RISCATTO PERIODI CONTRIBUTIVI PRESCRITTI DA PARTE ISCRITTI GESTIONE SEPARATA

Si richiama l’attenzione sulla circolare dell’Inps n.101 del 26 scorso con cui vengono   date indicazioni operative per il  riscatto dei contributi in caso di mancato versamento da parte del commitente  degli stessi   all’Inps ,ricavandone una rendita vitalizia,fatto salvo il diritto al risarcimento danno.

In proposito si ricorda chel’art.13 della legge n.1338/1962 stabilisce che,ferme  restando  le disposizioni penali, il datore di lavoro che abbia omesso di versare contributi per l’assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti e che non possa piu’ versarli per sopravvenuta prescrizione ai sensi dell’art. 55 del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, puo’ chiedere all’Istituto nazionale della previdenza sociale di costituire una rendita vitalizia riversibile pari alla pensione o quota di pensione adeguata dell’assicurazione obbligatoria che spetterrebbe al lavoratore  in  relazione ai contributi omessi.

 Nella citata circolare si dichiara che la facoltà di costituzione di rendita vitalizia sia estensibile a tutti coloro che, essendo soggetti al regime di assicurazione obbligatoria nella Gestione Separata di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, non siano però obbligati al versamento diretto della contribuzione, essendo la propria quota trattenuta dal committente/associante e versata direttamente da quest’ultimo. Tale situazione si verifica non solo per le attività di collaborazione di cui all’art. 50, comma 1, lett. c-bis) del testo unico delle imposte sui redditi (approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), ma anche per le altre attività in ogni caso soggette al regime di assicurazione obbligatoria nella Gestione Separata di cui alla legge n. 335/1995, anche in forza di successive disposizioni, per le quali l’onere del versamento della relativa contribuzione sia a carico del committente/associante (tale situazione si verifica, ad esempio, anche per il lavoro autonomo occasionale, in forza di quanto previsto dall’ultimo periodo dell’articolo 44, comma 2, del decreto-legge 30 settembre 2003 n.269, convertito, con modificazioni, in legge 24 novembre 2003, n. 326). Invece il beneficio non potrà essere concesso, analogamente a quanto previsto per i titolari d’impresa, ove il destinatario della tutela previdenziale sia tenuto personalmente al versamento contributivo, come accade per i professionisti senza cassa. 

La costituzione della rendita vitalizia ha la finalità di sanare un’omissione contributiva nell’assicurazione I.V.S. in relazione alla quale si sia verificata la prescrizione e, quindi, ha quale presupposto l’inadempimento di un obbligo contributivo da parte del soggetto tenuto al pagamento; per tale motivo essa sarà applicabile ai soli periodi successivi alla data di inizio dell’obbligo contributivo alla gestione separata (30 giugno 1996 per i soggetti che risultassero già pensionati o iscritti a forme pensionistiche obbligatorie e dal 1° aprile 1996 per coloro che non risultano iscritti alle predette forme).Il soggetto legittimato, ai sensi del predetto art. 13, è il datore di lavoro, da intendersi in queste fattispecie come committente/associante. Solo qualora egli non voglia o non possa esercitare tale facoltà, il prestatore di lavoro può sostituirsi ad esso, salvo il diritto al risarcimento del danno. Resta inteso che qualora il periodo da considerare risulti già coperto di contributi a qualsiasi titolo, la domanda di riscatto dovrà essere respinta.L’accoglimento delle domande di costituzione di rendita vitalizia è subordinato alla presentazione di documenti di data certa dai quali possa evincersi con certezza l’esistenza ed il tipo del rapporto di lavoro.

 A titolo esemplificativo, la prova può essere fornita mediante produzione di contratto di lavoro, buste paga, ricevute degli emolumenti erogati ex art. 4, comma 6-ter, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, estratti dei libri paga e matricola, dichiarazioni dei redditi, verbali assembleari, visure camerali storiche da cui emerga la nomina alla cariche medesime.

 Potranno essere considerate idonee a documentare la domanda di riscatto anche dichiarazioni rese ora per allora, solo nell’ipotesi in cui le stesse siano rilasciate da pubbliche Amministrazioni, sottoscritte dai loro funzionari responsabili e basate su atti d’ufficio.

 Conformemente a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 568 del 22 dicembre 1989, l’importo dei compensi percepiti dal richiedente e la loro collocazione temporale possono essere provati con qualsiasi mezzo, ivi inclusa la prova testimoniale

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