Archive for aprile 2012

NUOVA REIEZIONE RICORSO FIOM PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

25/04/2012

La Fiom non ha titolo ad avere una rappresentanza sindacale all’interno dello stabilimento Cnh Italia di Lecce (Gruppo Fiat). Lo ha deciso la sezione lavoro del Tribunale di Lecce che ha respinto un ricorso presentato dalla federazione provinciale di Lecce della Fiom contro la società del gruppo torinese accusata di comportamento antisindacale per non avere riconosciuto la legittimità delle nomine dei dirigenti sindacali della Fiom presso lo stabilimento di Lecce.
Il sindacato aveva chiesto al giudice di ordinare alla società di consentire la nomina della rappresentanza sindacale azindale (Rsa) e di riconoscerla attribuendo ad essa tutti i diritti conseguenti.
Nella sentenza il giudice sottolinea che la società Cnh aderisce all’assetto contrattuale della Fiat e quindi ne segue il destino anche in materia di relazioni sindacali. Al riguardo, nella sentenza si sottolinea che il primo gennaio 2012 la Fiat è uscita da Confindustria e che il 13 dicembre del 2011 ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali, escluso la Fiom che ha partecipato alle trattative senza poi firmare, un contratto collettivo specifico (Ccsl) di lavoro che è stato poi approvato dalla Rsu.
Secondo il giudice, in ossequio al “principio di rappresentatività ed effettività dell’azione sindacale, i soggetti negoziali vanno individuati non in base ad un riconoscimento e gradimento del datore di lavoro, ma sulla base della capacità del sindacato di imporsi a quest’ultimo come controparte sindacale”.
Perchè questa capacità venga riconosciuta, si legge ancora nella sentenza, è necessaria la sottoscrizione delle intese raggiunte, secondo quanto prevede l’art.19 dello Statuto dei diritti dei lavoratori, che la Corte costituzionale ha in varie occasioni letto – secondo il tribunale di Lecce – “nel senso che i diritti di attività sindacale devono essere riconosciuti solamente alle OO.SS che partecipino concretamente e direttamente al processo di formazione del contratto e che sottoscrivano le intese raggiunte”.
Respinto quindi il ricorso della Fiom che chiedeva invece il riconoscimento del diritto a costituire la Rsa anche all’organizzazione che abbia partecipato effettivamente al processo contrattuale pur senza partecipare con la sottoscrizione alla stipula dell’accordo negoziale.

ordinanza fiom lecce

ANCHE ENTI LOCALI SOGGETTI RESTRIZIONI PER AUTO BLU

25/04/2012

L’argomento di cui al titolo risulta disciplinsato dal DPCM 12 gennaio 2012 ,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  n.85 del l’11 aprile 2012 ,che  e’ sottoriportata  ,evidenziando che detto provvedimento  è stato necessario a seguito dell’Ordinanza del TAR Lazio n.4139/2011 ,che aveva disposto apunto di estendere a regioni,enti locali e organi costituzionali le nuove regole circa l’uso delle auto di servizsio introdotte dal dpcm del 3.8.11  sotenmto per le pp.aa

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OPUSCOLO INFORMATIVO PATOLOGIE ONCOLOGICHE INVALIDANTI

23/04/2012

È stato presentato   alla stampa l’opuscolo informativo “Patologie oncologiche e invalidanti – Quello che è importante sapere per le lavoratrici e i lavoratori”.
La pubblicazione, redatta dal Tavolo di coordinamento nazionale costituito dalla Consigliera Nazionale di Parità, dalle Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL e CONFSAL e dalle Associazioni di Volontariato FAVO, AIMaC e KOMEN ITALIA, fornisce con semplicità e chiarezza alle lavoratrici e ai lavoratori affetti  da patologie oncologiche e invalidanti le principali informazioni sui propri diritti e quelli dei propri familiari: il diritto al part-time, i congedi, gli eventuali sostegni economici, le tutele legate ai contratti collettivi, i passi da fare per la domanda di invalidità civile.
Sono già 15 mila le copie che, grazie alla rete dei partner, saranno distribuite nei luoghi di lavoro e nelle strutture socio-sanitarie.  “E’ importantissimo – ha detto il Ministro Fornero – che la patologia non discrimini sul lavoro. L’obiettivo è che l’opuscolo arrivi a tutti i lavoratori e aiuti i malati a sentirsi meno soli”. “Ci piacerebbe – ha sottolineato la Consigliera Servidori – che una copia dell’opuscolo fosse distribuita insieme al contratto di lavoro e che fosse reperibile in tutte le sedi dove i lavoratori cercano informazioni: patronati, associazioni sindacati.”
Opuscolo informativo sulle patologie oncologiche invalidanti (formato .pdf 3,49 Mb)

LE NOVITA’ IN MATERIA LAVORO DOPO CONVERSIONE DECRETO SEMPLIFICAZIONE

23/04/2012

Premesso che:

A) sul Supplemento Ordinario n.27 alla Gazzetta Ufficiale n.33 del 9.2.2012,risulta pubblicato il decreto legge n.5 di  pari data,contenente disposizioni urgenti  per lo sviluppo e le semplificazioni,in vigore dal 10.2.2012;

b) sul  Supplemento Ordinario n,69 alla G.U n.82 del 6 aprile 2012  è stata publicata la legge n. 35  del 4.4.2012 ,di conversione del dec.legge n.5/2012;

si evidenziano di seguito  le disposiozioni  inerenti la materia del  lavoro e  legislazione sociale previste dai predetti provvedimenti ,sottolineando che le modifiche introdotte in sede di conversione sono riportate nel segno grafico ((…))  ed in grassetto.

Art. 14 – Semplificazione dei controlli sulle imprese

1.Mentre resta confermato quanto previsto in matera(( dalla normativa  dell’Unione  europea  ))dalla normativa comunitaria,si stabilisce che i controlli sulle imprese,comprese quelle agricole, si devono ispirare   ai principi della  semplicita’,  della  proporzionalita’ dei controlli stessi e  dei  relativi  adempimenti  burocratici  alla effettiva tutela del rischio,  previa realizzazione di idoneo  coordinamento  dell’azione svolta dalle amministrazioni statali, regionali e locali,cos= da evitare sovrapposizioni e duplicazioni nei controlli.

2.Pertanto ,tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita’ montane. e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,devono sul     proprio     sito      istituzionale      e      sul      sito www.impresainungiorno.gov.it  la  lista  dei  controlli  a  cui  sono assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del settore  di attivita’, indicando per ciascuno di essi i criteri e le modalita’ di svolgimento delle relative attivita’. 3. Il Governo   adottera -_,  anche sulla  base  delle  attivita’   per la misurazione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi informativi nelle materie affidate alla competenza dello Stato    unoo piu’ regolamenti volti  a  razionalizzare,   semplificare   e coordinare i controlli sulle imprese.

4.. I predetti  regolamenti ,   su  proposta  del  Ministro  per  lapubblica amministrazione e la  semplificazione,  del  Ministro  dello sviluppo economico e dei Ministri competenti per materia, sentite  le associazioni imprenditoriali((  e  le   organizzazioni   sindacali comparativamente piu’ rappresentative su base nazionale, ))  dovranno essere emanati in  base ai seguenti principi  e  criteri direttivi   :     a) proporzionalita’ dei  controlli  e  dei  connessi  adempimenti amministrativi al rischio inerente all’attivita’ controllata, nonche’ alle esigenze di tutela degli interessi pubblici;     b) eliminazione di attivita’ di controllo non necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici;     c) coordinamento e programmazione dei controlli  da  parte  delleamministrazioni  in  modo  da  assicurare  la  tutela  dell’interesse pubblico evitando duplicazioni  e  sovrapposizioni  e  da  recare  ilminore intralcio al normale esercizio delle  attivita’  dell’impresa, definendo la frequenza e tenendo conto dell’esito delle  verifiche  e delle ispezioni gia’ effettuate;     d) collaborazione amichevole con i soggetti controllati  al  fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarita’;     e)  informatizzazione  degli  adempimenti   e   delle   procedure amministrative, secondo la disciplina del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice dell’amministrazione digitale;     f) soppressione  o  riduzione  dei  controlli  sulle  imprese  in possesso della certificazione del sistema di gestione per la qualita’ (UNI EN ISO-9001),  o  altra  appropriata  certificazione  emessa,  a fronte di  norme  armonizzate,  da  un  organismo  di  certificazione accreditato da un ente  di  accreditamento  designato  da  uno  Stato membro dell’Unione europea ai sensi del  Regolamento  2008/765/CE,  o firmatario degli Accordi internazionali di mutuo riconoscimento  (IAFMLA).

5.  Le  regioni  e  gli  enti  locali,   nell’ambito   dei   propri ordinamenti, conformano le attivita’ di controllo di loro  competenza ai principi  di  cui   al n.4  ed a     tale  fine,  entro  sei  mesi dall’entrata in  vigore  della  legge  di  conversione  del  presente decreto, sono adottate apposite Linee guida mediante intesa  in  sede di Conferenza unificata.   6.  Per i controlli in materia fiscale e finanziaria per i quali  continuano  a trovare applicazione le disposizioni previste dalle vigenti leggi  in materia.

6. Le disposizioni  del  presente  articolo  non  si  applicano  ai controlli (( in materia fiscale, finanziaria e di salute e  sicurezza sui  luoghi  di  lavoro,  ))  per  i  quali  continuano   a   trovare applicazione le disposizioni previste dalle vigenti leggi in materia.

(( 6-bis. Nell’ambito dei lavori pubblici e privati  dell’edilizia, le amministrazioni  pubbliche  acquisiscono  d’ufficio  il  documento unico  di  regolarita’  contributiva  con   le   modalita’   di   cui all’articolo 43 del testo  unico  delle  disposizioni  legislative  e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui  al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre  2000,  n.445,  e successive modificazioni. ))

Art. 15 –Misure di semplificazione in relazione all’astensione anticipata  dal  lavoro delle lavoratrici in gravidanza

Ricordato che  l’art. 17 del  dec.legvo  n.151/01,in materia di divieto di lavoro per le donne in gravidanza disciplina l’anticipazione del divieto di lavoro per le donne in gravidanza ,  si evidenzia    che l’art 15 del decreto in esame,  dall’ 1.4.2012 , provvede a  definire, piu’ di quanto previsto in precedenza   ,  le rispettive    competenze  di ASL e Direzione del Lavoro circa i provvedimenti di anticipazione dell’ astensione obbligatoria dal lavoro per le lavoratrici in gravidanza. ,apportando  al testo  originario  dei commi 2,3,4 e 5     alcune modificazioni ,così che dalla data predetta  il richiamato articolo  17   ha il seguente nuovo testo,, rimarcando   che  le variazioni sono   segnate    in grassetto:

“ 1. Il divieto e’ anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici sono occupate in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli. Tali lavori sono determinati con propri decreti dal Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali nazionali maggiormente rappresentative. Fino all’emanazione del primo decreto ministeriale, l’anticipazione del divieto di lavoroe’ disposta dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro, competente per territorio.

2. La  Direzione territoriale del lavoro e la ASL dispongono, secondo quanto  previsto dai commi 3 e 4, l’interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza fino al periodo di astensione di cui alla  lettera  a), comma 1, dell’articolo 16 o fino ai  periodi  di  astensione  di  cuiall’articolo 7, comma 6, e all’articolo 12, comma 2, per uno  o  piu’ periodi, la cui durata sara’ determinata dalla Direzione territoriale del lavoro o dalla ASL per i seguenti motivi:

a) nel  caso  di  gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme  morbose  che  si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;

b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano  ritenute  pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;

c) quando la  lavoratrice  non possa essere spostata ad  altre  mansioni,  secondo  quanto  previsto dagli articoli 7 e 12 ;

3. L’astensione dal lavoro di cui alla lettera a) del comma 2 e’ disposta dall’azienda sanitaria locale, con  modalita’  definite  con  Accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano secondo le risultanze dell’accertamento medico ivi previsto. In ogni caso il provvedimento dovra’ essere emanato entro sette giorni dalla ricezione dell’istanza della lavoratrice.

4. L’astensione dal lavoro di cui alle lettere b) e c) del comma 2  e’ disposta dalla Direzione territoriale del  lavoro”  d’ufficio o su istanza della lavoratrice, qualora nel corso della propria attivita’ di vigilanza    emerga  l’esistenza delle condizioni che danno luogo all’astensione medesima.

5. I provvedimenti    previsti dai presente articolo sono definitivi.

Restando in attesa di indicazioni operative rispetto alle nuove disposizioni di cui sopra,si ritiene di evidenziare che dal 1° aprile prossimo le domande di anticipazione dell’astensione obbligatoria per le lavoratrici in gravidanza,dovranno :

– nel  caso  di  gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme  morbose  che  si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza essere rimesse per la definizione alla ASL territorialmente competente per la definizione;

-quando le condizioni di lavoro o ambientali siano  ritenute  pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino ,nonche’  quando la  lavoratrice  non possa essere spostata ad  altre  mansioni,  secondo  quanto  previsto dagli articoli 7 e 12 del dec.legvo n.151/01 , essere decise d’ufficio o su richiesta della lavoratrice  dalla Direzione territoriale del Lavoro competente.

Art. 16- Misure per la semplificazione dei flussi informativi  in  materia  di interventi e servizi sociali,  del  controllo  della  fruizione  di  prestazioni  sociali  agevolate,  per  lo  scambio  dei  dati   tra   Amministrazioni e in materia di contenzioso previdenziale

1. Al fine di semplificare e  razionalizzare  lo  scambio  di  dati volto a migliorare il monitoraggio, la programmazione e  la  gestione delle politiche sociali, gli enti erogatori di interventi  e  servizi sociali  inviano  ((  all’INPS  le   informazioni   sui   beneficiari unitamente a quelle ))  sulle  prestazioni  concesse,  raccordando  i flussi informativi di cui all’articolo 21,  della  legge  8  novembre 2000, n. 328, agli articoli 13 e 38 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n. 122, nonche’ all’articolo 5, del decreto-legge 6  dicembre  2011,  n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n. 214. Lo scambio  di  dati  avviene  telematicamente,  senza  nuovi  o maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica  e  nel  rispetto   delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati  personali, di cui al  decreto  legislativo  30  giugno  2003,  n.  196,  secondo modalita’ definite con provvedimento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.   2. Le comunicazioni di  cui  al  comma  1,  integrate  con  i  dati relativi alle condizioni economiche dei beneficiari, nonche’ con  gli altri dati pertinenti presenti negli archivi dell’INPS, alimentano il Casellario dell’assistenza, di cui all’articolo 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30 luglio 2010, n. 122. Le informazioni di cui  al  periodo  precedente, unitamente alle altre informazioni  sulle  prestazioni  assistenziali presenti nel Casellario, sono utilizzate e  scambiate,  nel  rispetto delle disposizioni del codice  in  materia  di  protezione  dei  dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,  con le amministrazioni competenti per fini di  gestione,  programmazione, monitoraggio della spesa  sociale  e  valutazione  dell’efficienza  e dell’efficacia degli interventi e per elaborazioni a fini statistici, di ricerca e di studio. In particolare, le informazioni raccolte sono trasmesse in forma individuale, ma anonima, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonche’, con riferimento al  proprio  ambito territoriale di azione, alle  regioni  e  province  autonome,  ((  ai comuni  ))  e   agli   altri   enti   pubblici   responsabili   della programmazione di prestazioni e di servizi sociali e  socio-sanitari, ai  fini  dell’alimentazione  del  Sistema  informativo  dei  servizi sociali, di cui all’articolo 21, della legge 8 novembre 2000, n. 328. (( Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali  presenta,  entro il 28  febbraio  di  ogni  anno,  alla  Commissione  parlamentare  di controllo sull’attivita’ degli enti gestori di forme obbligatorie  di previdenza e assistenza sociale, di cui all’articolo 56 della legge 9 marzo 1989, n. 88, una relazione sullo  stato  di  completamento  del Casellario dell’assistenza nonche’  sulla  fruibilita’  dei  dati  da parte di tutte le istituzioni pubbliche ai sensi del presente  comma. )) Dall’attuazione del presente comma non  devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri per la finanza pubblica.   3. Per le medesime finalita’ di cui al comma 2, nonche’ al fine  di poter disporre di una base unitaria di dati funzionale ad  analisi  e studi mirati  alla  elaborazione  e  programmazione  integrata  delle politiche socio-sanitarie e di rendere piu’ efficiente ed efficace la relativa  spesa  e   la   presa   in   carico   della   persona   non autosufficiente, le informazioni di cui al comma 2, anche  sensibili, trasmesse dagli enti pubblici responsabili  dell’erogazione  e  della programmazione di prestazioni e di servizi sociali  e  socio-sanitari attivati a favore delle persone non autosufficienti sono, senza nuovi o maggiori oneri per la  finanza  pubblica,  integrate  e  coordinate dall’INPS con quelle raccolte dal Nuovo sistema informativo sanitario e dagli altri sistemi informativi dell’INPS. Le informazioni raccolte ai sensi  del  presente  comma  sono  trasmesse  dall’INPS  in  forma individuale, ma anonima, al Ministero del lavoro  e  delle  politiche sociali e al Ministero della  salute,  nonche’,  con  riferimento  al proprio ambito  territoriale  di  azione,  alle  regioni  e  province autonome, (( ai comuni )) e agli  altri  enti  pubblici  responsabili della  programmazione  di  prestazioni  e  di   servizi   sociali   e socio-sanitari. (( L’INPS rende note le informazioni  cosi’  raccolte all’interno del bilancio sociale annuale,  nel  quale  devono  essere distinte le  entrate  e  le  uscite  attinenti  rispettivamente  alla previdenza e all’assistenza. Al fine di una  migliore  programmazione delle politiche sociali e a supporto delle scelte legislative,  entro il 31 marzo di ogni anno, il Ministro del lavoro  e  delle  politiche sociali presenta alle Camere una relazione sulle politiche sociali  e assistenziali, riferita all’anno precedente.   4. Con decreto del Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze  e  con  il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza  unificata ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n. 281, sono disciplinate le modalita’ di attuazione  del  comma  3  del presente articolo. ))

Art. 17  Semplificazione in materia di assunzione di lavoratori extra UE ((  e         di documentazione amministrativa per gli immigrati ))  

Rispetto all’argomento di cui al titolo, si registra l’introduzione  di alcune   innovazioni normative.

La prima  modifica , prevista dal  comma 1 dell’art.17,riguarda l’estensione di validita’ della comunicazione obbligatoria preventiva di assunzione

E’  risaputo che  i  datori  di lavoro   ovvero i   soggetti di cui all’articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, e  gli altri soggetti abilitati dalle vigenti disposizioni di legge alla gestione e all’amministrazione del personale dipendende del settore agricolo ovvero dell’associazione sindacale dei datori di lavoro alla quale egli aderisca o conferisca mandato ,  devono e rimettere telematicamente al servizio impiego  competente ,almeno entro il giorno precedente  l’assunzione,        una comunicazione contenente il nominativo del lavoratore assunto, la data dell’assunzione, la tipologia contrattuale, la qualifica ed il trattamento economico e normativo a norma dell’articolo  9-bis,  comma 2, del  decreto-legge  1°  ottobre  1996,  n.  510,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608.Orbene  resta  precisato dall’art.17 comma 1 del decretolegge in esame che  detta comunicazione  ,dal 10.2.2011, assolve a tutti gli effetti di legge, anche  agli  obblighi  di  comunicazione  della stipula del contratto di soggiorno per  lavoro  subordinato  concluso direttamente tra le parti per l’assunzione di lavoratore in  possesso di permesso di soggiorno, in corso di  validita’,  che  abiliti  allo  svolgimento di attivita’ di lavoro subordinato  di  cui  all’articolo 5-bis del testo unico delle disposizioni  concernenti  la  disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

Inoltre   ,il   comma 2 dell’art.17, fa riferimento ai lavori stagionali  con i cittadini extracomunitari ,diciplinati dall’  articolo 24 del testo unico   25 luglio 1998, n. 286, al testo originario del quale risultano apportate alcune variazioni ruguardanti i commi 2 e 3 .

In riferimento a quanto sopra ,si riporta  il testo delle modifiche apportate alle norme citate e al dec.legvo n.445/00  ,aventi efficacia    dal 10.2.2012 ,se introdotte del dec.legge ,ovvero dal 6.4.2012  ,se avvenuto a seguito della conversione:

Semplificazione in materia di assunzione di lavoratori extra UE ((  e         di documentazione amministrativa per gli immigrati ))   1. La comunicazione obbligatoria di cui all’articolo  9-bis,  comma 2, del  decreto-legge  1°  ottobre  1996,  n.  510,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, assolve, a tutti gli effetti di legge, anche  agli  obblighi  di  comunicazione  della stipula del contratto di soggiorno per  lavoro  subordinato  concluso direttamente tra le parti per l’assunzione di lavoratore in  possesso di permesso di soggiorno, in corso di  validita’,  che  abiliti  allo svolgimento di attivita’ di lavoro subordinato  di  cui  all’articolo 5-bis del testo unico delle disposizioni  concernenti  la  disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.   2. All’articolo 24 del testo unico delle  disposizioni  concernenti la  disciplina  dell’immigrazione  e  norme  sulla  condizione  dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:   a) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:   «2-bis. Qualora lo sportello unico per  l’immigrazione,  decorsi  i venti giorni di cui al comma 2, non comunichi al datore di lavoro  il proprio diniego, la richiesta si intende accolta,  nel  caso  in  cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:   a) la richiesta riguardi  uno  straniero  gia’  autorizzato  l’anno precedente a prestare lavoro stagionale presso lo  stesso  datore  di lavoro richiedente;   b)  il  lavoratore  stagionale  nell’anno  precedente   sia   stato regolarmente assunto dal datore  di  lavoro  e  abbia  rispettato  le condizioni indicate nel permesso di soggiorno.».   b) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:   «3-bis. Fermo restando il limite di nove mesi di cui  al  comma  3, l’autorizzazione al lavoro  stagionale  si  intende  prorogato  e  il permesso  di  soggiorno  puo’  essere  rinnovato  in  caso  di  nuova opportunita’ di lavoro stagionale offerta dallo  stesso  o  da  altro datore di lavoro.».   3. L’autorizzazione al lavoro stagionale (( di cui agli articoli 38 e 38-bis del regolamento di cui al )) decreto  del  Presidente  della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, puo’ essere concessa, nel rispetto dei limiti temporali minimi e massimi di cui all’articolo  24,  comma 3, del testo unico, anche a piu’ datori di lavoro,  oltre  al  primo, che impiegano lo stesso lavoratore straniero per  periodi  di  lavoro successivi  ed  e’  rilasciata  a  ciascuno  di  essi,  ancorche’  il lavoratore, a partire  dal  secondo  rapporto  di  lavoro,  si  trovi legittimamente  presente  nel   territorio   nazionale   in   ragione dell’avvenuta instaurazione del primo rapporto di lavoro  stagionale. In tale ipotesi, il lavoratore e’ esonerato dall’obbligo  di  rientro nello Stato di provenienza per il  rilascio  di  ulteriore  visto  da parte dell’autorita’ consolare e il permesso di soggiorno per  lavoro stagionale deve essere rinnovato, nel rispetto dei  limiti  temporali minimi e massimi di cui all’articolo 24, comma 3,  del  testo  unico, fino alla scadenza del nuovo rapporto di lavoro stagionale.   4. Al comma 3 dell’articolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, dopo l’ultimo periodo e’  aggiunto il  seguente:  «La  richiesta  di  assunzione,  per   le   annualita’ successive alla prima, puo’ essere effettuata da un datore di  lavoro anche diverso dal datore di  lavoro  che  ha  ottenuto  il  nullaosta triennale al lavoro stagionale.».   (( 4-bis. All’articolo 3, comma  2,  del  testo  unico  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,  le parole: «, fatte salve le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina  dell’immigrazione  e  la condizione dello straniero» sono soppresse.   4-ter. All’articolo 2, comma 1, del regolamento di cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e  successive modificazioni, le parole: «, fatte salve le  disposizioni  del  testo unico o del presente regolamento  che  prevedono  l’esibizione  o  la produzione di specifici documenti» sono soppresse.   4-quater. Le disposizioni di cui ai commi 4-bis e 4-ter  acquistano efficacia a far data dal 1° gennaio 2013.   4-quinquies. Con decreto del  Ministro  dell’interno,  da  adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della  legge  di conversione del presente decreto, di concerto con il Ministro per  la pubblica amministrazione e la semplificazione,  sono  individuate  le modalita’ per l’acquisizione d’ufficio dei certificati del casellario giudiziale italiano, delle iscrizioni relative ai procedimenti penali in corso sul territorio nazionale, dei dati  anagrafici  e  di  stato civile, delle certificazioni concernenti l’iscrizione nelle liste  di collocamento del lavoratore licenziato, dimesso o invalido, di quelle necessarie per il rinnovo del permesso di  soggiorno  per  motivi  di studio  nonche’  le  misure   idonee   a   garantire   la   celerita’ nell’acquisizione della documentazione. ))
Art. 18 ,commi  1 e 2   -Semplificazione  in  materia  di   assunzioni  pubblici esercizi

La semplificazione in materia di assunzioni   interessa le assunzioni da parte dei datori di lavoro dei “pubblici esercizi” .

Infatti ,anzitutto è da evidenziare che  il comma 1  dell’art.18 in esame   ,richiamdo  l’art.9-bis, comma 2,  terzo  periodo,  decreto-legge  1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla  legge  28 novembre 1996, n. 608, come modificato dalla legge n.183-2010-art.4 comma 2(- Al comma 2 dell’articolo 9-bis del decreto-legge 1o ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: «Nel settore turistico il datore di lavoro che non sia in possesso di uno o più dati anagrafici inerenti al lavoratore può integrare la comunicazione entro il terzo giorno successivo a quello dell’instaurazione del rapporto di lavoro, purché dalla comunicazione preventiva risultino in maniera inequivocabile la tipologia contrattuale e l’identificazione del prestatore di lavoro». prevede che ,dopo le parole: “Nel settore  turistico” sono inserite le seguenti: “e dei pubblici esercizi”.

Pertanto ,dal 10.2.2012,la comunicazione di assunzione per tutti i lavoratori  definita  urgente ,oltre che    ai  datori di lavoro del settore turistico, è consentita anche a quelli dei pubblici esercizi ,tenuto conto peraltro che essi  ormai fanno  riferimento alla   disciplina  dello stesso  ccnl.

Inoltre ,si rimarca che il secondo comma dell’art.18,stabilisce che all’  articolo 10, comma 3, del decreto  legislativo  6  settembre 2001, n. 368,( che recitava : ”3. Nei settori del turismo e dei pubblici esercizi e’ ammessa l’assunzione diretta di manodopera per l’esecuzione di speciali servizi di durata non superiore a tre giorni, determinata dai contratti collettivi stipulati con i sindacati locali o nazionali aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Dell’avvenuta assunzione deve essere data comunicazione al centro per l’impiego entro cinque giorni. Tali rapporti sono esclusi dal campo di applicazione del presente decreto legislativo”. ,il secondo periodo e’ soppresso .Pertanto  il nuovo testo di detto comma 3 ,dal 10.2.2010 ,risulta così formato:”Nei settori del turismo e dei pubblici esercizi e’ ammessa l’assunzione diretta di manodopera per l’esecuzione di speciali servizi di durata non superiore a tre giorni, determinata dai contratti collettivi stipulati con i sindacati locali o nazionali aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale.   Tali rapporti sono esclusi dal campo di applicazione del presente decreto legislativo”.

In definitiva, dall’entrata in viire del decreto legge in esame ,risulta stabilito che   tutte le assunzioni (anche extra) del settore pubblici esercizi,come del settore turismo , va fatta la comunicazione anticipata prima dell’instaurazione del rapporto: se il datore di lavoro non ha tutti i dati è sufficiente inviare, in via preventiva, al centro per l’impiego, con le modalità usuali, quelli relativi al nome del prestatore e alla tipologia contrattuale, fermo restando l’obbligo della integrazione entro il terzo giorno successivo.

Art.18 comma 1 bis -Assunzione contestuale due o piu’  operai agricoli a t.d.

Dal 6.4.2012 ,data di entrata in vigore delle  modifiche apportate al decreto legge n.5/12 dalla legge di conversione , è aggiunto il comma 1 bis ,che dispone:

(( 1-bis. All’articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996,  n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996,  n. 608, e successive modificazioni, dopo il comma 2-bis e’  inserito  il seguente:   «2-ter. In caso di assunzione contestuale  di  due  o  piu’  operai agricoli a tempo determinato da parte del medesimo datore di  lavoro, l’obbligo  di  cui  al  comma  2   e’   assolto   mediante   un’unica comunicazione contenente le generalita’ del datore di  lavoro  e  dei lavoratori, la data di inizio e di cessazione della  prestazione,  le giornate di lavoro presunte e l’inquadramento contrattuale». ))

Art.18, comma 3 -Semplificazioni in materia di sospensioni   in materia di collocamento  obbligatorio

Si  fa presente che  l’art.18 del decreto legge n.5/12   ,al  comma 3  s’interessa   del collocamento obbligatorio   , apportando    modifiche  all’articolo 4 commi  1 e 3  del  DPR   10 ottobre 2000, n. 333,(Regolamento attuazione legge n.68/99)  , il cui testo,pertanto ,per effetto delle stesse ,dal 10.2.2012 è risultato  così composto  ,

“  1. Ai fini della fruizione dell’istituto della sospensione dagli obblighi di assunzione di cui all’articolo 3, comma 5, della legge n.68 del 1999, il datore di lavoro privato presenta apposita comunicazione al competente servizio provinciale ovvero  al  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali in caso di unita’ produttive ubicate in piu’ province, corredata da documentazione idonea a dimostrare la sussistenza di una delle condizioni di cui al citato comma 5, allegando il relativo provvedimento amministrativo che riconosce tale condizione. 2. La sospensione opera per un periodo pari alla durata dei trattamenti di cui all’articolo 3, comma 5, della legge n.68 del 1999, e cessa contestualmente al termine del trattamento che giustifica la sospensione stessa. Entro 60 giorni da tale data, il datore di lavoro di cui al comma 1 presenta la richiesta di avviamento dei lavoratori da assumere ai sensi dell’articolo 9, comma 1, della citata legge n.68. 3. In attesa dell’emanazione del provvedimento che ammette l’impresa ad uno dei trattamenti di cui all’articolo 3, comma 5, della legge n.68 del 1999, il datore di lavoro interessato presenta domanda al servizio provinciale competente  ovvero   alMinistero del lavoro e delle politiche sociali” ,  ai fini della concessione della sospensione temporanea degli obblighi. Il servizio ovvero il Ministero del Lavoro valutata la  situazione dell’impresa, può concedere la sospensione con provvedimento di autorizzazione per un periodo non superiore a tre mesi, rinnovabile una sola volta. 4. La sospensione degli obblighi occupazionali riconosciuta ai sensi del presente articolo può riguardare anche i lavoratori di cui all’articolo 18, comma 2, della legge n.68 del 1999.”

In definitiva , in caso di    richiesta di sospensione degli obblighi occupazionali che si ha, per le imprese industriali, in presenza di interventi integrativi di CIGS o di solidarietà   o, in tutti i settori, in presenza di una procedura di mobilità. La novità più importante è rappresentata dal fatto che l’istanza, allorquando riguardi imprese con unità produttive ubicate in più province, va inviata oltreché al servizio della Provincia ove insiste la sede legale, anche al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con trasferimento dei competenza circa la   la relativa autorizzazione  di sospensione.

Però,si deve tener presente che  in sede di conversione in legge ,il testo originario del comma 3  è stato  modificato   ,tantpo che dal 6.4.2012 è cosi’ composto:

3. All’articolo 4 del decreto del Presidente  della  Repubblica  10 ottobre 2000, n. 333, sono apportate le seguenti modifiche:   (( a) al comma 1, le parole: «al competente  servizio  provinciale» sono sostituite dalle  seguenti:  «al  servizio  provinciale  per  il collocamento mirato competente sul territorio dove si trova  la  sede legale dell’impresa »;   b) al comma 1 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «In  caso di  unita’  produttive  ubicate  in  piu’  province,  l’ufficio   del collocamento mirato competente sul territorio dove si trova  la  sede legale dell’impresa  provvede  ad  istruire  la  pratica  e  provvede d’ufficio alla comunicazione dovuta ai  servizi  provinciali  per  il collocamento competenti sui territori dove  sono  ubicate  le  unita’ produttive dell’impresa procedente»;   c) al comma 3, primo periodo, le parole: «al  servizio  provinciale competente» sono sostituite dalle seguenti: «al servizio  provinciale per il collocamento mirato competente sul territorio dove si trova la sede legale dell’impresa ». ))

Rispetto a quanto detto ,si ritiene di ricordare che  con  la nota del 18 aprile 2012 n.5396 , contenuta nel  file    Sospensione obblighi di assunzione di cui all´art. 3, comma5, della Legge 12 marzo 19-1(, riprendendo quanto  precisato dalla nota del 13 marzo 2012, prot. 3615 in materia di sospensione degli obblighi previsti dalla leegge n.68/99 e dal dpr n.333/00 ,MINLAVORO Nota n. 3615 del 13 marzo 2012),  la Direzione Generale per le Politiche dei  Servizi per il Lavoro, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali,   ha ulteriori   precisazioni circa la fruizione della sospensione dagli  obblighi occupazionali  per il datore di  lavoro con unità produttive ubicate in più province e allegando i fac simile di domande da presentare in carta legale ,in attesa che prossimamente sia disponibile il proramma per la rimessa delle istanze in via telematica.

La presentazione di dette istanze risultava stabilita dal decreto  legge n.5/012 ,in vigore  dal 10 febbraio 2012,

Posto che ,come or ora sottolineato il testo del comma 3 previsto dal dec.legge n.5/012 ,av far data dal 6.4.012 risulta sostityuito da un altro diverso testo ,in cui non si prevede il coinvolgimento del Ministero del Lavoro circa le istanze di sospensione prer le assunzioni del collocamento obbligatorio,appare oggettivamente confacente ,a fronte di tale nuova  situazione a livello normativo ,   per  le  aziende interessate alla sospensione delle assunzioni obbligatorie attendere nuove istruzioni ministeriali sull’argomento.

Art. 19 Semplificazione in materia di libro unico del lavoro

La  modificazione  in questione investe la nozione  di omessa  e di infedele registrazione ,di cui all’ articolo 39, comma 7, del decreto-legge 25 giugno  2008,  n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n. 133,e, a tal fine  dopo il primo  prevede l’inserimento  di nuovi periodi,per cui    il testo  del predetto    comma 7 risulta essere ,dal 10.2.2012 ,il seguente, sottolimeando che le modifiche sono evidenziate in grassetto  :  “Salvo i casi di errore meramente materiale, l’omessa o infedele registrazione dei dati di cui ai commi 1 e 2 che determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali e’ punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 150 a 1500 euro e se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da 500 a 3000 euro. La violazione dell’obbligo di cui al comma 3 e’ punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 100 a 600 euro, se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da 150 a 1500 euro. La mancata conservazione per il termine previsto dal decreto di cui al comma 4 e’ punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 100 a 600 euro. Alla contestazione delle sanzioni amministrative di cui al presente comma provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro e previdenza. Autorità competente a ricevere il rapporto ai sensi dell’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 e’ la Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente. La  nozione di omessa registrazione si  riferisce  alle scritture complessivamente omesse e non a ciascun singolo dato di cui manchi la registrazione e la nozione  di  infedele  registrazione  si riferisce alle scritturazioni dei dati di cui ai commi 1 e 2  diverse rispetto alla  qualita’  o  quantita’  della  prestazione  lavorativa effettivamente resa o alle somme effettivamente erogate”

     Pertanto nel caso di per “omessa registrazione” occorre far riferimento alle  scritturazioni “complessivamente omesse” e non a ciascun singolo dato del quale manchi la registrazione ,il che comporta  sotto l’aspetto sanzionatorioche si deve  considerare ta un’unica violazione che fa riferimento a tutte quelle che sono tra loro connesse.  ).

Invece    nel caso in cui ci si trovi ad una infedele registrazione da cui emerga una volontà commissiva del trasgressore finalizzata, il più delle volte, ad una evasione di natura contributiva e fiscale   vanno applicate tante sanzioni quante sono le registrazioni infedeli ,trattandosi di più violazioni determinatesi anche attraverso una pluralità di azioni, pur se riferibili ad un unico disegno) .

Art. 21 -Responsabilita’ solidale negli appalti

Sulla responsabilità solidale tra committente e appaltatori sulle retribuzioni e i versamenti delle ritenute fiscali e previdenziali dei lavoratori  gli operatori registrano una certa incertezza interpretativa delle norme in materia,che favorisce  il  contenzioso ,risultante in continuo aumento  a causa di norme giudicate  poco chiare

. La disciplina della responsabilità solidale  contenuta nelle disposizioni normative   non riesce a coprire tutte le attività economiche che normalmente si svolgono nel corso di un appalto ,mentre induce   la stazione appaltante a  subire  la responsabilità di situazioni, come il versamento delle imposte dell`appaltante e del subappaltante, anche per cinque anni dopo la chiusura dell`appalto.,venendo a trovarsi in una    situazione  estranea alla propria    possibilità di controllo ,per cui   di norma il committente ,costretto a richiedere  una polizza fideiussoria ,  favorisce il determinarsi di  maggiori costi  l’esecutore dei lavori.

Rendendosi interpretre di tale stsato di cose il legislatore ha  sostituito il testo originario      dell’   articolo 29, comma 2, del  decreto  legislativo  10  settembre 2003, n. 276, con il seguente  seguente:   “2. In caso di appalto  di  opere  o  di  servizi,  il  committente imprenditore  o  datore  di  lavoro  e’  obbligato  in   solido   con l’appaltatore, nonche’ con ciascuno  degli  eventuali  subappaltatori entro  il  limite  di  due  anni  dalla  cessazione  dell’appalto,  a corrispondere ai lavoratori i trattamenti  retributivi,  comprese  le quote  di  trattamento  di  fine  rapporto,  nonche’   i   contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione  al  periodo di esecuzione del contratto di appalto,  restando  escluso  qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo  il  responsabile dell’inadempimento.”.

Giusta la previsione del   comma 2 dell’art.1 del dec.legvo n.276/03 che”  Il presente decreto non trova applicazione per le pubbliche amministrazioni e per il loro personale”,resta inteso che la disposizione del sopra riportato  art.21 riguarda soltanto  i commitenti privati .

Infine si riporta il nuovo testo del citato art.29 ,comma 2,cosi’ come stabilito dall’art.21 del decreto legge n-.5/12 e dalla legge di conversione n .35/12

1. L’articolo 29, comma 2, del  decreto  legislativo  10  settembre 2003, n. 276, e’ sostituito dal seguente:   «2. In caso di appalto  di  opere  o  di  servizi,  il  committente imprenditore  o  datore  di  lavoro  e’  obbligato  in   solido   con l’appaltatore, nonche’ con ciascuno  degli  eventuali  subappaltatori entro  il  limite  di  due  anni  dalla  cessazione  dell’appalto,  a corrispondere ai lavoratori i trattamenti  retributivi,  comprese  le quote  di  trattamento  di  fine  rapporto,  nonche’   i   contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione  al  periodo di esecuzione del contratto di appalto,  restando  escluso  qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo  il  responsabile dell’inadempimento. (( Ove convenuto in  giudizio  per  il  pagamento unitamente all’appaltatore, il committente imprenditore o  datore  di lavoro  puo’  eccepire,  nella  prima  difesa,  il  beneficio   della preventiva escussione del patrimonio  dell’appaltatore  medesimo.  In tal caso il giudice accerta la responsabilita’ solidale  di  entrambi gli obbligati,  ma  l’azione  esecutiva  puo’  essere  intentata  nei confronti del committente imprenditore o datore di lavoro  solo  dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore. L’eccezione puo’ essere sollevata anche se l’appaltatore non e’  stato  convenuto in giudizio, ma in tal caso il committente imprenditore o  datore  di lavoro deve indicare i beni del patrimonio dell’appaltatore sui quali il  lavoratore   puo’   agevolmente   soddisfarsi.   Il   committente imprenditore o datore di lavoro che ha  eseguito  il  pagamento  puo’ esercitare l’azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali )) ».

PRESENTAZIONE ON LINE DOMANDE EXTRACOMUNITARI ATTIVITA’ STAGIONALI

23/04/2012

 Attivo dalle ore 8 di venerdì 20 aprile il servizio di inoltro telematico delle richieste di nulla osta al lavoro per l’ingresso in Italia della quota massima di 35.000 cittadini extracomunitari prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13.03.2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

Dalle ore 8 di , venerdì 20 aprile, è possibile inviare le domande relative al decreto flussi stagionali 2012, utilizzando il servizio di inoltro telematico all’indirizzo https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp.
È stato, infatti, pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 – Serie generale – il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 marzo 2012 che definisce la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato italiano per l’anno 2012.
I datori di lavoro possono richiedere il nulla osta al lavoro per i lavoratori non comunitari residenti all’estero fino alle ore 24 del prossimo 31 dicembre.
Il ‘tetto’ di 35.000 unità, ripartito tra regioni e province autonome con provvedimento del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, riguarda i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina e Tunisia.
L’articolo 2 del DPCM 13.03.2012 prevede inoltre, come anticipazione della quota massima di ingresso dei lavoratori non comunitari per motivi di lavoro non stagionale per l’anno 2012, l’ingresso di 4.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nel paese di origine, ai sensi dell’art.23 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n.286.

Si ricorda  che  con   la lettera circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 5 aprile 2012  20120405_LC risultano ripartite territorialmente le quote di ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali nel territorio dello Stato

 

INDENNITA’ UNA TANTUM 2012 CO.CO.CO. CHIARIMENTI INPS

23/04/2012

Con il sottostante  messaggio n.6762 del 19.4.2012 ,l’Inps fornisce chiarimenti e rispoinde ai quesiti sull’argomento del titolo.

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INPS – Messaggio 19 aprile 2012, n. 6762

Indennità c.d.”una tantum” Co.co.pro.- liquidazione anno 2012 – risposte a quesiti.

1. Premessa

L’articolo 6, comma 1, lettera c), decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, come già noto (cfr msg 4592 del 14.03.2012), ha

disposto – anche per l’anno 2012 e “nel limite di spesa per il 2012 pari ad euro 13 milioni” – la

prosecuzione dell’intervento a sostegno del reddito a favore dei collaboratori coordinati e

continuativi a progetto, istituito dall’articolo 19, comma 2, decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e, successivamente, sostituito

dall’art.2, comma 130 della legge n. 191/2009.

Poiché la norma non ha innovato in materia di requisiti, si riconfermano, anche per l’anno 2012,

tutte le condizioni che devono essere soddisfatte all’atto di presentazione della domanda e, in

particolare:

– monocommittenza, con riferimento all’ultimo rapporto di lavoro;

– dato reddituale riferito all’anno precedente;

– accredito contributivo di almeno una mensilità nell’anno di riferimento e di almeno tre mensilità

nell’anno precedente;

– assenza di contratto di lavoro da almeno due mesi (condizione che deve, comunque, persistere al

momento della presentazione della domanda di prestazione).

La domanda di prestazione deve essere presentata nel termine di 30 giorni dalla data in cui risultano

essersi verificati i presupposti brevemente illustrati. Restano ferme le disposizioni impartite con le

circolari 26 maggio 2009, n. 74 e 9 marzo 2010, n. 36, riferite alle indennità 2009 e 2010; e i

messaggi 7 febbraio 2011, n. 3040 e 22 febbraio 2011, n. 4357, per la prestazione il cui evento “fine

lavoro” si sia verificato nell’anno 2011.

Il modello di domanda, anche per il 2012 è quello già in uso (COD.SR92) per gli anni precedenti; la

mancanza di un espresso termine di decadenza, potrebbe comportare che – sebbene entro i limiti sia

richiesta la prestazione in parola anche per casi in cui l’evento di “fine lavoro” si sia verificato

nell’anno 2009; in tali casi, atteso che i requisiti previsti dalle norme di legge di riferimento sono

parzialmente diversi, il modello da utilizzare è quello indicato con ” COD.SR82″.

2. Risposte a quesiti

Sono pervenuti a questa Direzione centrale numerosi quesiti relativi alla prestazione una tantum in

argomento in favore dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all’art.61, comma 1, del

decreto legislativo n. 276 del 2003 e successive modificazioni.

Al riguardo, si forniscono i seguenti chiarimenti anche ai fini dell’istruttoria dei relativi ricorsi

amministrativi:

1) Rapporti di collaborazione per i quali è prevista la prestazione una tantum

Il legislatore limita la prestazione in parola ai “collaboratori coordinati e continuativi di cui

all’art.61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni”.

I beneficiari sono dunque solo i soggetti che abbiano stipulato un regolare contratto di lavoro a

progetto come regolamentato dalla citata disposizione (c.d. co.co.pro.).

Sono pertanto esclusi tutti i lavoratori che, a vario titolo, sono iscritti alla Gestione separata e il cui

rapporto di lavoro non sia inquadrabile nell’ambito di applicazione del citato articolo 61, comma 1

(ad esempio, i c.d. mini co.co.co., i lavoratori autonomi occasionali, etc).

Per quanto riguarda le collaborazioni con le PP.AA., si precisa che sono esclusi dalla predetta

prestazione tutti coloro che abbiano stipulato rapporti di lavoro diversi dal contratto di

collaborazione a progetto (ad esempio, gli assegnisti di ricerca o i partecipanti a dottorati di ricerca

con borsa di studio) ovvero i soggetti che svolgano un mero rapporto di collaborazione coordinata e

continuativa, ai sensi dell’articolo 61, comma 2, del D.Lgs. n.276/2003. Cfr. circolare Presidenza

del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica – 15 luglio 2004, n. 4

laboratore).

Occorrerà pertanto verificare la corretta qualificazione del rapporto di lavoro: non è possibile, ad

esempio, qualificare un dottorato di ricerca come rapporto di lavoro a progetto.

2) Iscrizione esclusiva alla gestione separata

La prestazione una tantum è prevista solo per i soggetti non assicurati presso altre casse

previdenziali (con esclusione dunque dei soggetti che siano già titolari di pensione ovvero provvisti

di altra forma pensionistica obbligatoria).

A tal proposito è utile rammentare che ai co.co.pro. iscritti in via esclusiva alla gestione separata si

applica:

– per l’anno 2012, l’aliquota del 27,72 %;

– per gli anni 2010 e 2011, l’aliquota del 26,72 %;

– per l’anno 2009, l’aliquota del 25,72 %.

Dette aliquote sono comprensive della percentuale dello 0,72 per finanziare l’indennità di maternità,

l’assegno per il nucleo familiare, l’indennità di malattia e di degenza ospedaliera.

Ai co.co.pro. che risultino iscritti anche ad altre forme previdenziali obbligatorie o che siano

pensionati si applica invece l’aliquota del 17% e ad essi è preclusa la prestazione in parola.

3) Monocommittenza.

La monocommittenza implica l’avere lavorato per un unico datore di lavoro.

Come indicato nella circolare 9 marzo 2010, n. 36, tale caratteristica deve essere riferita al periodo

di tempo relativo all’ultimo rapporto di lavoro, ossia quello al termine del quale si è verificato

l’evento “fine lavoro”. Più precisamente occorre verificare se nel predetto periodo di riferimento il

richiedente abbia fornito la propria collaborazione in favore di più committenti; in tale caso, è

esclusa la monocommittenza e, dunque, la prestazione.

In altri termini sono in regime di monocommittenza tutti i co.co.pro. che per il periodo di lavoro

considerato ai fini della prestazione a sostegno del reddito in oggetto, non abbiano svolto

contemporaneamente altro rapporto di lavoro o altra collaborazione in favore rispettivamente di un

datore di lavoro o altro committente.

E’ quindi possibile che nello stesso anno solare il beneficiario della prestazione abbia operato con

diversi committenti purché i relativi periodi di co.co.pro. non si sovrappongano.

Così, ad esempio, il requisito della monocommittenza può ritenersi soddisfatto nel caso in cui il

collaboratore a progetto abbia operato in favore di un committente nel periodo 1° gennaio – 30

giugno, e a favore di un altro committente nel periodo 1° luglio – 31 dicembre; viceversa il predetto

requisito non può ritenersi sussistente nel caso in cui nel medesimo periodo di riferimento (1°

luglio-31 dicembre) risultino stipulati più contratti di collaborazione in favore di diversi

committenti.

4) Reddito lordo nell’anno precedente non inferiore a 5.000 € e non superiore a 20.000 € per

gli anni 2010 , 2011 e 2012; per l’anno 2009, il reddito massimo non dovrà essere superiore al

minimale previsto annualmente per l’accredito contributivo (ex art. 1 co.3 della L. 233/1990)

Il requisito reddituale richiesto dalla legge va accertato con riferimento ai redditi percepiti nell’anno

precedente all’anno di riferimento, cioè all’anno in cui si è verificato l’evento “fine lavoro”.

Pertanto:

– per le domande il cui anno di riferimento è il 2012, occorre accertare i redditi 2011;

– per le domande il cui anno di riferimento è il 2011, occorre accertare i redditi 2010;

– per le domande il cui anno di riferimento è il 2010, occorre accertare i redditi 2009;

– per le domande il cui anno di riferimento è il 2009, occorre accertare i redditi 2008. In tale anno il

limite massimo reddituale previsto per l’accredito contributivo è di 13.819 € (cfr. circolare n.

74/2009, cd. minimale di reddito);

Circa il reddito da considerare, si ritiene che lo stesso vada identificato con il reddito soggetto a

contribuzione e, quindi, con il reddito lordo complessivo di cui alla parte C, sezione 2 punto 12 cud

5) Accredito di mensilità nell’anno di riferimento

Per gli anni di riferimento 2010, 2011 e 2012 (si ribadisce che non si tratta degli anni in cui è stata

presentata la domanda), l’accredito di mensilità non può essere inferiore ad uno.

Per l’anno di riferimento 2009, l’accredito di mensilità non può essere inferiore a tre (cfr art. 19,

comma 2, lettera c del D.L. 185/2008, nel testo vigente fino alla modifica prevista dalla legge n.

191/2009, art. 2, comma 130).

6) Accredito nella gestione separata di almeno tre mensilità nell’anno precedente l’anno di

riferimento

Nell’anno precedente il periodo in cui si è verificato l’evento “fine lavoro”, devono essere presenti

almeno tre mesi di contribuzione nella Gestione separata.

Esclusivamente per i rapporti di lavoro co.co.pro. il cui evento di fine lavoro si è verificato

nell’anno 2009, unitamente al predetto requisito minimo di accredito contributivo nell’anno

precedente (tre mesi), dovrà accertarsi anche che nello stesso precedente anno risultino privi di

copertura contributiva, presso la Gestione separata, almeno due mesi.

Sul punto si chiarisce che, analogamente a quanto previsto per l’indennità di disoccupazione e in

mancanza di una espressa norma di legge in senso contrario, sono da considerare utili ai fini della

prestazione in oggetto anche i periodi di contribuzione figurativa.

7) Assenza di contratto di lavoro prima dell’inoltro della domanda

L’assenza di contratto da almeno due mesi è da intendersi come mancanza di lavoro al momento

della domanda.

Al riguardo, l’interessato dichiara nella stessa domanda di avere i requisiti previsti nella norma di

legge.

Al fine della verifica del predetto requisito si dovrà fare un riscontro verificando nell’ultimo emens,

prodotto dal committente, la data di fine attività.

Tale elemento potrebbe non essere sufficiente ad escludere l’assenza di lavoro in quanto in presenza

di un pagamento differito del compenso, il committente effettuerà l’e-mens esclusivamente al momento del pagamento. Pertanto, con riferimento al periodo di lavoro,occorrerà consultare anche

le dichiarazioni contenute in Unilav.

Tale requisito è previsto solo per gli anni di riferimento relativi al 2010, 2011 e 2012.

ISTRUZIONI INPS VERIFICHE SPETTANZA INCENTIVI ASSUNZIONI LEGGE 407/90 E ISCRITTI LISTA MOBILITA’

23/04/2012

Le istruzioni dell’Inps di cui al titolo sono state fornite con il messaggio 27.3.2012 n.5300 e tengono tra l’altro conto  delle nuove disposizionmi in materia di certificati di disoccupazione e d’iscrizione in lista di mobilita ,che hanno modificato la disciplina previgente.disponendo la sostyituzione dei certificati con le autodichiarazioni  di responsabilita’ dei datori di lawvoro circa il èpossesso dei requisiti perr conseguire gli incentivi

Si riporta il testo del citato messaggio.

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Con la circolare 140 del 28 ottobre 2011 è stato introdotto il nuovo procedimento telematico finalizzato all’applicazione degli incentivi per l’assunzione dei lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o iscritti nelle liste di mobilità; successivamente, con il messaggio 776 del 13 gennaio 2012, sono state fornite le indicazioni per effettuare la verifica della spettanza degli incentivi mediante le nuove funzionalità rilasciate all’interno del Fascicolo elettronico aziendale.

I punti delineati nel messaggio possono essere qui riassunti:

1. Proroga dei termini per l’effettuazione dell’attività di verifica

2. Sussidiarietà tra Sedi

3. Nuove norme in materia di certificati di disoccupazione e di iscrizione nelle liste di mobilità

1. Proroga dei termini per l’effettuazione dell’attività di verifica

Con il messaggio 776/2012 era stato previsto che le sedi avrebbero dovuto concludere entro il 31 marzo l’attività di verifica relativa ai moduli elaborati dai sistemi informativi centrali nei mesi di novembre, dicembre e gennaio.

A modifica di quanto precedentemente disposto si precisa che alle schede di verifica che sono state aperte nel corso del 2011 e a quelle che verranno rilasciate entro il 31 marzo (relative ai moduli elaborati centralmente nel periodo novembre 2011 – marzo 2012) sarà associato un tempo soglia che scadrà il 31 maggio 2012 per tutti i moduli, a prescindere dalla data di apertura del corrispondente “ticket”.

2. Sussidiarietà tra Sedi

Le Sedi hanno rappresentato l’esigenza che le schede di verifica possano essere gestite in sussidiarietà anche da operatori di Sedi diverse da quelle cui competerebbe la gestione del rapporto contributivo con la singola azienda.

Per soddisfare tale esigenza è stato eliminato dall’attuale procedura il vincolo tecnico di istruttoria e definizione a carico della Sede cui compete la gestione della matricola aziendale interessata.

In futuro verrà ripristinato il vincolo ma verrà contestualmente rilasciata apposita nuova funzionalità del Fascicolo elettronico aziendale, che consentirà di creare dei gruppi di gestione appartenenti a più Sedi.

I valori omogeneizzati di produzione saranno comunque fin d’ora attribuiti alle sedi che effettivamente gestiscono le schede di verifica.

In futuro il “Cruscotto comunicazione bidirezionale” sarà aggiornato con i dati di produzione relativi alle schede di verifica; l’aggiornamento consentirà anche di rilevare i dati di flusso e di giacenza tenendo conto degli apporti in sussidiarietà attiva o passiva.

3. Nuove norme in materia di certificati di disoccupazione e di iscrizione nelle liste di mobilità

Il 1° gennaio 2012 è entrato in vigore l’articolo 15, comma 1, della legge 12 novembre 2011 n. 183, che ha modificato il “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”, di cui al DPR 28 dicembre 2000, n. 445.

In particolare, il primo comma (comma 01) del nuovo testo dell’articolo 40 del testo unico recita: “Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47.”

In conformità alla nuova normativa i lavoratori potranno continuare a chiedere il rilascio dei certificati di disoccupazione e di iscrizione nelle liste di mobilità ai Centri per l’impiego e agli altri uffici pubblici competenti, al fine di comprovare il proprio stato nei confronti dei loro potenziali datori di lavoro privati.

I datori di lavoro e i loro intermediari non potranno però più allegare i suddetti certificati ai moduli on-line “407” e “223”; dovranno sempre allegare le autocertificazioni sostitutive, sottoscritte dal lavoratore, secondo le indicazioni illustrate nella medesima circolare.

I funzionari delle Sedi – nello svolgimento dell’attività di verifica dei presupposti di spettanza dei benefici – non terranno conto dei certificati eventualmente allegati; dovranno in ogni caso attivare i riscontri presso i Centri per l’impiego, per quanto riguarda il requisito della disoccupazione e della sua durata, e presso gli altri eventuali uffici pubblici competenti per quanto riguarda l’iscrizione nelle liste di mobilità.

In considerazione della circostanza che la nuova normativa è entrata in vigore il primo gennaio 2012, i funzionari delle Sedi potranno considerare validi i certificati allegati ai moduli inviati fino al 31 dicembre 2011 e comunque allegati ai moduli la cui scheda di verifica sia stata definita prima della pubblicazione del presente messaggio.

I moduli on-line sono stati aggiornati; prossimamente verranno aggiornate anche le schede di verifica e le corrispondenti guide; le Sedi si atterranno comunque da subito alle nuove indicazioni fornite con il presente messaggio.

CONTRATTO INTEGRATIVO AMMINISTRAZIONE MINISTERO LAVORO

23/04/2012

Di seguito si riporta il comunicato relativo all’argomento di cui al tit0lo ,pubblicato sul sito del MLPS.

Al via la seconda fase della procedura per il passaggio degli ex Accertatori del lavoro dal profilo di Ispettore del lavoro a quello di Ispettore tecnico
Con la nota circolare del 19 aprile 2012 la Direzione Generale per le Politiche del Personale, l’Innovazione, il Bilancio e la Logistica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali rende noto che l’Amministrazione intende dare ulteriore seguito all’attuazione del punto 3 del Documento di Riattualizzazione dell’Ordinamento professionale allegato al CCI del 4 agosto 2009 circa il possibile inquadramento degli ex Accertatori del lavoro, confluiti nel profilo di Ispettore del lavoro in fase di prima applicazione del nuovo ordinamento professionale, nell’altro profilo del settore vigilanza e precisamente in quello di Ispettore tecnico. La nota in questione, che fa seguito alla nota circolare del 18 luglio 2011, contiene le informazioni sulle modalità procedurali per la presentazione delle istanze – che dovranno essere trasmesse alla Divisione VI della citata Direzione Generale entro il 31 maggio 2012 – e sui requisiti per l’esercizio dell’opzione da parte del personale dell’Amministrazione, corredata dalla nota del 9 febbraio 2012 della Direzione Generale per l’Attività Ispettiva.
•  Nota circolare del 19 aprile 2012 (formato .pdf 307,67 Kb)

DA MINISTRO LAVORO PRECISATO DETTAGLIO CIRCA 65 MILA ESODATI

22/04/2012

In  occasione della risposta ad un interpello urgente presentato alla Camera  ,il Ministro del Lavoro  il   19 scorso ha fornito  il  dettaglio  sui   65 mila esodati ,che dal medesimo erano stati  indicati  in un  precedente comunicato .

Rispetto ai  65mila esodati:
 -25.590 sono in mobilita’ ordinaria per accordi sindacali sottoscritti entro il 4 dicembre scorso,
-3.460 sono collocati in mobilita’ lunga ai sensi di accordi sindacali sottoscritti entro la stessa data,
-17.710 sono titolari di una prestazione straordinaria a carico di fondi di solidarieta’ (bancari, ndr.) sulla base di accordi collettivi (e questi lavoratori restano a carico dei fondi solidarieta’ fino ai 62 anni”,
-10.250 sono inoltre gli autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione che fossero a 2 anni o meno dall’eta’ pensionabile all’atto dell’approvazione del decreto ‘salva-Italia’.
 Le altre categorie individuate dalla legge sono:
– i lavoratori pubblici per i quali e’ in corso l’esonero dal servizio e abbiano 35 anni di contributi (950 lavoratori),
-i genitori di disabili che al 31 ottobre godevano di congedo biennale straordinario e maturino i requisiti contributivi per la pensione (150)
-, infine i lavoratori che abbiano risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre scorso sulla base accordi individuali, o anche collettivi con incentivi all’esodo (6.890).
Quello sopra esposto ,si riobadisce  è   il dettaglio dei 65mila ‘esodati’, fornito  alla Camera dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, nella risposta a un’interpellanza urgente di Luigi Muro (Fli). (Leggi)
 
Inoltre il Ministro  ha aggiunto che  governo non intende trascurare la ben diversa e ulteriore platea” di lavoratori esodati che va oltre quella dei 65.000 identificata dal tavolo tecnico il 12 aprile scorso,riferendosi ai”collocandi in mobilita’”ai sensi di accordi collettivi ‘governativi’ stipulati entro il 4 dicembre 2011, che avrebbero conseguito il trattamento pensionistico al termine del periodo di mobilità ,che  pur non direttamente interessati   dalle attuali misure di salvaguardia, merita particolare attenzione in quanto nei prossimi anni dovrà ugualmente confrontarsi con gli effetti prodotti dalla riforma pensionistica.  “
Per questi ,il  Governo sta valutando la possibilità di adottare, anche a seguito di consultazioni con le parti sociali – ha  concluso il Ministro  Fornero – misure aggiuntive volte a garantire la  tutela reddituale.
 Si complerta l’informazione sull’argomento ,rinviando al seguente link20120414,che contiene la risposta  della Fornero   a Il sole 24 ore circa  la differenza  tra i  dati sul numero complessivo  degli esodati   forniti  dalla stessa fonte   e quelli affermati dal rappresentante inps.

IN SCADENZA APPLICAZIONE DISCIPLINA TRANSITORIA T.U. APPRENDISTATO

22/04/2012

 Dal 25  ottobre  2011   è  in vigore il dec.legvo n.167/2011 contenente  la disciplina del nuovo  Testo Unico dell’apprendistato, che ,tuttavia, per diventare effettivamente operativo stabiliva    essere necessario che venissero adottati alcuni provvedimenti,  che di seguito si evidenziano.

In primo luogo, si  fa riferimento a quanto stabilito dall’art. 2, comma 1 del provvedimento in questione, secondo cui  :” La disciplina del  contratto  di  apprendistato  e’  rimessa  ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti  collettivi  di lavoro stipulati a livello nazionale da  associazioni  dei  datori  e prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul  piano nazionale nel rispetto dei  …principi”   precisati  nelle successive lettere da a) ad m).

Di conseguenza ,  verificato  che  gli   accordi interconfederali e/ o i contrati collettivi    sottoscritti  e vigenti  per  disciplinare l’apprendistato  nei vari settori produttivi    non appaiono   conformi ai   suddetti principi ,  risultava     indispensabile che le parti sociali provvedessero  in proposito   , onde  consentire ai   datori di lavoro  dei corrispondenti settori di attivita’  di costituire rapporti di apprendistato  conformi   alla   disciplina  del nuovo testo unico.

In secondo luogo,si  richiama  la previsione  dell’art.3 comma 2 del decreto legvo 167/11,in base al quale :” La regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale e’ rimessa alle regioni e alle province  autonome  di  Trento  e  Bolzano,  previo  accordo  in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  Regioni  e  le Province Autonome di Trento e di Bolzano, e sentite  le  associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative  sul  piano  nazionale,  nel  rispetto  dei  seguenti criteri e principi direttivi:
      a) definizione della qualifica o diploma professionale  ai  sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
      b) previsione di un monte ore di formazione, esterna  od  interna alla azienda, congruo al conseguimento della qualifica o del  diploma professionale in funzione di quanto stabilito al comma  1  e  secondo standard minimi formativi definiti ai sensi del  decreto  legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
      c) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati  a  livello nazionale, territoriale o aziendale  da  associazioni  dei  datori   e prestatori di lavoro comparativamente  piu’  rappresentative  per  la determinazione,  anche  all’interno  degli  enti  bilaterali,   delle modalita’ di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli standard generali fissati dalle regioni”.

Anche  rispetto a  questo aspetto ,si evidenzia   che   la  mancata regolamentazione   da parte delle Regioni o delle Province autonome     dei profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale ,la disciplina del T.U.  riguardante tale tipologia non poteva  essere operativa

In terzo luogo , si  sottolinea   la previsione dell’art.4 comma 2 del  nuovo T.U. ,  riguardante  l’apprendistato professionalizzante o di mestiere ,secondo  cui :” Gli  accordi  interconfederali   e   i   contratti   collettivi stabiliscono, in ragione dell’eta’ dell’apprendista  e  del  tipo  di qualificazione contrattuale da conseguire, la durata e  le  modalita’ di erogazione della formazione per  l’acquisizione  delle  competenze tecnico-professionali  e  specialistiche  in  funzione  dei   profili professionali   stabiliti   nei   sistemi   di   classificazione    e inquadramento del personale, nonche’ la  durata,  anche  minima,  del contratto che, per la sua componente  formativa,  non  puo’  comunque essere superiore a tre anni ovvero cinque per le figure professionali dell’artigianato  individuate  dalla  contrattazione  collettiva   di riferimento ”

Pertanto , la carenza  su questo punto   degli accordi interconfederali e dei contratti colettivi vigenti  nei varii settori produttivi  non  poteva  che  essere di ostacolo  transitoriamente  alla costituzione e gestione del contratto di apprendistato professionalizzante   secondo le disposizioni del testo unico.

L’ esclusione delle disposizioni contenute nel dec.legvo 167/11  si stabiliva    in  riferimento alla previsione:

-del comma 5 dell’art.4 relativo ai contratti di apprendistato per le attivita’ stagionali

-dei commi 2 e 3 dell’art.5 riguardanti  il  contratto di apprendistato di alta formazione, per cui    la  regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attivita’ di ricerca, per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione rimessa  rimessa alle Regioni, per i  soli  profili  che attengono  alla  formazione,   in   accordo   con   le   associazioni territoriali  dei  datori  di  lavoro  e  dei  prestatori  di  lavoro comparativamente  piu’  rappresentative  sul  piano   nazionale,   le universita’, gli istituti tecnici e professionali e altre istituzioni formative o di ricerca comprese quelle in possesso di  riconoscimento istituzionale di  rilevanza  nazionale  o  regionale  e  aventi  come oggetto la promozione delle attivita’  imprenditoriali,  del  lavoro, della formazione, della innovazione e del trasferimento tecnologico ,mentre in assenza   di   regolamentazioni   regionali   l’attivazione dell’apprendistato  di  alta  formazione  o  ricerca  e’  rimessa  ad apposite convenzioni stipulate dai singoli datori di lavoro  o  dalle loro  associazioni  con  le  Universita’,  gli  istituti  tecnici   e professionali e le istituzioni formative o di ricerca di cui al comma che precede, senza nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza pubblica.

Quindi,in  assenza di regolamentazioni regionali ovvero di convenzioni ,non  appare  possibile attivare nei corrispondenti ambiti territoriali  l’apprendistato  in questione  secondo  la  nuova disciplina dell’istituto.

Non meno   rilevanti e condizionanti  rispetto alla possibilia’  di fare ricorso alle tipologie dell’apprendistato stabilite dal   decreto legislativo n.167/2011 sono le  indicazioni contenute nell’art.6, ch concernenti   il repertorio delle professioni ,che compete al Ministero del Lavoro realizzare ,nonchè  gli  standard professionali, gli standard  formativi  e  la certificazione  delle competenze ,alla cui disciplina ,se mancante in  qualche   Regione  e/o in determinati contratti collettivi,secondo il T.U.,bisogna  discioplinare    , potendosi   in mancanza   incontrare    difficolta’ ed ostacoli nella realizzazione e gestione dei contratti d’apprendistato  come previsti dal  dec.leg.vo 167/11.

Allo scopo di consentire ai soggetti istituzionali e alle  parti sociali  di aver  modo e tempo   di attivarsi per adeguare le  regolamentazioni   normative   e contrattuali   alle previsioni del nuovo  T.U. circa gli aspetti sopra specificati,  nel decreto legislativo  citato  sono state inseriti i  commi 6 e 7 dell’art.7   .

Il comma 6,  riferendosi ai contratti di apprendistato gia’ costituiti ed ancora vigenti alla data del 25 ottobre 2011,prevede  che ,malgrado l’abrogazione di alcune norme legislative -(legge n.25/55 ,art.16 legge 196/97 ,art.21 e 22 della legge n.56/87  ed artt,da 47 a 53 del dec.lgvo n.276/03),per gli  stessi  resta ferma la disciplina di  regolazione dell’apprendistato  previgente.

Il comma 7 ,  a sua volta, stabilisce che per le   Regioni ed i settori ove la disciplina di cui al   decreto n.167/2011 non sia immediatamente operativa,  in    quanto mancano  i necessari  provvedimenti  prima  indicati , trovano  applicazione,  in via transitoria e non oltre sei mesi dalla data di entrata in  vigore del suddetto decreto ,quindi  sino al   25 aprile 2012,   le  regolazioni    precedenti ,mentre ,in     assenza  della offerta formativa pubblica ,    si dà   immediata  attuazione   alle regolazioni contrattuali vigenti.

Poiche’ ,dunque, il 25 c.m.  scadra’    il  periodo transitorio consentito   , si ritiene  confacente  verificare  se ed in che modo nel frattempo le regolamentazioni   regionali e contrattuali dell’istituto sono state adeguate    alle previsioni del T.U.

Anzitutto ,si deve prendere atto che rispetto all’apprendistato professionalizza o di mestiere  la contrattazione collettiva ha recepito la normativa dettata dal dec.legvo 167/11   per :

a) studi professionali

b) cooperative del settore socio sanitario assistenziale educativo

c) terziario

d) agenzie lavoro in somministrazione

e) industria

f) turismo

g) settore cooperazione in generale

i) settore autotrasporto,logistica e spedizioni

In secondo luogo ,si evidenzia che per il contratto per la qualifica e per il diploma professionale , in data 22.2.2012 la Conferenza delle Regioni ha approvato uno schema di accordo nazionale per la regolamentazione dei profili   formativi e in data 15.3.2012  la Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato e le regioni ha ratificato tale accordo  (G.U. n.77 del 31.3.2012)  in cui si  disciplinano   i profili formativi , consentendo così il ricorso a tale ulteriore forma di contratto di apprendistato.

Infine è da annotare   che allo stato attuale solo la regione Lazio ha redatto una proposta di legge per le tre nuove tipologie di apprendistato, nonostante sia ancora necessario l’esame e l’approvazione  della  stessa cda parte  del consiglio regionale. Nel resto dell’Italia l’iter è ancora alle fasi iniziali o, addirittura, non è stato neanche avviato.

In base alla situazione sopra   esposta   ,dal 26 aprile  2012,salvo ulteriori disposizioni , nei settori  in cui la disciplina  colllettiva non  ha recepito la normativa del nuovo T.U., il contratto di apprendistato  trovera’ significative limitazione ed evidentio condizionamenti ad  essere utilizzato ,cos’ che si  determiner’  una situazione  che   ,comportando ripercussioni negative a carico dell’occupazione dei giovani lavoratori,  imporra’ di  risolvere  la  disomogeneità dell’azione regolamentativa regionale   inn modo che  le novità della riforma sull’apprendistato  trovino concreta applicazione .

Fermo restando di ritenere  che i contratti di apprendistato in essere  alla data del   25.4.2012 continueranno sino alla conclusione ad essere disciplinati  ai sensi dell’art.7 comma 7 del T.U.,   appare auspicabile un sollecito  intervento di chiarimento ed indirizzo operativo da parte  del Ministero del Lavoro circa le modalita’ e le disposizioni da rispetttare  per  quelli che dovessero    venire  realizzati  dal 26.4.2012 inn avanti    ,,si conclude rinviando per il completamento informativo sull’argomento alla  documentazione  contenuta nei   files sottoelencati:

circ_29-2011

AccordoTurismoApprendistato2012

Accordo-Apprend-Industria

accordo apprendistato confcommercio .

– riforma dell’apprendistato studi professionali  consultabile al seguente link:

http://www.acca.it/articolocompleto/tabid/80/ItemID/1919/View/Details/Default.aspx

CCNL_CoopSociali_2010_2012

accordo_05_04_2012 agenzie lavoro somministrato

ACCORDO COOPERAZIONE su APPRENDISTATO 19 APRILE 2012

Autotasporto_Accordo apprendistato professionalizzante 24.4.2012

conferenza-stato-regioni-accordo-del-27-luglio-2011

schema-di-accordo-conf-stato-regione-19-gennaio-2012

Decreto-di-recepimento-11-novembre-2011-in-GU n.77/2011