PREVISTI RITOCCHI IN LEGGE STABILITA’ 2013

Ormai sembra inevitabile che il provvedimento  di cui al titolo subira’ alcuni significativi ritocchi.

E’ voce comune che   la legge di stabilta all’esame del Pasrlamento  presenta alcuni capitoli positivi ma su alcuni temi, come gli enti locali, la scuola e gli esodati, ,cosi da dover essere  modificata, corretta, migliorata    ,il che  sara’ possibile  solo se si formerà, anche con le necessarie mediazioni, una larga intesa nella maggioranza parlamentare sui risultati  da conseguire     ,non senza  verificare se  a copertura delle misure possano andare i 900 milioni su cui il Parlamento potrebbe voler decidere le destinazioni, i risparmi che potrebbero arrivare dai minori interessi a fronte dell’abbassamento dello spread  le risorse derivanti dallo scostamento dello 0,5% consentito dal fiscal compact per il pareggio di bilancio.

Per gli enti locali si  pensa all’allentamento del Patto di stabilità. Quanto alla scuola,  si pensa    a stralciare un intervento sostanzialmente «riorganizzativo ,menmtytre per gli esodati, ,si sta ricercando di trovare una soluzione,  dopo che la commissione Lavoro ha approvato un testo che punta a salvaguardare anche la platea del biennio 2013-2014, attraverso un contributo di solidarietà del 3% sui redditi oltre i 150 mila euro l’anno.

Poi ci sono le norme sulle cooperative sociali   sui patronati  ,sulle pensioni di guerra e lavoratori affetti dalle conseguenze dell’amianto, disabili che sono «categorie particolarmente svantaggiate e sulle quali non è opportuno intervenire con dei tagli, soprattutto in questa congiuntura e al di fuori di uno schema organico di razionalizzazione».

La commissione Finanze della Camera nel parere sul provvedimento ha invece deciso di focalizzare una serie di punti chiave: adottare tutte le misure utili per evitare l’innalzamento dell’Iva, specificare l’ambito di attuabilità delle agevolazioni per l’incremento della produttività del lavoro, definire meglio il concetto di riconducibilità per l’applicazione delle franchigie per evitare di creare incertezze e, conseguentemente, l’insorgere di contenziosi fiscali.

 

 

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