PILLOLE DI…GIURISPRUDENZA

Si richiama l’attenzione sulle seguenti decisioni  in materia di lavoro:

-Sentenza TAR Lazio n.11787 del 26.11.09:  l’art.115 della legge n.312/80 deve essere correttamente  interpretato in coerenza con la disciplina generale della retribuzione delle mansioni superiori nel pubblico impiego,nel senso che le stesse vanno retribuite per il periodo di effettiva prestazione,comprensivo dei giorni di assenza per riposo settimanale e festività ,mentre non vanno retribuite per i periodi in cui il lavoratore assegnato a mansioni superiori è assente per congedo ordinario o straordinario. 

– Sentenza Corte di Cassazione n.25353 del 2.12.09 : In caso di licenziamento collettivo per riduzione del personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo ad un’unità produttiva o ad uno specifico settore dell’azienda, la comparazione dei lavoratori, al fine di individuare quelli da avviare alla mobilità, non deve necessariamente interessare l’intera azienda, ma può avvenire secondo una legittima scelta dell’imprenditore ispirata al criterio legale delle esigenze tecnico-produttive, nell’ambito della singola unità produttiva, ovvero del settore interessato alla ristrutturazione, in quanto ciò non è il frutto di una determinazione unilaterale del datore di lavoro, ma è obiettivamente giustificato dalle esigenze organizzative che hanno dato luogo alla riduzione del personale.

-Sentenza Corte d Cassazione n.25354 del 2.12.09:Essendo il licenziamento collettivo sottoposto a presupposti del tutto diversi da quelli propri del licenziamento individuale, non è ammissibile l’ipotesi di una conversione del licenziamento collettivo in licenziamento individuale, né sarebbe consentito al giudice, adito dal lavoratore per l’annullamento o l’accertamento di inefficacia di un licenziamento collettivo, ravvisare, in difetto di domanda riconvenzionale del datore di lavoro, la diversa fattispecie del licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, incorrendo altrimenti in violazione dell’art. 112 c.p.c.

  –Sentenza Corte di Cassazione n.25355 del2.12.09: La platea dei lavoratori interessati alla riduzione del peronale, può essere limitata agli addetti di un determinato reparto o settore sulla base di oggettive esigenze aziendali, in relazione al progetto di ristrutturazione aziendale, ed è onere del datore di lavoro provare il fatto che determina l’oggettiva limitazione di queste esigenze, e giustificare il più ristretto spazio nel quale la scelta è stata effettuata.

– Sentenza Corte di Cassazione n.47085 dell’11.12.09 :  Subisce  una condanna penale e l’obbligo di risarcire il danno il datore di lavoro che fa svolgere mansioni pesanti ad un dipendente non idoneo, cui si faceva scaricare casse pesanti e che si era ammalato di patologia cervicale e lombosacrale.

-Sentenza Corte di Cassazione  n.46747 del 4.12.09:  Il  legale rappresentante di un’impresa edile è responsabile penalmente per ilmancato uso della cintura di sicurezza degli operai,anche se c ‘è il capocantiere,Infati ,la presenza di quest’ultimo non esclude il ruolo di garanzia del datore di lavoro in mancanza di una  delega espressa in tema di sicurezza.

 Cosicché non può essere ritenuta legittima la scelta dei lavoratori solo perché impiegati nel reparto lavorativo soppresso o ridotto, trascurando il possesso di professionalità equivalente a quella di addetti ad altre realtà organizzative.

.Sentenza Corte di Cassazione n.25306 dell’1.12.0 : E’ legittimo il licenziamento della dipendente bancaria addetta alle operazioni di  Borsache si è disinteressatsa delle direttiveimpartite al fine di concludere più contratti ,omettendo tral’altro di registrare le telefonate dei clienti relative agli ordini di acquisto dei titoli .

Sentenza Corte di Cassazione  n.24551 del 20.11.09 : In materia d’integrazione salariale ,le posizioni di diritto soggettivo nascenti a favore dei privati dal provvedimento diammissione dell’impresa alla cig degradano di nuovo aposizioni di interesse legittimo con conseguente devoluzione delle relative controversie al giudice amministrativo qualora intervengano atti amministrativi di annullamento o di revoca di tale provvedimento ,trattandosi di atti che sono espressione del potere discrezionale esercitato dall’amministrazione nell’ambito della tutela dell’interesse pubblico ad essa affidato. 

-Sentenza  Corte di Cassazione n. 25318 dell’1.12.09 :In tema di liceniamento  disciplinare,il decorso di un lungo periodo di tempoper l’irrogazione dellasanzione si deve ritenere non ragionevole anche in pendenza deprocedimento penale,Infati,la tempestiità della contestazione,di cui all’art.7 della legge n.300/70,va valutata in relazione al momento in cui i fatti a carico del datore di lavoro ,costituenti illecito disciplinare,appaiono ragionevolmente sussistenti ,anche quando il fatto costituente illecito disciplinare assumerilevanzapenale.

Sentenza Corte di Cassazione n.25308 dell’1.12.09 : In caso di licenziamento spetta al lavoratore la reintegrazione e un risarcimento del danno commisurato alla retribuzione con un minimo di cinque mensilità .Non sussiste quindi alcun automatismo tra la retribuzione medio tempore percepibile ed il risarcimento del danno ,il quale può essere ridotto in determinate circostanze.Questo principio deve valere a maggior ragione nel caso in cui le mancanze sono state valutate al limite dell’illiceità disciplinare e frutto di una  gestione disinvolta del settore affidato al dipendente. 

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