A PROPOSITO DI MOBILITA’ DIPENDENTI PUBBLICI

L’argomento di cui al titolo ha una nuova  regolamentazione , a seguito dell’art.4 del dec.legge n.90/14 ,in vigore dal 25 giugno scorso e da convertire entro il 3 settembre p.v.,  con cui sono stati sostituiti i commi   1   e 2 dell’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , prevedendo  che :

1)  per coprire i posti vacanti  in organico ,le pp.aa.,destinatarie  del sopra citato dec.legvo possono dare corso al passaggio diretto di  dipendenti ,appartenenti ad una qualifica corrispondente ed in servizio presso altre amministrazioni:

2) il  trasferimento  puo’ essere disposto ,a domanda dei dipendenti ,previo assenso dell’amministrazione di appartenenza dei richiedenti

3)a tale scopo ,dopo aver fissato   , preventivamente i criteri di scelta, le pp.aa. interessate devono pubblicare  sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che
intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere.

4) tuttavia ,in via sperimentale e in attesa dell’introduzione
di nuove procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle amministrazion
i pubbliche, per il trasferimento tra le sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti
pubblici non economici nazionali, non e’ richiesto l’assenso dell’amministrazione di appartenenza,
la quale dispone il trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell’amministrazione di
destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e a condizione che l’amministrazione di
destinazione abbia una percentuale di posti vacanti superiore all’amministrazione di appartenenza.

5)per agevolare le procedure di mobilita’ ,la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento F.P.,
istituisce un portale finalizzato all’incontro tra la domanda e l’offerta di mobilita’.
6)  Nell’ambito dei rapporti di lavoro delle pp.aa destinatarie del dec.legvo n.165/01,
le sedi delle  medesime ,che siano  collocate nel territorio dello stesso comune ovvero   a una distanza non superiore ai cinquanta chilometri dalla sede in cui il dipendente e’ adibito.  costituiscono “medesima unita’ produttiva” ,ai sensi
dell’articolo 2103 del codice civile.,  il cui  ultimo periodo  prevede che il lavoratore “non può essere trasferito da una unità produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive ”

7) i dipendenti pubblici  possono prestare attivita’ lavorativa nella stessa
amministrazione o, previo accordo tra le amministrazioni interessate, in altra nell’ambito dell’unita’ produttiva come definita   al numero  6)
8) con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione,
previa intesa, ove necessario, in sede di conferenza unificata Stato/Regioni ,   possono essere fissati criteri per realizzare i processi di cui  ai predetti nn.6) e 7)   , anche con passaggi diretti di personale tra amministrazioni
senza preventivo accordo, per garantire l’esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle
amministrazioni che presentano carenze di organico.
9)s ono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi in contrasto
con le disposizioni  sopra esposte ,mentre , per favorire i processi   prima precisati ,si dispone l’
istituzione ,  nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze,di
un fondo destinato al miglioramento dell’allocazione del personale presso le pubbliche amministrazioni,
con una dotazione di 15 milioni di euro per l’anno 2014 e di 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015,
da attribuire alle amministrazioni destinatarie dei predetti processi ,nel quale confluiscono, altresi’,
le risorse corrispondenti al cinquanta per cento del trattamento economico spettante al personale trasferito
mediante versamento all’entrata dello Stato da parte dell’amministrazione cedente e corrispondente riassegnazione
al fondo ovvero mediante contestuale riduzione dei trasferimenti statali all’amministrazione cedente.

Si conclude la presente  nota  evidenziando che le nuove disposizioni sulla mobilita’  dovrebbero ,tra l’altro ,consentire di superare l’ostacolo che sinora ha di fatto impedito che i docenti dichiarti permanentemente non idonei all’insegnamento per   motivi di salute di accedere allo sèpostamento intercompartimentale ,in sostituzione al pasaggio d’autoriyìta’ nel ruolo degli assistenti amministrativio o tecnici

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