COLLEGATO LAVORO: ETA’ PENSIONABILE DIRIGENTI MEDICI S.S.N. E CERTIFICATI MALATTIA

  Gli argomenti   di cui al titolo  sono  disciplinati  rispettivamente dagli   artt.22 e 25.

Per quanto riguarda i dirigenti medici, il citato articolo 22 stabilisce  che   al  comma 1 dell’articolo 15-nonies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,le parole :”dirigenti medici del servizio   sanitario  nazionale ” sono sostituite  dalle segueni: ” dirigenti medici e del ruolo sanitario del S. s. n.” e  le parole: «fatta salva l’applicazione dell’articol16 del decreto legislativo 30 dicembre1992, n. 503» sono sostituite dalle seguenti: «ovvero, su istanza dell’interessato,al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni caso il limite massimo di
permanenza non puo` superare  il  settantesimo anno e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”.  

Pertanto dal  24.11.2010, data d’entrata in vigore della legge n.183/2010  (Collegato Lavoro) ,il testo del comma 1 dell’art.15 nonies del  dec.legvo n.502/1992 ,relativo  alla  disciplina dell’età pensionabile , risulta essere il seguente:”1.Il limite massimo d’età per il collocamento a riposo dei dirigenti  medici  e del ruolo sanitario del servizio sanitario nazionale ,ivi compresi i responsabili di struttura complessa ,è stabilito al compimento del 65 .mo anno d’età ovvero,su istanza dell’interessato ,al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo  . In ogni caso il  limite massimo di permanenza non può superare il settantesimo anno di età d’età e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti .E’ abrogata la legge  19.02.1991 n.50,fatto salvo il diritto a rimanere in servizio per coloro i quali hanno già ottenuto  il beneficio”

In base al nuovo  testo della predetta disposizione,l’età di pensionamento per il personale medico citato non risulta elevata a 70 anni ,che invece costituiscono il limite di permanenza in servizio per coloro che ,dopo il 65.mo anno,disponendo di un’anzianita’ effettiva inferiore a 40 anni ,intendono  proseguire il  servizio ,facendone  richiesta all’Amministrazione di appartenenza.

Si ricorda che  la legge 19 febbraio 1991, n. 50  sopra citata  conteneva  la  disciplina del  collocamento a riposo del personale medico dipendente.

 Il testo dell’art.22 del collegato lavoro è formato altresì dai commi  2 e 3 ,il cui contenuto si esamina di seguito.

Il comma 2 fa riferimento al comma 1 dell’art.16 del dec.legvo n.503 del 30.12.1992,al quale in fine viene aggiunto  un nuovo periodo e di conseguenza dal  24 novebre 2010 il predetto risulta essere il seguente:”E’ in facoltà dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di permanere in servizio, con effetto dalla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421, per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per essi previsti.I dipendenti in aspettativa non retribuita che ricoprono cariche elettive presentano ladomanda almeno 90 giorni primadel compimento del limite di età per il collocamento a riposo”

  Il comma 3 invece  prevede che la disposizione contenuta nel comma 1 dell’art.15 nonies del dec.legvo n.502/92 ,come modificato dall’art.22 comma 1 del collegato lavoro ,trova  applicazione anche ai dirigenti medici e del ruolo sanitario del S S N in servizio alla data del 31 gennaio 2010    .

Come si vede la disposizione introdotta dal comma 3 dell’art.22 della legge n.183/2010 ha  una portata retroattiva  rispetto alla data d’entrata in vigore della legge in cui risulta contenuto,nel senso che anche i dirigenti medici e del ruolo sanitario del S S N in servizio alla data  del 31.gennaio 2010 ,avendo più di 65 anni d’età ,ma un’anzianita’ effettiva inferiore a 40 anni ,se intendono  proseguire il  servizio   ,possono farne richiesta all’Amministrazione di appartenenza.

Nel caso di medici dirigenti in servizio il 31.01.2010 ed  anche  alla data di entrata in vigore con portata retroattiva   dell’art.22 comma 3 della legge n.183/2010,l’applicazione  della disposizione privista  dallo stesso non presenta  difficoltà di sorta,che invece potrebbero  intervenire  nel caso di  medici dirigenti in servizio il 31.01.2010,ma che in data successiva  hanno  lasciato il servizio       ,in quanto  collocati a riposo  a seguito  del compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni ,in applicazione dell’art.72 comma 11 della legge n.133/08, nel testo   sostituito dall’art.17  comma 35 novies della legge n.102/09. Infatti per costoro si porrebbe la necessità di richiedere ed ottenere la riammissione in servizio,che peraltro non sempre risulta possibile ed in particolare risulta esclusa proprio dall’art. 22 comma 1  dellalegge n.183/2010,che nell’utima parte dichiara che”… la permanenzain servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”

A questo punto si esprime l’auspicio che al piu’ presto intervengano  confacenti istruzioni applicative da parte degli organi ministeriali competenti  circa le modalità di attuazione  della disposizione esaminata,onde superare il contenzioso esistente e prevenire quello ulteriore che si potrebbe determinare .

Nel frattempo  si ritiene di esprimersi su alcuni aspetti dell’art.22 esaminato che possono  dar luogo ad incertezze ap plicative  di ordine generale.

 In primo luogo  alla donanda  come deve intendersi la previsione del   “servizio effettivo”,si  risponde che deve intendersi   esclusivamente quello prestato in costanza di attività lavorativa, senza quindi tenere conto di alcun periodo di riscatto (laurea, servizio militare,ecc) e sul punto un aiuto ci viene dall vicende legislative che hanno caraatterizzato l’art.72 comma  11 della  legge n.133/08,che dapprima faceva riferimento all’anzianita’ contributiva utileper i 40 anni che determinavano il pensionamento,e poi,con la modifica apportata dall’art.17 comma 35 novies della legge n.102/09,ha ripiegato  su quella effettiva

Un secondo aspetto da considerare riguarda l’eventuale discrezionalità dell’amministrazione di accoglere o respingere la domanda di permanenza i servizio ed in merito si precisa che la domanda può non trovare aoglimento se si determina un aumento del numero dei dirigenti.

Un terzo aspetto   a cui si fa riferimento  è quello relativo alla possibilità della domanda di riammissione in servizio per l’applicazione del comm3 dell’art.22in esame ,ma in proposito, pur esprimendo  un orientamento favorevole ,si reputa utile ed opportuno attendere le istruzioni ministetiali  al riguardo.

   Passando  all’art. 25 ,si osserva che, al fine di   realizzare un quadro completo delle assenze per malattia   del personale dipendente pubblico e privato,  il medesimo   prevede che  dal 1° gennaio  2010   in tutti i casi di assenza per malattia  dei dipendenti di datori privati ,per il rilascio e la trasmissione dell’attestazione di malattia si applicano le disposizioni  contenute nell’art.55 septies del dec.legvo n.151/01,così che:

1. Nell’ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare l’assenza viene giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

2. In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, all’Istituto nazionale della previdenza sociale, secondo le modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa vigente, e in particolare dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dall’articolo 50, comma 5-bis, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, introdotto dall’articolo 1, comma 810, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dal predetto Istituto e’ immediatamente inoltrata, con le medesime modalità, all’amministrazione interessata.

  Inoltre si precisa ,a modifica di quanto riportato al comma 2 dell’art.71 dec.legge n.112/08 convertito in legge n. 33/08,il cui testo precedente  è  sostituito  ,che la certificazione  medica  da produrre per la malattia dei pubblici dipendenti va rilasciata da una struttura sanitaria pubblica ovvero da un medico convenzionato con il servizio sanitario  nazionale.

 Infine è da notare la previsione che a decorrere dall’anno 2009  per le assenze per malattia di cui all’art.71 comma 1 del dec.legge n.112/08 del personale del comparto  sicurezza e difesa ,nonchè del personale del Corpo nazionale  dei vigili del fuoco gli emolumenti di carattere continuativo correlati allo specifico status ed alle peculiari condizioni d’impiego di tale pertsonale sono equipartati  al trattamento economico fondamentale.

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