DA LAVORATORI AD IMPRENDITORI UTILIZZANDO INDENNITA’ MOBILITA’ E CIG IN UNICA SOLUZIONE

 Di seguito  si esaminano   tre   diverse  situazioni previste e disciplinate da altrettante disposizioni della legislazione statale   che  consentono ai lavoratori, interessati a svolgere attività autonome     di   richiedere la liquidazione in unica soluzione  del trattamento previdenzale spettante  a seguito di    licenziamento o  sospensione dal lavoro .

La previsione dell’anticipazione del trattamento di mobilità o di cig      risponde alla ratio di indirizzare il più possibile il lavoratore sospeso o disoccupato in mobilità verso attività autonome, al fine precipuo di ridurre la pressione sul mercato del lavoro subordinato,che  così perde  la sua connotazione di tipica prestazione di sicurezza sociale  e si configura non già come funzionale a sopperire ad uno stato di bisogno, ma come un contributo finanziario, destinato ad affrontare     le  spese iniziali e successive  di un’attività che il lavoratore in mobilità intende iniziare o proseguire a  svolgere in proprio.

 1.  BENEFICIARI D’INDENNITA’  DI MOBILITA’

    L’art.7  comma 5 della legge n.223/91   consente  ai lavoratori che ne fanno richiesta per intraprendere un’attività autonoma o per associarsi in cooperativa  di  ottenere la corresponsione anticipata in unica soluzione  dell’indennitàdi mobilità  spettante , con la detrazione del numero delle mensilità già godute .

Le modalità per conseguire l’indennità di mobilità  anticipata sono state stabilite con decreto interministeriale n. 142 del 17 febbraio 1993 , in cui si prevede che per  la richiesta dell’indennità di mobilità in forma anticipata il lavoratore deve presentare alle Sedi dell’INPS, tramite i Centri per l’impiego, apposita domanda , corredata della documentazione necessaria per attestare l’attività lavorativa autonoma, intrapresa o che si intende intraprendere, ovvero la costituzione di una cooperativa o l’associazione ad una cooperativa già costituita. I Centri per l’impiego devono accertare e attestare l’avvenuta iscrizione dei richiedenti nelle liste di mobilità e l’idoneità della documentazione prodotta, esprimendo specifico parere sulla regolarità della documentazione.

 L’anticipazione spetta sia ai lavoratori che intraprendono un’attività autonoma per la quale è richiesta l’iscrizione alla Camera di commercio o agli elenchi dei Coltivatori diretti, e ai loro coadiuvanti, sia a coloro che sono iscritti in appositi Albi professionali. L’anticipazione spetta anche ai soci accomandatari, in quanto l’articolo 2313 del codice civile dispone che “nella società in accomandita semplice i soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali . . .” e il successivo articolo 2318 aggiunge “i soci accomandatari hanno i diritti e gli obblighi dei soci della società in nome collettivo. L’amministrazione della società può essere conferita soltanto ai soci accomandatari”.
Inoltre l  ‘anticipazione può essere riconosciuta  anche agli amministratori di società di cui sono soci di capitale.
Qualora per l’attività autonoma intrapresa non è prevista l’iscrizione in appositi Albi professionali e/o elenchi di categoria, possono ottenere l’anticipazione anche i lavoratori che documentino di aver assunto le iniziative necessarie per l’avvio di un’attività con caratteristiche di continuità (apertura partita IVA, acquisizione locali, utenze elettriche e telefoniche, fatture di acquisto di attrezzature necessarie per lo svolgimento dell’attività stessa, ecc.) .
L’anticipazione deve essere riconosciuta anche in favore dei lavoratori che intendano svolgere un’attività autonoma all’estero in uno degli Stati convenzionati, sempre che gli stessi facciano valere i requisiti e le condizioni stabilite.
 Si precisa peraltro che l ‘anticipazione spetta anche ai lavoratori che, alla data in cui sono collocati in mobilità, svolgono già un’attività autonoma. Infatti la Corte Suprema di Cassazione, con sentenza 21 febbraio/15 maggio 2001, n. 6679, ha stabilito che il termine “intraprendere” contenuto nell’articolo 7, comma 5, citato, deve essere inteso non solo nel senso letterale di “iniziare” una nuova attività ma anche nel senso di applicarsi con maggiori energie e per un maggiore tempo che per il passato in tale attività. Pertanto, l’anticipazione dell’indennità deve essere riconosciuta sia in favore dei lavoratori che, successivamente al collocamento in mobilità, vogliano iniziare per la prima volta un’attività di lavoro autonomo sia in favore di coloro che intendano sviluppare a tempo pieno l’attività autonoma iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente

Il diritto all’anticipazione dell’indennità di mobilità deve essere riconosciuta anche in favore degli imprenditori, ciò in quanto la Corte Suprema di Cassazione, con sentenza n. 9007, pubblicata il 20 giugno 2002, ha fornito un’interpretazione della nozione di “attività autonoma” – più ampia di quella che qualifica il “lavoro autonomo”, comprendendovi anche le ipotesi in cui il lavoratore collocato in mobilità dia inizio ad un’attività imprenditoriale senza concorrervi con lavoro prevalentemente proprio Per il periodo in relazione al quale viene concesso il trattamento anticipato non spettano le prestazioni accessorie e cioè l’assegno per il nucleo familiare e la contribuzione figurativa.

  Poiché il citato decreto interministeriale n. 142/1993 non ha previsto alcun termine per la presentazione delle domande di anticipazione,  il Comitato Amministratore della gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali ha deciso che   devono essere considerate validamente presentate le domande pervenute entro il termine di 60 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dell’associazione in cooperativa, applicando così all’anticipazione il termine stabilito per la presentazione delle domande di disoccupazione.

Resta inteso che   per  il periodo in relazione al quale viene concesso il trattamento anticipato dell’indennità di mobilità  non spettano le prestazioni accessorie e cioè l’assegno per il nucleo familiare e la contribuzione figurativa.

Infine si evidenzia che è  la stessa legge n.223/91 a stabilire che  i  lavoratori che, nei ventiquattro mesi successivi alla data di erogazione dell’anticipazione, si rioccupino in qualità di lavoratori dipendenti nel settore privato o in quello pubblico devono restituire la somma percepita a tale titolo.

 Il decreto interministeriale del 17 febbraio 1993, n. 142, a
tale proposito, ha stabilito che i suddetti lavoratori devono dare comunicazione scritta dell’avvenuta assunzione alla Sede dell’INPS che ha liquidato l’anticipazione medesima entro dieci giorni dall’inizio dell’attivita’ dipendente.
    Il decreto stabilisce, altresi’, che la Sede dovra’ provvedere a recuperare le somme a suo tempo liquidate in un’unica soluzione ovvero, a domanda, in un massimo di dodici rate mensili.
   Ove peraltro non ci sia stata la suddetta comunicazione, ovvero
la stessa sia intervenuta successivamente al citato periodo di dieci
giorni, la Sede dell’INPS dovra’ procedere all’integrale recupero in
un’unica soluzione della somma liquidata, maggiorandola degli
interessi legali a partire dal giorno della rioccupazione.

 2. BENEFICIARI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

La seconda situazione da esaminare è quella disciplinata    dall’art.7 ter comma 7 della legge n.33/09,cosi come integrato dal comma 7 dell’art.1 della legge n.102/09,secondo cui i lavoratori destinatari per gli anni 2009 e 2010  di ammortizzatori sociali in deroga ,poichè licenziati o sospesi per cessazione totale o parziale dell’attivitào per intervento di procedura concorsuale da imprese non rientranti nella disciplina di cui alla legge n.223/91 ,possono ricevere dall’Inps il trattamento di sostegno al reddito in unica soluzione ,al netto del preriodo goduto, nel caso in cui ne facciano richiesta per intraprendere un’attivitàdi lavoro autonomo ,avviare un’attività autoimprenditoriale o una micro impresa ovvero per associarsi in cooperativa in conformità alle norme vigenti. 

 Peraltro  la norma in esame precisa che in caso di cig in deroga o di sospensione ai sensi dell’art.19 comma 1 del dec .legge n.185/08 convertito in legge n.2/09 ,i lavoratori successivamente all’ammissione al beneficio  e prima dell’ erogazione del medesimo devono dimettersi  dall’impresa   di appartenenza.

3, BENEFICIARI DI CIG ORDINARIA E STRAORDINARIA

La terza disposizione da considerare è l’art.1 comma 8 dellalegge m.102/09 di conversione del decreto legge n.78/09  ,secondo cui in via sperimentale per gli anni 2009 e 2010   ai lavoratori  percettori del trattamento di cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, nel caso in cui ne facciano richiesta per intraprendere un’attività di lavoro autonomo,per avviare un’attività autoimprenditoriale o una micro impresa o per associarsi in cooperativa in conformità alla normativa vigente, viene liquidato il relativo trattamento per un numero di mensilità pari a quele l  deliberate e non ancora percepite.

La norma inoltre precisa che in caso di cig per crisi aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa ,di procedura concorsuale o comunque  nei casi in cui il lavoratore sospeso sia stato dichiarato in esubero strutturale ,al lavoratpore  ,se   rientri nelle previsioni di cui all’art.6 legge n.223/91  ( ossia risulta   disporre di    un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi ,di cui sei di lavoro effettivo) è òiquidato altresì il trattamento di mobilità per 12 mesi al massimo.

Anche per questa ipotesi ,si prevede che il lavoratore  successivamente all’ammissione al beneficio e prima dell’erogazione del medesimo ,deve dimettersi dall’impresa di appartenenza 

  Rispetto  quanto riportato   nei  numeri  2 e 3  , in attesa di  quanto affermeranno le disposizioni attuative che saranno contenute in un  apposito decreto concertato tra Ministero del Lavoro e dell’Economia,  ,che    potrebbero  rifarsi a quelle  stabilite   per l’anticipo dell’indennità di mobilità.
La prima riguarda l’attività di lavoro autonomo ,rispetto a cui  l’espressione
appare molto ampia, potendovi rientrare una serie di ipotesi.
La seconda concerne il riferimento alla micro impresa per cui
 , , occorre rifarsi alla raccomandazione CE del 6 maggio
2003: è considerata micro impresa quella che occupa fino a nove
dipendenti ed ha un fatturato o un bilancio inferiore o pari a due milioni
di euro.
La terza si riferisce all’associazione in cooperativa che,
ovviamente, va documentata ,avvertendo anche che  la norma prevede esplicitamente la
compatibilità del beneficio con quello previsto dall’art. 17 della legge n.
49/1985 a favore della partecipazione in società cooperative attraverso
un fondo di rotazione a carattere permanente presso la sezione speciale
per il credito cooperativo.
La quarta concerne l’importo da percepire in un’unica soluzione ,che 
  potrà  variare da persona a persona,  in quanto va posto
in relazione  alle mensilità  ancora da percepire ed  anche dall’importo   del
trattamento integrativo cui si riferisce.

 

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Una Risposta to “DA LAVORATORI AD IMPRENDITORI UTILIZZANDO INDENNITA’ MOBILITA’ E CIG IN UNICA SOLUZIONE”

  1. Vito Nicassio Says:

    Ho l’opportunità di aderire alla mobilità aperta dalla mia azienda per entrare a fare parte di una Srl.

    Nel caso si abbia l’opportunità di sfruttare la mobilità per diventare imprenditori acquisendo quote di una srl, non è chiaro in quale forma si possa concorrere anche produttivamente alla società stessa visto che l’opzione della assunzione resta esclusa pena la perdita dei benefici.
    la prestazione d’opera in altre forme ed in modo esclusivo e continuativo non è incompatibile con le altre norme vigenti?

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