FIRMATO DPCM PRODUTTIVITA ‘ 2013

Il provvedimento sulla produttività,previsto dal dpcm firmato all’inizio della settimana ,viene giudicato dalla CGIL   “inadeguato e sbagliato, nella forma e nella sostanza” e per questo il giudizio  espresso  è negativo”.

 Nella forma riprende  i contenuti  degli accordi precedenti in materia produttività, nella sostanza è ritenuto  sprovvisto di criteri che possano” effettivamente incidere su una autentica crescita della produttività”. 
 In particolare il decreto:

 -non prevede il  riferimento a voci previste dai contratti nazionali di lavoro (turni, lavoro notturno, lavoro festivo e
domenicale), voci che costituiscono prestazioni che incidono, più di altre, sulla produttività e sulla competitività delle imprese 
 
-vengono introdotti criteri   quali la riduzione dell’orario di lavoro , la fungibilità delle mansioni e l’impiego delle nuove tecnologie in rapporto alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori    
   
 – prevede il criterio del non superamento delle due settimane di ferie consecutive e della programmazione non
continuativa delle giornate residue per poter usufruire della  detassazione 

 – conferma la detassazione sui premi di produttivitàdel settore privato  secondo   una prassi per larga parte della contrattazione svolta in questi ultimi ultimi anni

stabilisce la  realizzazione  di accordi territoriali ed aziendali ,da depositare entro 30 giorni presso le direzioni territoriali del lavoro con unita l’autodichiarazione di conformutita’ alla nuova disciplina

-infine    per quanto riguarda gli importi, da una parte è stata recepita la richiesta dell’innalzamento a 40 mila
euro del reddito di riferimento su cui agisce la detassazione, dall’altra è stato ridotto a 2.500 euro il tetto dei benefici per singolo lavoratore che negli anni passati era previsto fino a 6 mila e poi sceso a causa dei tagli intervenuti .

 Occore peraltro  verificare nel rapporto con le controparti se esistono le condizioni concrete entro le quali la contrattazione collettiva può esercitare comunque una funzione positiva per affrontare il rapporto tra
salari e produttività, in un quadro di corrette relazioni  .

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