RISPOSTA AD INTERPELLO MINISTERO LAVORO SU COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

 Si  richiama l’attenzione sulla nota del Ministero del Lavoro n.25/I/ 0009325del 24 scorso ,contenente la risposta fornità a norma dell’art.9 dec.leg.vo n.124/04 all’interpello n.17/2010 in materia di collocamento obbligatorio e precisamente sulla   computabilità nella quota di riserva ex art. 4, comma 4, L. n. 68/1999, del lavoratore assunto come normodotato divenuto inabile dopo la stipulazione del contratto di lavoro.

 

 Precisato  che l’interpello risulta posto dalla cFISE Assoambiente, Associazione Imprese Servizi Ambientali,   Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale del Mercato del lavoro, si rappresenta quanto segue ,si sottolinea che il Ministeroanzitutto precisa che la

 questione sollevata dell’interpellante va inquadrata nell’ambito dell’art. 4 comma 4 sopra citato , in cui si   stabilisce  che “i lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia non possono essere computati nella quota di riserva di cui all’art. 3 se hanno subito una diminuzione della capacità lavorativa inferiore al 60% o, comunque, se sono divenuti inabili a causa dell’inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro”.

 Inoltre aggiunge che il  disposto normativo in esame non contempla le modalità procedurali da seguire ai fini della computabilità del soggetto disabile, né tantomeno le stesse risultano evincibili dalla circolare n. 66/2001 emanata da questo Ministero e recante “indicazioni operative in materia di accertamenti sanitari e di assegno di incollocabilità”.

Tuttavia ciò che rileva, a seguito della abrogazione da parte del D.L. n. 112/2008 della certificazione di ottemperanza rilasciata Uffici competenti all’inserimento dei disabili, è la “attestazione” da parte del datore di lavoro concernente l’osservanza degli obblighi di cui alla L. n. 68/1999, attestazione che produce i suoi effetti con riferimento al periodo considerato.

La nota ministeriale conclude aggiungendo che nella fattispecie in esame, trattandosi di una attestazione concernente la computabilità nell ‘aliquota d’obbligo di un lavoratore assunto come normodotato e divenuto inabile nel corso del rapporto con percentuale superiore al 60% e non in conseguenza di una responsabilità datoriale, la circostanza fondamentale è che il soggetto che rilascia l’attestazione sia in grado di affermare con certezza l’esistenza dei due presupposti sopraccitati ,che , peraltro, non necessitano di alcuna valutazione di carattere “discrezionale” in quanto consistono in due elementi “di fatto”: il primo legato ad una certificazione medica che indichi una percentuale di invalidità pari o superiore al limite legale e l’altro legato alla mancanza di una sentenza passata in giudicato che accerti responsabilità datoriali nell’accadimento di un evento infortunistico.

 

 

 

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