Archive for giugno 2012

CON SMS INPS RICORDERA’ PAGAMENTO CONTRIBUTI LAVORO DOMESTICO

25/06/2012

La novita’ riportata nel titolo è comunicata dall’Inps con il Messaggio n.10306/ del 22 giugno 2012,in cui appunto si segnala che l’Istituto mette   a disposizione un nuovo servizio per ricordare, mediante  sms sul telefonino , la scadenza per il versamento dei contributi relativi a un rapporto di  lavoro domestico. Chi aderirà al servizio, 10 giorni prima della scadenza  riceverà un sms con tutti i dati per procedere al pagamento presso una  tabaccheria o un istituto bancario.

Il servizio in questioneb  è conseguibile attraverso la sezione servizi on line del sito internet per tipologia di utente (cittadinio /servizi rapportom  lavoro domestico),per tipologia d’accesso (codice fiscale -PinoCns/Servizi rapporti lavorodomestico ) e per tipol.ogia di servizio (servizi èper il ciottadino/serviz rapporto lavoro domestico.La bnuova funzionalita’ richiede la disponibilita’ del Pin.

SENTENZA CASSAZIONE MANCANZA EFFETTIVO REINTEGRO LAVORATORE LICENZIATO

25/06/2012

La sentenza della Corte di Cassazione richiamata  nel titolo è la n.9965 del 18 giugno 2012 ,riguardante un lavoratore,rappresentante sindacale aziendale ,che ,a seguito dell’impugnazione del  licenziamento riconosciuto illegittimo ,non è stato riammesso  nel posto di  lavoro dal datore di lavoro ,pur venendo regolarmente retribuito ed ammesso in azienda per svolgere l’attivita di rappresentante sindacale .

A fronte di tale situazione ,l’Inps territorialmente competente ,ritenendo di individuare nella suddetta situazione un’ipote di mancata effettiva reintegraziuione ,ha applicato  a carico del datore di lavoro quanto previsto dall’art.18 c omma10  della legge n.300/70 ,secondo cui :Nell’ipotesi  di  licenziamento  dei lavoratori di cui all’articolo 22(appunto rappresentanti sindacali aziendali),  il  datore  di  lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo  comma  ovvero  all’ordinanza  di  cui  al  quarto  comma,  non impugnata  o  confermata  dal giudice che l’ha pronunciata, e’ tenuto anche,  per  ogni  giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all’importo della retribuzione dovuta al lavoratore. ”

Siulla questione si sono succedut i  ricorsi ,che,decisi in favore  dell’Istituto previdenziale ,ha portato il datore di lavoro coinvolto a rivolgersi alla Cassazione ,che però ha confermato le decisioni  di merito in fsavore del lavoratore.

Per il testo della sentenza si rinvia alseguente link http://www.ilsole24ore.com/ _ cassazione-sentenza-9965-18062012.pdf?uuid=62641876-b9db-11e1-88fb-89f07e7a710c

ILLUMINANTE DECISIONE CASSAZIONE DECORRENZA CONGEDO MATRIMONIO

24/06/2012

La decisione di cui al titolo è stata pronuciata dalla Corte di Cassazione con la  Sentenza 06 giugno 2012, n. 9150,di cui di seguito si riportano i passi significativi.

La questione sottoposta alla Corte è quale sia, ai sensi del R.D.L. n. 1334 del 1937, la decorrenza del congedo matrimoniale ivi previsto, ed in particolare se esso debba essere fruito a decorrere dal giorno del matrimonio o da quale altro successivo momento (in tal senso il quesito di diritto).

Osserva al riguardo la Corte che, in mancanza di specifica disciplina contrattuale collettiva sul punto (è infatti pacifico che essa nel prevedere il congedo per matrimonio nulla dica circa la sua decorrenza, risultando così irrilevante l’eccepita mancata produzione del c.c.n.l.), l’articolo unico del R.D.L. n. 1334\37, convertito in legge 23 dicembre 1937 n.2387, prevede soltanto, per quanto qui interessa, il diritto degli impiegati privati di cui al R.D.L. n. 1825\24, ad un congedo straordinario per contrarre matrimonio non eccedente la durata di quindici giorni. Benché la norma stabilisca che il congedo spetti per contrarre il matrimonio, non ritiene la Corte, in assenza di specifica disciplina collettiva, ed essendo la norma evidentemente diretta a tutelare le personali esigenze del lavoratore in occasione delle nozze, anche costituzionalmente tutelate (art. 31, comma 1, Cost.), che tale periodo debba necessariamente decorrere dal giorno del matrimonio.

Quest’ultimo deve intendersi coma la causa che fa sorgere il diritto del lavoratore, e non il dies a quo dello stesso.

Soccorrono infatti in materia i principi di buona fede e correttezza nell’adempimento delle obbligazioni e nell’esecuzione del contratto (artt. 1175 e 1375 c.c.), sicché, contemperando le tutelate esigenze personali del lavoratore in occasione del matrimonio, e le esigenze organizzative dell’impresa (che potrebbero giustificare una differente collocazione temporale del congedo ove siano gravi e comprovate), deve ritenersi che il periodo di fruizione debba essere giustificato dall’evento matrimonio e che tale necessario collegamento, da un lato, non impone che la giornata del matrimonio debba essere necessariamente ricompresa nei quindici giorni di congedo, ma, dall’altro, non può neanche comportare che la relativa fruizione sia del tutto svincolata dell’evento giustificativo.

Ne consegue che il congedo per matrimonio, che il lavoratore deve richiedere con sufficiente anticipo, spetti, in difetto di specifica disciplina contrattuale collettiva, laddove il periodo richiesto sia ragionevolmente connesso, in senso temporale, con la data delle nozze, ciò essendo sufficiente a mantenere il necessario rapporto causale con l’evento. Nella specie la datrice di lavoro è stata avvertita con congruo anticipo dell’evento matrimonio; il congedo è stato richiesto, sempre con adeguato anticipo, per un periodo ragionevolmente connesso (circa dieci giorni) alle nozze, sicché il rifiuto di accordarlo, in assenza di comprovate ragioni organizzative o produttive ostative, risulta illegittimo. Il motivo deve dunque respingersi.

Le spese del presente giudizio di legittimità seguono la soccombenza e, liquidate come da dispositivo, debbono distrarsi in favore del difensore del controricorrente, dichiaratosi antecipante.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso(della Societa’  )

Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in €.40,00 per esborsi, €.3.000,00 per onorari, oltre spese generali, i.v.a. e c.p.a., da distrarsi in favore dell’avv. D.D.L..

CHIARIMENTI AGENZIA ENTRATE DIFFERIMENTO VERSAMENTI TASSAZIONE 2012

24/06/2012
 Si evidenzia che  l ‘AGENZIA  ENTRATE con la  Risoluzione 21 giugno 2012, n. 69/E ha fornito chiarimenti ed esemplificazioni circa  il differimento , per l’anno 2012, dei termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai contribuenti – Effetti sul piano di rateazione delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte e della cedolare secca

Di seguito si riporta il testo del provvedimento amministrativo citato

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Con D.P.C.M. 6 giugno 2012 è stato disposto il differimento dei termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai contribuenti per l’anno 2012.

In particolare, l’articolo 1 del richiamato decreto ha prorogato il termine di versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive e dalla dichiarazione unificata annuale.

In considerazione della formulazione del decreto, risultano oggetto di proroga tutti i versamenti delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi ordinariamente fissati al 16 giugno 2012 (prorogato al 18 giugno 2012 in quanto il 16 cade di sabato) quali, ad esempio, il versamento relativo all’imposta su immobili e attività finanziarie detenute all’estero (art. 19, comma da 13 a 22 decreto legge n. 201 del 2011), all’imposta sulla rivalutazione del valore dei terreni ai sensi dell’art. 2, D.L. n. 282 del 2002 e succ. modificazioni, nonché il versamento della c.d. cedolare secca.

Per effetto della proroga, il contribuente può scegliere di effettuare tali versamenti:

a) entro il 9 luglio 2012, senza alcuna maggiorazione;

b) dal 10 luglio 2012 al 20 agosto 2012, maggiorando le somme da versare dello

0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

Tale disposizione di proroga interessa in primo luogo, tutte le persone fisiche.

Riguarda, inoltre, i soggetti tenuti ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia d’imposta regionale sulle attività produttive, dalla dichiarazione unificata annuale entro il 18 giugno 2012, che esercitano attività  economiche per le  quali sono stati elaborati gli studi di settore e dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascuno studio di settore dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze ai quali gli stessi siano applicabili.

La proroga interessa, altresì, i soggetti che partecipano alle predette società, associazioni e imprese, ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Per completezza, si evidenzia che l’art. 3-quater del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 – inserito dalla legge di conversione 26 aprile 2012, n. 44 – ha introdotto in via permanente nell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (convertito,  con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248), la proroga degli adempimenti fiscali e del versamento delle somme di cui agli articoli 17 e 20, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che hanno scadenza dal 1° al 20 agosto di ogni anno.

Tali adempimenti e versamenti possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione.

Ciò premesso, la proroga dei versamenti disposta dal D.P.C.M. 6 giugno 2012 incide anche sui versamenti rateali delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte sui redditi, nonché sul versamento rateale dell’acconto dell’imposta sostitutiva, operata nella forma della cedolare secca, che segue gli stessi termini di versamento stabiliti per l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

A questo proposito si ricorda che l’articolo 20, comma 1, del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, prevede che “Le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte e dei contributi… possono essere versate, previa opzione esercitata dal contribuente in sede di dichiarazione periodica, in rate mensili di uguale importo, con la maggiorazione degli interessi di cui al comma 2, decorrenti dal mese di scadenza; in ogni caso, il pagamento deve essere completato entro il mese di novembre dello stesso anno di presentazione della dichiarazione o della denuncia…“.

Ai sensi del successivo comma 4, i versamenti rateali sono effettuati entro il giorno sedici di ciascun mese per i soggetti titolari di partita IVA ed entro la fine di ciascun mese per gli altri contribuenti.

Sulla base di tale previsione, nelle istruzioni al modello Unico 2012 è stato riportato l’intero piano di rateazione, distinto a seconda che si tratti dei versamenti relativi a contribuenti non titolari di partita IVA e contribuenti titolari di partita IVA.

Tale piano di rateazione, che di seguito si riporta per comodità espositiva (aggiornato con la proroga introdotta dal citato decreto legge n. 16 del 2012), deve ancora essere seguito dai contribuenti che non rientrano nella proroga prevista dal D.P.C.M e può, altresì, essere seguito dai contribuenti che, pur rientrandovi, non intendano avvalersene.

UNICO 2012 – NON TITOLARI DI PARTITA IVA Contribuenti diversi dalle persone fisiche con esercizio coincidente con l’anno solarenon interessati dagli studi di settoreVersamento della 1° rata entro il 18giugno 2012 Versamento della 1 ° rata, con 0,40%, dal 19 giugno al 18 luglio 2012

Rata

Scadenza

Interessi %

Scadenza

Interessi %

18 giugno

0

18 luglio

0

2 luglio

0,13

31 luglio

0,13

31 luglio

0,46

31 agosto

0,46

31 agosto

0,79

1° ottobre

0,79

1° ottobre

1,12

31 ottobre

1,12

31 ottobre

1,45

30 novembre

1,45

30 novembre

1,78

UNICO 2012 – TITOLARI DI PARTITA IVA

Contribuenti diversi dalle persone fisiche con esercizio coincidente con l’anno solare non interessati dagli studi di settore

Versamento della 1° rata entro il 16giugno 2012, che slitta a lunedì 18 giugno Versamento della 1 ° rata, con aumento dello 0,40%, dal 19 giugno al 18 luglio

Rata

Scadenza

Interessi %

Scadenza

Interessi

%

18 giugno

0

18 luglio

0

16 luglio

0,31

20 agosto

0,31

20 agosto

0,64

17 settembre

0,64

17 settembre

0,97

16 ottobre

0,97

16 ottobre

1,30

16 novembre

1,30

16 novembre

1,63

Per effetto di quanto disposto dall’articolo 1 del D.P.C.M. in commento, il versamento della prima rata del saldo e dell’acconto delle imposte sui redditi e della cedolare secca, con scadenza al 18 giugno può, invece, essere effettuato entro il 9 luglio 2012, senza alcuna maggiorazione, ovvero dal 10 luglio al 20 agosto 2012, con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

Qualora il contribuente scelga di avvalersi della proroga ed intenda rateizzare i versamenti, il piano di rateazione dovrà essere rideterminato riducendo il numero delle rate e considerando come momento:

– di inizio della rateazione, il termine di versamento prorogato;

– di fine della rateazione, il 30 novembre per i soggetti non titolari di partita IVA e il 16 novembre per i soggetti titolari di partita IVA.

Ad esempio, per un soggetto non titolare di partita IVA che abbia deciso di versare la prima rata entro il 9 luglio 2012, la seconda rata avrà scadenza il 31 luglio 2012, la terza il 31 agosto 2012 e così via, fino alla scadenza della sesta e ultima rata del 30 novembre 2012. Qualora il medesimo soggetto scelga, invece, di effettuare il versamento entro il 20 agosto 2012 (con la maggiorazione dello 0,40% sull’intero importo dovuto), la seconda rata avrà scadenza il 31 agosto, la terza rata il 1° ottobre (termine così prorogato in quanto il 30 settembre cade di domenica) e così via fino alla quinta e ultima rata del 30 novembre 2012.

Lo stesso principio trova applicazione con riferimento ai soggetti titolari di partita Iva. In particolare, si osserva che, ai sensi dell’articolo 6 del D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542, i soggetti che possono presentare la dichiarazione Iva all’interno  della dichiarazione unificata, possono versare la relativa imposta entro il termine di versamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi e dell’IRAP con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivi al 16 marzo, data naturale di scadenza del versamento Iva.

In considerazione della proroga disposta dal richiamato D.P.C.M. 6 giugno 2012, il versamento dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione unificata può essere effettuato:

– entro il 9 luglio 2012, senza alcuna maggiorazione (salva la maggiorazione nella misura dell’1,20 per cento a titolo di interesse corrispettivo per il trimestre dal 16 marzo al 16 giugno, propria della dilazione Iva);

– dal 10 luglio 2012 al 20 agosto 2012, maggiorando le somme da versare dello 0,40 a titolo di interesse corrispettivo (da calcolarsi sul debito d’imposta al lordo della predetta maggiorazione dell’1,20 per cento a titolo di interesse corrispettivo per il trimestre dal 16 marzo al 16 giugno).

Per maggiore chiarezza, si riporta di seguito lo schema delle scadenze modificate per effetto della proroga disposta dall’art. 1 del D.P.C.M. in commento.

UNICO 2012 – NON TITOLARI DI PARTITA IVA Persone fisiche nonché altri contribuenti interessati dagli studi di settoreVersamento della 1° rata entro il 9 luglio 2012 Versamento 1°rata con aumento dello 0,40%,dal 10 luglio al 20 agosto

Rata

Scadenza

Interessi %

Scadenza

Interessi %

9 luglio

0

20 agosto

0

31 luglio

0,23

31 agosto

0,11

31 agosto

0,56

1° ottobre

0,44

1° ottobre

0,89

31 ottobre

0,77

31 ottobre

1,22

30 novembre

1,10

30 novembre

1,55

UNICO 2012 – TITOLARI DI PARTITA IVAPersone fisiche nonché altri contribuenti interessati dagli studi di settoreVersamento della 1° rata entro il 9 luglio 2012 Versamento 1° rata, con 0,40%, dal 10 luglio al 20 agosto
Rata

Scadenza

Interessi %

Scadenza

Interessi %

9 luglio

0

20 agosto

0

16 luglio

0,08

17 settembre

0,29

20 agosto

0,41

16 ottobre

0,62

17 settembre

0,74

16 novembre

0,95

16 ottobre

1,07

16 novembre

1,40

PRINCIPALI DISPOSIZIONI CONTENUTE NEL DECRETO SICUREZZA

24/06/2012

Sulla Gazzetta Ufficiale n.142 del 20 giugno 2012  risulta pubblicato il decreto legge n.79/2012  relativo a”Misure urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini, per assicurare la funzionalita’ del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di altre strutture dell’Amministrazione dell’interno, nonche’ in materia di Fondo nazionale per il Servizio civile,entrato in vigore dal  giorno succcessivo alla pubblicazione.

Di seguito si evidenziano i principali argomenti disciplinato dalle disposizioni del predetto ,che consta di complesssivi sette articoli.

In primo luogo si richiama l’attenzione sull’art.2 che prevede il venir meno dell’obbligo di comunicazione all’autorita ‘di P.S della cessione d’immobili  ,per cui sussiste la relativa registrazione,fatta eccezione per i casi di cessione a cittadini extracomunitari.

Infatti si stabiliusce che:     ”  1. La registrazione dei contratti di locazione e dei  contratti  di comodato di fabbricato o di porzioni di esso, soggetti all’obbligo di registrazione in termine  fisso,  ai  sensi  del  Testo  unico  delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, assorbe l’obbligo di comunicazione di cui all’articolo 12 del  decreto-legge  21  marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  18  maggio 1978, n. 191. 

  2. L’Agenzia delle entrate, sulla base di apposite  intese  con  il Ministero dell’interno,  individua,  nel  quadro  delle  informazioni acquisite per la registrazione nel sistema informativo dei  contratti di cui al comma 1, nonche’ dei contratti di trasferimento  aventi  ad oggetto immobili o comunque diritti immobiliari di  cui  all’articolo 5, commi 1, lettera d), e 4 del decreto-legge 13 maggio 2011, n.  70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio  2011,  n.  106, quelle rilevanti ai fini di cui all’articolo 12 del decreto-legge  n. 59 del 1978, convertito, con modificazioni, dalla legge  n.  191  del 1978, e le trasmette in via telematica, al Ministero dell’interno.  

3. Nel caso in cui venga concesso il godimento del fabbricato o  di porzione di esso sulla base  di  un  contratto,  anche  verbale,  non soggetto a registrazione in termine fisso, l’obbligo di comunicazione all’autorita’ locale di pubblica sicurezza, ai sensi dell’articolo 12 del  decreto-legge  21   marzo   1978,   n.   59,   convertito,   con modificazioni, dalla legge  18  maggio  1978,  n.  191,  puo’  essere assolto anche attraverso l’invio di un modello informatico  approvato con decreto del Ministero dell’interno, adottato entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  che  ne stabilisce altresi’ le modalita’ di trasmissione.  

 4. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano per la  comunicazione  all’autorita’  di  pubblica  sicurezza,   di   cui all’articolo 7 del testo  unico  delle  disposizioni  concernenti  la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,  per  la  quale resta fermo quanto ivi previsto. Con il decreto di  cui  al  comma  3 sono  definite  le   modalita’   di   trasmissione   della   predetta comunicazione anche attraverso l’utilizzo di un  modello  informatico approvato con il medesimo decreto. 

In secondo luogo ,l’art.3 permette il superamento delle difficolta’ giuriche per l’espletamento dei concorsi di assunzione per alcune qualifiche nel Corpo dei VV.FF

Infine  l’art.5 comma 2 dispone che la proroga al 31 dicembre 2012 circa la durata dei rapporti di lavoro  in somministrazione  del personale utilizzato  pressso le Prefetture per collaborare agli adempimenti degli   gli Sportelli Unici Immigrazione,prevedendo che:  ”  Per  assicurare l’operativita’  degli  sportelli  unici  per   l’immigrazione   delle Prefetture-uffici   territoriali   del   Governo   e   degli   Uffici immigrazione  delle  Questure,  il  termine  di  cui   al   comma   1 dell’articolo  15  del  decreto-legge  29  dicembre  2011,  n.   216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012,  n.  14, e’ prorogato fino al 31 dicembre 2012, fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e a tale fine, con le medesime procedure di cui al  primo  periodo  del presente comma, una quota ulteriore di  euro  10.073.944  per  l’anno 2012 e’ assegnata ad apposito programma dello stato di previsione del Ministero dell’interno.”

TRIBUNALE ROMA CONDANNA FIAT ASSUNZIONE 145 LAVORATORI FIOM

24/06/2012

IL  Tribunale di Roma  ha condannato la Fiat  per discriminazioni contro la Fiom nelle assunzioni alla newco di Pomigliano con una sentenza in cui si   prevede che l’azienda assuma nella nuova società campana 145 lavoratori con la tessera della Fiom. Diciannove lavoratori iscritti al sindacato che hanno firmato il ricorso individuale avranno anche tremila euro per il danno subito. Il ricorso per discriminazione sindacale è stato presentato dalla sigla dei metalmeccanici della Cgil perché tra i 2.100 lavoratori assunti finora dalla newco non c’è nessun iscritto alla Fiom.

  Il gruppo aziendale  ha dichiarato che  entro trenta giorni presenterà ricorso, , visto che, secondo ambienti vicini al Lingotto, la sentenza lede uno dei principi basilari del fare impresa: la libertà di decidere chi assumere .

Soddisfazione della Cgil per la sentenza,sottolineando che stavolta  all’azienda  risulta contestato un comportamento basato   sulla discriminazione  nei confronti di singoli cittadini cui è stato impedito di tornare al lavoro solo perché iscritti ad un sindacato

Per il testo della sentenza si rinvia al seguente linkhttp://denaro.it/wp-content/docs/pdf/nomaxpomigliano.pdf

DETASSAZIONE PREMI RISULTATO:ISTRUZIONI FONDAZIONE CONSULENTI LAVORO

21/06/2012

Si richiama l’attenzione sulla sottostante   Circolare 19 giugno 2012, n. 13 predisposta dalla Fondazione Consulenti del Lavoro circa la detassazione premi di risultato ,a seguito del  DPCM 23 marzo 2012.

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L’articolo 26 del decreto legge n. 98/2011 convertito, con modificazioni, in legge n. 111/2011 ha stabilito, per l’anno 2012, che le somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di quanto previsto da accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e correlate a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa, o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale, sono assoggettate ad una tassazione agevolata del reddito dei lavoratori e beneficiano di uno sgravio dei contributi dovuti dal lavoratore e dal datore di lavoro.

L’articolo 33, comma 1 della legge 183/2011 (Legge di stabilità 2012), in attuazione dell’articolo 26 del citato DL n. 98/2011, ha stabilito che per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012 sono prorogate le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro, previste dall’articolo 2, comma 1, lettera c), del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126.

La stessa norma ha previsto che l’agevolazione trovi applicazione nel limite massimo di onere di 835 milioni nel 2012 e 263 milioni nell’anno 2013 rinviando ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il compito di stabilire l’importo massimo assoggettabile all’imposta sostitutiva nonché il limite massimo di reddito annuo oltre il quale il titolare non può usufruire dell’agevolazione.

Con il DPCM 23 marzo 2012, in attuazione del citato articolo 33, per il periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 – e fatte salve possibili modifiche nell’ambito del decreto sviluppo in corso di approvazione – è stato stabilito che le misure trovano applicazione entro il limite di importo annuo complessivo di 2.500 euro lordi, con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2011, a 30.000 euro, da identificarsi al lordo delle somme assoggettate nel medesimo anno 2011 all’imposta sostitutiva.

Alla luce delle disposizioni citate si pongono una serie di problematiche operative su cui è possibile effettuare un’analisi.

Il contratto collettivo aziendale e territoriale Il citato articolo 26 del decreto legge n. 98/2011 stabilisce che sono agevolate le somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato “in attuazione” di quanto previsto da accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali “sottoscritti” da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il presupposto, dunque, affinché sia possibile applicare la detassazione, è la sottoscrizione (quindi la forma scritta) di un contratto collettivo aziendale, ovvero la sottoscrizione o il recepimento (possibilmente in forma scritta) di un contratto collettivo territoriale, entrambi validi per l’anno 2012.

Conseguentemente è possibile detassare solo le somme incentivate maturate ed erogate successivamente alla sottoscrizione o al recepimento di uno dei contratti collettivi sopra indicati.

Si pone poi l’ulteriore problema di applicazione della detassazione per le aziende che sono prive di un sindacato interno (presumibilmente le micro aziende).

In questo caso, è comunque possibile detassare le somme incentivate recependo in forma scritta il contratto collettivo territoriale sottoscritto dalle parti sociali individuate dalla norma.

Si fa presente che, sulla base dell’ordinario principio contenuto nell’articolo 39 della Costituzione, è possibile recepire tale accordo territoriale anche da parte di aziende non iscritte alle organizzazioni firmatarie, purché sia data espressa adesione (possibilmente in forma scritta) cosi come l’azienda ha presumibilmente effettuato per il contratto collettivo nazionale.

La sottoscrizione di un contratto collettivo aziendale potrà avvenire anche con una sola sigla sindacale purché comparativamente rappresentativa sul piano nazionale.

Ambito di applicazione Il DPCM rivede i parametri per l’individuazione del lavoratori che possono beneficiare delle agevolazioni fiscali. Qualora l’azienda avesse già detassato le somme in misura superiore al limite di 2.500 euro, ovvero per soggetti in possesso di un reddito nel 2011 superiore al limite di 30.000 euro, è tenuta al versamento delle minori ritenute effettuate.

Anche sulla base di quanto stabilito lo scorso anno è stata interessata l’Agenzia delle Entrate affinché tale restituzione possa avvenire senza l’applicazione di sanzioni e/o interessi.

Decorrenza della detassazione Indipendentemente dal momento in cui è stato emanato il DPCM, è possibile detassare le somme corrisposte successivamente la sottoscrizione o il recepimento del contratto collettivo indicato nel punto precedente. Pertanto, nel primo mese utile è possibile recuperare la detassazione delle somme incentivante anche per eventuali periodi precedenti il DPCM.

L’articolo 26 del decreto legge n. 98/2011 convertito, con modificazioni, in legge n. 111/2011 ha stabilito, per l’anno 2012, che le somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di quanto previsto da accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e correlate a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa, o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale, sono assoggettate ad una tassazione agevolata del reddito dei lavoratori e beneficiano di uno sgravio dei contributi dovuti dal lavoratore e dal datore di lavoro.

L’articolo 33, comma 1 della legge 183/2011 (Legge di stabilità 2012), in attuazione dell’articolo 26 del citato DL n. 98/2011, ha stabilito che per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012 sono prorogate le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro, previste dall’articolo 2, comma 1, lettera c), del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126.

La stessa norma ha previsto che l’agevolazione trovi applicazione nel limite massimo di onere di 835 milioni nel 2012 e 263 milioni nell’anno 2013 rinviando ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il compito di stabilire l’importo massimo assoggettabile all’imposta sostitutiva nonché il limite massimo di reddito annuo oltre il quale il titolare non può usufruire dell’agevolazione.

Con il DPCM 23 marzo 2012, in attuazione del citato articolo 33, per il periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 – e fatte salve possibili modifiche nell’ambito del decreto sviluppo in corso di approvazione – è stato stabilito che le misure trovano applicazione entro il limite di importo annuo complessivo di 2.500 euro lordi, con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2011, a 30.000 euro, da identificarsi al lordo delle somme assoggettate nel medesimo anno 2011 all’imposta sostitutiva.

Alla luce delle disposizioni citate si pongono una serie di problematiche operative su cui è possibile effettuare un’analisi.

Il contratto collettivo aziendale e territoriale Il citato articolo 26 del decreto legge n. 98/2011 stabilisce che sono agevolate le somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato “in attuazione” di quanto previsto da accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali “sottoscritti” da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il presupposto, dunque, affinché sia possibile applicare la detassazione, è la sottoscrizione (quindi la forma scritta) di un contratto collettivo aziendale, ovvero la sottoscrizione o il recepimento (possibilmente in forma scritta) di un contratto collettivo territoriale, entrambi validi per l’anno 2012.

Conseguentemente è possibile detassare solo le somme incentivate maturate ed erogate successivamente alla sottoscrizione o al recepimento di uno dei contratti collettivi sopra indicati.

Si pone poi l’ulteriore problema di applicazione della detassazione per le aziende che sono prive di un sindacato interno (presumibilmente le micro aziende).

In questo caso, è comunque possibile detassare le somme incentivate recependo in forma scritta il contratto collettivo territoriale sottoscritto dalle parti sociali individuate dalla norma.

Si fa presente che, sulla base dell’ordinario principio contenuto nell’articolo 39 della Costituzione, è possibile recepire tale accordo territoriale anche da parte di aziende non iscritte alle organizzazioni firmatarie, purché sia data espressa adesione (possibilmente in forma scritta) cosi come l’azienda ha presumibilmente effettuato per il contratto collettivo nazionale.

La sottoscrizione di un contratto collettivo aziendale potrà avvenire anche con una sola sigla sindacale purché comparativamente rappresentativa sul piano nazionale.

Ambito di applicazione Il DPCM rivede i parametri per l’individuazione del lavoratori che possono beneficiare delle agevolazioni fiscali. Qualora l’azienda avesse già detassato le somme in misura superiore al limite di 2.500 euro, ovvero per soggetti in possesso di un reddito nel 2011 superiore al limite di 30.000 euro, è tenuta al versamento delle minori ritenute effettuate.

Anche sulla base di quanto stabilito lo scorso anno è stata interessata l’Agenzia delle Entrate affinché tale restituzione possa avvenire senza l’applicazione di sanzioni e/o interessi.

Decorrenza della detassazione Indipendentemente dal momento in cui è stato emanato il DPCM, è possibile detassare le somme corrisposte successivamente la sottoscrizione o il recepimento del contratto collettivo indicato nel punto precedente. Pertanto, nel primo mese utile è possibile recuperare la detassazione delle somme incentivante anche per eventuali periodi precedenti il DPCM.

TRATTAMENTO DISOCCUPAZIONE NON COSTITUISCE REDDITO PER CONSERVAZIONE STATO DISOCCUPAZIONE

21/06/2012

L’argomento di cui al titolo torna ad essere affrontato dall’Inps , a seguito di corrispondenti quesiti dell’utenza e delle strutture territoriali,con il messaggio Messaggio 20 giugno 2012, n. 10378 ,riguardante gli incentivi all’assunzione previsti dall’art. 8, co 9, legge 407/1990 -e quindi  l’ indennità di disoccupazione e la conservazione dello stato di disoccupazione.

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Messaggio 20 giugno 2012, n. 10378

Incentivi all’assunzione previsti dall’art. 8, co 9, legge 407/1990 – Indennità di disoccupazione e conservazione dello stato di disoccupazione.

Giungono a questa Direzione centrale, ai fini del riconoscimento degli incentivi previsti dall’art. 8, co 9, legge 407/1990, richieste di chiarimenti in materia di stato di disoccupazione.

In particolare, si è posto il problema se l’indennità di disoccupazione concorra a formare il reddito rilevante ai fini della perdita dello stato di disoccupazione, in quanto l’articolo 4 del d.lgs. 181/2000 – aggiornato con le modifiche di cui al d.lgs. 297/2002 – stabilisce che si conserva lo “stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione”.

A tale proposito si precisa quanto segue.

L’articolo 4 del d.lgs. 181/2000 dà rilievo all’attività lavorativa effettivamente svolta; non rileva, pertanto, il reddito risultante da indennità di disoccupazione, in quanto non derivante da attività lavorativa. Conseguentemente, tale reddito non assume rilievo neanche ai fini della valutazione dei requisiti richiesti per l’eventuale fruizione dei benefici contributivi previsti dall’art. 8, co 9, legge 407/1990.

Si evidenzia, infine, che la competenza a certificare lo stato di disoccupazione è attribuita ai Centri per l’impiego presso cui il lavoratore ha dichiarato la propria disponibilità a lavorare; al fine di superare eventuali contrasti interpretativi, le sedi sono pertanto invitate a segnalare a questa direzione centrale eventuali diverse interpretazioni da parte dei Centri per l’impiego.

SOTTOSCRITTI DA CONFCOMMERCIO E FEDERALBERGHI CHIETI ACCORDI DETASSAZIONE PREMI RISULTATO

21/06/2012

Ai lavoratori dipendenti   dei settori  del terziario e del turismo   si applichera’ la detassazione del 10% sugli  straordinari e sulle produttività  del 2012  ,   entro i limiti di  2 mila e 500 euro l’anno e per redditi di lavoro non superiori ai 40 mila  euro ,cosi’ che gli stessio potranno avere un beneficio significativo ,sia pure contenuto ,per l’impegno posto  nelle rispettive prestazioni rese

Quanto sopra   è conseguenza dei due accordi sindacali, siglati    per tutelare gli interessi dei datori di lavoro e i sindacati  di categoria ,a seguito del  recepimento  del dpc del marzo scorso  scorso,in base a cui  in sostanza   viene data  la possibilità di applicare una detassazione del  10% per il lavoro supplementare, straordinario, in turni, notturno, festivo e  domenicale ,oltre che per i premi legati alla produttività e a tutti quei  corrispettivi economici riconosciuti per l’efficienza produttiva e  organizzativa ,permettendo così ai  dipendenti delle aziende teatine dei due settori interessati di  beneficiare   di un  piccolo sgravio sulle prestazioni lavorative .

Detti accordi risultano sottoscritti in data 19-6-2012   dai rappresentanti  provinciali di categoria  cgil ,cisl.,uil ed ugl   con i responsabili territoriali di Confcommercio e FederAlberghi  .

 

 

 

GOVERNO APPROVA DOCUMENTO SULLA CRESCITA SOSTENIBILE

21/06/2012

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha approvato un pacchetto contenente un ventaglio di misure urgenti e strutturali che realizzano una parte ulteriore dell’Agenda per la Crescita sostenibile che – fin dal suo insediamento – il Governo sta attuando attraverso molte proposte normative già approvate dal Parlamento e altre in corso di valutazione (si veda, in allegato, un documento che riassume le principali misure adottate finora sul tema della crescita e sviluppo).

Il provvedimento punta ad attivare molteplici leve necessarie per stimolare il rafforzamento della competitività, la ripresa della domanda, lo stimolo al dinamismo imprenditoriale: dall’attrazione di capitali privati all’accelerazione e semplificazione delle procedure per recuperare il ritardo infrastrutturale accumulato, dal rilancio dei settori dell’edilizia e delle costruzioni alle misure per lo sviluppo dei porti, dalla costituzione del Fondo per la Crescita Sostenibile grazie al riordino e alla semplificazione degli strumenti di incentivazione alle imprese, al credito d’imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato, dall’introduzione di nuovi strumenti di finanziamento e accesso al credito per le imprese, alle misure volte a facilitare la risoluzione in continuità delle crisi aziendali, dalle misure per il sostegno all’internazionalizzazione e alla realizzazione delle infrastrutture energetiche, ai provvedimenti per ridurre i tempi della giustizia civile.

 Di seguito, in sintesi, i punti principali del pacchetto Sviluppo:

1)MISURE A FAVORE DEL LAVORO

a. Credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati.

Si introduce un contributo in forma di credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato in possesso di laurea magistrale a carattere tecnico o scientifico impiegato in attività di ricerca e sviluppo o in possesso di dottorato di ricerca senza vincoli sulle attività di impiego. L’aliquota del beneficio è pari al 35% delle spese calcolate sul costo aziendale con un vincolo di trattenere il personale assunto per almeno 3 anni. Sono stabilmente destinati alla misura 50 milioni di euro all’anno rinvenienti dalle risorse che provengono annualmente dalla riscossione delle tasse sui diritti brevettuali. Il contributo potrebbe favorire oltre 4 mila nuove assunzioni. 2

b. Sviluppo di occupazione giovanile nella green economy.

La misura estende il finanziamento agevolato previsto dal fondo Kyoto (su cui sono disponibili 470 milioni di euro) a soggetti pubblici e privati che operano in ulteriori 4 settori della Green Economy:

Protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico;

Ricerca e sviluppo e produzioni di biocarburanti di seconda e terza generazione;

Ricerca e sviluppo e produzioni e istallazione di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo-dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia;

Incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing).

Il finanziamento ai progetti di investimento è vincolato alla creazione di nuova occupazione giovanile a tempo indeterminato.

2)MISURE A FAVORE DELLA CASA E DELLE FAMIGLIE

a. Agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione.

Viene confermata ed estesa la disciplina degli incentivi fiscali per le spese di ristrutturazione edilizia. L’agevolazione favorisce gli interventi edilizi ordinari.

La proposta prevede l’innalzamento, fino al 30 giugno 2013, delle soglie di detrazione IRPEF al 50% (attualmente è prevista al 36%) per lavori fino a 96 mila euro (attualmente fino a 48 mila euro), per favorire interventi di ristrutturazione edilizia.

b. Agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica.

E’ consentita dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2013 la detrazione di imposta del 50 per cento per le spese per interventi di riqualificazione energetica (fino al 31 dicembre 2012 resta valida la detrazione pari al 55%).

3)MISURE PER IL RILANCIO DELLEDILIZIA

a. Ripristino IVA per cessioni e locazioni nuove costruzioni.

L’attuale normativa prevede che le cessioni e le locazioni da parte delle imprese edili di nuove costruzioni destinate ad uso abitativo, oltre il termine di cinque anni dalla costruzione, sono esenti dall’imposizione di IVA. Tale disciplina impedisce quindi alle imprese di costruzione di portare a compensazione l’IVA pagata per la realizzazione dell’opera, nel caso in cui questa venga venduta o locata dopo il termine di cinque anni. In questa situazione, l’IVA rimane quindi a carico degli imprenditori edili.

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La norma abolisce il limite temporale dei cinque anni, prevedendo quindi che le cessioni o locazioni di nuove abitazioni effettuate direttamente dai costruttori siamo sempre assoggettate ad IVA, consentendo di conseguenza alle imprese di avvalersi della compensazione.

b. Semplificazioni in materia di autorizzazioni e pareri per l’esercizio dell’attività edilizia.

La norma semplifica ulteriormente i meccanismi procedimentali per l’ottenimento degli assensi edilizi. In caso di intervento edilizio soggetto alla Scia (segnalazione certificata di inizio attività, in cui l’attività edilizia può partire contestualmente) viene generalizzata la possibilità di sostituire atti e pareri formali con autocertificazioni di tecnici abilitati. In caso di interventi soggetti a Dia (denuncia di inizio attività, in cui l’attività edilizia può partire decorso un dato termine) viene introdotta analoga semplificazione.

In questo modo viene semplificato un numero considerevole di ostacoli burocratici che l’imprenditore si trova ad affrontare nel corso dell’iter di ottenimento di tutti i titoli autorizzatori di consenso all’intervento proposto.

 

Semplificazioni

a. SRL semplificata

Fatto salvo quanto già previsto dalla normativa vigente per le SRL semplificate per gli under 35 viene introdotta una nuova disciplina per la SRL semplificata nel caso in cui i soci siano over 35.

b. Sospensione entrata in operatività del SISTRI.

Per consentire i necessari accertamenti sul funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), vengono sospesi il termine di entrata in operatività del sistema per un massimo di 12 mesi e i conseguenti adempimenti delle imprese, ferma restando la disciplina di controllo preesistente.

  

Potere sanzionatorio a tutela del Made in Italy.

Si affida al sistema delle Camere di commercio il

potere sanzionatorio in caso di violazione delle disposizioni previste in materia di Made in Italy che impone ai soggetti titolari o licenziatari di marchi di accompagnare i prodotti o le merci o con indicazioni precise ed evidenti sull’origine o provenienza estera, o comunque sufficienti ad evitare qualsiasi fraintendimento del consumatore sull’effettiva origine del prodotto.

L’obiettivo è quello di rafforzare l’azione di contrasto a quelle condotte illecite di uso del marchio con modalità tali da indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana, in coerenza con la normativa europea sull’origine.

M

ISURE PER LE IMPRESE DEL SETTORE AGRICOLO

Il provvedimento definisce infine interventi importanti per il

sostegno e lo sviluppo del comparto agroalimentare. Nel provvedimento ci sono norme che impattano nei seguenti settori: comparto vitivinicolo, agroenergie, pesca e acquacoltura. È stato inoltre deciso, considerata la situazione di grave crisi economica e le sue conseguenze sulla parte più debole della società italiana, di istituire il Fondo nazionale la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, che sarà gestito da AGEA, assegnando per il 2012 una prima dotazione finanziaria pari a un milione di euro.

Vengono liberati quasi 20 milioni di euro non utilizzati relativi a programmi precedenti, che potranno essere destinati – anche nel breve termine – a misure urgenti a sostegno del settore