RIFORMA LAVORO: PENALE PER INTERRUZIONE RAPPORTO LAVORO A TEMPO INDETERMINATO

Per quanto concerne l’argomento di cui al titolo,si fa riferimento all’art.2,  commi  da  31 a 37 ,  della,legge n.92/12 ,in vigore dal 18 luglio 2012 ,che diospongono quanto segue ,al fine precipuo di scoraggisare il recesso attraverso un significatiovo onere finanziario a carico dei datori di lavoro.

Importo da versare per interruzione  lavoro a t.i.

E stabilito che in  tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni, intervenuti a decorrere dal 1º gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 50 per cento del trattamento mensile iniziale di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dell’anzianità aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo determinato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione  del contributo addizionale di cui al comma 30 dell’art.2.

Somma da versare per interruzione apprendistato

Il contributo  della somma pari al 50 per cento del trattamento mensile iniziale di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni  è dovuto anche per le interruzioni dei rapporti di apprendistato diverse dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, ivi incluso il recesso del datore di lavoro ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera m), del testo unico dell’apprendistato, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167.,in cui si prevede la “possibilita’ per  le  parti  di  recedere  dal  contratto  con preavviso decorrente dal termine del periodo di formazione  ai  sensi di quanto disposto dall’articolo 2118 del codice civile.  Se  nessuna delle parti esercita la facolta’ di recesso al termine del periodo di formazione, il rapporto prosegue come ordinario  rapporto  di  lavoro subordinato a tempo indeterminato.”

Casi esclusione  versamento somma

Il contributo  in questione non è dovuto, fino al 31 dicembre 2016, nei casi in cui sia dovuto il contributo di cui all’articolo 5, comma 4, della legge 23 luglio 1991, n. 223.,che dispone:

“Per ciascun lavoratore posto in mobilità l’impresa è tenuta a versare alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali, di cui all’art. 37, L. 9 marzo 1989, n. 88, in trenta rate mensili, una somma pari a sei volte il trattamento mensile iniziale di mobilità spettante al lavoratore. Tale somma è ridotta alla metà quando la dichiarazione di eccedenza del personale di cui all’art. 4, comma 9, abbia formato oggetto di accordo sindacale ”

Inoltre , per   il periodo 2013-2015, il contributo di cui  si parla non è dovuto nei seguenti casi:

a) licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali che garantiscano la continuità occupazionale prevista dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

b) interruzione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attività e chiusura del cantiere

Versamento importo triplo

Infine si avverte che il   contributo  della somma pari al 50% del trattamento mensiule iniziale dell’Aspi per ogni 12 mesi di anzianita aziendale negli ultimi tre anni,a decorrere dal 1º gennaio 2017, nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza del personale di cui all’articolo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, non abbia formato oggetto di accordo sindacale,   è moltiplicato per tre volte.

Estensione assicurazione obbligatoria apprendisti

Si sottolinea ,peraltro ,che ,a  decorrere dal 1º gennaio 2013 ,all’articolo 2, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, è aggiunta, in fine, la lettera e-bis,per cui il testo di  detto art.2 comma 2  risulta costituito come segue :

“2. Per gli apprendisti l’applicazione delle norme sulla  previdenza e assistenza sociale obbligatoria si estende alle seguenti forme:     a) assicurazione contro gli infortuni sul lavoro  e  le  malattie professionali;     b) assicurazione contro le malattie;     c) assicurazione contro l’invalidita’ e vecchiaia;     d) maternita’;     e) assegno familiare. assicurazione sociale per l’impiego in relazione alla quale, in via aggiuntiva a quanto previsto in relazione al regime contributivo per le assicurazioni di cui alle precedenti lettere ai sensi della disciplina di cui all’articolo 1, comma 773, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1º gennaio 2013 è dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non artigiani una contribuzione pari all’1,31 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Resta fermo che con riferimento a tale contribuzione non operano le disposizioni di cui all’articolo 22, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183»;.e-bis) assicurazione sociale per l’impiego in relazione alla quale, in via aggiuntiva a quanto previsto in relazione al regime contributivo per le assicurazioni di cui alle precedenti lettere ai sensi della disciplina di cui all’articolo 1, comma 773, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1º gennaio 2013 è dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non artigiani una contribuzione pari all’1,31 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Resta fermo che con riferimento a tale contribuzione non operano le disposizioni di cui all’articolo 22, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183»,secondo cui:

”    1. Al fine di promuovere l’occupazione giovanile, a  decorrere  dal 1°  gennaio  2012,  per  i  contratti  di   apprendistato   stipulati successivamente alla medesima data ed entro il 31 dicembre  2016,  e’ riconosciuto  ai  datori  di  lavoro,  che  occupano   alle   proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, uno  sgravio contributivo del 100 per cento  con  riferimento  alla  contribuzione dovuta ai sensi dell’articolo 1, comma  773,  quinto  periodo,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per i periodi  contributivi  maturati nei primi tre  anni  di  contratto,  restando  fermo  il  livello  di aliquota del 10 per cento per i periodi contributivi  maturati  negli anni di contratto successivi al terzo. Con  effetto  dal  1°  gennaio 2012 l’aliquota contributiva  pensionistica  per  gli  iscritti  alla gestione separata di cui all’articolo 2,  comma  26,  della  legge  8 agosto 1995, n. 335, e  la  relativa  aliquota  contributiva  per  il computo delle prestazioni pensionistiche sono aumentate di  un  punto percentuale. All’articolo 7, comma 4,  del  testo  unico  di  cui  al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167,  le  parole:  «lettera i)» sono sostituite dalle seguenti: «lettera m)».

L’aliquota contributiva di cui  sopra , di finanziamento dell’ASpI, non ha effetto nei confronti delle disposizioni agevolative che rimandano, per l’identificazione dell’aliquota applicabile, alla contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti.

All’articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602, dopo le parole: «provvidenze della gestione case per lavoratori» sono aggiunte le seguenti: «; Assicurazione sociale per l’impiego».

A decorrere dal 1º gennaio 2013  viene ridotta al 2,6 %   l’aliquota contributiva di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  ,  che recita:”

1. I soggetti autorizzati alla somministrazione di lavoro sono tenuti a versare ai fondi di cui al comma 4 un contributo pari al 4 per cento della retribuzione corrisposta ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato per l’esercizio di attività di somministrazione. Le risorse sono destinate per interventi a favore dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato intesi, in particolare, a promuovere percorsi di qualificazione e riqualificazione anche in funzione di continuità di occasioni di impiego e a prevedere specifiche misure di carattere previdenziale.Le risorse sono destinate a interventi di formazione e riqualificazione professionale, nonché a misure di carattere previdenziale e di sostegno al reddito a favore dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, dei lavoratori che abbiano svolto in precedenza missioni di lavoro in somministrazione in forza di contratti a tempo determinato e, limitatamente agli interventi formativi, dei potenziali candidati a una missione

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