MAGGIORE FLESSIBILITA’ PER LAVORO PART TIME

Tra le disposizioni   della legge di stabilita’ n.183/2011,che prevedono  modifiche ed integrazioni  in materia di lavoro ,figura l’art.22 , comma 4 ,cheintroduce  una maggiore flessibilita’ circa la disciplina dal rapporto di lavoro a tempo parziale.

Infatti , dalla predetta norma  viene  che, al   fine di incentivare l’uso del contratto  di  lavoro  a  tempo
parziale, le lettere a) e b) del comma 44 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, sono abrogate. Dalla  data  di  entrata  in vigore della presente legge riacquistano efficacia le disposizioni in
materia di contratto di lavoro a tempo parziale di  cui  all’articolo 3, commi 7 e 8, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61,  nel testo recato dall’articolo 46 del decreto  legislativo  10  settembre
2003, n. 276.

All’articolo 5, comma 1, secondo periodo,  del  decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, le parole: «, convalidato  dalla direzione provinciale del lavoro  competente  per  territorio,»  sono soppresse.

  L’aplicazione di quanto  sopra disposto comporta che dal  1° GENNAIO 2012 .

a)sono abrogate le  lettere a) e b) del comma 44 dell’art .1 legge n.247/07 ,ricordando che le stesse rispettivamente stabiliscono  :

–  lett.a)   che : all’articolo 3, comma 7 (del dec.legvo n.61/00) :
            1) nel primo periodo, le parole: «le parti del contratto di lavoro a tempo parziale possono, nel rispetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi 8 e 9,» sono sostituite dalle seguenti: «i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono, nel rispetto di quanto previsto dai commi 8 e 9,» e la parola: «concordare» è sostituita dalla seguente: «stabilire»;
            2) nel terzo periodo, le parole da: «I contratti collettivi» fino alla parola: «stabiliscono:» sono sostituite dalle seguenti: «I predetti contratti collettivi stabiliscono:»;
 – lette.b)   che :  all’articolo 3,(del dec.legvo n.61/00)  il comma 8 è sostituito dal seguente:
    «8. L’esercizio, ove previsto dai contratti collettivi di cui al comma 7 e nei termini, condizioni e modalità ivi stabiliti, da parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa, nonchè di modificare la collocazione temporale della stessa, comporta in favore del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese fra le parti, di almeno cinque giorni lavorativi, nonchè il diritto a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di cui all’articolo 1, comma 3» .

Pertanto .a seguito della suddetta abrogazione,  dell’inizio del nuovo anno, tornano ad applicarsi  le disposizioni in
materia di contratto di lavoro a tempo parziale di  cui  all’articolo 3, commi 7 e 8, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61,  nel testo recato dall’articolo 46 del decreto  legislativo  10  settembre
2003, n. 276. e quindi nel   testo precedente alle modifiche apportate dalla legge n.247/07 .

In proposito  si ritiene confacente  riportare di seguito   il testo dei commi predetti ,che  tornano ad essere applicabili :  

 -comma 7.

 Fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, comma 2, le parti del contratto di lavoro a tempo parziale, nel rispetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi 8 e 9,possono  concordare clausole   flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere stabilite anche clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della
prestazione lavorativa. I contratti collettivi, stipulati dai soggetti indicati nell’articolo 1, comma 3, stabiliscono  :
1) condizioni e modalità in relazione alle quali il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale
della prestazione lavorativa;
2) condizioni e modalità in relazioni alle quali il datore di lavoro può variare in aumento la durata della
prestazione lavorativa;
3) i limiti massimi di variabilità in aumento della durata della prestazione lavorativa. 

   
-comma 8.

 L’esercizio da parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa, nonché di modificare la collocazione temporale della stessa comporta in favore del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese tra le parti, di almeno due giorni lavorativi, nonché il diritto a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di cui all’articolo 1, comma 3. 

Infine si segnala che  risulta pure disposto il venir meno ,sempre   dall’inizio del 2012  ,dell’obbligo della  convalida da parte della Direzione del Lavoro della trasformazione dal rapporto da tempo   pieno a tempo parziale, secondo quanto stabilito   dall’art.5 coma 1 dec .leg.vo n.61/oo. e di conseguenza le parti possono provvedere   direttamente a formalizzare in apposito documento detta trasformazione .Pertanto con il venir mebo del provvedimento di convalida dell’accordo di trasformazione alla Direzione del Lavoro territorialmente competente,cessa la prassi di convocazione presso la stessa del/la lavoratrice interessato/o ,affinche’ ,previa dichiarazione di essersi determinato/a alla trasformazione del rapporto a full  a part time in modo autonomo  e libero   ,provveda alla sottoscrizione  dell’attestazione di convalida.

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