TRATTAMENTO AGGIUNTIVO DISOCCUPAZIONE ORDINARIA PREVISTO IN MANOVRA FINANZIARIA

 L’argomento precisato nel titolo è disciplinato dall’art.18,comma 2,della legge n.111/2011,di conversione del dec.legge n.98/2011,riguardante la manovra finanziaria ,che stabilisce che: 

“- L’articolo 19, comma 10-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008,
n.185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio  2009,  n.
2, come successivamente prorogato, e’ abrogato dalla data di  entrata
in  vigore  del  presente   decreto-legge(ossia dal 6.7.2011) ,ricordando che detta norma stabiliva:

“10-bis. Ai lavoratori non destinatari dei trattamenti di cui all’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223, in caso di licenziamento, puo’ essere erogato un trattamento di ammontare equivalente all’indennita’ di mobilita’ nell’ambito delle risorse finanziarie destinate per l’anno 2009 agli ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa. Ai medesimi lavoratori la normativa in materia di disoccupazione di cui all’articolo 19, primo comma, del regio decreto 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, si applica con esclusivo riferimento alla contribuzione figurativa per i periodi previsti dall’articolo 1, comma 25, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.”

Si aggiunge che nella seconda parte di detto comma 2 dell’art.18 ,si trova scritto quanto segue:

Dalla   medesima   data, nell’ambito delle risorse di cui al Fondo sociale per  occupazione  e
formazione di cui all’articolo 18, comma 1 lettera a),  del  predetto
decreto-legge  n.185  del  2008,  il  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e  delle
finanze, puo’ concedere ai lavoratori non rientranti nella disciplina
di cui all’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223, in caso  di
licenziamento o di cessazione del rapporto  di  lavoro  e  qualora  i
lavoratori medesimi siano  percettori  dell’indennita’  ordinaria  di
disoccupazione con requisiti normali, un trattamento aggiuntivo  pari
alla differenza tra il  trattamento  di  disoccupazione  spettante  e
l’indennita’ di mobilita’ per un numero  di  mesi  pari  alla  durata
dell’indennita’ di disoccupazione”

Pertanto la disposizione sopra riportata fa riferimento a:

1)  ai lavoratori non rientranti nella disciplina di cui all’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223

2)in caso  di licenziamento o di cessazione del rapporto  di  lavoro ,

3) qualora  i lavoratori medesimi siano  percettori  dell’indennita’  ordinaria  di disoccupazione con requisiti normali,

4)un trattamento aggiuntivo  pari alla differenza tra il  trattamento  di  disoccupazione  spettante  e
l’indennita’ di mobilita’ per un numero  di  mesi  pari  alla  duratadell’indennita’ di disoccupazione .

Esaminiamo il contenuto dei suddetti numeri 1 ),2),3)e 4).

Riguardo alla previsione del n.1) ,è da ricordare che l’art.7 della legge n.223/91 tratta dell’idennità di mobilita’ ,che  è una prestazione di disoccupazione  riconosciuta ai lavoratori che , perduto il posto di lavoro per licenziamento collettivo, risultano iscritti nelle liste di mobilità.
Detta prestazione previdenziale ha una durata più lunga delle altre prestazioni di disoccupazione ,determina benefici particolari in favore delle aziende che intendano assumere dalle liste di mobilità i lavoratori iscritti, facilitando così la mobilità dei lavoratori da un’azienda ad un’altra.
Sull’indennità di mobilità sono stabilite disposizioni particolari per ciò che concerne i requisiti soggettivi ed oggettivi che i lavoratori debbono far valere per accedere a tale prestazione e una procedura particolare che l’azienda deve e realizzare prima di procedere ai licenziamenti dei dipendenti ,he vengono iscritti nelle liste di mobilita’ e richiedono  appunto l’indennità di mobilita’

Aziende destinatarie indennità mobilità

 
Passando a trattare specificamente dell’indennità di mobilità ,è da dire che la stessa può liquidarsi soltanto ai lavoratori di aziende destinatarie dalla disciplina della cigs , individuate come segue :
a) imprese industriali con un organico medio di oltre 15 dipendenti nell’ultimo semestre ;
b) imprese artigiane , con un organico medio di oltre 15 dipendenti nel semestre precedente ,ma solo in conseguenza di integrazione straordinaria riconosciuta ad imprese committenti esercitanti l’influsso gestionale,che si ha quando la somma dei corrispettivi risultanti dalle fatture emesse dall’impresa artigiana nei confronti di quella committente ha superato nel biennio precedente il 50 % del fatturato complessivo dell’impresa artigiana stessa ;
c)imprese appaltatrici di servizi mensa o ristorazione con un organico medio di oltre 15 dipendenti nel semestre precedente alla condizione che l’azienda appaltatrice dei servizi di mensa deve registrare una contrazione dell’attività di mensa direttamente connessa alla contrazione dell’attività dell’azienda committente con ricorso da parte della stessa alla cigs,compresa quella per contratto di solidarietà ;
d) imprese esercenti attività commerciali con un organico medio nel semestre precedente di oltre 200 dipendenti ovvero sino al 31.12.09 di oltre 50 dipendenti:
e) imprese editrici di giornali quotidiani e periodici ed agenzie di stampa a diffussione nazionale senza alcun limite minimo dell”organico medio nel semestre precedente;
f) inprese cooperative di lavoro e di trasformazione di prodotti agricoli e loro consorzi con un organico medio di oltre 15 addetti nel semestre precedente ;
g)imprese appaltatrici di servizi di pulizia anche se costituite in cooperative con un organico medio di almeno 15 addetti nel semestre precedente per cui sono versati i contributi cig ed che inoltre subiscono una contrazione dell’attività ;
h) imprese di vigilanza (fino al 31.12.09 ) con un organico medio di almeno 15 addetti nel semestre precedente;
i) agenzie di viaggio e turismo,compresi gli operatori turistici (fino al 31.12.09) con un organico medio di oltre 50 addetti nel semestre precedente.
Per quanto riguarda il sopra indicato numero minimo di dipendenti che le imprese devono avere in organico ,è da osservare che :
– deve farsi riferimento alla media degli occupati  nell’ultimo semestre;
– la predetta media deve risultare superiore a 15 ovvero a 50 ovvero a 200 dipendenti , soddisfacendo il requisti anche la media con frazione (es.15,3 – 50,6 – 200,1 );
-nel calcolo sono da ricomprendere anche gli apprendisti ,i dirigenti i lavoratori con contratto d’inserimento,i lavoratori a tempo determinato (non stagionale) ed i lavoratori a domicilio , mentre i lavoratori part time, sono da computare in proporzione all’orario svolto rapportato al tempo pieno . Invece non sono computabili i lsu ed i co co co anche a progetto
-per le richieste formulate prima che sia trascorso un semestre dal trasferimento di azienda,il calcolo del numero di dipendenti superiore a 15 va fatto per il periodo decorrente dalla data del trasferimento;
-per le aziende in procedura concorsuale ,il computo dei dipendenti si fa nell’ambito dei sei mesi precedenti la data di ammissione alla procedura ;
-per le imprese con attività plurime,occore effettuare il calcolo occupazionale in relazione ad ogni distinta attività.

 Lavoratori beneficiari indennità mobilita

Beneficiari dell’indennità possono essere i lavoratori(compresi i soci di cooperative di lavoro) che risultano appartenere alla categoria degli operai, impiegati e quadri e che risultano in possesso dei seguenti requisiti:
a) inserimento dei lavoratori nelle liste dei lavoratori collocati in mobilità tenute secondo le modalità approvate dalle Province o dalle Regioni nelle diverse realtà territoriali;
b) possesso dei lavoratori di un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, derivante da un rapporto di lavoro a carattere continuativo, comunque non a termine, di cui almeno sei mesi di lavoro effettivamente prestato anche se in modo non continuativo ,compresi i periodi di ferie,festività ,infortuni,congedo di maternità e congedo parantale,ma non quello di malattia.
Inoltre si precisa che i lavoratori per poter beneficiare dell’indennità non devono essere titolari di pensione di anzianità o anticipata e non devono aver maturato il diritto alla pensione di vecchiaia.
I titolari di pensione o assegno di invalidità dovranno invece optare, all’atto dell’iscrizione nelle liste di mobilità, tra detti trattamenti e l’indennità di mobilità ed in caso di opzione a favore di quest’ultima, l’erogazione dell’assegno o della pensione di invalidità resterà sospesa per il periodo di fruizione del predetto trattamento.
 L’indennità spetta inoltre ai dipendenti part time e con rapporto  ripartit 0 , nonchè ai lavoratori a domicilio ed ai comandati, se gli stessi risultano inseriti dal distaccante nella comunicazione della procedurara di mobilità con connessa revoca del comando.

Lavoratori esclusi dall’indennita’ di mobilita’

Detta indennita’ non compete in caso

a)   di licenziamento collettivo ,a conclusione della relativaprocedura di mobilita’, da parte di aziende con un organico di dipendente ,che pur con un organico di dipendenti superiore a 15 ,non rientrano tra quelle soggette alla disciplina della cigs;

b)   di licenziamento individuale e plurimo per riduzione di personale o cessazione aziendale da parte di impresa con un organico non superiore a 15 dipendenti,precisando che sino al 31.12.2011 la norma consente l’iscrizione dei licenziarti nella lista di mobilita’  ma senza   titolo alla  relativa indennita’;

c)   di lavoratori licenziati collettivamente da aziende con piu’ di 15 dipendenti e soggette alla disciplina della cigs ,ma che  pero’ non possiedono all’atto del licenziamento il requisito stabilito dall’art.16 della legge n.223/91 ,vale  a dire il possesso daparte dei   lavoratori di un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, derivante da un rapporto di lavoro a carattere continuativo, comunque non a termine, di cui almeno sei mesi di lavoro effettivamente prestato anche se in modo non continuativo ,compresi i periodi di ferie,festività ,infortuni,congedo di maternità e congedo parantale,ma non quello di malattia ;

d) di lavoratori dirigenti, di lavoratori a termine, di  apprendisti,di dipendenti con rapporto con datori di lavoro non imprenditori (associazioni politiche o sindacali,associazioni di volontariato,enti senza fini di lucro,ordini professionali ),di lavoratori stagionali, di lavoratori somministrati,di lavoratori edili licenziati per fine lavoro o fine fase lavorativa.

Misura indennità mobilità

 La misura dell’indennità di mobilità va determinata con riferimento al trattamento Cigs che il lavoratore interessato ha percepito o avrebbe avuto il diritto di percepire nel periodo di paga immediatamente precedente la risoluzione del rapporto di lavoro.La stessa è pari al 100% del trattamento Cigs per i primi 12 mesi e all’80% per i mesi successivi nel rispetto del massimale mensile ,che  per il 2011 risulta essere così fissato rispettivamente al lordo ed al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84 per cento :

Indennità di mobilità 2011
Retribuzione (euro) Tetto Importo lordo (euro) Importo netto (euro)
Inferiore o uguale a 1.961,80 Basso  906,80 853,84 
Superiore 1.961,80 Alto  1.089,89 1.026,24 

 Venendo alla previsione  dei nn. 2) e 3)  sopra riportati   (“in caso  di licenziamento o di cessazione del rapporto  di  lavoro”  e  “qualora  i lavoratori medesimi siano  percettori  dell’indennita’  ordinaria  di disoccupazione con requisiti normali”),è da dire , in primo luogo ,che la disposizione prevede sia l’ipotesi di licenziameto  (ossia la risoluzione del rapporto di lavoro ad iniziativa del datore),che quella della cessazione del rapporto di lavoro  (esempio: per decesso del datore di lavoro,per scadenza del rapporto di lavoro a termine,per  dimissioni per giusta causa del lavoratore).

 Inoltre  per il lavoratore licenziatoche  ha titolo di percepire l’indennita’ ordinaria di  i disoccupazione con requisiti normali,  vige la seguente regolamentazione:

 .

COSA SPETTA

  • ai lavoratori dipendenti del settore non agricolo spetta una indennità ordinaria di disoccupazione della durata massima di 8 mesi nel caso in cui il lavoratore non abbia superato i 50 anni di età alla data del licenziamento, oppure 12 mesi qualora abbia superato i 50 anni;

A CHI SPETTA

  • ai lavoratori dipendenti del settore non agricolo licenziati o sospesi, per motivi indipendenti dalla propria volontà (disoccupazione ordinaria);

 QUANDO SPETTA

La prestazione economica spetta in presenza dei seguenti requisiti.

  è necessario avere:

  • rilasciato la dichiarazione di immediata disponibilità presso il Centro per l’impiego;
  • almeno 52 contributi settimanali utili nel biennio precedente la data di licenziamento;
  • un contributo settimanale antecedente il biennio stesso.

 

  QUANTO SPETTA

L’indennità sarà così calcolata  :

60% della retribuzione media dei tre mesi precedenti il licenziamento, per i primi 6 mesi;

50% per i successivi 2 mesi;

40% per il periodo restante nel caso di lavoratori che alla data del licenziamento abbiano superato i 50 anni di età.

  Gli importi massimi mensili dell’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali, per la quale non opera la riduzione di cui all’art. 26 della legge 41/86, sono pari, per il 2011, ad euro 906,80 e ad euro 1.089,89.in relazione all’importo della retribuzione su cui viene applicata la percentuale iniziale del 60%

Infine per quanto previsto dal sopra riportato n.4),la norma dice chiaramente che per tutto il periodo  di spettanza dell’indennita’ ordinaria di disoccupazione con requisiti normale  ai lavoratori licenziati spetta l’erogazione da parte dell’inps  di “un trattamento aggiuntivo  pari alla differenza tra il  trattamento  di  disoccupazione  spettante  e
l’indennita’ di mobilita’ “.

Al riguardo si attendono le precisazioni ed i chiarimenti del caso da parte degli organi istituzionali competenti,che tra l’altro devono precisare le modalita’ operative da rispettare da parte degli utenti edelle strutture  per   il trattamento aggiuntivo,(anche se si presume  che verrà riconosciuto d’ufficio, a seguito della  domanda dell’indennita’ di disoccupazione ,che risulti accolta dall’inps , e  soprattutto sull’entita’ del trattamento aggiuntivo ,che , in riferimento  al testo letterale della norma, dovrebbe  essere in misura  tale da garantire al licenziato di percepire una somma , tra disoccupazione e trattamento aggiuntivo   ,  pari   all’importo dell’indennita’ di mobilita’    per tutti i mesi di spettanza  della  disoccupazione con requisiti normali ,prescindendosi così dalle percentuali del 60,50 e 40 per cento  che sono  fissate  per  l ‘ importo della disoccupazione ordinaria  ,in relazione ai mesi di durata della stessa.

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