CONVERTITO E PUBBLICATO DECRETO MILLEPROGHE 2012

La Camera, in seconda lettura, ha definitivamente  convertito in legge    24 febbraio 2012, n. 14 il decreto-legge  n.216/2011 , recante: “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative ”

Precisato che il testo coordinato dei predetti provvedimenti legislativi risulta pubblicato sul Supplemento Ordinario n.36  alla Gazzetta Ufficiale n.48 del 27.2.2012 , si evidenziano di seguito  gli argomenti inerenti il lavoro , così come  risultano disciplinati nel testo medesimo ,avvertendo che le modifiche ed integrazioni apportate sono in vigore dalla data di pubblicazione.

Art. 1               Proroga termini in materia di assunzioni  

I commi 1,2 e 3, non  avendo  subito variazioni,     continuano ad applicarsi nel testo   testo originario  di seguito riportato :

1. Il termine per procedere alle assunzioni di  personale  a  tempo indeterminato di cui all’articolo 1, commi  523,  527  e  643,  della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  e  successive  modificazioni,  e all’articolo 66, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e successive modificazioni, e’ prorogato al 31 dicembre 2012.   2. Il termine per procedere alle assunzioni di  personale  a  tempo indeterminato relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2009  e nell’anno 2010, di cui all’articolo 3,  comma  102,  della  legge  24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni e all’articolo  66, commi 9-bis, 13 e 14, del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.  133  e successive modificazioni, e’ prorogato  al  31  dicembre  2012  e  le relative autorizzazioni ad assumere,  ove  previste,  possono  essere concesse entro il 31 luglio 2012.   3. All’articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n. 133,  e  successive  modificazioni,  le  parole:  «Per  il   triennio 2009-2011»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «Per  il  quadriennio 2009-2012». Al medesimo comma e’ soppresso il sesto periodo.

Molteplici e rilevanti appaiono le modifiche ed integrazioni apportate   al   comma 4 ,come  evidenzia il seguente testo dello  stesso  ,secondo cui:”. L’efficacia  delle  graduatorie  dei  concorsi   pubblici   per assunzioni  a  tempo  indeterminato,  relative  alle  amministrazioni pubbliche  soggette  a  limitazioni   delle   assunzioni,   approvate successivamente al (( 30 settembre 2003 )), e’ prorogata fino  al  31 dicembre 2012, (( compresa la Presidenza del Consiglio  dei  ministri )). La disposizione di cui all’articolo 1,  comma  346,  lettera  e), della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  continua  ad  applicarsi,  nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.

Del tutto nuovo è il comma   (( 4-bis ,che dispone :”L’efficacia delle graduatorie di merito per  l’ammissione al tirocinio tecnico-pratico, pubblicate in  data  16  ottobre  2009, relative alla selezione pubblica per l’assunzione di  825  funzionari per  attivita’  amministrativo-tributaria  presso   l’Agenzia   delle entrate, di cui all’avviso pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale,  4ª serie speciale, n. 101 del 30  dicembre  2008,  e’  prorogata  al  31 dicembre 2012. In ottemperanza  ai  principi  di  buon  andamento  ed economicita’ della pubblica amministrazione, l’Agenzia delle  dogane, l’Agenzia del territorio e l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, in funzione delle finalita’ di  potenziamento  dell’azione  di contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, prima  di  reclutare nuovo      personale      con      qualifica      di      funzionario amministrativo-tributario,  attingono,  fino   alla   loro   completa utilizzazione, dalle graduatorie regionali dei  candidati  che  hanno riportato un punteggio utile per accedere al tirocinio, nel  rispetto dei vincoli di assunzione previsti dalla legislazione vigente. ))

E’ stato cponfermato nel testo  originario il comma 5 ,nel quale si prevede:”. Il termine per procedere alle assunzioni relative all’anno 2011, previste dall’articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010,  n. 240, e’ prorogato al 31 dicembre 2012; a tal fine, e’ considerato  il limite di cui all’articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come vigente al 31 dicembre 2010.”

Risulta soppresso il comma    6. ,che prevedeva: ” . I termini di efficacia delle graduatorie per assunzioni a  tempo indeterminato relative alla Presidenza del  Consiglio  dei  Ministri, prorogati dal decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  28 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74  del  31  marzo 2011, sono ulteriormente prorogati fino al 31 dicembre 2012″

Infine risultno a aggiunti i seguenti tre  nuovi  commi  :

– ((  6-bis.  Le  disposizioni  dell’articolo  9,   comma   28,   del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e  successive  modificazioni,  si applicano alle assunzioni del personale educativo e scolastico  degli enti locali,  nonche’  di  personale  destinato  all’esercizio  delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 21, comma  3,  lettera  b), della legge 5 maggio 2009, n. 42, ed ai lavoratori socialmente  utili coinvolti in  percorsi  di  stabilizzazione  gia’  avviati  ai  sensi dell’articolo 1, comma 1156, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  e successive modificazioni, alla data di entrata in vigore della  legge di conversione del presente decreto, nei limiti  delle  risorse  gia’ disponibili nel bilancio degli enti locali a tal  fine  destinate,  a decorrere dall’anno 2013. 

  6-ter. Con riferimento  al  personale  soprannumerario,  l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), prima di  avvalersi  delle proroghe di cui ai commi  1,  2  e  4  del  presente  articolo,  deve procedere  al   riassetto   organizzativo   e   funzionale   previsto dall’articolo 21, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214; a tal  fine  il  termine  previsto  dall’articolo  1,  comma  3,  del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con  modificazioni, dalla legge 14 settembre  2011,  n.  148,  per  l’INPS  e’  prorogato all’atto  del   riassetto   organizzativo   e   funzionale   previsto dall’articolo 21, comma 7, del citato decreto-legge 6 dicembre  2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre  2011, n. 214.   6-quater.  Per  le  esigenze  funzionali  di   cui   al   comma   2 dell’articolo 10-bis del decreto-legge 30  settembre  2005,  n.  203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,  n.  248, la possibilita’ di utilizzo temporaneo del contingente  di  personale in servizio presso il Dipartimento della funzione pubblica alla  data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, secondo le modalita’ del comma 3 del medesimo articolo, e’ consentita fino al 31 dicembre 2015.   6-quinquies.  Al  fine  di  prorogare   gli   interventi   di   cui all’articolo 9, comma 15-bis, del decreto-legge 31  maggio  2010,  n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n. 122, alle finalita’ dell’elenco 3 di cui all’articolo  33,  comma  1, della legge 12 novembre  2011,  n.  183,  e’  aggiunta  la  seguente: «Interventi di carattere sociale di cui all’articolo 9, comma 15-bis, del  decreto-legge  31  maggio   2010,   n.   78,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122». ))

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 Per chiarimento  circa la previsione dei   sopra esposti  commi dell’art.1   si rinvia ai seguenti riferimenti normativi:

1) Si  riporta  il  testo  dei  commi  523,  527   e   643           dell’articolo 1  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296           (Disposizioni per la  formazione  del  bilancio  annuale  e  pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2007):

«523. Per l’anno 2008 le amministrazioni  dello  Stato,           anche ad ordinamento autonomo,  ivi  compresi  i  Corpi  di           polizia ed il Corpo nazionale  dei  vigili  del  fuoco,  le           agenzie, incluse le agenzie fiscali di  cui  agli  articoli           62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,           e successive modificazioni, gli enti pubblici non economici           e gli enti pubblici di cui all’articolo 70,  comma  4,  del           decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  e  successive           modificazioni, possono procedere, per il medesimo anno,  ad           assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di           un contingente di personale complessivamente corrispondente           ad una spesa pari al 20 per cento di quella  relativa  alle           cessazioni avvenute nell’anno precedente. Il limite di  cui           al presente comma si  applica  anche  alle  assunzioni  del           personale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo  30           marzo  2001,  n.  165,  e  successive   modificazioni.   Le           limitazioni di cui al presente comma non si applicano  alle           assunzioni  di  personale   appartenente   alle   categorie           protette e a quelle connesse con  la  professionalizzazione           delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre  2000,  n.           331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed  alla           legge 23 agosto 2004, n. 226, fatto salvo  quanto  previsto           dall’articolo 25 della medesima legge n. 226 del 2004.”

 “527. Per l’anno 2008  le  amministrazioni  di  cui  al           comma 523 possono  procedere  ad  ulteriori  assunzioni  di           personale   a   tempo   indeterminato,   previo   effettivo           svolgimento delle procedure di mobilita’, nel limite di  un           contingente complessivo di personale corrispondente ad  una           spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal           fine  e’  istituito  un  apposito  fondo  nello  stato   di           previsione del Ministero dell’economia e delle finanze pari           a 25 milioni di euro per l’anno 2008 ed  a  75  milioni  di           euro a  decorrere  dall’anno  2009.  Le  autorizzazioni  ad           assumere  sono  concesse  secondo  le  modalita’   di   cui           all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997,           n. 449, e successive modificazioni.”

     “643. Per gli anni 2008 e  2009  gli  enti  di  ricerca           pubblici possono procedere ad assunzioni di  personale  con           rapporto di lavoro a tempo indeterminato  entro  il  limite           dell’80  per   cento   delle   proprie   entrate   correnti           complessive,  come  risultanti  dal   bilancio   consuntivo           dell’anno precedente, purche’ entro il limite delle risorse           relative alla cessazione dei rapporti  di  lavoro  a  tempo           indeterminato complessivamente intervenute  nel  precedente           anno.”.

2)  Si riporta il testo dell’articolo 66 del  decreto-legge       25  giugno  2008,  n.  112  (Disposizioni  urgenti  per  lo           sviluppo economico, la semplificazione, la  competitivita’,           la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione           tributaria), convertito, con modificazioni, dalla  legge  6   agosto 2008, n. 133, come modificato dalla presente legge:

“Art. 66. Turn over

1. Le  amministrazioni  di  cui  al  presente  articolo           provvedono, entro il 31 dicembre 2008  a  rideterminare  la           programmazione triennale del  fabbisogno  di  personale  in           relazione alle misure di  razionalizzazione,  di  riduzione           delle  dotazioni  organiche   e   di   contenimento   delle           assunzioni previste dal presente decreto.

2. All’articolo 1, comma 523, della legge  27  dicembre           2006, n. 296 le parole «per gli  anni  2008  e  2009»  sono           sostituite dalle parole «per l’anno 2008» e le parole  «per           ciascun anno» sono sostituite dalle parole «per il medesimo           anno».

3.  Per  l’anno  2009   le   amministrazioni   di   cui           all’articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n.           296 possono procedere, previo effettivo  svolgimento  delle           procedure di mobilita’, ad assunzioni di personale a  tempo           indeterminato nel limite di  un  contingente  di  personale           complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per           cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell’anno           precedente.  In  ogni  caso  il  numero  delle  unita’   di           personale da  assumere  non  puo’  eccedere,  per  ciascuna           amministrazione, il  10  per  cento  delle  unita’  cessate           nell’anno precedente.

4. All’articolo 1, comma 526, della legge  27  dicembre           2006, n. 296 le parole «per gli  anni  2008  e  2009»  sono           sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2008».

5.  Per  l’anno  2009   le   amministrazioni   di   cui           all’articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n.           296 possono procedere alla stabilizzazione di personale  in           possesso dei requisiti ivi  richiamati  nel  limite  di  un           contingente di personale complessivamente corrispondente ad           una spesa pari al 10 per  cento  di  quella  relativa  alle           cessazioni avvenute nell’anno precedente. In ogni  caso  il           numero delle unita’ di personale da stabilizzare  non  puo’           eccedere, per ciascuna amministrazione,  il  10  per  cento           delle unita’ cessate nell’anno precedente.

6. L’articolo 1, comma 527,  della  legge  27  dicembre           2006, n. 296 e’ sostituito dal seguente: «Per  l’anno  2008           le amministrazioni di cui al comma 523 possono procedere ad           ulteriori assunzioni di personale  a  tempo  indeterminato,           previo effettivo svolgimento delle procedure di  mobilita’,           nel limite  di  un  contingente  complessivo  di  personale           corrispondente ad una spesa annua lorda pari a  75  milioni           di euro a regime. A tal fine e’ istituito un apposito fondo           nello stato di previsione  del  Ministero  dell’economia  e           delle finanze pari a 25 milioni di euro per l’anno 2008  ed           a 75  milioni  di  euro  a  decorrere  dall’anno  2009.  Le           autorizzazioni  ad  assumere  sono  concesse   secondo   le           modalita’ di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della  legge           27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.».

7. Il comma 102 dell’articolo 3 della legge 24 dicembre           2007, n. 244, e’ sostituito dal  seguente:  «Per  gli  anni           2010 e 2011, le  amministrazioni  di  cui  all’articolo  1,           comma 523, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  possono           procedere, per ciascun anno, previo  effettivo  svolgimento           delle procedure di mobilita’, ad assunzioni di personale  a           tempo  indeterminato  nel  limite  di  un  contingente   di           personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari           al 20 per cento di quella  relativa  al  personale  cessato           nell’anno precedente. In ogni caso il numero  delle  unita’           di personale da assumere non  puo’  eccedere,  per  ciascun           anno, il  20  per  cento  delle  unita’  cessate  nell’anno           precedente.

8. Sono abrogati i commi 103  e  104  dell’articolo  3,   della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

9.  Per  l’anno  2014,  le   amministrazioni   di   cui    all’articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  ad  eccezione  dei  Corpi  di  polizia  e  del  Corpo    nazionale dei vigili del fuoco, possono  procedere,  previo   effettivo svolgimento  delle  procedure  di  mobilita’,  ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di   un contingente di personale complessivamente corrispondente           ad una spesa pari al 50 per cento  di  quella  relativa  al    personale cessato nell’anno precedente.  In  ogni  caso  il    numero delle unita’  di  personale  da  assumere  non  puo’           eccedere il 50 per cento  delle  unita’  cessate  nell’anno    precedente.

9-bis. A decorrere dall’anno 2010 i Corpi di polizia  e    il Corpo nazionale dei vigili del fuoco possono  procedere,   secondo le modalita’ di cui al comma 10, ad  assunzioni  di   personale  a  tempo  indeterminato,  nel   limite   di   un  contingente di personale complessivamente corrispondente  a  una spesa pari a quella relativa al personale  cessato  dal  servizio nel corso dell’anno precedente e per un numero  di           unita’ non superiore a  quelle  cessate  dal  servizio  nel    ììcorso dell’anno precedente.

10. Le assunzioni di cui ai commi 3,  5,  7  e  9  sono  autorizzate secondo le modalita’ di  cui  all’articolo  35,   comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165  e           successive   modificazioni,    previa    richiesta    delle           amministrazioni   interessate,   corredata   da   analitica           dimostrazione   delle   cessazioni    avvenute    nell’anno           precedente    e    delle     conseguenti     economie     e           dall’individuazione  delle  unita’  da   assumere   e   dei           correlati  oneri,  asseverate  dai   relativi   organi   di           controllo.

11. I limiti di cui ai commi 3,  7  e  9  si  applicano           anche alle assunzioni del personale di cui  all’articolo  3           del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive           modificazioni. Le limitazioni di cui ai commi 3, 7 e 9  non           si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle           categorie   protette   e   a   quelle   connesse   con   la           professionalizzazione delle forze armate cui si applica  la           specifica disciplina di settore.

12. All’articolo 1, comma 103 della legge  30  dicembre           2004, n. 311, come modificato da  ultimo  dall’articolo  3,           comma 105 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole «A           decorrere dall’anno 2011» sono sostituite dalle  parole  «A           decorrere dall’anno 2013».

13.  Per  il  quadriennio  2009-2012,  le   universita’           statali, fermi restando i limiti  di  cui  all’articolo  1,           comma 105, della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,  possono           procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale nel           limite di un contingente corrispondente ad una  spesa  pari           al cinquanta per cento di quella relativa  al  personale  a           tempo indeterminato complessivamente cessato  dal  servizio           nell’anno precedente.  Ciascuna  universita’  destina  tale           somma  per  una  quota  non  inferiore  al  50  per   cento           all’assunzione di ricercatori e per una quota non superiore           al 20 per  cento  all’assunzione  di  professori  ordinari.  Fermo restando il rispetto dei predetti limiti di spesa, le           quote di cui al periodo precedente non  si  applicano  agli           Istituti  di  istruzione   universitaria   ad   ordinamento           speciale. Sono fatte salve le  assunzioni  dei  ricercatori           per i concorsi di cui  all’articolo  1,  comma  648,  della           legge 27 dicembre 2006, n. 296, nei  limiti  delle  risorse           residue previste dal predetto articolo 1,  comma  650.  Nei           limiti previsti dal presente comma e’ compreso, per  l’anno           2009,  anche  il  personale   oggetto   di   procedure   di           stabilizzazione  in  possesso  degli  specifici   requisiti           previsti dalla normativa vigente. Le limitazioni di cui  al           presente  comma  non  si  applicano  alle   assunzioni   di           personale  appartenente   alle   categorie   protette.   In           relazione   a   quanto   previsto   dal   presente   comma,           l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo  5,  comma           1, lettera  a)  della  legge  24  dicembre  1993,  n.  537,           concernente il fondo per il finanziamento  ordinario  delle           universita’, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per  l’anno           2009, di 190 milioni  di  euro  per  l’anno  2010,  di  316           milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per           l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere  dall’anno           2013.               14.  Per  l’anno  2010  gli  enti  di  ricerca  possono           procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure  di           mobilita’, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato           nei limiti di cui all’articolo 1, comma 643, della legge 27           dicembre 2006, n. 296. Per il triennio 2011-2013  gli  enti           di ricerca possono  procedere,  per  ciascun  anno,  previo           effettivo svolgimento  delle  procedure  di  mobilita’,  ad           assunzioni di personale con  rapporto  di  lavoro  a  tempo           indeterminato entro  il  limite  dell’80  per  cento  delle           proprie entrate correnti complessive, come  risultanti  dal           bilancio consuntivo dell’anno precedente, purche’ entro  il           limite  del  20  per  cento  delle  risorse  relative  alla           cessazione dei rapporti di  lavoro  a  tempo  indeterminato           intervenute  nell’anno  precedente.  La  predetta  facolta’           assunzionale e’ fissata nella misura del 50 per  cento  per    l’anno 2014 e del  100  per  cento  a  decorrere  dall’anno           2015.”

3)  Si riporta il testo del comma 102 dell’articolo 3 della           legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive  modificazioni      (Disposizioni per la  formazione  del  bilancio  annuale  e           pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008):     “3.102.    Per    il    quadriennio    2010-2013,    le   amministrazioni di cui  all’articolo  1,  comma  523  della           legge 27 dicembre 2006, n. 296, ad eccezione dei  Corpi  di           polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, possono    procedere, per ciascun anno, previo  effettivo  svolgimento           delle procedure di mobilita’, ad assunzioni di personale  a      tempo  indeterminato  nel  limite  di  un  contingente   di     personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari           al 20 per cento di quella  relativa  al  personale  cessato           nell’anno precedente. In ogni caso il numero  delle  unita’           di personale da assumere non  puo’  eccedere,  per  ciascun           anno, il  20  per  cento  delle  unita’  cessate  nell’anno           precedente.”

4)    Si riporta il testo del comma 346 dell’articolo 1 della    citata legge n. 244 del 2007:

   “346.  Anche  in  deroga  ai  limiti  stabiliti   dalle           disposizioni vigenti e al fine di potenziare  le  attivita’           di accertamento, ispettive e di contrasto  alle  frodi,  di           soccorso pubblico, di ispettorato e di controllo  di  altre           amministrazioni statali, nonche’ al  fine  di  ridurre  gli           oneri derivanti  dall’applicazione  della  legge  24  marzo           2001, n. 89, a  valere  sulle  maggiori  entrate  derivanti dalle disposizioni dei commi da 345  a  357  nonche’  della           presente legge, e’ autorizzata la spesa per  assunzioni  di           personale, anche di qualifica dirigenziale:     a)  nella  sola  qualifica  di  vigile  del   fuoco   e           attraverso le procedure selettive previste dai commi 519  e           526 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,           per 7 milioni di euro per l’anno 2008, 16 milioni  di  euro           per l’anno 2009 e 26 milioni  di  euro  annui  a  decorrere           dall’anno 2010;               b) nell’amministrazione penitenziaria, per 1,5  milioni           di euro per l’anno 2008, 5 milioni di euro per l’anno  2009           e 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2010;               c) nel Corpo forestale dello Stato  per  1  milione  di           euro per l’anno 2008, 8 milioni di euro per l’anno  2009  e           16 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2010,  anche           nei ruoli iniziali  nel  limite  delle  vacanze  dei  ruoli           superiori e con successivo riassorbimento  al  passaggio  a           tali ruoli, con possibilita’ di utilizzare  le  graduatorie           di idonei dei concorsi gia’ banditi o conclusi, nonche’ per           compensare gli  effetti  finanziari  dell’eventuale  deroga           all’articolo 5, comma 5,  ultimo  periodo,  della  legge  6           febbraio 2004, n. 36;               d) nel ruolo degli Ispettori del lavoro, per 1  milione           di euro per l’anno 2008, 8 milioni di euro per l’anno  2009           e 16 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2010;               e)   nell’Agenzia   delle    dogane,    che    utilizza           prioritariamente  le  graduatorie  formate  a  seguito   di           procedure selettive gia’ espletate e per le quali il limite           di eta’ anagrafica vigente per i contratti di formazione  e           lavoro dei soggetti risultati idonei e’ riferito alla  data           di formazione della graduatoria stessa, ovvero ricorre alla           mobilita’, anche ai sensi dell’articolo 1, comma 536, della           legge n. 296 del 2006, per 34 milioni di  euro  per  l’anno 2008, 46 milioni di euro per l’anno 2009 e  62  milioni  di   euro annui a  decorrere  dall’anno  2010.  L’Agenzia  delle  dogane e’ autorizzata a stipulare contratti di formazione e           lavoro,  anche  in  deroga  all’articolo  36  del   decreto    legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,   come   sostituito           dall’articolo  3,  comma  79,  della  presente  legge,   in           particolare,  con  soggetti  risultati   idonei,   con   un           punteggio  minimo  finale  non  inferiore   a   46,   nelle           graduatorie  formate  a  seguito  delle  procedure  indette           dall’Agenzia  delle  entrate  con  bandi  pubblicati  nella           Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 84 del 21 ottobre   2005 e n. 28 del 6  aprile  2007,  per  la  selezione,  con   contratti di formazione e lavoro, rispettivamente di  1.500  e 500 funzionari, terza area funzionale, F1, per  attivita’           amministrativo-tributarie, e con soggetti risultati  idonei           nelle  graduatorie  formate  a  seguito   delle   procedure           selettive indette dall’Agenzia delle  dogane  in  data  non           anteriore al 1° settembre 2005,  rispettivamente,  per  150   posti di collaboratore tributario, terza  area  funzionale,    F1, per 25 posti di chimico, terza area funzionale, F1, per   20  posti  di  collaboratore   di   sistema,   terza   area           funzionale, F1, e per 10 posti di collaboratori statistici,   terza area funzionale, F1. Nei limiti delle  autorizzazioni  di spesa stabilite dalla presente lettera, l’Agenzia  delle           dogane puo’ stipulare ulteriori contratti di  formazione  e   lavoro  anche  con   soggetti   risultati   idonei,   nelle   graduatorie  formate  a  seguito  delle  procedure  indette  dall’Agenzia  delle  entrate  con  bandi  pubblicati  nella  Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 84 del 21 ottobre   2005 e n. 28 del 6 aprile 2007,  con  un  punteggio  finale           inferiore a 46; in ogni caso l’utilizzo di tali graduatorie           da parte dell’Agenzia delle entrate, nei limiti di  cui  al           quarto periodo  del  comma  345,  e’  prioritario  rispetto           all’utilizzo   delle   medesime   graduatorie   da    parte           dell’Agenzia delle dogane.”.

5)  Si riporta il testo del comma 9 dell’articolo 29 della           legge 30  dicembre  2010,  n.  240  (Norme  in  materia  di           organizzazione delle universita’, di personale accademico e           reclutamento, nonche’ delega al Governo per incentivare  la           qualita’ e l’efficienza del sistema universitario):               “9. A valere sulle  risorse  previste  dalla  legge  di           stabilita’ per il 2011 per il fondo  per  il  finanziamento           ordinario delle universita’, e’  riservata  una  quota  non           superiore a 13 milioni di euro per l’anno 2011, 93  milioni           di euro per l’anno 2012 e  173  milioni  di  euro  annui  a           decorrere dall’anno 2013, per la chiamata di professori  di           seconda fascia, secondo le procedure di cui  agli  articoli           18 e 24, comma 6, della presente  legge.  L’utilizzo  delle           predette risorse e’  disposto  con  decreto  del  Ministro,           adottato di concerto con il Ministro dell’economia e  delle           finanze,   previo   parere   conforme   delle   Commissioni           parlamentari competenti.”.

6)   Si riporta il testo del comma 4 dell’articolo 51  della           legge  27  dicembre   1997,   n.   449   (Misure   per   la           stabilizzazione della finanza pubblica):               “4. Le spese fisse e obbligatorie per il  personale  di           ruolo delle universita’ statali non possono eccedere il  90           per cento  dei  trasferimenti  statali  sul  fondo  per  il           finanziamento ordinario. Nel  caso  dell’Universita’  degli           studi di Trento si tiene conto anche dei trasferimenti  per           il funzionamento erogati ai sensi  della  legge  14  agosto           1982, n. 590. Le universita’ nelle quali la  spesa  per  il           personale di ruolo abbia ecceduto nel  1997  e  negli  anni           successivi il predetto limite possono effettuare assunzioni           di personale di ruolo il cui  costo  non  superi,  su  base           annua, il 35 per cento delle  risorse  finanziarie  che  si           rendano disponibili per le cessazioni dal  ruolo  dell’anno           di riferimento.  Tale  disposizione  non  si  applica  alle           assunzioni derivanti  dall’espletamento  di  concorsi  gia’           banditi alla data del 30 settembre 1997 e rimane  operativa           sino a che la spesa per il personale  di  ruolo  ecceda  il           limite previsto dal presente comma.”.               Si riporta il testo del comma 28  dell’articolo  9  del           decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78  (Misure  urgenti  in           materia di stabilizzazione finanziaria e di  competitivita’           economica), convertito, con modificazioni, dalla  legge  30           luglio 2010, n. 122:               “28. A decorrere  dall’anno  2011,  le  amministrazioni           dello Stato, anche ad  ordinamento  autonomo,  le  agenzie,           incluse le Agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64           del  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.   300,   e           successive modificazioni, gli enti pubblici non  economici,           le universita’ e gli enti pubblici di cui all’articolo  70,           comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165  e           successive  modificazioni  e  integrazioni,  le  camere  di           commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura   fermo           quanto previsto dagli articoli 7, comma 6, e 36 del decreto           legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  possono  avvalersi  di           personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero  con           contratti di collaborazione coordinata e continuativa,  nel           limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse           finalita’ nell’anno 2009. Per le  medesime  amministrazioni           la  spesa   per   personale   relativa   a   contratti   di           formazione-lavoro,  ad  altri  rapporti   formativi,   alla           somministrazione di lavoro, nonche’ al lavoro accessorio di           cui all’articolo  70,  comma  1,  lettera  d)  del  decreto           legislativo  10  settembre  2003,  n.  276,  e   successive           modificazioni ed integrazioni, non puo’ essere superiore al           50  per  cento  di  quella  sostenuta  per  le   rispettive           finalita’  nell’anno  2009.  Le  disposizioni  di  cui   al           presente comma costituiscono principi generali ai fini  del           coordinamento della finanza pubblica ai quali  si  adeguano           le regioni, le province autonome, gli  enti  locali  e  gli           enti del Servizio  sanitario  nazionale.  Per  il  comparto           scuola e per quello delle istituzioni di alta formazione  e           specializzazione artistica e musicale trovano  applicazione           le specifiche disposizioni di settore. Resta  fermo  quanto           previsto  dall’articolo  1,  comma  188,  della  legge   23           dicembre 2005, n. 266. Per gli enti di ricerca resta fermo,           altresi’, quanto previsto dal  comma  187  dell’articolo  1           della  medesima  legge  n.  266  del  2005,  e   successive           modificazioni. Alle minori economie pari a  27  milioni  di           euro a decorrere dall’anno 2011  derivanti  dall’esclusione           degli enti di ricerca dall’applicazione delle  disposizioni           del presente comma, si provvede mediante utilizzo di  quota           parte delle maggiori entrate derivanti dall’  articolo  38,           commi 13-bis e seguenti. Il presente comma non  si  applica           alla struttura di missione di cui all’art.  163,  comma  3,           lettera a), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.           Il mancato rispetto dei limiti di  cui  al  presente  comma           costituisce    illecito    disciplinare     e     determina           responsabilita’  erariale.  Per  le   amministrazioni   che           nell’anno 2009 non hanno sostenuto spese per  le  finalita’           previste ai sensi del presente comma, il limite di  cui  al           primo periodo  e’  computato  con  riferimento  alla  media           sostenuta per le stesse finalita’ nel triennio 2007-2009.”.            

7) Si riporta il testo del comma 3 dell’articolo 21  della   legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di           federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119  della           Costituzione):               “3. Per i comuni, le funzioni, e i relativi servizi, da           considerare ai  fini  del  comma  2  sono  provvisoriamente           individuate nelle seguenti:               a) funzioni generali di amministrazione, di gestione  e           di controllo, nella misura complessiva  del  70  per  cento           delle spese come certificate dall’ultimo conto del bilancio           disponibile alla data di entrata in vigore  della  presente           legge;               b) funzioni di polizia locale;               c) funzioni di  istruzione  pubblica,  ivi  compresi  i           servizi  per  gli  asili  nido  e  quelli   di   assistenza           scolastica e refezione, nonche’ l’edilizia scolastica;               d) funzioni nel campo della viabilita’ e dei trasporti;               e) funzioni riguardanti la gestione  del  territorio  e           dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di  edilizia           residenziale pubblica e locale e piani di edilizia  nonche’           per il servizio idrico integrato;               f) funzioni del settore sociale.”.             

8)  Si riporta il testo  del  comma  1156  dell’articolo  1           della citata legge n. 296 del 2006:               “1156. A carico del  Fondo  per  l’occupazione  di  cui           all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio  1993,           n. 148,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  19           luglio 1993, n. 236, si provvede  ai  seguenti  interventi,           nei  limiti  degli  importi  rispettivamente  indicati,  da           stabilire in via definitiva con il decreto di cui al  comma           1159 del presente articolo:               a) entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della           presente legge, il Ministro del lavoro e  della  previdenza           sociale,  con  proprio  decreto,  sentite   la   Conferenza           unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo  28           agosto  1997,  n.  281,  e  le   organizzazioni   nazionali           comparativamente piu’ rappresentative dei lavoratori e  dei           datori  di  lavoro,  adotta  un   programma   speciale   di           interventi e costituisce una cabina di regia  nazionale  di           coordinamento  che  concorre  allo   sviluppo   dei   piani           territoriali di emersione e di  promozione  di  occupazione           regolare nonche’ alla valorizzazione dei  comitati  per  il           lavoro e l’emersione del sommerso (CLES).  Entro  sei  mesi           dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  e’           istituito, con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  della           previdenza   sociale,   di   concerto   con   il   Ministro           dell’economia  e  delle  finanze,  un  apposito  Fondo  per           l’emersione del  lavoro  irregolare  (FELI),  destinato  al           finanziamento, d’intesa con le regioni e  gli  enti  locali           interessati, di servizi di  supporto  allo  sviluppo  delle           imprese che attivino i processi  di  emersione  di  cui  ai           commi da 1192 a 1201. Ai fini  della  presente  lettera  si           provvede, per ciascuno degli anni 2007 e 2008,  nei  limiti           di 10 milioni di euro annui;               b) sono destinati 25 milioni di euro  per  l’anno  2007           alla  finalita’  di  cui  all’articolo  1,  comma  1,   del           decreto-legge 5  ottobre  2004,  n.  249,  convertito,  con           modificazioni, dalla legge  3  dicembre  2004,  n.  291,  e           successive modificazioni;               c) in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali           e comunque non oltre il 31 dicembre  2007,  possono  essere           concessi  trattamenti  di   cassa   integrazione   guadagni           straordinaria e di mobilita’ ai  dipendenti  delle  imprese           esercenti  attivita’  commerciali  con  piu’  di  cinquanta           dipendenti, delle agenzie di viaggio  e  turismo,  compresi           gli operatori turistici, con piu’ di cinquanta dipendenti e           delle imprese di vigilanza con piu’ di quindici  dipendenti           nel limite massimo di spesa di 45 milioni di euro;               d)  in  attesa  della  riforma   degli   ammortizzatori           sociali,  al   fine   di   sostenere   programmi   per   la           riqualificazione   professionale   ed   il    reinserimento           occupazionale  di  collaboratori  a  progetto,  che   hanno           prestato la propria opera  presso  aziende  interessate  da           situazioni di crisi, con decreto del Ministro del lavoro  e           della previdenza sociale, da emanare entro due  mesi  dalla           data di entrata in vigore della presente legge, sentita  la           Conferenza unificata di  cui  all’articolo  8  del  decreto           legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti criteri e           modalita’ inerenti alle disposizioni di cui  alla  presente           lettera.  Agli  oneri  di  cui  alla  presente  lettera  si           provvede nel limite di 15  milioni  di  euro  per  ciascuno           degli anni 2007 e 2008;               e) il Ministero del lavoro e della  previdenza  sociale           e’ autorizzato a stipulare con i comuni, nel limite massimo           complessivo di 1 milione di euro per  l’anno  2007,  previa           intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti  tra           lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di           Bolzano, nuove convenzioni per lo svolgimento di  attivita’           socialmente utili e per l’attuazione di misure di  politica           attiva  del  lavoro  riferite  a  lavoratori  impegnati  in           attivita’ socialmente utili, nella disponibilita’ da almeno           sette anni di comuni con  popolazione  inferiore  a  50.000           abitanti  (518) ;               f) in deroga a quanto disposto dall’articolo 12,  comma           4, del decreto legislativo 1°  dicembre  1997,  n.  468,  e           limitatamente all’anno 2007, i comuni  con  meno  di  5.000           abitanti che hanno vuoti in organico possono, relativamente           alle qualifiche di  cui  all’articolo  16  della  legge  28           febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni, procedere           ad  assunzioni   di   soggetti   collocati   in   attivita’           socialmente utili nel limite massimo complessivo  di  2.450           unita’. Alle misure di cui alla presente lettera e’  esteso           l’incentivo di cui all’articolo 7,  comma  6,  del  decreto           legislativo 28 febbraio 2000, n. 81. Agli  oneri  relativi,           nel  limite  di  23  milioni  di  euro  annui  a  decorrere           dall’anno  2007,  si  provvede  a  valere  sul  Fondo   per           l’occupazione  di  cui  all’articolo  1,   comma   7,   del           decreto-legge 20  maggio  1993,  n.  148,  convertito,  con           modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.  236,  che  a           tal fine e’ integrato del predetto importo;               f-bis) al  fine  di  favorire  la  stabilizzazione  dei           lavoratori di cui all’articolo  2,  comma  1,  del  decreto           legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, e di cui  all’articolo           3, comma 1, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n.  280,           in favore della regione Calabria e della  regione  Campania           e’ concesso un contributo per l’anno  2007  rispettivamente           di 60 e 10 milioni di euro da  ripartire  con  decreto  del           Ministero dell’economia e delle finanze previa  stipula  di           apposita convenzione con il Ministero del  lavoro  e  della           previdenza sociale, a valere sul Fondo per l’occupazione di           cui all’articolo 1, comma 7, del  decreto-legge  20  maggio           1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19           luglio 1993, n. 236, che  a  tale  fine  e’  integrato  del           predetto importo  per  l’anno  2007.  Ai  soli  fini  della           presente lettera e della lettera f), i lavoratori impegnati           nelle attivita’ di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto           legislativo 7 agosto 1997, n. 280, nella  regione  Calabria           sono equiparati ai lavoratori di cui all’articolo 2,  comma           1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81.               g) il Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale,           con proprio decreto, dispone annualmente di una  quota  del           Fondo  per  l’occupazione,   nei   limiti   delle   risorse           disponibili del Fondo medesimo, per interventi  strutturali           ed  innovativi  volti  a  migliorare  e  riqualificare   la           capacita’ di  azione  istituzionale  e  l’informazione  dei           lavoratori e delle  lavoratrici  in  materia  di  lotta  al           lavoro  sommerso  ed  irregolare,   promozione   di   nuova           occupazione, tutela della  salute  e  della  sicurezza  dei           lavoratori, iniziative in materia di protezione sociale  ed           in ogni altro  settore  di  competenza  del  Ministero  del           lavoro e della previdenza sociale;               g-bis) a decorrere dall’esercizio finanziario 2008,  e’           disposto lo stanziamento di un ulteriore contributo  di  50           milioni di euro annui per la stabilizzazione dei lavoratori           socialmente  utili  e  per  le  iniziative  connesse   alle           politiche attive per il lavoro in favore delle regioni  che           rientrano  negli  obiettivi  di   convergenza   dei   fondi           strutturali dell’Unione europea attraverso  la  stipula  di           un’apposita convenzione con il Ministero del lavoro e della           previdenza sociale a valere sul Fondo di  cui  al  presente           comma.”.

 9)  Si riporta il testo del comma 7  dell’articolo  21  del           decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti           per la crescita, l’equita’ e il  consolidamento  dei  conti           pubblici), convertito, con modificazioni,  dalla  legge  22           dicembre 2011, n. 214:               “7. Entro sei mesi dall’emanazione dei decreti  di  cui           al comma 2, l’Inps provvede al  riassetto  organizzativo  e           funzionale conseguente alla soppressione degli Enti di  cui           al    comma    1     operando     una     razionalizzazione           dell’organizzazione e delle procedure.”.               Si riporta il testo del comma  3  dell’articolo  1  del           decreto-legge 13 agosto  2011,  n.  138  (Ulteriori  misure           urgenti  per  la  stabilizzazione  finanziaria  e  per   lo           sviluppo), convertito, con modificazioni,  dalla  legge  14           settembre 2011, n. 148:               “3. Le amministrazioni indicate nell’articolo 74, comma           1, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,  convertito,           con modificazioni, dalla legge 6 agosto  2008,  n.  133,  e           successive modificazioni, all’esito della  riduzione  degli           assetti organizzativi prevista dal predetto articolo  74  e           dall’articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre           2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla  legge  26           febbraio 2010, n. 25, provvedono, anche  con  le  modalita’           indicate nell’articolo 41, comma 10, del  decreto-legge  30           dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla           legge 27 febbraio 2009, n. 14:               a) ad apportare, entro il 31 marzo  2012,  un’ulteriore           riduzione  degli  uffici  dirigenziali   di   livello   non           generale, e delle relative dotazioni organiche,  in  misura           non inferiore al  10  per  cento  di  quelli  risultanti  a           seguito dell’applicazione del predetto  articolo  2,  comma           8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009;               b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche  del           personale non dirigenziale, ad esclusione di  quelle  degli           enti di ricerca, apportando  una  ulteriore  riduzione  non           inferiore al 10 per cento della spesa complessiva  relativa           al  numero  dei  posti  di  organico  di   tale   personale           risultante  a  seguito   dell’applicazione   del   predetto           articolo 2, comma  8-bis,  del  decreto-legge  n.  194  del           2009.”.               Si riporta il testo  dei  commi  2  e  3  dell’articolo           10-bis del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203  (Misure           di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in           materia  tributaria   e   finanziaria),   convertito,   con           modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248:               “2.  Al  fine  di  garantire  il  rafforzamento   delle           attivita’ di semplificazione delle norme e delle  procedure           amministrative e di monitoraggio  dei  servizi  resi  dalla           pubblica  amministrazione  alle  imprese  e  ai  cittadini,           nonche’  delle  attivita’  connesse   alla   gestione   del           personale in eccedenza di cui agli articoli 34 e 34-bis del           decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  e  successive           modificazioni, la Presidenza del Consiglio dei  ministri  –           Dipartimento della funzione  pubblica  si  avvale,  per  un           periodo non superiore a quattro anni, di un contingente  di           personale di 30 unita’.               3.  Alla  copertura   del   contingente   si   provvede           attraverso l’utilizzo temporaneo dei segretari  comunali  e           provinciali di cui all’articolo 3-ter del decreto-legge  28           maggio 2004, n. 136, convertito, con  modificazioni,  dalla           legge  27  luglio  2004,  n.  186,  gia’  in  posizione  di           disponibilita’ ai sensi dell’articolo 101 del  testo  unico           di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267  alla           data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del           presente decreto e con invarianza del trattamento economico           complessivo.  L’utilizzo  temporaneo  cessa  nel  caso   di           conferimento di incarico ai segretari da parte di un comune           o di una provincia.”.               Si riporta il testo del comma  15-bis  dell’articolo  9           del citato decreto-legge n. 78 del 2010:               “15-bis. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’           e  della  ricerca,  anche  attraverso   i   propri   uffici           periferici, nei limiti di spesa  previsti  dall’  elenco  1           allegato  alla  legge  23  dicembre  2009,   n.   191,   e’           autorizzato a prorogare i rapporti convenzionali in essere,           attivati dagli uffici scolastici  provinciali  e  prorogati           ininterrottamente,   per   l’espletamento    di    funzioni           corrispondenti ai collaboratori scolastici, a  seguito  del           subentro dello Stato ai sensi dell’ articolo 8 della  legge           3 maggio 1999, n. 124, nonche’  del  decreto  del  Ministro           della pubblica istruzione 23 luglio 1999, pubblicato  nella           Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000,  nei  compiti           degli enti locali.”.               Si riporta l’elenco 3 di cui all’articolo 33, comma  1,           della legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni  per  la           formazione  del  bilancio  annuale  e   pluriennale   dello           Stato-Legge di  stabilita’  2012),  come  modificato  dalla           presente legge:               “Elenco 3               (articolo 33, comma 1)               FINALITA’               – Fondo per le politiche giovanili               – Investimenti Gruppo Ferrovie               – Contratto di programma con RFI               –  Professionalizzazione  Forze   armate   –   per   il           rifinanziamento, per il medesimo anno, degli importi di cui           agli articoli 582 e 583 del decreto  legislativo  15  marzo           2010, n. 66, recante «Codice dell’ordinamento militare»               –   Partecipazione   italiana   a   Banche   e    Fondi           internazionali               – Esigenze connesse alla celebrazione della  ricorrenza           del 4 novembre               – Provvidenze alle vittime dell’uranio impoverito               – Ulteriori esigenze dei Ministeri               – Interventi per assicurare la gratuita’  parziale  dei           libri di testo scolastici di cui all’articolo 27, comma  1,           della legge 23 dicembre 1998, n. 448               – Unione italiana ciechi               – Interventi di carattere sociale di cui all’  articolo           3 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67,  convertito,  con           modificazioni, dalla  legge  23  maggio  1997,  n.  135,  e           successive modificazioni;  stipula  di  convenzioni  con  i           comuni  interessati  alla  stabilizzazione  dei  lavoratori           socialmente utili con oneri a carico del bilancio comunale,           di cui all’ articolo 2, comma 552, della legge 24  dicembre           2007, n. 244;               – Interventi di sostegno all’editoria e  al  pluralismo           dell’informazione           -Interventi di carattere sociale  di  cui  all’articolo  9,           comma 15-bis, del decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,           convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,           n. 122.”.

  Art. 6               Proroga dei termini in materia di lavoro  

Non risultano apportate variazioni al testo del comma1 ,che pertanto resta il seguente :”1. All’articolo 19 del decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:     a) al comma 1, lettera c), le parole: «per il triennio 2009-2011» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 nel limite di spesa per il 2012 pari a euro 12 milioni»;     b) al comma 1-ter, le parole «biennio 2009-2010» sono  sostituite dalle seguenti: «quadriennio 2009-2012»;     c) al comma  2,  le  parole:  «per  il  biennio  2010-2011»  sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012  nel limite di spesa per il 2012 pari a euro 13 milioni».

Si precisa che le  disposiioni  citate nel comma 1 concernono alcuni specifici ammortizzatori sociali inderoga ed in particolare stabiliscono che viene  prorogata      l’applicazione   dell’art..19 comma 1 ter dec.legge n.185/08 ,convertito in legge n.2/09 ,gia’ vigente nel  triennio 2009/2011 , di conseguenza  per l’anno  2012 nell’ambito del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, , sono preordinate le somme  nei limiti delle quali e’ riconosciuto l’accesso, secondo le modalita’ e i criteri di priorita’ stabiliti con il decreto del ministro del lavoro e dell’economia   ai seguenti istituti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro, ivi includendo il riconoscimento della contribuzione figurativa e degli assegni al nucleo familiare :

-l’indennita’ ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali di cui all’articolo 19, primo comma, del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, e successive modificazioni per i lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali e che siano in possesso dei requisiti di cui al predetto articolo 19, primo comma e subordinatamente ad un intervento integrativo pari almeno alla misura del venti per cento dell’indennita’ stessa a carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva compresi quelli di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. La durata massima del trattamento non puo’ superare novanta giornate annue di indennita’. Quanto previsto dalla presente lettera non si applica ai lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di trattamenti di integrazione salariale, nonche’ nei casi di contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro a tempo parziale verticale. L’indennita’ di disoccupazione non spetta nelle ipotesi di perdita e sospensione dello stato di disoccupazione disciplinate dalla normativa in materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro.

– l’indennita’ ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti ridotti di cui all’articolo 7, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, per i lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali che siano in possesso dei requisiti di cui al predetto articolo 7, comma 3, e subordinatamente ad un intervento integrativo pari almeno alla misura del venti per cento dell’indennita’ stessa a carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva compresi quelli di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. La durata massima del trattamento non puo’ superare novanta giornate annue di indennita’. Quanto previsto dalla presente lettera non si applica ai lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di trattamenti di integrazione salariale, nonche’ nei casi di contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro a tempo parziale verticale. L’indennita’ di disoccupazione non spetta nelle ipotesi di perdita e sospensione dello stato di disoccupazione disciplinate dalla normativa in materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro.

– in via sperimentale  e subordinatamente a un intervento integrativo pari almeno alla misura del venti per cento dell’indennita’ stessa a carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva un trattamento, in caso di sospensione per crisi aziendali o occupazionali ovvero in caso di licenziamento, pari all’indennita’ ordinaria di disoccupazione con requisiti normali per i lavoratori assunti con la qualifica di apprendista alla data di entrata in vigore del presente decreto e con almeno tre mesi di servizio presso l’azienda interessata da trattamento, per la durata massima di novanta giornate nell’intero periodo di vigenza del contratto di apprendista.

,e’ riconosciuta una somma liquidata in un’unica soluzione pari al  20 per cento del reddito percepito l’anno precedente, ai collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 con esclusione dei soggetti individuati dall’articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i quali soddisfino in via congiunta le seguenti condizioni:

a) operino in regime di monocommittenza;

b) abbiano conseguito l’anno precedente un reddito superiore a 5.000 euro e pari o inferiore al minimale di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 e siano stati accreditati presso la predetta gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, un numero di mensilita’ non inferiore a tre;

c) con riferimento all’anno di riferimento siano accreditati presso la predetta gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, un numero di mensilita’ non inferiore a tre;

d) non risultino accreditati nell’anno precedente almeno due mesi presso la predetta gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.

Le  predette    risorse  sono utilizzate anche per garantire ai lavoratori beneficiari delle misure di cui al medesimo comma 1, lettere a), b) e c), un trattamento equivalente a quello di cui al comma 8 ,che recita :”Fermo restando il limite del tetto massimo nonche’ l’uniformita’ dell’ammontare complessivo di ciascuna misura di tutela del reddito “con  quelle degli ammortizzatori sociali in deroga.

Variazioni di carattere formale registra il testo originario del comma  2  ,che quindi ora  recita:” 2. I termini di cui all’articolo 70, commi 1,  secondo  periodo,  e 1-bis,  del  decreto  legislativo  10  settembre  2003,  n.  276,   e successive modificazioni, come prorogati ai  sensi  dell’articolo  1, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225,  convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011,  n.  10,  e  dal  (( decreto del Presidente del Consiglio dei ministri )) 25  marzo  2011, (( recante ulteriore proroga di termini  relativa  al  Ministero  del lavoro e  delle  politiche  sociali,  ))  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, sono prorogati fino al 31 dicembre 2012.

In virtu’ di quanto sopra disposto, anche nell’anno 2012  prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, e nel limite massimo di 3.000 euro per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito compatibilmente con quanto stabilito dall’articolo 19, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. L’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio. (L. 33/2009)

Il limite dei 3.000 euro è riferito al singolo lavoratore, pertanto va computato in relazione alle remunerazioni da lavoro accessorio che lo stesso percepisce nel corso dell’anno solare, sebbene legate a prestazioni effettuate nei confronti di diversi datori di lavoro accessorio.         Inoltre si  riporta il testo dei commi 1 e 2 dell’articolo 1 del           decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di  termini           previsti  da  disposizioni  legislative  e  di   interventi           urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese  e           alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla  legge           26 febbraio 2011, n. 10:               “Art. 1 Proroghe non onerose di termini in scadenza               1. E’ fissato al 31 marzo 2011 il termine  di  scadenza           dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1           allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011.               2. Con uno o piu’ decreti del Presidente del  Consiglio           dei Ministri, da  adottare  di  concerto  con  il  Ministro           dell’economia  e  delle  finanze,  puo’   essere   disposta           l’ulteriore proroga fino al 31 dicembre  2011  del  termine           del 31 marzo 2011 di cui al comma 1 ovvero la proroga  fino           al 31  dicembre  2011  degli  ulteriori  termini  e  regimi           giuridici indicati nella tabella 1 allegata.”

E’ stato aggiunto  il comma 2bis .il  cui contenuto risulta il seguente:   ((  2-bis.  La  scadenza  dell’articolo   1-bis,   comma   1,   del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e dei decreti  adottati  ai  sensi del medesimo articolo 1-bis e’ fissata al 31 dicembre 2012. 

   Si   riporta   il   testo   dell’articolo   1-bis   del           decreto-legge  1°  luglio  2009,   n.   78   (Provvedimenti           anticrisi, nonche’ proroga  di  termini),  convertito,  con           modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102:               “Art.  1-bis  Disposizioni  urgenti   in   materia   di           ammortizzatori  per  i  settori  non  coperti  dalla  cassa           integrazione guadagni               1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore           della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  con           decreto  di  natura  non  regolamentare  del  Ministro  del           lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto           con il Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  possono           essere eccezionalmente emanate, per il  biennio  2009-2010,           norme in deroga  a  singole  disposizioni  dei  regolamenti           previsti  dall’  articolo  1,  comma  1,  del  decreto  del           Ministro del lavoro e della previdenza sociale 27  novembre           1997, n. 477. Dall’attuazione del presente comma non devono           derivare nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza  pubblica.”.

E’stato anche aggiunto il seguente comma 2 ter:

 ” 2-ter. Il termine per l’emanazione del decreto ministeriale di  cui all’articolo 24, comma 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214, e’ prorogato al 30 giugno 2012 e, nei limiti delle risorse e  con  le procedure di cui al medesimo comma 15, sono inclusi  tra  i  soggetti interessati alla concessione del beneficio di cui  al  comma  14  del medesimo articolo 24, come modificato dal presente articolo, oltre ai lavoratori di cui allo stesso comma 14, anche  i  lavoratori  il  cui rapporto di lavoro si sia risolto  entro  il  31  dicembre  2011,  in ragione di accordi individuali  sottoscritti  anche  ai  sensi  degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice  di  procedura  civile,  o  in applicazione di accordi collettivi di incentivo  all’esodo  stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu’ rappresentative a  livello nazionale, a condizione che ricorrano i seguenti elementi: la data di cessazione del  rapporto  di  lavoro  risulti  da  elementi  certi  e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie agli  ispettorati  del lavoro o  ad  altri  soggetti  equipollenti,  indicati  nel  medesimo decreto ministeriale; il lavoratore risulti in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in  base  alla  previgente  disciplina pensionistica, avrebbero comportato  la  decorrenza  del  trattamento medesimo entro un periodo non superiore  a  ventiquattro  mesi  dalla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011.  

    Si riporta il testo del comma 15 dell’articolo  24  del    citato decreto-legge n. 201 del 2011:      “15. Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle           politiche   sociali,   di   concerto   con   il    Ministro           dell’economia e delle finanze, da adottare entro  tre  mesi           dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione           del  presente  decreto  sono  definite  le   modalita’   di           attuazione del comma 14, ivi compresa la determinazione del           limite massimo numerico dei soggetti  interessati  ai  fini           della concessione del beneficio di  cui  al  comma  14  nel           limite delle risorse predeterminate in 240 milioni di  euro           per l’anno 2013, 630 milioni di euro per l’anno 2014, 1.040           milioni di euro per l’anno 2015, 1.220 milioni di euro  per           l’anno 2016, 1.030 milioni di euro  per  l’anno  2017,  610           milioni di euro per l’anno 2018 e 300 milioni di  euro  per           l’anno 2019.  Gli  enti  gestori  di  forme  di  previdenza           obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla  base  della           data di cessazione del rapporto di lavoro o dell’inizio del           periodo di esonero di cui alla lettera  e)  del  comma  14,           delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di           cui al comma 14 che intendono avvalersi  dei  requisiti  di           accesso e del regime delle decorrenze vigenti  prima  della           data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal           predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del  limite           numerico delle domande di pensione determinato ai sensi del           primo periodo del  presente  comma,  i  predetti  enti  non           prenderanno in esame  ulteriori  domande  di  pensionamento           finalizzate  ad  usufruire  dei  benefici  previsti   dalla           disposizione di cui al comma 14. Nell’ambito  del  predetto           limite numerico  sono  computati  anche  i  lavoratori  che           intendono  avvalersi,  qualora  ne  ricorrano  i  necessari           presupposti e requisiti, congiuntamente  del  beneficio  di           cui al comma 14 del presente articolo e di quello  relativo           al regime delle decorrenze disciplinato dall’ articolo  12,           comma  5,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,   n.   78,           convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,           n. 122, e successive modificazioni, per il quale  risultano           comunque computati nel relativo limite numerico di  cui  al           predetto articolo  12,  comma  5,  afferente  al  beneficio           concernente il regime delle decorrenze. Resta fermo che, in           ogni caso,  ai  soggetti  di  cui  al  presente  comma  che           maturano i requisiti dal 1° gennaio 2012  trovano  comunque           applicazione  le  disposizioni  di  cui  al  comma  12  del           presente articolo.”. 

 Sono stati aggiunti   altresì  i commi da 2 quater a 2 undicies che di seguito  vengono  riportati :             

” 2-quater. All’articolo 24, comma 14, lettera c), del  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,  dalla  legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole: «di almeno 59 anni di eta’» sono sostituite  dalle  seguenti:  «di  almeno  60  anni  di   eta’».   Le disposizioni dell’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo,  del citato decreto-legge  n.  201  del  2011,  in  materia  di  riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano  applicazione, limitatamente ai soggetti  che  maturano  il  previsto  requisito  di anzianita’  contributiva  entro  il  31  dicembre  2017,  qualora  la predetta anzianita’ contributiva ivi prevista  derivi  esclusivamente da  prestazione  effettiva  di  lavoro,  includendo  i   periodi   di astensione obbligatoria  per  maternita’,  per  l’assolvimento  degli obblighi  di  leva,  per  infortunio,  per  malattia   e   di   cassa integrazione guadagni ordinaria.   2-quinquies. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2,  comma 3,  del  decreto-legge  13  agosto  2011,  n.  138,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.  148,  il  Direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato  propone al Ministro dell’economia e delle  finanze  di  disporre  con  propri decreti,  annualmente,  tenuto  anche  conto  dei  provvedimenti   di variazione delle tariffe  dei  prezzi  di  vendita  al  pubblico  dei tabacchi lavorati eventualmente intervenuti, l’aumento  dell’aliquota di base dell’accisa sui tabacchi lavorati prevista dall’allegato 1 al testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,  e successive modificazioni,  nella  misura  necessaria  alla  copertura degli oneri derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui  ai commi 2-quater e 2-decies del presente articolo  e  all’articolo  15, comma 8-bis, del presente decreto.  L’attuazione  delle  disposizioni del presente comma assicura maggiori entrate in misura non  inferiore a 7,5 milioni di euro per l’anno 2012, 15 milioni di euro per  l’anno 2013 e nel limite massimo di 140 milioni di euro  annui  a  decorrere dall’anno 2014. 

  2-sexies. Fino al 31 maggio 2012, in parziale  deroga  all’articolo 29, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 23 giugno  2011,  n. 118, le regioni non assoggettate a piano di rientro possono procedere al ripiano del disavanzo sanitario maturato al 31 dicembre 2011 anche con la vendita di immobili. 

  2-septies. All’articolo 24 del decreto-legge 6  dicembre  2011,  n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n. 214, sono apportate le seguenti modifiche:   a) al comma 14, dopo la lettera e) e’ aggiunta la seguente:   «e-bis) ai lavoratori che alla data del 31 ottobre  2011  risultano essere in congedo per assistere figli con disabilita’ grave ai  sensi dell’articolo 42,  comma  5,  del  testo  unico  di  cui  al  decreto legislativo  26  marzo  2001,  n.  151,  i  quali   maturino,   entro ventiquattro mesi dalla data  di  inizio  del  predetto  congedo,  il requisito    contributivo    per    l’accesso    al     pensionamento indipendentemente dall’eta’ anagrafica di cui all’articolo  1,  comma 6, lettera a), della legge 23  agosto  2004,  n.  243,  e  successive modificazioni»;   b) al comma 15, primo periodo, le parole: «in 240 milioni  di  euro per  l’anno  2013,  630  milioni  di  euro  per  l’anno  2014,»  sono sostituite dalle seguenti: «in 245 milioni di euro per  l’anno  2013, 635 milioni di euro per l’anno 2014,». 

  2-octies. Agli oneri  derivanti  dal  comma  2-septies,  pari  a  5 milioni di euro per ciascuno degli anni  2013  e  2014,  si  provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni,  per  i  medesimi anni,  dello  stanziamento  del  fondo  speciale  di  parte  corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014,  nell’ambito  del programma «Fondi di riserva e  speciali»  della  missione  «Fondi  da ripartire» dello stato di previsione del  Ministero  dell’economia  e delle finanze per l’anno 2012, allo  scopo  parzialmente  utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e  delle  politiche sociali.  

 2-novies. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’  autorizzato ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti  variazioni  di bilancio.   2-decies.  All’articolo  2,  comma  16-ter,  del  decreto-legge  29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge  26 febbraio 2011, n. 10, le parole: «Fino  al  31  dicembre  2011»  sono sostituite dalle seguenti: «Fino al 31 dicembre 2012».  

 2-undecies. All’articolo 7-ter del decreto-legge 10 febbraio  2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9  aprile  2009,  n. 33, dopo il comma 14 e’ inserito il seguente:   «14-bis. Gli effetti della disposizione di cui al comma  14,  primo periodo, sono prorogati con riferimento ai trattamenti  pensionistici erogati  fino  alla  data  di  entrata  in  vigore   della   presente disposizione, senza corresponsione di arretrati per le eventuali rate di pensione sospese fino alla predetta data. I benefici in  questione decadono,  con  obbligo  di  integrale   restituzione   delle   somme percepite, laddove gli stessi siano stati conseguiti in base ad  atti costituenti  reato,  accertati  con  sentenza  definitiva.  All’onere derivante dal presente comma, valutato in 602.000 euro per  gli  anni 2012 e 2013, 322.000 euro per l’anno 2014, 42.000 euro per  gli  anni dal 2015 al 2020  e  42.000  euro  a  decorrere  dall’anno  2021,  si provvede a valere sul Fondo sociale per occupazione e  formazione  di cui all’articolo 18,  comma  1,  lettera  a),  del  decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28 gennaio 2009, n. 2». ))


In riferimento a quest’ultimi commi    ,si rinvia ai seguenti riferimenti normativi:

1)       comma 14 dell’articolo 24  del           citato decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato dalla           presente legge  :  “14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso           e di regime delle decorrenze vigenti prima  della  data  di           entrata  in  vigore  del  presente  decreto  continuano  ad           applicarsi ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31           dicembre 2011, ai soggetti di cui all’articolo 1,  comma  9           della  legge  23  agosto  2004,  n.   243,   e   successive           modificazioni e  integrazioni,  nonche’  nei  limiti  delle           risorse stabilite ai sensi del comma 15 e sulla base  della           procedura ivi disciplinata, ancorche’ maturino i  requisiti           per  l’accesso  al  pensionamento  successivamente  al   31           dicembre 2011:                 a) ai lavoratori  collocati  in  mobilita’  ai  sensi           degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e           successive modificazioni, sulla base di  accordi  sindacali           stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i           requisiti  per  il  pensionamento  entro  il   periodo   di           fruizione dell’indennita’ di mobilita’ di cui  all’articolo           7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;                 b) ai lavoratori  collocati  in  mobilita’  lunga  ai           sensi dell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge  23  luglio           1991, n. 223, e successive  modificazioni  e  integrazioni,           per effetto di accordi  collettivi  stipulati  entro  il  4           dicembre 2011;                 c) ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre  2011,           sono titolari di prestazione  straordinaria  a  carico  dei           fondi di solidarieta’ di settore  di  cui  all’articolo  2,           comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonche’  ai           lavoratori per  i  quali  sia  stato  previsto  da  accordi           collettivi stipulati entro la medesima data il  diritto  di           accesso ai predetti fondi di solidarieta’; in tale  secondo           caso gli interessati restano tuttavia a  carico  dei  fondi           medesimi fino al compimento di  almeno  60  anni  di  eta’,           ancorche’ maturino prima del compimento della predetta eta’           i requisiti per l’accesso al pensionamento  previsti  prima           della data di entrata in vigore del presente decreto;                 d) ai lavoratori che, antecedentemente alla data  del           4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla  prosecuzione           volontaria della contribuzione;                 e) ai lavoratori che alla data del  4  dicembre  2011           hanno in corso l’istituto dell’esonero dal servizio di  cui           all’articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008,           n. 112, convertito con modificazioni  con  legge  6  agosto           2008, n. 133; ai fini della  presente  lettera,  l’istituto           dell’esonero si considera  comunque  in  corso  qualora  il           provvedimento di concessione sia stato emanato prima del  4           dicembre 2011; dalla data di entrata in vigore del presente           decreto sono abrogati i commi da 1 a 6  dell’  articolo  72           del citato decreto-legge n. 112 del 2008, che continuano  a           trovare applicazione per i lavoratori di cui alla  presente           lettera.  Sono  altresi’   disapplicate   le   disposizioni           contenute in leggi regionali recanti discipline analoghe  a           quelle dell’istituto dell’esonero dal servizio.”.              2) Si   2) articoli 410, 411  e  412-ter           del codice di procedura civile:               “Art. 410.Tentativo di conciliazione               Chi intende proporre in giudizio una  domanda  relativa           ai rapporti previsti  dall’articolo  409  puo’  promuovere,           anche tramite l’associazione sindacale alla quale  aderisce           o conferisce mandato, un previo tentativo di  conciliazione           presso la commissione di conciliazione individuata  secondo           i criteri di cui all’articolo 413.               La comunicazione della richiesta  di  espletamento  del           tentativo di conciliazione  interrompe  la  prescrizione  e           sospende, per la durata del tentativo  di  conciliazione  e           per i venti giorni  successivi  alla  sua  conclusione,  il           decorso di ogni termine di decadenza.               Le commissioni di conciliazione sono  istituite  presso           la Direzione provinciale  del  lavoro.  La  commissione  e’           composta dal direttore dell’ufficio  stesso  o  da  un  suo           delegato o da un magistrato collocato a riposo, in qualita’           di presidente, da quattro  rappresentanti  effettivi  e  da           quattro  supplenti  dei  datori  di  lavoro  e  da  quattro           rappresentanti  effettivi  e  da  quattro   supplenti   dei           lavoratori,  designati  dalle   rispettive   organizzazioni           sindacali   maggiormente    rappresentative    a    livello           territoriale.               Le commissioni, quando se  ne  ravvisi  la  necessita’,           affidano  il   tentativo   di   conciliazione   a   proprie           sottocommissioni, presiedute dal direttore della  Direzione           provinciale  del  lavoro  o  da  un   suo   delegato,   che           rispecchino la composizione prevista dal  terzo  comma.  In           ogni caso per la validita’ della riunione e’ necessaria  la           presenza del Presidente e di almeno un  rappresentante  dei           datori di lavoro e almeno un rappresentante dei lavoratori.               La   richiesta   del   tentativo   di    conciliazione,           sottoscritta dall’istante, e’ consegnata o spedita mediante           raccomandata  con  avviso  di  ricevimento.   Copia   della           richiesta  del  tentativo  di  conciliazione  deve   essere           consegnata o  spedita  con  raccomandata  con  ricevuta  di           ritorno a cura della stessa parte istante alla controparte.               La richiesta deve precisare:               1)  nome,  cognome  e  residenza  dell’istante  e   del           convenuto; se l’istante o il  convenuto  sono  una  persona           giuridica, un’associazione non riconosciuta o un  comitato,           l’istanza deve indicare la denominazione o la ditta nonche’           la sede;               2) il luogo dove e’ sorto il rapporto  ovvero  dove  si           trova l’azienda o sua dipendenza alla quale e’  addetto  il           lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera  al           momento della fine del rapporto;               3) il luogo dove devono essere fatte alla parte istante           le comunicazioni inerenti alla procedura;               4) l’esposizione dei fatti  e  delle  ragioni  posti  a           fondamento della pretesa.               Se la controparte intende  accettare  la  procedura  di           conciliazione,   deposita   presso   la   commissione    di           conciliazione, entro venti  giorni  dal  ricevimento  della           copia della richiesta, una memoria contenente le  difese  e           le eccezioni in fatto e in diritto,  nonche’  le  eventuali           domande in  via  riconvenzionale.  Ove  cio’  non  avvenga,           ciascuna  delle  parti  e’  libera  di  adire   l’autorita’           giudiziaria. Entro i dieci giorni successivi  al  deposito,           la commissione fissa la comparizione  delle  parti  per  il           tentativo di conciliazione, che deve essere tenuto entro  i           successivi  trenta  giorni.  Dinanzi  alla  commissione  il           lavoratore puo’ farsi assistere anche da  un’organizzazione           cui aderisce o conferisce mandato.               La conciliazione della lite da parte di chi rappresenta           la pubblica amministrazione, anche in  sede  giudiziale  ai           sensi dell’articolo 420, commi primo, secondo e terzo,  non           puo’ dar luogo a responsabilita’, salvi i casi  di  dolo  e           colpa grave.”               “Art. 411.  Processo verbale di conciliazione.               Se la conciliazione esperita ai sensi dell’articolo 410           riesce, anche limitatamente ad  una  parte  della  domanda,           viene redatto separato processo verbale sottoscritto  dalle           parti e dai componenti della commissione di  conciliazione.           Il giudice, su istanza della parte interessata, lo dichiara           esecutivo con decreto.               Se  non  si  raggiunge  l’accordo  tra  le  parti,   la           commissione di conciliazione deve  formulare  una  proposta           per  la  bonaria  definizione  della  controversia.  Se  la           proposta non e’ accettata, i termini di essa sono riassunti           nel verbale  con  indicazione  delle  valutazioni  espresse           dalle parti.  Delle  risultanze  della  proposta  formulata           dalla  commissione   e   non   accettata   senza   adeguata           motivazione il giudice tiene conto in sede di giudizio.               Ove il tentativo di conciliazione sia  stato  richiesto           dalle parti, al ricorso depositato ai  sensi  dell’articolo           415  devono  essere  allegati  i  verbali  e   le   memorie           concernenti il tentativo di conciliazione non riuscito.  Se           il  tentativo  di  conciliazione  si  e’  svolto  in   sede           sindacale, ad esso non si applicano le disposizioni di  cui           all’articolo  410.  Il   processo   verbale   di   avvenuta           conciliazione e’ depositato presso la Direzione provinciale           del lavoro a cura di una delle parti o per  il  tramite  di           un’associazione sindacale. Il direttore, o un suo delegato,           accertatane l’autenticita’, provvede  a  depositarlo  nella           cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione e’ stato           redatto. Il giudice, su istanza  della  parte  interessata,           accertata   la   regolarita’   formale   del   verbale   di           conciliazione, lo dichiara esecutivo con decreto.”               “Art.  412-ter.  Altre  modalita’  di  conciliazione  e           arbitrato previste dalla contrattazione collettiva.               La conciliazione e l’arbitrato, nelle  materie  di  cui           all’articolo 409, possono essere svolti altresi’ presso  le           sedi e con le modalita’ previste dai  contratti  collettivi           sottoscritti  dalle  associazioni  sindacali   maggiormente           rappresentative.”.

3)     comma 10 dell’articolo  24  del           citato decreto-legge n. 201 del 2011:               “10. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con  riferimento           ai soggetti la cui pensione e’ liquidata a carico  dell’AGO           e delle forme  sostitutive  ed  esclusive  della  medesima,           nonche’ della gestione  separata  di  cui  all’articolo  2,           comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che maturano i           requisiti a partire  dalla  medesima  data  l’accesso  alla           pensione  anticipata  ad  eta’   inferiori   ai   requisiti           anagrafici di cui al comma 6 e’  consentito  esclusivamente           se risulta maturata un’anzianita’ contributiva di 42 anni e           1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne,  con           riferimento ai soggetti che maturano i requisiti  nell’anno           2012. Tali requisiti  contributivi  sono  aumentati  di  un           ulteriore mese per l’anno 2013 e di  un  ulteriore  mese  a           decorrere  dall’anno  2014.  Sulla  quota  di   trattamento           relativa    alle    anzianita’    contributive     maturate           antecedentemente il  1°  gennaio  2012,  e’  applicata  una           riduzione percentuale pari ad 1 punto percentuale per  ogni           anno di anticipo  nell’accesso  al  pensionamento  rispetto           all’eta’ di 62 anni; tale percentuale annua e’ elevata a  2           punti percentuali  per  ogni  anno  ulteriore  di  anticipo           rispetto  a  due  anni.  Nel  caso   in   cui   l’eta’   al           pensionamento non sia intera la  riduzione  percentuale  e’           proporzionale al numero di mesi.”.

(( Art. 6 bis          Clausola di salvaguardia  

  Questo articolo risulta inserito dalla legge di comnversione e recita:

 1.  Qualora,  in  seguito  all’inclusione  dei  lavoratori  di  cui all’articolo  6,  comma  2-ter,  tra  i  soggetti  interessati   alla concessione del beneficio risultasse sulla base del  monitoraggio  di cui all’articolo 24, comma 15, secondo periodo, del  decreto-legge  6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge  22 dicembre 2011, n. 214, il raggiungimento del limite delle risorse ivi previsto, le ulteriori domande relative ai  soggetti  inclusi  tra  i beneficiari  dal  predetto  comma  2-ter  potranno  essere  prese  in considerazione dagli enti previdenziali, in deroga a quanto  previsto dal medesimo comma  15,  solo  a  condizione  che,  con  decreto  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il Ministro dell’economia e delle finanze, sia stabilito  un  incremento delle aliquote contributive non pensionistiche a carico  di  tutti  i datori di lavoro del settore privato  dovute  alla  gestione  di  cui all’articolo 24  della  legge  9  marzo  1989,  n.  88,  considerando prioritariamente i contributi  per  disoccupazione  e  in  ogni  caso escludendo il contributo al Fondo di garanzia per il  trattamento  di fine rapporto di cui all’articolo 2 della legge 29  maggio  1982,  n. 297,  e  successive  modificazioni,  nonche’  il  contributo  di  cui all’articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n.  845, in misura sufficiente alla copertura finanziaria dei relativi  oneri. ))


Art. 15     Proroga di termini in materia di amministrazione dell’interno  comma 1. Il termine di cui all’articolo 2, comma 6, del decreto-legge  29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge  26 febbraio 2011, n. 10, e’ prorogato sino  al  30  giugno  2012,  fermo restando quanto disposto dalla stessa norma. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a euro 10.311.907  ((per  l’anno  2012)),  si provvede mediante riduzione del fondo di cui all’articolo  33,  comma 8, della legge 12 novembre 2011, n. 183, nella quota parte  destinata al Ministero dell’interno. In nordine a quanto sopra stabilito,  si riporta il testo del comma  6  dell’articolo  2  del           citato decreto-legge n. 225 del 2010:               “6. Per garantire l’operativita’ degli sportelli  unici           per   l’immigrazione   nei   compiti   di   accoglienza   e           integrazione e degli uffici immigrazione delle Questure nel           completamento  delle  procedure  di  emersione  del  lavoro           irregolare,  il  Ministero  dell’interno,  in  deroga  alla           normativa vigente, e’ autorizzato a rinnovare per un anno i           contratti  di  lavoro  di  cui  all’articolo  1,  comma  1,           dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 29           marzo 2007, n. 3576. Ai fini di cui al presente  comma  non           si applica quanto stabilito  dall’articolo  5  del  decreto           legislativo 6 settembre  2001,  n.  368,  dall’articolo  1,           comma  519,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296   e           dall’articolo 3, comma 90, della legge 24 dicembre 2007, n.           244. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari  a  19,1           milioni di euro per  l’anno  2011,  si  provvede  ai  sensi           dell’articolo 3.”.


comma ((2-bis.  E’  prorogato  al  31  dicembre  2013  il  termine  della validita’ della graduatoria adottata in attuazione  dell’articolo  1, comma 526, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.)) comma  3.  ((E’  prorogata,  per   l’anno   2012,   l’applicazione   delle disposizioni)) di cui all’articolo 1, comma 1-bis, del  decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla  legge 1o marzo 2005, n. 26.cpomma   ((3-bis. All’articolo 5-bis, comma 4, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio 2010, n. 26, le parole:  «per  l’anno  2010»  sono  sostituite  dalle seguenti: «per gli anni 2010 e 2012».  comma  3-ter. All’onere di cui al comma 3-bis, pari  a  250.000  euro  per l’anno 2012, si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione  dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai  fini del bilancio triennale 2012-2014, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»  dello  stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per  l’anno 2012, allo scopo parzialmente utilizzando  l’accantonamento  relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.  comma  3-quater. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’  autorizzato ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  variazioni occorrenti.

  In merioto a quanto sopra disèposto si riporta il testo del comma 6-septies dell’articolo 1           del citato decreto-legge n. 300 del 2006,  come  modificato           dalla presente legge:               “6-septies. Fino al 31 dicembre 2012, nei limiti  delle           risorse finanziarie disponibili al  personale  appartenente           al Corpo nazionale  dei  vigili  del  fuoco,  collocato  in           posizione di  comando  o  fuori  ruolo  presso  gli  organi           costituzionali, presso gli uffici di cui  all’articolo  14,           comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  e           successive modificazioni, nonche’ presso gli  uffici  della           Presidenza  del  Consiglio  dei   Ministri,   continua   ad           applicarsi la disposizione di cui all’articolo 57 del testo           unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  10           gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni. Al medesimo           personale, e fino alla predetta  data,  non  si  applicano,           altresi’, il limite di cui all’ultimo periodo del  comma  1           dell’articolo 133 del decreto legislativo 13 ottobre  2005,           n. 217, e la disposizione di cui al comma  3  del  medesimo           articolo 133.”.               Si riporta il testo del comma 526 dell’articolo 1 della           citata legge n. 296 del 2006:               “526. Le amministrazioni di cui al  comma  523  possono           altresi’ procedere, per  l’anno  2008,  nel  limite  di  un           contingente di personale non dirigenziale  complessivamente           corrispondente ad una spesa pari al 40 per cento di  quella           relativa alle  cessazioni  avvenute  nell’anno  precedente,           alla stabilizzazione del rapporto di lavoro del  personale,           in possesso dei requisiti di cui al comma 519.  Nel  limite           del predetto contingente, per avviare anche  per  il  Corpo           nazionale  dei  vigili  del  fuoco  la  trasformazione   in           rapporti   a   tempo   indeterminato   delle    forme    di           organizzazione precaria  del  lavoro,  e’  autorizzata  una           stabilizzazione  del  personale  volontario,  di  cui  agli           articoli 6, 8 e 9 del decreto legislativo 8 marzo 2006,  n.           139, che, alla data del 1° gennaio 2007,  risulti  iscritto           negli appositi elenchi di cui al predetto  articolo  6  del           decreto legislativo 8 marzo 2006, n.  139,  da  almeno  tre           anni ed abbia effettuato non meno di centoventi  giorni  di           servizio. Con  decreto  del  Ministro  dell’interno,  fermo           restando il possesso dei requisiti ordinari  per  l’accesso           alla qualifica di vigile del fuoco previsti  dalle  vigenti           disposizioni, sono  stabiliti  i  criteri,  il  sistema  di           selezione, nonche’ modalita’ abbreviate  per  il  corso  di           formazione.”.

Art. 16 Proroga in  materia  di  investimenti  degli  enti  previdenziali  in                                Abruzzo

Tale articolo non ha subito significative variazioni in sede di conversionee pertanto lo dstesso contiunua a prevedere quanto segue:  1. Allo scopo di assicurare  maggiore  rapidita’  ed  efficacia  al programma  di  ricostruzione  in  Abruzzo,  gli  enti   previdenziali proseguono per l’anno 2012 gli  investimenti  previsti  dall’articolo 14, comma 3, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, da realizzare anche in forma diretta, nel rispetto dei vincoli  autorizzativi  e  ((sulla base di verifiche)) di compatibilita’  con  i  saldi  strutturali  di finanza pubblica di cui all’articolo 8, comma 15,  del  decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30 luglio 2010, n. 122, entro un tetto di spesa pluriennale definito con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto  con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  entro  30  giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.   2. Gli investimenti di cui al comma 1, effettuati nell’ambito delle aree della ricostruzione del tessuto urbano, del settore sociale, del settore turistico ricettivo, del  settore  sanitario  e  del  settore cultura, vengono individuati  con  provvedimenti  adottati  ai  sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77.

((Art. 18 bis     Funzionalita’ degli organi degli enti previdenziali soppressi 

Trattasi di un nuovo articolo aggiunto in sede di conversione , stabilendo che:

:  1. All’articolo 21 del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214, il comma 4 e’ sostituito dal seguente:   «4. Gli  organi  di  cui  all’articolo  3,  comma  2,  del  decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, e successive modificazioni, degli enti soppressi ai  sensi  del  comma  1  possono  compiere  solo  gli adempimenti connessi alla  definizione  dei  bilanci  di  chiusura  e cessano alla data di approvazione dei medesimi, e comunque non  oltre il 1° aprile 2012».))

Art. 21                Proroga di termini nel settore postale 

Questo articolo  ha subito modifiche ed integraszioni nel comma  2  in sede di conversione

  1.  Sono  prorogati  fino  alla  conclusione  delle  procedure   di inquadramento e comunque non oltre il 31 dicembre 2012, i comandi del personale appartenente a Poste Italiane  S.p.A.  che  non  sia  stato ancora inquadrato, ai sensi dell’articolo 3, comma 112,  della  legge 24 dicembre 2007, n. 244, ((e successive modificazioni,))  nei  ruoli delle Amministrazioni presso cui  presta  servizio  in  posizione  di comando o presso le amministrazioni di cui all’articolo 1,  comma  2, del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e   successive modificazioni, ai sensi degli articoli 30, 33 e 34-bis  del  predetto decreto.

2.  Il  termine  di  cui  al  comma  1-bis  ((dell’articolo  2  del decreto-legge)) 5 agosto 2010, n. 125, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o ottobre 2010, n. 163,  e’  prorogato  al  31  dicembre 2013.   ((3. Adecorrere dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente decreto e fino al termine di cui  al  comma  2,  le  tariffe  per  la spedizione  postale  individuate  con  decreto  del  Ministro   dello sviluppo  economico  21  ottobre  2010,  pubblicato  nella   Gazzetta Ufficiale n. 274 del  23  novembre  2010,  si  applicano  anche  alle spedizioni di prodotti  editoriali  da  parte  delle  associazioni  e organizzazioni senza  fini  di  lucro  iscritte  nel  Registro  degli operatori di comunicazione (ROC), individuate dall’articolo 1,  comma 3, del decreto-legge  24  dicembre  2003,  n.  353,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 27 febbraio  2004,  n.  46,  e  successive modificazioni, e delle associazioni d’arma  e  combattentistiche.  In tal caso si prescinde dal possesso del requisito di cui  all’articolo 2, comma 1, letterab), del citato  decreto-legge  n.  353  del  2003, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  n.   46   del   2004. Dall’attuazione del  presente  comma  non  devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri per la finanza pubblica.))


           Riferimenti normativi Si riporta il testo vigente del comma 112, dell'articolo 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008): "Art. 3. (Omissis). 112. Per l'anno 2010, il personale appartenente a Poste italiane Spa, gia' dipendente dall'Amministrazione autonoma delle poste e delle telecomunicazioni, ed il personale dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Spa, gia' dipendente dall'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, il cui comando presso uffici delle pubbliche amministrazioni e' stato gia' prorogato per l'anno 2007 ai sensi, rispettivamente, dell'articolo 1, comma 534, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dell'articolo 1, comma 6-quater, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, puo' essere inquadrato, nei ruoli delle amministrazioni presso cui presta servizio in posizione di comando o presso le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ai sensi degli articoli 30, 33 e 34-bis del predetto decreto, nei limiti dei posti di organico. I relativi provvedimenti di comando sono prorogati fino alla conclusione delle procedure di inquadramento, e comunque non oltre il 31 dicembre 2010. (Omissis)." Si riporta il testo vigente degli articoli 1, 30, 33 e 34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche": "Art. 1. Finalita' ed ambito di applicazione 1. Le disposizioni del presente decreto disciplinano l'organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, tenuto conto delle autonomie locali e di quelle delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dell'articolo 97, comma primo, della Costituzione, al fine di: a) accrescere l'efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi dell'Unione europea, anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici; b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica; c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, assicurando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti, applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato, garantendo pari opportunita' alle lavoratrici ed ai lavoratori nonche' l'assenza di qualunque forma di discriminazione e di violenza morale o psichica. 2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI. 3. Le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. Le Regioni a statuto ordinario si attengono ad esse tenendo conto delle peculiarita' dei rispettivi ordinamenti. I principi desumibili dall'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, e successive modificazioni, e dall'articolo 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni, costituiscono altresi', per le Regioni a statuto speciale e per le provincie autonome di Trento e di Bolzano, norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica." "Art. 30. Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse 1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. Le amministrazioni devono in ogni caso rendere pubbliche le disponibilita' dei posti in organico da ricoprire attraverso passaggio diretto di personale da altre amministrazioni, fissando preventivamente i criteri di scelta. Il trasferimento e' disposto previo parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale e' o sara' assegnato sulla base della professionalita' in possesso del dipendente in relazione al posto ricoperto o da ricoprire. 1-bis. Fermo restando quanto previsto al comma 2, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e previa intesa con la conferenza unificata, sentite le confederazioni sindacali rappresentative, sono disposte le misure per agevolare i processi di mobilita', anche volontaria, per garantire l'esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico. 2. I contratti collettivi nazionali possono definire le procedure e i criteri generali per l'attuazione di quanto previsto dal comma 1. In ogni caso sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi volti ad eludere l'applicazione del principio del previo esperimento di mobilita' rispetto al reclutamento di nuovo personale. 2-bis. Le amministrazioni, prima di procedere all'espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilita' di cui al comma 1, provvedendo, in via prioritaria, all'immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il trasferimento e' disposto, nei limiti dei posti vacanti, con inquadramento nell'area funzionale e posizione economica corrispondente a quella posseduta presso le amministrazioni di provenienza; il trasferimento puo' essere disposto anche se la vacanza sia presente in area diversa da quella di inquadramento assicurando la necessaria neutralita' finanziaria. 2-ter. L'immissione in ruolo di cui al comma 2-bis, limitatamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero degli affari esteri, in ragione della specifica professionalita' richiesta ai propri dipendenti, avviene previa valutazione comparativa dei titoli di servizio e di studio, posseduti dai dipendenti comandati o fuori ruolo al momento della presentazione della domanda di trasferimento, nei limiti dei posti effettivamente disponibili. 2-quater. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, per fronteggiare le situazioni di emergenza in atto, in ragione della specifica professionalita' richiesta ai propri dipendenti puo' procedere alla riserva di posti da destinare al personale assunto con ordinanza per le esigenze della Protezione civile e del servizio civile, nell'ambito delle procedure concorsuali di cui all'articolo 3, comma 59, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 2-quinquies. Salvo diversa previsione, a seguito dell'iscrizione nel ruolo dell'amministrazione di destinazione, al dipendente trasferito per mobilita' si applica esclusivamente il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto nei contratti collettivi vigenti nel comparto della stessa amministrazione. 2-sexies. Le pubbliche amministrazioni, per motivate esigenze organizzative, risultanti dai documenti di programmazione previsti all'articolo 6, possono utilizzare in assegnazione temporanea, con le modalita' previste dai rispettivi ordinamenti, personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a tre anni, fermo restando quanto gia' previsto da norme speciali sulla materia, nonche' il regime di spesa eventualmente previsto da tali norme e dal presente decreto." "Art. 33. Eccedenze di personale e mobilita' collettiva 1. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista dall'articolo 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute ad osservare le procedure previste dal presente articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica. 2. Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con qualunque tipologia di contratto pena la nullita' degli atti posti in essere. 3. La mancata attivazione delle procedure di cui al presente articolo da parte del dirigente responsabile e' valutabile ai fini della responsabilita' disciplinare. 4. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo il dirigente responsabile deve dare un'informativa preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area. 5. Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al comma 4, l'amministrazione applica l'articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del personale in situazione di soprannumero o di eccedenza nell'ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarieta', ovvero presso altre amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese nell'ambito della regione tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, nonche' del comma 6. 6. I contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. Si applicano le disposizioni dell'articolo 30. 7. Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 4 l'amministrazione colloca in disponibilita' il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell'ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni nell'ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilita'. 8. Dalla data di collocamento in disponibilita' restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un'indennita' pari all'80 per cento dello stipendio e dell'indennita' integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell'indennita' sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. endono bandire il concorso il personale inserito nell'elenco previsto dall'articolo 34, comma 2. A seguito dell'assegnazione, l'amministrazione destinataria iscrive il dipendente in disponibilita' nel proprio ruolo e il rapporto di lavoro prosegue con l'amministrazione che ha comunicato l'intenzione di bandire il concorso. 3. Le amministrazioni possono provvedere a organizzare percorsi di qualificazione del personale assegnato ai sensi del comma 2. 4. Le amministrazioni, decorsi due mesi dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 1 da parte del Dipartimento della funzione pubblica direttamente per le amministrazioni dello Stato e per gli enti pubblici non economici nazionali, comprese le universita', e per conoscenza per le altre amministrazioni, possono procedere all'avvio della procedura concorsuale per le posizioni per le quali non sia intervenuta l'assegnazione di personale ai sensi del comma 2. 5. Le assunzioni effettuate in violazione del presente articolo sono nulle di diritto. Restano ferme le disposizioni previste dall'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. 5-bis. Ove se ne ravvisi l'esigenza per una piu' tempestiva ricollocazione del personale in disponibilita' iscritto nell'elenco di cui all'articolo 34, comma 2, il Dipartimento della funzione pubblica effettua ricognizioni presso le amministrazioni pubbliche per verificare l'interesse all'acquisizione in mobilita' dei medesimi dipendenti. Si applica l'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 12 maggio 1995, n. 163, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 1995, n. 273.". Si riporta il testo vigente del comma 1-bis dell'articolo 2 del decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° ottobre 2010, n. 163 (Misure urgenti per il settore dei trasporti e disposizioni in materia finanziaria): "Art. 2. Disposizioni in materia finanziaria (Omissis). 1-bis. In considerazione della specificita' del settore, a decorrere dal 1° settembre 2010 e fino al 31 dicembre 2012, per le spedizioni dei prodotti editoriali effettuate dalle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e dalle imprese editrici di libri non si applica l'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, e le tariffe massime applicabili sono determinate, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. (Omissis).". Il decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 ottobre 2010, reca "Tariffe per le spedizioni di prodotti editoriali, ad esclusione dei libri spediti tramite pacchi, effettuate dai soggetti di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46.". Si riporta il testo vigente degli articoli 1 e 2del citato decreto-legge n. 353 del 2003: "Art. 1. Agevolazioni tariffarie postali per le spedizioni di prodotti editoriali 1. A decorrere dal 1° gennaio 2004, le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e le imprese editrici di libri possono usufruire di tariffe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali. Le tariffe agevolate sono determinate, anche in funzione del rispetto del limite di spesa di cui all'articolo 3, con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, applicando la tariffa piu' bassa per le spedizioni di stampe periodiche la cui tiratura per singolo numero non superi le 20.000 copie. Per l'anno 2004, l'entita' dell'agevolazione tariffaria per i soggetti identificati dal presente decreto resta quella definita dal decreto del Ministro delle comunicazioni 13 novembre 2002. 2. Accedono altresi' alle tariffe agevolate le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro. 3. Ai fini dell'applicazione del presente decreto per associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro si intendono quelle di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive modificazioni, le organizzazioni non governative riconosciute ai sensi dell'articolo 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, le fondazioni ed associazioni senza fini di lucro aventi scopi religiosi, nonche' gli enti ecclesiastici, le associazioni storiche operanti, per statuto, da almeno cinquanta anni per la conoscenza, la difesa e la valorizzazione dell'ambiente naturale, le associazioni riconosciute a carattere nazionale aventi per oggetto statutario, da piu' di quaranta anni, lo svolgimento o la promozione di attivita' di ricerca oncologica e le associazioni dei profughi istriani, fiumani e dalmati. 3-bis. " "Art. 2. Prodotti editoriali esclusi dalle agevolazioni 1. Sono esclusi dalle tariffe agevolate di cui all'articolo 1: a) i quotidiani e i periodici che contengono inserzioni pubblicitarie per un'area superiore al 45 per cento dell'intero stampato, su base annua; b) i periodici per i quali i relativi abbonamenti siano stati stipulati, a titolo oneroso, direttamente dai destinatari, per una percentuale inferiore al 50 per cento del totale degli abbonamenti; c) i quotidiani ed i periodici di pubblicita', vale a dire diretti a pubblicizzare prodotti o servizi contraddistinti con il nome o altro elemento distintivo e diretti prevalentemente ad incentivarne l'acquisto; d) i quotidiani e i periodici di promozione delle vendite di beni o servizi; e) i quotidiani e i periodici di vendita per corrispondenza; f) i cataloghi, vale a dire le pubblicazioni contenenti elencazioni di prodotti o servizi, anche se corredate da indicazioni sulle caratteristiche dei medesimi; g) i quotidiani e i periodici non posti in vendita, vale a dire non distribuiti con un prezzo effettivo per copia o per abbonamento, ad eccezione di quelli informativi delle fondazioni ed associazioni senza fini di lucro e degli altri soggetti indicati nel comma 2 dell'articolo 1 o comunque riconducibili agli stessi, ancorche' editi da imprese costituite in forma societaria ed iscritte al ROC; h) le pubblicazioni aventi carattere postulatorio, vale a dire finalizzate all'acquisizione di contributi, offerte, ovvero elargizioni di somme di denaro, ad eccezione di quelle utilizzate dalle organizzazioni senza fini di lucro e dalle fondazioni religiose esclusivamente per le proprie finalita' di autofinanziamento; i) i quotidiani e i periodici delle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici, nonche' di altri organismi, ivi comprese le societa' riconducibili allo Stato ovvero ad altri enti territoriali o che svolgano una pubblica funzione; l) i quotidiani e i periodici contenenti supporti integrativi o altri beni diversi da quelli definiti nell'articolo 74, primo comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, ai fini dell'ammissione al regime speciale previsto dallo stesso articolo 74; m) i prodotti editoriali pornografici.". 

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