REGOLAMENTO RIORGANIZZAZIONE MINISTERO LAVORO

Dal 9 settembre 2011 entrera’  in vigore il DPR n.144 del 7 aprile 2011, relativo al Regolamento recante la riorganizzazione del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali,adottato in relazione alla previsione di numerose  disposizioni legislative circa il riordino ,ottimizzazione ,economicita’   ,produttivita’ ed efficazia delle funzioni ,competenze  ,strutture ed attivita’ delle Pubbliche Amministrazioni.

Il regolamento si compone di 4 Capi , 17  Articoli ed  1  Allegato.

I quatro Capi concernono rispettivamente:

-Organizzazione del Ministero

-Articolazione teritoriale del Ministero

-Disposizioni in mteria di organizzazione  e di personale

-Norme di abrogazione e finali

Gli articoli da 1 a 13 disciplinano    funzioni ,attribuzioni  e organizzazione del Ministero a livello centrale,precisando la strutura ed i compiti del Segretario Generale e delle Direzioni Generali ,che da  n.13 (n.8 nel Settore Lavoro   e n.5 nel Settore Politiche Sociali),in base alla previgente regolamentazione ,sono   ora n.10 e   ,a fronte delle funzioni chiamate a svolgere ,hanno le seguenti denominazioni:

-Direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione,  il  bilancio e la logistica

 
– Direzione generale per la comunicazione e l’informazione  in  materia di lavoro e politiche sociali

-Direzione generale per le politiche attive e passive del lavoro

-Direzione generale delle relazioni  industriali  e  dei  rapporti  di  lavoro

-Direzione generale per le politiche dei servizi per il lavoro

-Direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative

-Direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali

– Direzione generale per il terzo settore e le formazioni sociali 

-Direzione   generale   dell’immigrazione   e   delle   politiche  integrazione

– Direzione generale per l’attivita’ ispettiva 
 

L’art.14 del DPR s’interessa della  rete territoriale degli uffici del Ministero ,che risulta articolata in
direzioni regionali e  territoriali  del  lavoro  che  esercitano  le competenze riservate allo Stato ai sensi dell’articolo  1,  comma  3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 , dipendendo ono  organicamente  e funzionalmente  dalla  direzione  generale  per  le   politiche   del personale, l’innovazione, il bilancio e la logistica  che  impartisce
direttive, in raccordo con la funzione  esercitata  dal  segretariato generale al fine di assicurare l’unita’ dell’azione amministrativa  e garantire il coordinamento dei programmi.

 Sono  confermate  n.18 direzioni regionali del lavoro ,come in precedenza ,  diciotto, di cui nove articolate ciascuna in tre uffici  dirigenziali di livello non generale,   otto articolate  ciascuna  in  due  uffici dirigenziali di livello non generale e una articolata in  un  ufficio dirigenziale  di  livello  non  generale.

Le   direzioni   regionali coordinano, in particolare, l’attivita’ di vigilanza  in  materia  di lavoro e legislazione sociale ai sensi  del  decreto  legislativo  23 aprile 2004,  n.  124,  anche  attraverso  le  procedure  di  riesame normativamente  previste,  e  sviluppano,  in  attuazione  di  quantoprevisto al comma 1, rapporti con il sistema delle  regioni  e  degli
enti locali ed altri organismi per  la  realizzazione  di  interventi sinergici sul mercato del lavoro, sulle politiche del  lavoro  ed  in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

 Nei confroti  delle direzioni territoriali insistenti nell’ambito  territoriale  di
riferimento,le direzioni regionali esercitano le  funzioni
di:
    a) programmazione e coordinamento delle attivita’ operative;
    b) programmazione economico finanziaria attraverso l’elaborazione
dei piani attuativi di intervento;
    c) gestione delle risorse finanziarie e strumentali;
    d) gestione amministrativa delle risorse umane;
    e) indirizzo uniformante,  contribuendo  alla  definizione  degli
standard  qualitativi  dei  processi  di  lavoro  e  dei  livelli  di
servizio;
    f) monitoraggio  del  livello  di  trasparenza  ed  imparzialita’
dell’azione istituzionale;
    g) monitoraggio sull’attuazione  delle  politiche  del  lavoro  e
delle politiche sociali;
    h)  supporto  nell’analisi  del  mercato   del   lavoro   e   nel
monitoraggio degli indicatori di contesto.

In base a quanto sopra riportato   risulta  stabilito l’accentramento a livello regionale  delle  funzioni  previste dalle lettere c) e d)   riguardanti anche le strutture territoriali ,che pe rtanto non devono più esercitarle  per il rispettivo personale.  

In sostituzione delle precedenti  n.  92  direzioni provinciali lavori ,risultano istituite n.74 direzioni territoriali,per l’esercizio delle seguenti funzioni nell’ambito del rispetttivo territorio :

a) coordinamento e razionalizzazione dell’attivita’ di  vigilanza ai sensi del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124;
    b) vigilanza e regolazione in  materia  di  lavoro,  legislazione sociale e strumenti di sostegno al reddito;
    c) tutela anche civilistica delle condizioni di lavoro;

 d)  prevenzione,  promozione  e  informazione  per  la   corretta applicazione della normativa lavoristica e previdenziale;
    e) vigilanza sull’applicazione  della  normativa  in  materia  di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ai sensi  dell’articolo  13, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
    f) autorita’ territoriale competente a valutare, ai  sensi  degli articoli 17 e 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la  fondatezza degli  accertamenti   svolti   dagli   organi   addetti,   ai   sensi dell’articolo 13 della medesima legge, al  controllo  sull’osservanza delle disposizioni rientranti nei compiti e  nelle  attribuzioni  del Ministero,  per  la  cui   violazione   e’   prevista   la   sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro;
    g) mediazione delle controversie di lavoro;
    h) certificazione dei contratti di lavoro;
    i) gestione dei flussi migratori per ragioni di lavoro. 
 Peraltro è introdotta  l’innovazione per cui nell’ ambito  provinciale  in  cui  hanno  sede,  le   direzioni
regionali del lavoro esercitano  anche  i  compiti  operativi  propri della direzione territoriale del lavoro,risultando spiegata  e giustificata   la contrazione  del numero delle direzioni territoriali da n.92 operanti in precedenza a n.74 .

 Alla riorganizzazione delle strutture territoriali  si  provvede nel  limite   massimo   di
centodiciotto posti di funzione di livello dirigenziale non  generale,posto che ai  direttori regionali del lavoro e  ai  direttori  territorialidel lavoro e’ conferito  un  incarico  di  livello  dirigenziale  non generale.

L’art.15 prevede le dotazioni organichedel personale   indicate nella tabella Allegato A,in cui si prevedono nel totale generale n.9036 unita’

Infine l’art.16 del DPR in questione indica le norme legislative che risultano abbrogate a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento di riorganizzazione .

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