AGEVOLATO RICORSO CONTRATTO SOLIDARIETA ‘ PER DEROGA LIMITE 36 MESI CIGS NEL QUINQUENNIO

L’argomento di cui  al titolo  ,anzitutto,   fa   riferimento    alla previsione dell’art.1 ,comma 9 ,della legge n.223/91 ,che dispone:

 “9. Per ciascuna unità produttiva i trattamenti straordinari di integrazione salariale non possono avere una durata complessiva superiore a trentasei mesi nell’arco di un quinquennio, indipendentemente dalle cause per le quali sono stati concessi, ivi compresa quella prevista dall’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863. Si computano, a tal fine, anche i periodi di trattamento ordinario concessi per contrazioni o sospensioni dell’attività produttiva determinate da situazioni temporanee di mercato. Il predetto limite può essere superato, secondo condizioni e modalità determinate dal CIPI ai sensi del comma 6, per i casi previsti dall’articolo 3 della presente legge, dall’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, dall’articolo 7 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48, ovvero per i casi di proroga di cui al comma

 Al riguardo, preliminarmente ,si evidenzia che il quinquennio di cui parla la norma or ora  esposta , si calcola per limiti temporali fissi consecutivi, a partire dall’11 agosto 1990 (L. n. 223/91 art. 22,c.5 ed art.4 , c.35 legge n.608/96)

Di conseguenza, il primo quinquennio è scaduto il 10 agosto 1995, il secondo il 10 agosto 2000, il terzo il 10 agosto 2005, il quarto il 10 agosto 2010, il quinto si concluderà il 10 agosto 2015 ed in tal senso si rinvia alla Nota del Min. Lav. N. 14/3779 del 30 marzo 2006.

L’esame dell’art.1,comma 9 ,sopra esposto evidenzia i seguenti aspetti:

a) il limite dei 36 mesi di integrazione salariale strordinaria  non concerne l’azienda nel suo complesso ,ma  ogni singola  unita’ produttiva  della medesima .Pertanto se l’azienda fosse  costituita  da piu’ unita’ produttive ,  potrebbe  accadere   che per qualcuna si raggiunga detto limite ,mentre per altre no,così che per le prime viene meno la possibilita’ di utilizzare ulteriormente la cigs ,mentre  per le seconde persiste  detta possibilita;

b)  al raggiungimento di detto limite ,secondo la previsione normativa  sopra   richiamata           concorrono  :
 
1 )   tutti  gli interventi della cigs ,indipendentemente dalle cause per le quali sono stati concessi, (  crisi aziendale,  riorganizzazione  ,ristrutturazione e  riconversione aziendale , )

2)  i periodi  di cigo  concessi   all’unita’ aziendale per contrazioni o sospensioni dell’attività produttiva   per  situazioni temporanee di mercato,

3 )  i periodi di cigs autorizzati ,a norma dell’art.1 della legge n.863/84 ,per i contratti di solidarieta’ difenzivi  e  proroga degli  stessi .

Pertanto ,quanto sinora  riportato  comporta che ,ferma restando  la possibilita’ di ricorrere alla cigo  per   12  mesi  consecutivi  ovvero frazionati nel biennio ,come stabilito dall’art.6    della legge n.164/75,se l’impresa   , sommando  cigo e cigs ,compresa quella del contratto di solidarieta’ ,ha consumato ad esempio complesivamente 30 mesi di trattamento previdenziale ,   dispone  ancora  di  6 mesi  di cigs indipendente  dalle  cause  della richiesta.

 Si  deve aggiungere ,tuttavia  che   l’ultimo periodo dell’  art. 1, c. 9 ,L. 223/91 ha previsto     alcune  deroghe al limite dei 36 mesi di cigs nel quinquiennio , demandando  la determinazione delle condizioni e modalità per l’ammissione  delle medesime  al Cipi , cui  originariamente spettava  l’approvazione dei programmi d’intervento dell’integrazione salariale straordinaria

Infatti in proposito il CIPI  ha adottato la delibera 13 luglio 1993 (pubblicata sulla G.U. n. 216 del 14/09/93), con la quale sono stati fissati i criteri per la concessione delle deroghe nelle situazioni di seguito elencate:

  1)Procedure concorsuali ,ossia fattispecie in cui il trattamento di cigs risulta concesso ai sensi dell’art. 3 L. 223/91;·

2) Ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale ,nel senso che la deroga riguarda le proroghedi cigs  oltre i 24 mesi, ove i programmi presentino una particolare complessità in ragione delle caratteristiche tecniche dei processi produttivi delle aziende;

3))Trasformazione dell’assetto proprietario  ,significando che la deroga si sostanzia nella neutralizzazione dei periodi di concessione antecedenti la trasformazione societaria ed in  merito si rinvia alla  Circ. INPS n. 103 dell’11.4.95 ;

4)Per i periodi durante i quali una azienda usufruisce dei contratti di solidarietà può essere richiesta una deroga al limite di cui all’art. 1 c. 9 L. 223/91 sulla base di quanto disposto dall’art. 7 del D.M. n. 31445 del 20.8.2002 e cioè quando il ricorso al CDS abbia la finalità di strumento alternativo alla procedura di mobilità  ,secondo la regolamentazione dell’art. 4 L. 223/91  .

Per quanto concerne  la deroga  al limite dei 36 mesi di cigs nel quinquennio successivamente è  intervenuto  il Decreto del Ministro del Lavoro n.46448 del 10 luglio 2009, che ha   disposto  la    semplificazione      nelle  modalità d’accesso al trattamento d’ integrazione salariale straordinaria  in favore di lavoratori dipendenti di aziende le quali abbiano sottoscritto contratti di solidarietà ,considerato che  ,mentre originariamente la legge demandava al CIPI la determinazione delle” condizioni e delle modalità” per il superamento del detto limite dei 36 mesi, nelle sopra indicate ipotesi con l’art. 1 comma 21 e 24 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 e con il successivo DPR del 20 aprile1994, n. 373, le funzioni del detto Comitato interministeriale sono state devolute al  Ministero del Lavoro con la conseguente competenza dello stesso per ’individuazione delle condizioni e delle modalità   di    cui al richiamato art 1, comma 9 della legge n.223/91 ..

A conferma di quanto sopra  ,  sui  contratti di solidarieta’  ,il Ministero Lavoro ha emanato la nota  n.1879 del 21.1.2010, il cui testo si  espone di seguito.

“Oggetto:Articolo 1, comma 9 della legge 23 luglio 1991, n.223 e contratti di cui all’articolo 1 del decreto-logge 30ottobre 1984, n. 726, convertito con modificazioni dalla legge, 19 dicembre 1984, n. 863.

 In riscontro ai diversi quesiti pervenuti alla scrivente Direzione Generale in merito alla possibilità  di stipulare contratti di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con modificazioni dalla legge, 19 dicembre 1984, n. 863, da parte diimprese che abbiano nell’arco del quinquennio già fruito del limite massimo di 36 mesi di integrazione salariale, si osserva quanto segue.

L’articolo 1, comma 9 della legge 23 luglio 1991, n. 223 riporta testualmente “Per ciascuna unità produttiva i trattamenti straordinari di integrazione salariale non possono avere una durata complessiva superiore a trentasei mesi nell’arco di un quinquennio, indipendentemente dalle cause per le quali sono staticoncessi, ivi compresa quella prevista dall’art. 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, conmodificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863

 Si computano, a tal fine, anche i periodi di trattamento ordinario concessi per contrazioni o sospensioni dell’attività produttiva determinate da situazioni temporane e di mercato

. Il predetto limite può essere superato,secondo condizioni e modalità determinate dai CIPI ai sensi del comma 6, per i casi previsti dall’art. 3 della presente legge, dall’art. 1 del decreto-legge30 ottobre1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, dall’art. 7 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48, ovveroper i casi di proroga di cui al comma 3.”

Tale norma pone dunque il limite della durata massima dell’intervento di integrazione salariale fruibile dai lavoratori di una unità produttiva nell’arco di un quinquennio.

Nel computo dei 36 mesi indicati dalla norma vanno  considerati,pertanto , tutti i periodi in cui una unità produttiva abbia fruito di integrazione salariale,equiparandosi ai periodi di integrazione salarialestraordinaria, i periodi di integrazione salariale a seguito della stipula di un contratto di solidarietà e di integrazione salariale ordinaria concessa per contrazione o sospensione dell’attività produttiva determinateda situazioni temporanee di mercato.

Va sottolineato che questo limite non è tuttavia rigido prevedendo la legge stessa espressamente la possibilità di un suo superamento:

– nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale di particolare complessità di cui all’articolo 1, comma 3 della legge n. 223/1991 (per i quali appunto è prevista una durata massima di   48mesi);- nelle ipotesi in cui l’impresa sia ammessa a procedure concorsuali, di cui all’articolo 3 della legge n.223/91;

– nel caso di stipulazione di contratti di solidarietà di cui all’art. 1 del decreto-legge 30 ottobre1984, n.726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863;

– nel caso di proroga dei sopra detti contratti disolidarietà di cui dall’art. 7 del decreto-legge 30dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48.

La ratio sottesa al citato articolo 1, comma 9 della legge 23 luglio 1991, n. 223 è chiara, si vuole impedire che operando rigidamente il tetto dei detti 36 mesi nel quinquennio, vengano preclusi validi piani e programmi volti al salvataggio dei livelli occupazionali.

In linea con quanto sopra esposto,  , con decreto n.46488 /09 sono state disposte le indicazioni operatiove  per le modalità d’accesso al trattamento di integrazione salariale in favore di lavoratori dipendenti di aziende le quali abbiano sottoscritto contratti di solidarietà,il cui

articolo 7, rubricato “deroga ai sensi dell’articolo 1 comma, 9 dellalegge 23luglio 1991, n. 223″  chiarisce che qualora il ricorso al contratto di solidarietà abbia finalità di strumento alternativo alla procedura per la dichiarazione   di mobilità di cui all’articolo 4, della legge n. 223/91 il limite disposto all’articolo 1, comma 9 della medesima legge può essere superato.

Pertanto, per quanto sopra esposto e in conformità al dettato normativo e in particolare con il sopra esposto articolo 1, comma 9 della legge n. 223/91 si ribadisce che se una impresa che abbia già fruito dei 36  esi di integrazione salariale a qualunque titolo corrisposta nel quinquennio, faccia ricorso alla stipula di un contratto di solidarietà, ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito conmodificazioni dalla legge, 19 dicembre 1984, n. 863, come strumento alternativo alla procedura di dichiarazione di mobilità, il predetto tetto massimo dei 36 mesi nel quinquennio possa essere superato


I
in definitiva  ,la nota ministeriale n.1879 del 21.1.2010   chiarisce   che  affinche’   la cigs  dei   contratti di solidarieta’  disciplinati dalla legge n.863/84  venga consentita  in deroga al limite dei 36 mesi nel quinquennio ,risulta necessario che l’impresa ,prima del nuovo contratto di solidarieta’ da stipulare ,abbia gia’ usufruito dei 36 mesi d’integrazione salariale a qualunque titolo corrisposta nel quinquennio.

   La possibilita’ di derogare  dal  limite    sul       ricorso alla cigs di 36 mesi   nell’arco temporale del quinquennio     ,risulta agevolata  dalla nuova disposizione   prevista dal  decreto del MLPS   10  ottobre 2014   ,

Infatti ,   detto provvedimento ,pubblicato sulla G:U n.276  del 27.11.2014 , dispone:
“Ritenuta, pertanto, la necessita’ di modificare parzialmente l’art.
7 del decreto ministeriale n. 46448 del 10 luglio 2009,  al  fine  di
consentire la gestione non traumatica degli esuberi di personale  ove
vi sia la possibilita’ di  attivare  la  procedura  di  licenziamento
collettivo con la non opposizione dei lavoratori;

Decreta:

Art. 1

Modifica all’art. 7 del decreto ministeriale n. 46448 del  10  luglio
2009, rubricato «Deroga ai sensi dell’art. 1, comma 9, della legge,
del 23 luglio 1991, n. 223».
All’art. 7 del decreto del Ministero del  lavoro,  della  salute  e
delle politiche sociali n. 46448 del 10 luglio 2009 sono aggiunte  in
fine le seguenti parole: «ovvero qualora i lavoratori non si oppongano alla collocazione  in
mobilita’».

 In merito  è intervenuta la circolare del MLPS n.32/14  che  ribadisce che la nuova disposizione   considera  e  regolamenta l’esigenza    di favorire la circolazione della   forza lavoro, evitando di mantenere legati all’impresa lavoratori che , costituendo un esubero, possono aderire a procedure di mobilita’  non  oppositiva .

Quanto sopra vuol dire che l’impresa  destinataria delle disposizioni sulla cigs ,allorquando registra esuberanza strutturale di manodopera ed ha gia’ consumato nell’arco del   quinquennio  di riferimento i 36   mesi d’integrazione salarialariale consentiti dall’art.1 ,comma 9,della legge n.223/91,  potra’ sottoscrivere un contratto di solidarietà difensivo  in cui sia anche esplicitamente convernuta  la previsione  di     messa in mobilita’   dei dipendenti che dichiarano la non opposizione alla stessa,  così da   contare su un ulteriore periodo di cigs ,in aggiunta a quelli gia’  consumatio  ,idonei a gestire in modo confacente  le  difficolta’produttive esistenti ,riducendo l’organico di personale in forza .

 

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