IRREGOLARITA’ RIGUARDANTI LIBRO UNICO LAVORO

Rispetto all’argomento del titolo ,si segnala la Circolare 30 agosto 2011, n. 23,che affronta specifii e rilevanti aspetti inerenti il LUL ,fornendo chiarimenti    in merito a  illeciti diffidabili  ,  pluralità di violazioni    ,nonchè   elaborazione e consegna del prospetto di paga di cui alla L. n. 4/1953 ,che di seguito si esaminano.

LUL e illeciti diffidabili

Sul quadro normativo delineato dagli art. 33, comma 2, della L. n. 183/2010, consente ad oggi la regolarizzazione delle “inosservanze comunque materialmente sanabili”. Rispetto alla precedente formulazione normativa si prevede dunque una vera e propria estensione delle inosservanze interessate dalla diffida, atteso che l’avverbio ‘materialmente” sembrerebbe voler indicare la possibilità di regolarizzare perlomeno tutti quegli adempimenti di carattere documentale che non attengono esclusivamente ad una tutela psicofisica del lavoratore.

Con tali premesse è, quindi, possibile sostenere che tutti gli illeciti previsti dal Legislatore in materia di LUL – ad eccezione di quello concernente la mancata conservazione, in quanto certamente non sanabile – possano essere oggetto di diffida obbligatoria con l’ammissione, in caso di regolarizzazione, al pagamento della sanzione nella misura del minimo stabilito dalla legge.

Con riferimento all’illecito relativo alla omessa o infedele registrazione dei dati sul Libro Unico il personale ispettivo, in ogni caso di registrazioni omesse o infedeli provvedere, di norma, a diffidare il trasgressore alla regolarizzazione delle inosservanze a meno che non accerti la volontà dello stesso di alterare i dati riportati sul LUL e quindi un vero e proprio dolo nella commissione dell’illecito.

Violazioni in materia di LUL per più periodi

Alcune problematiche sono state evidenziate con riferimento alla applicabilità delle sanzioni per l’omessa o infedele registrazione dei dati e per le tardive registrazioni, nell’ipotesi in cui la condotta illecita si sia protratta per più mensilità.

Al riguardo, nel confermare quanto già chiarito da questo Ministero nel vademecum 5 dicembre 2008 (sez. C, risposte n. 7 e 9) e nella art. 8, comma 2, della medesima L. n. 689/1981 che consente l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo, per chi “con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno posto in essere in violazione di norme che stabiliscono sanzioni amministrative, commette, anche in tempi diversi, più violazioni della stessa o di diverse norme di legge in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie”.

Per quanto concerne le ritardate registrazioni, detta violazione si verifica qualora il LUL sia stato compilato in ritardo rispetto ai tempi previsti dall’art. 8, comma 2, della L. n. 689/1981, qualora l’inadempimento abbia ricadute “in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie”.

Rapporti tra violazioni   in materia di LUL e prospetto di paga

Il art. 1 della L. n. 4/1953 di “consegnare, all’atto della corresponsione della retribuzione, ai lavoratori dipendenti, con esclusione dei dirigenti, un prospetto di paga in cui devono essere indicati il nome, cognome e qualifica professionale del lavoratore, il periodo cui la retribuzione si riferisce, gli assegni familiari e tutti gli altri elementi che, comunque, compongono detta retribuzione, nonché, distintamente, le singole trattenute”.

Detto obbligo tuttavia, ai sensi dell’art. 39, comma 5, del citato D.L. n. 112/2008, può essere adempiuto “con la consegna al lavoratore di copia delle scritturazioni effettuate nel Libro Unico del Lavoro”.

Il quadro normativo che ne deriva impone pertanto una serie di chiarimenti sull’applicabilità del regime sanzionatorio legato alla violazione dei precetti in questione, sia nelle ipotesi in cui il datore di lavoro utilizzi il LUL per adempiere agli obblighi di cui alla L. n. 4/1953, sia quando ciò non avvenga.

Datore di lavoro che utilizza il LUL per adempiere agli obblighi di cui alla L. n. 4/1953

Occorre anzitutto chiarire quali sanzioni applicare a fronte della mancata o errata compilazione del LUL nonché, conseguentemente, di mancata consegna del prospetto di paga o di consegna di un prospetto paga errato per tutti i datori di lavoro che utilizzano il Libro Unico per adempiere agli obblighi di cui alla L. n. 4/1953.

Sul punto va osservato che la condotta materiale (mancata o errata compilazione del LUL) è già oggetto di specifica sanzione e, qualora sia accertato che abitualmente il datore di lavoro utilizza il LUL per gli adempimenti di cui alla L. n. 4/1953 essendo necessario e sufficiente che il datore di lavoro provveda a consegnare al lavoratore, all’atto della corresponsione della retribuzione, la parte del LUL relativa alla valorizzazione retributiva, previdenziale e fiscale della prestazione lavorativa (come già chiarito l’obbligo di consegna delle presenze non sussiste tranne che “non sia espressamente previsto dalla contrattazione collettiva, anche aziendale”, così nel vademecum 5 dicembre 2008, sez. A, risposta n. 23) – detta condotta non può considerarsi foriera di ulteriori conseguenze sul piano sanzionatorio.

In altri termini la mancata o errata compilazione del LUL già di per sé non consentirebbe di porre in essere gli ulteriori obblighi descritti dalla Legge del 1953, la cui sanzionabilità rimarrebbe pertanto preclusa dal momento che il Legislatore già interviene punendo un comportamento che si inserisce necessariamente in una fase antecedente alla consegna del prospetto di paga.

Pertanto, al fine di non assoggettare a due diverse sanzioni l’unica condotta materiale posta in essere dal datore di lavoro, nel rispetto del principio del ne bis in idem, si ritiene che in tali ipotesi trovino applicazione esclusivamente le disposizioni sanzionatorie contenute nell’art. 39, comma 7, del D.L. n. 112/2008.

Pertanto, come già affermato in precedenza, tale scelta interpretativa vale anche nell’ipotesi in cui la condotta materiale si sia protratta   per più mensilità. In questi casi va chiarito che l’omessa o infedele registrazione dei dati che si sia protratta per più mensilità comporterà l’applicazione di tante sanzioni quante sono le mensilità interessate, in base al numero dei lavoratori coinvolti (essendo la violazione punita con la sanzione da 150 a 1500 euro quando la condotta illecita interessa da 1 a 10 lavoratori, oppure con la sanzione va da 500 a 3000 euro se la condotta illecita interessa da 11 lavoratori in poi), salva tuttavia l’applicazione, in sede di emanazione dell’ordinanza ingiunzione, dell’art. 8, comma 2, della medesima L. n. 689/1981 che consente l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo, per chi “con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno posto in essere in violazione di norme che stabiliscono sanzioni amministrative, commette, anche in tempi diversi, più violazioni della stessa o di diverse norme di legge in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie”.

Datore di lavoro che non utilizza il LUL per adempiere agii obblighi di cui alla L. n. 4/1953

Diverse considerazioni vanno svolte nel caso in cui sia accertato che il datore di lavoro non utilizzi abitualmente il LUL per adempiere agli obblighi di cui alla L. n. 4/1953 ovvero non abbia neppure proceduto ad istituire il LUL.

In questi casi le sanzioni previste dall’art. 39, comma 5, del D.L. n. 112/2008.

Ferma restando dunque l’applicazione sia delle sanzioni in materia di LUL che in materia di elaborazione e consegna del prospetto di paga, occorre fornire alcune precisazioni nell’ipotesi in cui dette condotte si siano protratte per più mensilità.

Per quanto riguarda le violazioni in materia di LUL valgono le considerazioni appena formulate, mentre in ordine alle violazioni delle norme contenute nella art. 8, comma 1, della medesima L. n. 689/1981 che consente l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo, per chi  “con un azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative o commette più violazioni della stessa disposizione”.

La presente circolare supera ogni precedente chiarimento fornito con riferimento alle problematiche affrontate.

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