DISEGNO DI LEGGE REGIONE ABRUZZO SU APPRENDISTATO

A breve la collettività produttiva,lavorativa e  professionale    abruzzese dovrebbe disporre  di un nuovo strumento  normativo  destinato  alla regolamentazione dell’apprendistato.

Infatti presso il    Consiglio della Regione Abruzzo sta per essere avviato   l’esame di un  apposito disegno di legge ,che una volta approvato   regolamenterà detto istituto,così da affiancare ed integrare      la disciplina   statale   contenuta,come è noto, negli articoli  49 e seguenti del decreto legislativo n.276/01 e successive modificazioni ed integrazioni.

In attesa  che con la pubblicazione sul Bura il provvedimento diventi operativo ,sostituendo così le disposizioni amministrative approvate in materia  dalla Giunta  in via transitoria  e sperimentale  ,a seguito di Accordi con le rappresentanze datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative in sede nazionale e territoriale,di seguito si anticipano gli aspetti significativi  del suddetto, che risulta composto    da complessivi 36  articoli.

Anzitutto  si ritiene di  richiamare l’attenzione  sulle finalità   perseguite dal disegno di legge , precisando che esso    prevede   di supportare l’inserimento nel mondo del lavoro

dei giovani, aumentandone la professionalità e l’occupabilità, promuovendo  la

qualità degli aspetti formativi del contratto di apprendistato, rafforzandone la visibilità,

la diffusione sul territorio, l’utilizzo, i dispositivi di sostegno e la strumentazione

didattica  e  trasformando  gli esiti positivi dello stesso in stabile occupazione .

Inoltre   stabilisce  che     la Giunta Regionale, d’intesa con le associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale e con le 

Province , definisce nel rispetto degli standard minimi nazionali, ove fissati, ed in coerenza con il sistema regionale dellqualifiche, gli aspetti formativi dell’apprendistato, precisando i criteri progettuali da osservare per l’identificazione degli obiettivi formativi da conseguire e delle modalità per la verifica dei risultati.

Invece circa i profili formativi,dopo aver precisato che il  profilo formativo è l’insieme degli obiettivi formativi e degli standard minimidi competenza per ciascuna figura professionale  o per gruppi di figure professionaliaffini, da conseguire nel corso del contratto di apprendistato attraverso il percorso formativo esterno e/o interno all’impresa, formale e non formale,  indica  che compete alla Giunta Regionale la definizione degli stessi  , d’intesa con le associazioni dei datori e

prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale e con le Province ,  in relazione alle diverse figure professionali ed in coerenza con il Repertorio delle professioni,ai sensi dell’articolo 52, Decreto Legislativo, 10 settembre 2003, nr. 276, che individua gli standard minimi nazionali.

 Quindi il provvedimento  passa ad intrattenersi   della  formazione formale   ,  che viene definita come  la formazione attuata, tramite una specifica progettazione,in un ambiente formativo adeguato, anche nel luogo di lavoro ed avvertendo che  in tal caso essa  deve essere svolta in situazione distinta da quella finalizzata prioritariamente alla

produzione di beni o servizi  ,al fine di conferire all’apprendista le competenze trasversali e tecnico-professionali per l’acquisizione di adeguata capacità professionale.  trasversali e tecnico-professionali, secondo gli obiettivi previsti dai profili formativi,mentre gli  organismi pubblici e privati iscritti nel catalogo regionale dei soggetti erogatori della formazione per l’apprendistato  o le imprese medesime qualora dispongano di capacità formativa, provvedono all’erogazione della formazione formale, restando precisato altresì che,  in caso di formazione esclusivamente aziendale  degli apprendistati professionalizzanti,  è  rimessa integralmente ai contratti collettivi di lavoro di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero agli enti bilaterali, la definizione della nozione di formazione aziendale, nonché l’individuazione, per ciascun profilo formativo ,della durata, delle modalità di erogazione della formazione e delle modalità  di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e della registrazione nel libretto formativo.

Nello specifico viene precisato che la formazione formale si attua mediante la formazione:

a) erogata in un contesto organizzato e strutturato in situazione distinta

da quella produttiva;

b) attuata mediante una specifica progettazione in cui sono esplicitati

l’analisi delle competenze possedute, gli obiettivi formativi, gli standard

minimi di competenze, i tempi e le modalità di apprendimento;

c) realizzata e supportata da figure professionali competenti;

d) registrata, quanto agli esiti, nel libretto formativo;

e) finalizzata a produrre esiti verificabili e certificabili secondo le modalità

e le procedure stabilite con Deliberazione di Giunta Regionale, d’intesa

con le associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente

più rappresentative sul piano regionale e con le   Province  .

Particolarmente significativa si rileva  la parte che il provvedimento dedica alla trattazione del piano formativo individuale  , destinato a delineare  delinea il percorso formativo dell’apprendista, in coerenza con gli aspetti formativi   ed in relazione alle competenze possedute dall’apprendista  .

   Le disposizioni relative  a tale  argomento proseguono  stabilendo che il piano formativo individuale descrive, tenendo conto peraltro  delle competenze già possedute dal lavoratore, le specifiche azioni formative che l’apprendista deve seguire al fine di acquisire le conoscenze e le competenze previste nel profilo professionale di riferimento ,nonche ‘ attribuendo ad apposita  Deliberazione di Giunta Regionale, da emanarsi d’intesa con le organizzazioni  sindacali dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro comparativamentpiù rappresentative sul piano regionale e con le  Province  ,la definizione  di  un modello unico per la formulazione dei piani formativi individuali ,che comunque devono essere   coerenti  con i profili formativi disciplinati dalla Giunta Regionale  e che    vanno redatti     tenendo conto delle caratteristiche di quelli indicati dalla contrattazione collettiva nazionale e/o regionale ,avvertendo che in ogni caso gli stessi devono:

 a) indicare il percorso di formazione da svolgersi all’esterno o all’interno dell’impresa, od in entrambe le sedi, e l’articolazione tra formazione formale e formazione non formale, per tutta la durata del contratto;

b) l’acquisizione, prevalentemente nella prima fase del percorso formativo,di competenze in materia di sicurezza nell’ambiente di lavoro, modalità di organizzazione, relazione e comunicazione nell’ambito lavorativo, diritti e doveri del lavoratore e dell’impresa;

c) descrivere il percorso formativo dell’apprendista, con riferimento al profilo formativo dello stesso, per tutta la durata del contratto di apprendistato;

 d) costituire elemento essenziale del contratto d’apprendistato;.

e) essere comunicato dal datore di lavoro al Centro per l’Impiego territorialmente

competente entro il giorno antecedente l’instaurazione del rapporto di lavoro di apprendistato unitamente alla comunicazione di assunzione di cui all’articolo 9-bis, comma 2, Legge, 28 novembre 1996, nr. 608, così come modificato dall’articolo 1, comma 1180, Legge, 27 dicembre 2006, nr. 296.

 Infine si stabilisce che i    datori di lavoro possono allegare al piano formativo individuale inviato alCentro per l’Impiego territorialmente competente la valutazione di coerenza con ilprofilo formativo di riferimento rilasciata dall’ente bilaterale cui abbiano aderito e che entro  quindici giorni dalla data di avvenuta ricezione, il Centro perl’Impiego territorialmente competente verifica la coerenza dei contenuti del piano formativo individuale con il profilo formativo di riferimento. In caso di valutazione

negativa, ovvero di silenzio-rigetto, il datore di lavoro è tenuto alla riformulazionedel piano e successivamente gli stessi  Centri per l’Impiego trasmettono alla Regione Abruzzo – Direzione Politiche Attive del Lavoro, Formazione ed Istruzione, Politiche Sociali i piani formativi individuali per i quali abbiano attestato la coerenza con i profili formativi.

Si conclude la presentazione del provvedimento regionale in considerazione , elencando i  rimanenti aspetti   disciplinati nello stesso:

– certificazione delle competenze

– tutore aziendale

– offerta formativa degli enti accreditati

– accrtamento delle competenze acquisite

– crediti formativi e relativo riconoscimento

– certificazione del percorso formativo

– libretto formativo

– oneri derivanti dal finanziamento della formazione esterna dell’apprendistato -sistema e qualificazione della formazione nei contratti di apprendistato

– incentivazione alla trasformazione del contratto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato

– commissione  regionale apprendistato 

– tipologie    dell’apprendistato

– disposizioni finali e transitorie.

 

 

 

 

 

 

 

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