MOBILITA’ IN DEROGA LAVORATORI DIPENDENTI AGRICOLI

Il messaggio Inps sottostante del  24 luglio 2012, n. 12345 affronta e regolamenta la mobilità in deroga ai lavoratori dipendenti agricoli-

In detto Messaggio l’Istitiuto evidenzioa che sono pervenute  , da parte di alcune strutture Regionali dell’Istituto, richieste di indirizzo in merito alla possibilità di concessione delle prestazioni di mobilità in deroga a lavoratori dipendenti licenziati da aziende del settore agricolo.

Data la peculiarità del settore agricolo – caratterizzato da una particolare articolazione organizzativa del lavoro, in molti casi stagionale, e conseguentemente dall’impiego di molteplici tipologie di lavoratori – l’Istituto ha sottoposto la questione all’esame del competente Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che, al riguardo, ha precisato quanto segue.

L’articolo 19, comma 8, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, prevede espressamente che le risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali in deroga “possono essere utilizzate con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi i contratti di apprendistato e di somministrazione”.

L’art. 7 ter, comma 6, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, ha esteso alle relative prestazioni in deroga i requisiti soggettivi previsti per la concessione di prestazioni a sostegno del reddito ordinarie di Cig (anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 90 giorni, come previsto dall’art. 8 del decreto legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito con modificazioni dalla legge 20 maggio 1988, n. 160) e di mobilità (anzianità aziendale di almeno 12 mesi, di cui almeno 6 di lavoro effettivamente prestato, ex art. 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223).

Il Ministero ha infine precisato che negli accordi ministeriali sottoscritti con le Regioni per l’assegnazione di risorse finanziarie, è stato stabilito che “i lavoratori destinatari dei trattamenti in deroga, l’utilizzo temporale dei trattamenti medesimi e il riparto delle risorse tra le situazioni di crisi occupazionale, sono definiti e modulati in un apposito accordo quadro stipulato sulla base delle esigenze verificate dalla Regioni d’intesa con le parti sociali e sulla base delle relative risorse finanziarie”.

Alla luce di quanto sopra esposto, l’indicazione ministeriale è favorevole alla concessione di ammortizzatori sociali in deroga, in favore di lavoratori agricoli sospesi o cessati, qualora tale concessione sia stata espressamente prevista nell’accordo quadro di riferimento ed i soggetti risultino in possesso dei requisiti soggettivi del citato art. 7 ter, comma 6.

Si rammenta che le istruzioni per la concessione e l’erogazione della mobilità in deroga sono state impartite con circolare n. 75 del 2009, dove, in particolare, al paragrafo 2.2, sono stati definiti i criteri interpretativi relativi all’anzianità aziendale.

I predetti interventi non rientrano tra quelli disposti e finanziati con specifici decreti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, emanati in occasione della crisi che ha colpito le filiere dell’avicolo, del tabacchifero e del saccarifero, i cui fondi sono in corso di esaurimento; pertanto, nella gestione della liquidazione della mobilità in deroga per i lavoratori dipendenti agricoli non dovranno essere utilizzati i codici di intervento adottati per le predette filiere.

Si precisa, inoltre, che per i lavoratori in argomento i periodi di sospensione o di disoccupazione eventualmente indennizzati con ammortizzatori in deroga devono essere considerati neutri ai fini della maturazione dei requisiti per la percezione della disoccupazione agricola ordinaria prevista per l’anno di riferimento.

Per quanto riguarda poi la procedura di liquidazione della prestazione in oggetto, occorre tenere presente che, provenendo i beneficiari da aziende non destinatarie di indennità di mobilità ordinaria identificabili con matricola aziendale e CSC, dati non previsti per l’inquadramento delle aziende agricole, saranno previste modalità attuative in procedura che saranno oggetto di uno apposito messaggio.

Solo nel caso in cui l’operatore sia in possesso della matricola aziendale e del CSC, come nei casi di aziende che impieghino anche lavoratori subordinati non agricoli, si potrà utilizzare la procedura DS WEB per liquidare la mobilità in deroga, avendo cura di inserire lo specifico codice di intervento attribuito alla Regione.

Le Sedi in indirizzo dovranno verificare, prima della liquidazione delle prestazioni, che gli specifici accordi quadro regionali prevedano la concessione di ammortizzatori in deroga a lavoratori agricoli.

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