COLLEGATO LAVORO : DELEGHE AL GOVERNO

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dell’entrata in vigore,si  dà corso a l’esame delle disposizioni significative e rilevanti del ” collegato lavoro”,che in settima lettura parlamentare è stato  approvato definitivamente il 19 0ttobre 2010.

Alcune delle  disposizioni  del provvedimento in parola  non risultano immediatamente operative, in quanto  riguardano  l’attribuzione di   deleghe  al Governo ,necessitano che siano emanati i corrispondenti decreti legislativi .

Di seguito si trattano le disposizioni che prevedono dette deleghe.

REVISIONE DISCIPLINA LAVORI USURANTI

 
 La prima disposizione ,contenuta nell’art.1, riguarda la delega per la revisione della disciplina in tema di lavori usuranti ,che,già prevista dalla legge n.247/07,mira ad ottenere che entro tre mesi il Governo emani uno o più decreti legislativi per fissare i criteri per l’attribuzione dei benefici in favore dei lavoratori interessati.
Si ricorda che,a decorrere dal 1° gennaio 2008 ,a domanda è prevista ,la riduzione di tre anni sull’età minima per il pensionamento di anzianità,senza però scendere al di sotto dei 57 anni ,disponendo di almeno 35 anni di contribuzione versata.
Inoltre si evidenzia che risulta necessaria una permanenza effettiva nelle attività ritenute usuranti di almeno sette anni nel periodo 2008/2017 ovvero per almeno metà della vita lavorativa dal 2018 in poi.
Si aggiunge che il comma 2 dell’art.1 integra i principi fissati nella legge n. 247/2007 con una clausola disalvaguardia finalizzata a garantire priorità nella decorrenza del trattamento pensionistico, qualora vi siano scostamenti tra la copertura finanziaria ed il numero delle domande presentate ,nel senso che ,a parità di maturazione deirequisiti, vale la data dipresentazione dell’istanza.

RIORGANIZZAZIONE ENTI VIGILATI DA MINISTERO LAVORO


La seconda disposizione da commentare è contenuta nell’art.2 e concerne la delega ,da esercitare entro 12 mesi, per la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero del Lavoro  ,restando previsto che la stessa si  ispiri  ai seguenti criteri e principi:
a) snellimento e semplificazione della struttura amministrativa nell’ottica dell’efficienza e dell’economicità dell’azione amministrativa, con il riordino delle competenze dell’ISFOL, dell’Istituto per gli Affari Sociali e della società Italia Lavoro SpA;
b) razionalizzazione ed ottimizzazione delle spese e dei costi di
funzionamento, con riorganizzazione dei relativi centri di spesa;
c) ridefinizione del rapporto di vigilanza tra Ministero del Lavoro, Ministero della Salute ed Enti ed Istituti vigilati, con possibilità per le suddette AmministrazioniCentrali di emanare indirizzi e direttive nei confronti degli stessi. Parimenti, viene riconosciuta all’INAIL la possibilità di emanare direttive specifiche all’ISPESL in
materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, nell’ottica dell’effettivo coordinamentopostulato dall’art. 9 del D.L.vo n. 81/2008: tutto questo nel quadro delle direttive e degli indirizzi emanati dal Ministero del Lavoro in “concerto” con quello della Salute;
d) organizzazione del Casellario centrale degli infortuni;
e) obbligo a carico dei soggetti vigilati di cambiare i propri statuti e di
adeguarli ai principi contenuti nell’emanando decreto legislativo: il tutto entro i sei mesi successivi;
f) concertazione tra vari Ministeri ( Lavoro, Salute, Economia, Funzione Pubblica, Sviluppo Economico e Difesa – limitatamente alla Croce Rossa Italiana -), con un iter procedimentale ben definito;
g) assenza di nuovi oneri per lafinanza pubblica;
h) riordino degli organismi collegiali centrali del Ministero della Salute
finalizzato ad eliminare le duplicazioni, a razionalizzare le strutture che svolgono mansioni omogenee, a limitare il numero delle strutture ed a diminuire il numero dei componenti degli stessi.

RIORDINO NORMATIVA CONGEDI,ASPETTATIVE E PERMESSI


La terza disposizione da considerare è quella contenuta nell’art.23 che prevede la delega per il riordino della normativa in materia i congedi ,aspettative e permessi,da esercitare entroun semestre,tenendo conto dei seguenti principi e criteri direttivi:
-coordinamento formale e sostanziale di tutta la normativa di riferimento,con l’obiettivo di semplificare ed aggiornare il quadro normativo;
– indicazione esplicita delle disposizioni abrogate;
-riordino delle tipologie di permessi, alla luce del loro contenuto ed avuto riguardo alle situazioni costituzionalmente tutelate;
– ridefinizione dei presupposti oggettivi e dei requisiti soggettivi,
razionalizzazione e semplificazione delle modalità di fruizione dei congedi, delle aspettative e dei permessi,così da pervenire ad una applicazione uniforme della disciplina;
e) razionalizzazione dei documenti da presentare, con particolare
riferimento alle situazioni di handicap “ex lege” n. 104/1992, o affette da patologie neuro vegetative od oncologiche.

DIFFERIMENTO TERMINI E CRITERI PER DELEGHE AMMORTIZZATORI SOCIALI ,SERVIZI IMPIEGO,INCENTIVI OCCUPZIONE,APPRENDISTATO E  OCCUPAZIONE  FEMMINILE
La quarta disposizione da richiamare è quella prevista dall’art.46 che si riferisce al differimento dei termini fissati dallalegge n.247/07 per l’esercizio di deleghe in materia di ammortizzatoi sociali,di servizi per l’impiego ,d’ incentivi per l’occupazione e l’apprendistato e di occupazione femminile.
Le deleghe sulle predette materie devono essere attuate entro 24 mesi rispettando i seguenti criteri e principi:

a) sgravi orientati a favorire i regimi di orario flessibili, nell’ottica della
conciliazione tra i tempi di vita familiare e quelli di lavoro e ad incrementare l’occupazione femminile;
b) revisione della normativa sui congedi parentali, con un’ottica finalizzata alla loro estensione ed incremento;
c) rafforzamento, nella previsione dell’art. 9 della legge n. 53/2000, del
part-time e del telelavoro;
d) rafforzamento dell’azione finalizzata ai servizi per l’infanzia e per gli
anziani non auto sufficienti;
e) orientamento dei Fondi comunitari, in via prioritaria verso l’occupazione femminile;
f) rafforzamento delle iniziative e delle disposizioni finalizzate a garantire l’effettiva parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e di lavoro;
g) realizzazione di sistemi di raccolta e di elaborazione dei dati in grado di far emergere ogni discriminazione;
h) potenziamento delle azioni intese a favorire l’imprenditoria femminile;
i) previsione di azioni finalizzate ad agevolare l’accesso ed il rientro sul mercato del lavoro di personale femminile, anche attraverso la formazione professionale mirata;
j) definizione degli adempimenti dei datori di lavoro sulla materia

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