Archive for agosto 2011

INPS CONFERMA ESCLUSIONE DISOCCUPAZIONE ALCUNI LAVORATORI SPETTACOLO

28/08/2011

   Quanto riportato nel titolo  e’ contenuto nella circolare Inps n.105 del 5.8.2011, di cui si evidenziano gli aspetti rilevanti .

 1. Fonti normative dell’obbligo assicurativo contro la disoccupazione involontaria – lavoratori dello spettacolo

L’art.. 37, comma 1, del R.D.L. n. 1827 del 1935 dispone l’obbligatorietà dell’  assicurazione contro la disoccupazione involontaria  nei confronti di tutti coloro i quali “…prestino lavoro retribuito alle dipendenze di terzi”.

In linea generale, quindi, l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria è obbligatoria per tutti i lavoratori subordinati.

Peraltro, il successivo art. 40 del medesimo R.D.L, esclude dalla predetta assicurazione alcune categorie di lavoratori subordinati.

In particolare, tale norma dispone che “Non sono soggetti all’assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria: (…) 5) il personale artistico, teatrale e cinematografico”.

La definizione di personale artistico è quella recata dall’art. 7 del regolamento di cui al R.D. n. 2270 del 1924, secondo cui “Non sono considerati appartenenti al personale artistico, così teatrale come cinematografico, agli effetti dell’art. 2, n. 5, del R.D. 30 dicembre 1923, n. 3158 [recepito poi nell’art. 40, n. 5 del R.D.L. n. 1827 del 1935], tutti coloro che al teatro o al cinematografo prestano opera la quale non richieda una preparazione tecnica, culturale o artistica”.

 Secondo la normativa sopra richiamata, pertanto, anche i lavoratori dello spettacolo – intendendosi per tali quelli assicurati obbligatoriamente all’ENPALS ai fini pensionistici ed attualmente individuati dai due  Decreti Ministeriali del  15 marzo 2005 emanati dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze – sono soggetti all’assicurazione contro la disoccupazione involontaria, purché prestino la propria opera in qualità di lavoratori subordinati, ai sensi dell’art. 37 del R.D.L. n. 1827 del 1935.

Fanno eccezione i lavoratori dello spettacolo che, seppure lavoratori subordinati, siano da considerarsi artisti, secondo la definizione desumibile dal combinato disposto dell’art. 40, n. 5 del citato R.D.L. n. 1827 del 1935 e dall’art. 7 del RD n. 2270 del 1924.

Il regime assicurativo sopra illustrato è stato più volte ribadito in numerose circolari dell’Istituto emanate in materia

 2. Sentenza 20 maggio 2010 della Suprema Corte di Cassazione n. 12355

 Coerentemente con il sopra richiamato quadro normativo, la già citata sentenza n. 12355 del 2010 della Corte di Cassazione ha riaffermato che il personale artistico, teatrale e cinematografico di cui all’art. 40 n. 5 del citato R.D.L. n. 1827 del 1935 (che costituisce solo una parte dei lavoratori dello spettacolo, rientrando in tale più ampia qualificazione anche i lavoratori adibiti ad attività non presupponente una preparazione artistica) deve ritenersi escluso dall’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, sia con riferimento all’indennità di disoccupazione a requisiti normali che con riferimento all’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti.

 Detta sentenza ha, peraltro, stabilito il principio secondo cui la circostanza del versamento del contributo contro la disoccupazione non è da ritenersi di per sé presupposto costitutivo del diritto all’indennità qualora detto contributo non sia dovuto.

 Posto inoltre che è stata rilevata una prassi alquanto diversificata da parte dei datori di lavoro dello spettacolo in merito agli adempimenti contributivi verso l’INPS con conseguenti ricadute sulla liquidazione delle prestazioni di disoccupazione, si è pertanto ritenuto di effettuare una ricognizione delle diverse categorie interessate, al fine di dare indicazioni univoche in merito al  corretto versamento della contribuzione.

Pertanto,   è stato redatto un elenco delle categorie professionali da annoverare nell’ambito del “personale artistico, teatrale e cinematografico” con relativo codice ENPALS. Tale personale, non essendo soggetto all’assicurazione contro la disoccupazione involontaria dovrà essere identificato, nell’ambito delle denunce contributive mensili Uniemens, inserendo nell’elemento <TipoContribuzione> il valore “10”, avente il significato di “Lavoratori non soggetti al contributo per l’assicurazione controla Disoccupazione(DS)”.

3. Istruzioni operative

In allegato alla presente circolare viene riportato l’elenco relativo al personale dipendente artistico teatrale e cinematografico per il quale è escluso l’obbligo assicurativo contro la disoccupazione involontaria.

 Al riguardo si precisa che  detto elenco, fornito dall’ENPALS, contiene, solo per completezza, anche il “Gruppo lavoratori autonomi esercenti attività musicali” codice 500. È appena il caso, infatti, di sottolineare che i lavoratori autonomi, in quanto tali, sono esclusi dall’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria.

Come sopra affermato, il personale appartenente alle categorie di cui all’elenco allegato, non essendo soggetto all’assicurazione contro la disoccupazione involontaria dovrà essere identificato, nell’ambito delle denunce contributive mensili Uniemens, inserendo nell’elemento <TipoContribuzione> il valore “10”, avente il significato di “Lavoratori non soggetti al contributo per l’assicurazione controla Disoccupazione(DS)”. Detto valore determinerà l’assenza del contributo per l’assicurazione contro la Disoccupazione – carattere “D” – nella colonna “Assicurazioni Coperte” delle applicazioni di visualizzazione dei dati contributivi individuali e non consentirà la concessione dell’indennità di disoccupazione sia con requisiti normali che con requisiti ridotti.

 Con riferimento ai periodi di contribuzione passati e non oggetto di successiva regolarizzazione, e con riferimento alle domande di indennità giacenti a causa di eventuali incertezze e non ancora definite secondo i criteri illustrati nella presente circolare, le Strutture territoriali INPS avranno cura di verificare l’attività svolta dal lavoratore dello spettacolo utilizzando la documentazione disponibile, ivi incluso il contratto di lavoro, al fine di determinare se l’azienda fosse o meno tenuta, in base all’elenco ENPALS allegato, al versamento del contributo di disoccupazione per il lavoratore la cui domanda di prestazione è in corso di trattazione.

Allegato 1 – Elenco delle categorie di lavoratori 
dello spettacolo da annovera tra quello artistico,teatrale e cinematografico con relativo codice Enpals 
Gruppo canto

011 artisti lirici
012 cantanti
013 coristi e vocalisti
014 Maestri del coro, assistenti, aiuti ( suggeritori del coro )

Gruppo attori

021 attori di prosa e allievi attori (Mimi)
022 attori cinematografici (*) e di audiovisivi (*)
023 artisti doppiatori (*)
024 attori di operetta
025 artisti di rivista, varietà ed attrazioni (comici, fantasisti, soubrettes)
026 artisti del circo (acrobati, clowns, domatori, fantasisti)
027 artisti di fotoromanzi (*)
028 suggeritori teatrali, cinematografici (*), e di audiovisivi (*)
029 generici (*) e figuranti speciali (*)

Gruppo conduttori

031 presentatori
032 disc-jokey
033 animatori in strutture ricettive connesse all’attività turistica (alberghi, villaggi-albergo, residenze turistico alberghiere, villaggi turistici, campeggi, agriturismi, ecc.)

Gruppo registi – sceneggiatori

041 registi teatrali, cinematografici (*) e di audiovisivi (*)
042 aiuto-registi teatrali, cinematografici (*) e di audiovisivi (*)
043 sceneggiatori teatrali, cinematografici (*) e di audiovisivi (*)
045 direttori della fotografia (*)

Gruppo Direttori di scena e di doppiaggio

061 direttori di scena (*)
062 direttori di doppiaggio (*)
063 assistenti di scena e di doppiaggio (*)

Gruppo Direttori e Maestri di orchestra

071 direttori d’orchestra
072 sostituti direttori d’orchestra
073 maestri suggeritori

Gruppo concertisti, orchestrali

081 concertisti e solisti
082 professori d’orchestra
083 orchestrali anche di musica leggera

Gruppo ballo figurazione e moda

091 coreografi (*) e assistenti coreografi (*)
092 ballerini e tersicorei
093 indossatori
094 figuranti lirici
095 figuranti di sala

Gruppo tecnici

112 tecnici del montaggio e del suono del teatro
113 tecnici del montaggio e del suono di audiovisivi (*)

Gruppo operatori e maestranze

121 operatori di ripresa cinematografica e audiovisiva (*)
122 aiuto operatori di ripresa cinematografica e audiovisiva (*)
127 attrezzisti (*)

Gruppo scenografi

133 scenografi (*)

Gruppo bandisti

074 maestri di banda
084 bandisti

Gruppo amministratori

101 amministratori di formazioni artistiche

Gruppo arredatori e costumisti

131 Architetti (*), arredatori (*)
132 Costumisti (*), figurinisti (*), modiste (*)

Gruppo truccatori e parrucchieri

141 truccatori (*)
142 parrucchieri (*)

Gruppo tecnici

116 tecnici delle luci, scena ed altri tecnici del teatro
117 tecnici delle luci, scena ed altri tecnici di audiovisivi (*)
119 tecnici addetti alle manifestazioni di moda

Gruppo operatori e maestranze

124 maestranze teatrali
125 maestranze delle imprese di audiovisivi (*)

(*) non rientrano nel certificato di agibilità per attività finalizzate o inserite in produzioni cinematografiche (Art. 1, Legge n. 153/1988)
L’esenzione riguarda anche le imprese della produzione cinetelevisiva; fanno eccezione le imprese (per le quali rimane valida la prassi finora seguita) che operano in regime di appalto RAI, in virtù di apposito accordo sottoscritto tra RAI ed ENPALS, finalizzato ad una maggiore tutela dei lavoratori.
L’obbligo della richiesta del certificato di agibilità permane per le emittenti radiotelevisive allorché contrattualizzino direttamente lavoratori per lo svolgimento di spettacoli di arte varia all’interno dei locali delle emittenti stesse.

N.B.: il codice indicato a fianco delle attività è quello da riportare nei modelli 031/CM e nei modelli 032/U.

 

In caso di reiezione si richiama l’attenzione sulla necessità di fornire, nella comunicazione all’interessato, adeguata ed esauriente motivazione.

Qualora si riscontri una errata denuncia del tipo di rapporto di lavoro nelle dichiarazioni contributive (uniEmens e DM10/Emens), si avrà cura di provvedere alla regolarizzazione della posizione contributiva del datore di lavoro interessato.

AFFIDATI NUOVI COMPITI STEWARD IMPIANTI SPORTIVI

28/08/2011

 Si  richiama l ‘attenzione sul sottoriportato  decreto del Ministro Interno del 28 luglio scorso ,pubblicato sulla G.U n.197 del 25 agosto 2011 ,con cui si è proceduto alla “Definizione di nuovi  servizi  ausiliari  dell’attivita’  di  Polizia
affidati agli Steward, nonche’ ulteriori integrazioni e modifiche  al decreto 8 agosto  2007,  recante  «Organizzazione  e  servizio  degli “Steward” negli impianti sportivi» le cui disposizioni entreranno in vigore dal 24 settembre p.v.

 DECRETO 28 luglio 2011

 IL MINISTRO DELL’INTERNO

E m a n a  il seguente decreto:

Art. 1 Modifiche al decreto ministeriale 8 agosto 2007 1.

Al decreto ministeriale 8 agosto 2007, recante «Organizzazione e servizio degli “steward” negli impianti sportivi», indicato in premessa, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’art. 3, comma 5, e’ aggiunto il seguente periodo: «L’attestazione e’ revocata, anche su richiesta del Questore della provincia interessata, quando e’ accertata la perdita dei requisiti minimi formativi di cui al medesimo allegato B del presente decreto.»; b) all’art. 6, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al comma 1, lettera b), dopo il n. 5, e’ inserito il seguente: “5-bis) segnalare all’interessato la facolta’ di depositare oggetti che non possono essere introdotti all’interno dell’impianto sportivo, in appositi contenitori installati nei pressi dei varchi d’ingresso e messi a disposizione dalla societa’ organizzatrice della competizione sportiva di cui all’art. 1, d’intesa con il proprietario dell’impianto, se diverso, in attuazione di apposite linee guida definite dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, ai sensi dell’art. 1-octies, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88; 2) al comma 1, lettera c), dopo il n. 1, e’ inserito il seguente: “1-bis) segnalare all’interessato la facolta’ di depositare oggetti che non possono essere introdotti all’interno dell’impianto sportivo, in appositi contenitori installati nei pressi dei varchi d’ingresso e messi a disposizione dalla societa’ organizzatrice della competizione sportiva di cui all’art. 1, d’intesa con il proprietario dell’impianto, se diverso, in attuazione di apposite linee guida definite dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, ai sensi dell’art. 1-octies, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88; 3) dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti: «2-bis. Con le condizioni e le modalita’ di cui ai commi 2-ter e 2-quater, agli steward possono essere affidati i seguenti ulteriori servizi ausiliari dell’attivita’ di polizia per il cui espletamento non e’ richiesto l’esercizio di pubbliche potesta’ o l’impiego operativo di appartenenti alle forze di polizia: a) controllo di cui al comma 1, lettera c), n. 1), anche attraverso controlli a campione manuali dell’abbigliamento e delle cose portate dai soggetti che accedono all’impianto sportivo, mediante la tecnica del pat-down, quando tale modalita’ di controllo si rende necessaria al fine di evitare l’introduzione all’interno dell’impianto sportivo di oggetti, strumenti e materiali illeciti, proibiti, atti ad offendere o comunque pericolosi per la pubblica incolumita’; b) attivita’ di prefiltraggio e filtraggio, di cui al comma 1, lettere b) e c), anche attraverso il concorso nelle procedure di primo intervento che non comporti l’esposizione a profili di rischio, quando tale modalita’ di intervento si rende necessaria per evitare indebiti accessi nell’impianto sportivo attraverso lo scavalcamento dei varchi d’ingresso, ovvero a prevenire o interrompere condotte o situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumita’ o la salute delle persone, fermo restando l’obbligo di immediata segnalazione alle forze di polizia cui, a richiesta, deve essere prestata la massima collaborazione.»; 2-ter. Fermo restando quanto previsto dall’art. 2, comma 3, e dal comma 2 del presente articolo, i servizi ausiliari di cui al comma 2-bis possono essere affidati agli steward nell’ambito delle linee guida e delle misure definite dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, ai sensi dell’art. 1-octies, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88. 2-quater. I servizi di cui al comma 2-bis possono essere svolti dagli steward, preventivamente individuati, che hanno acquisito una specifica attestazione nell’ambito dei corsi di formazione di cui all’allegato B, previo assenso del questore e sotto la costante supervisione degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza preposti agli specifici servizi.

                               Art. 2 

                  Disposizioni transitorie e finali 

  1. Per la stagione calcistica 2011-2012, i servizi di cui  all'art.
1, comma 1, lettera b), n. 3, possono essere  affidati  agli  steward
che  hanno   superato   un   apposito   aggiornamento   professionale
organizzato dalle Societa' sportive d'intesa con la questura, con  le
modalita'  e  i  tempi  definiti  dall'Osservatorio  nazionale  sulle
manifestazioni sportive.
  2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, le disposizioni  del
presente decreto si applicano decorsi trenta  giorni  dalla  data  di
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
  3.  Entro  due  anni  dalla  data  di  pubblicazione  del  decreto,
l'Osservatorio  nazionale  sulle  manifestazioni   sportive   formula
osservazioni e proposte per l'eventuale revisione delle  disposizioni
del presente decreto.
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
    Roma, 28 luglio 2011 

                                                  Il Ministro: Maroni

ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO OBBLIGATORIO PER INVALIDITA’ CIVILE,CECITA’,SORDITA’ ,ECC.

25/08/2011

 Dall’1.1 2012  risulta applicabile quanto previsto dall’art.445 bis  ,aggiunto dopo l’art.445 ,al   codice di  procedura  civile dalla lettera b) dell’art. 38 comma 1 del decreto legge n.98/2011,convertito dala legge n,111/2011  ,che riguarda l’argomento del tiolo.

 Infatti risulta stabilitto che dalla predetta data nelle  controversie in materia di invalidita’ civile, cecita’  civile,sordita’ civile,  handicap  e  disabilita’,  nonche’  di  pensione  di inabilita’ e di assegno di invalidita’, disciplinati dalla  legge  12
giugno 1984, n. 222, chi intende proporre in giudizio domanda per  il
riconoscimento dei propri diritti  ,deve obbligatoria mente presentare   con  ricorso  al  giudice
competente ai sensi dell’articolo 442 codice  di  procedura  civile., presso il  Tribunale  del  capoluogo  di  provincia  in  cui  risiede l’attore, istanza di accertamento tecnico per la verifica  preventiva delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa fatta  valere. 

 Il giudice procede a norma dell’articolo 696 – bis codice  di  procedura civile, in quanto compatibile nonche’ secondo le previsioni  inerenti all’accertamento peritale di cui all’articolo 10,  comma  6-bis,  del decreto-legge  30   settembre   2005,   n.   203,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.  248,  e  all’articolo
195.
  Pertanto  ,     l’espletamento    dell’accertamento    tecnico     preventivo costituisce condizione di procedibilita’  della  domanda  di  cui  al primo comma.

L’improcedibilita’ deve essere eccepita dal convenuto  a pena di decadenza o rilevata d’ufficio  dal  giudice,  non  oltre  la
prima udienza.

Il  giudice  ove  rilevi  che  l’accertamento  tecnico preventivo non e’ stato espletato ovvero che e’ iniziato ma non si e’
concluso, assegna alle parti il termine di  quindici  giorni  per  la presentazione  dell’  istanza  di  accertamento  tecnico  ovvero   di completamento dello stesso.
 La  richiesta  di  espletamento   dell’accertamento   tecnico interrompe la prescrizione.

  Il  giudice,  terminate  le  operazioni  di  consulenza,  con decreto comunicato  alle  parti,  fissa  un  termine  perentorio  non superiore  a  trenta  giorni,  entro  il  quale  le  medesime  devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se  intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio.

   In assenza di contestazione, il giudice, se  non  procede  ai sensi dell’articolo 196 con decreto pronunciato fuori  udienza  entro trenta  giorni  dalla  scadenza  del  termine  previsto   dal   comma precedente omologa l’accertamento del requisito sanitario secondo  le risultanze probatorie indicate nella relazione del consulente tecnico dell’ufficio provvedendo sulle spese.

 Il decreto, non impugnabile ne’ modificabile, e’ notificato agli  enti  competenti,  che  provvedono,
subordinatamente alla  verifica  di  tutti  gli  ulteriori  requisiti previsti  dalla  normativa  vigente,  al  pagamento  delle   relative prestazioni  , entro 120 giorni.
   Nei casi di mancato accordo la parte che abbia dichiarato  di contestare le conclusioni del consulente  tecnico  dell’ufficio  deve depositare, presso il giudice di cui al comma primo, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla formulazione della dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo del giudizio, specificando, a  pena di inammissibilita’, i motivi della contestazione.
      

  Le  sentenze  pronunciate  nei  giudizi  di  cui  sopra sono inappellabili

SOPPRESSIONE ELENCHI NOMINATIVI TRIMESTRALI OPERAI AGRICOLI

25/08/2011

  L’art.9 quinquies della legge n.608/1996 stabilisce quanto segue in materia di ” Accertamento delle giornate di lavoro nel settore agricolo”:

1. Per l’accertamento ai fini previdenziali e contributivi delle giornate di lavoro degli operai agricoli assunti a tempo determinato, l’INPS, sulla base delle dichiarazioni della manodopera occupata di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375, a decorrere dall’anno 1996 provvede a compilare gli elenchi nominativi annuali, di cui all’articolo 12 del regio decreto 24 settembre 1940, n. 1949, e successive modificazioni. Provvede, altresi’, alla compilazione di elenchi nominativi trimestrali.

2. Gli elenchi trimestrali, con l’indicazione delle giornate di lavoro prestate presso ciscun datore di lavoro, sono pubblicati entro il terzo mese successivo alla scadenza del termine di presentazione delle dichiarazioni della manodopera occupata, mediante affissione per giorni quindici all’albo pretorio del comune di residenza del lavoratore.

3. L’elenco nominativo annuale e’ pubblicato entro il 31 maggio dell’anno successivo. Esso contiene l’indicazione delle giornate complessivamente attribuite al lavoratore in base alle dichiarazioni trimestrali della manodopera occupata, tenuto anche conto delle integrazioni e modificazioni, intervenute prima della sua compilazione, conseguenti a dichiarazioni di parte e d’ufficio, alle risultanze dell’attivita’ ispettiva e di controllo.

4. L’elenco nominativo annuale e’ notificato ai lavoratori interessati mediante affissione per giorni quindici all’albo pretorio del comune di residenza. Della pubblicazione effettuata dal comune viene data notizia a cua dell’INPS attraverso i mezzi di informazione. In caso di riconoscimento o di disconoscimento di giornate lavorative intervenuti dopo la compilazione e pubblicazione dell’elenco nominativo annuale, l’INPS provvede alla diretta notifica al lavoratore interessato.

5. Gli elenchi trimestrali e l’elenco nominativo annuale devono essere trasmessi a cura dell’INPS alle commissioni circoscrizionali per il collocamento in agricoltura non oltre venti giorni dall’avvenuta compilazione.

6. Il lavoratore, ove riscontri difformita’ tra le giornate lavorate e quelle risultanti nell’elenco nominativo trimestrale ed intenda attivare la procedura di riconoscimento prevista dall’articolo 8 del decreto-legge 3 febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni, dallalegge 11 marzo 1970, n. 83, deve inviare al capo dell’ispettorato provinciale del lavoro competente per territorio, entro e non oltre trenta giorni dalla data di pubblicazione del predetto elenco, una informazione circostanziata relativa alla prestazione lavorativa non riconosciuta.

7. La comunicazione deve contenere l’indicazione del datore di lavoro, del luogo della prestazione, dei giorni lavorati, della tipologia della lavorazione, delle mansioni svolte e della retribuzione percepita:

Premesso quanto sopra,si segnala all’attenzione che l’art.38 comma 1del decreto legge n.98/2011 convertito dalla legge n.111/2011 ha inserito al  regio decreto 24 settembre 1940, n. 1949, dopo l’articolo  12
e’ inserito il seguente:
    “12-bis. (Notifica  mediante  pubblicazione  telematica)  1.  Con
riferimento alle giornate di occupazione successive  al  31  dicembre
2010, dichiarate dai  datori  di  lavoro  e  comunicate  all’Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS) ai sensi  dell’articolo  6,
commi 1, 3 e 4, del decreto legislativo 11 agosto  1993,  n.375,  per
gli operai  agricoli  a  tempo  determinato,  per  i  compartecipanti
familiari e per i piccoli coloni, gli elenchi nominativi  annuali  di
cui  all’articolo  12  sono  notificati  ai  lavoratori   interessati
mediante pubblicazione telematica effettuata  dall’INPS  nel  proprio
sito internet entro il mese di  marzo  dell’anno  successivo  secondo
specifiche tecniche stabilite dall’Istituto stesso. “. 
    A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legge n.98/2011(6.7.2011)
sono soppressi gli elenchi nominativi trimestrali di cui all’articolo
9-quinquies del decreto-legge 1º ottobre 1996, n.510, convertito, con
modificazioni, dalla legge  28  novembre  1996,  n.608.  In  caso  di
riconoscimento  o   di   disconoscimento   di   giornate   lavorative
intervenuti dopo  la  compilazione  e  la  pubblicazione  dell’elenco
nominativo annuale,  l’INPS  provvede  alla  notifica  ai  lavoratori
interessati mediante la pubblicazione, con le  modalita’  telematiche
previste dall’articolo 12-bis del regio decreto 24 settembre 1940, n.
1949, di appositi elenchi nominativi trimestrali di variazione.  Agli
eventuali maggiori compiti  previsti  dal  presente  comma  a  carico
dell’INPS si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente.

Si conclude rinviando alle prime istruzioni operative fornite sull’argomento dall’Inps con la circolaren.108 del 5.8.2011 ,pubblicata   sul sito dell’Istituto

STABILITI CRITERI PER VALUTARE RICERCATORI.

25/08/2011
Sul sito del MIUR risulta pubblicato il Decreto Ministeriale 4 agosto 2011 n. 344 relativo ai “Criteri per la disciplina, da parte degli Atenei, della valutazione dei ricercatori a tempo determinato, in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale, ai fini della chiamata nel ruolo di professore associato”
Al predetto decreto,che si riporta  a margine dovranno  seguire appositi regolamenti delle Universita’ per individuare gli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale .
 

Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni;
VISTO il decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121;
VISTA la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”;
VISTO in particolare, l’articolo 24, comma 5, periodi primo e secondo, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, ai sensi del quale, nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, nel terzo anno di contratto di cui al comma 3, lettera b), dello stesso articolo, l’università valuta il ricercatore titolare del contratto, che abbia conseguito l’abilitazione scientifica, ai fini della chiamata nel ruolo di professore associato, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera e), della legge n. 240 del 2010, e, in caso di esito positivo della valutazione, il ricercatore, alla scadenza del contratto, è inquadrato nel ruolo dei professori associati;
VISTO altresì, il terzo periodo del citato articolo 24, comma 5, ai sensi del quale la predetta valutazione si svolge in conformità agli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale individuati con apposito regolamento di ateneo nell’ambito dei criteri fissati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
VISTA la legge 9 maggio 1989, n. 168, e successive modificazioni;
VISTO l’articolo 5, comma 9, della legge 24 dicembre 1993, n. 537;
CONSIDERATO che la valutazione in questione riguarda ricercatori a tempo determinato che hanno già conseguito l’abilitazione scientifica nazionale al ruolo di professore associato;
RITENUTO pertanto che gli atenei possano utilizzare, per la valutazione dell’attività di ricerca, criteri anche più selettivi di quelli previsti per il conseguimento della corrispondente abilitazione scientifica nazionale;

DECRETA

Art. 1
(Ambito di applicazione)

1. Il presente decreto stabilisce i criteri nell’ambito dei quali le università, con appositi regolamenti, individuano gli standard qualitativi, riconosciuti a livello internazionale, per la valutazione, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 24, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, dei ricercatori titolari dei contratti di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della stessa legge.

Art. 2
(Oggetto della valutazione)

1. La valutazione di cui all’articolo 1 riguarda l’attività di didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti nonché le attività di ricerca svolte dal ricercatore nell’ambito del contratto di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge n. 240 del 2010. E’ altresì oggetto di valutazione l’attività che il ricercatore ha svolto nel corso dei rapporti in base ai quali, ai sensi della predetta disposizione o dell’articolo 29, comma 5, della legge n. 240 del 2010, il ricercatore ha avuto accesso al contratto.

2. Nell’ipotesi in cui il ricercatore è stato inquadrato, ai sensi dell’articolo 29, comma 7, della legge n. 240 del 2010, in quanto vincitore di un programma di ricerca di alta qualificazione finanziato dall’Unione europea, con procedimento avviato in data anteriore alla prima valutazione prevista per lo stesso programma, di tale valutazione si tiene conto ai fini della valutazione di cui all’articolo 24, comma 5, della suindicata legge.

Art. 3
(Valutazione dell’attività didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti)

1. Ai fini della valutazione dell’attività didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti, le università, con i regolamenti di cui all’articolo 1, disciplinano la valutazione avendo riguardo ai seguenti aspetti:

  • a) numero dei moduli/corsi tenuti e continuità della tenuta degli stessi;
  • b) esiti della valutazione da parte degli studenti, con gli strumenti predisposti dall’ateneo, dei moduli/corsi tenuti;
  • c) partecipazione alle commissioni istituite per gli esami di profitto;
  • d) quantità e qualità dell’attività di tipo seminariale, di quella mirata alle esercitazioni e al tutoraggio degli studenti, ivi inclusa quella relativa alla predisposizione delle tesi di laurea, di laurea magistrale e delle tesi di dottorato.

Art. 4
(Valutazione dell’attività di ricerca scientifica)

1. Ai fini della valutazione dell’attività di ricerca scientifica, le università, con i regolamenti di cui all’articolo 1, disciplinano la valutazione avendo riguardo ai seguenti aspetti:

  • a) organizzazione, direzione e coordinamento di gruppi di ricerca nazionali e internazionali, ovvero partecipazione agli stessi;
  • b) conseguimento della titolarità di brevetti;
  • c) partecipazione in qualità di relatore a congressi e convegni nazionali e internazionali;
  • d) conseguimento di premi e riconoscimenti nazionali e internazionali per attività di ricerca.

2. Ai fini di cui al comma 1, le università prevedono la valutazione delle pubblicazioni o dei testi accettati per la pubblicazione secondo le norme vigenti nonché di saggi inseriti in opere collettanee e di articoli editi su riviste in formato cartaceo o digitale con l’esclusione di note interne o rapporti dipartimentali. Le università valutano la consistenza complessiva della produzione scientifica del ricercatore, l’intensità e la continuità temporale della stessa, fatti salvi i periodi, adeguatamente documentati, di allontanamento non volontario dall’attività di ricerca, con particolare riferimento alle funzioni genitoriali.

3. La valutazione delle pubblicazioni scientifiche di cui al comma 2 è svolta sulla base degli ulteriori seguenti criteri:

  • a) originalità, innovatività, rigore metodologico e rilevanza di ciascuna pubblicazione;
  • b) congruenza di ciascuna pubblicazione con il profilo di professore universitario di seconda fascia da ricoprire oppure con tematiche interdisciplinari ad esso strettamente correlate;
  • c) rilevanza scientifica della collocazione editoriale di ciascuna pubblicazione e sua diffusione all’interno della comunità scientifica;
  • d) determinazione analitica, anche sulla base di criteri riconosciuti nella comunità scientifica internazionale di riferimento, dell’apporto individuale del ricercatore nel caso di partecipazione del medesimo a lavori in collaborazione;
  • e) nell’ambito dei settori in cui ne è consolidato l’uso a livello internazionale le università si avvalgono anche dei seguenti indicatori, riferiti alla data di inizio della valutazione:
    • 1) numero totale delle citazioni;
    • 2) numero medio di citazioni per pubblicazione;
    • 3) “impact factor” totale;
    • 4) “impact factor” medio per pubblicazione;
    • 5) combinazioni dei precedenti parametri atte a valorizzare l’impatto della produzione scientifica del candidato (indice di Hirsch o simili).

4. Ai fini di cui al comma 1, le università possono prevedere che sia oggetto di specifica valutazione la congruità del profilo scientifico del ricercatore con le esigenze di ricerca dell’ateneo nonché la produzione scientifica elaborata dal ricercatore successivamente alla data di scadenza del bando in base al quale ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale, in modo da verificare la continuità della produzione scientifica. Nella valutazione di cui al primo periodo, gli atenei si avvalgono di criteri e parametri coerenti con quelli previsti dal decreto di cui all’articolo 16, comma 3, lettera a), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, potendo altresì prevederne un utilizzo più selettivo.

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

Roma   4 Agosto 2011

 

 

 

 

 

 

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PARERI AGENZIA ENTRATE DETASSAZIONE RETRIBUZIONE VARIABILE

24/08/2011

L’Agenzia delle Entrate, con il parere n. 954-27/11,anzituto , rispondendo a un quesito dell’Associazione Italiana Vigilanza Privata, ha chiarito che la detassazione sulla retribuzione variabile legata alla produttività, alla economicità ed al miglioramento del servizio (circolare congiunta n. 3/2011 Lavoro-Agenzia delle Entrate) è applicabile anche al lavoro aggiuntivo a ciclo continuo, a condizione che tale modalità di lavoro, determini un effettivo aumento dell’efficienza e della produttività dell’impresa.

 Si ricorda in merito che la valutazione è strettamente datoriale e che il “bonus fiscale” non è applicabile alle retribuzioni dovute prima della sottoscrizione dell’accordo territoriale cui ci si riferisce.

Nella medesima determinazione l ‘Agenzia Entrate    ha dichiarato   altresì  che la detassazione sulla retribuzione variabile si applica anche sulla paga base, e non solo sulle maggiorazioni per il lavoro straordinario, il notturno o per l’attività resa nei giorni di riposo settimanale.
 
Rientrano nel beneficio anche le somme pagate per permessi Rol non fruiti nei termini previsti dalla normativa applicabile in azienda ,mentre fanno   eccezione le forme di pagamento in natura del lavoro straordinario (es. riposi compensativi) ,precisando al riguardo che l’agevolazione fiscale si applica solo sulla retribuzione in denaro, e quindi nessun beneficio fiscale può essere collegato a forme di compensazione alternative al pagamento economico

Da ultimo,  nel  parere risulta   ricordato  che la detassazione può applicarsi anche alle voci retributive erogate per lo svolgimento del lavoro a ciclo continuo
Questa possibilità non deve essere considerata automatica, in quanto tale modalità di lavoro deve far conseguire un effettivo incremento di produttività all’impresa. La valutazione circa il collegamento tra produttività e lavoro a ciclo continuo deve essere operata dal datore di lavoro, che assume  unilateralmente una decisione che successivamente l’Agenzia Entrate potrebbe  non condividere.

CONSENTITO ACCESSO ATTI PREVIO OCCULTAMENTO NOMINATIVI FIRMATARI

24/08/2011

  Chi richiede  l’accesso a un esposto  d’interesse personale ,secondo il Tar Sardegna ha diritto ad ottenere  l’ostensione del documento  su cui  in precedenza siano stati occultati i nominativi di tutti i firmatari.

Si allega il testo   della sentenza n.  285 del 2 agosto 2011 ,che ha definito il ricorso in questione.

 Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna
(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale n. 270 del 2011, proposto da:…………………………………….contro………………………..

non costituito in giudizio;

per l’annullamento

del provvedimento di diniego di accesso agli atti emesso   – in data 16 febbraio 2011, comunicato a mezzo raccomandata a.r. in data 18 febbraio 2011; e affinché si ordini all’I …  l’esibizione degli atti richiesti con l’istanza del 1 febbraio 2011.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 15 giugno 2011 il dott.  …. e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

Col ricorso in esame si avanzano le richieste indicate in epigrafe, rappresentando quanto segue.

Il ricorrente era socio lavoratore di una società cooperativa, successivamente posta in liquidazione.

Cessata l’attività della cooperativa, in data 7 dicembre 2006, veniva presentata davanti  ai competenti uffici la documentazione necessaria fine di ottenere il pagamento di quanto dovuto al ricorrente a titolo di retribuzione e competenze.

I commissari liquidatori, in data 26 giugno 2008, depositavano lo stato passivo presso il Tribunale di  …  riconoscendo soltanto una parte dei crediti del ricorrente.

Sostiene il ricorrente che dai verbali ispettivi, si desume che gli ispettori determinavano il disconoscimento del rapporto di lavoro e la richiesta della contribuzione pregressa, sulla base delle dichiarazioni rese da soci lavoratori della cooperativa e dalle motivazioni di una sentenza di assoluzione del ricorrente.

Con istanza del 1 febbraio 2011 il ricorrente avanzava istanza di accesso  all’…. per l’esibizione delle predette dichiarazioni rese dai soci lavoratori della cooperativa. Con atto del 16 febbraio 2011  l’….rigettava tale richiesta di accesso.

L’istante, ammesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, ha quindi proposto il ricorso in esame, chiedendo l’annullamento del provvedimento di diniego di accesso agli atti emesso  dall….- in data 16 febbraio 2011 e chiedendo che venga ordinato alla medesima amministrazione l’esibizione degli atti richiesti con l’istanza del 1 febbraio 2011.

Conclude per l’accoglimento del ricorso.

Non si è costituita in giudizio l’Amministrazione intimata.

Alla camera di consiglio del  15 giugno 2011 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

Col ricorso in esame si chiede l’annullamento del provvedimento di diniego di accesso agli atti emesso dall’   …  – in data 16 febbraio 2011 e si chiede che venga ordinato  all’…– l’esibizione degli atti richiesti con l’istanza del 1 febbraio 2011.

La questione in esame investe il problema del bilanciamento e contemperamento tra il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la tutela dei terzi i cui dati personali siano contenuti nella documentazione richiesta, con particolare riferimento all’esigenza di tutela della riservatezza dei firmatari di un esposto.

Premesso che la giurisprudenza prevalente riconosce, in via generale, la necessità che venga comunque tutelato il diritto di accesso, si rileva che, nel caso di specie, devono trovare applicazione i principi affermati dalla giurisprudenza in materia, ed in particolare il precedente giurisprudenziale del T.A.R. Lombardia Milano, sez. IV, dell’8 novembre 2004 , n. 5716, nel quale è stato affermato che “In tema di bilanciamento tra il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la tutela dei terzi i cui dati personali siano contenuti nella documentazione richiesta, deve ritenersi che le esigenze di tutela della riservatezza dei firmatari di un esposto nei confronti di un professionista,  presentato al relativo Ordine professionale, e del quale il primo chieda l’ostensione, possano essere garantite mediante la mascheratura dei nominativi. Il diritto all’accesso potrà quindi essere esercitato, dal professionista interessato, con tale modalità”.

Considerato che nel ricorso in esame dell’istante precisa che “non si chiede nella istanza alcun documento che contenga in nome di alcun soggetto ma solo il contenuto delle predette dichiarazioni”, ritiene il collegio che la richiesta di accesso del ricorrente debba essere soddisfatta con la predetta modalità, cioè esibendo il contenuto delle dichiarazioni in questione omettendo o mascherando i nominativi dei soggetti che hanno reso le dichiarazioni medesime.

In tal modo si tutela il diritto di accesso del ricorrente, senza che sia violato il diritto alla riservatezza di soggetti terzi.

Per le suesposte considerazioni, il  ricorso deve essere accolto con conseguente annullamento del provvedimento di diniego di accesso impugnato e si deve ordinare all’…    l’esibizione delle dichiarazioni richieste dal ricorrente con l’istanza del 1 febbraio 2011, con le modalità sopra specificate e cioè omettendosi i nominativi dei soggetti che hanno reso le dichiarazioni medesime.

Le spese del giudizio devono essere poste a carico dell’amministrazione intimata e sono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento di diniego di accesso del 16 febbraio 2011 e ordina  all’… l’esibizione delle dichiarazioni richieste dal ricorrente con l’istanza del 1 febbraio 2011, con le modalità specificate in motivazione.

 .

Così deciso in  nella camera di consiglio del giorno 15  giugno 2011 con l’intervento dei magistrati:

MODIFICHE DEC.LEGVO N.150/09 RELATIVO LAVORO PUBBLICO

24/08/2011

Si richiama il provvedimento  specificato nel titolo ,recante disposizioni circa l’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e l’efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazione ,per segnalare che sulla Gazzetta Ufficiale n.194 del 22 agosto 2011 risulta pubblicato il dec.leg.vo n. 141/2011,che entra in vigore il 6 settembre prossimo .

Il nuovo provvedimento si è reso necessario in relazione ad incertezze e difficolta’ a rendere operative talune delle disposizioni del dec.legvo n.150/09 ,che pertanto   hanno subito  modifiche correttive ed integrative ,cosi’ come di seguito indicate.

A)  Anzitutto si fa   riferimento   all’  art .19 del dec.legvo 165/01, relativo al conferimento degli incarichi dirigenziali rispetto al quale l’art.1 del provvedimento in esame  dispone  l’inserimento del  comma 5 quater , dopo il comma 5 ter.,prevedendo che:

“Per gli  Enti  locali,  che  risultano  collocati  nella
classe  di  virtuosita’  di  cui  all’articolo  20,  comma   3,   del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come individuati con  il  decreto
di cui al comma 2 del medesimo articolo, il numero complessivo  degli
incarichi  a  contratto  nella   dotazione   organica   dirigenziale,

conferibili ai sensi dell’articolo 110,  comma  1,  del  Testo  unico
delle leggi sull’ordinamento degli enti locali,  di  cui  al  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, non puo’ in ogni caso superare la
percentuale del diciotto per cento  della  dotazione  organica  della
qualifica dirigenziale  a  tempo  indeterminato.  Si  applica  quanto
previsto dal comma 6-bis».

Riguardo a quanto sopra ,si  fa notare che in precedenza  il tetto massimo del personale suddetto era previsto all’8% sia per lo Stato che per le restanti pp.aa.

B) Inoltre l ”art.2 del provvedimento in questione  provvede a modificare il testo del comma 6 dell’art.19 del dec.legvo n.150/09,che pertanto diventa il seguente:

 
“Le disposizioni di cui ai commi 2  e  3  non  si  applicano  al
personale  dipendente,  se  il  numero  dei  dipendenti  in  servizio
nell’amministrazione non e’ superiore a quindici e, ai dirigenti,  se
il numero dei  dirigenti  in  servizio  nell’amministrazione  non  e’
superiore  a  cinque.   In   ogni   caso,   deve   essere   garantita
l’attribuzione  selettiva  della  quota  prevalente   delle   risorse
destinate  al  trattamento  economico   accessorio   collegato   alla
perfomance, in applicazione del  principio  di  differenziazione  del
merito,  ad  una  parte  limitata  del  personale  dirigente  e   non
dirigente.». 

Le disposizioni modificate  riguardano l’istituzione delle fasce di merito per l’assegnazione al personale del compenso incentivanre annuale ,prevedendo nel testo precedente quanto segue: 

   “2. In ogni graduatoria di cui al comma 1 il personale e’
distribuito in differenti livelli di performance in modo che:
a) il venticinque per cento e’ collocato nella fascia di merito
alta, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento
delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla
performance individuale;
b) il cinquanta per cento e’ collocato nella fascia di merito
intermedia, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per
cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato
alla performance individuale;
c) il restante venticinque per cento e’ collocato nella fascia di
merito bassa, alla quale non corrisponde l’attribuzione di alcun
trattamento accessorio collegato alla performance individuale.
3. Per i dirigenti si applicano i criteri di compilazione della
graduatoria e di attribuzione del trattamento accessorio di cui al
comma 2, con riferimento alla retribuzione di risultato.”.

Dopo la modifica  introdotta dal dec.legvo n.141/2011,risulta aumentato il numero delle pp.aa.esentate dall’istituzione delle fasce,che inprecedenza risultava costituito da quelle con un numero di dirigenti non superiori a 5 e/o con un numero di dipendenti superiore ad 8.Ora, soltanto dal 16mo  dipendente sussiste l’obbligo del rispetto delle  fasce  per l’attribuzione del premio di risultato .

C) Peraltro  l’attribuzione del premio di risultato  rimane  riservata nella parte prevalente   ad una  quota ridotta di personale ,come è attestato dalle  modifiche risultano  apportate dagli articoli  3 e 4 del provvedimento in esame al testo del dec.legvo n.150/2010.

Infatti il primo aggiunge alla fine del  testo del comma 2 dell’art.31 , riportante norme   per gli Enti territoriali e il Servizio sanitario nazionale, un nuovo periodo,così che l’intero testo di detto comma  è il seguente  :  Le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le
amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali,
nell’esercizio delle rispettive potesta’ normative, prevedono che una
quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico
accessorio collegato alla performance individuale venga attribuita al
personale dipendente e dirigente che si colloca nella fascia di
merito alta e che le fasce di merito siano comunque non inferiori a
tre.Si applica comunque quanto previsto dall’articolo 19, comma
6.».

Il secondo fa riferimento al al comma 4 dell’art.65 del decreto legislativo n.150/09,in cui vengono sostituite alcune parole ,per cui il nuovo testo del comma 4 risulta il seguente:
“Relativamente al comparto regioni e autonomie locali, i termini
di cui ai commi 1 e 2 sono fissati rispettivamente al 31 dicembre
2011 e al 31 dicembre 2012, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 31, comma 4.”

L’art.5 del dec.legvo n.141/2011 contiene l’interpretazione autentica  dell’art.65 del dec.legvo n.150/09,in quanto prevede che:
  

  1. L’articolo 65, commi 1,  2  e  4,  del  decreto  legislativo  27
ottobre 2009, n. 150, si interpreta nel senso che  l’adeguamento  dei
contratti collettivi integrativi e’ necessario solo per  i  contratti
vigenti  alla  data  di  entrata  in  vigore   del   citato   decreto
legislativo, mentre  ai  contratti  sottoscritti  successivamente  si
applicano immediatamente  le  disposizioni  introdotte  dal  medesimo
decreto.
  2. L’articolo 65, comma 5, del decreto legislativo 27 ottobre 2009,
n. 150, si interpreta nel senso che le disposizioni che si  applicano
dalla tornata contrattuale successiva a quella in  corso  al  momento
dell’entrata in vigore dello stesso decreto  legislativo  27  ottobre
2009, n. 150, sono esclusivamente  quelle  relative  al  procedimento
negoziale di approvazione dei contratti collettivi  nazionali  e,  in
particolare, quelle contenute negli articoli 41, commi da 1 a 4,  46,
commi da 3 a 7, e 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
come modificati rispettivamente dagli articoli 56, 58, 59,  comma  1,
del citato decreto  legislativo  n.  150  del  2009,  nonche’  quella
dell’articolo 66, comma 3, del decreto legislativo n. 150 del 2009

Per completezza informativa circa la portata della disposizione d’interpretazione,si riporta il testo del richiamato art.65 relativo all”Adeguamento ed efficacia dei contratti collettivi vigenti”

1. Entro il 31 dicembre 2010, le parti adeguano i contratti
collettivi integrativi vigenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto alle disposizioni riguardanti la definizione degli
ambiti riservati, rispettivamente, alla contrattazione collettiva e
alla legge, nonche’ a quanto previsto dalle disposizioni del Titolo
III del presente decreto.
2. In caso di mancato adeguamento ai sensi del comma 1, i contratti
collettivi integrativi vigenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto cessano la loro efficacia dal 1° gennaio 2011 e non
sono ulteriormente applicabili.
3. In via transitoria, con riferimento al periodo contrattuale
immediatamente successivo a quello in corso, definiti i comparti e le
aree di contrattazione ai sensi degli articoli 40, comma 2, e 41,
comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come
sostituiti, rispettivamente, dagli articoli 54 e 56 del presente
decreto legislativo, l’ARAN avvia le trattative contrattuali con le
organizzazioni sindacali e le confederazioni rappresentative, ai
sensi dell’articolo 43, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 165
del 2001, nei nuovi comparti ed aree di contrattazione collettiva,
sulla base dei dati associativi ed elettorali rilevati per il biennio
contrattuale 2008-2009. Conseguentemente, in deroga all’articolo 42,
comma 4, del predetto decreto legislativo n. 165 del 2001, sono
prorogati gli organismi di rappresentanza del personale anche se le
relative elezioni siano state gia’ indette. Le elezioni relative al
rinnovo dei predetti organismi di rappresentanza si svolgeranno, con
riferimento ai nuovi comparti di contrattazione, entro il 30 novembre
2010.
4. Relativamente al comparto regioni e autonomie locali, i termini
di cui ai commi 1 e 2 sono fissati rispettivamente al 31 dicembre
2011 e al 31 dicembre 2012, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 30, comma 4.
5. Le disposizioni relative alla contrattazione collettiva
nazionale di cui al presente decreto legislativo si applicano dalla
tornata successiva a quella in corso.”

Il sesto ed ultimo articolo del provvedimento in commento ,sotto il titolo”Norme transitorie” ,stabilisce quanto segue: 

  1. La differenziazione retributiva in fasce prevista dagli articoli
19, commi 2 e 3, e 31, comma 2, del decreto  legislativo  27  ottobre
2009, n. 150, si applica a partire dalla  tornata  di  contrattazione
collettiva successiva a quella relativa al quadriennio 2006-2009.  Ai
fini previsti dalle citate  disposizioni,  nelle  more  dei  predetti
rinnovi contrattuali, possono essere utilizzate le eventuali economie
aggiuntive destinate all’erogazione dei premi dall’articolo 16, comma
5,  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
  2. Fino alla data di emanazione dei decreti di cui all’articolo 19,
comma 6-quater, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  come
introdotto dall’articolo 1 del presente decreto, per gli enti  locali
i contratti stipulati in base a previsioni legislative, statutarie  e
regolamentari, nel rispetto delle limitazioni finanziarie sulla spesa
del personale  e  sull’utilizzo  dei  contratti  di  lavoro  a  tempo
determinato, che hanno superato i contingenti di cui all’articolo 19,
comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 ed in  essere  al  9
marzo 2011, possono essere mantenuti fino alla loro  scadenza,  fermo
restando la valutabilita’ della conformita’ dei  contratti  stessi  e
degli incarichi ad ogni altra disposizione normativa.”

   La  disposizione contenuta nell’ultimo periodo    introduce una sanatoria  circa le illegittimita’ commesse dalle amministrazioni locali, che hanno assunto un numero di dirigenti a tempo determinato superiore all’8%.

CIRCOLARE MIUR-WELFARE MODALITA’ PRESENTAZIONE CURRICULA STUDENTI

23/08/2011

    Con la circolare congiunta del 4 agosto 2011   n.7572 ,il Ministero del Lavoro e  dell’Istruzione , ’Università e  Ricerca forniscono chiarimenti in merito all’attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro svolta da scuole e università, ulteriormente semplificata  dalla legge n..111/2011 che elimina l’obbligo di richiedere l’autorizzazione.  

Tale funzione di intermediazione, introdotta   dal dec.legvo n..276/03  (articoli 6 e 50  ) e poi rafforzata   dalla legge n.183/2010  ,prevede che gli istituti scolastici superiori, gli atenei e i consorzi universitari pubblichino sui loro siti istituzionali e sul portale Cliclavoro del Ministero del Lavoro ‘  i curricula di studenti, diplomati e laureati, per renderli gratuitamente accessibili alle imprese, migliorando l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.  

Nella circolare vengono chiarite le regole che disciplinano tale attività, diverse per scuole e università: le prime dovranno pubblicare i curricula di tutti gli studenti iscritti all’ultimo anno e tenerli on line per almeno 12 mesi; le università, invece, dovranno rendere accessibili i curricula dei propri studenti dalla data di immatricolazione e fino ad almeno i 12 mesi successivi al conseguimento del titolo di studio.

La nota stabilisce infine che saranno iscritti in un’apposita sezione dell’Albo informatico gli istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari, le Università, pubbliche o private, e i consorzi universitari che intendono svolgere attività di intermediazione 
  Il testo integrale della  circolare congiunta   è consultabile sul sito www.lavoro.gov.it home page  Sezione Notizie

NUOVE DISPOSIZIONI CONTRASTO INTERMEDIAZIONE ILLECITA E SFRUTTAMENTO LAVORO

23/08/2011

Nell’ambito delle molteplici  disposizioni contenute nel testo del decreto legge n.138/2011, che disciplina la manovra finanziaria bis, dell’argomento precisato   nel  titolo si occupa l’art.12  ,che  risulta aver aggiunto due nuovi articoli dopo l’art.603 del codice penale ,ossia:

-l’art.603 bis, relativo all’intermediazione illecita ed allo sfruttamento del lavoro

-l’art.603 ter  ,che concerne le  pene accessorie 

Il primo dei due nuovi articoli  prevede che risulta  punito  con la reclusione  da cinque a otto anni e con la  multa  da
1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato      ,salvo   che il fatto costituisca piu’ grave reato,  chiunque
svolga  un’attivita’  organizzata  di   intermediazione,  che avviene  reclutando manodopera o organizzandone l’attivita’ lavorativa caratterizzata  da sfruttamento,   mediante   violenza,   minaccia,   o   intimidazione,
approfittando dello stato di bisogno o di necessita’ dei  lavoratori .

Nel secondo comma si  trova precisato  che ,ai    fini  di quanto sopra ,  costituisce  indice  di  sfruttamento  la
sussistenza di una o piu’ delle seguenti circostanze:
    1) la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantita’ e qualita’ del lavoro prestato;
    2) la sistematica violazione della normativa relativa  all’orario di lavoro, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria,  alle ferie;
    3) la sussistenza di violazioni della  normativa  in  materia  di sicurezza  e  igiene  nei  luoghi  di  lavoro,  tale  da  esporre  il lavoratore a pericolo per la salute,  la  sicurezza  o  l’incolumita’
personale;
    4) la sottoposizione  del  lavoratore  a  condizioni  di  lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni  alloggiative  particolarmente degradanti.
  Nel terzo comma poi si  dichiara che  costituiscono aggravante specifica   , comportante  l’aumento  della
pena da un terzo alla meta’:
    1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
    2) il fatto che uno o piu’ dei soggetti reclutati siano minori in eta’ non lavorativa;
    3) l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori intermediati a situazioni di grave pericolo,  avuto  riguardo  alle  caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

 Con il secondo  dei nuovi articoli inseriti nel testo del codice penale  vengono stabilite alcune pene accessorie  da applicare in caso di condanna per i delitti di riduzione in schiavitu’,limitatamente ai casi in cui lo sfruttamento ha ad
oggetto prestazioni lavorative,ovvero   d’intermediazione llecita e   sfruttamento del lavoro,nel senso che la predetta condanna  comporta  l’interdizione dagli uffici direttivi delle  persone  giuridiche  o  delle  imprese,
nonche’ il divieto di concludere contratti  di  appalto,  di  cottimo fiduciario, di fornitura di opere,  beni  o  servizi  riguardanti  la pubblica amministrazione, e relativi subcontratti.

 Inoltre  risulta affermato che la  condanna per  i delitti di   cui sopra   comporta  anche l’esclusione  per  un periodo di due anni  da  agevolazioni,  finanziamenti,  contributi  o sussidi da parte dello  Stato  o  di  altri  enti  pubblici,  nonche’
dell’Unione europea, relativi al settore di attivita’ in cui ha avuto luogo lo sfruttamento  ,che  e’ aumentata a cinque anni quando il fatto e’ commesso  da  soggetto  al quale sia stata applicata la  recidiva  ai  sensi  dell’articolo  99,
secondo comma, numeri 1) e 3) ,  vale a dire  se   :  se il nuovo delitto non colposo è della stessa indole e  se il nuovo delitto non colposo è stato commesso durante o dopo l’esecuzione della pena, ovvero durante il tempo in cui il condannato si sottrae volontariamente all’esecuzione della pena .

Per approfondire adeguatamente taluni aspetti delle disposizioni in questione,si resta in attesa che siano emanate dalla DGAI del Ministero del Lavoro indicazioni di chiarimento ed indirizzo atte ad assicurare conforme e uniforme comportamento  daparte dell’utenza e delle strutture territoriali inreressate alla  materia   e che ,tra l’altro,  dovrebbero    precisare le eventuali conseguenze delle disposizioni dell’art.12 nei riguardi   delle specifiche sanzioni  stabilite dagli artt.18 e 28 del dec.legvo n.276/03 per la  somministrazione illecita,irregolare o fraudolenta , che , comportando una condotta del trasgressore diversa da quella  contestabile e punibile in base alle nuove disposizioni del decreto legge n.138/2011,si reputa che continueranno ad essere vigenti e contestabili.