Archive for dicembre 2013

LEGGE STABILITA’ 2014:MISURE INCENTIVAZIONE RECUPERO EDILIZIO E RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

29/12/2013

Il provvedimento legislativo in esame , rispetto agli   argomenti riportati nel titolo ,in sintesi prevede quanto segue:

1)una serie di proroghe delle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica ,essendo stabilito  , altresì ,che l’obbligo di allegare l’attestato di prestazione energetica al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, a pena la nullità degli stessi contratti, decorre dall’entrata in vigore del decreto di adeguamento delle Linee guida per la certificazione energetica degli edifici.

2)Relativamente alle misure di incentivazione per l’acquisto di mobil è stato stabilito che le relative spese detraibili non possono superare le spese di ristrutturazione ad esse connesse  );

 3)   autorizza Cassa Depositi e Prestiti a prestare garanzia sui finanziamenti relativi agli interventi di efficientamento energetico delle infrastrutture pubbliche  .

Per gli aspetti particolari siuulle suddette misure ,si rinvia all’esame  del sottostante art.139  dell’articolo unico della legge n.147/13:

139. Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 6, comma 3-bis, sono premesse le seguenti parole:

«A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di adeguamento di cui al comma 12,»;

b) all’articolo 14, i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

«1. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella misura del:

a) 65 per cento, anche alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014;

b) 50 per cento, alle spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.

2. Le detrazioni di cui al comma 1 si applicano anche alle spese sostenute per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio nella misura del:

a) 65 per cento, per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015;

b) 50 per cento, per le spese sostenute dal 1º luglio 2015 al 30 giugno 2016»;

c) all’articolo 15, comma 1, le parole: «da adottare entro il 31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «da adottare entro il 31 dicembre 2015»;

d) all’articolo 16:

1) il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Ferme restando le ulteriori disposizioni contenute nell’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per le spese documentate, relative agli interventi indicati nel comma 1 del citato articolo 16-bis, spetta una detrazione dall’imposta lorda fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è pari al:

a) 50 per cento, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014;

b) 40 per cento, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015»;

2) al comma 1-bis, le parole da: «fino al 31 dicembre 2013» a: «unità immobiliare» sono sostituite dalle seguenti: «fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, una detrazione dall’imposta lorda nella misura del:

a) 65 per cento, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014;

b) 50 per cento, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015»;

3) il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro. Le spese di cui al presente comma non possono essere superiori a quelle sostenute per i lavori di ristrutturazione di cui al comma 1».

LEGGE STABILITA’ 2014: DISPOSIZIONI RELATIVE TRATTAMENTI FINE SERVIZIO DIPENDENTI PUBBLICI

29/12/2013

La legge di stabilita’ 2014  tratta l’argomento di cui al titolo   nei   commi  484 e 485 e   dell’articolo  unico  , che prevedono quanto segue:

484. Con effetto dal 1º gennaio 2014 e con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dalla predetta data:

a) all’articolo 12, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole: «90.000 euro» sono sostituite dalle seguenti: «50.000 euro», le parole: «150.000 euro» sono sostituite dalle seguenti: «100.000 euro» e le parole: «60.000 euro» sono sostituite dalle seguenti: «50.000 euro»;

b) all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni, al comma 2, primo periodo, le parole: «decorsi sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «decorsi dodici mesi».

485. Resta ferma l’applicazione della disciplina vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge per i soggetti che hanno maturato i relativi requisiti entro il 31 dicembre 2013.

Le disposizioni  sopra riportate in pratica significano  che,a  titolo di concorso al consolidamento dei conti pubblici attraverso il contenimento della dinamica della spesa corrente nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica  , dalla data di entrata in vigore del   provvedimento, con riferimento ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche come individuate dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n.196 riguardo al  riconoscimento dell’indennita’ di buonuscita, dell’indennita’ premio di servizio, del trattamento di fine rapporto e di ogni altra indennita’ equipollente corrisposta una-tantum comunque denominata spettante a seguito di cessazione a vario titolo dall’impiego:

1) è incrementato da sei a dodici mesi il posticipo della scadenza utile per il riconoscimento dei predetti  trattamenti di fine servizio  per limiti d’eta’;

2)  vengono rimodulati   i limiti annuali del riconoscimento dei  citati  trattamenti di fine servizio  ,prevedendo il riconoscimento stesso :

a) in un unico importo annuale se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, e’ complessivamente pari o inferiore a 50.000 euro (inferiore 90 mila euro per la normativa precedente) ;

b) in due importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, e’ complessivamente superiore a 50.000 euro, ma inferiore a 100.000 euro (superiore a 90 mila ed inferiore a 150 mila perla normativa precedente), in tal caso il primo importo annuale e’ pari a 50.000 euro e il secondo importo annuale e’ pari all’ammontare residuo;

c) in tre importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, e’ complessivamente uguale o superiore a 100.000 euro( uguale o superiore a 150 mila per la normativa precedente) , in tal caso il primo importo annuale e’ pari a 50.000 euro, il secondo importo annuale e’ pari a 50.000 euro e il terzo importo annuale e’ pari all’ammontare residuo;

3) Le predette disposizioni trovano applicazione con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per pensionamento dall’1.1.2014

LEGGE STABILITA ‘ 2014 PUBBLICATA IN GAZZETTA UFFICIALE

29/12/2013

Si rende noto che  il testo della Legge di stabilità 2014 ,approvata con la Legge 27 dicembre 2013 n. 147, risulta pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 302 del 27 dicembre 201

Il provvedimento in questione ,che entra in vigore dall’1.1.2014 ,è composto  da un solo articolo ,ma comprende    749 commi.

Sul blog  risultano  esaminati ed approfonditi gli argomenti ritenuti piu’ interessanti e significativi della legge in questione

LEGGE STABILITA’ 2014:ANCHE CONGEDI E PERMESSI PER ASSISTENZA FAMILIARI INVALIDI CONSIDERATI IN ANZIANITA’CONTRIBUTIVA PENSIONE ANTICIPATA SENZA PENALIZZAZIONE

29/12/2013
   
Anche le giornate dedicate dai lavoratori ai congedi e permessi
concessi per l’assistenza di familiari invalidi devono essere 
  computate ai fini del calcolo dell’anzianità contributiva 
 per l’accesso alla pensione anticipata senza penalizzazioni ed in m errito si precisa quanto segue. 
L'art.24 del dec.legge n.201/11 ,convertito in legge n.214/11 ,al comma 10 recita 
 quanto segue in materia di pensioni :  
"10. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento  ai  soggetti
la cui  pensione  e'  liquidata  a  carico  dell'AGO  e  delle  forme
sostitutive ed  esclusive  della  medesima,  nonche'  della  gestione
separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto  1995,
n. 335, che maturano  i  requisiti  a  partire  dalla  medesima  data
l'accesso alla pensione anticipata ad  eta'  inferiori  ai  requisiti
anagrafici di cui al comma 6 e' consentito esclusivamente se  risulta
maturata un'anzianita' contributiva di 42  anni  e  1  mese  per  gli
uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con riferimento  ai  soggetti
che maturano i requisiti nell'anno 2012. Tali requisiti  contributivi
sono aumentati di un ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore
mese a decorrere dall'anno 2014. Sulla quota di trattamento  relativa
alle anzianita' contributive maturate antecedentemente il 1°  gennaio
2012,  e'  applicata  una  riduzione  percentuale  pari  a  2   punti
percentuali per ogni anno di anticipo nell'accesso  al  pensionamento
rispetto all'eta' di 62 anni. Nel caso in cui l'eta' al pensionamento
non sia intera la riduzione percentuale e' proporzionale al numero di
mesi."

 A sua volta, il  decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 ,
coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione 24 
febbraio 2012, n. 14,all'art.6, comma 2 quater ,secondo periodo, stabilisce
 che le disposizioni dell’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo,
 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, in materia di riduzione 
percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione, 
limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità
 contributiva entro il 31 dicembre 2017, qualora la 
predetta anzianità contributiva ivi prevista derivi
esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, 
includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità,
 per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia
 e di cassa integrazione guadagni ordinaria.
 Premesso quanto sopra ,con riferimento a quanto riportato nel titolo della presente esposizione 
 ,si segnala che il comma 493 della legge di stabilita'214  dispone :
" All'articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge 29  dicembre
2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  febbraio
2012, n. 14, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonche' per
i congedi e i permessi concessi ai sensi dell'articolo 33 della legge
5 febbraio 1992, n. 104»,significando che  pure  detti  permessi  , 
in quanto  prestazione effettiva di lavoro  ,concorrono a far     
maturare   il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017 ,che,a norma del 
terzo  periodo del  comma 10  dell'art.24 del citato decreto-legge n. 201 del 2011,non  comporta   
 la riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici 

CDM:INTERVENTI URGENTI PER LA CRESCITA

29/12/2013

Nel corso della riunione tenuta dal CDM il 27.12.2013,il Ministro per la Coesione territoriale ha presentato    l’informativa “Interventi urgenti a sostegno della crescita” che prevede misure di accelerazione dell’utilizzo delle risorse della politica di coesione.
L’operazione ha un valore pari a 6,2 miliardi di euro, provenienti per 2,2 miliardi dalla riprogrammazione del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC); per 1,8 miliardi da quella del Piano d’Azione Coesione e per 2,2 miliardi dai Programmi dei Fondi Strutturali 2007-2013. Di questi 6,2 miliardi, 1,2 sono già previsti nella Legge di Stabilità a sostegno del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese.

La manovra punta ad accelerare la spesa delle diverse politiche di coesione territoriale legate al ciclo dei Fondi Europei 2007-2013. Essa consente, da un lato, di ridurre i rischi di perdita delle risorse europee la cui spesa va certificata entro il 31 dicembre 2015 e, dall’altro, di dare impulso a misure antirecessive nelle Regioni del Mezzogiorno, particolarmente colpite dalla crisi economica e occupazionale.
Nel complesso, tenuto conto del precedente intervento di riprogrammazione del maggio scorso per circa un miliardo di euro prevalentemente a sostegno dell’occupazione giovanile (legge 99/2013), l’ammontare complessivo delle risorse riprogrammate per accelerare la spesa e per sostenere obiettivi antirecessivi è pari ad oltre 7 miliardi di euro.

Le risorse riprogrammate si basano su quattro misure principali:

  • Misure a sostegno delle imprese: 2,2 miliardi che verranno utilizzati per rifinanziare il Fondo Centrale di Garanzia (1,2 miliardi) e per la creazione di nuova imprenditorialità giovanile nel settore della produzione di beni e nella fornitura di servizi (1 miliardo).,gia’ previste  dal decreto sviluppo n.145/13
  • Misure per il sostegno all’occupazione: sono previsti 700 milioni che serviranno per la decontribuzione   a sostegno dell’occupazione giovanile, femminile e dei lavoratori più anziani(ved.art.4 legge n.92/12 e legge n.99/13) . Inoltre, verrà sperimentata una misura per il reinserimento lavorativo dei fruitori di ammortizzatori sociali anche in deroga, compresi i lavoratori socialmente utili (Lsu).(ved,legge stabilita’ 2014)
  • Misure per il contrasto alla povertà: 300 milioni di euro saranno destinati alle famiglie in grave stato di povertà – il cui numero è fortemente aumentato negli ultimi anni, specie nel Mezzogiorno – attraverso il rafforzamento dello Strumento per l’Inclusione Attiva (SIA), che prevede forme di sostegno del reddito e politiche attive volte a favorire l’inserimento scolastico dei minori e l’inserimento lavorativo degli adulti.(ved.legge n.99/13)
  • Misure a sostegno delle economie locali. Sono previsti 3 miliardi di euro che andranno a finanziare diversi obiettivi: interventi cantierabili e realizzabili in tempi brevi nei Comuni sotto i 5mila abitanti (Programma “6.000 Campanili”); interventi di riqualificazione urbana (Piano nazionale per le Città); interventi per la valorizzazione di beni storici, culturali e ambientali al fine di promuovere l’attrattività turistica, anche in vista dell’Expo 2015; interventi per la riqualificazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici scolastici.

AUMENTA CONTRIBUZIONE 2014 PER LAVORATORI AUTONOMI

29/12/2013

In relazione al  valore dell’1,2% , quale  indice di inflazione che incide sui minimali e tetti vari ,così come  indicato  in via provvisoria dal decreto Saccomanni di  fine novembre, per i lavoratori dipendenti.   l’aliquota invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs) dovuta all’Inps rimane fissata  al  9,19% sino ad euro annui 46.o76   al   10,19% per la fascia di retribuzione mensile eccedente i 3.840 euro  ,che è un dodicesimo di 46.076, tetto pensionistico del prossimo anno ,invece per gli artigiani e commercianti.   a’art. 24, comma 22, della legge n. 214/2011, prevede   un aumento progressivo dell’aliquota contributiva nella misura dello 0,45%, a partire dal 2013, sino a raggiungere il 24% dal 2018.

Cio’ significa che nel 2014

-gli artigiani dovranno applicare il 22,20% sul reddito d’impresa (dichiarato al Fisco) sino a 46.076 euro e il 23,20% sulla quota di reddito compreso tra 46.076 e 73.673 euro, massimale imponibile per il 2014.

– i commercianti,   dovranno applicare il 22,29% sul fascia di reddito sino a 46.076 euro ed il 23,29% sulla quota compresa tra 46.076 e 76.793 euro. Nel 2014 il minimale di reddito imponibile ai fini del calcolo della contribuzione da versare all’Inps salirà a 15.532 euro, per cui il contributo minimo (comprensivo della quota di maternità) dovuta dagli artigiani è di 3.341 euro; mentre quella dovuta dai commercianti di 3.362 euro.

– i parasubordinati.vedranno salire  di un punto l’aliquota contributiva dovuta nel 2014  , entro il massimale imponibile di 100.222 euro

-rimane  invariata  almeno per l’anno 2014, la quota dovuta dai titolari di partita Iva

Di seguito si riporta il  quadro della contribuzione dovuta alla Gestione separata Inps

* soggetti titolari di partita Iva che non risultino già assicurati obbligatoriamente, né titolari di pensione diretta: l’aliquota resta fissata al 27,72%;

* soggetti non titolari di partita Iva che non risultino già assicurati obbligatoriamente, né titolari di pensione diretta: l’aliquota è fissata al 28,72%, (2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del prestatore);

* soggetti assicurati obbligatoriamente (già iscritti ad un fondo previdenziale) e i titolari di pensione diretta: l’aliquota passa dal 20% del 2013 al 22% (di cui 2/3 a carico del committente).

* associati in partecipazione: l’aliquota sale al 28,72% (di cui 55% a carico del committente e 45% a carico dell’associato).

Il massimale di reddito imponibile, per tutte e tre le categorie di contribuenti è stabilito in misura pari a 100.222 euro annui (valore provvisorio).

LEGGE STABILITA’ 2014:DISPOSIZIONI RELATIVE RIVALUTAZIONE AUTOMATICA PENSIONI

29/12/2013

Le disposizioni riguardanti la rivalutazione automatica delle pensioni sono contenute nel comma 483 dell’articolo unico della legge di  stabilita’ 2014 ,che dispone quanto segue.

Per il triennio 2014-2016 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta:

a) nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a tre volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

b) nella misura del 95 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

c) nella misura del 75 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

d) nella misura del 50 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite, incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

e) nella misura del 40 per cento, per l’anno 2014, e nella misura del 45 per cento, per ciascuno degli anni 2015 e 2016, per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi e, per il solo anno 2014, non è riconosciuta con riferimento alle fasce di importo superiori a sei volte il trattamento minimo INPS. Al comma 236 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, il primo periodo è soppresso, e al secondo periodo le parole: «Per le medesime finalità» sono soppresse.

Si riporta il testo del citato comma 236

"236. Per l'anno 2014 la rivalutazione  automatica  dei  trattamenti
pensionistici, secondo  il  meccanismo  stabilito  dall'articolo  34,
comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,  non  e'  riconosciuta
con riferimento alle fasce di importo dei  trattamenti  pensionistici
superiori a  sei  volte  il  trattamento  minimo  dell'INPS.  Per  le
medesime  finalita'  non  e'  riconosciuta,  per  l'anno   2014,   la
rivalutazione automatica, ove prevista,  dei  vitalizi  percepiti  da
coloro che hanno ricoperto o ricoprono cariche elettive  regionali  e
nazionali,   secondo   le    modalita'    stabilite    nell'esercizio
dell'autonomia costituzionale delle rispettive istituzioni. Entro  il
30 settembre 2013 il Governo, sulla base dei dati forniti  dall'INPS,
provvede a monitorare gli esiti  dell'attuazione,  anche  in  termini
finanziari, delle disposizioni di cui ai commi da 231 a 235.  Qualora
l'esito di tale monitoraggio  riveli  la  disponibilita'  di  risorse
continuative a decorrere dall'anno 2014, entro  i  successivi  trenta
giorni, con decreto di natura non regolamentare  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, di concerto con  il  Ministro  del  lavoro  e
delle politiche sociali e  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, e' disposto il riconoscimento della rivalutazione automatica
con riferimento alle fasce di importo di cui al primo  periodo  nella
misura prevista prima della data di entrata in vigore della  presente
legge ovvero in misura ridotta.

INPS :NUOVI LIMITI REDDITO PER ASSEGNI FAMILIARI E QUOTE MAGGIORAZIONE PENSIONE

29/12/2013

Si segnala la sottostante circolare con cui l’Inps ha definito i nuovi limiti di reddito per calcolare gli assegni familiari e le quorte di maggiorazione delle pensioni  per il 2014,in cui si registra un aumento del 2% (tasso d’inflazione programmata).

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 CIRCOLARE n.182 del 24.12.2013
OGGETTO: Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2014. 

  1. Tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari  e delle quote di maggiorazione di pensione.
  2. Limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni familiari.
SOMMARIO:

Dal 1° gennaio 2014 sono stati rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per l’accertamento del carico ai fini dei diritto agli assegni stessi.

Le presenti disposizioni trovano applicazione nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa sull’assegno per il nucleo familiare, e cioè nei confronti dei coltivatori diretti, coloni,  mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).

Nei confronti dei predetti soggetti (al pari di quelli cui si applica la normativa concernente l’assegno per il nucleo familiare), la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di famiglia, per effetto delle vigenti disposizioni in materia di reddito familiare, non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi.

Inoltre, ad ogni buon fine, si precisa che gli importi delle prestazioni sono:

  • Euro 8,18 mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri per i figli ed equiparati;
  • Euro 10,21 mensili spettanti ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati;
  • Euro 1,21 mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati;

I) TABELLE DEI LIMITI DI REDDITO FAMILIARE DA APPLICARE AI FINI DELLA CESSAZIONE O RIDUZIONE DELLA CORRESPONSIONE DEGLI ASSEGNI FAMILIARI E DELLE QUOTE DI MAGGIORAZIONE DI PENSIONE PER L’ANNO 2014

Ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione delle pensioni da lavoro autonomo, i limiti di reddito familiare da considerare sono rivalutati ogni anno in ragione del tasso d’inflazione programmato con arrotondamento ai centesimi di euro.

Secondo le precisazioni fornite dai competenti Ministeri, la misura del tasso d’inflazione programmato per il 2013 è stata pari al 2 % per cento.

Con riferimento a quanto precede sono state aggiornate le tabelle (allegati da1 a4 ), da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2014 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa all’assegno per il nucleo familiare e sopra elencati.

***

Le procedure di calcolo delle pensioni sono già aggiornate in conformità ai nuovi limiti di reddito.

II) LIMITI DI REDDITO MENSILI DA CONSIDERARE AI FINI DEL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO AGLI ASSEGNI FAMILIARI PER L’ANNO 2014

In applicazione delle vigenti norme per la perequazione automatica delle pensioni, il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti risulta fissato dal 1° gennaio 2014 e per l’intero anno nell’importo mensile di  euro 501,38.

In relazione a tale trattamento, i limiti di reddito mensili da considerare ai fini dell’accertamento del carico (non autosufficienza economica) e quindi del riconoscimento del diritto agli assegni familiari risultano così fissati per tutto l’anno 2014:

Euro 706,11 per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio od equiparato;

Euro 1235,69 per due genitori ed equiparati.

I nuovi limiti di reddito valgono anche, secondo le disposizioni già in vigore e a suo tempo rese note, in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti (indice unitario di mantenimento).

Le Sedi sono invitate a portare a conoscenza delle associazioni di categoria dei lavoratori interessati, dei consulenti del lavoro, degli Enti di Patronato e delle Organizzazioni sindacali, il contenuto della presente circolare.

Il Direttore Generale
Nori

Allegato N.1
Allegato N.2
Allegato N.3
Allegato N.4

COMUNICATO E CIRCOLARE AGENZIA ENTRATE PER AGEVOLAZIONI IMPRESE ZONA FRANCA URBANA L ‘AQUILA

29/12/2013

Si richiama l’attenzione  sul comunicato sottostante  emesso il 24 scorso dall’agenzia delle Entrate  perf definire perplessita’ e dubbi circa le agevolazioni spettanti  alle imprese  rientranti  nella zona franca urbana del capoluogo regionale.

Inoltre si riporta il file della circolare della medesima Agenzia n.39/E ,contenente le modalita’ operative per accedere ai benefici in questione.

COMUNICATO STAMPA
L’Aquila, zona franca urbana e agevolazioni alle imprese

Le esenzioni fiscali per piccole e micro imprese

scattano a partire dai versamenti relativi

all’anno di imposta 2013 e “valgono” per i redditi
e il valore netto della produzione
prodotti nel periodo d’imposta in corso al 30 lugli
o scorso. Rientrano nel calcolo del
reddito esente solo i componenti positivi e negativ
i legati allo svolgimento dell’attività
produttiva ordinaria, mentre restano fuori quelli “
straordinari”. I contribuenti possono
fruire delle esenzioni fiscali e contributive, medi
ante riduzione dei versamenti, fino al
raggiungimento dell’importo dell’agevolazione compl
essivamente concessa.
Sono solo alcuni dei chiarimenti contenuti nella ci
rcolare n. 39/E di oggi, con cui
l’Agenzia, d’accordo con il Ministero dello Svilupp
o Economico e l’Inps, detta nuove
istruzioni su come applicare correttamente le esenz
ioni dalle imposte e gli esoneri dal
versamento dei contributi sulle retribuzioni da lav
oro dipendente previsti per le imprese
localizzate nella zona franca urbana (Zfu) de L’Aquila.
Zona franca senza imposte –
Niente imposte fino a 100mila euro per il reddito che
deriva dallo svolgimento dell’attività nella zona franca per ciascun periodo d’imposta.
L’esenzione è totale per i primi 5 anni e si applic
a, fino a concorrenza del limite, per 14
periodi d’imposta a partire da quello in cui è acco
lta la richiesta, in misura via via
decrescente. L’asticella dello sconto sale ulterior
mente di 5mila euro l’anno per ogni
nuovo dipendente assunto a tempo indeterminato dall
’impresa che beneficia
dell’agevolazione. Ciò a patto che il lavoratore ri
sieda nel Sistema locale di lavoro in
cui ricade la Zfu.
Esenzione Irap fino a 300mila euro e zero contribut
i per 5 anni
– Una ulterioreesenzione riguarda l’Imposta regionale sulle attivi
tà produttive e spetta per ciascuno dei
primi 5 periodi d’imposta fino al raggiungimento
della soglia di 300mila euro del valore
della produzione netta derivante dallo svolgimento
dell’attività nella Zfu. I benefici per
le piccole e micro imprese si estendono anche al ve
rsante contributivo, con l’esonero dai
versamenti previdenziali e assistenziali sulle retr
ibuzioni da lavoro dipendente. Ciò a
condizione che si tratti di contratti a tempo indet
erminato (o determinato di durata non
inferiore a 12 mesi) e che almeno il 30% degli occu
pati risieda nel Sistema locale di
lavoro in cui ricade la Zfu. L’esonero dal versamen
to contributivo è integrale per i primi
cinque anni e via via decrescente fino al quattordi
cesimo anno.
I tempi degli sconti
– Cerchio rosso sul 30 luglio 2013: i contribuenti
con periodo
d’imposta coincidente con l’anno solare possono ese
ntare dalle imposte sui redditi e
dall’Irap i redditi e il valore della produzione ne
tta prodotti, nella zona franca urbana,
nel 2013 e successivi. Di conseguenza, potranno fru
ire dello sconto tramite F24
telematico a partire dai versamenti relativi allo s
tesso periodo d’imposta. A questo
proposito, la circolare chiarisce che l’F24 va pres
entato anche se dalle dichiarazioni
emerge una differenza a credito o un importo a debi
to inferiore all’agevolazione
spettante. Stessa data “spartiacque” anche per i co
ntributi sulle retribuzioni da lavoro
dipendente: l’esonero decorre dai versamenti dovuti
per legge successivamente al 30
luglio 2013 e non potrà quindi riguardare versament
i con scadenza anteriore.
Roma, 24dicembre 2013

LEGGE STABILITA’ 2014:MODIFICHE DISPOSIZIONI CONSULTAZIONI ELETTORALI

27/12/2013

Nel provvedimento legislativo indicato dal  titolo ,che ha ricevuto  l’approvazione definitiva in seconda lettura dal Senato il 23 dicembre 2013,  le disposizioni  riguardanti le consultazioni elettorali  sono contenute nei commi   da   399 e 400   dell’art.1,prevedendo quanto di seguito   si evidenzia:   1) a decorrere dall’anno 2014,   la riduzione  di 100 milioni delle spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del Parlamento europeo e dall’attuazione dei referendum»dallo stato di previsione del Mef;   2) a decorrere dal 2014, le operazioni di votazione in occasione delle consultazioni elettorali o referendarie si svolgono nella sola giornata della domenica, dalle ore 7 alle ore 23;   3) il testo dell’art.55 comma 8 della legge n.44997 risulta cosi’ riformulato:” le amministrazioni preposte all’organizzazione ed allo svolgimento delle consultazioni elettorali dovranno comunque razionalizzare i servizi al fine di realizzare un ulteriore contenimento delle spese rispetto a quelle scaturenti dalla normativa vigente. A tale scopo con cadenza triennale entro il 31 gennaio del primo anno di ciascun triennio  , con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con i Ministri dell’interno e di grazia e giustizia, sarà determinata la misura massima del finanziamento delle spese per lo svolgimento delle consultazioni, ivi comprese le somme da rimborsare ai comuni per l’organizzazione tecnica e l’attuazione delle elezioni i cui oneri, a norma dell’articolo 17 della legge 23 aprile 1976, n. 136, e successive modificazioni, e dell’articolo 55 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni, sono a carico dello Stato.”   4)il testo dell’all’articolo 17 della legge 23 aprile 1976, n. 136,risulta cosi’ riformulato  : “Tutte le spese per l’organizzazione tecnica e l’attuazione delle elezioni politiche e dei referendum previsti dai titoli I e II della legge 25 maggio 1970, n. 352, sono a carico dello Stato nei limiti massimi fissati dal decreto previsto dall’articolo 55, comma 8, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e dal nono comma del presente articolo». Le spese per l’organizzazione tecnica e l’attuazione delle elezioni dei consigli regionali, provinciali e comunali, fatta eccezione di quelle indicate nel successivo comma, sono a carico degli enti ai quali i consigli appartengono. Sono, comunque, a carico dello Stato le spese per il funzionamento dei propri uffici interessati alle elezioni, per la spedizione dei certificati elettorali agli elettori residenti fuori del comune e delle cartoline avviso agli elettori residenti all’estero, per la fornitura delle schede per la votazione, dei manifesti recanti i nomi dei candidati e degli eletti, degli stampati e delle buste occorrenti per le operazioni degli uffici elettorali di sezione nonche’ le spese per la spedizione dei plichi dei predetti uffici, comprese quelle per l’apertura degli uffici postali fuori del normale orario di lavoro. Nel caso di contemporaneita’ di elezioni politiche con le elezioni dei consigli regionali, tutte le spese derivanti da adempimenti comuni alle elezioni vengono ripartite tra lo Stato e la regione rispettivamente nella misura di due terzi e di un terzo. In qualunque caso di contemporaneita’ di elezioni dei consigli regionali, provinciali e comunali, vengono ripartite in parti uguali tra gli enti interessati tutte le spese derivanti da adempimenti comuni alle consultazioni. Gli oneri per il trattamento economico dei componenti dei seggi e per gli adempimenti di spettanza dei comuni quando le elezioni non riguardino esclusivamente i consigli comunali, sono anticipati dai comuni e rimborsati dallo Stato, dalla regione o dalla provincia, in base a documentato rendiconto, da presentarsi entro il termine di tre mesi dalla data delle consultazioni. Lo Stato, le regioni o le province sono tenute ad erogare ai comuni, nel mese precedente le consultazioni, acconti pari al 90 per cento delle spese che si presume essi debbano anticipare. Ai fondi iscritti nel bilancio dello Stato per effetto delle presenti disposizioni, si applicano le norme contenute nel secondo e terzo comma dell’articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni. I fondi stessi possono essere utilizzati con ordini di accreditamento di ammontare anche superiore ai limiti di cui all’articolo 56 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni. A carico di tali ordini di accreditamento possono essere imputate, per intero, spese dipendenti da contratti. «L’importo massimo da rimborsare a ciascun comune, fatta eccezione per il trattamento economico dei componenti dei seggi, è stabilito con decreto del Ministero dell’interno, nei limiti delle assegnazioni di bilancio, con distinti parametri per sezione elettorale e per elettore, calcolati rispettivamente nella misura del 40 per cento e del 60 per cento del totale da ripartire. Per i comuni aventi fino a 3 sezioni elettorali, le quote sono maggiorate del 40 per cento»; 5) il testo dell’art.15 del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68,tiguardante il “lavoro straordinario dei dipendenti comunali in occasione di consultazioni elettorali” viene formulato nel seguente modo:.

 5)In occasione dell’organizzazione tecnica di consultazioni elettorali il personale dei comuni, addetto a servizielettorali, può essere autorizzato dalla rispettiva amministrazione, anche in deroga alle vigenti disposizioni, ad effettuare lavoro straordinario entro il limite medio di spesa di 40 (prima 50) ore mensili per persona e sino ad un massimoindividuale di60  (prima70 ore mensili),dal cinquantacinquesimo giorno antecedente la data delle consultazioni al quinto giorno successivo alla stessa data 8prima:per il periodo intercorrente dalla data di pubblicazione del decreto di convocazionedei comizi al trentesimo giorno successivo al giorno delle consultazioni stesse.) Il limite medio di spesa si applica solo ai comuni con più di cinque dipendenti.
  L’autorizzazione si riferisce al personale stabilmente addetto agli uffici interessati, nonchè a quello che si intendaassegnarvi quale supporto provvisorio, «con determinazione da adottare preventivamente» (prima :con delibera di giunta da adottare non oltre dieci giorni dal decreto di cui alcomma 1 e nella quale dovranno essere indicati i nominativi del personale previsto, il numero di ore di lavoro straordinario da effettuare e le funzioni da assolvere.) La mancata deliberazione preventiva inibisce il pagamentodei compensi  
– Le spese per il lavoro straordinario dei dipendenti comunali e le altre spese anticipate dai comuni perl’organizzazione tecnica e l’attuazione di consultazioni elettorali i cui oneri sono a carico dello Stato sarannorimborsate, al netto delle anticipazioni, posticipatamente in base a documentato rendiconto da presentarsi entro iltermine perentorio di quattro mesi dalla data delle consultazioni, pena la decadenza dal diritto al rimborso

6)all’articolo 85 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, il secondo comma è sostituito dal seguente:«Le elezioni saranno rinnovate in occasione del primo turno elettorale utile, ai sensi dell’articolo 2 della legge 7 giugno 1991, n. 182, e successive modificazioni, dalla data in cui la sentenza di annullamento è divenuta definitiva»   7)in occasione di ogni consultazione elettorale o referendaria, per il rilascio delle tessere elettorali non consegnate, per la consegna dei duplicati e per il rinnovo delle tessere, previa annotazione in apposito registro, l’ufficio elettorale comunale resta aperto nei due giorni antecedenti la votazione dalle ore nove alle ore diciotto e nel giorno della votazione per tutta la durata delle operazioni di voto. È abrogato l’articolo 9 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 2000, n. 299;   8)l’articolo 2,  della legge 4 aprile 1956, n. 212, è così formulato: In ogni Comune la Giunta municipale, entro cinque giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, e’ tenuta a stabilire in ogni centro abitato, con popolazione residente superiore a 150 abitanti, speciali spazi da destinare, a mezzo di distinti tabelloni o riquadri, esclusivamente all’affissione degli stampati, dei giornali murali od altri e dei manifesti di cui al primo   comma dell’art. 1, avendo cura di sceglierli nelle localita’ piu’ frequentate ed in equa proporzione per tutto l’abitato. . Il numero degli spazi di cui al secondo comma è ridotto ad almeno 3 e non più di 5 nei comuni da 3.001 a 10.000 abitanti nonché, sia nel numero minimo che nel numero massimo, alla metà nei comuni da 10.001 a 500.000 abitanti e ad un terzo nei comuni con più di 500.000 abitanti;   Qualora non fosse possibile destinare un unico spazio per comprendervi il tabellone o riquadro, nelle misure prescritte, il tabellone o riquadro potra’ essere distribuito in due o piu’ spazi il piu’ possibile vicini. L’insieme degli spazi cosi’ delimitati costituisce una unita’ agli effetti di cui al comma precedente. Per le elezioni a sistema uninominale, nei Comuni ripartiti fra piu’ collegi, gli spazi sono distribuiti fra i vari collegi in proporzione della aliquota della popolazione dei Comuni stessi appartenente a ciascun collegio. In caso di coincidenza di elezioni, la Giunta municipale provvedera’ a delimitare gli spazi distintamente per ciascuna elezione con le modalita’ previste nei commi precedenti. Nel caso in cui la Giunta municipale non provveda nei termini prescritti agli adempimenti di cui al presente articolo, il Prefetto nomina un suo Commissario. Le relative spese sono anticipate, salvo rivalsa verso chi di ragione, dal tesoriere comunale   9)Il Presidente della Corte d’appello nomina i presidenti di seggio, ove possibile, tra i residenti nel comune in cui sono ubicati gli uffici elettorali di sezione;   10) Con decreto del Ministro dell’interno, non avente natura regolamentare, sono determinati, entro il 31 gennaio 2014, i nuovi modelli di schede per le elezioni comunali, ricollocando i contrassegni delle liste ammesse in modo più razionale, al fine di evitare la stampa di schede di dimensioni troppo elevate ed eccessivamente onerose.   11)Fermo restando il limite massimo di spesa annuale definito dal comma 261 per il complesso delle consultazioni elettorali che possono svolgersi in un anno, sono individuate idonee procedure per una congrua quantificazione di tutte le tipologie di spesa connesse allo svolgimento delle consultazioni elettorali. Le amministrazioni interessate da tali spese devono fornire tutti i dati, i parametri e le informazioni utili per effettuare tale quantificazione.