Archive for marzo 2010

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

24/03/2010

Si indicano le aziende operanti in Abruzzo nei cui confronti il Ministero del Lavoro ha emesso il provvedimentodi cigs nel perio 16/23 marzo c.a.

MINERVA                                                                                                                       S.r.l

con sede in :  PESCARA                                                                               –  PE

  Causale di intervento :   crisi aziendale                                  

  Unita’ aziendali di :

     MONTEODORISIO                                                                                         –   CH

Decreto              del 19/03/2010  n.50806   Approvazione   del programma di C.I.G.S. dal     01/09/2009   al     31/08/2010

  Concessione    del trattamento di C.I.G.S. dal     16/11/2009   al     31/08/2010

  Con autorizzazione al pagamento diretto –

  Settore : ALTRE INDUSTRIE TESSILI
< Denominazione Azienda :    HEWLETT-PACKARD DISTRIBUTED COMPUTING SERVICES

con sede in :   ROMA
Prov :    RM

Causale di Intervento :    Crisi aziendale

Settore    Altre attivita' connesse alle telecomunicazioni

ESPULSIONE OSTACOLA SANATORIA PERSONALE DOMESTICO EXTRACOMUNITARIO

24/03/2010

 Dal Ministero Interno con la nota 17 marzo 2010 n.1843 risulta precisato che i  reati commessi dal cittadino extracomunitario impegnato nell’attività di assistenza e di sostegno alle famiglie  ostacola la possibilità di fruire della procedura di emersione disciplinata dalla legge n.102/09.

In particolare  il Ministero fa riferimento  al   reato ,che ha suscitato dubbi interpretativi  , di violazione dell’ordine di allontanamento del Questore previsto dall’articolo 14, comma 5 ter, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modifiche ed integrazioni  ,che recita quanto segue:

Lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato, in violazione dell’ordine impartito dal questore ai sensi del comma 5-bis, è punito con la reclusione da uno a quattro anni se l’espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale ai sensi dell’articolo 13, comma 2, lettere a) e c), ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause di forza maggiore, ovvero per essere stato il permesso revocato o annullato. Si applica la pena della reclusione da sei mesi ad un anno se l’espulsione è stata disposta perché il permesso di soggiorno è scaduto da più di sessanta giorni e non ne è stato richiesto il rinnovo, ovvero se la richiesta del titolo di soggiorno è stata rifiutata, ovvero se lo straniero si è trattenuto nel territorio dello Stato in violazione dell’articolo 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007, n. 68. In ogni caso, salvo che lo straniero si trovi in stato di detenzione in carcere, si procede all’adozione di un nuovo provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica per violazione all’ordine di allontanamento adottato dal questore ai sensi del comma 5-bis. Qualora non sia possibile procedere all’accompagnamento alla frontiera, si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 5-bis del presente articolo nonché, ricorrendone i presupposti, quelle di cui all’articolo 13, comma 3. ”

  L’art. 1 ter, comma 13, lettera c), L. n. 102/2009 prevede tra le ipotesi che impediscono l’ammissione alla procedura di emersione dei lavoratori extracomunitari  la condanna degli stessi, anche con sentenza non definitiva (compresa quella pronunciata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale) per uno dei reati previsti dagli articoli 380 e 381 c.p.p. per i quali è obbligatorio o facoltativo l’arresto in flagranza di reato.

Nell’ambito dell’art. 381 c.p.p. rientra la prima figura di reato prevista dall’art. 14. comma 5 ter, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 che punisce, con la reclusione da uno a quattro anni, Io straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell’ordine impartito dal Questore di allontanarsi dal territorio nazionale entro cinque giorni.
Non vi rientra, invece, la seconda fattispecie di reato, prevista dal suddetto articolo che punisce con la reclusione da sei mesi ad un anno, lo straniero che rimane illegalmente sul territorio dello Stato, in violazione dell’ordine impartito, se l’espulsione è stata disposta perché il permesso di soggiorno è scaduto da più di sessanta giorni e non ne è stato richiesto il rinnovo, ovvero se la richiesta del titolo di soggiorno è stata rifiutata, ovvero se lo straniero si è trattenuto sul territorio dello Stato oltre il termine indicato nella dichiarazione di presenza.

La nota ministeriale conclude precisando   che la problematica illustrata    può verificarsi sia all’atto del rilascio del parere di competenza allo Sportello Unico per l’Immigrazione, sia nella successiva fase volta al rilascio del permesso di soggiorno, a seguito di riscontro AFIS.

Nel primo caso, verrà dato parere negativo, che sarà trasmesso allo Sportello Unico per i seguiti di competenza.
Nel secondo caso, si procederà all’archiviazione dell’istanza di rilascio del titolo di soggiorno ed ai necessari aggiornamenti dei sistemi informatici in uso, in quanto istanza presentata da soggetto non avente titolo.
L’allontanamento dal territorio nazionale dello straniero dovrà essere disposto in seguito a provvedimento di rigetto dell’istanza di emersione da parte dello Sportello Unico, da acquisire con modalità da concordare previe dirette intese a livello locale.

Chiaramente, l’esito negativo della procedura di emersione detrmina il venire meno dell’effetto sospensivo dei procedimenti amministrativi e penali pendenti nei confronti degli stranieri interessati con la conseguente riproposizione degli stessi e di quelli eventualmente emergenti in relazione alle specifiche situazioni.

 

INVIO TELEMATICO CERTIFICATI MEDICI DIPENDENTI PUBBLICI

23/03/2010

 Sta per arrivare la fine del certificato medico di malattia  cartaceo nel pubblico impiego .

Infatti  per effetto dell’ articolo 55 del decreto 165/2001,  modificato dalla legge  n.150/09 ,   entro i prossimi quattro mesi sarà obbligatorio   da parte dei medici che li   rilasciano  inviare per via telematica all’Inps  i certificati  per le assenze da malattia nella pubblica amministrazione ,applicando le medesime regole tecniche vigenti per il settore  privato ,  che sono state aggiornate  con il  decreto  del Ministro   della Salute,di concerto con i  Ministri del Lavoro e dell’Economia,  datato 26.02.2010 ed a cui ,per effetto dell’art.25 del collegato lavoro, in materia di rilascio  e  trasmissione dell’attestazione di malattia, si estendono le disposizioni dell’art.55 septies del dec.leg.vo n.165/01.

Quanto sopra riportato è previsto dalla circolare n.1/2010 del 15 scorso del  Dipartimento  per l’Innovazione Tecnologica,  che inoltre  sottolinea sia il rilascio dei  certificati di malattia   da parte di   una struttura pubblica o di un medico convenzionato in caso di malattia protratta per oltre dieci giorni   ed in ogni caso  dopo il secondo evento morboso nell’anno solare, sia  l’inoltro degli stessi   in via telematica all’Inps, che con le stesse modalità  dovrà  poi   inviarli  all’amministrazione di appartenenza  dei lavoratori   malati.

Le indicazioni ministeriali  proseguono avvertendo  che in caso di inosservanza  della norma è prevista l’ applicazione  di un illecito disciplinare  carico del medico dipendente del Servizio sanitario nazionale , che in presenza di recidiva  potrà comportare  anche il licenziamento     . Se invece a non adempiere all’obbligo  in questione  sarà il medico convenzionato ,  potrà intervenire  la decadenza   della convezione con il sistema sanitario nazionale.

Le amministrazioni che dal 19 luglio p.v.continueranno a ricevere i certificati medici in forma cartacea dovranno darne informazione entro 48 ore alla ASL di riferimento che interverrà per sanzionare i medici inadempienti 

Nel decreto del  Ministro della Salute  prima citato sono contenute     le modalità per l’invio dei certificati medici al Sac, sistema di accoglienza centrale ,mentre la circolare n.1/2010   del  Dipartimento dell’Innovazione spiega che  durante   i tre mesi successivi alla pubblicazione del decreto del 26 .2.2010 ,avvenuta il  19 marzo , è  consentita  transitoriamente   al medico di procedere al rilascio cartaceo dei certificati secondo le modalità attualmente vigenti  e che è previsto un quarto mese   di sperimentazione prima dell’entrata a regime del sistema, che pertanto è fissata per il 19 luglio 2010, data dalla quale si potranno applicare le sanzioni relative al mancato adempimento della norma.

Infine è da precisare che la  circolare del Dipartimento in esame     illustra i vantaggi dalla nuova procedura ,individuati come segue:

  – il lavoratore non dovrà più inviare entro due giorni dall’inizio della malattia il certificato all’amministrazione;

– il suddetto all’atto della visita   potrà richiedere al medico copia cartacea del certificato,che altrimenti   gli  sarà inviata  integralmente   alla propria casella e-mali ovvero in  estratto via sms sul proprio cellulare 

Peraltro  si precisa  che resta fermo  l’impegno del dipendente di comunicare tempestivamente la propria assenza e l’indirizzo di reperibilità.

 

 

CHIARIMENTI INPS INCREMENTO IMPORTO CIGS CONTRATTI SOLIDARIETA’

23/03/2010

I chiarimenti di cui al titolo sono  esposti  nel  Messaggio  Inps 22 marzo 2010, n. 8097,che fa riferimento al Decreto interministeriale( relativo alle modalità da ottemperare   per i contratti di solidarietà)  n. 48295 /09,che attua  l’art. 1, comma 6, D.L. n. 78/2009, conv. con mod. dalla legge n. 102/2009  . 102/09, che ha  incrementatodal 60 all’80 %  – in via sperimentale per i soli anni 2009 e 2010 – l’ammontare del trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori coinvolti da contratti di solidarietà difensiva stipulati in base all’art. 1, comma 1, della legge n. 863/1984 ,avvertendo  sia che per tali fattispecie non è prevista l’applicazione dei massimali applicabili alle altre integrazioni salariali  ,sia  che la disposizione in questione   non trova applicazione ai   contratti di solidarietà difensivi ex art. 5, commi 5, 7 e 8, della legge n. 236/1993 ,sia infine che la misura dell’integrazione   da corrispondere subisce la decurtazione  della percentuale di riduzione (5,84%) prevista dall’art. 26 della L. n. 41 del 28/2/1986.

 La nuova nuova misura della cigs si applica per i contratti di solidarità sottoscritti   a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31 dicembre 2010

Peraltro,considerato che gli oneri derivant idall’applicazione dell’aumento del  20% della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario  sono stati fissati entro un limite di spesa massimo di 40 milioni di euro per l’anno 2009 e 80 milioni di euro per il 2010 ,il messaggio Inps avverte che nell’ ipotesi di insufficienza delle risorse finanziarie stanziate, ai fini dell’accesso al beneficio dell’incremento,  l’ Istituto terrà conto dell’ordine cronologico di stipula degli accordi di solidarietà, la cui data è riportata nei decreti ministeriali di autorizzazione al trattamento di integrazione salariale.

Nella seconda parte,il citato messaggio  indica  le modalità di esposizione sul flusso UniEmens da parte dell’utenza interessata .

 

SPETTANZE ECONOMICHE AI COMPONENTI SEGGI ELEZIONI REGIONALI ED AMMINISTRATIVE 2010

23/03/2010

Si specificano di seguito le  spettanze di cui al titolo , riportandosi alle previsioni della circolare   del Ministero dell’Interno n. 01/2010   per l’elezioni  regionali ed amministrative del 28 e 29 marzo corrente ,comprese le operazioni dei ballottaggi.

1 .ONORARI COMPONENTI  SEZIONI   ELETTORALI

Per quanto concerne gli onorari da liquidare ai componenti degli uffici elettorali di sezione, si ritiene opportuno far presente che gli importi da corrispondere sono quelli previsti dall’art. 1 della legge 13 marzo 1980, n. 70, così come sostituito dall’art. 3 della legge 16 aprile 2002, n. 62.

 a) ELEZIONI REGIONALI SINGOLE
– Seggi Ordinari
– Presidenti:             € 150,00

– Scrutatori e Segretari: € 120,00

Per ogni consultazione da effettuare contemporaneamente alla prima, gli onorari sono maggiorati, rispettivamente di € 37,00 e € 25,00.   

  
– Seggi Speciali ( da costituire nelle sezioni elettorali, nella cui circoscrizione esistono ospedalie case di cura con almeno 100 e fino a 199 posti letto o luoghi di detenzione e dicustodia preventiva ed  altresì  presso le sezioni ospedaliere nelle quali esistono ricoverati che, a giudizio della direzione sanitaria, non possono recarsi alle cabine per esprimere il voto ) :

 – Presidenti: € 90,00

– Scrutatori: € 61,00

b) ELEZIONI REGIONALI ABBINATE ALLE ELEZIONI PROVINCIALI O COMUNALI
– Seggi Ordinari
– Presidenti:  € 187,00                        

  – Scrutatori e Segretari: € 145,00       

  – Seggi Speciali :
– Presidenti: € 90,00                            

– Scrutatori: € 61,00                           

c) ELEZIONI REGIONALI ABBINATE ALLE ELEZIONI PROVINCIALI E COMUNALI

– Seggi Ordinari
– Presidenti:  € 224,00                        

  – Scrutatori e Segretari: € 170,00     

  – Seggi Speciali :
– Presidenti: € 90,00                          

  – Scrutatori: € 61,00                            

d)ELEZIONI REGIONALI ABBINATE ALLE ELEZIONI COMUNALI E CIRCOSCRIZIONALI

– Seggi Ordinari
– Presidenti:  € 224,00  

– Scrutatori e Segretari: € 170,00    

– Seggi Speciali:

  – Presidenti: € 90,00                     

– Scrutatori: € 61,00                           

Si precisa che l’onorario :
a) essendo forfetario per la specifica funzione di ciascun componente di seggio, è dovuto per intero nel caso che sia stata interamente espletata la funzione stessa. Ove, invece, il componente sia stato sostituito nel corso delle operazioni, per qualsiasi motivo, l’onorario deve essere ripartito in proporzione alla durata della rispettiva partecipazione alle operazioni del seggio ;

b) retribuisce tutta l’opera prestata da ciascuno dei componenti dei seggi e, quindi, anche quella per l’eventuale recapito dei plichi relativi alle operazioni elettorali;

c) non è assoggettabile a ritenute od imposte e non concorre alla formazione della base imponibile ai fini fiscali (art. 9, comma secondo, Legge 21 marzo 1990 n. 53 e succ. m. e i.) .

2.TRATTAMENTO DI MISSIONE E RIMBORSO SPESE

La legge 13 marzo 1980, n. 70 ha stabilito che oltre all’onorario fisso compete il trattamento di missione, se dovuto, ai soli Presidenti dei seggi. Tale diritto si matura allorché essi debbono recarsi fuori dai Comuni di residenza nei quali, per effetto delle disposizioni di cui alla legge 24 dicembre 1954, n. 1228 ed al Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 si presuppone abbiano anche la dimora abituale.
Il trattamento di missione è stabilito dalla legge 18 dicembre 1973, n. 836 e successive modificazioni ed integrazioni
Ai sensi dell’art. 1, comma 213, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), l’indennità di trasferta per le missioni nel territorio nazionale, l’indennità supplementare sul costo del biglietto ferroviario o di altri mezzi di trasporto terrestre o marittimo e l’indennità commisurata all’intera diaria di missione sono state  soppresse.
Rimangono, pertanto, rimborsabili le spese per il viaggio, l’albergo, i pasti, nonché l’attribuzione dei compensi chilometrici a titolo di rimborso spese (€ 0,106; € 0,16; 1/5 del prezzo della benzina per i percorsi effettuati con mezzi propri) nei casi previsti dalla legge.

· Spese per il pernottamento in albergo e per il vitto.

Ai Presidenti di seggio spetta il rimborso delle spese per il pernottamento in albergo a 4 stelle (1° categoria) nonché il rimborso per le spese di vitto (legge 18 dicembre 1973, n. 836 e successive modificazioni ed integrazioni).
I predetti rimborsi sono effettuati, entro i limiti massimi consentiti e ove ne ricorrano le condizioni, soltanto se riguardano spese documentate da fattura o da ricevuta fiscale rilasciata da esercizio commerciale abilitato all’attività alberghiera e/o di ristoro.
La spesa massima che può essere ammessa a rimborso ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 febbraio 1995, è stabilita nelle seguenti misure:
· complessivi € 61,10 per due pasti giornalieri; detto importo compete nella misura ridotta del 50% per la consumazione di un solo pasto;
· prezzo di una camera singola in alberghi a 4 stelle (1a categoria).

· Spese di viaggio e compensi chilometrici.

Per il raggiungimento delle località sedi di seggio vengono rimborsate le spese di viaggio ferroviario effettivamente sostenute sulla base dei relativi biglietti che gli interessati devono produrre.
Può corrispondersi anche il rimborso dell’intera spesa occorsa per i viaggi effettuati con altri mezzi di trasporto di linea se l’uso di questi consenta un evidente, notevole risparmio di tempo, o se manchi un collegamento ferroviario con le località sedi di seggio elettorale.
Le spese inerenti il ritorno alle rispettive sedi di provenienza possono essere rimborsate nella stessa misura di quelle ammesse per i viaggi di raggiungimento delle località sedi di seggio elettorale, data la necessità che al pagamento delle competenze in parola sia provveduto appena ultimate le operazioni di scrutinio e per l’ovvia impossibilità di documentare le tabelle di missione con i regolari biglietti di viaggio per il rientro in sede.
Per i percorsi o per le frazioni di percorso non serviti da ferrovie o da altri mezzi di linea e per i quali non siano stati messi a disposizione dei Presidenti dei seggi appositi mezzi straordinari, compete a titolo di rimborso delle spese di viaggio, una indennità di € 0,106 per chilometro, o frazione di chilometro non inferiore a 500 metri.
Per i percorsi effettuati con mezzi propri, in relazione alla facoltà riconosciuta esplicitamente dall’art. 4 della legge 13 aprile 1980, n. 70, spetta una indennità chilometrica pari ad 1/5 del prezzo della benzina vigente al momento, nonché, ove ricorra il caso, il rimborso della eventuale spesa per il pedaggio autostradale.
Inoltre, non è estendibile ai Presidenti dei seggi, anche se dipendenti statali, la stipula e il rimborso di assicurazioni in proposito.
Non spetta alcun rimborso per eventuali spese di trasporto di bagaglio.
Il rimborso delle spese di viaggio e l’attribuzione dei compensi chilometrici a titolo rimborso spese (€ 0,106, € 0,16, 1/5 del prezzo della benzina) spettano anche ai segretari e scrutatori nei casi in cui le sedi elettorali si trovino sempre nel territorio comunale, ma in frazione site fuori dalla cinta urbana.

PILLOLE DI …GIURISPRUDENZA

22/03/2010

Si richiamal’attenzione sulle seguenti decisione dellaCorte di Cassazione   riguardanti argomenti di lavoro e legislazione sociale:

– Sentenza n.54/03/2010 :Anche nell’ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo di lavoratore distaccato, deve applicarsi il principio (più volte affermato dalla Corte) secondo cui il datore di lavoro ha l’onere di provare, con riferimento all’organizzazione aziendale esistente all’epoca del licenziamento ,l’impossibilità di adibire utilmente il lavoratore in mansioni diverse da quelle che prima svolgeva, giustificandosi il recesso solo come “extrema ratio”

  –Sentenza n.5548/2010: In temadi licenziamento,anche una condotta colposa del lavoratore ,benchè non indicativa di un’aperta ribellione alla disciplina dell’impresa,può rivelare una  violazione   dei doveri di cautela e di attenzione pregiudizievole del raporto fiduciario,specie quando il datore di lavoro abbia affidato al dièpendente l’uso e lacustodia di beni patrimoniali di rilevante valore.

-Sentenza n.5722/2010 : Nelle controversie previdenziali ed assistenziali derivanti da malattie dell’assicurato,il riorso per Cassazione contro la sentenza che ha accolto le conclusioni dellcosulenza tecnica d’ufficio è ammissibile solo se venga allegata con serie argomentazioni medico legali l’ incidenza sulla valutazione della complessiva capactà lavorativa ,di  malattie non diagnosticate o di un errore diagnostico per inosservanza dei canoni della scienza medica comunemente condivisi dalla comunità scientifica.

Sentenza n.5806/2010: In tema di sanzioni disciplinari nei rapporti di lavoro pubblico privatizzato ,il termine di 20 giorni per la contestazione dell’addebito non è perentorio  sicchè la sua inosservanza non comporta un vizio della sanzione finale,atteso che in un assetto disciplinare contrattualizzato gli effetti della decadenza non possono verificarsi in mancanza di una loro espressa previsione normativa o contrattuale,mentre la natura contrattuale dei termini induce a valutarne l’osservanza nella prospettiva del corretto adempimento di obblighi contrattuali ,la cui mancanza è   rilevante nei limiti previsti dall’accrdo delle parti. 

-Sentenza n.5882/2010: In caso di cessione d’azienda,pur  restando  fermo il rapporto di lavoro,la contrattazione collettiva nazionale o aziendale del cessionario  si sostituisce per intero a quella del cedente ,anche se pi favorevole.Pertanto l’uso aziendale in vigore presso il cedente,operando come una contrattazione integrativa aziendale ,subisce la stessa sorte dei contratti collettivi applicati dal precedente datore di lavoro e non  è  più  applicabile presso l’azienda incorporante dotata di un proprio contratto integrativo.

PERMESSI LAVORATORI ELEZIONI REGIONALI ED AMMINISTRATIVE 2010

22/03/2010

In vista delle ormai imminenti    elezioni regionali ed amministrative,   si ritiene confacente ricordare la disciplina  relativa ai  permessi spettanti ai lavoratori incaricati di svolgere funzioni elettorali.
Preliminarmente ,sulla base di corrispondenti indicazioni del Ministero Interno ,si evidenzia che :

1) si vota domenica 28 marzo, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 29 marzo, dalle ore 7 alle ore 15;

2) sono 13 le regioni a tatuto ordinario in cui si vota: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. 

 
 3) si  rinnovano anche 4 consigli provinciali – Imperia, l’Aquila, Viterbo e Caserta – e 463 consigli comunali ;

4) l’eventuale turno di ballottaggio per le elezioni  provinciali e comunali si tiene, con i medesimi  orari precisati al n.1, nei giorni di domenica 11 aprile e lunedì 12 aprile  c.a.;

 5) le incombenze dei componenti delle Sezioni elettorali  cominciano prima delle  operazioni di voto, posto che  gli scrutatori sono tenuti a presentarsi per  l’insediamento del seggio e le  operazioni di preparazione alle ore  16  di sabato 27 marzo ,mentre  i Presidenti si devono recare presso le sedi dei seggi per controllare il corretto allestimento degli stessi e ricevere dai comuni il materiale necessario già  nelle ore antimeridiane della stessa  giornata di sabato   ;

 6) lo scrutinio dei voti per le regionali deve avvenire  lunedi’ 29 marzo  giugno dopo la chiusura  delle votazioni,mentre le schede delle  elezioni provinciali ,comunali e circoscrizionali  vanno scrutinate nell’ordine  a partire dalle ore  8  di martedì 30 marzo ; 

7)   nei seggi dove non si vota per le elezioni regionali,lo scrutinio deve avenire lunedì 29 marzo cominciando dalle   provinciali;

8)  nei seggi  interessati dai   turni di ballotaggio   dell’11 e 12 aprile,  ,lo scrutinio si effettua sempre a chiusura delle votazioni  ,  cominciando dalle provinciali

In relazione a quanto precede,si fa presente che i lavoratori incaricati di funzioni elettorali  ,in qualità di Presidente di seggio ,Scrutatore,Segretario,Rappresentante  Liste candidati  ,  hanno diritto  a :

 a) tanti giorni di permesso retribuito quanti sono i giorni feriali necessari per lo svolgimento dei compiti spettanti;
b) un giorno di riposo compensativo o pagamento aggiuntivo(con paga ordinaria e senza maggiorazione dello straordinario) per la giornata di sabato (settimana corta );
c) un giorno di riposo compensativo per la giornata di domenica .

In merito a quanto precede ,si osserva che:
-nelle operazioni di scrutinio va compreso il tempo utilizzato per portare le schede di votazione ai centri di raccolta,trattandosi di compito espletato dal Presidente con due scrutatori;
-il riposo compensativo della domenica,destinato al recupero della giornata destinata al riposo settimanale,   va usufruito in un tempo il più possibile vicino alla conclusione delle operazioni elettorali ,mentre il sabato ,d’intesa con il datore di lavoro,potrà recuperarsi anche in tempi successivi;
-se le operazioni di scrutinio  si protraggono in modo significativo oltre le ore 24  ,il giorno successivo è da considerarsi permesso retribuito, trattandosi di giorno feriale necessario per realizzare le funzioni elettorali;
 Infine si rappresenta che i lavoratori impegnati nelle operazioni elettorali per giustificare l’assenza dal lavoro devono presentare al proprio datore di lavoro la seguente documentazione :
-scrutatore : nomina del comune( ovvero in caso di  urgente sostituzione  del presidente del seggio),nonchè dichiarazione del presidente del seggio attestante la presenza al seggio con precisazione delle date e degli orari iniziali e finali;
-segretario : nomina e dichiarazione del presidente del seggio attestante la presenza al seggio con l’indicazione delle date e degli orari iniziali e finali;
– rappresentanti  liste candidati i :  attestazione del presidente del seggio circa l’esecuzione dell’incarico ricevuto  dai i rappresentanti con l’indicazione degli orari e dei giorni di partecipazione alle operazioni elettorali relative al seggio di appartenenza.

COLLEGATO LAVORO:NOVITA’ SUI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI

21/03/2010

 Il provvedimento legislativo citato nel titolo, non ancora   pubblicato in Gazzetta Ufficiale,all’art.32 ,commi da1 a 4 ,s’intrattiene sui licenziamenti individuali  apportando alcune variazioni  all’art.6  della legge n.604/1966,che di seguito vengono evidenziate. 

Si comincia  con la sostituzione ad opera del comma 1 dell’art.32  del  primo e del secondo comma  dell’art.6 della citata legge n.604,nel senso  che anzituto si registra la riformulazione   del testo originario degli stessi , risultando  stabilito che ” Il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione, ovvero dalla comunicazione dei motivi, ove non contestuale, con
qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso”.
 Mentre   sin  qui in effetti non  risulta realizzata alcuna modifica,   in quanto si  registra  soltano la  riformulazione delle   disposizioni  sostituite,  nel prosieguo della norma in  esame si riscontra  una vera e propria  innovazione, poicè  la stessa prosegue  prevedendo che ” “l’impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di centottanta giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice dellavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato.Qualora la conciliazione o l’arbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l’accordo necessarioal relativo espletamento, il ricorso al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro 60 giorni dal rifiuto o dal mancato accordo”.

Pertanto con la suddetta disposizione si tende ad accelerare i tempi  per la definizione giudiziale del licenziamento ed a garantire  più certezza nei rapporti giuridici e patrimoniali tra le parti in lite.

Inoltre si ritiene che l’introduzione del termine di 180 giorni per instaurare la controversia mira a deflazionare il contenzioso e favorisce il contenimento del rischio economico per le aziende rientranti nella disciplina della tutela real ,che apunto viene collegto in sostanza alla durata delprocesso ,mentre sinora giocav a un ruolo importante l’inerzia del lavoratore ,che ,una volta impugnato il licenziamento entro 60 giorni,aveva a disposizione la scadenza della prescrizione quinqennale  ,incidendo cosìsulla formazione della misura della retribuzione   maturata  sino  alla decisione favorevole  di reintegrazione.

PRECISAZIONI INPDAP RISCATTO CORSI-CONCORSI

21/03/2010

Di seguito si esamina  la Nota Operativa 18.3.2010 n. 11 con cui l’Inpdap fornisce chiarienti e precisazioni riguardanti la  valutazione ai fini pensionistici di corsi necessari per l’ammissione in servizio del personale delle amministrazioni pubbliche con particolare riferimento  al:    corso-concorso per l’accesso alla carriera dei segretari comunali presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale, corso allievi operai del Ministero della difesa, corso allievi agenti o  vice ispettori delle Forze di polizia :

In via preliminare l’Istituto  rileva  che i frequentatori dei corsi in esame percepiscono un’indennità, ancorché diversamente denominata e corrisposta con differenti modalità, da considerarsi, ai fini fiscali, come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente .

Inoltre    rappresenta  che ciascuna tipologia dei corsi in esame rappresenta un percorso di formazione finalizzato alla successiva acquisizione della relativa qualifica e che durante   tale periodo il soggetto non riveste lo status di dipendente pubblico in quanto non è inquadrato, neanche temporaneamente, nei ruoli dell’amministrazione per cui svolge il corso ,così che la  partecipazione al corso non è configurabile come prestazione in favore di un’amministrazione pubblica bensì come attività formativa ,mentre in    mancanza dell’elemento essenziale della prestazione lavorativa, l’eventuale trattamento economico percepito non è assoggettato a contribuzione previdenziale .

Premesso quanto sopra,la nota prosegue afffermando che ,   ai fini pensionistici, il periodo relativo ai corsi in esame può essere valorizzato, a domanda, per la durata prevista dalle relative disposizioni normative attraverso l’istituto del riscatto e,ai  fini del calcolo dell’onere, nei casi di applicazione del sistema retributivo, si applicano i coefficienti di cui alle tabelle emanate per l’attuazione dell’articolo 13 delle legge 12 agosto 1962, n. 1338 e s.m. ,mentre per il calcolo dell’onere dei periodi di riscatto, da valutare con il sistema contributivo, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 5, del Dlgs. 30 aprile 1997, n. 184.

 Conclusivamnte le istruzioni Inpdap  precisano che    :

-i corsi allievi delle Forze di polizia ad ordinamento civile, anteriormente alla data di entrata in vigore del Dlgs n. 314/1997, sono stati considerati come periodi di servizio effettivo e, come tali, assoggettati a contribuzione previdenziale;-

  -le disposizioni di cui alla  nota esaminata  si applicano, pertanto, solo per i corsi o parte di essi che si collocano temporalmente a partire dal 1° gennaio 1998.

Per quanto attiene la tipologia di corsi tenuti dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, occorre rilevare che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 257/1991, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 13, primo comma, del D.P.R 29 dicembre 1972, n. 1092 nella parte in cui non comprende, tra i periodi di tempo riscattabili ai fini del trattamento di quiescenza, quello corrispondente alla durata dei corsi di preparazione per il reclutamento di impiegati delle Amministrazioni statali, organizzati e tenuti dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione. Tale giudizio si fonda sull’equivalenza, riconosciuta dalla medesima Corte Costituzionale, tra i corsi della Scuola superiore e quelli di specializzazione. Per le domande presentate dal personale delle amministrazioni statali fino al giorno 11 luglio 1997, le modalità di calcolo sono quelle dettate dall’articolo 13 del DPR 1092/1973, così integrate dall’articolo 2 del D.L. 1/10/1982, n. 694, convertito, con modificazioni, nella legge 29/11/1982, n. 881. A partire dal 12 luglio 1997, in virtù dell’equipollenza, sancita nella sopra riportata sentenza della Corte Costituzionale, tra corsi di specializzazione e corsi presso la Scuola superiore (ivi compresi quelli relativi all’accesso alla qualifica di dirigente di cui all’articolo 28 del Dlgs n. 165/2001), questi ultimi possono essere valorizzati in pensione dalla generalità dei lavoratori pubblici mediante il riscatto nei termini e seconde le modalità prescritte dal decreto legislativo n. 184/1997.

INDISPONIBILITA’ TEMPORANEA SISTEMA COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE

21/03/2010

 Il Ministero del Lavoro con  nota del 18 scorso  ha dato informazione che il 31 marzo corrente dalle ore  14 alle ore 19 non sarà disponibile il sistema delle comunicazioni obbligatorio ,attraverso cui ,come è noto, dal 1° marzo 2008  i datori di lavoro  privati e pubblici denunciano telematicamente  le assunzioni,le proroghe ,le trasformazioni e le cessazioni dei rapporti di lavoro.

La nota spiega che l’interruzione è determinata dalla necessità di consentire le operazioni di aggiornamento ai nuovi standard previsti dai decreti direttoriali n.857 del 15.2.2010 e del 5.3.2010  che   si riferiscono :

1) alle comunicazioni obbligatorie da inviare aiCentri per l’impiego (instaurazione, proroga, trasformazionee cessazione del rapporto di lavoro

2) agli allegati della scheda anagrafico professionale

3)agli allegati della Borsa continua nazionale del lavoro

4) al modello «Unimare» 

con l’adozione   del nuovo documento «Modelli e regole» concernente le comunicazioni obbligatorie.

Durante il periodo d’indisponibilità del sistema ,i datori di lavoro potranno inviare le comunicazioni di assunzione attraverso il Modello Unificato Urg al fax server del Ministero del Lavoro ( n.848 800 131 ) ,mentre tutti gli altri modelli inviati non verrannopresi inconsiderazione e non saranno ritenuti validi ai fini degli adempimenti di legge.