NUOVO DPCM INTERVENTI PER ZONE SISMA ABRUZZO

Si richiama l’attenzione sul DPCM del 18 ottobre 2011,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  n.20 del 25 gennaio 2012,che prevede quanto stabilito dal relativo testo ,  riportato  a margine,in favore dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

              IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

  Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303;
  Visto il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231;
  Visto l’articolo 16, comma 5, del decreto-legge 28 aprile 2009,  n.
39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77,
che demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,
su  proposta  dei  Ministri  dell’interno,  della  giustizia,   delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,   dello   sviluppo   economico   e
dell’economia  e  delle  finanze,  la  definizione  delle   modalita’
attuative delle disposizioni volte a prevenire le infiltrazioni della
criminalita’  organizzata  negli  interventi  per  l’emergenza  e  la
ricostruzione nella regione Abruzzo, nonche’ la costituzione,  presso
la Prefettura competente, di elenchi di  fornitori  e  prestatori  di
servizi, non soggetti a rischio di inquinamento mafioso, cui  possono
rivolgersi gli esecutori dei lavori connessi alla ricostruzione nella
regione Abruzzo;
  Vista la  legge  13  agosto  2010,  n.  136,  come  modificata  dal
decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187,  convertito  dalla  legge  17
dicembre  2010,  n.  217,  e  in  particolare  gli  articoli  3  e  6
concernenti l’introduzione di una disciplina sulla tracciabilita’ dei
flussi finanziari finalizzata a prevenire fenomeni criminali;
  Visto il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998,  n.
252;
  Viste le linee guida antimafia, di cui all’art. 16,  comma  4,  del
decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, adottate  il  3  giugno  2009  dal
Comitato di coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle Grandi  Opere
e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 156,  dell’
8 luglio 2009, successivamente integrate dalle  linee  guida  del  12
agosto e del 31 dicembre 2010;
  Visti i decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri in data
16 aprile 2009, n. 3, e 17 luglio 2009, n. 11, con i quali sono stati
individuati i comuni  danneggiati  dagli  eventi  sismici  che  hanno
colpito la provincia  di  L’Aquila  ed  altri  comuni  della  regione
Abruzzo;
  Sulla proposta dei Ministri dell’interno,  della  giustizia,  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,   dello   sviluppo   economico   e
dell’economia e delle finanze;

                              Decreta:

                               Art. 1

  Contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture

  1.  Per  l’efficacia  dei  controlli  antimafia   concernenti   gli
interventi per la ricostruzione nella regione Abruzzo, nei  contratti
pubblici e nei successivi subappalti e subcontratti aventi ad oggetto
lavori, servizi  e  forniture  si  applicano  le  disposizioni  sulla
tracciabilita’ dei relativi flussi finanziari previste dagli articoli
3  e  6  della  legge  13  agosto  2010,  n.  136,   modificata   dal
decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187,  convertito  dalla  legge  17
dicembre 2010, n. 217. 

     Art. 2

          Erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche

  1. I soggetti privati, nell’impiego delle erogazioni e  concessioni
di provvidenze pubbliche di cui sono beneficiari per  gli  interventi
di ricostruzione previsti dall’articolo 1, sono tenuti ad  effettuare
bonifici bancari o postali ovvero ad utilizzare  altri  strumenti  di
pagamento  idonei  a  garantire   la   piena   tracciabilita’   delle
operazioni,  con  esclusione  dell’assegno  bancario   o   circolare,
contenenti, a titolo di causale, la dicitura “Emergenza ricostruzione
regione Abruzzo”, nonche’ il codice unico di progetto (CUP)  relativo
all’intervento.
  2. L’Amministrazione competente alle erogazioni e alle  concessioni
di provvidenze pubbliche ai soggetti di  cui  al  comma  1  inserisce
nell’atto di erogazione o concessione  un’apposita  clausola  con  la
quale gli stessi assumono gli obblighi di tracciabilita’  di  cui  al
presente articolo e le clausole sanzionatorie previste dal successivo
comma 3.
  3. Qualora l’impiego delle erogazioni e concessioni di cui al comma
1 venga effettuato attraverso il trasferimento di denaro contante  si
applicano le disposizioni  di  cui  all’articolo  49,  comma  1,  del
decreto  legislativo  21  novembre  2007,  n.   231,   e   successive
modificazioni. La sanzione amministrativa  di  cui  all’articolo  58,
comma 1, del predetto decreto legislativo n. 231 del 2007,  non  puo’
essere inferiore al dieci per cento dell’importo trasferito.
  4. Alle erogazioni e concessioni gia’ disposte alla data di entrata
in vigore del presente decreto continuano ad applicarsi le previsioni
contenute nelle linee guida richiamate nelle premesse. 

   Art. 3

            Elenchi dei fornitori e prestatori di servizi

  1. Presso le  prefetture  delle  province  di  L’Aquila,  Teramo  e
Pescara sono costituiti elenchi ufficiali  di  fornitori  di  beni  e
prestatori  di  servizi,  tra  loro   interconnessi   e   liberamente
consultabili  anche  per  via  telematica.  Negli   elenchi   possono
iscriversi le imprese esercenti le attivita’ di cui all’allegato 1 al
presente  decreto,  nei  cui  confronti  siano  state  effettuate  le
verifiche previste dalla vigente legislazione antimafia.
  2. Le verifiche di cui al comma  1,  condotte  dal  prefetto  della
provincia ove ha sede l’impresa interessata all’iscrizione, mirano ad
accertare l’insussistenza nei  confronti  di  essa  delle  condizioni
ostative di cui all’articolo 10, comma 7, lettere a), b)  e  c),  del
decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252.

  Art. 4

                      Iscrizione negli elenchi

  1. Ai fini dell’iscrizione negli elenchi di cui all’articolo 3,  il
titolare dell’impresa individuale  ovvero  il  rappresentante  legale
della  societa’  presenta  apposita  istanza  alla  prefettura  della
provincia  nel  cui  ambito  intende  operare,  allegando  copia  del
certificato d’iscrizione presso la camera  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura e specificando per quale ovvero  per  quali
attivita’, nel caso di esercizio plurimo, richieda l’iscrizione.
  2. Il prefetto che  riceve  l’istanza  d’iscrizione,  esperite  con
esito negativo le verifiche di cui all’articolo  3,  comma  2,  anche
attivando il prefetto competente, se l’impresa abbia  sede  in  altra
provincia,  dispone  l’iscrizione  di   essa   nell’elenco   di   cui
all’articolo  3,   comma   1,   dandone   contestuale   comunicazione
all’interessato, alle  altre  prefetture  indicate  nell’articolo  3,
comma 1, e, ove l’impresa abbia sede in  altra  provincia,  anche  al
prefetto territorialmente competente.
  3. L’avvenuta iscrizione  ha  effetto  anche  riguardo  agli  altri
elenchi di cui all’articolo 3, comma 1.
  4. Nel caso in cui, a seguito  delle  verifiche  disposte  emergano
situazioni  di   controindicazione   rispetto   a   quanto   previsto
dall’articolo 3, comma 2, il prefetto rigetta l’istanza d’iscrizione,
effettuando contestualmente le comunicazioni di cui al comma 2.

 Art. 5

                         Revisione periodica

  1. L’iscrizione dell’impresa negli elenchi di cui all’articolo 3 e’
soggetta   a   revisione   annuale,   in   relazione   al   permanere
dell’insussistenza degli elementi di rischio di inquinamento mafioso.
A tal fine, le prefetture indicate nell’articolo 3, comma  1,  previa
richiesta  agli  iscritti   negli   elenchi   circa   la   permanenza
dell’interesse  all’iscrizione,  verificano,  nei   quindici   giorni
antecedenti alla scadenza di ciascun anno successivo ad  essa,  anche
attivando il prefetto competente, se l’impresa abbia  sede  in  altra
provincia, il permanere dell’insussistenza nei loro  confronti  delle
condizioni di cui all’articolo 3, comma 2.
  2.  Quando  dalle   verifiche   svolte   emergano   situazioni   di
controindicazione rispetto a quanto previsto dall’articolo  3,  comma
2, il prefetto dispone  la  cancellazione  dell’impresa  dall’elenco,
effettuando contestualmente le comunicazioni di cui  all’articolo  4,
comma 2.
  3.  Quando  le  verifiche  da   svolgere   siano   di   particolare
complessita’, il prefetto puo’ differire la conferma  dell’iscrizione
nell’elenco per un periodo non superiore a trenta giorni, effettuando
contestualmente le comunicazioni di cui all’articolo 4, comma 2.
  4. E’ fatto obbligo, in ogni  caso,  all’interessato  di  segnalare
tempestivamente  eventuali  variazioni  intervenute   negli   assetti
proprietari  o  gestionali  dell’impresa  ovvero   nell’incarico   di
direttore tecnico, se  previsto.  Nelle  more  dell’esecuzione  delle
verifiche di cui all’articolo 3, comma 2, a seguito delle intervenute
variazioni,  il  prefetto  dispone  la  sospensione   dell’iscrizione
dell’impresa dall’elenco per trenta  giorni,  decorsi  i  quali,  ove
siano riscontrate situazioni di controindicazione rispetto  a  quanto
previsto  dall’articolo   3,   comma   2,   procede   alla   relativa
cancellazione.  Il  prefetto,  all’atto  della  sospensione  e  della
cancellazione previste nel presente comma, effettua le  comunicazioni
di cui all’articolo 4, comma 2.
  5. La sospensione dell’iscrizione ha effetto  anche  riguardo  agli
altri elenchi di cui all’articolo 3, comma 1

                               Art. 6

                   Altre ipotesi di cancellazione

  1. La cancellazione dell’iscrizione dell’impresa dagli  elenchi  di
cui all’articolo 3, comma 1, oltre ai casi in cui emergano situazioni
relative a tentativi di infiltrazione mafiosa ai sensi  dell’articolo
3, comma 2, e’ disposta anche quando l’interessato abbia violato  gli
obblighi relativi alla tracciabilita’ dei flussi  finanziari  di  cui
all’articolo 6, commi 1 e 2, della legge  13  agosto  2010,  n.  136,
modificata dal decreto-legge 12 novembre  2010,  n.  187,  convertito
dalla legge 17 dicembre 2010, n.  217,  ovvero  non  abbia  adempiuto
all’obbligo  di  segnalare  tempestivamente  le  variazioni  di   cui
all’articolo 5, comma 4.
  Il  presente  decreto  sara’  trasmesso  ai  competenti  organi  di
controllo e pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana.
    Roma, 18 ottobre 2011

              Il Presidente del Consiglio dei Ministri
                             Berlusconi

   Allegato 1

ELENCO DELLE  ATTIVITA’  IMPRENDITORIALI  ISCRIVIBILI  NEGLI  ELENCHI
                             PREFETTIZI

    a) trasporto di materiali a discarica conto terzi;
    b) trasporto e smaltimento di rifiuti conto terzi;
    c) estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;
    d) confezionamento, fornitura e trasporto di  calcestruzzo  e  di
bitume;
    e) noli a freddo e a caldo di macchinari;
    f) fornitura di ferro lavorato;
    g) autotrasporto conto terzi;
    h) guardiania dei cantieri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: