CASI PARTICOLARI PER 80 EURO MENSILI

In merito all’argomento  evidenziato nel titolo,  si ritiene di evidenziare   due casi particolari ,peraltro evidenziati   al n.5 della   Circolare 28 aprile 2014 , n. 8/E dell’Agenzia entrate , 

Detti casi concernono rispettivamente :

a) i contribuenti senza sostituto d’imposta;

b) i contribuenti  cui il credito  non sia stato riconosciuto, in tutto o in parte, dai sostituti d’imposta.

Circa il caso sub a)  (esempio lavoratori domestici), la circolare richiamata precisa  quanto segue:

“I soggetti titolari nel corso dell’anno 2014 di redditi di lavoro dipendente e dei redditi assimilati indicati nell’art. 1-bis dell’art. 13 del TUIR, le cui remunerazioni sono erogate da un soggetto che non è sostituto di imposta, tenuto al riconoscimento del credito in via automatica, possono richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014, secondo modalità che saranno specificate nei modelli delle dichiarazioni dei redditi, e, conseguentemente, utilizzarlo in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ovvero richiederlo a rimborso.”

In ordine  al caso sub b) , l’Agenzia Entrate hiarisce che:”La possibilità di richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi si applica anche ai contribuenti per i quali il credito in commento, spettante per l’anno d’imposta 2014, non sia stato riconosciuto, in tutto o in parte, dai sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, ad esempio perché relativo a un rapporto di lavoro cessato prima del mese di maggio.

Ci  sono poi alcuni casi particolari, per i quali né la norma né la circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate hanno fornito chiarimenti, che potrebbero rischiare di non vedersi attribuito il bonus IRPEF o di doverlo restituire a fine anno.
E’ il caso di chi svolge due lavori part-time con due datori di lavoro diversi ognuno dei quali erogherà il bonus al lavoratore producendo una duplicazione del credito. In in questa situazione il lavoratore dovrà restituire con la dichiarazione dei redditi quanto percepito in più in sede di conguaglio fiscale di fine anno. Per ovviare al problema, visto che la norma prevede che il credito venga rapportato al periodo di lavoro nell’anno, si potrebbe interpretare tale indicazione ripartendo il bonus fino alla misurazione giornaliera dello stesso. In questo modo ogni datore di lavoro erogherebbe la propria quota di bonus sulla base alla percentuale di lavoro part-time svolto. Il tutto a patto che i due datori di lavoro sappiano entrambi dell’esistenza dell’altro.
Potendo anche il lavoratore a progetto prestare servizio per più datori di lavoro, lo stesso problema di cui sopra   si potrebbe riproporre anche in questo caso. Stavolta la soluzione consistere nel consentire al collaboratore di scegliere tra i vari committenti quello che dovrà erogare il bonus, comunicandogli i propri redditi, così che questo venga erogato nella giusta misura.
Infine ,nel caso in cui l’azienda corrisponda le retribuzioni ai propri lavoratori nel mese seguente a quello di riferimento il calcolo del bonus potrebbe essere falsato, dunque si potrebbe procedere con la divisione dell’importo spettante per 7 anziché per 8.

 

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