DURATA E MISURA INDENNITA’ MOBILITA’ ORDINARIA E IN DEROGA

Rispetto all’argomento di cui  al  titolo,si ritiene confacente  prima di tutto  di dover  precisare cosa s’intende per indennita’ di mobilita’ “ordinaria” e ” in deroga”.

 ” Ordinaria ” è l’indennita’ di mobilita’   prevista e disciplinata dalla legge n.223/91 ,mentre per  la disciplina di  quella  ” in deroga ” si fa riferimento  alle   leggi finanziarie succedutesi dal 2003,  con cuoi risultano predisposte    le   risorse    per la  concessione o  la proroga di detto trattamento per periodi non superiori a 12 mesi , fruibili in  unica soluzione ovvero frazionati , con provvedimenti      del  Ministero del Lavoro oppuredelle singole Regioni ,che   in modo autonomo destinano    l’annuale assegnazione   delle risorse stesse   tenendo conto delle    esigenze occupazionali  registrate nei  territori di propria pertinenza.

Peraltro è  da  notare  che, malgrado le  varie differenze  che di seguito saranno evidenziate  ,le due indennita’ di mobilita’  in questione    hanno in comune    che per entrambe  è richiesto  il  possesso da parte  dei lavoratori beneficiari di un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi,   di cui almeno sei mesi di lavoro effettivamente prestato anche se in modo non continuativo ,compresi i periodi di ferie,festività ,infortuni,congedo di maternità e congedo  parentale.ma non quello di malattia.

Detto questo e volendo   proseguire  nell’individuazione  degli  elementi  che  caratterizzano in modo specifico  le due tipologie d’indennita’ di mobilita’ da aggiungere  alle differenti  fonti   normative da cui sono disciplinate,si ricorda anzitutto che   il  trattamento di mobilita’   in deroga  risultaessere un ammortizzatore sociale che interviene   soprattutto   a favore dei lavoratori di imprese non destinatarie  della disciplina della   cassa integrazione guadagni    e della mobilità, previste  dalla legge 223/1991 ,anche se detti  trattamenti stessi possono   essere concessin, con le modalità previste dalle varie leggi Finanziarie, pure a favore di imprese che abbiano già fruito dei trattamenti ordinari  stabiliti  dalla citata legge 223 e che non possono continuare a farvi ricorso  per l’ esplicito divieto normativo.

 Per di più  non comune   risulta essere   la previsione circa la durata delle due  indennita’ ,  considerato che   quella relativa alla mobilita’ “ordinaria”  ,disciplinata  dall’art.7 della piu’ volte citata legge  n.223/91,  varia in relazione all’età del lavoratore al momento del licenziamento e all’ubicazione dell’azienda, e risulta    stabilita come segue:

Età del lavoratore                       Azienda del Centro-Nord                                Azienda del Mezzogiorno
fino ai 40 anni                                     12 mesi                                                                               24 mesi
dai 40 ai 50                                           24 mesi                                                                               36 mesi
dai 50 anni in avanti                          36 mesi                                                                              48 mesi
 Nè si deve  trascurare di tener conto    della previsione normativa secondo cui   l’indennità non può essere corrisposta per un periodo superiore all’anzianità aziendale del lavoratore, che  corrisponde alla durata del rapporto di lavoro dalla data di assunzione a quella di licenziamento, intercorso con l’azienda che  ha  attuato la procedura di mobilità.

 Invece ,circa la durata   dell’indennita’ di mobilita’ “in deroga”,come detto sopra,le varie leggi finnziarie succedutesi  dal 2003 prevedono che    da parte del    Ministero del Lavoro  e  delle singole Regioni,assegnatarie delle apposite risorse  ,puo’  disporsi  la concessione o la proroga di  trattamenti di mobilita’ per  12 mesi ,fruibili in unica soluzione o in periodi frazionati    .
 
Passando a parlare   dell’importo   delle due tipologie d”indennità di mobilita’, rispetto a  quella “ordinaria” si richiama  il  comma  1 , lettere  a) e b )  dell’art.  7 della legge n.223/91,secondo cui  la  misura dell’indennità di mobilità va determinata con riferimento al trattamento Cigs che il lavoratore interessato ha percepito o avrebbe avuto il diritto di percepire nel periodo di paga immediatamente precedente la risoluzione del rapporto di lavoro ,così che la medesima     è pari al 100% del trattamento Cigs per i primi 12 mesi e all’80% per i mesi successivi ,nel rispetto del massimale mensile.
 
Di seguito  si riportano per l’anno 2011  gli importi massimi mensili da applicare alla misura  dell’indennità di mobilità spettante per i primi dodici mesi, da liquidare in relazione ai licenziamenti successivi al 31 dicembre 2010, nonché la retribuzione mensile di riferimento, oltre la quale è possibile attribuire il massimale più alto. Gli importi sono indicati rispettivamente al lordo ed al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84 per cento.

Indennità di mobilità
Retribuzione (euro) Tetto Importo lordo (euro) Importo netto (euro)
Inferiore o uguale a 1.961,80 Basso  906,80 853,84 
Superiore 1.961,80 Alto  1.089,89 1.026,24 
 
 Si sottolinea che gli importi fissati  per il 2011    trovano applicano soltanto ai lavoratori che iniziano a beneficire del trattamento  in questione nell’anno  predetto ,ma non a quelli che  avevano cominciato a fruire  del trattamento stesso prima  del 2011, quindi  nel 2010 0vvero prima. 
Si precisa  altresì   che  la retribuzione  presa in considerazione per il calcolo del massimale spettante comprende anche la/e  mensilita’ aggiuntiva/e.
 
Per individuare la normativa che regolamenta la   misura dell’indennita’ di mobilita’ “in deroga”, in mancanza di una specifica ed espressa previsione legislativa , ad eccezione  dell’art. 19 ,co. 9, del D.L. n. 185/2008 convertito in legge n. 2/2009 e    dell’art.1, comma 1190 ,legge n.296/06 ,che però  dispongono   la  riduzione automatica della prestazione in deroga  del 10% dopo la prima proga di 12mesi, del 30% dopo la seconda proroga di 12 mesi e del 40%   dopo ogni ulteriore successiva proroga di 12 mesi ulteriore    proroga di 12 mesi della stessa , si richiama  anzitutto  il   contenuto del circolare INPS  n.57 del 13 marzo 2007,che prevede quanto segue:
 
  “Come è noto i trattamenti in deroga sono concessi a favore dei lavoratori di imprese non destinatarie dei trattamenti di cassa integrazione guadagni e mobilità, previsti dalla legge 223/1991. I trattamenti stessi possono inoltre essere concessi, con le modalità previste dalle varie leggi Finanziarie, a favore di imprese che abbiano già fruito dei trattamenti ordinari previsti dalla citata legge 223. Il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale ha recentemente chiarito che le riduzioni non debbono essere operate, in caso di prima proroga di mobilità ordinaria scaduta  Si potranno quindi verificare le seguenti situazioni :
 a)  Nuova concessione in deroga del trattamento   di mobilità  al termine del trattamento ordinario. 
Al termine della concessione del trattamento di mobilità ordinaria, a favore di lavoratori dipendenti da imprese destinatarie della legge 223/1991, può verificarsi che sussistano crisi occupazionali che rendano necessari interventi da parte dei competenti Ministeri per la concessione, anche senza soluzione di continuità, dei trattamenti di Cassa integrazione guadagni straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale, in deroga alla vigente normativa, nel caso di programmi finalizzati alla gestione di crisi occupazionali, anche con riferimento a settori produttivi ed aree territoriali, ovvero miranti al reimpiego di lavoratori coinvolti in detti programmi definiti in specifici accordi in sede governativa . In caso di nuova concessione del trattamento di mobilità (in deroga) , i lavoratori conservano il trattamento in godimento al termine della scadenza del trattamento ordinario, concesso ai sensi dell’art.7, commi 1 e 2, lettere a) e b), della legge 223/1991. I trattamenti normalmente vengono concessi senza soluzione di continuità ed iniziano dal giorno successivo al termine di scadenza del trattamento ordinario di mobilità e al termine della possibilità dell’utilizzo dell’integrazione salariale straordinaria prevista dalla legge 223/1991 e proseguono per tutta la durata del trattamento concesso. Qualora il trattamento prosegua per ulteriori periodi, al termine dell’anno di scadenza dovranno essere operate le riduzioni previste dalla legge Finanziaria dell’anno di riferimento.”
 
 b)  Prima proroga dei trattamenti di mobilità 

” Le leggi Finanziarie prevedono le riduzioni da operare in caso di prima, seconda, terza o successive proroghe dei trattamenti concessi.”

“La riduzione va operata sul trattamento determinato secondo le disposizioni impartite a suo tempo (100% del trattamento CIGS o 80% delle voci delle retribuzioni fisse, esclusi i trattamenti accessori, con i massimali determinati all’inizio di ciascun anno), trattamento che, come è noto, non è suscettibile, una volta concesso, di rivalutazione annuale.”

“Le successive riduzioni vanno operate sull’importo originario come sopra determinato”

 Secondo la  previsione della circolare sopra esposta  :

a) se il lavoratore ha gia usufruito di soli 12 mesi di indennita’ di mobilita’ ordinaria,che ,come è noto, spetta nella misura  pari   all”80% dell’ultima retribuzione ,la concessione  dei primi  12 mesi d’indennita’ in deroga  deve essere  in misura   pari a quella dei primi 12 mesi di mobilità  ‘ ordinaria ,mentre non si da’ luogo ad alcuna riduzione   a norma  dell”art.1, comma 1190 ,della legge n.296/06;

b) se il lavoratore  ,dopo aver beneficiato  per  oltre  12   mesi  dell’indennita’ di mobilita’ ordinaria, subendo  una decurtazione del 20% nella  misura della stessa  ,in applicazione  della lettera b) del comma 1 dell’art.7 della legge n.223/91,ottiene un primo provvedimento di concessione dell’indennita’ in deroga ,questa sarà d’importo ridotto come quello della mobilita’ ordinaria ,ma senza patire la  decurtazione  del 10% prevista dall’art.1, comma 1190, legge n.296/06,che operera’ a carico del beneficiario  , se questi,dopo l’indennita’ di mobilta’ ordinaria conseguita  per 12,24,36 0 48 mesi  , ottiene   una prima proroga  di 12 mesi dell’indennita’ in deroga,mentre detta decurtazione   sale al 30% in caso di seconda proroga di 12 mesi ed infine  al  40% in caso di proroghe successive di 12 mesi ciascuna.

 Peraltro è da sottolineare che alla circolare n.57/07 ha fatto seguito   il  Messaggio   del   12 ottobre 2010, n. 25593 con cui l’Inps ,nel fornire   indicazioni sull’  implementazione della  procedura informatica per la  mobilità in deroga     ed istruzioni in merito  a detta prestazione  ,ha reso   noto che la procedura informatica per l’erogazione della mobilità in deroga sarà implementata prevedendo la riduzione automatica della prestazione in applicazione dell’art. 19 co. 9 del D.L. n. 185/2008 convertito in legge n. 2/2009 e detta riduzione   verrà effettuata  secondo i   criteri a suo tempo concordati con il Ministero del Lavoro ,che prevedono quanto segue:
1) L’importo dell’indennità di mobilità in deroga è determinato preliminarmente, come per l’indennità di mobilità ordinaria, prendendo a riferimento l’80% della retribuzione teorica lorda spettante comprensiva delle sole voci fisse non legate alla presenza che compongono la busta paga, aggiungendo gli eventuali ratei di tredicesima e quattordicesima, tenendo conto dei limiti massimi stabiliti ogni anno con apposita circolare, detratta un’aliquota contributiva del 5,84%.

 2) L’erogazione della mobilità in deroga è assoggettata alle seguenti percentuali di riduzione: per i primi 12 mesi, anche non continuativi, non si applica alcuna percentuale di riduzione; dal 13° al 24° mese si applica una riduzione del 10%; dal 25° al 36° mese si applica la riduzione del 30%; dal 37° mese in poi si applica la riduzione del 40%.

3) L’indennità di mobilità in deroga può essere riconosciuta     come prima concessione   ai lavoratori licenziati da aziende non destinatarie di mobilità ordinaria (assenza di domanda in DS-WEB).

 4) In relazione a quanto sopra consegue che l’importo della indennità di mobilità in deroga sarà: per i primi 12 mesi l’importo determinato al punto . 1); dal 13° mese in poi, come per i lavoratori destinatari di mobilità ordinaria, l’importo sarà pari all’80% dell’importo lordo corrisposto nei primi 12 mesi, senza però operare la detrazione dell’aliquota contributiva del 5,84%. All’importo così determinato si applicheranno le riduzioni nelle misure percentuali e secondo le modalità indicate al punto 2).

 5) Gli importi erogati sono assoggettati alle ritenute IRPEF.

 Infine  viene sottolineato che  l’importo dell’indennità in deroga  non può mai essere superiore all’importo della retribuzione percepita durante il rapporto di lavoro. 

Se si pone   a confronto quanto previsto nel  Messaggio or ora esposto con il contenuto della circolare n.57/2007, emerge  chiaramente  che nel secondo  provvedimento amministrativo l’Inps ha mutato  indirizzzo circa   la misura dell’indennita’ di mobilita’ in deroga spettanteai lavoratori interessati.

Vale a dire che, mentre nella lettera a)  della circolare  n.57/07    ,l’Istituto  aveva  dichiarato testualmente che:”In caso di nuova (prima)concessione del trattamento di mobilità (in deroga) , i lavoratori conservano il trattamento in godimento al termine della scadenza del trattamento ordinario, concesso ai sensi della legge n.223/91 - art.7, commi 1 e 2, lettere a)(100%   cigs    )  e b)( 80% cigs)-,  nel messaggio successivo ,cambiando opinione ed indicazione alla strutture ed all’utenza ,  afferma  su questo aspetto che:”l’importo della indennità di mobilità in deroga sarà: per i primi 12 mesi l’importo determinato al punto . 1,) ossia che va determinato  preliminarmente, come per l’indennità di mobilità ordinaria, prendendo a riferimento l’80% della retribuzione teorica lorda spettante comprensiva delle sole voci fisse non legate alla presenza che compongono la busta paga, aggiungendo gli eventuali ratei di tredicesima e quattordicesima, tenendo conto dei limiti massimi stabiliti ogni anno ) ;dal 13° mese in poi, come per i lavoratori destinatari di mobilità ordinaria, l’importo sarà pari all’80% dell’importo lordo corrisposto nei primi 12 mesi, senza però operare la detrazione dell’aliquota contributiva del 5,84%. All’importo così determinato si applicheranno le riduzioni nelle misure percentuali e secondo le modalità indicate al punto 2).e cioè che : L’erogazione della mobilità in deroga è assoggettata alle seguenti percentuali di riduzione: per i primi 12 mesi, anche non continuativi, non si applica alcuna percentuale di riduzione; dal 13° al 24° mese si applica una riduzione del 10%; dal 25° al 36° mese si applica la riduzione del 30%; dal 37° mese in poi si applica la riduzione del 40%.

 Si ritiene  che al cambiamento d’indirizzo abbia contribuito  il possibile  intervento   del Ministero el Lavoro ,che ,quale organo di vigilanza , ha  portato opportunamente l’Inps     a superare   la precedente posizione  dichiarata nella circolare n.57/07 , evitando così che     i  lavoratori interessati abbiano a subire  con   una riduzione   del trattamento di mobilita’ in deroga  ingiustificata ed  impropria  , poichè non  stabilita  da   esplicita previsione legislativa conforme  in merito.

Pertanto ,sottolineato che   per  determinare l’ammontare  dell’indennità di mobilita’ in deroga ,spettante ai lavoratori nei primi dodici mesi  e in quelli successivi , deve trovare applicazione ,come per quella ordinaria    ,l’art..7 comma 1 lettere a) e b) della legge n.223/91,  fatta salva la  riduzione    automatica della prestazioni  in applicazione dell’art. 19 co. 9 del D.L. n. 185/2008  ,convertito in legge n. 2/2009 e l’art.1 comma 1190 della legge n.296/96 ,appare auspicabile che d’ufficio ovvero a domanda le sedi  inps riesaminino le pratiche di mobilita’ in deroga definite non correttamente secondo la previsione della circolare n.57/07, conformandosi,  in presenza delle condizioni necesarie, all’indirizzo nuovo  espresso dall’Inps ,previa intesa con il Ministero del Lavoro ,nel messaggio n.25593 /2010

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