A PROPOSITO DI CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI IN DEROGA

 Gli ammortizzatori sociali   risultano costituiti da un complesso ed articolato sistema di tutela  del reddito dei lavoratori  in procinto di perdere o che  hanno perso il posto di lavoro. Questo sistema è definito da specifiche norme di legge.  I principali ammortizzatori sociali sono  la cassa integrazione guadagni (CIGS e CIGO), i contratti di solidarietà, l’indennità di disoccupazione e l’indennità di mobilità.

A questo sistema si accompagnano misure speciali, messe in atto attraverso deroghe alla normativa vigente, in favore di lavoratori  e settori  non tutelati dalle misure sopra descritte o che non possono più utilizzarle per vincoli legislativi sui limiti temporali d’intervento.

 Nell’ambito delle predette misure speciali l’ordinamento giuridico  prevede  la cig  in deroga che  ,avendo  il  fine di sostenere il reddito dei lavoratori normalmente esclusi dai benefici della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria  e cioè quelli provenienti da aziende fino a 15 dipendenti (art. 4, l. 236/ 93) o da aziende sopra i 15 dipendenti che non rientrano nei settori economici previsti dalla normativa di riferimento (l. 223/91) oppure che hanno esaurito i limiti temporali fissati  dalle leggi in materia  , interviene in caso di emergenze occupazionali  riguardanti  settori ed imprese singole di volta in volta individuati,  mettendo a disposizione  questo  ammortizzatore    derogando alla normativa vigente.

In questo modo i lavoratori      possono esere collocati in integrazione salariale  venendo   sospesi ovvero  utilizzati ad orario ridotto , invece di  essere licenziati ,  utilizzando le  disponibilità finanziare  previste dalle leggi finanziari e/0 da altri  specifici provvedimenti legislativi ,che  appunto  assegnano al   Ministero del Lavoro  ed alle  singole Regioni le risorse da  destinare  a tale scopo  previa intesa  con le rappresentanze della  associazioni datoriali  e delle organizzazioni  sindacali comparativamente piu’ rappresentative.

In  Abruzzo le determinazione  sugli ammortizzatori sociali in deroga vengono discusse e definite  presso il  CICAS-Comitato intervento crisi aziendali e di settore -,operante presso la Regione e che  , essendo  composto da rappresentanti istituzionali ,datoriali e sindacali, si riunisce periodicamente per   monitorare  le vicende occupazionali presenti sul territorio  e che  denunciano    specifiche difficoltà  onde  decidere i conseguenti interventi  finalizzati per quanto possibile  alla salvaguardia dei posti di lavoro  attraverso la messa a disposizione dei dipendenti  di un  reddito previdenziale  avente una durata  predeterminata  .

 A rendere operative le decisioni del CICAS provvede la Conferenza dei Servizi , in cui   i  rappresentanti di Regione,Province,Inps , Direzione Regionale Lavoro ,Italia Lavoro ed  Abruzzo Lavoro definicono   criteri e   procedure  da seguire per    l’erogazione  da parte dell’Inps dei trattamenti approvati dal  Comitato .

Le ultime  riunioni  del CICAS e della Conferenza dei Servizi,  tenutesi   rispettivamente in data  28 aprile e 5 maggio del corrente anno  ,       hanno portato all’approvazione  dei seguenti interventi di cig in deroga  :

 a) Concessione di 13 settimane di Cassa integrazione guadagni in deroga, in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri) sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, sospesi o ad orario ridotto a decorrere dal 6.04 .2009 ( Aziende cratere sismico) ovvero dall’ 01.05.2010( Aziende  extra cratere sismico) ,dipendenti  da datori di lavoro titolari di unità  operative, anche artigiane e cooperative, non rientranti nei requisiti d’accesso ai trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa, nonché dipendenti, con contratti di apprendistato o di somministrazione, da imprese nelle quali sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa.

  L’intervento  previsto nella lettera a) interessa le  situazioni aziendali che   sino al 30.4.2010 non hanno fatto ricorso alla cig in deroga ed a cui a domanda e previa consultazione sindacale  può  essere riconosciuto  dai competenti organi istituzionali  per un periodo continuativo ovvero  frazionato  non superiore a 13 settimane  il   predetto trattamento  previdenziale.  

b) Proroga, sino alla data del 31/07/2010, della cassa integrazione guadagni in deroga, in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, sospesi o ad orario ridotto, di cui alla lett. a) del verbale CICAS del 20/05/2009, dipendenti da datori di lavoro titolari di unità operative anche artigiane e cooperative, non rientranti nei requisiti di accesso ai trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa, nonché dipendenti, con contratti di apprendistato o di somministrazione, da imprese nelle quali sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa.

L’intervento di cui alla lettera b) concerne le  situazioni aziendali  che prima dell’1.5.2010 hanno fatto ricorso  a periodi di cig in deroga autorizzata dal CICAS   per  13 settimane  a decorrere 12.4.09, come da lettera a) del verbale della riunione  in data 25.5.09 ,disponendo poi   successive proroghe   di detto trattamento previdenziale rispettivamente  :

 1) per cinque settimane (verbale riunione del 10.7.09),

 2) sino alla data del 31.12.09 ( verbale riunione del 5.8.09),

 3) sino alla data del 31.01.2010 (verbale   riunione del 10.11. 09) ,

 4)sino alla data del 30.04.2010 (verbale  riunione del 29.01.2010).

Si sottolinea che la proroga  in parola può essere utilizzata sino ad un massimo di 13 settimane a prescindere  dal/i periodo /i  di cig in deroga  già  usufruito/i  in base alle   autorizzazioni Cicas citate nei precedenti nn.1),2),3),e 4). Pertanto la proroga è utilizzabile   sia dai datori di lavoro che hanno fatto ricorso ininterrottamente della cig in deroga autorizzata a decorrere    dal 12.4.09 sino al   30.4.2010,sia da quelli che  hanno fatto ricorso alla stessa per una parte sltanto  dell’intero periodo autorizzato  e di conseguenza in pratica  : chi entro il 30.aprile scorso , ad esempio ,ha utilizzato 56 settimane potra’ arrivare a 69 ; chi   ha fatto  soltanto 13  settimane potrà arrivare a 26   .

 c ) Concessione della Cassa integrazione guadagni in deroga fino ad un massimo di 35 settimane in favore dei lavoratori titolari di contratti di lavoro subordinato con imprese, anche artigiane e cooperative, che presentano istanza in deroga ai limiti di durata della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria previsti dalla legislazione ordinaria. La CIG in deroga può essere richiesta ed utilizzata a condizione che l’impresa abbia già fatto uso di tutti gli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni, ordinarie e straordinarie dell’attività, e non può andare oltre la data in cui sia nuovamente possibile accedere agli ammortizzatori sociali previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni, ordinarie e straordinarie, dell’attività lavorativa.

   Una particolare attenzione si ritiene di dedicare    alll’intervento disciplinato dalla sopra indicata  lettera   c) ,in relazione sia all’ampiezza temporale dell’intervento previdenziale  che alle finaltà perseguite  dallo stesso. 

Al riguardo , ,si  afferma ,  tenendo conto dela previsione letterale della decisione del Cicas  e dello scopo alla base della  concessione autorizzatadal Comitato , che  la stessa è utilizzabile  soltanto   dalle  aziende   destinatarie    dei commi 1 e 5 dell’art.1 della legge n.223/91 in materia d’ integrazione salariale straordinaria ,secondo cui  :

 – ”  La disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale trova applicazione limitatamente alle imprese che abbiano occupato mediamente più di quindici lavoratori nel semestre precedente la data di presentazione della richiesta…”( comma 1 ) ;

–   ”  La durata del programma per crisi aziendale non può essere superiore a dodici mesi. Una nuova erogazione per la medesima causale non può essere disposta prima che sia decorso un periodo pari a due terzi di quello relativo alla precedente concessione”.( comma5)

  Vale a dire che quanto stabilito dal Cicas nella predetta lettera c)  è destinata ad  imprese:

1)    anche artigiane e cooperative, che presentano istanza in deroga ai limiti di durata della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria previsti dalla legislazione ordinaria,alla cui regolamentazione soggiaciono  ;

  2)     che ,pur rientrando nella disciplina della cigs  per numero di dipendenti (in media superiore a 15 nel semestre precedente la richiesta d’intervento) e per settore di appartenenza   straordinaria, non possono  ulteriormente ed immediatamente farvi ricorso, in quanto hanno utilizzato il periodo massimo consentito   secondo la previsione dei citati  commi 1 e 5 dell’art.1 della legge n.223/91 ;

 3))      che ,  nel caso rientrino anche     nella disciplina generale della cig ordinaria ,non hanno  la possibilità di fruirne per aver consumato  52 settimane di tale trattamento previdenziale nel biennio  (  da calcolare con riferimento al   primo giorno di ricorso   alla cigo) e   quindi  devono attendere almeno 12 mesi    senza sospensione e/o riduzione dell’attività produttiva e lavorativa, prima di aver titolo di nuovo ad altre 52 settimane d’integrazione salariale  ordinaria ,mentre  si prescinde da questa     condizione   se trattasi di aziende    a cui    per previsione normativa  non  si applica la disciplina della  cigo. 

 Rispetto a quanto riportato al n. 3)   si ritiene di ricordare   che   la legge n.164/75 di disciplina della cigo all’art.6 comma 1 dispone che “ Qualora l’impresa abbia fruito di 12 mesi consecutivi di integrazione salariale, una nuova domanda può essere proposta per la medesima unità produttiva per la quale l’integrazione è stata concessa, quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa”.

 Pare confacente ribadire che destinatarie dell’intervento della sopra riportata lettera c) sono da considerare anche le aziende che   rientrano tra quelle a cui si applica la disciplina della cigs, ma sono estraneee    invece   alla  normativa sulla cigo,ricordando in proposito   quanto segue.

Le integrazioni salariali ordinarie  sono previste per  le imprese industriali  e vi rientrano le lavorazioni accessorie non industriali che  sono direttamente connesse con l’attività delle  stesse aziende Inoltre possono beneficiarne anche le società cooperative svolgenti attività similari a   quelle industriali ed infine sono comprese  le imprese agricole cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici, per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato 

 Invece     l’intervento ordinario della Cassa integrazione  è escluso per   :

– le imprese di navigazione marittima ed aerea o ausiliarie dell’armamento   ;

– le imprese ferroviarie, tramviarie e di navigazione interna, ivi comprese le imprese ausiliarie aventi in appalto servizi che si identificano con i compiti di esercizio di linea propri (manovre, scambi e freni, frenatori, smistamento carri) o collaterali (manipolazione merci su scali e impianti ferroviari) delle imprese ferroviarie  ;

– le imprese industriali esercenti impianti di trasporto e risalita a fune;  

– le imprese ferro-tramviarie esercenti autoservizi integrativi del trasporto su rotaia    

– le imprese esercenti autoservizi pubblici di trasporto ;

– le imprese dello spettacolo ;

– le imprese della pesca industriale e della piccola pesca ; 

– le imprese artigiane ritenute tali agli effetti degli assegni familiari   ;    

– le cooperative, i gruppi, le compagnie e carovane dei facchini, portabagagli, barrocciai e simili  

– le compagnie ed i gruppi portuali  ;

– le  imprese del terziario,del credito ,delle assicurazioni e dei servizi tributari;

– gli  enti cooperativi, anche di fatto, di cui al D.P.R. 30 aprile 1970, n. 602.,limitatamente ai soci con rapporto di lavoro dipendente.

  Per quanto concerne i lavoratori ,si precisa che    beneficiari dell’integrazione salariale ordinaria  risultano essere  i lavoratori subordinati delle categorie degli operai,impiegati e quadri in forza con  rapporto a tempo indeterminato o determinato ,a tempo pieno o pat time,compresi quelli in prova.

Inoltre la cigo può essere riconosciuta  :

-ai dipendenti dell’appatatore

-agli assunti con contratto d’inserimento

-agli assunti con contratto di lavoro   ripartito

-ai soci e dipendenti delle cooperative destinatarie della cig .

  Sono esclusi dall’integrazione salariale ordinaria:

– i lavoratori con qualifica di dirigente; gli apprendisti   ; i lavoratori a domicilio ; 

– gli autisti che prestano la propria opera alle dipendenze dei titolari di impresa e del loro nucleo familiare   ;  

 -i lavoratori somministrati. 

Infine si ritiene di  confermare  che all’intervento delle 35 setimana di cig in deroga  in questione non possono accedere le imprese che  rientrano tra quelle destinarie della normativa della cigo,ma che  non sono comprese tra quelle a cui si applica la legislazione generale della cigs.

Si ribadisce che   quest’ultime imprese,pur se hanno consumato  52 settimane di cigo nel biennio  e si trovano quindi  nella  condizione  prevista   dall’art.6 comma 1 della legge n.164/75,per fronteggiare le proprie difficolta’ produttive e lavorative,non sono abilitate a ricorre   alle 35 settimane di cig in deroga  autorizzate dal Cicas,in quanto per le stesse non ricorre la condizione di potenziali  utilizzatrici della cigs.

  L’orientamento seguito al riguardo peraltro appare suffragato abbastanza chiaramente dal limite di 35 settimane di cig in deroga fissato dalla determinazione Cicas della lettera c).Infatti tale ampiezza temporale della durata del trattamento   in deroga  coincide  esattamente con  il  periodo di otto mesi che ,a norma   dell’art.1 comma 5 della legge  n.223/91, deve trascorrere   prima  che le imprese possano   richiedere di nuovo   la cigs per crisi aziendale.

Ricordato  che, come   è riportato nella lettera g) del  verbale di riunione del Cicas del 28.4.2010  -rivenibile sul sito Regione Abruzzo -Home Page Portale-Sezione Istruzione Lavoro Voce FIL- lo scopo della  concessione delle 35 settimane di cig in deroga risulta essere quello che ”  …  sia nuovamente possibile accedere agli ammortizzatori sociali previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni, ordinarie e straordinarie, dell’attività lavorativa” ,si deve prendere  atto che detto scopo non è consentito alle imprese che sono soggete alla cigo,ma escluse dalla cigs,come già prima detto.Infatti dette imprese,  pur se utilizzassero   le 35 settimane di cig in deroga ,non potrebbero   conseguire gli ammortizzatori sociali previsti dalla legislazione ordinaria ,  posto che ,come è noto, l’art.6 comma 2della legge n.164/75 stabilisce che” Qualora l’impresa abbia fruito di 12 mesi consecutivi di integrazione salariale(ordinaria), una nuova domanda può essere proposta per la medesima unità produttiva per la quale l’integrazione è stata concessa, quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa”.

L’importo dell’integrazione salariale è pari all’80% della retribuzione complessiva
che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate fino
ad un massimo di 40 ore settimanali. L’ammontare deve essere poi ridotto
di una percentuale che, dal 1° gennaio 1998, è pari al 5,54% (corrispondente
all’aliquota contributiva a carico degli apprendisti). Al lavoratore che
percepisce l’integrazione salariale è dovuto l’assegno per il nucleo familiare.
Per il calcolo dell’integrazione si deve tenere conto di tutti gli elementi essenziali
della retribuzione:
¡ paga base per gli operai e stipendio base per gli impiegati e i quadri;
¡ indennità di contingenza;
¡ aumenti periodici di anzianità (che continuano a maturare anche durante il
periodo di CIG);
¡ aumenti contrattuali.
A questi se ne possono aggiungere altri, definiti accessori, sempre che costituiscano
elementi fissi della retribuzione, quali:
¡ maggiorazioni di turno;
¡ indennità di trasferta;
¡ indennità di mensa;
¡ indennità di cassa;
¡ indennità di trasporto.
L’importo da corrispondere è soggetto ad un limite mensile rivalutato annualmente
in base alle variazioni dell’indice dei prezzi al consumo accertate

 Premesso quanto sopra, si sottolinea che l’interventoprevidenziale in parola   autorizzato  dal Cicas   mira a fornire uno strumento per  favorire il mantenimento dell ‘occupazione in situazioni aziendali che ,pur essendo destinatarie   di entrambe le regolamentazioni legislative  della   cigs e della cigo ovvero soltanto della prima ,ma non anche della seconda  , transitoriamente non potrebbero affidarsi  per fronteggiare le difficoltà produttive e lavorative    alla cigo   e/0 alla cigs  a causa della  scadenza dei limiti massimi  d’ intervento di detti trattamenti consentiti dalla disciplina generale.

Si conclude la presente  nota  precisando altresì che:

-i lavoratori per conseguire la cig in deroga in parola devono disporre di almeno 90 giorni di anzianita’ ‘presso l’azienda da cui dipendono alla data della domanda del trattamento previdenziale  ,in applicazione dell’art.8 comma 3  della legge n.236/1988,richiamato dal ‘art.7 comma 6 della legge n.33/09;

-alle  richieste di  cig  in deroga con pagamento diretto  si applica l’art.7 ter comma 3 della legge n.33/09  .che dispone l’antiipazione del trattamento da parte dell’Inps sulla base della domanda corredata dagli accordi conclusi dalle  parti soiali e dell’elenco dei lavoratori beneficiari;

– per i criteri da seguire e la modulistica da usare per la cig in deroga si rinvia al sito  della Regione Abruzzo-Home PagePortale- Sezione Istruzione e Formazione-FIL-Conferenza Servizi del 5.5.2010  ;

– per quanto riguarda l’importo del trattamento ,compreso il massimale,  , il riconoscimento degli assegni familiari e della contribuzione   previdenziale  ,nonchè il rapporto con gli altri istituti contrattuali trova  applicazione  alla cig in deroga la disciplina della cigo e cigs,mentre si segnala che  non matura  a carico dell’inps      il trattamento di fine lavoro maturato  per il periodo  di  ‘erogazione della cig in deroga, anche  nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro alla scadenza del trattamento in questione ;

– risulterà opportuno che nel verbale di consultazione sindacale, da allegare alla domanda delle 35 settimane di cig in deroga ,tra l’altro,vengano precisati   i seguenti  dati   :

1)  se   le normative  della cigs e /0 cigo siano o meno applicabili   all’impresa  ;

2) il numero di settimane di cigo già  utilizate dall’impresa;

 3) il biennio di riferimento relativ0  al n.2);

4) numero  ,data   ,periodo di validità e causale del   provvedimento ministeriale di concessione della cigs  riguardante l’impresa richiedente.

  Si valuta  che l’indicazione di detti elementi agevoli  l’esame e la decisione  di Inps e e DRL sulla richiesta aziendale delle 35 settimane di cig in deroga ,anche a seguito dell’incrocio  degli stessi con quelli a disposizione delle banche dati dell’Istituto Previdenziale.

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