Archive for febbraio 2010

AUMENTATA CONTRIBUZIONE VOLONTARIA 2010 PER AUTONOMI E PARASUBORDINATI

19/02/2010

 Con la circolare n.22 del 16 scorso l’Inps  informa sui nuovi valori per l’anno corrente dei contributi volontari a carico degli autonomi e dei  co co co iscritti alla gestione separata,fissati come di seguito riportati:

1) Artigiani e Commercianti

 La relativa contribuzione volontaria si determina applicando le aliquote stabilite per il versamento dei contributi obbligatori al reddito medio di ciascuna delle otto classi di reddito previste dalla citata norma. La classe di reddito da attribuire a ciascun lavoratore è quella il cui reddito medio è pari o immediatamente inferiore al valore medio mensile dei redditi prodotti negli ultimi 36 mesi di attività.

L’importo dei contributi volontari degli artigiani e degli esercenti attività commerciali per il corrente anno dovrà essere calcolato con le seguenti aliquote:

  Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e collaboratori di età superiore ai 21 anni 20,00 % 20,09 %
collaboratori di età non superiore ai 21 anni 17,00 % 17,09 %

 Sulla base delle predette aliquote e dei valori reddituali aggiornati, sono state predisposte le tabelle di contribuzione che seguono, da applicare con effetto dal 1° gennaio 2010.  

ARTIGIANI

Classi di reddito ai fini della prosecuzione volontaria

(Decorrenza 1/01/2010)

Classi di reddito

 Reddito medio imponibile  Contribuzione mensile
20% 17%
 1 Fino 14.334 14.334 238,90 203,07
 2 da € 14.335 a € 19.006 16.671 277,85 236,17
 3 da € 19.007 a € 23.678 21.343 355,72 302,36
 4 da € 23.679 a € 28.350 26.015 433,58 368,55
 5 da € 28.351 a € 33.022 30.687 511,45 434,73
 6 da € 33.023 a € 37.694 35.359 589,32 500,92
 7 da € 37.695 a € 42.363 40.029 667,15 567,08
 8 da € 42.364 42.364 706,07 600,16

 

COMMERCIANTI

Classi di reddito ai fini della prosecuzione volontaria

(Decorrenza 01/01/2010)

 

Classi di reddito

 Reddito medio imponibile  Contribuzione mensile
  20,09% 17,09%
 1  Fino € 14.334 14.334 239,98 204,14
 2  da € 14.335 a € 19.006 16.671 279,10 237,42
 3  da € 19.007 a € 23.678 21.343 357,32 303,96
 4  da € 23.679 a € 28.350 26.015 435,53 370,50
 5  da € 28.351 a € 33.022 30.687 513,75 437,03
 6  da € 33.023 a € 37.694 35.359 591,97 503,57
 7  da € 37.695 a € 42.363 40.029 670,15 570,08
 8  da € 42.364 42.364 709,24 603,33

 

2) Gestione separata

 L’importo del contributo volontario dovuto alla Gestione Separata deve essere determinato   applicando all’importo medio dei compensi percepiti nell’anno di contribuzione precedente alla data della domanda, l’aliquota IVS di finanziamento della Gestione.

 Ai fini della determinazione del contributo volontario deve essere presa in considerazione esclusivamente l’aliquota IVS vigente per i soggetti privi di tutela previdenziale (non assicurati e non titolari di pensione) pari, per l’anno 2010 . 

Poiché il minimale per l’accredito contributivo è fissato, per l’anno 2010, in € 14.334,00, per il medesimo anno l’importo minimo dovuto dai prosecutori volontari della gestione separata non potrà essere inferiore a € 3.727,00, su base annua, e ad € 310,58 su base mensile.

 Poiché la contribuzione obbligatoria viene accreditata su base mensile, anche il contributo volontario dovrà essere calcolato per mese e poi versato per trimestri solari, alle scadenze previste per la generalità dei soggetti autorizzati

–      30 giugno 2010 per il 1° trimestre 2010 (gennaio – marzo)
–      30 settembre 2010 per il 2° trimestre 2010 (aprile – giugno)
–      31 dicembre 2010 per il 3° trimestre 2010 (luglio – settembre)
–      31 marzo 2011 per il 4° trimestre 2010 (ottobre – dicembre)

 

ributi volontari a carico degli autonomi e dei  co co co iscritti alla gestione separata.

NUOVA PROCEDURA WEB PER ACCENTRAMENTI CONTRIBUTIVI INPS

17/02/2010
   Con il Messaggio n.4750 del  16-02-2010 l ‘Inps fornisce chiarimenti ed indicazioni operative alle strutture territoriale e all’utenza   sulla sperimentazione  della nuova procedura web per richiedere gli saccentramenti contributivi di competenza,richiamando preliminarmente la propria circolare n.124/09 contenente l’illustrazione delleinnovazione intervenute in materia.  
 

 A scioglimento della  riserva prevista al punto 8 di detta circolare  circa l’attivazione di apposita procedura telematica per la presentazione delle richiestadi accentramento  ,  il messaggio avvisa che , completate le previste attività preporatorie  , viene rilasciato in sperimentazione il servizio  in questione riguardante le aziende che operano con il sistema DM.

Con riferimento al Protocollo di Collaborazione operativa INPS – Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 22 luglio 2004 ed in ossequio alle linee guida di semplificazione amministrativa tracciate con la Delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto n. 67 del 15 marzo 2005, è previsto che alla prima fase di sperimentazione parteciperanno i Consulenti del lavoro iscritti al predetto Ordine, già abilitati all’utilizzo dei servizi web disponibili sul sito INTERNET dell’INPS.

Agli stessi sarà consentita la trasmissione sia delle richieste di nuove autorizzazioni all’accentramento dei versamenti dei contributi, sia l’estensione di precedenti provvedimenti autorizzativi, con il rilascio in tempo reale delle ricevute di riscontro.

 A conclusione della sperimentazione il servizio verrà esteso ai datori di lavoro e agli intermediari istituzionali individuati a norma dell’articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12.

 Il nuovo servizio “Accentramento Contributivo” è disponibile, per gli utenti sperimentatori, nel menu “Servizi on-line”, presente sul sito INTERNET dell’Istituto (http://www.inps.it).

Selezionando la voce “Aziende, consulenti e professionisti” e richiamando la funzione “Se rvizi per aziende e consulenti”, viene richiesta l’identificazione mediante immissione del codice fiscale e del PIN; completata correttamente l’autenticazione, alla pagina “Servizi per aziende e consulenti”, nel menu “Iscrizione e Variazione Azienda”, per gli utenti sperimentatori è disponibile la nuova funzione “Accentramento contributivo”.

RIVALUTATO IMPORTO ASSEGNO FAMILIARE E DI MATERNITA’ NEL 2010

17/02/2010

 Prima d’intrattenersi sullo specifico argomento previsto dal titolo,si ritiene confacente  soffermarsi brevemente sugli elementi che caratterizzano l’assegno per il nucleo familiare e di maternità.

 

L’assegno per il nucleo familiare spetta a 

 
tutti i lavoratori dipendenti, ai disoccupati, ai lavoratori in mobilità, ai cassintegrati, ai soci di cooperative, ai pensionati ed anche   ai lavoratori parasubordinati, iscritti alla Gestione separata, che non sono assicurati pure con forme pensionistiche obbligatorie e non sono pensionati e pertanto pagano dal 1° gennaio 2009 l’aliquota contributiva del 25,72%. 
Invece sono  esclusi i lavoratori autonomi dell’agricoltura e i pensionati ex lavoratori autonomi, ai quali invece spetta il vecchio “assegno familiare”. Con riferimento alle persone destinatarie,si ricorda che l’assegno spetta per i componenti del nucleo familiare:
Elenco puntato richiedente
Elenco puntatoil coniuge non legalmente ed effettivamente separato
Elenco puntatoi figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, affidati a norma di legge) di età inferiore ai 18 anni 
Elenco puntatoi figli maggiorenni inabili che si trovano, per difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un lavoro
Elenco puntatoi nipoti, di età inferiore ai 18 anni, a carico di un ascendente diretto (nonno o nonna) che siano in stato di bisogno e siano mantenuti da uno dei nonni.
Possono far parte del nucleo familiare anche i fratelli, le sorelle ed i nipoti collaterali del richiedente (figli di fratelli e sorelle, minori di età o maggiorenni inabili, a condizione che non abbiano diritto alla pensione ai superstiti e che siano orfani di entrambi i genitori).

 E da tener presente che per  i nuclei familiari con almeno quattro figli (rientrano in tale tipologia i nuclei con figli di età inferiore ai 26 anni indipendentemente dal carico fiscale, dalla convivenza, dallo stato civile e dall’attività lavorativa) sono considerati per la determinazione dell’assegno, al pari dei figli minori, anche i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti.Tra gli elementi da considerare ai fini della spettanza del trattamento in parola figura il reddito  del nucleo familiare che deve derivare, per almeno il 70%, da lavoro dipendente o da prestazione derivante da lavoro dipendente (pensione, indennità di disoccupazione, indennità di maternità, indennità di malattia ecc).

 

 

La domanda di assegno per il nucleo familiare deve essere presentata al proprio datore di lavoro dai lavoratori dipendenti o direttamente agli ufficidegli Enti previdenziali di riferimento   in tutti gli altri casi (pensionato, disoccupato, lavoratori domestici, ecc.). 

  

 
 

 

 

Il pagamento può essere anticipato in busta paga dal datore di lavoro che è poi rimborsato dall’inps con il conguaglio dei contributi, oppure direttamente al lavoratore con bonifico bancario o postale, oppure allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale. 
Il pagamento degli arretrati spettanti si prescrive nel termine di 5 anni.  

ASSEGNO DI MATERNITA’ CONCESSO DAI COMUNI

E’ una prestazione che spetta alle madri cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno, residenti in Italia.
L’assegno spetta, inoltre, alle cittadine extracomunitarie con lo status di rifugiate politiche, anche se non sono in possesso della carta di soggiorno. 
  A partire dal 2 luglio 2000, spetta per ogni figlio nato (esempio: parto gemellare spettano due assegni), per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo.

  L’assegno spetta alla donna che:

  • non ha diritto ad alcuna indennità di maternità ad altro titolo (nel caso in cui fruisca di un’indennità di maternità di importo inferiore a quello dell’assegno del Comune può esserle riconosciuta la differenza);
  • vive in un nucleo familiare che non ha redditi superiori a determinati tetti. I redditi sono calcolati in base ai criteri stabiliti dall’Indicatore della situazione economica (ISE), il cui valore per il 2009, con riferimento ai nuclei familiari composti di tre persone, è di 32.222,66 euro.

L’assegno va chiesto al Comune di residenza, improrogabilmente entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione, e viene pagato dall’Inps.  

Per l’anno in corso le due suddette prestazioni economiche risultano rivalurtate ed in tal senso si esprime il comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministridel 4.2.2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.37 del 15 scorso,che prevede quanto segue.  

 L’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai  e
impiegati, calcolato con le esclusioni di cui alla legge  5  febbraio
1992, n. 81, da applicarsi per l’anno 2010  ai  sensi  dell’art.  65,
comma 4, della legge 23 dicembre 1998,  n.  448  (assegno  al  nucleo
familiare numeroso) e dell’art. 74 del decreto legislativo  26  marzo
2001, n. 151 (assegno di maternita’)  e’  pari  allo  0,7  per  cento
(Comunicato ufficiale dell’ISTAT del 15 gennaio 2010).
    Pertanto:
      a) l’assegno mensile per il nucleo familiare ai sensi dell’art.
65, comma 4, della legge  23  dicembre  1998,  n.  448  e  successive
modifiche e integrazioni, da corrispondere agli  aventi  diritto  per
l’anno 2010, se spettante nella misura intera, e’ pari a €129,79; per
le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della
situazione economica, con riferimento a nuclei familiari composti  da
cinque componenti e’ pari a € 23.362,70  (per  nuclei  familiari  con
diversa composizione, il requisito economico e’  riparametrato  sulla
base della scala di  equivalenza  prevista  dal  decreto  legislativo
n.109/98 – rif. comma l, art. 65, legge n. 448/1998);
      b) l’assegno mensile di maternita’ ai sensi dell’art. 74  della
legge 26 marzo 2001, n. 151, da corrispondere agli aventi diritto per
l’anno 2010,  per  le  nascite,  gli  affidamenti  preadottivi  e  le
adozioni senza affidamento, se spettante nella misura intera, e’ pari
a € 311,27; per le domande  relative  al  medesimo  anno,  il  valore
dell’indicatore della situazione economica, con riferimento a  nuclei
familiari composti da tre componenti, e’ pari a € 32.448,22.
 

 

     

 

 

   

 

 .

PROVVEDIMENTI CIGS AZIENDE ABRUZZO

16/02/2010

 Si riporta l’elenco delle Aziende operanti in Abruzzo interessate dai provvedimenti di CIGS emanati dal Ministero  del Lavoro  nel periodo dall’8 al 15 febbraio 2010:

–  CT POINT                                                                                                                     S.p.a.

  con sede in :  RAPINO                                                                                 –  CH

  Causale di intervento :   crisi aziendale                                   

  Unita’ aziendali di :

     RAPINO                                                                                                     –   CH

  Decreto              del 08/02/2010 n.   49883 

  Approvazione   del programma di C.I.G.S. dal     02/11/2009   al     01/11/2010

  Concessione    del trattamento di C.I.G.S. dal     02/11/2009   al     01/11/2010

  Con autorizzazione al pagamento diretto –

  Settore : Tessitura di altre materie tessili- fabbricazione di altri tessuti ad armatura larga in lino, ramiè, canapa, iuta, rafia e filati speciali- fabbricazione di tessuti di polipropilene- fabbricazione di tessuti in fibre di vetro-

–  OMNIA SECURPOL                                                                                                        S.r.l.

  con sede in :  ROMA                                                                                   –  RM

  Causale di intervento :   contratto di solidarietà                         

  Unita’ aziendali di :

     AVEZZANO                                                                                                –   AQ

  Decreto              del 15/02/2010 n.   50047 

  Concessione    del trattamento di C.I.G.S. dal     10/11/2009   al     09/11/2010

  Settore : Servizi di vigilanza privata- attività di sorveglianza, di scorta e di protezione: trasporto valori, attività delle guardie del corpo private,

             pattugliamento, vigilanza e sorveglianza di fabbricati di civile abitazione, di uffici, di stabilimenti, di cant

Denominazione Azienda :    G. & D. PREFABBRICATI
con sede in :   CASTILENTI Prov :    TE
Causale di Intervento :    Crisi aziendale
Unità di :    CASTILENTI Prov :    TE  
Settore:    Fabbricazione di elementi prefabbricati in calcestruzzo, cemento e pietra artificiale per l’edilizia, compresi i caminetti    
Decreto del  15/02/2010 n.  49960        
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal   07/12/2009   al   06/12/2010        
Con autorizzazione al pagamento diretto

Denominazione Azienda :    LAS MOBILI
con sede in :   TORTORETO Prov :    TE
Causale di Intervento :    Crisi aziendale
Unità di :    TORTORETO Prov :    TE  
Settore:    Fabbricazione di mobili non metallici per uffici, negozi, ecc., esclusi parti e accessori    
Unità di :    SANT’OMERO Prov :    TE  
Settore:    Fabbricazione di mobili non metallici per uffici, negozi, ecc., esclusi parti e accessori    
Decreto del  15/02/2010 n.  49962        
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal   14/12/2009   al   13/12/2010

Denominazione Azienda :    Sistemi Sospensioni
con sede in :   CORBETTA Prov :    MI
Causale di Intervento :    Crisi aziendale
Unità di :    SULMONA Prov :    AQ  
Settore:    FABBRICAZIONE DI PARTI ED ACCESSORI PER AUTOVEICOLI (ESCLUSI QUELLI IN LEGNO) E PER I MOTORI DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI    
Decreto del  15/02/2010 n.  49961        
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal   07/12/2009   al   06/12/2010

 

CONFERMATA COMPETENZA CONSULENTI LAVORO SERVIZI AMMINISTRAZIONE PERSONALE

16/02/2010

 Il Tar della Lombardia con ordinanza n.137 dell’11 scorso ha confermato che ai consulenti del lavoro spetta la competenza esclusiva  per i servizi di amministrazione delpersonale anche se trattasi di committeni pubblici.

La decisione di cui sopra è intervenuta su  ricorso del Consiglio Nazionale   Ordine dei Consulenti del Lavoro,che ha impugnato il bando di gara con cui l’Unione delle Orobie (Unione dei Comuni di Albosaggia, Cedrasco, Fusine e Caiolo) intendeva affidare la gestione dell’amministrazione del personale e degli adempimenti connessi, esclusivamente a Società di elaborazione dati escludendo i Consulenti del lavoro e i professionisti di cui alla legge n. 12/79.

Il  TAR lombardo , nel fissare   l’udienza pubblica di discussione della causa al 13 ottobre 2010.  ha disposto la sospensione del bando  in questione con l’Ordinanza citata  avendo ritenuto  che, ad un primo sommario esame, il, ricorso sembrerebbe essere sorretto dal prescritto fumus quanto all’illegittimità della lex specialis nella parte in cui individua i soggetti ammessi a partecipare escludendo i professionisti iscritti all’Albo dei Consulenti del Lavoro ,ui l’art. 1 della L. n. 11/1979 riserva “tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati dal datore di lavoro, direttamente od a mezzo di propri dipendenti ,nonchè avendo valutato  il pregiudizio al quale la parte ricorrente risulterebbe esposta nelle more del giudizio consistente nella definitiva perdita della possibilità di assicurarsi il servizio e la sussistenza  dei  presupposti di cui all’art. 21 della L. n. 1034/1971

PILLOLE DI…GIURISPRUDENZA

15/02/2010

Si segnalano le seguenti decisioni della Corte di Cassazione relative a questioni  riguardanti il lavoro:

– Sentenza n.470/2010: Il  vizio di omessa o insufficiente motivazione, deducibile in sede di legittimità ex art. 360 n. 5 c.p.c. ,sussiste solo se nel ragionamento del giudice di merito, quale risulta dalla sentenza, sia riscontrabile il mancato o deficiente esame di punti decisivi della controversia, e non può invece consistere in un apprezzamento dei fatti e delle prove in senso difforme da quello preteso dalla parte, perché la citata norma non conferisce alla Corte di Cassazione il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico – formale e della correttezza giuridica, l’esame e la valutazione fatta dal giudice del merito al quale soltanto spetta individuare le fonti del proprio convincimento, e, all’uopo, valutarne le prove, controllarne l’attendibilità e la concludenza, e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione.

 –Sentenza n.1576/2010:  L’apposizione del termine per “ragioni sostitutive” è legittima se l’enunciazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti – da sola insufficiente ad assolvere l’onere di specificazione delle ragioni stesse – risulti integrata dall’indicazione di elementi ulteriori (quali, l’ambito territoriale i riferimenti, il luogo della prestazione lavorativa, le mansioni dei lavoratori da sostituire, il diritto degli stessi alla conservazione del posto di lavoro) che consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorché non identificati nominativamente, ferma restando in ogni caso la verificabilità circa la sussistenza effettiva del presupposto di legittimità prospettato.

Sentenza n.2623/2010 : La pattuizione collettiva  in deroga,relativamente alla definizione di retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto ,può essere contenutaunicamente in contratti collettivi successivi alla legge n.297/1982,e non è desumibile dal semplice richiamo ad accordi  precedenti genericamente confermati,essendo viceversa necessaria la riformulazione di un’esplòicita volontà nel senso indicato.

 – Sentenza n.2728/2010 : In tema di rapporto di lavoro ,la verifica della sussistenza di un’associazione in partecipazione  esclude necessariamente il carattere subordinato ,ma non è vero l’inverso ,perchè per la configurabilità del rapporto subordinato occorre la prova positiva di specifici elementi che non possono ritenersi sussistenti per la carenza di prova su una tipologia diversa.

– Sentenza n.2735/2010 : Il lavoratore che voglia ottenere la dichiarazione di inefficacia del licenzianento intimatogli  an base allalegge n.223/91 ,sull’assunto del mancato rispetto dell’iter procedurale  previsto dalla stessa legge  per la messa in mobilità o per la riduzione del personale,deve ,tenuto conto dei numerosi adempimenti imposti dalla legge,indicare nell’atto introduttivo  del giudizio le specifiche omissioni o irregolarità addebitate al datore di lavoro  su cui fonda il petitum.

Sentenza n.2772/2010 : Nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia chiesto in giudizio la declaratoria d’illegittimità del licenziamento intimatogli  ed il datore di lavoro abbia chiesto il rigetto della domanda ,eccependo le dimissioni del dipendente,incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice che d’ufficio dichiari la cessazione del rapporto lavorativo per  mutuo consenso ai sensi dell’art.1372 c.c.

Sentenza n . 2676/2010 :La mancata impugnazione del licenziamento nei termini stabiliti dalla legge non solo preclude il reintegro in azienda, ma anche l’azione ordinaria di sarcimento del danno.Infatti la decadenza impedisce al lavoratore di far accertare  in  sede giudiziale l’illegittimità del recesso ,che è il presuppostpo fondamentale per la richiesta d’indennizzoed a tal fiene è irrilevante  che si tratti di licenziamento  individuale o collettivo,poichè ciò che rileva è sempre la posizione soggettiva paticolare del dipendente che invoca la tutela risarcitoria 

Sentenza n3135/2010 :  Ricorrendo la recidiva reiterata contestata (essendo stato più volte contestato al ricorrente lo scarso rendimento, oltre che dichiarazioni esplicite di insubordinazione nei confronti del capo officina), era rimasto accertato che lo stesso, accettate le nuove mansioni (ed impregiudicati i suoi diritti ex art. 2103 ce, in relazione al loro contenuto asseritamele dequalificante), si era reso sistematicamente inadempiente rispetto alla diligenza richiesta dall’art. 2104 cc, con un livello di produttività senz’altro inferiore alla media, trattandosi di mansioni semplici e ripetitive, in ordine alle quali si poteva ipotizzare una qualche difficoltà dovuta all’inesperienza solo per il periodo iniziale, ma non anche successivamente.

CHIARIMENTI INPS INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE PERSONALE SCOLASTICO RIMASTO SENZA INCARICO

15/02/2010

 Con il Messaggio 11.02. 2010, N. 4425 ,  l’Inps ,in risposta a corrispondenti quesiti,fornisce chiarimenti  su alcune questioni riguardanti l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali spettante  al personale scolastico docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario inserito in graduatoria edin attesa  di nominaper il  corrente anno scolastico   

 Anzitutto,in ordine alla decorrenza delle domande  relative alle indennità in oggetto,risulta preciato che le stesse,  anche se presentate oltre i termini ordinari purché entro il 31 dicembre 2009, ricorrendo le altre condizioni normativamente previste per il requisito assicurativo e contributivo, sono da ritenersi accoglibili con decorrenza del diritto dal 1° luglio 2009 o dal primo giorno utile successivo al licenziamento. In ogni caso l’indennità è corrisposta a decorrere dall’ottavo giorno successivo a quello della cessazione dal lavoro  purché entro il 2009, oltre a presentare la domanda, il richiedente abbia provveduto a perfezionare il proprio “stato di disoccupazione” (condizione da ritenersi anch’essa soddisfatta dal 1° luglio 2009 o dal primo giorno utile successivo al licenziamento). 

Inoltre ,   viene evidenziato che nel   caso di conferimento al lavoratore in disoccupazione di supplenze temporanee superiori a 5 giorni nel corso delle attività didattiche dell’anno scolastico 2009/2010 (termine 30 giugno 2010), la prestazione non si considera cessata. Nei periodi di ripresa lavorativa, comunicati dalle Istituzioni scolastiche  , l’erogazione della prestazione è sospesa ed i contratti di supplenza prorogano il periodo di durata della prestazione, in misura pari alla durata del contratto   nei limiti di durata massima dell’indennità nell’anno mobile. Alla ripresa del periodo di “non lavoro” indennizzabile – fermo restando l’obbligo del lavoratore di comunicare all’Inps entro cinque giorni qualsiasi variazione intervenuta nella propria condizione di disoccupato non rientrante nelle ipotesi regolate dalla Convenzione   non occorre: – la presentazione di una nuova domanda   ;- ottenere dal beneficiario una nuova “dichiarazione di immediata disponibilità” o una nuova autocertificazione dell’attestazione dello “stato di disoccupazione” presso il Centro per l’impiego competente ;- osservare nuovamente il periodo di “carenza”  . Se il lavoratore ha presentato una o più domande ulteriori, successive alla prima, le stesse vanno utilizzate ai soli fini di controllo o integrazione dei dati del richiedente, dovendosi ritenere utile la prima domanda alla percezione dell’indennità, per l’intero ammontare spettante.

PARERE MINISTERO FUNZIONE PUBBLICA SU TERMINE PER ISTANZA TRATTENIMENTO IN SERVIZIO DIPENDENTI PUBBLICI

14/02/2010

 E’ noto che  l’art.16 comma 1 del  decreto legislativo n.503/92,come integrato dall’art.72 del dec.legge n.112/08,prevede che i dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici hanno facoltà di restare in servizio per un periodo massimo di due anni oltre i limiti d’età previsti per  il pensionamento,presentando richiesta   in un arco temporale che va dai 24 ai 12 mesi precedenti il compimento del limite d’età per il proprio collocamento a riposo.

L’Avvocature generale dello Stato ha richiesto al Dipartimento della Funzione Pubblica di  pronunciarsi  circa  l’eventuale  carattere perentorio e quindi inderogabile del predetto termine entro cui i dipendenti interessati devono presentare la domanda  per il trattenimento    servizio sino a due anni.

 La risposta  del Dipartimento è intervenuta   con la nota n.7063 del 12 scorso,in cui si legge che  :”se è interesse dell’amministrazione e questa può soddisfare ugualmente l’esigenza organizzativa che rappresenta la finalità della previsione del termine ,l’amministrazione può decidere di derogare allo stesso valutando ed eventualmente accogliendo anche domande di trattenimento non tempestive.Tuttavia,in tal caso ,al fine di operare in maniera imparziale e di non pregiudicarela situazione di altri dipendenti ,l’amministrazione dovrà dare comunicazione a tutti gli interessati della riapertura del termine e ,quindi,della possibilità di presentare o ripresentare domanda”.

ACCORDO INTERCONFEDERALE CONFAPI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE

14/02/2010

Il 9  scorso ,  la  CONFAPI ha sottoscritto con    CGIL –  CISL –  UIL  l’Accordo  Interconfederale  per l’apprendistato professionalizzante di cui all’art. 49 comma 5 ter del D.Lgs. 276/03  riguardante  le piccole e medie imprese ,che    definisce   la  nozione, i contenuti e le  modalità di intervento della formazione aziendale e  di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali ,nonchè   i criteri per la registrazione nel libretto formativo ,individuando inoltre    linee guida per la definizione, demandata ai singoli contratti collettivi nazionali di lavoro (C.C.N.L.) di categoria, della durata    del contratto ,del  monte ore annuo di formazione  , delle modalità di erogazione della formazione stessa e della capacità formativa richiesta all’azienda.

Di seguito si evidenziano gli aspettidell’Accordoche appaiono  particolarmente significativi e rilevanti .

 Anzitutto si fa riferimento alla  nozione di “formazione esclusivamente aziendale” e di “capacità formativa”.

 A proposito della  prima, s’ intende quella formazione che è integralmente ed esclusivamente erogata a cura dell’azienda, all’interno e/o all’esterno, della stessa ai sensi della normativa vigente ed a ciò abilitata dal C.C.N.L. di riferimento ,restando stabilito che tale   attività formativa andrà definita nell’ambito di un piano formativo elaborato a cura dell’azienda, sulla base delle indicazioni contenute nel C.C.N.L. di riferimento e da depositare  , entro il termine previsto per la comunicazione dell’assunzione dell’apprendista al Centro per l’Impiego competente, presso l’ente bilaterale ,che deve v esprimere sul piano formativo il  parere di conformità    entro 20 giorni dal deposito, trascorsi i quali, i soli piani formativi relativi a qualificazioni professionali contemplate nei rispettivi C.C.N.L. di categoria saranno considerati comunque conformi mentre per le sole qualificazioni professionali non contemplate nei rispettivi C.C.N.L. si renderà necessaria una previa intesa esplicita delle parti contrattuali di riferimento. 

Invece per   “capacità formativa”   s ‘intende la capacità dell’azienda di erogare formazione interna,desumibile dalla presenza di risorse umane e materiali idonee a trasferire competenze.  ,per cui risulta fondamentale la presenza di un tutor con formazione, esperienze e conoscenze adeguate che sia di costante riferimento per l’apprendista.
 L’Accordo prevede altresì che in  relazione alla comprovata capacità formativa dell’azienda e per meglio favorire la crescita professionale
dei lavoratori e la valorizzazione della risorsa umana aziendale,  risulterà  opportuno   favorire modalità di formazione interne all’azienda  qualificate e adeguate alle reali esigenze produttive,riservando nella
 prima annualità di contratto di apprendistato  almeno il 30% del monte ore annuo complessivo di formazione previsto dai C.C.N.L. per ogni profilo formativo alla formazione trasversale e di base   ,demandando    
l’erogazione di formazione relativa alla conoscenza delle normative che regolano il rapporto di lavoro l’organizzazione del lavoro e la sicurezza al suddetto ente bilaterale ,che, sempre in riferimento alla prima annualità,erogherà direttamente  almeno i 2/3
del   monte ore di formazione trasversale e di base   ,  anche avvalendosi delle strutture formative espressione delle Parti costituenti o da esse
indicate, e conformandosi alle    modalità di formazione esterna contrattualmente definita.
Altri aspetti significati dell’Accordo appaiono i seguenti :

 – per le annualità successive alla prima il C.C.N.L. di riferimento definirà sia la
percentuale del monte ore annuo da dedicare alla formazione trasversale e di base, sia la percentuale di detto monte ore da somministrarsi a cura dell’ente bilaterale, al fine di verificare le competenze acquisitee valorizzarle ;

 – l’azienda che pratica “formazione interna” deve dichiarare nel piano formativo di essere in possesso di competenze in grado di erogare un’adeguata formazione, sia trasversale e di base che professionalizzante, tramite risorse umane idonee a trasferire tutte le competenze e conoscenze previstedal piano formativo stesso.
A tal fine si prevede la presenza di un tutor per l’apprendistato, interno od esterno, purché dotato di idonee competenze acquisite anche nell’ambito di un percorso formativo di 16 ore promosso dall’entebilaterale direttamente o tramite gli Enti di formazione accreditati presso la Regione e convenzionati con l’ente bilaterale stesso ;
–  nelle imprese fino a 15 dipendenti il datore di lavoro può svolgere direttamente, fin dall’avvio della attivitàformativa, la funzione di tutor per l’apprendistato, con il compito di seguire l’attuazione dell’intero programma formativo ;

– nelle imprese con più di 15 dipendenti il datore di lavoro delega tale funzione ad un soggetto interno conqualifica professionale almeno pari o preferibilmente superiore a quella che l’apprendista dovràraggiungere al termine del periodo di apprendistato, o, alternativamente, ad un soggetto esterno all’azienda, individuato nell’ambito della bilateralità espressione delle Parti firmatarie e, comunque,localmente accreditato alla formazione ai sensi della normativa regionale vigente.
 In merito alle  modalità di erogazione della formazione si prevede che :

– la  formazione, interna e/o esterna, a carattere trasversale e di base può essere erogata utilizzando  ad esempio modalità quali: lezioni in aula, seminari, esercitazioni sing ole o digruppo, testimonianze, visite aziendali, distribuzione di dispense, proiezione di filmati audio/video,formazione a distanza (FAD) e strumenti e-learning, nonché ogni altro strumento idoneo a raggiungere ilfine. Nelle ipotesi di formazione a distanza e di strumenti e-learning l’attività di accompagnamento potràessere svolta anche in modalità virtualizzata e attraverso strumenti di tele-affiancamento o videocomunicazione da    remoto  – la formazione, interna e/o esterna, a carattere professionalizzante che avviene in ambito lavorativo riconosce il valore formativo dell’attività lavorativa svolta con l’apporto del tutor aziendale ;

– in  tutti i casi la formazione, sia trasversale e di base che professionalizzante, dovrà avvenire con modalità coerenti rispetto alle specifiche finalità formative e tali da realizzare in modo efficace lo scopo dell’intervento formativo medesimo.
 Per la   durata e contenuti della formazione, è indicato che:

– è affidato all’ente bilaterale preposto il compito di verificare la conformità al C.C.N.L. del contrattodi apprendistato con annesso percorso formativo ,con la precisazione che la
 durata, i contenuti del percorso formativo e le modalità di erogazione della formazione dovranno essere coerenti con l’obiettivo di acquisizione di specifiche competenze, sia di base che tecnicoprofessionali,per il conseguimento di una delle qualifiche individuate dalle declaratorie presenti nei C.C.N.L,;

 – i  C.C.N.L., nel recepire  l’Accordo, definiranno la suddivisione tra formazione trasversale e dibase e formazione professionalizzante e  potranno inoltre individuare qualificazioni professionali non contemplate negli attuali C.C.N.L..
 Altri aspetti interessanti dell’Accordo concernono le  modalità di riconoscimento della qualifica professionale ed il libretto formativo.

In ordine alle prime, è stabilito   che al termine del rapporto di   apprendistatoprofessionalizzante il datore di lavoro attesta l’avvenuta
formazione e comunica all’interessato e all’ente bilaterale l’acquisizione della qualifica professionale ai finicontrattuali secondo la normativa vigente ,mentre sul secondo si prevede che la  formazione erogata v sia  registrata sul “libretto formativo del cittadino” in base a quanto previsto dai CC.N.L. di categoria e dalla legge ,restando inteso che in  mancanza di tale libretto la formazione può essere registrata su appositi supporti informatici e/o su fogli firmati.
 Il  testo dell’Accordo si conclude  con la   seguente    disposizione  transitoria  e finale :
  le   aziende che applicano i C.C.N.L. sottoscritti dalle rispettive organizzazioni di categoria aderenti alle confederazioni firmatarie dell   intesa sottoscritta e che hanno già in essere contratti di apprendistato professionalizzante ai sensi dell’art. 49, commi 5 e 5 bis, D.Lgs. n. 276/2003, in accordo con l’apprendista e con l’assistenza delle organizzazioni territoriali datoriali e sindacali di riferimento nell’ambito di unaintesa sottoscritta dalle Parti sociali firmatarie del C.C.N.L., potranno modificare il piano formativo individuale, adeguandolo alle disposizioni previste  dall’Accordo.

DECRETO INTERMINISTERIALE INCENTIVI AI PERCETTORI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER SVOLGERE ATTIVITA’ AUTONOMA

11/02/2010

  Prima di illustrare il contenuto del provvedimento previsto dal titolo,risulta confacente    esaminare    le due specifiche  situazioni previste e disciplinate da altrettante disposizioni della legislazione statale   che  consentono ai lavoratori, interessati a svolgere attività autonome     di   richiedere la liquidazione in unica soluzione  del trattamento previdenzale spettante  a seguito di  sospensione o riduzione dell’orario dal lavoro .

1.BENEFICIARI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA.  

La  prima  situazione da  considerare  è  disciplinata dall’art.7 ter comma 7 della legge n.33/09,cosi come integrato dal comma 7 dell’art.1 della legge n.102/09,secondo cui i lavoratori destinatari per gli anni 2009 e 2010 di ammortizzatori sociali in deroga ,poichè licenziati o sospesi per cessazione totale o parziale dell’attività o per intervento di procedura concorsuale da imprese non rientranti nella disciplina di cui alla legge n.223/91 ,possono ricevere dall’Inps il trattamento di sostegno al reddito in unica soluzione ,al netto del preriodo goduto, nel caso in cui ne facciano richiesta per intraprendere un’attivitàdi lavoro autonomo ,avviare  un’attività  autoimprenditoriale o una micro impresa ovvero per associarsi in cooperativa in conformità alle norme vigenti. Peraltro la norma in esame precisa che in caso di cig in deroga o di sospensione ai sensi dell’art.19 comma 1 del dec .legge n.185/08 convertito in legge n.2/09 ,i lavoratori successivamente all’ammissione al beneficio e prima dell’ erogazione del medesimo devono dimettersi dall’impresa di appartenenza.

 2. BENEFICIARI DI CIG ORDINARIA E STRAORDINARIA. La secomda situazione da considerare è disciplinata dall’art.1 comma 8 dellalegge m.102/09 di conversione del decreto legge n.78/09 ,secondo cui in via sperimentale per gli anni 2009 e 2010 ai lavoratori percettori del trattamento di cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, nel caso in cui ne facciano richiesta per intraprendere un’attività di lavoro autonomo,per avviare un’attività autoimprenditoriale o una micro impresa o per associarsi in cooperativa in conformità alla normativa vigente, viene liquidato il relativo trattamento per un numero di mensilità pari a quelle deliberate e non ancora percepite. La norma inoltre precisa che in caso di cig per crisi aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa ,di procedura concorsuale o comunque nei casi in cui il lavoratore sospeso sia stato dichiarato in esubero strutturale ,al lavoratore ,se rientri nelle previsioni di cui all’art.16 legge n.223/91 ( ossia  dispone di un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi ,di cui sei di lavoro effettivo) è liquidato altresì il trattamento di mobilità sino al massimo di 12 mesi   . Anche per questa ipotesi ,si prevede che il lavoratore successivamente all’ammissione al beneficio e prima dell’erogazione del medesimo ,deve dimettersi dall’impresa di appartenenza.

Rispetto a quanto riportato nei numeri 1 e  2,   si ritiene  di fare le seguenti osservazioni:

 -la  prima riguarda l’attività di lavoro autonomo ,rispetto a cui l’espressione appare molto ampia, potendovi rientrare una serie di ipotesi,come non mancheranno di precisare   le istruzioni operativa che i competenti organi istituzionali cureranno di fornire;

-la seconda concerne  l’individuazione della  micro impresa, per cui occorre rifarsi alla raccomandazione CE del 6 maggio 2003  ,che considera  micro impresa quella che occupa fino a nove dipendenti ed ha un fatturato o un bilancio inferiore o pari a due milioni di euro ;

– la terza si riferisce all’associazione in cooperativa che, ovviamente, va documentata ,avvertendo anche che la norma prevede esplicitamente la compatibilità del beneficio in questione con quello previsto dall’art. 17 della legge n. 49/1985 a favore della partecipazione in società cooperative attraverso un fondo di rotazione a carattere permanente presso la sezione speciale per il credito cooperativo ;

-la   quarta concerne l’importo da percepire in un’unica soluzione ,che potrà variare da persona a persona, in quanto va posto in relazione alle mensilità del trattamento previdenziale ancora da percepire ed anche  dall’entità   dello stesso .     

Premesso quanto sopra,si evidenzia che in data 18.12.2009 risulta emanato dal Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia il Decreto  n.49409,da pubblicare in Gazzetta Ufficiale,  relativo ai  criteri ed  alle modalità da rispettare per il conseguimento della liquidazione in unica soluzione ai beneficiari degli ammortizzatori sociali di cui ai precedenti numeri 1 e 2,del quale si evidenziano gli aspetti rilevanti.

Il provvedimento si compone di due  distinti Titoli :il primo concerne l’incentivo per i beneficiari degli ammortizzatori sociali in deroga o indennitàdi disoccupazione  ai sensi dell’art.19 del decreto legge n.185/ convertito in legge n.2/09,mentre il secondo riguarda i percettori dell’integrazione salariale ordinaria o straordinaria.

Il  Titolo I del decreto interministeriale prevede  che:

a) il beneficio consiste nella liquidazione del trattamento di sostegno al reddito  per un numero di mensilità pari a quelle autorizzate  e non ancora percepite ,mentre le eventuali proroghe di detto trattamento di sostegno intervenute dopo la presentazione della domanda dell’incentivo non hanno effetto sulla quantificazione del beneficio,che può cumularsi con quello previsto dall’art.17 dellalegge n.49/1985 ,in caso di adesione ad una cooperativa;

b) facendo uso di apposito modulo predisposto dall’Inps,l’interessato al beneficio in      parola entro i termini di fruizione del trattamento i sostegno devonopresentare domanda all’Inps,specificando l’attività da intraprendere;

c) l ‘Inps ,accertato il diritto del beneficiario al trattamento di sostegno,verificato altresì l’idoneità della documentazione attestante la sussistenza delle condizioni normative ed infine quantificato il beneficio spettante,eroga il 25 % dell’incentivo,interrompendo l’erogazione del trattamento di sostegno al reddito,mentre l’erogazione del restante 75% del beneficio è effettuata a seguito della presentazione delladocumentazione comprovante l’assunzione di iniziative  finalizzate allo svolgimento dall’attività autonoma,autoimprenditoriale , di microimpresa  ovvero  per associarsi in cooperativa,compresa,se richiesta,l’autorizzazione oppure  l’iscrizione in albi professionali o di categoria ,nonchè l’avvenuta iscrizione della cooperativa nel registro dele società e nell’Albo degli enti cooperativi ,con l’avvertenza che se il lavoratore  ,     aderendo ad una  cooperativa ,instaura un rapporto di lavoro subordinato ,l’incentivo rispettivamente  spetta alla cooperativa o deve essere conferito dal lavoratore al capitale sociale del sodalizio  ;

d) per procedere all’erogazione del 75  % del beneficio,l’Inps deve provvedere  a:

-verificare l’idoneità dela documentazione presentata dall’interessato;

– quantificare il beneficio residuo spettante;

-comunicare all’interessato l’accoglimento della domanda avendo accertata la sussistenza del diritto del richiedete alla prestazione ;

e) conseguita la comunicazione di accoglimento della domanda,il lavoratore  sospeso in cig in deroga o beneficiario dell’indennita’ di disoccupazione deve presentare entro 15 giorni  le dimissioni al datore di lavoro , rimettendone  copia all’Inps competente,a cui ,se trattasi di richiesta del beneficio per associarsi in cooperativa deve presentare entro 15 giorni la copia del contratto di lavoro di cui all’art.1 comma 3 della legge n.142/2001;

 f) l’Inps dispone il pagamento del 75% in favore dell’interessato dopo aver ricevuto la documentazione  sopra precisata ed in caso contrario provvede al recupero delle somme anticipate con il 25%

Nel Titolo II invece  si stabilisce che:

a) sono beneficiari dell ‘incentivo previsto   i percettori di cig ordinaria o straordinaria ,sia in caso di sospensione che di riduzione di orario o rotazione ed il medesimo  compete anche ai lavoratori destinatari del contratto di solidarietà disciplinato dall’art.1 legge n.863/84;

b)  il beneficio consiste nella liquidazione del trattamento di  cigo o cigs per un numero di mensilità pari a quelle autorizzate  e non ancora percepite ,mentre le eventuali proroghe di detto trattamento di sostegno intervenute dopo la presentazione della domanda dell’incentivo non hanno effetto sulla quantificazione del beneficio,che può cumularsi con quello previsto dall’art.17 dellalegge n.49/1985 ,in caso di adesione ad una cooperativa ,restando evidenziato    che nei casi di integrazione per riduzione di orario di lavoro occorre aver riguardo alla percentuale di riduzione  mediamente avuta nel periodo precedente ;

b) al lavoratore è liquidato altresì un importo  equivalente al trattamentodi mobilità   che sarebbe spettato  per un massimo di 12 mesi,se ricorrano congiuntamente le seguenti  condizioni:

– sospensione del lavoratore  in cig per crisi aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa,di procedura concorsuale o comunque il lavoratore sia stato dichiarato in esubero strutturale ;

-il lavoratore interessato possa far valere un ‘anzianità aziendale di almeno 12 mesi ,di cui almeno sei e effettivamente prestato,ai sensi dell’art.16 legge n.223/91

 Per gli aspetti relativi alla domanda ,alla  documentazione , all’ erogazione del beneficio ed agli adempimenti procedurali, la cui disciplina è contenuta negli     articoli 7 e 8 del decreto interministeriale in questione , considerato  che risultano identici a quelli   già  esposti  per i destinatari del Titolo I  ,si fa  rinvio  agli stessi ,così come  riportati   nelle precedenti lettere da b) ad f).

Si conclude   sottolineando.che per la concreta  applicazione  di quanto illustrato ,non solo occorre attendere la pubblicazione del decreto interministeriale sualla Gazzetta Ufficiale,ma  altresì    che da parte dell’Inps siano fornite istruzioni operative  con ulteriori chiarimenti,compresi quelli inerenti il modulo per la domanda del beneficio da parte dei lavoratori interessati.