RIVALUTATO IMPORTO ASSEGNO FAMILIARE E DI MATERNITA’ NEL 2010

 Prima d’intrattenersi sullo specifico argomento previsto dal titolo,si ritiene confacente  soffermarsi brevemente sugli elementi che caratterizzano l’assegno per il nucleo familiare e di maternità.

 

L’assegno per il nucleo familiare spetta a 

 
tutti i lavoratori dipendenti, ai disoccupati, ai lavoratori in mobilità, ai cassintegrati, ai soci di cooperative, ai pensionati ed anche   ai lavoratori parasubordinati, iscritti alla Gestione separata, che non sono assicurati pure con forme pensionistiche obbligatorie e non sono pensionati e pertanto pagano dal 1° gennaio 2009 l’aliquota contributiva del 25,72%. 
Invece sono  esclusi i lavoratori autonomi dell’agricoltura e i pensionati ex lavoratori autonomi, ai quali invece spetta il vecchio “assegno familiare”. Con riferimento alle persone destinatarie,si ricorda che l’assegno spetta per i componenti del nucleo familiare:
Elenco puntato richiedente
Elenco puntatoil coniuge non legalmente ed effettivamente separato
Elenco puntatoi figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, affidati a norma di legge) di età inferiore ai 18 anni 
Elenco puntatoi figli maggiorenni inabili che si trovano, per difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un lavoro
Elenco puntatoi nipoti, di età inferiore ai 18 anni, a carico di un ascendente diretto (nonno o nonna) che siano in stato di bisogno e siano mantenuti da uno dei nonni.
Possono far parte del nucleo familiare anche i fratelli, le sorelle ed i nipoti collaterali del richiedente (figli di fratelli e sorelle, minori di età o maggiorenni inabili, a condizione che non abbiano diritto alla pensione ai superstiti e che siano orfani di entrambi i genitori).

 E da tener presente che per  i nuclei familiari con almeno quattro figli (rientrano in tale tipologia i nuclei con figli di età inferiore ai 26 anni indipendentemente dal carico fiscale, dalla convivenza, dallo stato civile e dall’attività lavorativa) sono considerati per la determinazione dell’assegno, al pari dei figli minori, anche i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti.Tra gli elementi da considerare ai fini della spettanza del trattamento in parola figura il reddito  del nucleo familiare che deve derivare, per almeno il 70%, da lavoro dipendente o da prestazione derivante da lavoro dipendente (pensione, indennità di disoccupazione, indennità di maternità, indennità di malattia ecc).

 

 

La domanda di assegno per il nucleo familiare deve essere presentata al proprio datore di lavoro dai lavoratori dipendenti o direttamente agli ufficidegli Enti previdenziali di riferimento   in tutti gli altri casi (pensionato, disoccupato, lavoratori domestici, ecc.). 

  

 
 

 

 

Il pagamento può essere anticipato in busta paga dal datore di lavoro che è poi rimborsato dall’inps con il conguaglio dei contributi, oppure direttamente al lavoratore con bonifico bancario o postale, oppure allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale. 
Il pagamento degli arretrati spettanti si prescrive nel termine di 5 anni.  

ASSEGNO DI MATERNITA’ CONCESSO DAI COMUNI

E’ una prestazione che spetta alle madri cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno, residenti in Italia.
L’assegno spetta, inoltre, alle cittadine extracomunitarie con lo status di rifugiate politiche, anche se non sono in possesso della carta di soggiorno. 
  A partire dal 2 luglio 2000, spetta per ogni figlio nato (esempio: parto gemellare spettano due assegni), per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo.

  L’assegno spetta alla donna che:

  • non ha diritto ad alcuna indennità di maternità ad altro titolo (nel caso in cui fruisca di un’indennità di maternità di importo inferiore a quello dell’assegno del Comune può esserle riconosciuta la differenza);
  • vive in un nucleo familiare che non ha redditi superiori a determinati tetti. I redditi sono calcolati in base ai criteri stabiliti dall’Indicatore della situazione economica (ISE), il cui valore per il 2009, con riferimento ai nuclei familiari composti di tre persone, è di 32.222,66 euro.

L’assegno va chiesto al Comune di residenza, improrogabilmente entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione, e viene pagato dall’Inps.  

Per l’anno in corso le due suddette prestazioni economiche risultano rivalurtate ed in tal senso si esprime il comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministridel 4.2.2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.37 del 15 scorso,che prevede quanto segue.  

 L’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai  e
impiegati, calcolato con le esclusioni di cui alla legge  5  febbraio
1992, n. 81, da applicarsi per l’anno 2010  ai  sensi  dell’art.  65,
comma 4, della legge 23 dicembre 1998,  n.  448  (assegno  al  nucleo
familiare numeroso) e dell’art. 74 del decreto legislativo  26  marzo
2001, n. 151 (assegno di maternita’)  e’  pari  allo  0,7  per  cento
(Comunicato ufficiale dell’ISTAT del 15 gennaio 2010).
    Pertanto:
      a) l’assegno mensile per il nucleo familiare ai sensi dell’art.
65, comma 4, della legge  23  dicembre  1998,  n.  448  e  successive
modifiche e integrazioni, da corrispondere agli  aventi  diritto  per
l’anno 2010, se spettante nella misura intera, e’ pari a €129,79; per
le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della
situazione economica, con riferimento a nuclei familiari composti  da
cinque componenti e’ pari a € 23.362,70  (per  nuclei  familiari  con
diversa composizione, il requisito economico e’  riparametrato  sulla
base della scala di  equivalenza  prevista  dal  decreto  legislativo
n.109/98 – rif. comma l, art. 65, legge n. 448/1998);
      b) l’assegno mensile di maternita’ ai sensi dell’art. 74  della
legge 26 marzo 2001, n. 151, da corrispondere agli aventi diritto per
l’anno 2010,  per  le  nascite,  gli  affidamenti  preadottivi  e  le
adozioni senza affidamento, se spettante nella misura intera, e’ pari
a € 311,27; per le domande  relative  al  medesimo  anno,  il  valore
dell’indicatore della situazione economica, con riferimento a  nuclei
familiari composti da tre componenti, e’ pari a € 32.448,22.
 

 

     

 

 

   

 

 .

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