Archive for settembre 2010

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

27/09/2010

Si riporta l’elenco delle aziende operanti in Abruzzo per cui nel periodo dal 16 al 23 settembre 2010 risultano emanati i provvedimenti di cigs da parte del Ministeto del Lavoro:

Denominazione Azienda : PHARD
con sede in : NAPOLI Prov : NA
Causale di Intervento : Crisi aziendale
Unità di : MOSCIANO SANT’ANGELO Prov : TE
Settore: Commercio al dettaglio di confezioni per adulti, escluso l’abbigliamento in pelle
Decreto del 21/09/2010 n. 54164
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 16/04/2010 al 15/05/2010
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Denominazione Azienda : RAC – FLUID S.R.L.
con sede in : ELICE Prov : PE
Causale di Intervento : Crisi aziendale
Unità di : ELICE Prov : PE
Settore: Fabbricazione, installazione, riparazione e manutenzione di rubinetti e valvole
Decreto del 22/09/2010 n. 54220
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 17/05/2010 al 16/05/2011
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Denominazione Azienda : SAMP
con sede in : BENTIVOGLIO-Unita’ di ORTONA (CH)
Causale di Intervento : Crisi aziendale

Settore: Fabbricazione, installazione, riparazione e manutenzione di macchine utensili per la lavorazione dei metalli ed accessori, escluse le parti intercambiabili
 Decreto del 21/09/2010 n. 54183
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 12/04/2010 al 11/04/2011
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Denominazione Azienda : SETRICEFRADUE S.R.L.
con sede in : CIVITELLA DEL TRONTO Prov : TE
Causale di Intervento : Crisi aziendale
Unità di : CIVITELLA DEL TRONTO Prov : TE
Settore: FABBRICAZIONE, INSTALLAZIONE, RIPARAZIONE E MANUTENZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI
Decreto del 21/09/2010 n. 54192
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 14/06/2010 al 13/06/2011
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NUOVE DECORRENZE TRATTAMENTI PENSIONISTICI LEGGE N.122 /2010

27/09/2010

  Si segnala che con la   Circolare n.126 del 24 scorso l’Inps fornisce indicazioni e chiarimenti  sulle nuove decorenze dei trattamenti pensionistici previste dall’art.12 del decreto legge n.78/2010,convertito in legge n.122/2010 .

I  destinatari della norma in questione sono  :

1)  i soggetti che maturano “il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le lavoratrici del settore privato ovvero all’età di cui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 convertito con modificazioni con legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni e integrazioni per le lavoratrici del pubblico impiego”  (art.12 comma 1); 

2) “ i soggetti che maturano i previsti requisiti a decorrere dal 1° gennaio 2011 per l’accesso al pensionamento ai sensi dell’articolo 1, comma 6 della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni e integrazioni, con eta’ inferiori a quelle indicate al comma 1 (art. 12, comma 2)” ;

3)  i soggetti che maturano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia con le età previste dagli specifici ordinamenti.

L’Istituto  peraltro ritiene   opportuno precisare che le nuove decorrenze si applicano esclusivamente a coloro che raggiungono i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso a pensione a partire dal 1° gennaio 2011, mentre non sono applicabili ai lavoratori che abbiano maturato i predetti requisiti entro il 31 dicembre 2010, anche se a tale data non siano ancora aperte le “finestre di accesso” al pensionamento previste dalle leggi n. 243/2004 e n. 247/2007.

Di conseguenza, destinatari della nuova disciplina introdotta dalla legge n.122/2010, sono dal 1° gennaio 2011: a) i lavoratori e le lavoratrici del “settore privato” che maturano il diritto all’accesso alla pensione di vecchiaia a 65 anni, per gli uomini, o a 60 anni per le donne, ovvero che maturano i previsti requisiti per l’accesso al pensionamento con età inferiori ai sensi dell’allegato art. 1, comma 6, della legge n. 243/2004;  b) I lavoratori del “settore pubblico” che maturano il diritto all’accesso al pensionamento con i medesimi requisiti esposti nel precedente punto a) ;c) Le lavoratrici iscritte alle forme esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (destinatarie della disciplina in materia di elevazione dell’età pensionabile di cui all’art. 22-ter, comma 1, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78) ; d) I lavoratori e le lavoratrici iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, e a fondi sostitutivi, esclusivi ed esonerativi, che maturano il diritto al pensionamento secondo le regole generali vigenti nei propri ordinamenti (a titolo di esempio si richiamano le lavoratrici del “settore pubblico” che non siano destinatarie della disciplina in materia di elevazione dell’età pensionabile di cui all’art. 22-ter, comma 1, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 e gli iscritti ai fondi speciali le cui specifiche normative prevedono limiti di età, per l’accesso alla pensione di vecchiaia, differenti da quelli della generalità dei lavoratori dipendenti).

 Sono esclusi dall’applicazione della nuova disciplina coloro che accedono al trattamento pensionistico di anzianità sulla base di una disciplina diversa da quella prevista dall’articolo 1, comma 6, delle legge n. 243/2004. Pertanto si ritiene che la nuova disciplina delle decorrenze introdotta dalle disposizioni in oggetto non sia applicabile alle lavoratrici che accedono al pensionamento di anzianità con il regime sperimentale di cui all’articolo 1, comma 9, della legge n. 243/2004.  

 A decorrere dal 1° gennaio 2011, i soggetti di cui al punto precedente della presente circolare conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico di anzianità e vecchiaia (art. 12, comma 1 e 2) secondo quanto segue: a) coloro i quali conseguono il diritto alla pensione a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti, trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti anagrafici e contributivi; b) coloro i quali conseguono il diritto alla pensione a carico delle gestioni per gli artigiani, i commercianti e i coltivatori diretti nonché della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, trascorsi diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti anagrafici e contributivi. I trattamenti in parola decorrono ovviamente dal primo giorno del mese successivo allo scadere del citato differimento di 12 o 18 mesi. Stante il tenore letterale della legge, i trattamenti pensionistici a carico della gestione separata seguono la disciplina in materia di decorrenze prevista per le pensioni a carico delle gestioni dei lavoratori autonomi, senza che abbia più rilevanza, al riguardo, l’iscrizione o non iscrizione, al momento del pensionamento ad altra forma pensionistica obbligatoria. Il diritto alla pensione di anzianità e di vecchiaia rimane in ogni caso soggetto alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente alla data di decorrenza della pensione. Si ritiene opportuno precisare che, limitatamente al sistema delle decorrenze, non è operante la salvaguardia prevista dall’art.1, comma 8, della legge n. 243/2004 e dall’art. 1, comma 2, lett. c, della legge n. 247/2007 in favore dei lavoratori che, antecedentemente alla data del 1° marzo 2004 (termine esteso al 20 luglio 2007), siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria. Detti lavoratori potranno beneficiare del previgente sistema delle decorrenze solo qualora la contribuzione volontaria accreditata consenta loro di raggiungere entro il 2010 i requisiti anagrafici e contributivi previsti per il pensionamento di anzianità. 1.3 Categorie che non rientrano nella nuova disciplina in tema di decorrenze Secondo quanto previsto dal comma 4, del citato articolo 12, le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge in oggetto continuano ad applicarsi nei confronti dei: a) lavoratori dipendenti che hanno in corso il periodo di preavviso alla data del 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva richiesti per il conseguimento del trattamento pensionistico entro la data di cessazione del rapporto di lavoro (art. 12, comma 4, lett. a); si fa presente che la condizione di lavoratore in preavviso alla data del 30 giugno 2010 deve risultare da apposita dichiarazione di responsabilità del datore di lavoro, dalla quale risultino le clausole contrattuali in ordine alla durata del preavviso, la data iniziale del periodo di preavviso nonché la data terminale del medesimo; b) lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiungimento del limite di età (art. 12, comma 4, lett b). Secondo quanto previsto dal comma 5, del citato articolo 12, le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge n. 78/2010 continuano altresì ad applicarsi, nei limiti del numero di 10.000 lavoratori beneficiari, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011 (art. 12, comma 5): a) ai lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile 2010 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all’articolo 7, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223; b) ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010; c) ai lavoratori che, al 31 maggio 2010, data di entrata in vigore del decreto n. 78/2010, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all’art. 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Riguardo ai lavoratori di cui alla lettera a) si fa presente che il presupposto della maturazione dei requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità deve essere verificato al 31 maggio 2010, data di entrata in vigore del decreto legge n. 78/2010. Pertanto eventuali sospensioni della percezione dell’indennità di mobilità successive al 31 maggio 2010 non possono essere considerate rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione entro il quale devono essere maturati i requisiti per il pensionamento.

A PROPOSITO DI INTEGRAZIONE SALARIALE

26/09/2010

Di seguito si risponde al quesito se una società costituirta ed operativa da poche settimane possa far ricorso all’integrazione salariale per i lavoratori assunti a seguito dell’avvio dell’attività  produttiva ovvero se sussistano tempi tecnici e specifiche condizioni per poter ricorrere a questo ammortizzatore sociale Precisato che l’integrazione salariale non sospende il rapporto di lavoro, ma solo l’obbligo della prestazione lavorativa e del corrispondente obbligo retributivo , si esprime l’avviso che , fermi restando i criteri generali di equità, correttezza e buona fede , nell’ordinamento giuridico non sussistono norme che impongono per l’attivazione della cassa integrazione guadagni ordinaria ordinaria una determinata anzianità operativa della società né una durata minima del rapporto di lavoro dei dipendenti presso il datore di lavoro interessato ,che è invece richiesta per la cassa integrazione straordinaria ed i deroga,quantificata dall’art.8 della legge n.160/88 in 90 giorni alla data della presentazione della domanda al Ministero del Lavoro . Detto questo , si ritiene di aggiungere che la mancanza di una preclusione normativa collegata all’esistenza di una determinata anzianità aziendale non significa però che in concreto la richiesta della cigo da parte dell’impresa operante da poche settimane soltanto non potrebbe incontrare difficolta’ di accettazione da parte dei competenti organi dell’Inps con riferimento alla causale addotta per la stessa . Ferma la previsione generale dell’art. 1 della legge n. 164/75 che l’ integrazione salariale ordinaria per contrazione o sospensione dell’attività produttiva spetta per situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o agli operai ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato,con riferimento alla fattispecie in esame si è portati a riferire che non avrebbe difficoltà ad essere accettata una richiesta giustificata dalla sospensione della fornitura di energia elettrica per fatto non imputabile alla società ovvero dal mancato arrivo di materie prime utilizzate nelle lavorazioni aziendali in conseguenza di uno sciopero dell’impresa di trasporto impiegata ovvero per altre causali oggettive , quali ad esempio : il danneggiamento ai macchinari ed alle strutture aziendali causati da eventi meteorologici particolarmente intensi e violenti , l improvviso ed imprevisto guasto ai macchinari determinanti del processo produttivo non imputabile ad omessa periodica manutenzione . Invece si valuta che l’ esito positivo della domanda di cigo potrebbe non intervenire se la causale addotta risulti la mancanza di commesse ovvero la crisi di mercato,in quanto da parte della Commissione dell’Inps competente in materia si potrebbe obiettare che l’attualità e/o prevedibilità della causale stessa avrebbe dovuto suggerire ai titolari della compagine aziendale di soprassedere all’avvio dell’attività i caratterizzata da un eccesso di maestranze utilizzabili nel ciclo produttivo ,facendo salva ben’inteso l’ipotesi della difficoltà aziendale conseguente ad un evento improvviso ed imprevisto, esterno alla gestione aziendale,che ad esempio potrebbe essere determinato dal repentino venir meno dell’unico committente dell’azienda Per quanto concerne l’ipotesi di ricorso alla cigs da parte dell’impresa operante da poco tempo, anche per la richiesta dell’integrazione salariale straordinaria si valuta che potrebbero non mancare le incertezze e le difficoltà sull’esito della stessa. In primo luogo si ricorda che i DD. MM . n.31826 del 18.12.2002 e n.35302 del 15.12.2004 ,che disciplinano i criteri di approvazione delle pratiche della cigs per crisi aziendale, affermano esplicitamente che non possono avere un riscontro i programmi che sono presentati da aziende che: a) abbiano iniziato l’attività produttiva nel biennio precedente la richiesta di cigs; b) siano state oggetto di significative trasformazioni societarie nel biennio precedente la richiesta d’intervento. Tuttavia si avverte che l’ ipotesi sub b) non è assoluta ,in quanto se le trasformazioni non sono state effettuate da imprese con assetti societari sostanziamente coincidenti con lo scopo di contenere i costi di gestione,ciò andrebbe bene. Come andrebbe bene la fattispecie di fusione operata da società che pur non avendo assetti societari coincidenti effettuano le operazioni di trasformazione con l’obiettivo della salvaguardia occupazionale e del risanamento aziendale. Peraltro sarebbe problematico l’esito positivo della domanda utilizzazione della cigs ,come prima delineata pure per la previsione dell’art.8 della legge n.160/88 ,prima citato,,che appunto richiede per i beneficiari del trattamento previdenziale in parola un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni alla data della presentazione della domanda al Ministero del Lavoro , di cui i lavoratori in forza da poche settimane non disporrebbero. . Di seguito si risponde al quesito se una società operante da poche settimane possa far ricorso all’integrazione salariale per i lavoratori assunti a seguito dell’avvio dell’attibvità produttiva lavoratori ovvero se sussistano tempi tecnici e specifiche condizioni per poter ricorrere a questo ammortizzatore sociale Precisato che l’integrazione slariale non sospende il rapporto di lavoro, ma solo l’obbligo della prestazione lavorativa e del corrispondente obbligo retributivo , si esprime l’avviso che , fermi restando i criteri generali di equità, correttezza e buona fede , nell’ordinamento giuridico non sussistono norme che impongono per l’attivazione della cassa integrazione guadagni ordinaria ordinaria una determinata anzianità operativa della società né una durata minima del rapporto di lavoro dei dipendenti presso il datore di lavoro interessato ,che è invece richiesta per la cassa integrazione straordinaria ed i deroga,quantificata dall’art.8 della legge n.160/88 in 90 giorni alla data della presentazione della domanda al Ministero del Lavoro . Detto questo , si ritiene di aggiungere che la mancanza di una preclusione normativa collegata all’esistenza di una determinata anzianità aziendale non significa però che in concreto la richiesta della cigo da parte dell’impresa operante da poche settimane soltanto non potrebbe incontrare difficolta’ di accettazione da parte dei competenti organi dell’Inps con riferimento alla causale addotta per la stessa . Ferma la previsione generale dell’art. 1 della legge n. 164/75 che l’ integrazione salariale ordinaria per contrazione o sospensione dell’attività produttiva spetta per situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o agli operai ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato,con riferimento alla fattispecie in esame si è portati a riferire che non avrebbe difficoltà ad essere accettata una richiesta giustificata dalla sospensione della fornitura di energia elettrica per fatto non imputabile alla società ovvero dal mancato arrivo di materie prime utilizzate nelle lavorazioni aziendali in conseguenza di uno sciopero dell’impresa di trasporto impiegata ovvero per altre causali oggettive , quali ad esempio : il danneggiamento ai macchinari ed alle strutture aziendali causati da eventi meteorologici particolarmente intensi e violenti , l improvviso ed imprevisto guasto ai macchinari determinanti del processo produttivo non imputabile ad omessa periodica manutenzione . Invece si valuta che l’ esito positivo della domanda di cigo potrebbe non intervenire se la causale addotta risulti la mancanza di commesse ovvero la crisi di mercato,in quanto da parte della Commissione dell’Inps competente in materia si potrebbe obiettare che l’attualità e/o prevedibilità della causale stessa avrebbe dovuto suggerire ai titolari della compagine aziendale di soprassedere all’avvio dell’attività i caratterizzata da un eccesso di maestranze utilizzabili nel ciclo produttivo ,facendo salva ben’inteso l’ipotesi della difficoltà aziendale conseguente ad un evento improvviso ed imprevisto, esterno alla gestione aziendale,che ad esempio potrebbe essere determinato dal repentino venir meno dell’unico committente dell’azienda Per quanto concerne l’ipotesi di ricorso alla cigs da parte dell’impresa operante da poco tempo, anche per la richiesta dell’integrazione salariale straordinaria si valuta che potrebbero non mancare le incertezze e le difficoltà sull’esito della stessa. In primo luogo si ricorda che i DD. MM . n.31826 del 18.12.2002 e n.35302 del 15.12.2004 ,che disciplinano i criteri di approvazione delle pratiche della cigs per crisi aziendale, affermano esplicitamente che non possono avere un riscontro i programmi che sono presentati da aziende che: a) abbiano iniziato l’attività produttiva nel biennio precedente la richiesta di cigs; b) siano state oggetto di significative trasformazioni societarie nel biennio precedente la richiesta d’intervento. Tuttavia si avverte che l’ ipotesi sub b) non è assoluta ,in quanto se le trasformazioni non sono state effettuate da imprese con assetti societari sostanziamente coincidenti con lo scopo di contenere i costi di gestione,ciò andrebbe bene. Come andrebbe bene la fattispecie di fusione operata da società che pur non avendo assetti societari coincidenti effettuano le operazioni di trasformazione con l’obiettivo della salvaguardia occupazionale e del risanamento aziendale. Peraltro sarebbe problematico l’esito positivo della domanda utilizzazione della cigs ,come prima delineata pure per la previsione dell’art.8 della legge n.160/88 ,prima citato,,che appunto richiede per i beneficiari del trattamento previdenziale in parola un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni alla data della presentazione della domanda al Ministero del Lavoro , di cui i lavoratori in forza da poche settimane non disporrebbero.

Per l’identica ragione  sopra indicata da ultima,ossia per la mancanza da parte dei dipendenti in forza  di un’anzianità aziendale di almeno  90 giorni alla data della sarebbe non accoglibile la domanda   di integrazione salariale in deroga,nel caso che l’impresainteressata operante da poche settimane non risulta  destinatariadella cigo nè della cigs,ricordando che    il requisito  previsto dall’ art.8 della legge n.160/88 risulta esteso  alla  cig in deroga dall’art.7 ter comma 6 del la legge n.33/09.

CHIARIMENTI INPS INCENTIVI REIMPIEGO BENEFICIARI AMMORTIZZATORI SOCIALI

26/09/2010
 Si  premette  che  con il Messaggio 23 marzo 2010, n. 8123  (   di cui  risulta fatta esposizione .su questo blog in data 25 .3 2010) l’Inps   ebbe a fornire prime indicazioni  in merito   agli incentivi per il    reimpiego in forma autonoma o in cooperativa  dei  lavoratori destinatari di trattamento di sostegno al reddito secondo la previsione  alla previsione dei commi 7 e 8 dell’art. 1, il D.L. 78/09, convertito con modificazioni  in L. 102/09,  state rese operative dal decreto interministeriale n. 49409/09 relativo  alle modalità e  condizioni applicative.

Si premette altresi ‘ che   beneficiari  degli incentivi di cui si tratta sono :

a)i soggetti  di cui  al comma  7 dell’articolo 7-ter  del decreto legge n.78 /09,convertito in legge n.102/093 ossia i  i lavoratori destinatari, per gli anni 2009 e 2010, di ammortizzatori sociali in deroga o sospesi ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, che intendano avviare un’attività di lavoro autonomo, un’attività autoimprenditoriale o una micro impresa( ossia un’impresa il cui organico sia inferiore a 10 persone e il cui fatturato o il totale di bilancio annuale non superi 2 milioni di euro), o per associarsi in cooperativa ed il beneficio consiste nella liquidazione del trattamento di sostegno del reddito (ammortizzatore sociale in deroga o indennità di disoccupazione di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto-legge n. 185/2008, convertito, con modificazioni, nella legge n. 2/2009), per un numero di mensilità o di giornate pari a quelle autorizzate in favore del lavoratore e dal medesimo non ancora percepite al momento della presentazione della domanda di anticipazione ;
 b) i soggetti di cui al comma 8 dell’ art.7 ter   del dec.legge n.78/09 convertito in  legge  n.102/09 ,che  in quanto percettori del trattamento di cassaintegrazione ordinaria o straordinaria negli anni ,negli anni 2009 e 2010   facciano richiesta di tale trattamento    per intraprendere un’attivita’ di lavoro autonomo, per avviare un’attivita’ autoimprenditoriale o una micro impresa o per associarsi in cooperativa in conformita’ alla normativa vigente, ed il beneficio consiste nella liquidazione agli stessi    del relativo trattamento per un numero di mensilita’ pari a quelle deliberate e non ancora percepite ,con l’avvertenza che in  caso di cassa integrazione guadagni per crisi aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa, di procedura concorsuale o comunque nei casi in cui il lavoratore sospeso sia stato dichiarato in esubero strutturale,  ai lavoratori  e’ liquidato altresi’, nel caso in cui   rientrino  nelle previsioni di cui all’articolo 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223, il trattamento di mobilita’ per dodici mesi al massimo. 

Lo stesso messaggio menzionato all’inizio di questa esposizioneprevedeva in particolare che  richieste dei lavoratori di cui sopra  l’ anticipazione  dei trattamenti previdenziali goduti   ,pur se acquisite dalle struttureInps territorialmente competenti   ,andavano  tenute in evidenza in attesa  delle   istruzioni di carattere procedurale e contabile per la liquidazione del beneficio ,che  sono  state date dall’Istituto di previdenza con il nuovo  con il  nuovo  Messaggio 20 settembre 2010, n. 23542,i cui aspettiprincipali si evidenziano di seguito.

Per quanto concerne le indicazioni   di carattere operativo ,si chiarisce  che al fine della liquidazione  per le domande già presentate, l’incentivo dovrà essere calcolato a partire dal primo giorno successivo all’ultimo giorno di CIG pagato ,mentre eventuali arretrati spettanti per il periodo precedente la domanda non devono essere conteggiati nel calcolo dell’incentivo ma saranno liquidati al lavoratore come prestazione CIG.

 Inoltre  ,riguardo alle   verifiche da compiere per l’erogazione del 25% della prestazione,viene evidenziato   che se il lavoratore è già percettore della prestazione, il diritto del beneficiario all’ammortizzatore deve intendersi già verificato.

 Infine  vengono date  le seguenti   specifiche indicazioni per le diverse categorie di incentivo:

 a) Incentivo a favore di lavoratori destinatari di provvedimenti di cassa integrazione in deroga (art. 7-ter, comma 7, DL 10 febbraio 2009 n. 5, convertito in legge 9 aprile 2009 n. 33, come modificato dall’art. 1, comma 7, del DL 1 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2009, n. 102).

La domanda dovrà essere presentata dopo il provvedimento che concede l’integrazione salariale (della Regione o della Direzione regionale del Lavoro). Di conseguenza i lavoratori che beneficiano dei trattamenti di integrazione salariale in deroga ai sensi dell’art. 7-ter, comma 3 del DL 5/2009 convertito con modificazioni nella L. 33/2009 (anticipazione ante concessione da parte dell’INPS), potranno presentare istanza solo dopo l’adozione del provvedimento autorizzatorio.

 b)  Incentivo a favore dei lavoratori beneficiari di CIGO (art. 1, comma 8, del DL 1 luglio 2008 n. 78, convertito con modificazioni nella L. 3 agosto 2009, n. 102).

La domanda non potrà essere liquidata prima dell’adozione del provvedimento di autorizzazione da parte della competente Commissione Provinciale.

Nel caso di pagamento di cig a conguaglio, gli elementi necessari per la liquidazione potranno essere richiesti dalla Sede direttamente al datore di lavoro e/o al lavoratore.

Ai fini della determinazione del beneficio, si precisa che, nei casi di integrazione salariale per riduzione di orario o rotazione, si dovrà avere riguardo alla percentuale di riduzione del lavoro mediamente avuta dal singolo lavoratore nel periodo precedente da calcolarsi con inizio dal primo mese di fruizione.

 c) Liquidazione, unitamente all’incentivo, di un importo pari al trattamento di mobilità (art. 5, comma 3 del DM 49409 del 18 dicembre 2009).

 Risulta segnalato che  che essa può essere richiesta esclusivamente dai lavoratori beneficiari di cassa integrazione guadagni per crisi aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa, di procedura concorsuale o dichiarati in esubero che abbiano un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi di cui sei di lavoro effettivamente prestato (art. 16, comma 1, L 223/91) e deve essere pagata, per intero, unitamente alla liquidazione del 75% dell’incentivo.

 Da ultimo è chiarito   che la fruizione dell’incentivo all’autoimprenditorialità da parte del singolo lavoratore comporta una pari riduzione dell’autorizzazione rilasciata all’azienda.

CUMULO PENSIONE CON REDDITI LAVORO AUTONOMO

23/09/2010
 Si richiama l’attenzione  sul Messaggio Inps n.23710 del 21 scorso  che contiene le  istruzioni operative  sull’argomento specificato nel titolo ,  di cui di seguito    si evidenziano gli aspetti principali ,tenuto conto che l’articolo 10 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, nell’introdurre il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, dispone, al comma 4, che, ai fini dell’applicazione di tale divieto, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all’ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell’IRPEF per il medesimo anno.
 
  In  applicazione dell’anzidetta disposizione i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l’anno 2009, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo per tale anno sono tenuti a dichiarare entro il 30 settembre 2010, data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno 2009, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009.
 
 Premesso quanto sopra  si tratta di verificare i  chiarimentidell’ Istituto  in ordine all’individuazione dei pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009.
 
 
 A)  PENSIONATI ESCLUSI DALL’OBBLIGO DI DICHIARARE I REDDITI DA LAVORO AUTONOMO CONSEGUITI NELL’ANNO 2009
 
Sono esclusi dall’obbligo di dichiarazione, in quanto non soggetti al divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo:
 
–        i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994;
 
–        i titolari di pensione di vecchiaia. Si ricorda che per effetto dell’articolo 72 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 dal 1° gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima e delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo, indipendentemente dall’anzianità contributiva utilizzata per il riconoscimento e la liquidazione della prestazione;
 
–        i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo in quanto dal 1 gennaio 2009 sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro (per effetto dell’articolo 19 del d.l. 25.6.2008, n. 112 convertito in legge 6.8.2008, n. 133);
 
–        i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima in quanto dal 1 gennaio 2009 sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro (v. circolare n. 108 del 9.12.2008, p. 2);
 
–        i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni (v. circolare n. 20 del 26 gennaio 2001). Si precisa che ai fini dei 40 anni è utile anche la contribuzione relativa a periodi successivi alla decorrenza della pensione, purchè già utilizzata per la liquidazione di supplementi (v. circolare n. 22 dell’8 febbraio 1999 e messaggio n. 4233 del 23 luglio 1999).
 
Con riferimento agli assegni di invalidità si ricorda che le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 42, della legge n. 335 del 1995, secondo cui all’assegno di invalidità, nei casi di cumulo con i redditi da lavoro dipendente, autonomo o di impresa, si applicano le riduzioni di cui alla tabella G allegata alla predetta legge, continuano ad operare anche nei casi in cui l’assegno di invalidità sia stato liquidato con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni (v. circolari n. 234, punto 2, del 25 agosto 1995 e n. 20, punto 3, del 26 gennaio 2001).
 
 
 
  B) PENSIONATI SOGGETTI ALL’OBBLIGO DI DICHIARARE I REDDITI DA LAVORO AUTONOMO CONSEGUITI NELL’ANNO 2009
 
I pensionati che non si trovano nelle condizioni di cui al punto  A) sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009 entro il 30 settembre 2010.
 
Si ritiene comunque opportuno richiamare le seguenti situazioni particolari.
 
  L’articolo 10, comma 2, del decreto n. 503 del 1992 stabilisce che le disposizioni in materia di incumulabilità con i redditi da lavoro non si applicano nei confronti dei titolari di pensione di invalidità dalla cui attività dipendente o autonoma derivi un reddito complessivo annuo non superiore all’importo del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti relativo al corrispondente anno.
 
Pertanto, i titolari di pensione di invalidità e di assegno di invalidità che, non trovandosi nelle condizioni di cui al punto 2, sarebbero in linea di principio soggetti al divieto parziale di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, non sono in concreto assoggettati a tale divieto qualora nell’anno 2009 abbiano conseguito un reddito da lavoro autonomo pari o inferiore a euro 5.950,88.
 
 L’articolo 10, comma 5, del decreto n. 503 del 1992 stabilisce che i trattamenti pensionistici sono totalmente cumulabili con i redditi derivanti da attività svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre istituzioni pubbliche e private. Pertanto gli anzidetti redditi non assumono alcun rilievo ai fini dell’applicazione del divieto di cumulo con la pensione.
 
A sua volta, il comma 4-bis, aggiunto all’articolo 11 della legge 21 novembre 1991, n. 374, dall’articolo 15 della legge 6 dicembre 1994, n. 673, stabilisce che le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace sono cumulabili con i trattamenti pensionistici e di quiescenza comunque denominati.
 
Le indennità e i gettoni di presenza di cui all’articolo 82, commi 1 e 2, del TUEL percepiti dagli amministratori locali non costituiscono reddito da lavoro ai fini del cumulo con la pensione (v. messaggio n. 340 del 26.9.2003, lettera B).
 
Del pari tutte le indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive (e, quindi, ad esempio, le indennità per i presidenti e i membri dei consigli regionali, quelle dei parlamentari nazionali ed europei) non costituiscono redditi da lavoro ai fini del cumulo con la pensione (v. circolare n. 58 del 10 marzo 1998, p. 2.1 e n. 197 del 23 dicembre 2003, p. 1).
 
Sono altresì cumulabili con il trattamento pensionistico le indennità di cui all’articolo 8 della legge 22 luglio 1997, n. 276 e successive modificazioni ed integrazioni percepite dai giudici onorari aggregati per l’esercizio delle loro funzioni (v. circolare n. 67 del 24 marzo 2000).
 
A norma dell’articolo 86 della legge 21 novembre 2000, n. 342 i pensionati che svolgono la funzione di giudice tributario sono esclusi dal divieto di cumulo per le indennità percepite per l’esercizio di tale funzione (v. circolare n. 20 del 26 gennaio 2001).
 
 
 C9  REDDITI DA DICHIARARE
 
I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali.
 
Il reddito d’impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento del reddito.
 
 
 D) MODULI DA UTILIZZARE PER LA DICHIARAZIONE
 
La dichiarazione del reddito da lavoro autonomo può essere resa utilizzando il Modello 503 AUT  allegato al messaggio esaminato ,restando  inteso, in ogni caso, che devono essere considerate valide anche le dichiarazioni rese senza utilizzare tale modulo.
 
 
 E)  DICHIARAZIONE A PREVENTIVO PER L’ANNO 2010
 
A norma del comma 4-bis, aggiunto all’articolo 10 del decreto n. 503 del 1992 dall’articolo 1, comma 210, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, le trattenute delle quote di pensione non cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dagli enti previdenziali sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell’anno. A tal fine gli interessati sono tenuti a rilasciare all’ente previdenziale competente apposita dichiarazione.
 
Le trattenute sono conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti, rilasciata dagli interessati entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione dei redditi ai fini dell’IRPEF.
 
Pertanto i pensionati, nei cui confronti trova applicazione il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, che svolgano nel corrente anno attività di lavoro autonomo sono tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2010.
 
Le trattenute che verranno operate sulla pensione “a preventivo” saranno conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi 2010 resa a consuntivo nell’anno 2011.
 
  Infine l’Inps precisa che:
 
-Sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a consuntivo anche i pensionati per i quali la situazione reddituale dichiarata a preventivo non abbia avuto variazioni.
 
-Del pari sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a preventivo anche i pensionati per i quali la situazione reddituale dell’anno in corso non è variata rispetto a quella dichiarata a consuntivo per l’anno precedente.

OPERATIVI DECRETI STABILIZZAZIONE LSU COMUNI

22/09/2010

 Sono  stati  pubblicati     sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – N.221   del  21 scorso  tre Decreti   del Ministero del Lavoro in data 2.5.2010  e  registrati dalla Corte dei Conti il 26 luglio 2010, che dettano criteri e disposizioni procedurali per la concessione di un contributo ai Comuni con meno di 50.000 abitanti – ai sensi dell’art. 2, comma 552, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 – nel limite complessivo di un milione di euro per ciascuna annualità 2008, 2009 e 2010, che procedano  alla stabilizzazione di lavoratori impegnati in attività socialmente utili presso gli stessi Enti e con oneri a carico del bilancio comunale da almeno otto anni

 Il piano di stabilizzazione  può prevedere una o più delle seguenti alternative:

– Assunzione dei lavoratori socialmente utili con contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato superiore a 12 mesi presso lo stesso Ente Locale, relativamente alle qualifiche di cui all’art. 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni. In tal caso il piano deve recare l’espressa dichiarazione del Sindaco di conformità delle stabilizzazioni ai vincoli finanziari vigenti in materia di assunzioni e di contenimento della spesa per il personale dipendente delle pubbliche amministrazioni;

– Assunzioni dei lavoratori socialmente utili presso soggetti privati con contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato superiore a 12 mesi;

– Erogazione di un incentivo all’autoimprenditorialità da erogare ai lavoratori socialmente utili con indicazione del relativo ammontare;

 A fronte dei piani di stabilizzazione occupazionale presentati, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali provvederà alla stipula delle convenzioni con i Comuni ai fini del trasferimento delle risorse .

Si precisa che   dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale decorrono i termini (30 giorni) di presentazione delle domande per l’ammissione al contributo.

   i contributi di cui all’art.  2,  comma  552,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244,  sono assegnati  , per le distinte  annualita 2008, 2009 e 2010  ai Comuni con meno di 50.000 abitanti  per  la  stabilizzazione  di  lavoratori
impegnati in attivita’ socialmente  utili  con  oneri  a  carico  del
bilancio del Comune stipulante a decorrere dal 1° gennaio 2000  o  da
una data precedente e  per  i  quali  non  abbia  eventualmente  gia’
usufruito nei predetti anni  del medesimo contributo.

  Per esssere ammessi ai contributi,     i  Comuni  devono  spedire
con raccomandata o consegnare a mano apposita  domanda  al  Ministero
del  lavoro  e  delle  politiche   sociali   -   Direzione   Generale
ammortizzatori sociali e  incentivi  all'occupazione,  Divisione  III
(via  Fornovo  8,  00192  Roma)  entro  30  giorni  dalla   data   di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale,  a  pena
di decadenza.
 . La domanda, sottoscritta dal Sindaco, deve indicare:
    il numero degli abitanti del Comune richiedente;
    il  numero  complessivo  dei  soggetti  che  svolgono   attivita'
socialmente utili  con  oneri  a  carico  del  Comune  richiedente  a
decorrere dal 1° gennaio 2000 o da una data precedente;
    il numero ed i nominativi dei soggetti suindicati che  lo  stesso
Comune intende stabilizzare, con il contributo  di  cui  all'art.  2,
comma 552, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
    dichiarazione del Comune richiedente che  gli  oneri  relativi  a
tali lavoratori socialmente utili sono sempre stati, a decorrere  dal
1° gennaio 2000 o da una data precedente, a totale carico del  Comune
medesimo.
  3. Inoltre, la domanda deve recare:
    esplicita dichiarazione che le assunzioni, se previste presso  un
Comune con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, sono conformi  ai
limiti di spesa per il personale  imposti  dall'art.  1,  comma  557,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive  modificazioni,  e
dall'art. 76 del decreto legge 25 giugno 2008,  n.  112,  convertito,
con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,  nonche'
l'esplicito  impegno  al  rispetto  dell'art.  77-bis  del   predetto
decreto-legge n. 112 del 2008, concernente  il  Patto  di  stabilita'
interno per gli Enti Locali;
    esplicita dichiarazione che le assunzioni, se previste presso  un
Comune con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, sono conformi  ai
limiti di spesa per il personale  imposti  dall'art.  1,  comma  562,
della predetta legge n. 296 del 2006  e  dall'art.  76  del  predetto
decreto-legge n. 112 del 2008. 

   La  ripartizione delle risorse disponibili  -  pari  a
€ 1.000.000 - sarà effettuata dal   Ministero  del  lavoro   socialiin base ad
  apposita  graduatoria  dei  Comuni  che  hanno  presentato
istanze ammissibili ,mentre    l'ammotare delle risorse spettanti a ciascun Comune
in graduatoria e' determinato in base alla seguente formula: € 1.000.000
diviso il numero complessivo dei lavoratori socialmente utili  che  i
Comuni  ammessi  in  graduatoria  intendono   stabilizzare,   i   cui
nominativi sono stati indicati nell'apposita domanda di ammissione al
contributo, moltiplicato il numero  delle  stabilizzazioni  richieste
dal singolo Comune.

INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE PERSONALE SCOLASTICO PRECARIO

22/09/2010

  Si segnala il MessaggioInps  n. 23605  del 21 scorso  contenente istruzioni e chiarimenti all’utenza ed alle strutture territoriali  per  l’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali al personale precario dela scuola (docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario ,che ,già titolari di un contratto di supplenza annuale  ,non otterranno un nuovo contratto nell’anno successivo)  , di cui alla Convenzione del 5 agosto 2009 fra Ministero del lavoro  ,Ministero dell’istruzione,  ed Inps , facendo    seguito al messaggio n. 15023/10, cosi da favorire  la gestione delle domande di prestazione in  parola  per l’anno scolastico 2010-2011.

Peraltro preliminarmente il Messaggio provvede a fornire  gli ulteriori chiarimenti richiesti dalle sedi. per la prestazione di disoccupazione relativa all’ Anno scolastico 2009/10 precisando quanto segue.

 Le domande dei lavoratori inseriti nelle graduatorie (elenchi scolastici prioritari) di cui all’articolo 1 L. n. 167/09 ai sensi del D.M. n. 82/09 – personale titolare di un contratto di supplenza annuale o sino al termine delle attività didattiche nell’a.s. 2008/09 e non destinatario di analogo nuovo contratto nell’a.s. 2009/10 – presentate entro il 31 dicembre 2009 sono acquisibili al 1° luglio 2009 con decorrenza del pagamento dall’ottavo giorno successivo o, se posteriore, dall’attestazione dello stato di disoccupazione presso il Centro per l’impiego competente (messaggi n. 30303/09 e n 2640/10, par. 1). Per questi soggetti, la procedura di gestione è stata aggiornata prevedendo la verifica automatica della presenza del richiedente nell’elenco di potenziali beneficiari trasmesso dal MIUR (messaggio n. 1503/10). Tali domande vanno gestite considerando la prestazione sospesa anziché cessata anche per riprese lavorative nel settore scolastico superiori a cinque giorni, con proroga del trattamento nei limiti della durata massima normativamente prevista e senza necessità di ottenere dal beneficiario la presentazione di una nuova domanda con annessa dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e l’attestazione dello stato di disoccupazione presso il Centro per l’impiego o di osservare nuovamente il periodo di carenza (Circolare n. 125/09, par. 3, e messaggio n. 2640/10, n. 2). Le domande dei lavoratori inseriti negli elenchi prioritari ai sensi del D.M. n. 100/09 – personale titolare, nell’a.s. 2008/09, di una supplenza di almeno centottanta giorni e personale educativo dei Convitti statali – presentate entro il 30 giugno 2010 sono acquisibili al 1° luglio 2009 con decorrenza del pagamento dall’ottavo giorno successivo o, se posteriore, dall’attestazione dello stato di disoccupazione presso il Centro per l’impiego competente (messaggi n. 13224/10 e n. 2640/10, par. 1). Anche per tali domande si osservano le modalità di gestione di cui alla Circolare n. 125/09, par. 3, ed al messaggio n. 2640/10, n. 2). In tal senso, in data 2 settembre 2010 è stato sottoscritto l’addendum alla Convenzione del 5 agosto 2009 che estende al personale anzidetto le modalità di interscambio dati col MIUR ivi previste per la ricognizione dei potenziali beneficiari. Secondo quanto previsto dall’art. 2 del suddetto addendum, sarà quindi reso disponibile, a fini di controllo, l’elenco dei lavoratori interessati inseriti nelle graduatorie prioritarie relative all’a.s. 2009/10. Si fa presente che ai soggetti di cui ai D.M. n. 82/09 e n. 100/2009 i quali lamentino la erronea esclusione del proprio nominativo nell’elenco trasmesso dal Miur va riconosciuta la facoltà di certificare di propria iniziativa l’inserimento nelle graduatorie. Si ribadisce, come già indicato dal messaggio 15023/10, primo capoverso, che per i trattamenti in favore del personale precario della Scuola di cui ai DD.MM. n. 82/09 e n. 100/09 vanno osservate le particolari modalità di gestione sopra richiamate anche oltre il termine delle attività didattiche dell’a.s. in corso (30 giugno 2010). Eventuali supplenze prorogano la durata della prestazione inizialmente concessa fino a concorrenza del periodo massimo indennizzabile, fermo restando il limite temporale dell’a.s. in corso (31 agosto 2010); fino a tale data, non è configurabile una rinuncia alla prestazione in corso di godimento al fine di accedere ad un nuovo trattamento di disoccupazione con requisiti normali collegato alla cessazione dell’ultimo incarico; tali domande di prestazione vanno respinte essendo il trattamento già in corso di pagamento. A partire dal prossimo a.s. (1° settembre 2010), i lavoratori interessati potranno accedere, a seguito di cessazione di incarico conferito nel medesimo a.s., ad un nuovo trattamento di disoccupazione, secondo le modalità indicate nel paragrafo seguente. Se tuttavia fosse ancora in corso di godimento la prestazione cd. “salvaprecari” con decorrenza 1° luglio 2009, tale domanda dovrà essere chiusa; dovrà, quindi, essere acquisita una nuova domanda per il nuovo anno scolastico; analogamente si procederà qualora fosse in corso di godimento una eventuale prestazione di disoccupazione ordinaria non collegata alla normativa cd. “salvaprecari”.

Relativamente alla prestazione  per  l’Anno scolastico 2010/11 ,le istruzioni   dell’Inps stabiliscono che    per  le domande presentate nel corso dell’a.s. 2010/2011 da soggetti inseriti negli elenchi prioritari Miur riguardanti  il medesimo a.s. e che cessano da un incarico conferito a partire dal 1° settembre 2010,  valgono le  seguenti indicazioni, a chiarimento di quanto indicato con messaggio 15023/10, secondo capoverso:

 a) si osservano i termini decadenziali di presentazione ordinariamente previsti (68 giorni dalla cessazione del rapporto);

 b)  per l’accoglimento delle domande va verificata la sussistenza dei requisiti assicurativi e contributivi ordinariamente previsti;

 c) per la verifica dell’inserimento del richiedente negli elenchi prioritari relativi all’a.s. 2010/11, sulla base della Convenzione e del relativo addendum, il Miur trasmetterà ad Inps l’elenco dei potenziali beneficiari che sarà reso disponibile nella procedura di gestione;

 d)  si osservano le modalità di gestione di cui alla Circolare n. 125/09, par. 3, ed al messaggio n. 2640/10, n. 2;

 e)  ove il lavoratore lamenti la erronea esclusione del proprio nominativo dall’elenco Miur, dovrà essere informato della possibilità di certificare di propria iniziativa – ai fini della liquidazione – l’inserimento nelle graduatorie speciali . 

Proseguendo il messaggio in esame a propositodella decorenza dellaprestazione , evidenziando esser stato   segnalato che le Strutture di alcune Regioni hanno respinto le domande di prestazione presentate da soggetti di cui al D.M. n. 82/09 in mancanza dell’attestazione, entro il 31 dicembre 2009, dello stato di disoccupazione presso il Centro per l’impiego , precisa al riguardo che quanto previsto dal messaggio n. 2640/10, par. 1, secondo capoverso, vale – secondo le regole generali – ai soli fini della decorrenza del pagamento.  e  ribadisce pertanto che, per i lavoratori di cui al D.M. n. 82/09, se la domanda è stata presentata entro il 31 dicembre 2009 ed entro lo stesso termine è stata effettuata l’attestazione presso il Centro per l’impiego, si considerano entrambi gli adempimenti soddisfatti al 1° luglio 2009. Se invece la domanda è presentata entro il 31 dicembre ma l’attestazione è successiva, la prestazione spetta ugualmente ma con decorrenza dall’iscrizione al Centro per l’impiego con la  raccomandazione alle strutture  di procedere al riesame in autotutela, ai fini dell’accoglimento, delle domande di prestazione eventualmente respinte per la motivazione indicata.

SANZIONATO MANCATO INVIO ON LINE INAIL CERTIFICATO MALATTIA PROFESSIONALE

21/09/2010

Si espone di seguito il contenuto della circolare   Inail n.36 del 15.9.2010 relativa all’argomento  di cui al titolo.

Occorre premettere che il  decreto ministeriale del 30 luglio 2010 1 ha approvato la delibera n. 42 del Presidente-Commissario straordinario dell’INAIL del 14 aprile 2010 che ha modificato l’art. 53, comma 5, del Testo Unico n. 1124/1965,  prevedendo  che il datore di lavoro che effettui la denuncia di malattia professionale per via telematica sia esonerato dall’obbligo di inviare il certificato medico, salvo che l’Inail non ne faccia espressa richiesta, qualora tale certificato non sia stato direttamente inviato all’Istituto dal lavoratore o dal medico certificatore.

La modifica, in analogia a quanto già previsto per l’invio telematico della denuncia di infortunio 2 e nell’ottica della semplificazione dei rapporti tra Inail e datore di lavoro,  ha lo scopo di    evitare che quest’ultimo sia tenuto ad inviare copia dello stesso certificato medico del quale l’Inail sia già venuto in possesso tramite altra fonte (medici di famiglia, medici ospedalieri o lo stesso lavoratore).

 Pertanto :

• Il datore di lavoro, che abbia tempestivamente provveduto alla trasmissione della denuncia di malattia professionale per via telematica, è sollevato dall’onere dell’invio contestuale del certificato medico

• L’Istituto deve richiedere l’invio del certificato medico al datore di lavoro nelle sole ipotesi in cui non lo abbia già ricevuto dal lavoratore o dal medico certificatore

• Il datore di lavoro, al quale l’Inail faccia pervenire la richiesta specifica del certificato medico, è tenuto a trasmettere tale certificazione ai sensi dell’art. 53, comma 5, del Testo Unico n. 1124/1965, così come modificato dal D.M. 30 luglio 2010 più volte menzionato ,con l’avvertenza che in caso di mancato invio restano confermate le disposizioni sanzionatorie di cui al punto 6 della Circolare Inail n. 22/1998, come modificate dalla Legge 27 dicembre 2006 n. 296, art. 1, co. 1177 in misura da 1.290 a 7.745.

PILLOLE DI…GIURISPRUDENZA

20/09/2010

Si segnalano le seguenti   decisioni della Corte di Cassazioni  che trattano  partiolari e rilevanti questioni attinenti  il  lavoro:

Sentenza   n. 19349 /2010 :  Il dipendente avviato obbligatoriamente al lavoro e sospeso dal servizio in attesa della decisione della commissione medica sull’attitudine alle mansioni assegnate ha diritto alle retribuzioni maturate se il collegio medico ritiene abile il lavoratore allo svolgimento di mansioni sedentarie. La decisione, favorevole all’interessato, ne riconosce un’astratta attitudine al lavoro.

Sentenza n19365/2010: I lavori a termine possono essereproogati una sola volta ed in casi eccezionali.Pertanto ilpolungamento del contrratoè consentito esclusivamnte in npresenza di esigenze contingeni ed imprevedibili diverse da quelle che hanno giustificato l’originaria apposizione dela durata ,anche quano il  nuovo contratto risulta autorizzato dall’ispettorato del  lavoro.

Sentenza n.18843/2010:In tema di licenziamento disciplinare ,spettta al giudice di merito valutare la congruità dellasanzione espulsiva tenendo conto di ogni aspetto concreo deklavicendanche risulti sintomatico dellasua gravità rispetto all’utilr prosecuzione del rapporto di lavoro,assegnando a tal fine preminente rilievo alla configurzione che delle mancanze addebitate nfaccia la contrattazione collettiva ,ma pure all’intensità dell’elemento internazionle ,al grado di affidamento richiesto dalòle mansioni svolte dal dipendente ,alle precedenti  modalità di attuazione del rapporto ed alla sua particolare natura e tipologia.

Sentenza n.19361/2010 :Sussiste giusta causa di licenziamento nel caso di lavoratore che si presenteal lavoro in ststo di ebbrezza,in relazione alla gravità della condotta ad alla luce dei 12 precedenti disciplinari esistenti a carico del ricorrente per motivi analoghi.

Sentenza sentenza n. 31357/2010 :      La designazione del responsabilità del servizio di prevenzione e protezione non esclude in alcun modo la responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio, atteso che la stessa non è equivalente ad una delega delle funzioni finalizzata all’esenzione dell’imprenditore da responsabilità per violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Sentenza  n. 25990/ 2010 : E’ onere del datore di lavoro verificare le asserzioni del lavoratore al quale viene data occupazione; in particolare, la verifica va effettuata relativamente al fatto che il lavoratore straniero avesse affermato che era in attesa di regolarizzazione e per questo poteva lavorare. In pratica, l’affermazione del lavoratore non esula il datore di lavoro dalla responsabilità prevista dall’art. 22, comma 12, del D.L.vo n. 286/1998 relativamente all’assunzione di straniero privo di permesso di soggiorno regolare.

PROSSIMA EROGAZIONE INDENNITA’ VITTIME AMIANTO

20/09/2010

  Si richiamal’attenzione sulla Nota prot. 4553/2010,con cui l’Inail informa che sono state avviate le procedure per la ricognizione dei soggetti beneficiari della nuova prestazione, prevista dalla Finanziaria 2008, a favore delle vittime (o loro eredi) che hanno contratto una patologia “asbesto correlata” per l’esposizione all’amianto.

 In merito si ricorda che la legge Finanziaria n.244/2007  ha previsto l’istituzione del Fondo vittime dell’amianto e l’erogazione, a decorrere dal 1° gennaio 2008, di una prestazione aggiuntiva alla rendita di cui già godono le vittime dell’amianto.

 La nota delle Ente assicuratore precisa che successivamente alla pubblicazione del decreto che attuerà quanto previsto dalla Finanziaria 2008, provvederà d’ufficio ad erogare la prestazione ai beneficiari ,avvertendo peraltro che  ai fini dell`individuazione degli aventi diritto, l`I stituto sta elaborando i dati in possesso negli archivi i quali, tuttavia, consentono l`evidenziazione dei beneficiari di rendite in vigore nel periodo da gennaio 2008 a maggio 2010. Per i periodi precedenti, invece, è necessario che ad attivarsi per la ricognizione siano le sedi territoriali. Inoltre, è necessario che i dirigenti medici si esprimano sui singoli casi, al fine della valutazione circa la possibile correlazione delle patologie con l`agente amianto. In particolare, i medici dovranno esprimere, per ciascuna pratica, parere positivo se si tratta di patologia asbesto correlata (in tal caso, la pratica andrà ad alimentare la lista degli aventi diritto, cioè la platea certa); oppure parere negativo, qualora non si tratti di patologia asbesto correlata (la pratica, in tal caso, verrà esclusa d`ufficio); parere non valutabile, se la documentazione non consente una valutazione piena. In tali ultimi casi, spiega l`Inail, poiché per ora si tratta di attività di mera ricognizione della «platea certa» dei beneficiari, non dovrà seguire alcuna ulteriore attività istruttoria.