MODIFICHE DEC.LEGVO N.150/09 RELATIVO LAVORO PUBBLICO

Si richiama il provvedimento  specificato nel titolo ,recante disposizioni circa l’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e l’efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazione ,per segnalare che sulla Gazzetta Ufficiale n.194 del 22 agosto 2011 risulta pubblicato il dec.leg.vo n. 141/2011,che entra in vigore il 6 settembre prossimo .

Il nuovo provvedimento si è reso necessario in relazione ad incertezze e difficolta’ a rendere operative talune delle disposizioni del dec.legvo n.150/09 ,che pertanto   hanno subito  modifiche correttive ed integrative ,cosi’ come di seguito indicate.

A)  Anzitutto si fa   riferimento   all’  art .19 del dec.legvo 165/01, relativo al conferimento degli incarichi dirigenziali rispetto al quale l’art.1 del provvedimento in esame  dispone  l’inserimento del  comma 5 quater , dopo il comma 5 ter.,prevedendo che:

“Per gli  Enti  locali,  che  risultano  collocati  nella
classe  di  virtuosita’  di  cui  all’articolo  20,  comma   3,   del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come individuati con  il  decreto
di cui al comma 2 del medesimo articolo, il numero complessivo  degli
incarichi  a  contratto  nella   dotazione   organica   dirigenziale,

conferibili ai sensi dell’articolo 110,  comma  1,  del  Testo  unico
delle leggi sull’ordinamento degli enti locali,  di  cui  al  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, non puo’ in ogni caso superare la
percentuale del diciotto per cento  della  dotazione  organica  della
qualifica dirigenziale  a  tempo  indeterminato.  Si  applica  quanto
previsto dal comma 6-bis».

Riguardo a quanto sopra ,si  fa notare che in precedenza  il tetto massimo del personale suddetto era previsto all’8% sia per lo Stato che per le restanti pp.aa.

B) Inoltre l ”art.2 del provvedimento in questione  provvede a modificare il testo del comma 6 dell’art.19 del dec.legvo n.150/09,che pertanto diventa il seguente:

 
“Le disposizioni di cui ai commi 2  e  3  non  si  applicano  al
personale  dipendente,  se  il  numero  dei  dipendenti  in  servizio
nell’amministrazione non e’ superiore a quindici e, ai dirigenti,  se
il numero dei  dirigenti  in  servizio  nell’amministrazione  non  e’
superiore  a  cinque.   In   ogni   caso,   deve   essere   garantita
l’attribuzione  selettiva  della  quota  prevalente   delle   risorse
destinate  al  trattamento  economico   accessorio   collegato   alla
perfomance, in applicazione del  principio  di  differenziazione  del
merito,  ad  una  parte  limitata  del  personale  dirigente  e   non
dirigente.». 

Le disposizioni modificate  riguardano l’istituzione delle fasce di merito per l’assegnazione al personale del compenso incentivanre annuale ,prevedendo nel testo precedente quanto segue: 

   “2. In ogni graduatoria di cui al comma 1 il personale e’
distribuito in differenti livelli di performance in modo che:
a) il venticinque per cento e’ collocato nella fascia di merito
alta, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento
delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla
performance individuale;
b) il cinquanta per cento e’ collocato nella fascia di merito
intermedia, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per
cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato
alla performance individuale;
c) il restante venticinque per cento e’ collocato nella fascia di
merito bassa, alla quale non corrisponde l’attribuzione di alcun
trattamento accessorio collegato alla performance individuale.
3. Per i dirigenti si applicano i criteri di compilazione della
graduatoria e di attribuzione del trattamento accessorio di cui al
comma 2, con riferimento alla retribuzione di risultato.”.

Dopo la modifica  introdotta dal dec.legvo n.141/2011,risulta aumentato il numero delle pp.aa.esentate dall’istituzione delle fasce,che inprecedenza risultava costituito da quelle con un numero di dirigenti non superiori a 5 e/o con un numero di dipendenti superiore ad 8.Ora, soltanto dal 16mo  dipendente sussiste l’obbligo del rispetto delle  fasce  per l’attribuzione del premio di risultato .

C) Peraltro  l’attribuzione del premio di risultato  rimane  riservata nella parte prevalente   ad una  quota ridotta di personale ,come è attestato dalle  modifiche risultano  apportate dagli articoli  3 e 4 del provvedimento in esame al testo del dec.legvo n.150/2010.

Infatti il primo aggiunge alla fine del  testo del comma 2 dell’art.31 , riportante norme   per gli Enti territoriali e il Servizio sanitario nazionale, un nuovo periodo,così che l’intero testo di detto comma  è il seguente  :  Le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le
amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali,
nell’esercizio delle rispettive potesta’ normative, prevedono che una
quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico
accessorio collegato alla performance individuale venga attribuita al
personale dipendente e dirigente che si colloca nella fascia di
merito alta e che le fasce di merito siano comunque non inferiori a
tre.Si applica comunque quanto previsto dall’articolo 19, comma
6.».

Il secondo fa riferimento al al comma 4 dell’art.65 del decreto legislativo n.150/09,in cui vengono sostituite alcune parole ,per cui il nuovo testo del comma 4 risulta il seguente:
“Relativamente al comparto regioni e autonomie locali, i termini
di cui ai commi 1 e 2 sono fissati rispettivamente al 31 dicembre
2011 e al 31 dicembre 2012, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 31, comma 4.”

L’art.5 del dec.legvo n.141/2011 contiene l’interpretazione autentica  dell’art.65 del dec.legvo n.150/09,in quanto prevede che:
  

  1. L’articolo 65, commi 1,  2  e  4,  del  decreto  legislativo  27
ottobre 2009, n. 150, si interpreta nel senso che  l’adeguamento  dei
contratti collettivi integrativi e’ necessario solo per  i  contratti
vigenti  alla  data  di  entrata  in  vigore   del   citato   decreto
legislativo, mentre  ai  contratti  sottoscritti  successivamente  si
applicano immediatamente  le  disposizioni  introdotte  dal  medesimo
decreto.
  2. L’articolo 65, comma 5, del decreto legislativo 27 ottobre 2009,
n. 150, si interpreta nel senso che le disposizioni che si  applicano
dalla tornata contrattuale successiva a quella in  corso  al  momento
dell’entrata in vigore dello stesso decreto  legislativo  27  ottobre
2009, n. 150, sono esclusivamente  quelle  relative  al  procedimento
negoziale di approvazione dei contratti collettivi  nazionali  e,  in
particolare, quelle contenute negli articoli 41, commi da 1 a 4,  46,
commi da 3 a 7, e 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,
come modificati rispettivamente dagli articoli 56, 58, 59,  comma  1,
del citato decreto  legislativo  n.  150  del  2009,  nonche’  quella
dell’articolo 66, comma 3, del decreto legislativo n. 150 del 2009

Per completezza informativa circa la portata della disposizione d’interpretazione,si riporta il testo del richiamato art.65 relativo all”Adeguamento ed efficacia dei contratti collettivi vigenti”

1. Entro il 31 dicembre 2010, le parti adeguano i contratti
collettivi integrativi vigenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto alle disposizioni riguardanti la definizione degli
ambiti riservati, rispettivamente, alla contrattazione collettiva e
alla legge, nonche’ a quanto previsto dalle disposizioni del Titolo
III del presente decreto.
2. In caso di mancato adeguamento ai sensi del comma 1, i contratti
collettivi integrativi vigenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto cessano la loro efficacia dal 1° gennaio 2011 e non
sono ulteriormente applicabili.
3. In via transitoria, con riferimento al periodo contrattuale
immediatamente successivo a quello in corso, definiti i comparti e le
aree di contrattazione ai sensi degli articoli 40, comma 2, e 41,
comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come
sostituiti, rispettivamente, dagli articoli 54 e 56 del presente
decreto legislativo, l’ARAN avvia le trattative contrattuali con le
organizzazioni sindacali e le confederazioni rappresentative, ai
sensi dell’articolo 43, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 165
del 2001, nei nuovi comparti ed aree di contrattazione collettiva,
sulla base dei dati associativi ed elettorali rilevati per il biennio
contrattuale 2008-2009. Conseguentemente, in deroga all’articolo 42,
comma 4, del predetto decreto legislativo n. 165 del 2001, sono
prorogati gli organismi di rappresentanza del personale anche se le
relative elezioni siano state gia’ indette. Le elezioni relative al
rinnovo dei predetti organismi di rappresentanza si svolgeranno, con
riferimento ai nuovi comparti di contrattazione, entro il 30 novembre
2010.
4. Relativamente al comparto regioni e autonomie locali, i termini
di cui ai commi 1 e 2 sono fissati rispettivamente al 31 dicembre
2011 e al 31 dicembre 2012, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 30, comma 4.
5. Le disposizioni relative alla contrattazione collettiva
nazionale di cui al presente decreto legislativo si applicano dalla
tornata successiva a quella in corso.”

Il sesto ed ultimo articolo del provvedimento in commento ,sotto il titolo”Norme transitorie” ,stabilisce quanto segue: 

  1. La differenziazione retributiva in fasce prevista dagli articoli
19, commi 2 e 3, e 31, comma 2, del decreto  legislativo  27  ottobre
2009, n. 150, si applica a partire dalla  tornata  di  contrattazione
collettiva successiva a quella relativa al quadriennio 2006-2009.  Ai
fini previsti dalle citate  disposizioni,  nelle  more  dei  predetti
rinnovi contrattuali, possono essere utilizzate le eventuali economie
aggiuntive destinate all’erogazione dei premi dall’articolo 16, comma
5,  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
  2. Fino alla data di emanazione dei decreti di cui all’articolo 19,
comma 6-quater, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  come
introdotto dall’articolo 1 del presente decreto, per gli enti  locali
i contratti stipulati in base a previsioni legislative, statutarie  e
regolamentari, nel rispetto delle limitazioni finanziarie sulla spesa
del personale  e  sull’utilizzo  dei  contratti  di  lavoro  a  tempo
determinato, che hanno superato i contingenti di cui all’articolo 19,
comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 ed in  essere  al  9
marzo 2011, possono essere mantenuti fino alla loro  scadenza,  fermo
restando la valutabilita’ della conformita’ dei  contratti  stessi  e
degli incarichi ad ogni altra disposizione normativa.”

   La  disposizione contenuta nell’ultimo periodo    introduce una sanatoria  circa le illegittimita’ commesse dalle amministrazioni locali, che hanno assunto un numero di dirigenti a tempo determinato superiore all’8%.

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