LINEE GUIDA SULLA FORMAZIONE PER IL 2010

Il 17 scorso Governo, Regioni, Province autonome e parti sociali hanno  concordato  sulla necessità di individuare  alcune fondamentali linee guida per orientare,attraverso una prima sperimentazione nel corso del 2010, l’impiego delle risorse finanziarieper la formazione degli inoccupati, dei disoccupati, dei lavoratori in mobilità otemporaneamente sospesi (cassintegrati, percettori di indennità di disoccupazione ex art. 19legge n. 2/2009, ecc ) in considerazione  ai caratteri discontinui e selettivi della ripresa chepotranno indurre un allungamento del periodo di inattività o rendere difficoltosa la transizione verso altra occupazione di molti lavoratori.

Pertanto si è stabilito che   :

– la  formazione  deve essere  organizzata in funzione dei fabbisogni professionali dei settori e delle imprese e tenendo conto della occupabilità e della inclusione sociale delle persone ;

 – ferma restando la competenza esclusiva delle Regioni in materia di formazione professionale e la conseguente facoltà di valutare autonomamente l’eventuale impiego di proprie risorsefinanziarie, il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le parti sociali  sono impegnate   a sollevare concordemente nelle competenti sedi comunitarie  il tema delle semplificazioni e di un utilizzo più flessibile del Fondo Sociale Europeo e le questioni relative al disimpegno automatico  delle stesse,mentre   sul piano nazionale sarà confacente   non introdurre elementi che possano configurare criticità nel flusso finanziario previsto dalle norme al fine di evitare la perdita di risorse ;

  – Governo,  Regioni,   Province Autonome e  parti sociali si   attiveranno per    favorire la più efficiente sinergia tra le risorse pubbliche e quelle private per la formazione con l’obiettivo di sostenere l’occupabilità, nonché di pervenire alla definizione di un modello organizzativo condiviso per l’attuazione degli interventi e l’utilizzo delle risorse ,nonchè per conseguire  un sistema nazionale di standard professionali e formativi, di certificazione delle competenze e di accreditamento delle strutture formative rispondenti agli standard omogenei condivisi a livello nazionale.

 In ragione di  quanto sopra previsto  ,Governo, Regioni, Province autonome e parti sociali hanno concordato  sulla necessità divalorizzare ulteriormente il ruolo sussidiario delle organizzazioni rappresentative dei datori di lavoro e lavoratori al fine  di favorire investimenti formativi  : a) mirati ai soggetti più esposti alla esclusione dal mercato del lavoro; b) organizzati  secondo criteri non autoreferenziali, in ambienti produttivi o prossimi ad essi; c) rispondenti alla domanda di qualificazione e riqualificazione dei lavoratori coinvolti nelletransizioni occupazionali che caratterizzeranno il mercato del lavoro nel corso del 2010; d)progettati in una logica di placement, volta cioè ad ottimizzare un incontro dinamico eflessibile tra la domanda e l’offerta di lavoro e a rendere più efficiente il raccordo e, là dove opportuna, l’integrazione tra il sistema educativo di istruzione e formazione e il mercato dellavoro, in modo da rispondere alla domanda di competenze da parte dei settori e dei territoriin cui le imprese operano.

Pertanto si provvederà:

1. all’attivazione    di una unità operativa straordinaria presso il Ministero del lavoro per laraccolta dei fabbisogni di competenze e figure professionali rilevati nei territori e neidiversi settori produttivi. Tale unità si fonderà sulla cabina di regia nazionale già istituitadal Ministero del Lavoro, sugli osservatori regionali già esistenti e sulle strutture delleparti sociali già costituite a questo scopo;

2.all’ impiego diffuso del metodo concreto di apprendimento per“competenze” ,provvedendo ad : – a)   estendere la sperimentazione del libretto formativo, ;  b) affermare il valore dell’istruzione e formazione tecnicoprofessionaleanche promuovendo l’integrazione con il lavoro attraverso reti e intesetra istituti tecnici e professionali, enti di formazione e associazioni di settore  , c) rilanciare il contratto di apprendistato, nelle sue tretipologie  ;  

 3. all’ampliamento e diversificazione delle azioni formative in favore degli inoccupatiattraverso la promozione di tirocini di inserimento, corsi di istruzione e formazionetecnico superiore (IFTS), contratti di apprendistato, e, in generale, promuovendol’apprendimento nella impresa ,nonchè alla definizione   di un quadro più razionale ed efficiente dei tirocini formativi e di orientamento al fine divalorizzarne le potenzialità in termini di occupabilità e prevenire gli abusi e l’utilizzodistorto dello strumento;

4. alla formazione degli adulti attraverso: a) accordi di formazione-lavoro per rientro anticipato dei cassaintegrati, b) la possibilità di impiego di parte delle risorse dei fondiinterprofessionali per la formazione continua per finanziare la formazione per ilavoratori soggetti a procedure di mobilità nel corso del 2010 e per i lavoratori inmobilità che vengano assunti nel 2010, fermo restando il vincolo della iscrizione aiFondi dell’azienda cui il lavoratore apparteneva, c) l’individuazione, nell’ambito della bilateralità e dei servizi competenti al lavoro, pubblici e privati, autorizzati e accreditati,di punti di informazione e orientamento per i lavoratori di tutte le età, perché sianopresi in carico, guidati e responsabilizzati in vista del loro reinserimento nel mercatodel lavoro; d) programmi di formazione nei luoghi produttivi di beni o servizi anche seinattivi o nei centri di formazione professionale che garantiscano la riproduzione dieffettivi contesti produttivi, nonché congrui periodi di tirocinio presso l’impresa; e)possibilità di impiego dei lavoratori inattivi quali tutori nell’ambito di attività formativetecnico-professionali, previa formazione specifica per questa funzione anche in vistadelle possibili esperienze di alternanza scuola lavoro e di apprendistato formativo eprofessionalizzante; f) rilancio del contratto di inserimento per gli over 50, per i giovanie per le donne con una forte valorizzazione delle ricalibrature professionali decise insieme con i soggetti coinvolti nel contratto;

5.all’ avvio in via sperimentale per il 2010 di un sistema di accreditamento su base regionalee secondo standard omogenei condivisi a livello nazionale di “valutatori/certificatori”(tra cui, in via esemplificativa, gli enti bilaterali, le associazioni di rappresentanza deidatori di lavoro, le associazioni in possesso di riconoscimento istituzionale drilevanza nazionale e aventi come oggetto sociale la tutela e l’assistenza delle attivitàimprenditoriali, la promozione del lavoro o di percorsi di formazione, l’inserimento nelmercato del lavoro di lavoratori svantaggiati o disabili) in grado di riconoscere, valutaree certificare, in situazioni di compito autentiche e su domanda della persona, leeffettive competenze dei lavoratori comunque acquisite, in modo da rafforzare latrasparenza e la migliore informazione nel mercato del lavoro, da accrescere lacapacità di offerta sul mercato del lavoro, da migliorare l’incontro tra domanda e offertae da stimolare la ricerca delle più utili attività formative. Fermo restando che lavalutazione e l’attestazione dell’esito delle attività di formazione continua per i propridipendenti restano di competenza della impresa di appartenenza, lo strumento idoneoa registrare le competenze acquisite sarà il Libretto formativo introdotto dall’articolo 2del decreto legislativo n. 276/2003.

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