INDENNITA’ MATERNITA’ E TRASFORMAZIONE FULL TIME RAPPORTO PART TIME

La questione di cui al titolo trova disciplina legislativa nell’art.60 ,secondo comma del dec.levo n.151/01 ed amministrativa nel Messaggio Inps n.11635/06.

L’art.60 ,al secondo comma dispone c testualmente “ove la lavoratrice o il lavoratore a tempo parziale e il datore di lavoro abbiano concordato la trasformazione del rapporto di lavoro in rapporto a tempo pieno, per un periodo in parte coincidente con quello del congedo di maternità, è assunta a riferimento la base di calcolo più favorevole della retribuzione, agli effetti di quanto previsto dall’art. 23, comma 4”,che a sua volta recita:

“4. Per retribuzione media globale giornaliera si intende l’importo che si ottiene dividendoper trenta l’importo totale della retribuzione del mese precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo. Qualora le lavoratrici non abbiano svolto l’intero periodo lavorativo mensile per sospensione del rapporto di lavoro con diritto alla conservazione del posto per interruzione del rapporto stesso o per recente assunzione si applica quanto previsto al comma 5, lettera c).

A sua volta il richiamato messaggio Inps prevede quanto segue:

“La suddetta norma (art.60 ,comma 4 d,lvo 151/01)va interpretata nel senso di considerare quale base di calcolo per l’indennità in questione, relativamente al periodo di astensione obbligatoria coincidente con la prevista attività lavorativa a tempo pieno, anziché la retribuzione del periodo di paga precedente l’inizio del congedo della lavoratrice, la retribuzione dovuta per 1’attività lavorativa a tempo pieno che la stessa avrebbe svolto se non avesse dovuto astenersi in ragione del proprio stato.

La suddetta interpretazione è coerente con l’evoluzione legislativa e giurisprudenziale, sempre più tendente ad assicurare l’effettiva tutela dei genitori lavoratori, secondo la quale occorre rimuovere quegli ostacoli di ordine economico che rendono in concreto più difficile lo svolgimento del ruolo insostituibile di madre o di padre; di qui la necessità di evitare che. dalla disciplina del rapporto di lavoro derivi una sostanziale menomazione economica a motivo della maternità o paternità.”

In merito a quanto sopra riportato ,al fine di evitare pericolosi fraintendimenti circa l’effettiva portata e il ricorso lecito e legittimo alla trasformazione da part time in full time dei rapporti di  lavoro  con  lavoratrici in maternita’,si ritiene utile ed opportuno formulare delle precisazioni ,suggerite peraltro proprio  dai test della disposizione legislativa e del Messaggio Inps sopra riportati .

Anzitutto  ,  sarebbe importante  focalizzare l’attenzione  sulla  ragione  che di norma determina  le parti di rapporti  a tempo parziale ad orientarsi verso la trasformazione degli stessi a tempo pieno,da individuare nell  ‘interesse economico   da cui    le parti  stesse sono animate e guidate.

Infatti ,il datore di lavoro di  norma decide di passare dal tempo parziale a quello pieno a fronte di effettive esigenze organizzative e produttive ,il cui soddifacimento sugerisce ed impone l’apporto di nuove prestazioni lavorative ,che   invece di    essere fornite    da soggetto/i nuovo/i  assunto/i ,si preferisce ottenere da lavoratore/i gia in forza ,al/ai quale/ si offre l’aumento dell’orario di lavoro ,sino al limite di quello normale previstto dal ccnl  applicato.

Analogo interesse e’ presente nel dipendente ,che , salvo impendimenti oggettivi  o soggettivi (distanza tra sede familiare e di lavoro,difficolta’ ed impedimenti di ordine fisico ,impegni di natura familiare ,  esigenza di tempo libero da dedicare   allo studio  ovvero ad attivita’ di bìvolontariato , o  per  altre cause),risulta consapevole che la crescita del tempo di lavoro comporta   migliori condizioni economiche e  disponibilita’ di  mezzi finanziari   piu’ consoni  per soddisfare i bisogni personali e familiari, con risvolti positivi  anche per  il profilo previdenziale .

La convergenza tra  i  suddetti    interessi  presenti  nelle parti del rapporto di lavoro indirizza e porta all’accordo le medesime .

Si e’ voluto  rimarcare  quanto  or ora affermato circa l’interesse che qualifica e giustifica il passaggio dal part time al full time ,risultando cio’  particolarmente decisivo  a superare  convinzioni non confacenti su quando è  praticabile   e quando  il passaggio dal primo al secondo ,laddove la lavoratrice ,titolare del rapporto a tempo parziale , si trovi ad essere   soggetta alle norme di tutela della maternita ‘ ,che risulta essere  la specifica situazione  disciplinata dall’art.60 del d.lvo 151/01 del Messagio Inps prima richiamato.

Orbene ,viene da dubitare che,quanto previsto  dalle  fonti         normative suddette  ,    possa trovare         lecita e legittima  applicazione  nei   casi          di trasformazione di rapporti lavorativi da part time a tempo pieno  concordata ed attuata allorché        sia gia’ in corso l’assenza   della dipendente dal lavoro per l’astensione  obbligatoria . .

Infatti ,in tali casi  sarebbe agevole  presumere ,  non essendo possibile ,secondo  le accresciute esigenze aziendali   ,conseguire ulteriori prestazioni lavorative dalla dipendente assente per astensione obbligatoria  collegata allo stato di maternita’,che l’accordo simula la volontà di far conseguire alla dipendente un trattamento previdenziale piu’ favorevole

Infatti nelle due fonti che trattano la questione si trova la  seguente frase:”..periodo in parte coincidente con quello del congedo di maternità ,”     da leggere  nel senso  che riguarda situazioni in  cui il datore di lavoro , in costanza di normale prestazione lavorativa di dipendente in part time, decide,a fronte di     esigenze aziendali  che necessita   soddisfare con una  ulteriore      quantità di  apporto lavorativo ,di aumentare il numero delle ore del part time ovvero di trasformarlo in full time.

In tal casi,    soltanto    se   , dopo un significativo periodo temporale,in cui  si e’ registrata l’ordinaria prestazione lavorativa    della dipendente interessata con relativa presenza in azienda ,si perverra’ nei confronti della stessa l ‘bligo di astenersi dal lavoro per  il congedo di  maternita’ ,si  potra’ ritenere rispettata  la condizione stabilita dall’art.60 dell decreto legvo n.151/01 e dal  Messaggio Inps secondo cui   el “periodo in parte coincidente con quello del congedo di maternità”,viene    assunta a riferimento la base di calcolo più favorevole della retribuzione, agli effetti di quanto previsto dall’art. 23, comma 4”. del richiamato dec.legvo





 
 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: