PILLOLE DI…GIURISPRUDENZA

Si richiama l’attenzione sulle seguenti sentenze della  Corte di Cassazione in relazione alle partiolari questio definite:

Sentenza n.23933/2010

 Nel distacco  la temporaneità non va confusa con il concetto di brevità: in sostanza la destinazione del lavoratore a prestare la propria attività in favore di un terzo, non è vincolata a una durata predeterminata fin dal l’inizio, né al fatto che questa sia più o meno lunga. Il vincolo di legittimità risiede esclusivamente nella sussistenza, per tutta la durata, dell’interesse del distaccante a che il proprio dipendente presti la sua opera in favore del distaccatario. In pratica il distacco potrebbe addirittura persistere per tutta la durata del rapporto di lavoro .

Sentenza n.3590/2011

 Quando il licenziamento sia intimato all’esito di un procedimentodisciplinare ,l’enunciazione dei motivi ,tanto nellacontestazione quanto nella lettera di licenziamento soddisfa la razio dell legge  e pertanto il licenziamento per giusta causa è leggitimo 

-Sentenza n.3955 /2011

Nel rapporto di agenzia ,il preavviso riguarda soltanto il recesso del contratto a tempo indeterminato  e non può essere esteso a quelo a tempo determinato ,anche se si sono succeduti più contratti a termine .

Sentenza n.3597/2011

Nel risarcimento del danno al lavorato licenziato illeggittimamente ,l’indennita’ di mobilità non può essere dettratta dalle somme alle quali il datore di lavoro è stato condannato ,non potendosi ritenere la stessa non acquisita dal lavoratore e ripetibili dagli istituti previdenziali.

Sentenza n.3602/2011 

L’art.14 del CCNL dei servizi ambientali e territoriali va interpretato nel senso che l’operatore autista di combinata canal-jet ,responsabile dellamanovra dell’alta pressione con interventopersonale e diretto in pozzi neri deve essere inquadrato  nell’area conduzione ,quarto livello ,a prescindre al fatto che per la guida< sia richiesta la patene  C .

-Sentenza n.3607/2011

L’esclusione del diritto del personale direttivo al riposo settimanale e festivo,nochè al compenso speciale per lavoro oltre l’orario normale ,non ha carattere assoluto ,essendo soggetta a limiti di ragionevolezza  verificabili dal giudice,sempre che il loro superamento sia stato dedotto e provato dal  dirigente .

Sentenza n.3744/2011 

Il principio dell’irriducibilità della prestazione ,che si desume dagli art.2103 c.c e 36 della Costituzione  ,ossia dal divieto di assegnaione a mansioni  inferiori e dallancessaria proporzione tra l’ammotaredella retribuzione e la qualità e quantità del lavoro prestato ,si estende anchel indennità compensative di particolari e gravosi modi di svolgimento del lavoro ,nel senso che quella voce retributiva può essere soppressa ove vengano meno quei modi di svolgimento della prestazione,ma deve essere conservata in caso contrario. 

Sentenza n.3871/2011

 Non può avere rilievo l’assunto del Ministero ricorrente, secondo cui la tipologia del rapporto, in relazione alla limitata durata del contratto, impedisce all’Amministrazione di avvalersi della elevazione culturale conseguente alla fruizione dei permessi di studio. Ed infatti il riconoscimento di determinati benefici, quali quelli in esame, prescinde da un siffatto interesse del datore di lavoro, pubblico o privato, essendo diretto alla concreta attuazione di fondamentali garanzie costituzionali, riconosciute nell’ordinamento internazionale e recepite altresì dal Legislatore nella definizione dei diritti spettanti ai lavoratori studenti (97 Cost.).

  Deve pertanto affermarsi il seguente principio di diritto: “In base ad un’interpretazione coerente con il principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato, sancito dall’art. 10 legge n. 300 del 1970)”.

 La sentenza della Corte d’appello di…   è conforme a tale principio e, pertanto, il ricorso del Ministero va rigettato.

Sentenza n.4053/2011

 Il provvedimento di sospensione dall’attività lavorativa è illegittimo qualora il datore di lavoro, “sia che intenda adottare il meccanismo della rotazione sia nel caso contrario, ometta di comunicare alle organizzazioni sindacali, ai fini dell’esame congiunto, gli specifici criteri, eventualmente diversi dalla rotazione, di individuazione dei lavoratori che debbono essere sospesi”, e che tale illegittimità può essere fatta valere dai lavoratori interessati davanti al giudice ordinario per ottenere il pagamento della retribuzione piena e non integrata,

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