SINTESI DISPOSIZIONI DECRETO LEGGE N.90/14 (Parte seconda-Artt. da 8 a 15) )

(continuazione  alla  Prima Parte pubblicata il 25.6.2014)

Nella seconda parte  si completa l’esame delle disposizioni riguardanti il CAPO I del decreto legge CAPO I  concernente le MISURE URGENTI IN MATERIA DI LAVORO PUBBLICO

Art. 8

(Incarichi negli uffici di diretta collaborazione)

Dal 25.6.14 , è   riformulato  come segue  il testo dell’art.1 legge n.190/ 2012 dal 25.6.14 ,le cui modifiche ed integrazioni   appaiono in grassetto :

1. " Tutti  gli  incarichi  presso  istituzioni,  organi  ed   enti
pubblici, nazionali ed internazionali attribuiti in posizioni apicali
o  semiapicali, "compresi quelli, comunque denominati, negli uffici di diretta collaborazione,"    , 
 a  magistrati  ordinari,  amministrativi,   contabili   e
militari, avvocati e procuratori dello Stato,  devono  essere  svolti
con contestuale collocamento in posizione di fuori  ruolo,  che  deve
permanere per tutta la durata dell'incarico.
E' escluso il ricorso all'istituto dell'aspettativa"
 2. Gli incarichi di cui all'articolo 1, comma 66, della legge n. 190 del 2012,
 come modificato dal comma 1, in corso alla data di entrata in vigore della legge di
 conversione del presente decreto, cessano di diritto se nei trenta giorni successivi
 non e' adottato il provvedimento di collocamento in posizione di fuori ruolo.
 3. Sono fatti salvi i provvedimenti di collocamento in aspettativa gia' concessi
 alla data di entrata in vigore del presente decreto.
 4. Sui siti istituzionali degli uffici giudiziari ordinari, amministrativi,
 contabili e militari nonche' sul sito dell'Avvocatura dello Stato
 sono pubblicate le statistiche annuali inerenti alla produttivita' dei magistrati
 e degli avvocati dello Stato in servizio presso l'ufficio. Sono pubblicati sui medesimi 
siti i periodi di assenza riconducibili all'assunzione di incarichi conferiti.
Art. 9
(Riforma degli onorari dell’Avvocatura generale dello Stato e delle avvocature degli enti pubblici)
Anzitutto   sono abrogati:
1)  il comma 457 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147,che stabiliva :
“457. A decorrere dal 1º gennaio 2014 e fino al 31 dicembre 2016, i compensi professionali liquidati, esclusi, nella misura del 50 per cento, quelli a carico della controparte, a seguito di sentenza favorevole per le pubbliche amministrazioni ai sensi del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, o di altre analoghe disposizioni legislative o contrattuali, in favore dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ivi incluso il personale dell’Avvocatura dello Stato, sono corrisposti nella misura del 75 per cento. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa di cui al presente comma sono versate annualmente dagli enti e dalle amministrazioni dotate di autonomia finanziaria ad apposito capitolo di bilancio dello Stato. La disposizione di cui al precedente periodo non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Servizio sanitario nazionale.
2) il comma 3 dell’articolo 21 del regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611.,che recitava:
“L’avvocatura generale dello Stato e le avvocature distrettuali nei giudizi da esse rispettivamente trattati curano la esazione delle competenze di avvocato e di procuratore nei confronti delle controparti quando tali competenze siano poste a carico delle controparti stesse per effetto di sentenza, ordinanza, rinuncia o transazione
Con l’osservanza delle disposizioni contenute nel titolo II della legge 25 novembre 1971, numero 1041, tutte le somme di cui al precedente comma e successivi vengono ripartite per otto decimi tra gli avvocati e procuratori di ciascun ufficio in base alle norme del regolamento e per due decimi in misura uguale fra tutti gli avvocati e procuratori dello Stato. La ripartizione ha luogo dopo che i titoli, in base ai quali le somme sono state riscosse, siano divenuti irrevocabili: le sentenze per passaggio in giudicato, le rinunce per accettazione e le transazioni per approvazione  .
Negli altri casi di transazione dopo sentenza favorevole alle Amministrazioni dello Stato e nei casi di pronunciata compensazione di spese in cause nelle quali le Amministrazioni stesse non siano rimaste soccombenti, sarà corrisposta dall’Erario all’Avvocatura dello Stato, con le modalità stabilite dal regolamento, la metà delle competenze di avvocato e di procuratore che si sarebbero liquidate nei confronti del soccombente. Quando la compensazione delle spese sia parziale, oltre la quota degli onorari riscossa in confronto del soccombente sarà corrisposta dall’Erario la metà della quota di competenze di avvocato e di procuratore sulla quale cadde la compensazione
Le competenze di cui al precedente comma sono corrisposte in base a liquidazione dell’avvocato generale, predisposta in conformità delle tariffe di legge
Le disposizioni del presente articolo sono applicabili anche per i giudizi nei quali l’Avvocatura dello Stato ha la rappresentanza e la difesa delle regioni e di tutte le altre amministrazioni pubbliche non statali e degli enti pubblici
È applicabile il primo comma del presente articolo per i giudizi nei quali l’Avvocatura dello Stato assuma la rappresentanza e la difesa degli impiegati ed agenti delle amministrazioni dello Stato, delle regioni e di tutte le altre amministrazioni pubbliche non statali e degli enti pubblici
 Inoltre si  stabilisce  che:
 1)l’abrogazione del citato comma 3 ha efficacia relativamente alle sentenze depositate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Nelle ipotesi di sentenza favorevole con recupero delle spese legali a carico delle controparti, il dieci per cento delle somme recuperate e’ ripartito tra gli avvocati dello Stato o tra gli avvocati dipendenti dalle altre amministrazioni, in base alle norme del regolamento delle stesse. Il presente comma non si applica agli avvocati inquadrati con qualifica non dirigenziale negli enti pubblici e negli enti territoriali.
2.) In tutti i casi di pronunciata compensazione integrale delle spese, ivi compresi quelli di transazione dopo sentenza favorevole alle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, ai dipendenti, ivi incluso il personale dell’Avvocatura dello Stato, non sono corrisposti compensi professionali.
3.) I commi 1, terzo periodo, e 2 si applicano alle sentenze depositate successivamente alla data di entrata in vigore del   decreto in esame
 Art. 10 (Abrogazione  dei  diritti  di  rogito  del  segretario  comunale   e provinciale e abrogazione della ripartizione del provento annuale dei   diritti di segreteria)Dal 25.6.2014  accade che:a)    e’ abrogato l’articolo 41, quarto comma, della legge 11 luglio 1980, n. 312, in cui si disponeva :”Il compenso mensile spettante ai sensi dell’articolo 39, secondo comma, della legge 8 giugno1962, n. 604 , agli incaricati delle funzioni di segretario comunale presso comuni della classe quarta è pari allo stipendio iniziale della settima qualifica.”b)   Il provento annuale dei  diritti di  segreteria ,previsti  dall’articolo 30, secondo comma, della legge 15 novembre  1973,  n.734, e’  attribuito  integralmente  al   comune   o   alla provincia.” ,mentre in precedenza la diospposizione abrogasta recitava:”

“IL PROVENTO ANNUALE DEIDIRITTI DI SEGRETERIA È
RIPARTITO NELLA MISURAUNICA DEL 70 PER CENTO DA ATTRIBUIRE AL COMUNE,QUALUNQUE SIA LA
CLASSE DI APPARTENENZA,OD ALLA PROVINCIA ED IL RIMANENTE 30 PER CENTOAL FONDO DI CUI ALL’ART.42 DELLA LEGGE8 GIUGNO 1962, N604 E SUCCESSIVE
MODIFICAZIONI.”
Art. 11 (Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali)
   Dal  25.6.2014
1) risultano introdotte   le seguenti   variazioni :
a)   il  testo  del comma 1  dell’ articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000,n. 267 ,   in cui  prima   ,in materia di incarichi a contratto, si stabiliva ”  lo  statuto puo’ prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire”.  e’stato  sostituito dal seguente: “1. Lo statuto puo’ prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato. Per i posti di qualifica dirigenziale, il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la quota degli stessi attribuibile mediante contratti a tempo determinato, comunque in misura non superiore al 30 per cento dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica e, comunque, per almeno una unita’. Fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire, gli incarichi a contratto di cui al presente comma sono conferiti previa selezione pubblica volta ad accertare, in capo ai soggetti interessati, il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalita’ nelle materie oggetto dell’ incarico “,
  b) il comma 5,ce in precedenza recitava

"5.   Il   rapporto   di   impiego  del  dipendente  di  una  pubblica
amministrazione  e'  risolto  di  diritto  con  effetto dalla data di
decorrenza  del  contratto  stipulato  con l'ente locale ai sensi del
comma  2.  L'amministrazione di provenienza dispone, subordinatamente
alla  vacanza del posto in organico o dalla data in cui la vacanza si
verifica,  la riassunzione del dipendente qualora lo stesso ne faccia
richiesta  entro  i 30 giorni successivi alla cessazione del rapporto
di lavoro a tempo determinato o alla data di disponibilita' del posto
in organico"

viene  sostituito dal seguente: “Per il periodo di durata degli incarichi di cui ai commi 1 e 2, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianita’ di servizio.”.

2.)Risulta abrogato   l’ articolo 19, comma 6-quater, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165  , che disponeva:”6-quater.
Per gli enti locali il numero complessivo degli incarichi a contratto nella dotazione organica dirigenziale, conferibili ai sensi dell’articolo 110, comma 1, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è stabilito nel limite massimo del 10 per cento della dotazione organica della qualifica dirigenziale a tempo indeterminato. Per i comuni con popolazione inferiore o pari a 100.000 abitanti il limite massimo di cui al primo periodo del presente comma è pari al 20 per cento della dotazione organica della qualifica dirigenziale a tempo indeterminato. Per i comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti e inferiore o pari a 250.000 abitanti il limite massimo di cui al primo periodo del presente comma può essere elevato fino al 13 per cento della dotazione organica della qualifica dirigenziale a tempo indeterminato a valere sulle ordinarie facoltà per le assunzioni a tempo indeterminato. Si applica quanto previsto dal comma 6-bis. In via transitoria, con provvedimento motivato volto a dimostrare che il rinnovo sia indispensabile per il corretto svolgimento delle funzioni essenziali degli enti, i limiti di cui al presente comma possono essere superati, a valere sulle ordinarie facoltà assunzionali a tempo indeterminato, al fine di rinnovare, per una sola volta, gli incarichi in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione e in scadenza entro il 31 dicembre 2012. Contestualmente gli enti adottano atti di programmazione volti ad assicurare, a regime, il rispetto delle percentuali di cui al presente comma  “
3. Per la dirigenza regionale e la dirigenza professionale, tecnica ed amministrativa degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale, il limite dei posti di dotazione organica attribuibili tramite assunzioni a tempo determinato e’ fissato nel dieci per cento.
4. All’articolo 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 3, e’ aggiunto, in fine, il seguente: “3-bis. Resta fermo il divieto di effettuazione di attivita’ gestionale anche nel caso in cui
nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, e’ parametrato
a quello dirigenziale.”.
  Art. 12 (Copertura assicurativa dei soggetti beneficiari di forme di integrazione e sostegno del reddito coinvolti in attivita’ di volontariato a fini di utilita’ sociale)
Viene stabilito che:
1. In via sperimentale, per il biennio 2014-2015,  l’istituzione  presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Fondo finalizzato a reintegrare l’INAIL dell’onere conseguente alla copertura degli obblighi assicurativi contro le malattie e gli infortuni, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266, in favore dei soggetti beneficiari di ammortizzatori e di altre forme di integrazione e sostegno del reddito previste dalla normativa vigente, coinvolti in attivita’ di volontariato a fini di utilita’ sociale in favore di Comuni o enti locali.
2 .Al fine di promuovere la prestazione di attivita’ di volontariato da parte dei soggetti di cui al comma 1, i Comuni e gli altri enti locali interessati promuovono le opportune iniziative informative e pubblicitarie finalizzate a rendere noti i progetti di utilita’ sociale in corso con le associazioni di volontariato. L’INPS, su richiesta di Comuni o degli altri enti locali, verifica la sussistenza del requisito soggettivo di cui al comma 1.
  3. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sono stabiliti modalita’ e criteri per la valorizzazione, ai fini della certificazione dei crediti formativi, dell’attivita’ prestata ai sensi del comma 1.

Art. 13                   (Incentivi per la progettazione)
  A far data dal  25.6.2014 ,e’ stabilito che  ,in  ragione  della onnicomprensivita’ del relativo trattamento economico,  al  personalecon qualifica dirigenziale non possono essere  corrisposte  somme  in base alle disposizioni di cui ai commi 5 e 6 dell’art.92 del decreto legvo n.163/06
                       Art. 14 (Conclusione delle procedure in corso per l’abilitazione  scientifica
                             nazionale) 1. I lavori delle commissioni nominate ai  sensi  del  decreto  del
Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011,  n.  222  riferiti
alla tornata 2013 dell’abilitazione scientifica nazionale proseguono,
senza soluzione di continuita’, fino alla data del 30 settembre 2014.
2. In attesa della  revisione  della  disciplina  sull’abilitazione
scientifica nazionale e’ sospesa per l’anno 2014    l’indizione  delle  procedure  di  cui  agli
articoli 3, comma 1, e 6, comma 1, del decreto del  Presidente  della
Repubblica n. 222 del 2011.
3. Le chiamate relative al piano straordinario per la chiamata  dei
professori di seconda fascia per gli anni 2012 e 2013   sono effettuate entro il 31 marzo 2015
                               Art. 15 
 
(Disposizioni urgenti relative a borse di studio  per  le  scuole  di
                      specializzazione medica)

l Decreto Legge, che come   prevede lo stanziamento di ulteriori fondi per i nuovi contratti di specializzazione (articolo 15 comma 2), nell’ambito dell’articolo 15 intitolato ”Disposizioni urgenti relative a borse di studio per le scuole di specializzazione medica” si occupa anche della modifica della durata delle scuole di specializzazione.

Nello specifico, il comma 1 dell’articolo 15 del suddetto Decreto Legge sancisce che:
“All’art. 20, comma 3-ter, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 e successive modificazioni, il primo periodo è sostituito dal seguente: “La durata dei corsi di formazione specialistica, come ridotta dal decreto di cui al comma 3-bis, si applica a decorrere dall’anno accademico 2014-2015″.
L’articolo 20 del Dlgs 368/99 inizialmente sanciva che:
La durata minima della formazione specialistica non può essere inferiore a quanto indicato nell’allegato D.
Dove l’allegato D era la durata delle scuole di specializzazione prima del recepimento della direttiva europea sulla durata delle scuole di specializzazione
L’articolo 20 è stato modificato una prima volta con il Dlgs 277/2003 (articolo 9, comma 1, lettera g, sub) 2) che recitava:
“il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. Le durate minime delle formazioni specialistiche non possono essere inferiori a quelle indicate per ciascuna di tali formazioni nell’allegato C. Tali durate minime sono modificate secondo la procedura prevista dall’articolo 44-bis, paragrafo 3, della direttiva 93/16/CEE
Il Decreto Legge 104/2013 come convertito dalla legge n.128 dell’8 novembre 2013 (Legge Carrozza), ha modificato nuovamente l’articolo 20 inserendo i commi 3-bis e ter di cui si parla nel nuovo Decreto Legge. In particolare, Legge Carrozza stabiliva che:
all’articolo 20 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«3-bis. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da emanare entro il 31 marzo 2014, la durata dei corsi di formazione specialistica viene ridotta rispetto a quanto previsto nel decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 1° agosto 2005, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 258 del 5 novembre 2005, con l’osservanza dei limiti minimi previsti dalla normativa europea in materia, riorganizzando altresì le classi e le tipologie di corsi di specializzazione medica. Eventuali risparmi derivanti dall’applicazione del presente comma sono destinati all’incremento dei contratti di formazione specialistica medica.
3-ter. La durata dei corsi di formazione specialistica, come definita dal decreto di cui al comma 3-bis, si applica agli specializzandi che nell’anno accademico successivo all’emanazione del medesimo decreto sono immatricolati al primo anno di corso. Per gli specializzandi che nel medesimo anno sono iscritti al secondo o al terzo anno di corso, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca provvede, con proprio decreto, ad adeguare l’ordinamento didattico alla durata così definita. Per gli specializzandi che nel medesimo anno accademico sono iscritti al quarto o successivo anno di corso, resta valido l’ordinamento previgente»;
Pertanto, l’unico cambiamento rispetto alla versione precedente del testo riguarda il fatto che eventuali modifiche alla durata delle scuole di specializzazione che devono essere effettuate tramite decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, si applicano a partire dall’anno accademico 2014/2015 (per le scuole di specializzazione quello che inizierà nell’anno 2015).  Per conoscere di quali corsi sarà modificata la durata, è necessario attendere l’emanazione di tale decreto inter-ministeriale. 
Inoltre, l’articolo 15 comma 1 del Decreto Legge 90/2014 sostituisce solo il primo periodo del comma 3-ter pertanto la retroattività per gli specializzandi che, nell’anno accademico 2014/2015, saranno iscritti al secondo e al terzo anno di corso, viene mantenuta. Ciò significa che, qualora, la riforma entri effettivamente in vigore nell’anno accademico 2014/2015,  interesserà gli specializzandi che attualmente frequentano il primo anno di corso e gli aspiranti specializzandi che accederanno alle scuole di specializzazione con il concorso che si svolgerà nell’anno 2014.
 (continua)

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