NUOVE DISPOSIZIONI CONTRASTO INTERMEDIAZIONE ILLECITA E SFRUTTAMENTO LAVORO

Nell’ambito delle molteplici  disposizioni contenute nel testo del decreto legge n.138/2011, che disciplina la manovra finanziaria bis, dell’argomento precisato   nel  titolo si occupa l’art.12  ,che  risulta aver aggiunto due nuovi articoli dopo l’art.603 del codice penale ,ossia:

-l’art.603 bis, relativo all’intermediazione illecita ed allo sfruttamento del lavoro

-l’art.603 ter  ,che concerne le  pene accessorie 

Il primo dei due nuovi articoli  prevede che risulta  punito  con la reclusione  da cinque a otto anni e con la  multa  da
1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato      ,salvo   che il fatto costituisca piu’ grave reato,  chiunque
svolga  un’attivita’  organizzata  di   intermediazione,  che avviene  reclutando manodopera o organizzandone l’attivita’ lavorativa caratterizzata  da sfruttamento,   mediante   violenza,   minaccia,   o   intimidazione,
approfittando dello stato di bisogno o di necessita’ dei  lavoratori .

Nel secondo comma si  trova precisato  che ,ai    fini  di quanto sopra ,  costituisce  indice  di  sfruttamento  la
sussistenza di una o piu’ delle seguenti circostanze:
    1) la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantita’ e qualita’ del lavoro prestato;
    2) la sistematica violazione della normativa relativa  all’orario di lavoro, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria,  alle ferie;
    3) la sussistenza di violazioni della  normativa  in  materia  di sicurezza  e  igiene  nei  luoghi  di  lavoro,  tale  da  esporre  il lavoratore a pericolo per la salute,  la  sicurezza  o  l’incolumita’
personale;
    4) la sottoposizione  del  lavoratore  a  condizioni  di  lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni  alloggiative  particolarmente degradanti.
  Nel terzo comma poi si  dichiara che  costituiscono aggravante specifica   , comportante  l’aumento  della
pena da un terzo alla meta’:
    1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
    2) il fatto che uno o piu’ dei soggetti reclutati siano minori in eta’ non lavorativa;
    3) l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori intermediati a situazioni di grave pericolo,  avuto  riguardo  alle  caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

 Con il secondo  dei nuovi articoli inseriti nel testo del codice penale  vengono stabilite alcune pene accessorie  da applicare in caso di condanna per i delitti di riduzione in schiavitu’,limitatamente ai casi in cui lo sfruttamento ha ad
oggetto prestazioni lavorative,ovvero   d’intermediazione llecita e   sfruttamento del lavoro,nel senso che la predetta condanna  comporta  l’interdizione dagli uffici direttivi delle  persone  giuridiche  o  delle  imprese,
nonche’ il divieto di concludere contratti  di  appalto,  di  cottimo fiduciario, di fornitura di opere,  beni  o  servizi  riguardanti  la pubblica amministrazione, e relativi subcontratti.

 Inoltre  risulta affermato che la  condanna per  i delitti di   cui sopra   comporta  anche l’esclusione  per  un periodo di due anni  da  agevolazioni,  finanziamenti,  contributi  o sussidi da parte dello  Stato  o  di  altri  enti  pubblici,  nonche’
dell’Unione europea, relativi al settore di attivita’ in cui ha avuto luogo lo sfruttamento  ,che  e’ aumentata a cinque anni quando il fatto e’ commesso  da  soggetto  al quale sia stata applicata la  recidiva  ai  sensi  dell’articolo  99,
secondo comma, numeri 1) e 3) ,  vale a dire  se   :  se il nuovo delitto non colposo è della stessa indole e  se il nuovo delitto non colposo è stato commesso durante o dopo l’esecuzione della pena, ovvero durante il tempo in cui il condannato si sottrae volontariamente all’esecuzione della pena .

Per approfondire adeguatamente taluni aspetti delle disposizioni in questione,si resta in attesa che siano emanate dalla DGAI del Ministero del Lavoro indicazioni di chiarimento ed indirizzo atte ad assicurare conforme e uniforme comportamento  daparte dell’utenza e delle strutture territoriali inreressate alla  materia   e che ,tra l’altro,  dovrebbero    precisare le eventuali conseguenze delle disposizioni dell’art.12 nei riguardi   delle specifiche sanzioni  stabilite dagli artt.18 e 28 del dec.legvo n.276/03 per la  somministrazione illecita,irregolare o fraudolenta , che , comportando una condotta del trasgressore diversa da quella  contestabile e punibile in base alle nuove disposizioni del decreto legge n.138/2011,si reputa che continueranno ad essere vigenti e contestabili.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: