poi  esclusa  per coloro che maturano il requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, qualora l’anzianità contributiva prevista derivi da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria, nonché per la donazione di sangue e di emocomponenti, per i congedi parentali di maternità e paternità nonché per i congedi e i permessi concessi ai per assistere i disabili (articolo 33 della legge 104/1992). Con il messaggio 5280/2014 l’Inps  aveva  ribadito, a seguito anche di parere ministeriale, la tassatività dell’elenco.

L’ultima modifica

Con la norma dell’art.1 comma 113  della legge n.190/14  ,si avra’    un periodo  neutro  per la penalizzazione fino al 31 dicembre 2017,  così che  soltanto   le pensioni anticipate dal 2018 torneranno ad essere penalizzate se l’accesso avverrà con meno di 62 anni.

Si  sottolinea  che , raggiunta   l’anzianità contributiva, ma si sceglie di andare in pensione in data successiva alla maturazione,  si dovrebbe essere al riparo   dalla penalizzazione. .Così  se un lavoratore raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre 2017 e continua a lavorare laddove   decida  di andare in pensione dal 1° gennaio 2019, la penalizzazione non opererebbe

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: