PARERE DIPARTIMENTO FUNZIONE PUBBLICA SU CONTINUITA’ IMPEGNO VOLONTARIATO DIPENDENTI PUBBLICI RICHIEDENTI ESONERO SERVIZIO

 Come è noto , l’articolo  72 del D.Legge 112/08, convertito in legge n.133/09  stabilisce    che   dal 2009 al 2011 i pubblici dipendenti, fatta eccezione per il personale della scuola, hanno facoltà di richiedere non oltre il 1° marzo di ciascuno dei suddetti anni, l’esonero dal servizio nei cinque anni precedenti al maturare della massima anzianità contributiva di 40 anni  se entro l’anno di riferimento raggiungano il requisito minimo di età.

 Qualora la domanda viene accolta, nel periodo dell’esonero viene garantito un trattamento temporaneo pari al 50% di quello che i dipendenti pubblici interessati avevano in servizio, mentre tale trattamento, se gli stessi sono impegnati in modo continuativo ed esclusivo  in attività di  volontariato presso onlus,ong o altri enti di promozione sociale,  sale al 70%.

Su tale argomento,il Ministero della Salute   ha rivoltoun quesito  al Dipartimento della Funzione Pubblica,  chiedendo se per la sussistenza del requisito  che dà diritto all’elevazione del trattamentoeconomico dal 50 al 70 per cento sia necessario che il dipendente svolga un quantitativo minimo di ore di attività .

La  risposta  è contenuta nel parere n.5 /09  fornito con la nota n.0052709 dell’11 scorso, ed esprime l’avviso che ,in mancanza di una precisa indicazione della legge ,la fissazione in via amministrativa di un monte ore di attività  risulterebbe arbitraria  e che   quindi l’attestazione circa il requisito della continuità  va   ricondotto in concreto con riferimento alla specifica situazione  ,non potendosi trascurare di considerare che sussistono   diverse tipologie di enti  (individuati dal DM 5.11.2008) presso cui può  avvenire l’attività di volontariato , e quindi un   differenziato modo di atteggiarsi delle prestazioni di volontariato.  Pertanto spetterà alla specifica organizzazione interessata  a dover  valutare ed attestare se l’attività dell’interessato viene espletata secondo continuità.

La nota ministeriale in questione  termina    affermando   essere  chiaro che non potrà considerarsi continuativa  l’attività  svolta in maniera sporadica e  saltuaria ,dovendo comunque ricorrere un’assiduità ed una sistematicità della prestazione che rende la stessa meritevole di considerazione ai fini dell’elevazione del trattamento economico del  dipendente.

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