NUOVI CRITERI PER INTEGRAZIONE SALARIALE LAVORATORI SETTORE EDITORIA

 Di seguito si evidenziano gli aspetti significativi del decreto del   Ministro del Lavoro   09  ottobre 2009, N. 47385 relativo alla  semplificazione delle procedure amministrative e al riordino dei criteri per l’accesso al trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti di aziende appartenenti al settore dell’editoria ,che si compone di dieci articoli.

Nell’art.1 si precisa che   la concessione del trattamento di integrazione salariale straordinario  concerne   le causali di crisi aziendale nelle quali si renda necessaria una riduzione del personale ai fini del risanamento dell’impresa,  i  casi di cessazione totale ovvero parziale dell’attività aziendale anche in costanza di fallimento ovvero per ristrutturazione e riorganizzazione aziendale in presenza di crisi aziendale.

  Nell’art.2  si indica che possono  fare ricorso al trattamento di integrazione salariale straordinario le imprese editrici o stampatrici di giornali quotidiani, di periodici e le agenzie di stampa a diffusione nazionale.

Nell’art. 3 viene confermato che   per  le aziende del settore editoriale    , ai fini della concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale, si prescinde dal requisito il requisito occupazionale relativo ad  una media occupazionale nel semestre precedente la data di presentazione dell’istanza di intervento di CIGS, di quindici dipendenti.  e non  trova applicazione la disposizione circa il limite di durata dell’integrazione salariale  pari a 36 mesi nel quinquennio.

 Nell’art.4 s’individuano i soggetti che possono beneficiare del trattamento di cigs  ,individuati come segue : i lavoratori poligrafici, con esclusione dei dirigenti, i giornalisti professionisti, i pubblicisti e i praticanti dipendenti di imprese editrici o stampatrici di giornali quotidiani, di periodici e delle agenzie di stampa a diffusione nazionale. 

Nell’art.  5  si stabiliscono le seguenti causali per l’intervento dela cigs nel settore in questione: : a) crisi aziendale; b) cessazione totale o anche solo parziale dell’attività aziendale anche in costanza di fallimento; c) ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale .

Nell’art 6 sono esposti i criteri per la valutazione delle causali di crisi aziendale,,prevedendosi che    ai  fini della sussistenza dello “stato di crisi”, ai sensi della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive integrazioni e modificazioni, la stessa non è rilevabile unicamente dai bilanci aziendali, ma anche da riscontrabili indicatori oggettivi, presenti e prospettici esterni, che abbiano incidenza su una critica situazione dell’impresa e possano pregiudicarne il buon andamento operativo. Tali indicatori, in particolare, dovrebbero registrare un andamento involutivo tale da rendere necessari interventi per il ripristino dei corretti equilibri economico-finanziari e gestionali. A tal fine, sono adottati i seguenti criteri per l’approvazione delle istanze di concessione del trattamento di integrazione salariale in favore dei dipendenti delle imprese editrici o stampatrici di giornali quotidiani e periodici e delle agenzie di stampa per le causali di crisi aziendale: a) dagli indicatori economico finanziari, complessivamente considerati, riguardanti l’anno antecedente alla richiesta, deve emergere un andamento involutivo; b) la situazione di crisi può essere valutata anche in base al calo delle vendite o alla contrazione degli investimenti pubblicitari o alla diminuzione dell’attività produttiva; c) l’avvenuta contrazione degli indicatori sub b) può essere valutata anche per gli effetti che si verificheranno per l’impresa nel periodo immediatamente successivo all’istanza; d) deve essere presentato, da parte dell’impresa, un piano di risanamento con l’indicazione delle iniziative intraprese o da intraprendere idonee al superamento della crisi; e) deve essere predisposto un piano di gestione delle eventuali eccedenze di personale. 2. In caso di cessazione totale o parziale dell’attività, anche in costanza di fallimento, l’impresa deve predisporre un piano di gestione del personale. La cessazione parziale può interessare o un settore dell’attività stessa ovvero anche una singola testata se appartenente alla medesima ragione sociale.

  Nell’art.7 sono trattati i criteri per l’individuazione della condizione di ristrutturazione,riorganizzazione e riconvesione aziendale  ,nel senso che la        valutazione dell’istanza di ammissione al trattamento di integrazione salariale straordinaria, deve essere compiuta con il riscontro delle seguenti condizioni: a) il programma deve essere indirizzato ad interventi specifici, che prevedano investimenti coerenti con lo stato di crisi anche prospettica in cui versa l’azienda e idonei agli interventi che si intendono realizzare, anche con riferimento, per le aziende editoriali, agli interventi volti a favorire la riorganizzazione dell’assetto redazionale; b) deve individuarsi il rapporto tra le sospensioni e gli interventi programmati, specie per le modalità di attuazione e i tempi di realizzazione; c) deve essere esplicitato il piano delle sospensioni e della gestione delle eventuali eccedenze; possono essere indicati, altresì, adeguati interventi di formazione volta a favorire la realizzazione del programma presentato; d) devono essere indicate le modalità di copertura finanziaria degli investimenti. 2. Ai fini dell’accertamento amministrativo del programmato piano di riorganizzazione, ristrutturazione ovvero conversione aziendale devono riscontrarsi le condizioni di cui alle lettere a), b), e) e d).

Nell’art.8 si disciplina   la fattispecie di ristrutturazione o riorganizzazione in presenza di crisi aziendale    per cui ai  giornalisti professionisti iscritti all’INPGI, dipendenti dalle imprese editrici di giornali quotidiani, di giornali periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale, limitatamente al numero di unità ammesse dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, a seguito di recepimento in sede governativa dell’esito della procedura di cui all’articolo 2 del D.P.R. n. 218 del 10 giugno 2000     è riconosciuta facoltà di optare per l’anticipazione della liquidazione della pensione di vecchiaia con la verifica dei requisiti di cui all’articolo 37, comma 1, lett. b), della legge del 5 agosto 1981, n. 416, come da ultimo modificato ed integrato dall’articolo 7-ter, comma 17, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, nella legge 9 aprile 2009, n. 33. 2. Nelle ipotesi di cui al capoverso precedente, devono essere verificate le condizioni di cui al precedente articolo 7, lettere a), b) e c). L’impresa deve presentare un programma volto prioritariamente alla gestione delle inefficienze e degli squilibri siano essi gestionali ovvero economici e finanziari.

 Nell’art.  9 viene fissata la procedura da seguire per le richieste di cigs ,prevedendosiche:.a)  ciascuna domanda di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale straordinaria è riferita ad un periodo massimo di dodici mesi; b) Nel caso di istanze  di ristrutturaz ione,riorganizzazione e riconversione ,anche in condizione di crisi aziendale , il Servizio ispettivo delle competenti Direzioni provinciali del lavoro, decorso almeno un trimestre dall’inizio del trattamento straordinario di integrazione salariale, effettua gli accertamenti di propria competenza e ne trasmette gli esiti, prima della scadenza del primo semestre, al competente ufficio del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ; c) decorsi i   primi dodici mesi dall’inizio del trattamento straordinario di integrazione salariale, il Servizio ispettivo delle competenti Direzioni provinciali del lavoro, entro 20 giorni dalla presentazione di ciascuna istanza di proroga, svolge una verifica intesa ad accertare la regolare attuazione del programma ; d)   il  Ministero del lavoro adotta i provvedimenti di concessione del trattamento per periodi semestrali consecutivi e, comunque, non superiori complessivamente a 24 mesi.

Nell’ art.10 è disciplinato il pagamento diretto dellacigs  ,viene    autorizzato  senza attendere gli esiti degli accertamenti del Servizio ispettivo della Direzioni Provinciali del Lavoro territorialmente competenti ,che se risultano negativi comportano la restituzione da parte delle aziende delle somme anticipate

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