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REGOLAMENTO RIORGANIZZAZIONE MINISTERO LAVORO

25/04/2011

Si segnala che nella riunione del 3 marzo 2011,il Governo ha approvato il Regolamento per la riorganizzazione del Ministero del Lavoro, il cui testo  si riporta di seguito.

SULLA  proposta  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per le riforme per il federalismo;

E M A N A

il seguente regolamento :

CAPO I

Organizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Art. 1.

(Funzioni e attribuzioni)

1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di seguito denominato: <<Ministero>>, esercita le funzioni di cui agli articoli 45 e 46, lettere c) e d), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, nel rispetto delle competenze affidate alle regioni dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Art. 2.

(Organizzazione)

1. Il Ministero, per l’espletamento dei compiti ad esso demandati, è articolato in dieci direzioni generali coordinate da un segretario generale, oltre che negli uffici di diretta collaborazione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e nell’organismo indipendente di valutazione di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, per il quale è prevista una posizione di livello dirigenziale generale, disciplinati da apposito regolamento. Il Ministero è, altresì, articolato nella rete territoriale disciplinata dal Capo II del presente decreto.

2. Presso il Ministero sono, altresì, individuati tre posti di funzione di livello dirigenziale generale ai sensi dell’articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, di cui uno presso il Segretariato generale, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 7, comma 6, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Art. 3.

(Segretario generale)

1. Il Segretario generale del Ministero, il cui incarico è conferito ai sensi dell’articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, in conformità a quanto previsto dall’articolo 6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, opera alle dirette dipendenze del Ministro. Assicura il coordinamento dell’azione amministrativa, provvede all’istruttoria per l’elaborazione degli indirizzi e dei programmi del Ministro, coordina gli uffici e le attività del Ministero esercitando le seguenti funzioni:

a) coordinamento delle attività del Ministero, anche attraverso la convocazione periodica della conferenza dei direttori generali, per l’esame delle questioni di carattere generale e di particolare rilievo;

b) definizione, d’intesa con le direzioni generali competenti, delle determinazioni da assumere in sede di Conferenza dei servizi per interventi di carattere intersettoriale;

c) coordinamento delle attività del Ministero in materia di risorse umane, organizzazione e sinergie con gli enti vigilati, nonché in materia di pianificazione, programmazione economico finanziaria, bilancio e controllo di gestione;

d) vigilanza sull’efficienza, sull’efficacia e sul buon andamento degli uffici del Ministero e coordinamento delle attività di programmazione previste all’articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, in materia di integrità e trasparenza;

e) coordinamento delle attività di programmazione e verifica dell’attuazione dei programmi di attività del Ministero, ivi inclusi quelli indicati nel Piano della performance di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, in raccordo con le direzioni generali competenti, in tutte le materie di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

f) coordinamento delle attività di programmazione degli uffici territoriali del Ministero;

g) indirizzo, vigilanza e controllo sull’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, e su Italia Lavoro S.p.A.;

h) coordinamento delle attività di programmazione e organizzazione delle attività statistiche e dell’ufficio di statistica in raccordo con le altre strutture del sistema statistico nazionale (Sistan), operante presso l’Istituto nazionale di statistica ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322;

i) coordinamento delle attività del Ministero in materia di politiche internazionali, in raccordo con le direzioni generali competenti, nonché la relativa cura dei rapporti con gli organi competenti dell’Unione europea, con il Consiglio d’Europa, con l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e con l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU);

l) coordinamento delle attività di studio, ricerca e indagine nelle materie che interessano in modo trasversale le attività del Ministero;

m) assicura i rapporti e la collaborazione con l’organismo indipendente di valutazione di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.

2. Presso il Segretariato generale è incardinato il Servizio ispettivo, che assicura l’attività ispettiva diretta alle verifiche strumentali volte ad accertare il corretto esercizio dell’azione amministrativa e il rispetto del principio di buon andamento. Il Servizio ispettivo effettua verifiche e controlli sull’osservanza delle disposizioni previste dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, nonché sulla corretta attuazione dell’articolo 1, commi da 56 a 65, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e delle disposizioni contemplate all’articolo 53, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante la disciplina in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi, nonché verifiche e controlli sull’osservanza delle disposizioni vigenti in materia di trasparenza. Al servizio ispettivo sono assegnati cinque dirigenti di livello dirigenziale non generale di cui uno con funzione di coordinatore. Nell’esercizio delle proprie funzioni il servizio ispettivo può avvalersi degli uffici territoriali del Ministero, nonché di personale, in possesso di titoli ed esperienza in materia, che opera all’interno dell’amministrazione

3. Il Segretario generale svolge, altresì, funzioni di coordinamento, nei confronti dei rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali presso gli organismi collegiali degli enti previdenziali e assicurativi previsti dall’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, nonché cura gli atti di indirizzo rivolti agli enti pubblici vigilati dal Ministero.

4. Il Segretariato generale si articola in cinque uffici di livello dirigenziale non generale e costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell’ articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279.

Art. 4.

(Direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione, il bilancio e la logistica)

1. La direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione, il bilancio e la logistica si articola in tredici uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: pianificazione, ottimizzazione e innovazione dei modelli organizzativi, dei processi e delle strutture degli uffici territoriali, anche attraverso i processi di sinergia con gli enti pubblici vigilati; programmazione delle attività, coordinamento operativo, monitoraggio e verifica dei risultati degli uffici territoriali, in raccordo con le direzioni generali e nell’ambito del coordinamento dell’azione amministrativa esercitata dal segretariato generale; servizi generali, amministrazione, logistica e coordinamento delle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro con riferimento alle sedi centrali e territoriali del Ministero; politiche del personale e relativa gestione, fabbisogno, formazione; conferimento degli incarichi dirigenziali; valutazione e politiche premianti delle performance dei dirigenti e del personale delle aree funzionali, ivi incluso il personale ispettivo sulla base dell’attività di programmazione della direzione generale dell’attività ispettiva; contrattazione integrativa e relazioni sindacali; contenzioso, procedimenti disciplinari e recupero del danno erariale; istruttoria conferimento onorificenze; attività legate all’attuazione delle misure in materia di trasparenza; pianificazione, progettazione, realizzazione e sviluppo dei sistemi informativi e delle soluzioni applicative; applicazioni delle disposizioni in materia di amministrazione digitale; coordinamento tecnico, sicurezza e riservatezza dei sistemi informativi; progettazione, sviluppo e mantenimento in esercizio delle reti, comunicazione dati, telefonia, internet, sito web dell’amministrazione; gestione del centro servizi; gestione amministrativo-contabile; programmazione e gestione del bilancio in termini finanziari ed economico-patrimoniali, nonché dei fabbisogni finanziari e strumentali; programmazione e procedure di gestione del patrimonio di acquisizione beni e servizi anche informatici; programmazione e procedure di gestione del patrimonio; contrattualistica e gestione unificata delle spese di carattere strumentale per il funzionamento dell’amministrazione.

Art. 5.

(Direzione generale per la comunicazione e l’informazione in materia di lavoro e politiche sociali)

1. La direzione generale per la comunicazione e l’informazione in materia di lavoro e politiche sociali si articola in tre uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: progettazione, sviluppo e gestione delle attività di informazione e di comunicazione istituzionale in conformità ai principi generali previsti dalla legge 7 giugno 2000, n. 150; cura le relazioni con i mezzi di comunicazione, d’intesa con l’ufficio stampa, e provvede alla produzione editoriale dell’amministrazione, nonché alla raccolta dei dati e delle informazioni prodotti all’esterno inerenti all’attività dell’amministrazione; cura le attività di relazione con il pubblico, attraverso la gestione degli sportelli urp centrali in raccordo con gli urp periferici; gestione del centro di contatto al fine di sviluppare le relazioni con i cittadini e le imprese, in raccordo con la direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione, il bilancio e la logistica; cura l’analisi dei processi comunicativi interni all’amministrazione; cura il monitoraggio dei servizi offerti e di gradimento degli stessi da parte dei cittadini e delle imprese in raccordo con il Segretariato generale e l’organismo indipendente di valutazione; sviluppo e gestione del sistema di comunicazione interna, anche attraverso la gestione della intranet; elaborazione del piano di comunicazione annuale, raccordandosi anche con le strutture di diretta collaborazione del Ministro, tenuto conto delle politiche settoriali perseguite dalle direzioni generali; gestione del portale web, coordinando la redazione dei contenuti e dei servizi, in raccordo con la direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione, il bilancio e la logistica.

Art. 6.

(Direzione generale per le politiche attive e passive del lavoro)

1. La direzione generale per le politiche attive e passive del lavoro si articola in dieci uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: elaborazione di programmi di intervento integrati a sostegno dell’occupazione e dell’occupabilità del capitale umano; predisposizione di programmi di reinserimento lavorativo; politiche formative e piani di orientamento e rafforzamento dell’occupabilità; analisi e monitoraggio sugli istituti di inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro e di tutela del reddito; disciplina degli incentivi all’occupazione, con gestione del Fondo sociale per l’occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, del Fondo per lo sviluppo di cui all’articolo 1-ter del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e del Fondo per gli interventi a sostegno dell’occupazione; vigilanza e controllo degli enti nazionali di formazione professionale; attuazione della disciplina in materia di formazione professionale e gestione del Fondo di rotazione di cui alla legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni; finanziamento dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, e di Italia Lavoro S.p.A.; disciplina degli ammortizzatori sociali, dei trattamenti di integrazione salariale, dei trattamenti di disoccupazione e mobilità; controllo delle condizioni di accesso e mantenimento delle indennità; analisi, verifica e controllo dei programmi di ristrutturazione, riconversione e riorganizzazione aziendale secondo quanto previsto dalla legge 23 luglio 1991, n. 223; disciplina dei contratti di solidarietà, di cui al decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863; disciplina dei contratti di solidarietà di cui all’articolo 5 del citato decreto-legge n. 148 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 236 del 1993; disciplina delle misure di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; disciplina dell’esonero dal contributo per la disoccupazione involontaria; lavori socialmente utili; indirizzo, promozione e coordinamento delle politiche e delle attività comunitarie e nazionali relative alla formazione e all’orientamento, ferme restando le competenze delle regioni; coordinamento, gestione e controllo dei programmi nazionali finanziati dal Fondo sociale europeo; vigilanza nelle materie di competenza sugli organismi di cui all’articolo 5 della legge 24 giugno 1997, n.196, e successive modificazioni; attività giuridico – legali e contenzioso nelle materie di competenza; promozione e coordinamento, in accordo con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con le regioni, delle politiche di orientamento e formazione e gestione delle azioni rivolte all’integrazione dei sistemi della formazione, della scuola, del lavoro; autorizzazione, vigilanza e monitoraggio dei fondi interprofessionali per la formazione continua di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388; attività di coordinamento in materia di aiuti di stato alla formazione; riconoscimento delle qualifiche professionali ai sensi del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, e articoli 40 e 49 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394.

Art. 7.

(Direzione generale delle relazioni industriali e dei rapporti di lavoro)

1. La direzione generale delle relazioni industriali e dei rapporti di lavoro si articola in otto uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: partecipazione a tutte le attività di rilievo internazionale, per quanto di competenza e cura dei rapporti con Unione europea, Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e Consiglio d’Europa; tutela delle condizioni di lavoro, applicazione e monitoraggio sull’attuazione della legislazione attinente alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alle misure previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, in raccordo con le amministrazioni competenti in materia; partecipazione al comitato di cui all’articolo 5 e presidenza della Commissione di cui all’articolo 6, nonché supporto al Comitato di cui all’articolo 232 del predetto decreto legislativo n. 81 del 2008; promozione delle politiche riguardanti la materia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in raccordo con le altre amministrazioni competenti in materia, secondo quanto previsto dalla normativa vigente; gestione del Fondo speciale infortuni; attività di analisi e studio in materia di mobbing, nonché raccolta e verifica delle denunce pervenute in materia; disciplina dei profili di sicurezza nell’impiego sul lavoro di macchine, impianti e prodotti industriali, con esclusione di quelli destinati ad attività sanitarie ospedaliere e dei mezzi di circolazione stradale; diritti sindacali e tutela della dignità del lavoratore e dell’esercizio dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro; rappresentanza e rappresentatività sindacale; analisi della contrattazione collettiva e del costo di lavoro; certificazione dei contratti di lavoro ai sensi del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276; tenuta dell’archivio nazionale dei contratti collettivi nazionali di lavoro; attività di indirizzo e coordinamento in materia di procedure arbitrali nelle controversie individuali di lavoro; attuazione della normativa relativa agli istituti concernenti i rapporti di lavoro ed alla tutela della maternità; promozione delle procedure di raffreddamento in relazione alla disciplina dello sciopero nei servizi pubblici essenziali; conciliazione e mediazione delle controversie collettive di lavoro nel settore privato, con particolare riferimento alle procedure di consultazione sindacale per richiesta di CIGS e di esame congiunto per mobilità dei lavoratori ed al rinnovo dei contratti collettivi di lavoro.

Art. 8.

(Direzione generale per le politiche dei servizi per il lavoro)

1. La direzione generale per le politiche dei servizi per il lavoro si articola in quattro uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: indirizzo, promozione e coordinamento dei servizi per il lavoro e dei sistemi informativi al fine di supportare le politiche per l’occupazione; attività coordinate con le regioni per l’implementazione della rete dei servizi per il lavoro; coordinamento sul sistema informativo del mercato del lavoro e gestione delle comunicazioni obbligatorie, coordinamento dei flussi informativi sul mercato del lavoro derivanti da altri soggetti istituzionali preposti; esercizio delle funzioni e attività dirette a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel rispetto del principio di sussidiarietà; attività connesse all’attuazione della normativa in tema di libera circolazione dei lavoratori, con particolare riferimento alla mobilità e al distacco; raccordo con gli altri Paesi membri UE e con gli organismi comunitari competenti per gli adempimenti connessi alla programmazione e attuazione delle politiche e azioni riferite ai servizi per il lavoro; monitoraggio sulla qualità dei servizi per il lavoro e sul rispetto della normativa vigente in materia; attività connesse alla valutazione dell’efficacia ed efficienza delle azioni realizzate in attuazione delle politiche occupazionali; iniziative di contrasto al lavoro sommerso; adempimenti connessi a specifiche disposizioni dell’Unione europea e in particolare la redazione dei piani annuali di azione con riferimento ai servizi per il lavoro; indirizzo e coordinamento in materia di collocamento ordinario e speciale; attività di indirizzo, coordinamento ed iniziative per l’inserimento ed il reinserimento nel lavoro dei soggetti diversamente abili e dei soggetti svantaggiati; attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili; attuazione delle disposizioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 2006, n. 231, recante disciplina del collocamento della gente di mare; attività di promozione dell’occupazione femminile; attività di promozione delle pari opportunità per l’inserimento occupazionale; supporto all’attività delle consigliere e dei consiglieri di parità di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, recante il codice delle pari opportunità tra uomo e donna a norma dell’articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nell’ambito delle competenze spettanti per legge; analisi e studio sulla normativa di settore; promozione delle pari opportunità sul lavoro e finanziamento di azioni positive finalizzate alla realizzazione delle pari opportunità; supporto Comitato nazionale per l’attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198.

Art. 9.

(Direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative)

1. La direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative si articola in nove uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: gestione dei trasferimenti agli enti previdenziali; analisi e attuazione della normativa relativa ai regimi previdenziali; coordinamento e applicazione della normativa previdenziale inerente all’assicurazione generale obbligatoria (AGO- IVS), fondi sostitutivi e integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria, previdenza per i lavori familiari; sgravi contributivi; analisi e attuazione della normativa previdenziale e assistenziale relativa gli enti privati; alta vigilanza, indirizzo e attività in materia di previdenza complementare; riconoscimento della personalità giuridica dei fondi pensione e scioglimento degli organi di amministrazione e di controllo in interazione con la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip); vigilanza generale giuridico – amministrativa degli enti previdenziali, sulla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip), Nucleo di valutazione della spesa previdenziale e nomina dei componenti degli organi collegiali; vigilanza economico-finanziaria sugli enti di assicurazione sociale e di previdenza; analisi dei bilanci tecnici finalizzata alla verifica della sostenibilità e dell’adeguatezza delle prestazioni previdenziali; piani di impiego delle disponibilità finanziarie degli enti previdenziali pubblici; vigilanza sui criteri di selezione del rischio nella gestione patrimoniale e sulla gestione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali; vigilanza sugli andamenti gestionali degli enti previdenziali e assicurativi in raccordo con i rappresentanti del Ministero presso i collegi dei sindaci degli enti medesimi; esame dei regolamenti di amministrazione e di contabilità degli enti previdenziali e della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip); sicurezza sociale comunitaria e internazionale; convenzioni internazionali; rapporti con le istituzioni comunitarie e internazionali in materia previdenziale; coordinamento della struttura di supporto del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale; direttive e vigilanza sugli istituti che regolano gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali e l’assicurazione della gente di mare; ordinamento, vigilanza e gestione del finanziamento degli istituti di patronato e di assistenza sociale; prestazioni previdenziali temporanee e connesse contribuzioni; inquadramento nei settori economici delle imprese con attività plurime.

Art. 10.

(Direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali)

1. La direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali si articola in sei uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei connessi costi e fabbisogni standard nell’area delle politiche sociali; indirizzo e vigilanza, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, nell’attuazione del programma carta acquisti; promozione delle politiche di contrasto alla povertà, alla esclusione sociale ed alla grave emarginazione; promozione e monitoraggio delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza e tutela dei minori, incluse le politiche di contrasto al lavoro minorile, la promozione delle azioni alternative all’istituzionalizzazione dei minori fuori dalla famiglia di origine e lo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, nell’ambito delle competenze spettanti per legge; promozione e monitoraggio delle politiche in favore delle persone non autosufficienti; coordinamento delle politiche per l’inclusione sociale, la tutela e la promozione dei diritti e delle opportunità delle persone con disabilità; gestione dei trasferimenti di natura assistenziale agli enti previdenziali, incluso il finanziamento dei diritti soggettivi; gestione del Fondo nazionale per le politiche sociali, del Fondo nazionale per le non autosufficienze, del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e di altri fondi di finanziamento delle politiche sociali e monitoraggio delle risorse trasferite; assistenza tecnica in materia di fondi strutturali per progetti relativi allo sviluppo di servizi alla persona e alla comunità; sviluppo del sistema informativo dei servizi sociali, monitoraggio della spesa sociale e valutazione dell’efficacia e dell’efficienza delle politiche sociali; attività di coordinamento e applicazione della normativa relativa alle prestazioni assistenziali erogate dagli enti previdenziali, con particolare riferimento a pensione e assegno sociale e trattamenti di invalidità; studio, ricerca e indagine in materia di politiche sociali; partecipazione a tutte le attività di rilievo internazionale, per quanto di competenza, e cura dei rapporti con Unione europea (UE), Consiglio d’Europa, Organizzazione Internazionale del lavoro (OIL), Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) e Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Art. 11.

(Direzione generale per il terzo settore e le formazioni sociali)

1. La direzione generale per il terzo settore e le formazioni sociali si articola in tre uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: promozione e sostegno delle attività svolte dai soggetti del terzo settore, in particolare degli interventi relativi alle associazioni di promozione sociale e di volontariato, per favorire la crescita di un welfare della società attiva a supporto delle politiche di inclusione e integrazione sociale; rapporti con l’Agenzia nazionale delle ONLUS; diffusione dell’informazione in materia di terzo settore, anche mediante la predisposizione di documentazione, consulenza tecnica per le organizzazioni di volontariato e associazionismo, coordinamento e monitoraggio delle attività svolte dai comitati di gestione per il volontariato e dai relativi centri di servizio per il volontariato. Supporto alle attività degli organismi collegiali incardinati presso la direzione generale: osservatorio nazionale per l’associazionismo, osservatorio nazionale per il volontariato. Attività connesse all’attuazione della normativa relativa alla disciplina dell’impresa sociale; promozione delle politiche di sostegno alla diffusione della responsabilità sociale d’impresa (CSR), sviluppo e coordinamento delle iniziative in materia di CSR e rapporti con le organizzazioni internazionali e l’Unione europea; progettazione e attuazione delle attività relative ai finanziamenti previsti dai fondi strutturali comunitari per la realizzazione di iniziative e progetti di integrazione tra le politiche sociali e le politiche del lavoro; attività riguardanti la corresponsione del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche destinato dai contribuenti alle organizzazione del terzo settore previste dalle normative vigenti e rapporti con l’Agenzia delle entrate.

Art. 12.

(Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione)

1. La direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione si articola in quattro uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: programmazione dei flussi, gestione e monitoraggio delle quote di ingresso dei lavoratori stranieri e cooperazione bilaterale con i Paesi d’origine; interconnessione dei sistemi informativi nel trattamento dei dati sull’immigrazione; promozione e cura delle iniziative afferenti alle politiche attive ed il coinvolgimento dei servizi competenti nelle attività di inserimento e reinserimento lavorativo dei lavoratori stranieri, in raccordo con la direzione generale per le politiche attive e passive del lavoro; monitoraggio del mercato del lavoro con riferimento ai flussi dei lavoratori stranieri in raccordo con la direzione generale per le politiche dei servizi per il lavoro; coordinamento delle politiche per l’integrazione sociale e lavorativa degli stranieri immigrati e delle iniziative volte a prevenire e a contrastare la discriminazione, la xenofobia e il fenomeno del razzismo; gestione delle risorse per le politiche migratorie; tenuta del registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati; supporto all’attività del Comitato per i minori stranieri di cui all’articolo 33 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, e dalle relative norme di attuazione, in ordine ai compiti di vigilanza sulle modalità di soggiorno dei minori stranieri non accompagnati presenti nel territorio dello Stato italiano e dei minori stranieri accolti temporaneamente; vigilanza dei flussi di entrata dei lavoratori esteri non comunitari e neocomunitari; sviluppo e gestione del sistema riguardante l’anagrafe internazionale dei lavoratori extra-comunitari prevista dalla normativa vigente in tema di immigrazione e norme sulla condizione dello straniero; promozione e coordinamento degli interventi umanitari in Italia e all’estero attribuiti al Ministero; sviluppo della cooperazione internazionale per le attività di prevenzione e di studio sulle emergenze sociali ed occupazionali, nonché per le iniziative relative ai flussi migratori per ragioni di lavoro.

Art. 13

(Direzione generale per l’attività ispettiva)

1. La Direzione generale per l’attività ispettiva si articola in quattro uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le seguenti funzioni: coordinamento e indirizzo delle attività ispettive svolte dai soggetti che effettuano vigilanza in materia di tutela dei rapporti di lavoro, dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, e di legislazione sociale nel settore pubblico e privato, con riferimento all’attività ordinaria e straordinaria, ivi inclusa l’attività di monitoraggio; programmazione e monitoraggio dell’attività di vigilanza in materia di sicurezza e salute del lavoro relativamente a cantieri edili, radiazioni ionizzanti, impianti ferroviari e verifica periodica degli ascensori e montacarichi ubicati nelle aziende industriali; programmazione delle attività ispettive, ivi inclusa, la gestione, la formazione e l’aggiornamento del personale ispettivo e del personale del Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro, in raccordo con la direzione per le politiche del personale, l’innovazione, il bilancio e la logistica; segreteria della commissione centrale di coordinamento dell’attività di vigilanza di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124; attività derivanti dall’applicazione dell’articolo 9, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, e dell’articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; supporto tecnico-giuridico alle strutture territoriali del Ministero in ordine alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro e legislazione sociale; coordinamento delle attività di prevenzione e promozione svolte presso enti, datori di lavoro e associazioni finalizzate al contrasto del lavoro sommerso ed irregolare di cui all’articolo 8, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124; supporto all’attività di trattazione del contenzioso di provvedimenti e degli atti connessi all’attività ispettiva; attività di coordinamento del centro studi attività ispettiva; attività inerenti alla vigilanza in materia di trasporti su strada; coordinamento dei controlli sull’adeguamento delle macchine ed attrezzature alle direttive di mercato; attività di coordinamento delle vigilanza c.d. speciali; attività di studio e analisi dei fenomeni di lavoro sommerso ed irregolare e mappatura dei rischi, al fine dell’orientamento dell’attività di vigilanza; attività internazionale e partecipazione ad organismi comunitari ed internazionali.

CAPO II

ARTICOLAZIONE TERRITORIALE DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Art. 14.

(Direzioni regionali e

territoriali del lavoro)

1. La rete territoriale degli uffici del Ministero è articolata in direzioni regionali e territoriali del lavoro che esercitano le competenze riservate allo Stato ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469.

2. Le direzioni regionali e territoriali, quali strutture organizzative territoriali del Ministero, dipendono organicamente e funzionalmente dalla direzione generale per le politiche del personale, l’innovazione, il bilancio e la logistica che impartisce direttive, in raccordo con la funzione esercitata dal segretariato generale al fine di assicurare l’unità dell’azione amministrativa e garantire il coordinamento dei programmi. Le direzioni regionali e territoriali del lavoro esercitano le competenze e le funzioni attribuite dalla normativa vigente, anche nella prospettiva della progressiva integrazione logistica e funzionale con gli enti previdenziali ed assistenziali.

3. Le direzioni regionali del lavoro sono costituite nel numero di diciotto, di cui nove articolate ciascuna in tre uffici dirigenziali di livello non generale, e otto articolate ciascuna in due uffici dirigenziali di livello non generale e una articolata in un ufficio dirigenziale di livello non generale. Le direzioni regionali coordinano, in particolare, l’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale ai sensi del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, anche attraverso le procedure di riesame normativamente previste, e sviluppano, in attuazione di quanto previsto al comma 1, rapporti con il sistema delle regioni e degli enti locali ed altri organismi per la realizzazione di interventi sinergici sul mercato del lavoro, sulle politiche del lavoro ed in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

4. Al fine di ottimizzare l’efficacia dei processi di lavoro e razionalizzare lo svolgimento delle attività strumentali e di supporto, le direzioni regionali del lavoro esercitano nei confronti delle direzioni territoriali insistenti nell’ambito territoriale di riferimento, in attuazione di quanto previsto al comma 1, funzioni di:

a) programmazione e coordinamento delle attività operative;

b) programmazione economico finanziaria attraverso l’elaborazione dei piani attuativi di intervento;

c) gestione delle risorse finanziarie e strumentali;

d) gestione amministrativa delle risorse umane;

e) indirizzo uniformante, contribuendo alla definizione degli standard qualitativi dei processi di lavoro e dei livelli di servizio;

f) monitoraggio del livello di trasparenza ed imparzialità dell’azione istituzionale;

g) monitoraggio sull’attuazione delle politiche del lavoro e delle politiche sociali;

h) supporto nell’analisi del mercato del lavoro e nel monitoraggio degli indicatori di contesto.

5. Le direzioni territoriali del lavoro, costituite nel numero di settantaquattro ed articolate ciascuna in un ufficio dirigenziale di livello non generale, sono preposte all’esercizio delle funzioni istituzionali operative del Ministero. Nell’ambito delle attribuzioni riservate dalla normativa vigente, esercitano, in particolare, funzioni di:

a) coordinamento e razionalizzazione dell’attività di vigilanza ai sensi del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124;

b) vigilanza e regolazione in materia di lavoro, legislazione sociale e strumenti di sostegno al reddito;

c) tutela anche civilistica delle condizioni di lavoro;

d) prevenzione, promozione e informazione per la corretta applicazione della normativa lavoristica e previdenziale;

e) vigilanza sull’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ai sensi dell’articolo 13, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;

f) autorità territoriale competente a valutare, ai sensi degli articoli 17 e 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la fondatezza degli accertamenti svolti dagli organi addetti, ai sensi dell’articolo 13 della medesima legge, al controllo sull’osservanza delle disposizioni rientranti nei compiti e nelle attribuzioni del Ministero, per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro;

g) mediazione delle controversie di lavoro;

h) certificazione dei contratti di lavoro;

i) gestione dei flussi migratori per ragioni di lavoro.

6. Nell’ambito provinciale in cui hanno sede, le direzioni regionali del lavoro esercitano anche i compiti operativi propri della direzione territoriale del lavoro.

7. Alla riorganizzazione delle strutture territoriali si provvede ai sensi del successivo articolo 16, nel limite massimo di centodiciotto posti di funzione di livello dirigenziale non generale di cui ai commi 3 e 5 del presente articolo.

8. Ai direttori regionali del lavoro e ai direttori territoriali del lavoro è conferito un incarico di livello dirigenziale non generale.

CAPO III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE E DI PERSONALE

Art. 15.

(Dotazioni organiche)

1. Le dotazioni organiche del personale dirigenziale e non dirigenziale del Ministero sono rideterminate secondo la tabella A, allegata al presente decreto, che costituisce parte integrante.

2. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, i contingenti di personale appartenenti alle aree prima, seconda e terza sono ripartiti nei profili professionali secondo quanto previsto dall’articolo 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui all’articolo 16, comma 1, del presente regolamento.

3. Con successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui all’articolo 16, comma 1, i contingenti di organico del personale dirigenziale e non dirigenziale sono ripartiti nell’ambito delle strutture in cui si articola l’amministrazione.

Art. 16

(Uffici di livello dirigenziale non generale)

1. All’individuazione delle funzioni degli uffici di livello dirigenziale non generale, nel numero complessivo di duecentouno posti di funzione, nonché alla definizione dei relativi compiti ivi compresi le direzioni regionali e territoriali del lavoro, si provvede entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, su proposta delle direzioni generali interessate, sentite le organizzazioni sindacali, con decreti ministeriali di natura non regolamentare, ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, e dell’articolo 4, commi 4 e 4-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni.

2. I posti di funzione di livello dirigenziale non generale degli uffici di diretta collaborazione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dell’Organismo indipendente di valutazione di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono individuati nel numero complessivo di nove. All’individuazione dei posti di funzione di livello dirigenziale non generale si provvederà con specifico regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione e dell’Organismo indipendente di valutazione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

CAPO IV

NORME DI ABROGAZIONE E FINALI

Art. 17.

(Disposizioni transitorie e finali)

1. Sono abrogati i seguenti provvedimenti:

a) decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 176, recante il regolamento di organizzazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 2004, n. 244, recante il regolamento di organizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

b) decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 30 marzo 2007, recante ricognizione delle strutture e delle risorse trasferite al ministero del lavoro e della previdenza sociale e del Ministero della solidarietà, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2007;

c) decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 9 novembre 2007, recante ricognizione delle strutture e delle risorse finanziarie ed umane trasferite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero della solidarietà sociale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 31 gennaio 2008.

2. Ogni due anni, l’organizzazione del Ministero è sottoposta a verifica, ai sensi dell’articolo 4, comma 5, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, al fine di accertarne funzionalità e efficienza.

Dall’attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

 

 

MESSAGGI INPS PER DISOCCUPAZIONE LAVORATORI SPETTACOLO,SOSPESI E CERTIFICATI MALATTIA CARTACEI

25/04/2011

 Si richiama l’attenzione sui  seguenti   messaggi dell’Inps  relativi  agli argomenti specificati nel titolo:

 
Nel  Messaggio n. 9085 del 19 aprile 2011,  rende noto che il DPCM 25 marzo 2011 ha prorogato fino al 31 dicembre 2011 gli effetti dell’articolo 19, comma 1-ter del DL n. 185/2008 ,convertito in legge n.2/09Tale articolo prevede per le misure delle indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali (lavoratori sospesi e apprendisti sospesi/licenziati) ovvero con requisiti ridotti (lavoratori sospesi), un trattamento equivalente a quello degli ammortizzatori sociali in deroga.Quindi, anche per l’anno 2011, la misura dell’indennità in oggetto è pari all’80% della retribuzione.Indennità di disoccupazione ai lavoratori sospesi ed agli apprendisti sospesi o licenziati Nel    Messaggio n. 9197 del 20 aprile 2011, conferma quanto disposto dal Ministero del Lavoro e dal Dipartimento della Funzione Pubblica nella circolare congiunta n. 4/2011, circa le modalità di recapito del certificato medico nei casi in cui risulta impossibile l’invio telematico dello stesso.

Nel particolare, l’Istituto ravvisa che in alcuni casi l’invio del certificato tramite la proceduta telematica è ancora impossibile e, richiamando la citata circolare, conferma che “in ogni caso in cui il medico che non proceda all’invio online del certificato di malattia, ad esempio perché impossibilitato a utilizzare il sistema di trasmissione telematica, ma rilasci la certificazione e l’attestazione di malattia in forma cartacea, il lavoratore presenta l’attestazione al proprio datore di lavoro e, ove previsto, il certificato di malattia all’Inps, secondo le modalità tradizionali”.  

 Nel  Messaggio n. 9200 del 21 aprile 2011, precisa che hanno diritto all’indennità di disoccupazione ordinaria, con requisiti normali e ridotti, tutti i lavoratori che, pur lavorando in attività di spettacolo, non sono artisti.

L’Istituto precisa, inoltre, che una recente Sentenza della Corte di Cassazione ha confermato l’orientamento sempre seguito dall’INPS di non riconoscere il diritto alle indennità di disoccupazione ordinaria soltanto ed esclusivamente ai soggetti che esercitano attività artistiche

DPCM TERMINI CONCLUSIONE PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI MINISTERO LAVORO SUPERIORI 90 GIORNI

25/04/2011

Si segnala la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.91 del21.4.2011 del DPCM n.46 del 18 febbraio 2011 relativo all’argomento del titolo, il cui testo, in vigore dal 5 maggiop.v. si riporta di seguito

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

    Adotta

                      il seguente regolamento:

                               Art. 1

                       Ambito di applicazione

  1. Il presente decreto individua i procedimenti  amministrativi  di
competenza delle strutture del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, sia che conseguano obbligatoriamente a iniziativa di  parte,
sia che debbano  essere  promossi  d’ufficio,  i  cui  termini  siano
superiori a novanta giorni.
  2. Ciascun procedimento si conclude  nel  termine  stabilito  nella
tabella allegata,  che  costituisce  parte  integrante  del  presente
regolamento. 
 Art. 2

                  Disposizioni transitorie e finali

  1. I termini individuati dal presente decreto si applicano anche ai
procedimenti in corso alla data di entrata in vigore dello stesso.
  2. Il decreto ministeriale 12 gennaio 1995, n. 227 e’ abrogato.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo  a  chiunque  di  osservarlo  e  di  farlo
osservare.

      
     
 TABELLA A

   PROCEDIMENTI CON TERMINI DI CONCLUSIONE SUPERIORI A 90 GIORNI.

      DIREZIONE GENERALE DELLE RISORSE UMANE E AFFARI GENERALI 
|===============|=======================|=========================|
|    N. prog.   |     Procedimento      |    Termine in giorni    |
|—————|———————–|————————-|
|               |  Procedure di comando |                         |
|       1       |   di concerto con il  |          180 gg.        |
|               |Ministero dell’economia|                         |
|               |   e delle Finanze     |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Procedure di fuori  |                         |
|       2       |   ruolo di concerto   |          180 gg.        |
|               |   con il Ministero    |                         |
|               | dell’economia e delle |                         |
|               |        Finanze        |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Bandi di mobilità   |                         |
|       3       |   compartimentale ed  |          180 gg.        |
|               |  intercompartimentale |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |    Rimborsi alle      |                         |
|       4       |   Amministrazioni     |          120 gg.        |
|               | pubbliche delle spese |dalla data di ricevimento|
|               |   per il personale    |della documentazione di  |
|               |       comandato       |rito e dall’assegnazione |
|               |                       |delle risorse da parte   |
|               |                       |del Ministero            |
|               |                       |dell’economia e delle    |
|               |                       |finanze                  |
|—————|———————–|————————-|
|               |     Procedura di      |                         |
|       5       |     reclutamento      |          180 gg.        |
|               |    dall’esterno dí    |                         |
|               |   personale mediante  |                         |
|               |   pubblico concorso   |                         |
|===============|=======================|=========================|

   
 DIREZIONE GENERALE DELLA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO

|===============|=======================|=========================|
|    N. prog.   |     Procedimento      |    Termine in giorni    |
|—————|———————–|————————-|
|               | Esame dei progetti di |                         |
|       6       |azioni positive ex art.|          180 gg.        |
|               |44 D.Lgs. n. 198/2006  |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |     Decadenza dai     |                         |
|       7       |  contributi concessi  |          180 gg.        |
|—————|———————–|————————-|
|               |  Rinnovo componenti   |                         |
|       8       |  Comitato Nazionale   |          180 gg.        |
|               |     di parità         |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |  D.M. di approvazione |                         |
|               |   della graduatoria   |                         |
|               |   dei progetti ex     |                         |
|               |  art. 197 del D.P.R.  |                         |
|               |     n. 1124/1965      |                         |
|               |  (Testo unico delle   |                         |
|               |  disposizioni per     |                         |
|       9       |  l’assicurazione      |          180 gg.        |
|               | obbligatoria contro   |                         |
|               |  gli infortuni sul    |                         |
|               | lavoro e le malattie  |                         |
|               |   professionali) –    |                         |
|               |  (valutazione delle   |                         |
|               | domande ed emanazione |                         |
|               |  della graduatoria    |                         |
|               |  finale tramite D.M.) |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Provvedimento di    |                         |
|               |    concessione ed     |                         |
|       10      |    erogazione del     |          180 gg.        |
|               |  contributo relativo  |                         |
|               |ai progetti ex art. 197|                         |
|               |del D.P.R. n. 1124/1965|                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Procedimento di     |                         |
|               |   erogazione saldo    |                         |
|       11      | progetti ex art. 197  |          180 gg.        |
|               |del D.P.R. n. 1124/1965|                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Costo del lavoro –  |                         |
|       12      | Elaborazione tabelle  |          180 gg.        |
|               |  ed emanazione D.M.   |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |  Autorizzazione alla  |                         |
|       13      |costruzione ed impiego |          120 gg.        |
|               |     di ponteggi       |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |      Autorizzazione   |                         |
|               |  all’impiego pacifico |          120 gg.        |
|               |dell’energia nucleare  |  dalla ricezione della  |
|       14      | in ambiente sanitario,|  richiesta di parere da |
|               |       industriale,    |parte del Ministero dello|
|               |     di ricerca, di    |    sviluppo economico   |
|               | didattica e produzione|                         |
|               |  di energia elettrica |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |Deroga al divieto alla |                         |
|               |   produzione, alla    |                         |
|               |    lavorazione e      |                         |
|       15      |  all’impiego degli    |          180 gg.        |
|               |  agenti chimici sul   |                         |
|               |lavoro e alle attività |                         |
|               |    previste dalla     |                         |
|               |       normativa       |                         |
|===============|=======================|=========================|

DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE PREVIDENZIALI

|===============|=======================|=========================|
|    N. prog.   |     Procedimento      |    Termine in giorni    |
|—————|———————–|————————-|
|               | Approvazione modifiche|                         |
|               |     statuti enti      |                         |
|      16       | di previdenza di cui  |          180 gg.        |
|               | al D.Lgs. n. 509/1994 |                         |
|               |e al D.Lgs. n. 103/1996|                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Commissariamento enti |                         |
|      17       | di previdenza di cui  |                         |
|               | al D.Lgs. n. 509/1994 |          180 gg.        |
|               |e al D.Lgs. n. 103/1996|                         |
|—————|———————–|————————-|
|      18       | Nomina Presidenti enti|          180 gg.        |
|               | pubblici di previdenza|                         |
|—————|———————–|————————-|
|      19       |Ricostituzione comitati|          180 gg.        |
|               |    regionali INPS     |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Rinnovo o sostituzione|                         |
|               |  componente Consiglio |                         |
|      20       | indirizzo e vigilanza |          180 gg.        |
|               |    enti pubblici      |                         |
|               |    di previdenza      |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Rinnovo o sostituzione|                         |
|      21       |  componente Collegio  |          180 gg.        |
|               |sindacale enti pubblici|                         |
|               |     di previdenza     |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |Determinazione compensi|                         |
|      22       |   organi monocratici  |          180 gg.        |
|               |  degli enti pubblici  |                         |
|               |     di previdenza     |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |Determinazione compensi|                         |
|      23       |organi collegiali degli|          180 gg.        |
|               |     enti pubblici     |                         |
|               |     di previdenza     |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |    Approvazione dei   |                         |
|               | regolamenti elettorali|                         |
|      24       |     degli enti di     |          120 gg.        |
|               |  previdenza di cui al |                         |
|               |D.Lgs. n. 509/1994 e al|                         |
|               |   D.Lgs. n. 103/1996  |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |    Approvazione dei   |                         |
|               |     regolamenti di    |                         |
|               |    esecuzione degli   |                         |
|      23       |  statuti degli enti   |          120 gg.        |
|               |  di previdenza di cui |                         |
|               |al D.Lgs. n. 509/1994  |                         |
|               |e al D.Lgs. n. 103/1996|                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Verifica tecnica sui  |                         |
|               | bilanci tecnici degli |                         |
|      26       | Enti previdenziali    |          180 gg.        |
|               |  ex D.Lgs. 509/94     |                         |
|               |      e 103/96         |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Esonero dei contributi|                         |
|      27       |   previdenziali per   |          180 gg.        |
|               |  lavoratori italiani  |                         |
|               |      all’estero       |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Esonero dei contributi|                         |
|      28       |   previdenziali per   |          180 gg.        |
|               | lavoratori stranieri  |                         |
|               |  occupati in Italia   |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |     Eccezioni ai      |                         |
|               |   provvedimenti di    |                         |
|      29       | esonero contributivo  |          180 gg.        |
|               |   per i lavoratori    |                         |
|               |      distaccati       |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Esonero dei contributi|                         |
|               |  previdenziali per i  |                         |
|               | lavoratori stranieri  |                         |
|      30       | occupati in Italia da |          180 gg.        |
|               |    ditte straniere    |                         |
|               |  ex art. 3, comma 8   |                         |
|               |      L 398/87.        |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Proposta di riduzione |                         |
|      31       | del tasso di interesse|          180 gg.        |
|               |  di dilazione per le  |                         |
|               |   aziende in crisi.   |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Esame ed approvazione |                         |
|               | delibere in materia di|                         |
|               |      contributi e     |                         |
|               | prestazioni degli enti|                         |
|      32       |     di previdenza     |          180 gg.        |
|               | privatizzati e privati|                         |
|               |    vigilati (D.lgs.   |                         |
|               |     n. 509/1994 e     |                         |
|               |  D.Lgs. n. 103/1996)  |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |    Approvazione dei   |                         |
|               |     regolamenti di    |                         |
|               |    previdenza e di    |                         |
|               | assistenza e relative |                         |
|               |     modifiche ed      |                         |
|      33       | integrazioni adottati |          180 gg.        |
|               |    dagli enti di      |                         |
|               |previdenza privatizzati|                         |
|               |   e privati vigilati  |                         |
|               |  (D.lgs. n. 509/1994  |                         |
|               | e D.Lgs. n. 103/1996) |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Determinazione salari |                         |
|               |      medi per la      |                         |
|               |  liquidazione delle   |                         |
|      34       | indennità in materia  |          150 gg.        |
|               |di assicurazione contro|                         |
|               |     gli infortuni     |                         |
|               |      sul lavoro       |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Riduzione tariffa   |                         |
|               |contributiva in materia|                         |
|               |di assicurazione contro|                         |
|               |   gli infortuni sul   |                         |
|      35       |  lavoro e le malattie |          150 gg.        |
|               |   professionali per i |                         |
|               |  lavoratori italiani  |                         |
|               |   operanti in paesi   |                         |
|               |    extracomunitari    |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Ricorso in materia di |                         |
|               |ricorrenza dell’obbligo|                         |
|      36       |  dell’assicurazione   |          180 gg.        |
|               | contro gli infortuni  |                         |
|               |sul lavoro, la silicosi|                         |
|               |     e l’asbestosio    |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |  Rivalutazione delle  |                         |
|      37       |  rendite corrisposte  |          120 gg.        |
|               |      dall’INAIL       |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Ricorsi in seconda  |                         |
|               |   istanza avverso le  |                         |
|               | decisioni del comitato|                         |
|               | tecnico della gestione|                         |
|      38       |    grandi invalidi    |          120 gg.        |
|               |   dell’INAIL (D.P.R.  |                         |
|               |     30 giugno 1965,   |                         |
|               |  n. 1124 – art. 186)  |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Esame ed approvazione |                         |
|      39       |    delibere enti di   |          120 gg.        |
|               |  previdenza vigilati  |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Scioglimento degli  |                         |
|      40       | Istituti di patronato |          180 gg.        |
|               |e di assistenza sociale|                         |
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DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE
                 PER L’ORIENTAMENTO E LA FORMAZIONE

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|    N. prog.   |     Procedimento      |    Termine in giorni    |
|—————|———————–|————————-|
|               |    Istituzione e      |                         |
|               |    finanziamento      |          150 gg.        |
|      41       |   delle iniziative    |      dalla data di      |
|               |    di formazione      |      presentazione      |
|               |    professionale      |      dei progetti       |
|               |    dei lavoratori     |                         |
|               | italiani all’estero.  |                         |
|               |                       |                         |
|               |                       |                         |
|—————|———————–|————————-|
|               | Interventi ex art. 26 |          150 gg.        |
|      42       |      L. 845/1978      |      dalla data di      |
|               |                       |      presentazione      |
|               |                       |      dei progetti       |
|—————|———————–|————————-|
|               |Contributi per le spese|          120 gg.        |
|               |generali di            |  dalla data individuata |
|      43       |amministrazione degli  |dal D.M. attuativo per la|
|               |enti privati gestori   |   presentazione delle   |
|               |di attività formative. | richieste di contributo |
|—————|———————–|————————-|
|               |        Decreti        |          150 gg.        |
|               |   interministeriali   |      dalla data di      |
|      44       |  di concessione dei   | acquisizione del parere |
|               |finanziamenti ex art. 6|    della Conferenza     |
|               |     L. n. 53/2000     | unificata Stato/Regioni |
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|               |      Contributo       |          180 gg.        |
|      45       |straordinario agli enti|  dalla data individuata |
|               |   privati gestori di  |   quale termine ultimo  |
|               |  attività  formative  |      delle richieste    |
|               |                       |       di contributo     |
|—————|———————–|————————-|
|               |Decreti direttoriali di|          150 gg.        |
|               |     ripartizione e    |      dalla data di      |
|               |  trasferimento alle   | acquisizione del parere |
|               | Regioni/PA di risorse |  delle Regioni/PA sulla |
|      46       |  di cui all’art. 68   |    ripartizione delle   |
|               |della L. n. 144/99 per |         risorse         |
|               |   l’assolvimento del  |                         |
|               |     diritto – dovere  |                         |      
|               | all’istruzione e alla |                         |
|               |      formazione       |                         |
|—————|———————–|————————-|      
|               |  Decreti direttoriali |          150 gg.        |
|               |   di ripartizione e   |      dalla data di      |
|               |   trasferimento alle  | acquisizione del parere |
|               | Regioni/PA di risorse |  delle Regioni/PA sulla |
|      47       |  di cui all’art. 118, |    ripartizione delle   |
|               |   comma 6 della L. n. |         risorse         |
|               |    388/2000 per la    |                         |
|               |       formazione      |                         |
|               |     nell’esercizio    |                         |
|               |   dell’apprendistato  |                         |
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DIREZIONE GENERALE DEL MERCATO DEL LAVORO

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|    N. prog.   |     Procedimento      |    Termine in giorni    |
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|               |      Richieste di     |                         |
|               | autorizzazione invio  |                         |
|               | lavoratori nei Paesi  |                         |
|      48       |     extra-UE, con     |          120 gg.        |
|               |  preventivo parere del|                         |
|               |     Ministero degli   |                         |
|               |      Affari Esteri    |                         |
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DIREZIONE GENERALE PER L’INCLUSIONE, I DIRITTI SOCIALI
             E LA RESPONSABILITA’ SOCIALE DELLE IMPRESE

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|    N. prog.   |     Procedimento      |    Termine in giorni    |
|—————|———————–|————————-|
|               |Presentazione, da parte|                         |
|               |    dell’Italia, di    |                         |
|               |”spiegazioni scritte su|                         |
|               |    dichiarazioni” e   |                         |
|               |   “osservazioni” al   |                         |
|               | Comitato sui diritti  |                         |
|               |  delle persone con    |                         |
|      49       |  disabilità di cui    |          180 gg.        |
|               | agli artt. 3 e 6 del  |                         |
|               |  Protocollo opzionale |                         |
|               | alla Convenzione sui  |                         |
|               | diritti delle persone |                         |
|               |    con disabilità,    |                         |
|               |  ratificata ai sensi  |                         |
|               |      della legge      |                         |
|               | 3 marzo 2009, n. 18.  |                         |
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               DIREZIONE GENERALE PER IL VOLONTARIATO,
              L’ASSOCIAZIONISMO E LE FORMAZIONI SOCIALI

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|    N. prog.   |     Procedimento      |    Termine in giorni    |
|—————|———————–|————————-|
|               |   Finanziamento dei   |                         |
|               |       progetti        |                         |
|               |sperimentali/iniziative|                         |
|               |  di cui all’art. 12,  |                         |
|               |comma 3, lett. d) ed f)|                         |
|      50       |della Legge 383/2000 – |          180 gg.        |
|               |      Valutazione      |                         |
|               |  progetti/iniziative  |                         |
|               |  approvazione della   |                         |
|               |    graduatoria di     |                         |
|               |merito – decretazione, |                         |
|               |  pubblicazione delle  |                         |
|               |  graduatorie.         |                         |
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|               | Erogazione contributo |                         |
|               |    a favore delle     |                         |
|               | associazioni nazionali|                         |
|               | di promozione sociale |                         |
|               |di cui alla L. 476/1987|                         |
|               | e L. 438/1998 per fini|                         |
|               |   di integrazione e   |                         |
|      51       |  promozione sociale:  |          180 gg.        |
|               |    commissione di     |                         |
|               |      valutazione,     |                         |
|               |istruttoria, richiesta |                         |
|               |eventuali integrazioni,|                         |
|               |      ammissibilità/   |                         |
|               |       esclusione;     |                         |
|               |      attribuzione/    |                         |
|               |      decretazione     |                         |
|               |       contributi.     |                         |
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|               |   Finanziamento dei   |                         |
|               | progetti sperimentali |                         |
|               | di volontariato di cui|                         |
|               |  all’art. 12, comma 1,|                         |
|               |  lett. d) della Legge |                         |
|      52       |       266/1991 –      |          180 gg.        |
|               | Valutazione progetti  |                         |
|               |  approvazione della   |                         |
|               |    graduatoria di     |                         |
|               | merito – decretazione,|                         |
|               |  pubblicazione della  |                         |
|               |  graduatoria.         |                         |
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|               | Erogazione contributo |                         |
|               |a favore delle Onlus ed|                         |
|               |  alle associazioni di |                         |
|               |    volontariato per   |                         |
|               |   l’acquisto di beni  |                         |
|               |   strumentali di cui  |                         |
|               |   all’art. 96 della   |                         |
|      53       |      L. 342/2000 e    |          180 gg.        |
|               |      D.M. 388/2001,   |                         |
|               | istruttoria, richiesta|                         |
|               |eventuali integrazioni,|                         |
|               |      ammissibilità/   |                         |
|               |       esclusione;     |                         |
|               |      attribuzione/    |                         |
|               |      decretazione     |                         |
|               |      contributi.      |                         |
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PRECISAZIONI COMMISSIONE NAZIONALE PARITETICA PART TIME EDILIZIA E FESTA 25 APRILE 2011

25/04/2011

Sugli argomenti  previsti nel  titolo la CNCE  ha fornito indicazioni e chiarimenti con recenti note , il cui contenuto  di seguito si riporta  .

Secondo  la CNCE   le imprese edili che superano i limiti contrattuali di ricorso al lavoro a tempo parziale dovranno accreditare i versamenti sulla posizione del lavoratore interessato. Inoltre dovranno predisporre dei sistemi per la trasmissione delle denunce online per le comunicazione delle variazioni nei rapporti di lavoro.

La CNCE ha confermato peraltro  che i rapporti di apprendistato dovranno concorrere per la somma dei dipendenti totali a tempo indeterminato per calcolare la soglia massima del 3% di rapporti a tempo parziale. Le micro imprese, infine, che hanno da zero a 3 dipendenti possono avere un lavoratore part time anche nel caso in cui vi sia il passaggio del lavoratore da full time a part time, viene calcolata proprio come se fosse una nuova assunzione.

Invece  i lavoratoi a chiamata non rilevano nè ai fini del conteggio del total dei dipendenti dell’impresa nè per determinare il numero degli operai a tempo pieno.

 La  Commissione precisa altresì che il riferimento a 912 ore annuali ,previste dall’Accoro  d’interpretazione autentica del ccnl artigiani 28.7.2008,siglato nel marzo 2010 n,che consente anche alle imprese da 0 a 3 ddipendenti di avere un contratto a tempo parziale ,concerne le ore lavorabili ordinarie e non quelle effettivamente lavorate.

Infine la Cnec con comunicato del 31 marzo 2011 ha reso noto che, per il 2011, le aziende edili devono versare alla Cassa edile, nella cui circoscrizione è collocato il cantiere, gli accantonamenti e i contributrelativi sia alla festività del lunedì di Pasqua sia alla festività della Liberazione (cadenti entrambe nel giorno del 25 aprile).

CHIARIMENTI INPS INTERRUZIONE GRAVIDANZA

21/04/2011

  A seguito di corrispondenti richieste ,con il Messaggio 18 aprile 2011, n. 9042  l’Inps fornisce  i seguenti  chiarimenti in merito alla qualificazione, in termini di parto o di aborto, dell’interruzione spontanea o terapeutica di gravidanza avvenuta in coincidenza del 180° giorno dall’inizio della gestazione.(art. 12 del D.P.R. 25 novembre 1976, n. 1076)

Al riguardo, acquisito il parere del Ministero vigilante, risulta precisato  che, in base al combinato disposto dei commi 1 e 2 dell’art. 12 del D.P.R. 1026/1976, l’interruzione della gravidanza che si verifichi a decorrere dal 180° giorno (compreso) dall’inizio della gestazione è da considerare parto, con conseguente riconoscimento – previo accertamento degli altri presupposti e requisiti di legge – del diritto al congedo di maternità ed al correlativo trattamento economico previdenziale.

Viceversa, si considera aborto,con conseguente diritto all’indennità di malattia, l’interruzione spontanea o terapeutica di gravidanza che si verifichi prima del suddetto 180° giorno, ossia, più precisamente, entro il 179° giorno dall’inizio della gestazione (art. 12, comma 1, del D.P.R. 1026 del 1976).

Ad ogni buon fine, nel messaggio citato si  rammenta che la data di inizio della gestazione, di cui all’art. 4 del citato decreto presidenziale – data utile a stabilire se l’evento interruttivo si sia verificato prima, in coincidenza o dopo il 180° giorno – viene individuata conteggiando a ritroso 300 giorni a partire dalla data presunta del parto senza includere nel computo stesso tale ultima data.

ACCERTAMENTO INPS SUSSISTENZA REQUISITI PERMESSI LEGGE 104/92

21/04/2011

 Si segnala il Messaggio 18 aprile 2011, n. 9040 con cui l’Inps ha ritenuto di fornire alle sede indicazioni e suggerimenti    operativi  in merito all’argomento del titolo

Anzitutto l’Istituto ricorda che  comma 7 bis dell’art.33, Legge n.104/92, introdotto dall’art.24, 1° comma, lett. c), della legge n.183/2010 (c.d. “collegato lavoro alla manovra di finanza pubblica”), prevede un’attività di controllo, da parte del datore di lavoro e dell’INPS, circa la sussistenza delle condizioni richieste per la legittima fruizione dello stesso diritto e stabilisce la decadenza, per il lavoratore, dal diritto ai benefici di cui al comma 3 del citato articolo 33, in caso di accertamento del venir meno di tali condizioni ,sottolinea altresì che in attuazione della citata disposizione di legge si dovrà provvedere ad effettuare le necessarie verifiche sul territorio.

  Inoltre ,in  attesa del completamento del processo di telematizzazione dei flussi produttivi, che potrà prevedere anche l’ottimizzazione della gestione dei controlli finalizzati a prevenire il configurarsi di fattispecie connesse ad indebiti o a fenomeni di illegalità relativi alla fruizione dei permessi ex lege 104/92, si ribadisce  che, sia nella fase istruttoria di prima concessione dei benefici, sia nel corso dei successivi accertamenti conseguenti ad eventuali variazioni intervenute nelle situazioni di volta in volta analizzate, vengano effettuati tutti i controlli previsti per l’accertamento ed il riconoscimento del diritto e tra    gli strumenti utili ai controlli in argomento, si raccomanda di sottoporre, in particolare, ad attenta verifica le autocertificazioni rese dai lavoratori richiedenti, nei limiti previsti dalla vigente normativa.

A tal fine :

-si farà particolare riferimento   alle  banche dati dell’Istituto, da cui si potrà riscontrare, tra l’altro, l’eventuale fruizione dei benefici di L. 104/92 da parte di più lavoratori ;

-potranno   altresì, essere acquisite dichiarazioni sostitutive di certificazioni o atti di notorietà da cui risulti, in particolare, la sussistenza in vita del disabile o l’eventuale revisione del giudizio di gravità dell’handicap, nonché, in caso di ricovero della persona in situazione di disabilità grave, la richiesta di specifica dichiarazione rilasciata dalla struttura ospitante da cui risulti l’eventuale carattere sanitario di tipo continuativo rivestito dall’assistenza prestata al disabile.

 Se all’esito delle verifiche istruttorie, risulti accertata l’insussistenza dei requisiti e delle condizioni per il riconoscimento o per il mantenimento del diritto a fruire dei permessi di cui alla legge n.104/92, si dovrà procedere alla immediata revoca dei benefici suddetti nonché agli adempimenti legati all’eventuale recupero delle prestazioni indebitamente percepite, con contestuale comunicazione al datore di lavoro (nel caso in cui non si tratti di pagamento diretto), al fine di evitare conguagli successivi al provvedimento di revoca.

COMPUTO LIMITI TEMPORALI INTEGRAZIONE SALARIALE ORDINARIA

20/04/2011

 Sull’argomento di cui al titolo ,disciplinato dall’art.6 della legge n.164/75 Cigo industria) e dall’art.1 della legge n.427/75 /Cigo edilizia) risultano intervenuti nel 2009 indicazioni di chiarimento  applicativo   rispettivamente  dal  dall’Inps.con le circolare n.58/09 e n.116/09. 

 Nel primo documento si legge quanto segue:

“L’ art. 6 della legge 20 maggio 1975, n. 164,  stabilisce che «l’integrazione salariale (.…) è corrisposta fino ad un periodo massimo di 3 mesi continuativi; in casi eccezionali detto periodo può essere prorogato trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 12 mesi».

 Tali limiti – trimestrale e mensile – computati alla stregua del calendario comune (artt. 2962 e 2963 cod. civ.)  comportano  un utilizzo temporale rigido del beneficio.

 Tale interpretazione risulta insensibile rispetto all’ attuale tipologia  di organizzazione lavorativa – caratterizzata da una estesa flessibilità – ed all’assetto orario che le imprese – soprattutto in questo periodo –  intendono adottare nello svolgimento dell’attività produttiva.

 Nell’ attuale fase di temporaneo rallentamento dell’attività produttiva risulta cruciale consentire un utilizzo flessibile degli strumenti di sostegno al reddito al fine di consentire alle imprese il superamento dell’ attuale periodo di crisi modulando l’ utilizzo della forza lavoro in relazione all’ andamento dei mercati nazionale ed internazionale.

 A tal fine si è definita una interpretazione evolutiva della norma per individuare, d’ intesa con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, un nuovo e più flessibile criterio di computo dei limiti temporali di concessione del trattamento di integrazione salariale ordinaria.

Pertanto i limiti massimi di cui alla norma sopra riportata possono   essere computati avuto riguardo non ad un’intera settimana di calendario ma alle singole giornate di sospensione del lavoro e considerando usufruita una settimana solo allorché la contrazione del lavoro abbia interessato sei giorni, o cinque in caso di settimana corta.

 Tale nuova modalità di computo – fermi restando gli altri requisiti previsti dalle norme – dovrà essere valutata dalle Commissioni provinciali in sede di ammissione all’integrazione salariale, anche alla luce della lettera circolare n. 14/5251 del 30 marzo 2009 del Ministero del Lavoro.”

 Nel secondo doumento si prevede che:”Con riferimento alla nuova modalità di calcolo dei limiti temporali di cui all’art. 6 della legge 20 maggio 1975, n. 164, definita dalla circolare n. 58 del 20.04.2009, si precisa che le disposizioni si intendono applicabili anche alle integrazioni salariali per il settore edile e affini.

Pertanto, anche il conteggio dei limiti temporali di cui all’art. 1 della legge 6 agosto 1975, n. 427 deve essere fatto in base alla predetta circolare n. 58 limitatamente ai soli casi di riduzione di attività dovuta a momentanea mancanza di lavoro, a riduzione di commesse o di ordini d parte di Enti Appaltanti o Committenti con conseguente generalizzata “crisi aziendale” che comporta una contrazione del ciclo produttivo aziendale.”

Pertanto   ,  per l’integrazione salariale  ordinaria sia dell’industria che  dell’edilizia risulta vigente  una nuova modalità di computo ,in base a cui i limiti massimi  previsti dal’art.6 della legge n.164/75 e dall’art.1 della legge n.427/75   possono   essere  stabiliti avuto riguardo non ad un’intera settimana di calendario ma alle singole giornate di sospensione del lavoro e considerando usufruita una settimana solo allorché la contrazione del lavoro abbia interessato sei giorni, o cinque in caso di settimana corta.

 Resta inteso che     , a differenza   dell’ipotesi   d’integrazione   salariale   utilizzata  in  tutti i 5/6 giorni di ciascuna   settimana   per tre mesi continuativi   fa sì   che sussista coincidenza tra  trimestre   dinteressato dall’intervento previdenziale    e trimestre solare ,     la nuova modalità di computo  esclude   detta coincidenza, in quanto i tre  mesi di cig ,  da utilizzare  in alcuni dei 5/  6 giorni e non  in tutte le settimane   ,non essendo consecutivi  vengono “spalmati ‘”  in un arco temporale più ampio rispetto al trimestre solare.

Vale a dire:

– se la richiesta di cig è  per tre mesi consecutivi con inizio   al 1°  aprile ,le tredici settimane comprenderanno   il periodo aprile-giugno;

-se la richiesta di cig  è per tre mesi non consecutivi con inizio sempre al 1°  aprile ,le tredici settimane si completeranno  ben oltre il periodo aprile -giugno ,che sarà determinato dal numero  delle giornate di effettiva sospensione del lavoro ,dovendo considerare  usufruita una settimana soltanto allorché la contrazione del lavoro abbia interessato sei giorni, o cinque in caso di settimana corta ,così  da  consentire un utilizzo flessibile degli strumenti di sostegno al reddito al fine di permettere alle imprese il superamento dell’ attuale periodo di crisi modulando l’ utilizzo della forza lavoro in relazione all’ andamento dei mercati nazionale ed internazionale.

Rispetto a quanto sopra, cio’  che si ritiene non essere cambiato  è il permanere della validita’ delverbale sottoscritto   dai rappresentanti aziendali e sindali  a conclusione della procedura di consultazione sindacale  ,significando che se le parti hanno stabilito di utilizzare 13 settimane di cig ,il verbale conserva la sua  validita’  ed efficacia ad ogni effetto di legge  sino al decorso di tre mesi di calendario   dalla data d’inizio dell’integrazione , se l’utilizzazione della stessa è avvenuta in maniera continuativa  in 5/6 giorni di tutte lesettimane del trimestre,mentre se la sospensione del lavoro risulta esercitata in azienda secondo le modalita’ di computo prevista dalle circolari inps  n.59 e n .116 del  2009, il verbale in questione conserva la propria validita’ e funzione sino allo scadere  di tutte le 13 settimane di cig convenute dale parti,apparendo illogico e  ingiusticabile pretendere  un nuovo confronto tra datore di lavoro ed oo.ss. quando non risulta ancora utilizzato l’intero periodo di cig  su cui le parti si sono già confrontate e concordate a norma di legge.

 

NUOVE DETERMINAZIONI CICAS PER AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

20/04/2011

Si rende noto che ,a seguito di convocazione ,in data 20.4.2011,presso la sede della Regione Abruzzo  in  Pescara ,è tornato a riunirsi il CICAS,presieduto dall’Assessore al Lavoro ,che ha provveduto come da verbale che si riporta  in  allegato

Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore (C.I.C.A.S.)

 

VERBALE di RIUNIONE

 

20.04.2011

 

Il giorno 20, del mese di Aprile, dell’anno 2011, con inizio alle ore 12,00 presso la sede della Giunta Regionale, sita in Pescara, Viale Bovio n. 425, piano terra, sala gialla, su conforme convocazione disposta dall’ Assessore Regionale preposto alle Politiche Attive del Lavoro, Formazione ed Istruzione, Politiche Sociali, con nota prot. n. 458/Segr. del 12 aprile 2011, si riunisce il Comitato di Intervento per le Crisi Aziendali e di Settore (C.I.C.A.S.) per l’esame dei seguenti argomenti all’o.d.g.:

  1. Monitoraggio azione/verifica della spesa;
  2. Ulteriori misure ammortizzatori in deroga;
  3. Varie ed eventuali.

 

Il Presidente, accertata la sussistenza del numero legale in seconda convocazione, apre la seduta e procede all’esame degli argomenti posti all’ordine del giorno:

I° PUNTO O.D.G. – Monitoraggio azione/verifica della spesa”

Il Presidente preliminarmente porta a conoscenza del Comitato il contenuto dell’Accordo del 13 aprile 2011, sottoscritto tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Abruzzo, dal quale si rileva che, nell’ambito della prima ripartizione di risorse da destinare agli ammortizzatori in deroga per l’anno2001, afavore del nostro territorio sono stati destinati:

– 20 ml di euro a valere sui Fondi nazionali per la concessione o per la deroga alla vigente normativa di trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria e/o straordinaria, di mobilità, di disoccupazione speciale ai lavoratori subordinati a tempo determinato ed indeterminato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati;

– 15 ml di euro per gli ammortizzatori sociali in deroga in favore dei lavoratori subordinati che svolgono la propria prestazione nei Comuni di cui all’art. 1 dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2009, recante Ulteriori disposizioni urgenti conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito la provincia dell’Aquila e altri comuni della Regione Abruzzo,  da erogarsi con la copertura integrale di sostegno al reddito a valere sui fondi nazionali e con le modalità di cui all’art. 2 comma 3 dell’Ordinanza medesima.

                  Il Comitato prende atto ed esprime apprezzamento per l’attività posta in essere ed i risultati conseguiti dall’Assessore al Lavoro, Avv. Paolo Gatti.

   L’Assessore introduce quindi i risultati dell’attività di monitoraggio posta in essere da Italia Lavoro-UT Abruzzo con la collaborazione dell’INPS e della DRL:

– per gli interventi di cassa e mobilità in deroga nella regione Abruzzo, eccetto area sisma, alla data del 31/03/2011, risultano risorse residue  complessive pari ad € 13.061.911,00, alle quali vanno sommate le risorse di cui all’Accordo del 13 aprile 2011 pari ad euro 20.000.000,00, nonché euro 4.000.000,00, di cofinanziamento regionale. Per una somma complessiva disponibile pari ad euro 37.061.911,00.

– per gli ammortizzatori sociali in deroga in favore dei lavoratori subordinati che svolgono la propria prestazione nei Comuni di cui all’art. 1 dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2009, risultano risorse residue complessive pari ad € 25.752.554,80, alle quali vanno sommate le risorse di cui all’Accordo del 13 aprile 2011 pari ad euro 15.000.000,00. Per una somma complessiva disponibile pari ad euro 40.752.554,80.

L’Assessore fa rilevare come nel bimestre feb/mar 2011, la cassa integrazione in deroga è stata richiesta da oltre 200 aziende ed ha evitato il licenziamento di circa 4.000 lavoratori. La mobilità in deroga negli anni 2010-2011 hafornito  una valida risposta a n. 5.517 lavoratori espulsi dal processo produttivo e privi di sostegno al reddito. La  misura posta in essere  ha determinato  un impegno finanziario  pari ad € 40.000.000,00.

Per una illustrazione specifica sui risultati delle singole azioni e sull’andamento della spesa il Presidente  cede la parola al Dr. Francesco Liberati della Direzione Regionale I.N.P.S., al Dr. Attilio Toriello per Italia Lavoro affinché, ciascuno degli stessi, per quanto di rispettiva competenza, illustri i risultati del monitoraggio compiuto sulle domande presentate, sulle risorse finanziarie spese/impegnate e sulla situazione occupazionale in Abruzzo.

Interviene il Dr. Francesco Liberati della Direzione Regionale I.N.P.S. il quale  conferma che quanto anticipato dall’Assessore, con riferimento alle risorse residue, corrisponde sostanzialmente ai dati dell’INPS, rielaborati alla luce di valutazioni più aggiornate e di previsioni più approfondite in merito all’effettivo utilizzo degli ammortizzatori in deroga nelle diverse realtà della regione Abruzzo.

A seguire, per Italia Lavoro, prende la parola il Dr. Attilio Toriello, che espone il contenuto delle tavole sinottiche allegate al presente verbale. I dati confermano quanto anticipato dal Presidente.

Il Comitato prende atto di quanto rappresentato, esprime apprezzamento per il lavoro svolto da INPS e Italia Lavoro e condivide che le misure di CIG  e di Mobilità in deroga  sono risultate essere  una concreta risposta  alle esigenze del territorio. Infatti, i lavoratori licenziati sono stati supportati con l’indennità  di mobilità in deroga, mentre   i lavoratori  appartenenti ad aziende interessate da situazioni di crisi sono stati tutelati con l’intervento della Cassa in deroga, la quale, oltre ad  aver  assicurato  un concreto sostegno al reddito  ne  ha scongiurato il  licenziamento.

Il Presidente ringrazia le Organizzazioni e le Istituzioni per la collaborazione che assicurano  nel  farsi parte attiva sul territorio,   portando  a conoscenza dei  lavoratori e delle aziende in difficoltà gli interventi posti in essere dal CICAS e  supportando gli interessati  negli adempimenti  da porre in essere.

 

II° PUNTO O.D.G. – Il Presidente, introduce, quindi,  l’argomento posto al secondo punto dell’ordine del giorno, ossia: “Ulteriori misure ammortizzatori in deroga”.

Premesso che il sistema degli ammortizzatori in deroga costituisce uno sforzo congiunto tra Stato e Regione,  collegato all’eccezionalità dell’attuale situazione economica che continua a protrarsi anche nell’anno 2011, esprime la necessità di confermare, anche per il corrente anno,  le strategie adottate con successo nel corso nel biennio 2009-2010 e, contestualmente, di dare vigore alle misure di politica attiva di cui al “Patto delle politiche attive del lavoro per i lavoratori colpiti dalla crisi, percettori di ammortizzatori sociali in deroga” approvato  con DGR 1034 del 29/12/2010 e successivo Protocollo d’intesa sottoscritto con le province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo.

Il  Comitato di Intervento per le Crisi Aziendali e di Settore, ai sensi della normativa vigente, conferma, anche per l’anno 2011, l’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga a beneficio delle imprese e dei lavoratori.

Il  C.I.C.A.S., richiamato:

– l’accordo quadro del 28/04/2010  che, sulla base delle esigenze del territorio, così come verificate e condivise, ha individuato  i lavoratori destinatari dei trattamenti di ammortizzatori in deroga, nonché l’utilizzo temporale dei trattamenti medesimi;

– le premesse di cui sopra;

– la disponibilità  finanziaria residua disponibile;

all’unanimità,   decide quanto segue:

  1. 1.                       Il presente accordo integra l’accordo quadro del 28/04/2010 e successive modifiche.

Con la precisazione che continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui:

–  alla lettera  “a” dei punti 2 e 3 del verbale CICAS del 05/11/2010;

–  alla lettera “g” del punto 3 ed alla lettera “i” del punto 4  del verbale CICAS del 28/04/2010 ;

– al punto “6”del verbale CICAS del 28/04/2010.

come  seguito riportati:

°  punto 2 lett. a) del verbale CICAS del 05/11/2010;-Concessione di 13 settimane di cassa integrazione guadagni in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri) sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, sospesi o a orario ridotto a decorrere dall’01/11/2010, dipendenti da datori di lavoro titolari di unità operative anche artigiane e cooperative, che non rientrano nella  disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale  e che, se destinatari della disciplina del trattamento di integrazione salariale ordinaria, hanno già utilizzato l’intero periodo massimo di durata  eventualmente spettante per le sospensioni dell’attività lavorativa; nonché in favore dei dipendenti con contratti di apprendistato o di somministrazione, da imprese nelle quali sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa. La presente misura annulla e sostituisce la precedente di cui alla lettera a) del verbale CICAS del 28/04/2010 che a sua volta annullava esostituiva la lettera a) del verbale CICAS del 20/05/2009.  

  • Punto 3 lettera g) del verbale CICAS del 05/11/2010;): Concessione della Cassa integrazione guadagni in deroga fino ad un massimo di 35 settimane in favore dei lavoratori titolari di contratti di lavoro subordinato con imprese anche artigiane e cooperative, che presentano istanza in deroga ai limiti di durata della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria previsti dalla legislazione ordinaria. La CIG in deroga può essere richiesta ed utilizzata a condizione che l’impresa abbia già fatto uso di tutti gli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni, ordinarie e straordinarie dell’attività, e non può andare oltre la data in cui sia nuovamente possibile accedere agli ammortizzatori sociali previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni, ordinarie e straordinarie, dell’attività lavorativa.
  • Punto 4 lettera i) del verbale CICAS del 28/04/2010): Concessione della Cassa integrazione guadagni in deroga fino ad un massimo di 35 settimane in favore dei lavoratori titolari di contratti di lavoro subordinato con imprese anche artigiane e cooperative, che presentano istanza in deroga ai limiti di durata della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria previsti dalla legislazione ordinaria. La CIG in deroga può essere richiesta ed utilizzata a condizione che l’impresa abbia già fatto uso di tutti gli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni, ordinarie e straordinarie dell’attività, e non può andare oltre la data in cui sia nuovamente possibile accedere agli ammortizzatori sociali previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni, ordinarie e straordinarie, dell’attività lavorativa.

 –         Punto 6  del verbale CICAS del 28/04/2010 A favore dei datori di lavoro che hanno in atto sospensioni del lavoro, e che, ai sensi dell’art. 1, comma 1 , del D.L. n. 78/2009, convertito, con modificazioni, nella Legge 102/2009, utilizzano i lavoratori sospesi, percettori di trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga, in progetti volti alla formazione o alla riqualificazione professionale, che possono includere attività produttive di beni o servizi connessi all’apprendimento, la durata massima delle misure di cui al punto 3 lettera a) e d) e punto 4, lettera a), b) e g), del presente accordo,  è di 26 settimane previo accordo sindacale.

  1. 2.                       In favore dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati, che operano sul territorio della Regione Abruzzo, fatta espressa eccezione per i lavoratori  che prestano la propria attività nei territori dei Comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato la Provincia dell’Aquila ed altri Comuni della Regione Abruzzo il giorno 06.04.2009, per i quali si rinvia al successivo punto 3, stabilisce che le misure di sostegno al reddito che possono integrare e rafforzare l’attuazione dei programmi di politiche attive sono:

 

a)                      Proroga sino alla data del 31/07/2011 della cassa integrazione guadagni in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri) sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati,  sospesi o a orario ridotto, dipendenti da datori di lavoro titolari di unità operative anche artigiane e cooperative, che non rientrano nella  disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale  e che, se destinatari della disciplina del trattamento di integrazione salariale ordinaria, hanno già utilizzato l’intero periodo massimo di durata  eventualmente spettante per le sospensioni dell’attività lavorativa;  nonché in favore dei dipendenti con contratti di apprendistato o di somministrazione, da imprese nelle quali sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa, già beneficiari della misura di cassa in deroga di cui alla lettera a) del verbale CICAS del 28/04/2010 e del 05/11/2010.

b)                      Concessione di 26 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, per i quali, nel periodo dal 01.05.2011 al 31.07.2011, risulti scadere l’indennità di mobilità ai sensi della legge 223/91.

c)                       Proroga di 26 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, per i quali, nel periodo dal 01.05.2011 al 31.07.2011, risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga concessa allo scadere della mobilità  ex lege 223/91.

d)                      Concessione di 13 settimane della mobilità in deroga  in favore dei lavoratori subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati,  soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro,  dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o  cessati per scadenza del contratto, nel periodo dal 01/05/2011 al  31/07/2011, che non rientrano nella  disciplina della mobilità ex lege 223/91 e che non abbiano maturato i requisiti a percepire   l’indennità di disoccupazione  o altra tipologia di ammortizzatore sociale. Fermo restando il possesso del requisito di anzianità aziendale ex art. 16 comma 1 legge 223/1991, come richiamato dall’ art. 7-ter, comma 6, legge n. 33/2009.

e)                      Proroga sino al 31/07/2011 della cassa integrazione in deroga in favore dei lavoratori degli organismi formativi con sedi operative accreditate ai sensi della normativa regionale vigente, che risultano sospesi  dal lavoro e ad orario ridotto per carenza di attività   e  beneficiari del provvedimento di cui alla lettera “e”,   del verbale del 28/01/2011.

f)                        Proroga sino al 31/07/2011 della mobilità in deroga in favore dei lavoratori di cui alla DGR 433/06 inseriti in specifici percorsi di stabilizzazione.

g)                      Concessione/Proroga della mobilità in deroga, per un periodo massimo di 52 settimane e comunque non oltre il 31/12/2011,  in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi somministrati, licenziati da datori di lavoro titolari di impresa con unità operative, anche artigiane e cooperative, nei confronti dei quali,  nel periodo compreso tra il 01.05.2011 ed il 31.07.2011,  viene a scadere l’indennità di disoccupazione ordinaria o l’indennità di mobilità in deroga. Purché detto trattamento consenta al lavoratore, nel corso del 2011, la maturazione del diritto alla pensione e sempre che, in capo allo stesso,  permanga lo stato di disoccupazione.  

 

  1. 3.                       In favore dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati, che operano sul territorio dei Comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato la Provincia dell’Aquila ed altri Comuni della Regione Abruzzo il giorno 06.04.2009, fatta espressa eccezione per i lavoratori che prestano la propria attività sul restante territorio della Regione Abruzzo e per i quali si rinvia al precedente punto 2, le misure di sostegno al reddito che possono integrare e rafforzare l’attuazione dei programmi di politiche attive sono:

 

a)                      Proroga sino alla data del 31/07/2011 della cassa integrazione guadagni in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri) sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati,  sospesi o a orario ridotto, dipendenti da datori di lavoro titolari di unità operative anche artigiane e cooperative, che non rientrano nella  disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale e che, se destinatari della disciplina del trattamento di integrazione salariale ordinaria, hanno già utilizzato l’intero periodo massimo di durata  eventualmente spettante per le sospensioni dell’attività lavorativa; nonché in favore dei dipendenti con contratti di apprendistato o di somministrazione, da imprese nelle quali sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa, già beneficiari della misura di cassa in deroga di cui alla lettera a) del verbale CICAS del 28/04/2010 e del 05/11/2010.

b)                      Concessione di 13 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, licenziati da datori di lavoro  titolari di impresa con unità operative, anche artigiane e cooperative, non rientranti nei requisiti di accesso ai trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria, nei confronti dei quali,  nel periodo compreso tra il 01/05/2011 ed il 31.07.2011,  viene a scadere l’indennità di disoccupazione ordinaria, sempre che, in capo agli stessi,  permanga lo stato di disoccupazione.

c)                        Proroga di 13 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, già beneficiari della concessione/proroga di detto trattamento per effetto della lettera b) verbale CICAS del 10/11/2009, delle lettere b) e c) verbali CICAS 29/01/2010 e 29/07/2010,  lettere c) e d) verbali CICAS  28/04/2010 e 05/11/2010 e delle lettere b) e c) del verbale CICAS del 28/01/2011, nei confronti dei quali sia scaduta o venga a scadere la mobilità in deroga entro la data del  31/07/2011. Sempre che, in capo agli stessi,  permanga lo stato di disoccupazione.

d)                      Concessione di 26 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, per i quali, nel periodo dal il 01.05.2011 ed il 31.07.2011, risulti scadere l’indennità di mobilità ai sensi della legge 223/91.

e)                       Proroga di 26 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, per i quali, nel periodo dal 01.05.2011 al 31.07.2011, risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga concessa allo scadere della mobilità  ex lege 223/91.

f)                        Concessione di 13 settimane della mobilità in deroga  in favore dei lavoratori subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati,  soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro,  dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o  cessati per scadenza del contratto, nel periodo dal 01/05/2011 al  31/07/2011, che non rientrano nella  disciplina della mobilità ex lege 223/91 e che non abbiano maturato i requisiti a percepire   l’indennità di disoccupazione  o altra tipologia di ammortizzatore sociale. Fermo restando il possesso del requisito di anzianità aziendale ex art. 16 comma 1 legge 223/1991, come richiamato dall’ art. 7-ter, comma 6, legge n. 33/2009.

g)                      Proroga di 13 settimane della cassa integrazione in deroga in favore dei lavoratori sospesi , dipendenti da datori di lavoro titolari di unità operative non rientranti nei requisiti di accesso ai trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa e per i quali, dal periodo 01.05.2011 ed il 31.07.2011, risulti scadere l’indennità di cassa in deroga, che non coincide con quella relativa all’intervento di cui alla lettera a) dei  verbali CICAS del 27.04.09, del 10/11/2009,  del 28/04/2010,  del 05/11/2010 e del 28/01/2011.

h)                        Proroga di 13 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati dalle imprese industriali fino a 15 dipendenti ed imprese artigiane che non rientrano nella disciplina dell’art. 12, commi 1 e 2 della L. 223/91, per i quali, nel periodo dal 01.05.2011 al 31.07.2011 sia scaduta o venga a scadere l’indennità di mobilità in deroga, che non coincide con quella relativa all’intervento di cui alla lettera b) del verbale del 10.11.09, alle lettere b) e c) del verbale del 29/01/2010, alle lettere c) e d) dei verbali del 28/04/2010 e del 05/11/2010 e delle lettere b) e c) del 28/01/2011.

i)               Proroga sino al 31/07/2011 della cassa integrazione in deroga in favore dei lavoratori degli organismi formativi con sedi operative accreditate ai sensi della normativa regionale vigente, che risultano sospesi  dal lavoro, o ad orario ridotto per carenza di attività e beneficiari del  provvedimento di cui alla lettera  “i” del verbale del 28/01/2011.  

j)  Proroga sino al 31/07/2011 della mobilità in deroga in favore dei lavoratori di cui alla DGR 433/06 inseriti in specifici percorsi di stabilizzazione.

k)                      Proroga sino alla data del 31/12/2011 della mobilità in deroga in favore dei lavoratori di cui al protocollo  del 23/09/2008, così come modificato dalla nota della Direzione Generale ASL 1, del 30/11/2010, prot. n. 0104236,  inseriti in specifici percorsi di stabilizzazione.

l)              Concessione/Proroga della mobilità in deroga, per un periodo massimo di 52 settimane e comunque non oltre il 31/12/2011,  in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi somministrati, licenziati da datori di lavoro titolari di impresa con unità operative, anche artigiane e cooperative, nei confronti dei quali,  nel periodo compreso tra il 01.05.2011 ed il 31.07.2011,  viene a scadere l’indennità di disoccupazione ordinaria o l’indennità di mobilità in deroga. Purché detto trattamento consenta al lavoratore, nel corso del 2011, la maturazione del diritto alla pensione e sempre che, in capo allo stesso,  permanga lo stato di disoccupazione.

  1. 4.                       Le Amministrazioni Provinciali restano impegnate a porre in essere le azioni di cui al “Patto delle politiche attive del lavoro per i lavoratori colpiti dalla crisi, percettori di ammortizzatori sociali in deroga” approvato  con DGR 1034 del 29/12/2010 e successivo Protocollo d’intesa sottoscritto con le province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, nei tempi di utilizzo delle risorse disponibili per gli ammortizzatori sociali in deroga.

 

  1. 5.                       Al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie , perla CIG in deroga va utilizzato il sistema del pagamento diretto ai lavoratori interessati da parte dell’INPS, tanto anche in considerazione delle nuove disposizioni dell’Istituto volte alla contrazione dei tempi per il pagamento dei trattamenti di  sostegno al reddito in deroga.

 

  1. 6.                       Alla  Conferenza dei Servizi, presieduta dal Dirigente del Servizio Programmazione e Gestione delle Politiche Passive del Lavoro, è demandata la predisposizione delle istruzioni operative e della relativa modulistica per accedere all’utilizzo delle disposizioni di cui al presente verbale, nonché alle misure di politica attiva di cui al “Patto delle politiche attive del lavoro per i lavoratori colpiti dalla crisi, percettori di ammortizzatori sociali in deroga” approvato con DGR 1034 del 29/12/2010.

 

  1. 7.                       L’erogazione dei trattamenti di integrazione salariale in deroga, conseguenti ai provvedimenti decisi nell’odierna riunione, è subordinata alle disponibilità finanziarie, nonché al rispetto delle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative ed amministrative, anche con riferimento ai periodi considerati per la scadenza dei trattamenti previdenziali usufruiti in precedenza dai lavoratori interessati e, infine, nel rispetto delle domande di intervento degli ammortizzatori sociali da parte delle aziende e dei lavoratori interessati.

 

  1. 8.                       La validità del presente verbale  decorre dalla data della sua sottoscrizione.

 

III°  PUNTO O.D.G. – Il Presidente introduce l’argomento posto al terzo punto dell’ordine del giorno: “Varie ed Eventuali”:

a) Richiesta dell’Amministrazione Provinciale di Chieti di una proroga della cassa integrazione in deroga in favore della Burgo Group Spa stabilimento di Chieti (Nota Prot. n. 22524 del 14.04.2011).

Il Presidente cede la parola all’Assessore al Lavoro della Provincia di Chieti che relaziona in merito.

L’Assessore D’Amario, riportandosi a quanto dedotto nella circostanziata documentazione agli atti, rappresenta brevemente la complessa e delicata situazione che interessa il sito produttivo della Burgo Group Spa di Chieti.

Un ulteriore periodo di 35 settimane di cassa in detrazione in deroga è funzionale e necessario per la realizzazione del progetto IN.TE., nonché per la ricollocazione dei 136 lavoratori oggi ancora dipendenti della Burgo Group Spa.

Il Comitato, sentito l’Assessore del Lavoro della Provincia di Chieti, Daniele D’Amario, vista la documentazione agli atti, considerato che l’ulteriore periodo di proroga di cassa in deroga richiesta risulta funzionale alla definizione di un positivo, nonché virtuoso percorso di reindustrializzazione di un sito dismesso, con percorsi di politica attiva a favore dei 136 lavoratori e conseguente loro ricollocazione all’interno del progetto IN.TE., all’unanimità, autorizza un’ulteriore proroga della durata di 35 settimane, senza soluzione di continuità con la precedente, in  favore dei lavoratori  della Burgo Group Spa sede di Chieti.

b) Congedo per maternità e mobilità in deroga.

Il Presidente cede la parola  al rappresentante della CGIL.

Interviene il Sig.  Sandro Giovarruscio il quale rappresenta la problematica delle lavoratrici che in costanza di Mobilità in Deroga accedono al congedo per maternità per una durata superiore alla stessa mobilità, con  la conseguente impossibilità di  utilizzare successivi periodi di proroga della mobilità in deroga.

In risposta il Dott. Sciullo precisa che i periodi di congedo obbligatorio e facoltativo non vengono computati ai fini dei limiti di permanenza nelle liste di mobilità ai sensi dell’art. 22, del D.Lgl 151/2001. La lavoratrice continua a percepire l’indennità di maternità anche successivamente alla cessazione del periodo di mobilità.

Il Comitato, in considerazione di ciò, al fine di evitare una disparità di trattamento tra i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga, all’unanimità, dispone di equiparare la cessazione del periodo di maternità, avviata in costanza di mobilità in deroga,  alla cessazione dell’intervento di mobilità in deroga e, conseguentemente,  al cessare del congedo per maternità, autorizza la lavoratrice ad accedere a successivi periodi di proroga della mobilità in deroga, ove previsti. Demanda alla  Conferenza dei Servizi per una compiuta applicazione.

Alle ore 13,00 il Presidente dichiara sciolta la seduta.

Del che è verbale, letto, confermato e sottoscritto.

 

CHIARIMENTI DIPARTIMENTO FUNZIONE PUBBLICA PENSIONAMENTO E RIAMMISSIONE SERVIZIO DIRIGENTI MEDICI S.S.S.

20/04/2011

Gli argomenti   di cui al titolo  sono  disciplinati   dall’ art.22 della legge n.183/2010 ,in vigore dal 24 novembre dell’anno scorso , in cui si prevede che al  comma 1 dell’articolo 15-nonies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,le parole :”dirigenti medici del servizio   sanitario  nazionale ” sono sostituite  dalle segueni: ” dirigenti medici e del ruolo sanitario del S. s. n.” e  le parole: «fatta salva l’applicazione dell’articol16 del decreto legislativo 30 dicembre1992, n. 503» sono sostituite dalle seguenti: «ovvero, su istanza dell’interessato,al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni caso il limite massimo di permanenza non puo` superare  il  settantesimo anno e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”.  

Pertanto dal  24.11.2010, data d’entrata in vigore della legge n.183/2010  (Collegato Lavoro) ,il testo del comma 1 dell’art.15 nonies del  dec.legvo n.502/1992 ,relativo  alla  disciplina dell’età pensionabile , risulta essere il seguente:”1.Il limite massimo d’età per il collocamento a riposo dei dirigenti  medici  e del ruolo sanitario del servizio sanitario nazionale ,ivi compresi i responsabili di struttura complessa ,è stabilito al compimento del 65 .mo anno d’età ovvero,su istanza dell’interessato ,al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo  . In ogni caso il  limite massimo di permanenza non può superare il settantesimo anno di età d’età e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti .E’ abrogata la legge  19.02.1991 n.50,fatto salvo il diritto a rimanere in servizio per coloro i quali hanno già ottenuto  il beneficio”

In base al nuovo  testo della predetta disposizione,l’età di pensionamento per il personale medico citato non risulta elevata a 70 anni ,che invece costituiscono il limite di permanenza in servizio per coloro che ,dopo il 65.mo anno,disponendo di un’anzianita’ effettiva inferiore a 40 anni ,intendono  proseguire il  servizio ,facendone  richiesta all’Amministrazione di appartenenza.

Si ricorda che  la legge 19 febbraio 1991, n. 50  sopra citata  conteneva  la  disciplina del  collocamento a riposo del personale medico dipendente.

 Il testo dell’art.22 del collegato lavoro è formato altresì dai commi  2 e 3 ,il cui contenuto si esamina di seguito.

Il comma 2 fa riferimento al comma 1 dell’art.16 del dec.legvo n.503 del 30.12.1992,  alla fine del quale viene aggiunto  un nuovo periodo e di conseguenza dal  24 novebre 2010 il predetto risulta essere il seguente:”E’ in facoltà dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di permanere in servizio, con effetto dalla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421, per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per essi previsti.I dipendenti in aspettativa non retribuita che ricoprono cariche elettive presentano ladomanda almeno 90 giorni primadel compimento del limite di età per il collocamento a riposo”

  Il comma 3 invece  prevede che la disposizione contenuta nel comma 1 dell’art.15 nonies del dec.legvo n.502/92 ,come modificato dall’art.22 comma 1 del collegato lavoro ,trova  applicazione anche ai dirigenti medici e del ruolo sanitario del S S N in servizio alla data del 31 gennaio 2010    .

Come si vede la disposizione introdotta dal comma 3 dell’art.22 della legge n.183/2010 ha  una portata retroattiva  rispetto alla data d’entrata in vigore della legge in cui risulta contenuto,nel senso che anche i dirigenti medici e del ruolo sanitario del S S N in servizio alla data  del 31.gennaio 2010 ,avendo più di 65 anni d’età ,ma un’anzianita’ effettiva inferiore a 40 anni ,se intendono  proseguire il  servizio   ,possono farne richiesta all’Amministrazione di appartenenza.

 In  caso di medici dirigenti in servizio sia  al  31.01.2010  che   alla data di entrata in vigore con portata retroattiva   dell’art.22 comma 3 della legge n.183/2010,l’applicazione  della disposizione privista  dallo stesso non presenta  difficoltà di sorta,che invece potrebbero  intervenire   per i   medici dirigenti in servizio  al 31.01.2010,ma che in data successiva  hanno  lasciato il servizio       ,in quanto  collocati a riposo per aver  raggiunto    l’anzianità massima contributiva di 40 anni ,in applicazione dell’art.72 comma 11 della legge n.133/08,  novellato  dall’art.17  comma 35 novies della legge n.102/09.

 Infatti per costoro si porrebbe la necessità di richiedere ed ottenere la riammissione in servizio,che peraltro   risulta esclusa proprio dall’art. 22 comma 1  della legge n.183/2010,che nell’utima parte dichiara che”… la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”

 L”auspicio  di    confacenti istruzioni applicative da parte degli organi ministeriali competenti  circa le modalità di attuazione  della disposizione esaminata capaci di  superare il contenzioso esistente e prevenire quello ulteriore   ha riguardato   i seguenti aspetti dell’art.22 sopra esaminato   .

 In primo luogo  alla  domanda  come deve intendersi la previsione del   “servizio effettivo”,si ritiene di  rispondere  che deve intendersi   esclusivamente quello prestato in costanza di attività lavorativa, senza quindi tenere conto di alcun periodo di riscatto (laurea, servizio militare,ecc) e sul punto un aiuto ci viene dall vicende legislative che hanno caraatterizzato l’art.72 comma  11 della  legge n.133/08,che dapprima faceva riferimento all’anzianita’ contributiva utile per i 40 anni che determinavano il pensionamento,e poi,con la modifica apportata dall’art.17 comma 35 novies della legge n.102/09,ha ripiegato  su quella effettiva

Un secondo aspetto da  chiarire   interessa l’eventuale discrezionalità dell’amministrazione di accoglere o respingere la domanda di permanenza in servizio ,fermo restandoche ,per previsione della stessa disposizione  l,a domanda non  può  essere accolta   se si determina un aumento del numero dei dirigenti.

Un terzo aspetto  che  pone   qualche  incertezza   ed indeterminatezza  operativa     riguarda proprio la possibilità della domanda di riammissione in servizio per l’applicazione del comma 3 dell’art.22 in esame.

Rispetto alle incertezze applicative dell’art. 22 suddetto sono intevenuti   chiarimenti operativi da parte del Dipartimento Funzione Pubblica contenuti in  due distinte  note rimesse ad altrettante   ASL, per  cui   si rinvia agli allegati file.

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NON NECESSARIO DURC PER CIG

19/04/2011
  E’ noto che, a seguito della  disposizione introdotta dall’art.1  comma 1175  della legge n.296/06    ,   a far data  dal 31.12,2007   i     benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva (il Durc), fermi restando gli altri obblighi di legge e il rispetto degli accordi e contratti collettivi. arte dei datori di lavoro e anche al possesso del Durc.

In relazione a quanto precede ,il Ministero del lavoro con la nota n.5089/2011,rispondendo a corrispondente quesito dell’ANCE,ha precisato che la Cig non è beneficio normativo e contributivo e pertanto non può essere subordinata al rilascio del Durc

Il dubbio dell’Ance è sorto a seguito dell’operato di alcune commissioni provinciali dell’Inps (gli uffici deputati ad autorizzare l’erogazione dei trattamenti d’integrazione salariale), le quali piuttosto ritengono la Cigo «un beneficio normativo ai sensi del comma 1175 dell’articolo 1 della legge n. 296/2006».

Il ministero ha chiarito  che la Cigo non può farsi rientrare nell’ambito dei cosiddetti benefici normativi e contributivi ,i quali, ai sensi della predetta legge n. 296/2006 ,sono subordinati (anche) al rilascio del Durc .

 Nel richiamare   quanto già sostenuto nella circolare n. 5/2007 per definire il campo di applicazione del Durc nelle ipotesi della fruizioni di benefici, il ministero ha  evidenziato  il rapporto fra «regola ed eccezione», spiegando che in questo rapporto l’eccezione va a rappresentare un «beneficio». Da tale assunto, quindi, ne ha fatto scaturire il principio per cui i benefici contributivi soggetti al Durc sono da individuare negli sgravi collegati alla costituzione e gestione del rapporto di lavoro in quanto rappresentano una deroga all’ordinario regime contributivo; i benefici «normativi» in tutte quelle agevolazioni che operano su un piano diverso da quello della contribuzione previdenziale. Tra questi, i contributi e le sovvenzioni statali, regionali o da atti a valenza normativa connessi alla costituzione e alla gestione di rapporti di lavoro (per esempio cuneo fiscale, credito d’imposta per nuove assunzioni).

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