CHIARIMENTI MINISTERO LAVORO SU RIPOSI SETTIMANALI

 In risposta a corrispondente richiesta  ,il Ministero del Lavoro con la  nota    14  dicembre  2009, N. 19428 fornisce chiarimenti sui  riposi settimanali di cui all’art 9 del D.Lgs. n. 66/2003, come modificato dalla L. n. 133/2008 e sul regime sanzionatorio.

 Circa il criterio da seguire per il calcolo della sanzione di omessa fruizione del riposo settimanale,   la nota ministeriale in esame ,    dopo aver:

–   richiamato la disciplina di cui all’art. 9, D.Lgs. n. 66/2003, così come modificato ed integrato dalla L. n. 133/2008 ,che dispone al primo comma che il lavoratore ha diritto ogni sette giorni ad un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero di cui all’articolo 7  ,

-aggiunto   che il   suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni ,così che la   media costituisce criterio di calcolo dei due riposi settimanali di almeno 24 ore da usufruire nell’arco temporale di quattordici giorni , 

 -ricordato    che, ai sensi del comma 3 della medesima disposizione, il lavoratore può godere del riposo settimanale in un giorno diverso dalla domenica ed altresì  che è necessario, prima di procedere a sanzionare il mancato rispetto della previsione normativa, verificare l’esistenza di eventuali deroghe introdotte dalla contrattazione collettiva  contrattuale collettivo,     

 dichiara l’opportunità   che gli organi di vigilanza verifichino il rispetto della citata disposizione partendo dall’ultimo giorno di riposo settimanale fruito dal lavoratore (cd. dies a quo) e procedendo a ritroso, a fine di accertare se, nei 13 giorni precedenti, il medesimo lavoratore abbia goduto almeno di un altro giorno di riposo e così via per l’intero arco temperale oggetto di controllo.

In ordine  alla disciplina sanzionatoria, la nota in commento     evidenzia   che  l’art. 18 bis, comma 3, D.I.gs. n. 276/2003  , a seguito delle intervenute modifiche ex L n. 133/2008, stabilisce inoltre che la violazione delle disposizioni previste dall’articolo 9, comma 3, è punita con la sanzione amministrativa da 130 a 780 euro per ogni lavoratore, per ciascun periodo di riferimento di cui all’articolo 4, commi 3 o 4, a cui si riferisca la violazione. Detto periodo, come noto, non è superiore a 4 mesi, salva diversa previsione dei contratti collettivi che possono elevarlo “fino a sei mesi ovvero fino a 12 mesi a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all’organizzazione del lavoro, specificate negli stessi contraiti colletitvi. Ne consegue che il personale ispettivo, dopo aver proceduto ad individuare il periodo di riferimento oggetto di accertamento (normalmente 4 mesi), nell’ambito di tale periodo dovrà verificare il rispetto della norma che impone il godimento di almeno due giorni nell’ambito di 14 giorni, secondo la procedura innanzi descritta. Una pluralità di violazioni riferite al medesimo lavoratore, se ricadenti nel periodo di riferimento oggetto di accertamento, daranno comunque luogo ad una sola  sanzione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: