PILLOLE DI…GIURISPRUDENZA

Si riportano alcune decisioni della Corte di Casssazione con riferimento alla specificita delle questioni definite.

    Sentenza n. 14998 del 7 settembre 2012 

E’   legittimo il   licenziamento disciplinare da parte del datore di lavoro ad un proprio dipendente, qualora quest’ultimo compia un falso correggendo la data sul certificato medico al fine di “allungare” il
periodo di malattia

Sentenza n. 14905 del 5 settembre 2012,

Respinto  il ricorso della  lavoratrice  volto ad ottenere l’annullamento della precedente sentenza della Corte d’appello che aveva confermato la misura .In linea con i giudici di merito, la Corte Suprema ha ravvisato nel comportamento della ricorrente gli estremi della colpa grave, per non aver la stessa adempiuto ai suoi obblighi: la donna infatti non si era più recata al lavoro dopo la fine del periodo di maternità, rifiutandosi di eseguire la prestazione oggetto dell’obbligazione lavorativa.

Tale condotta è sanzionata dalla Legge 1204/1971 col licenziamento, perciò il provvedimento è stato ritenuto legittimo.

Ad avviso dei giudici di legittimità, nei contratti con prestazioni corrispettive, qualora una delle parti adduca l’eccezione di inadempimento a giustificazione del proprio rifiuto di adempiere, il giudice deve procedere alla valutazione comparativa dei comportamenti, tenendo conto non solo dell’elemento cronologico, ma anche di quello logico, essendo necessario stabilire se vi sia relazione causale ed adeguatezza, nel senso della proporzionalità rispetto alla funzione economico-sociale del contratto, tra l’inadempimento dell’uno e il precedente inadempimento dell’altro.

 

Ordinanza 15129 del 10 settembre
Secondo la Suprema Corte, “la spontanea presentazione ai sensi dell’articolo 13 del D.L.vo 25 luglio 1998 n. 286, della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di 60 giorni dalla sua decadenza non consente l’espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale”. Era dunque “obbligo dell’amministrazione esaminarla” e se del caso respingerla, ma non “semplicemente ignorarla”.
Sentenza n.15628 del 6 settembre 2012
Un  eventuale incremento delle prestazioni effettuate rispetto a quelle inizialmente previste avrebbe dovuto essere palesato immediatamente dal professionista al cliente.Infatti, è contrario a buona fede il comportamento del professionista che avesse svolto prestazioni ulteriori rispetto a quelle pattuite, con la riserva mentale di chiedere un compenso aggiuntivo. Sentenza n. 14833 del 4 settembre 2012Risulta  illegittimo il licenziamento del dipendente part-time non sorretto da giustificato motivo oggettivo, ma adottato solo in ragione del rifiuto del lavoratore di modificare l’orario di lavoro.

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