MANOVRA MONTI ABOLISCE CAUSA DI SERVIZIO, PENSIONE PRIVILEGIATA ED EQUO INDENNIZZO

 La  misura che comporta, a carico dei dipendenti pubblici , quanto  specificato nel titolo  è contenuta nell’art.6 del decreto legge n.201/2011 ,relativo alla manovra finanziaria approvata dal Governo Monti

 Il predetto articolo, sotto il titolo “Equo indennizzo   e pensioni privilegiate “,recita:
1. Ferma la tutela derivante dall’assicurazione obbligatoria  contro gli infortuni e le malattie professionali, sono abrogati gli istituti dell’accertamento  della  dipendenza  dell’infermita’  da  causa   di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di  servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.  La  disposizione di cui al primo  periodo  del  presente  comma  non  si  applica  nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa  e
soccorso pubblico. La  disposizione  di  cui  al  primo  periodo  del presente comma non si applica, inoltre, ai procedimenti in corso alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,   nonche’   ai
procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora  scaduto il termine di presentazione della domanda,  nonche’  ai  procedimenti  instaurabili d’ufficio per eventi occorsi prima della predetta data”.. 

 L’esame della riportata disposizione consente di evidenziare anzituto che dalla data di entrata in vigore del decreto legge n,201/11,ossia dal 6.12.2011 ,mentre resta ferma la tutela derivante dall’assicurazione obbligatoria  contro gli infortuni e le malattie professionali,risultano aboliti i seguenti istituti :

 a)  dell’accertamento  della  dipendenza  dell’infermita’  da  causa   di servizio,

b) del rimborso delle spese di degenza per causa di  servizio,

c)  dell’equo indennizzo ,

d) della pensione privilegiata. 

Di seguito si  evidenziano gli elementi significativi dei predetti istituti.

A) RICONOSCIMENTO INFERMITA’ PER CAUSA DI SERVIZIO

Secondo ilD.P.R. n. 1092/1973 ,la causa di servizio e il riconoscimento di un danno fisico o di una malattia contratta per cause o condizioni di lavoro insite nel servizio prestato. La concausa esiste quando una predisposizione all’infermità degenera per cause “preponderanti” da addebitarsi alle condizioni di servizio.

Al fine di determinarne l’esistenza viene effettuato un giudizio medico-legale teso ad accertare il nesso eziologico tra la minorazione ed il servizio reso (oltre alla valutazione dell’entità della malattia), da intendersi come fattore preponderante e necessario alla determinazione della stessa lesione o infermità verificata. Secondo l’art. 64 del D.P.R. n. 1092/1973 il nesso causale non deve essere necessariamente esclusivo: esso può costituire anche solo una concausa, purché di una determinata rilevanza; il rapporto causale o concausale deve dunque essere “efficiente e determinante

La domanda per il riconoscimento della causa di servizio  deve essere presentata all’Ente di appartenenza dall’interessato o dai superstiti entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui l’interessato ha avuto conoscenza dell’infermità.

 Dopo avere effettuato le opportune indagini e redatto il rapporto informativo, l’Amministrazione dispone gli accertamenti sanitari presso le apposite Commissioni  . L’interessato potrà farsi assistere da un medico di fiducia. Il verbale delle <Commissioni sanitarie competenti  costituisce provvedimento definitivo, tranne che per l’equo indennizzo e pensione privilegiata per i quali è obbligatorio il parere del Comitato Pensioni Privilegiate.

  Qualora l’interessato non intenda accettare il parere dell’Ospedale Militare, può ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale, oppure inoltrare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, rispettivamente nei tempi di 60 o 120 giorni dalla notifica del provvedimento stesso.

 Il lavoratore cui sia stata riconosciuta la dipendenza da causa di servizio di lesioni o infermità   

  1. alla retribuzione integrale per tutti i periodi di aspettativa fruiti a causa delle infermità riconosciute;
  2. al rimborso delle spese di cura;
  3. all’abbreviazione dello scatto di anzianità:
  4. di due anni per le infermità ascrivibili dalla prima alla sesta categoria;
  5. di un anno per quelle ascrivibili alla settimana ed ottava categoria.

 B) SPESE DEGENZA PER RIVONOSCIMENTO INFERMITA ‘CAUSASERVIZIO  

  Una volta accertata, tramite visita collegiale  , l’esistenza di un nesso di causalità tra il servizio prestato e l’infermità contratta, l’interessato potrà richiedere il rimborso delle spese di cura sostenute (limitatamente alla eventuale parte non coperta dal servizio sanitario nazuionale.).

c) EQUO INDENNIZZO .

L’art. 68 del D.P.R. 20 gennaio 1957 n.3, prevede che al dipendente che subisce una menomazione permanente a causa di una infermità contratta per causa di servizio viene concesso un equo indennizzo. L’infermità indennizzabile deve essere prevista dalle categorie di cui alle tabelle A e B annesse alla Legge 18 marzo 1968 n.313 e al D.P.R. 30 dicembre 1981 n.834.

Eventuali infermità non previste sono indennizzabili solo nei casi di equivalenza a quelle previste nelle suddette tabelle. La domanda di concessione dell’equo indennizzo deve essere presentata all’Amministrazione di appartenenza contestualmente alla domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio. La stessa può essere presentata anche dagli eredi. In caso di aggravamento dell’infermità è prevista la possibilità di revisione dell’equo indennizzo.

TABELLA  di determinazione della misura dell’equo indennizzo per i Dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all’articolo 1, del Decreto Legislativo 3 Febbraio 1993 N. 29

Categoria di menomazione di cui alla Tabella A allegata al Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, N. 834 MISURA
PRIMA CATEGORIA Due volte l’importo dello stipendio tabellare iniziale alla data di presentazione della domanda
SECONDA CATEGORIA 92 per cento dell’importo stabilito per la prima categoria
TERZA CATEGORIA 75 per cento dell’importo stabilito per la prima categoria
QUARTA CATEGORIA 61 per cento dell’importo stabilito per la prima categoria
QUINTA CATEGORIA 44 per cento dell’importo stabilito per la prima categoria
SESTA CATEGORIA 27 per cento dell’importo stabilito per la prima categoria
SETTIMA CATEGORIA 12 per cento dell’importo stabilito per la prima categoria
OTTAVA CATEGORIA 6 per cento dell’importo stabilito per la prima categoria

 

Menomazioni dell’integrità fisica di cui alla tabella B allegata al Decreto del Presidente della Republica 30 dicembre 1981, n.834 MISURA
PER TUTTE LE MENOMAZIONI PREVISTE 3 per cento dell’importo stabilito per la prima categoria

D) PENSIONE PRIVILEGIATA

La pensione privilegiata spetta al dipendente pubblico se dalla infermità o dalla lesione contratta per fatti di servizio deriva l’inabilità assoluta o permanente.

Tale pensione, pertanto, è assolutamente svincolata da ogni requisito minimo di durata del servizio stesso: anche un solo giorno di servizio dà diritto alla pensione privilegiata se si verifica la condizione richiesta.

La pensione privilegiata è disciplinata, per gli statali, dal DPR1092/73; per gli iscritti alle ex Casse amministrate dagli II.PP.(Inpdap) dal R.D.L. n.680/38 e dalle successive modificazioni (L.379/55; L.1646/62).

  Per aver diritto alla pensione privilegiata è necessario: – essere inabile assoluto o alla mansione e cessare dall’impiego; – che tale inabilità si sia prodotta senza colpa dell’interessato e sia dovuta a causa o cancausa di servizio.

La pensione privilegiata viene erogata ai superstiti se il decesso avviene per le stesse infermità o lesioni che hanno dato diritto a tale trattamento.

L’art.167 del T.U.1092/73 per gli statali prevede che il trattamento privilegiato è liquidato d’ufficio “nei confronti del dipendente cessato dal servizio per infermità o lesioni riconosciute dipendenti da fatti di servizio”. In altri termini, se l’infermità o la lesione dipendente da causa di servizio ha prodotto l’inabilità al lavoro e comportato la dispensa dal servizio (o la morte) incombe sull’amministrazione l’obbligo di procedere d’ufficio alla concessione della pensione privilegiata. In ogni altro caso la pensione va liquidata a domanda.

Questa distinzione tra iniziativa d’ufficio e a domanda costituisce uno dei principali elementi differenziati tra dipendenti dello Stato e iscritti elle ex Casse amministrate dagli II.PP. (Inpdap): per questi ultimi, infatti non esiste procedura d’ufficio e l’impulso al procedimento di concessione della pensione privilegiata è sempre subordinato all’istanza dell’interessato (o dei suoi eredi).

La domanda, in carta semplice, va presentata all’Inpdap; per i dipendenti dello Stato è consigliabile, al momento, presentare la domanda anche al Ministero di appartenenza.

La domanda deve contenere tutti i riferimenti relativi alle infermità o lesioni per i quali il trattamento privilegiato è richiesto, ai fatti di servizio che le hanno determinate e la documentazione sanitaria necessaria.

Particolare attenzione va posta sui termini, perentori, entro cui deve essere presentata la domanda:
- 5 anni (o 10 anni in caso di Parkinsonismo) dalla cessazione dal servizio.

Successivamente alla presentazione della domanda, la procedura prevista per l’accertamento alla pensione privilegiata è la seguente:

Dipendenti enti locali e sanità

  • rapporto informativo del capo-ufficio
  • accertamenti sanitari (l’organo competente sono le Commissioni Medico Ospedaliere istituite presso gli Ospedali Militari)
  • parere del Comitato Tecnico per le pensioni privilegiate costituito presso l’Inpdap
  • decreto di concessione o di rigetto.

 

Per i dipendenti statali

  • rapporto informativo del capo-ufficio
  • accertamenti sanitari (l’organo competente sono le Commissioni Medico Ospedaliere istituite presso gli Ospedali Militari)
  • C.P.P.O. (Comitato pensioni privilegiate ordinarie)
  • decreto di accettazione o di rigetto.

 

LA MISURA DELLA PENSIONE PRIVILEGIATA


Dipendenti dello Stato

Quando l’infermità o lesione da cui deriva il trattamento privilegiato è classificabile nella prima categoria della Tab.A della L.834/81, essa è pari ad una pensione ordinaria calcolata sul massimo del servizio utile.

Qualora, invece, le infermità siano di minore entità e quindi ascritte a categorie diverse, la pensione privilegiata è pari a 1/40 della base pensionabile per ogni anno di servizio utile, ma non può essere inferiore a 1/3 nè superiore a 8/10 della base stessa (art.65 T.U. 1092/73)

Per gli operai la pensione privilegiata è pari a quella ordinaria computata in base al servizio utile aumentato di 10 anni, e comunque non può essere inferiore al 44%, nè superiore all’80% della base pensionabile.
In ogni caso la pensione privilegiata non è cumulabile con la rendita Inail.

Ai titolari di pensione privilegiata possono spettare inoltre i sottoindicati assegni accessori:

-  assegno d’incollocabilità
-  assegno di cura – assegno d’integrazione
-  assegno per cumulo d’infermità
-  indennità speciale annua
-  indennità di assistenza e di accompagnamento.  

Dipendenti enti locali e sanità

Il calcolo della pensione privilegiata viene effettuato maggiorando l’aliquota di pensione ordinaria di 1/10. Tale aliquota non può in ogni caso essere inferiore al 66.67% nè superiore al coefficiente relativo alla maturazione del 40 anno di contribuzione. Ai titolari di pensione di privilegio considerati “grandi invalidi per servizio”, cioè affetti da lesioni o infermità ascritte alla 1° categoria, possono spettare una serie di assegni accessori per 12 mensilità, non reversibili.

Essi sono:

- assegno di superinvalidità
- assegno di assistenza e accompagnamento
- assegno di cumulo
- assegno integrativo
- indennità speciale annua
- assegno integrativo.

Dal 6 dicembre 2011 ,gli istituti dii cui sopra risulktano abrogati e per i dipendenti pubblici    restera’ soltanto  la tutela dell’assicurazione obbligatoria, contro gli infortuni e lòe malattie professionali   ,ossia il  il trattamento assicurativo previsto per i privati ,che di fatto si applica non a tutti i lavoratori pubblici come l’equo indennizzo e la pensione privilegiata, ma solo a quelli che sono applicati a determinati macchinari o a specifiche attività, individuate come pericolose nell’ambito dell’ordinamento dell’Inail.

La abrogazione in questione  non si applica.

 1)   nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa  e
soccorso pubblico

. 2)  ai procedimenti in corso alla data   del 6.12.2011  

3)  ai procedimenti per i quali,non sia ancora  scaduto il termine di presentazione della domanda, 

4)  ai  procedimenti  instaurabili d’ufficio per eventi occorsi prima  del 6.12.2011

Si conclude  evidenziando che,salva  diversa  indicazione delle istituzioni competenti  , l’abrogazione degli istituti prima evidenziati necessariamente comporta  altresì   l’  impossibilita’ per i dipendenti pubblici sia di giovarsi della  prevista esenzione dalla trattenuta Brunettta per le assenze per malattia discendente da infermita’ riconosciuta  dipendente da  causa di servizio ,sia  di considerare   dette assenze  non comprese nel calcolo del  periodo di comporto .

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